Votare PDL Perché: l’Argumentum ad Excludenda

Votare PDL perché? Eppure non è molto difficile.

In due parole, perché non ha senso votare chi non vuole il tuo voto.

Quali sono le alternative disponibili:

  • Non voto: questo è un modo di dire che non importa chi vinca. Quindi, è un voto per chi vince. E non parliamo per favore della bislacca idea della “Dichiarazione del Non Voto“. Scelta illogica.
  • Grillo e Cinque Stelle: seguaci delle idee strampalate di Casaleggio. Andranno in Parlamento determinati a non fare accordi con nessuno, e quindi costretti a stare zitti. Chiusi al mondo esterno, si ritengono settariamente superiori. Impossibili da votare per chi è stato nel PDL.
  • Ingroia: un gruppo di ex-Giudici così interessati alla legalità e alla Costituzione da non pensarci due volte a trasferirsi dalle aule processuali al dibattito televisivo. Determinati a portare avanti le loro battaglie in altro consesso. Ciechi e sordi ai problemi della Giustizia al di là di quelli di categoria. Impossibili da votare per chi è stato nel PDL.
  • Bersani e il PD: reduci cattocomunisdemocratdisinistadessosolodemocratici che hanno cestinato l’idea di Renzi di aprire al voto già PDL, voto che quindi NON vogliono. Basterebbe questo a renderli impossibili da votare per chi è stato nel PDL. Poi aggiungiamo la patrimoniale e la morte collettiva per tasse, e stiamo a posto.
  • Monti: dopo aver tenuto l’indice di produzione industriale in un trend negativo per quindici-mesi-quindici, alleato a Casini e Fini. Descrive gli elettori PDL come topi. Davvero e assolutamente impossibile da votare per chi è stato nel PDL.
  • Giannino e FARE: conosce tutte le soluzioni e le applicherebbe anche, ma passa il suo tempo a spiegare a tutti perché non sia d’accordo con ciascuno dei tutti. Spreca inutilmente energie per unirsi all’antiberlusconismo. Magari un’altra volta: impossibile da votare per chi è stato nel PDL.

Silvio B avrà i suoi difetti, ma le elezioni non sono mai un concorso per scoprire la persona più adatta a governare fra tutti i cittadini della nazione. Sono un modo per scegliere il meglio che c’è.

Al cospetto dei concorrenti, e indipendentemente dal suo programma elettorale, Berlusconi rimane l’unica scelta.

One Reply to “Votare PDL Perché: l’Argumentum ad Excludenda”

  1. Ma tant’è. Ben venga, comunque, questo ripensamento – ancorché tardivo – che assomiglia per la verità più a una folgorazione sulla via di Damasco. La “Sindrome di Arcore”, come la sindrome di Stoccolma, ha attanagliato per un ventennio il popolo italiano, rendendolo prigioniero del suo tiranno mediatico. E sorprende ora scoprire retrospettivamente che, in mezzo al pubblico dei teledipendenti, c’era anche l’ex Rettore dell’Università Bocconi, l’ex Commissario europeo alla Concorrenza, oggi presidente del Consiglio in carica, senatore a vita e capo della Lista Civica che dovrebbe restituire dignità politica al Centro di Pierferdinando Casini e di Gianfranco Fini.

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