UK: Inventato, Abbandonato

La sindrome del “non inventato qui” affligge il mondo, ma non Albione.

E’ quel modo di pensare secondo il quale tutto cio’ che viene “da fuori” va considerato con sospetto, anche se palesemente migliore di quello che si ha. E cosi’ per esempio l’Airbus, il gigante europeo dell’aeronautica, si e’ scontrata con un muro di gomma quando ha cercato di far usare un sistema francese ai tecnici tedeschi (che scandalo!).

I quali tecnici hanno continuato a lavorare come prima, con il risultato che l’enorme aeroplano A380 ha avuto gravisimi ritardi di consegna, per problemi con i cavi elettrici.

In Gran Bretagna invece i conservatorissimi indigeni hanno paradossalmente un atteggiamento che forse li distingue davvero dal resto del pianeta: nonostante la loro passione per inventare cose nuove, dopo un po’ quasi se ne disinteressano o comunque se ne curano poco. Visitare Londra e dintorni puo’ quindi sembrare un viaggio nel tempo, con varie idee e tecnologie congelate nel tempo ognuna ad un’epoca diversa..

La possiamo chiamare la “maledizione dell’inventato qui”. Di esempi ce ne sono davvero tanti: a cominciare dagli sport moderni, per passare ai computer, al radar, e naturalmente al trasporto ferroviario. Persino, un parco di dinosauri.

Partiamo dal calcio: uno sport con una storia lunga e complessa che include le risse alla fiorentina, e le partite in cui i Maya calciavano un capelluto “pallone”, la testa mozzata di un principe nemico. Per fortuna la tradizione calcistica non ci e’ arrivata dal Messico pre-colombiano, ma dai colleges di Eton e Westminster. E da li’, tramite l’Impero Britannico ma non solo, lo sport si e’ propagato in tutto il mondo, e anche in Italia dove il primo club e’ del 1887 a Torino.

Ma se prima della XX guerra mondiale le squadre inglese, scozzese, gallese e irlandese si crogiolavano nel rifiuto di partecipare ai Campionati del Mondo adducendo una palese superiorita’, tale sogno compiacente si frantumo’ nel 1950 quando gli USA addirittura sconfissero gli Inglese per 1 a 0. Tuttora, i britannici inventori del gioco hanno solo una Coppa del Mondo, vinta in Inghilterra con un quasi-goal e piu’ di quaranta anni fa.

Una situazione analoga riguarda il tennis moderno, nato e cresciuto a Wimbledon, sobborgo di Londra dove misteriosamente, un inglese non vince da ormai settanta anni. Nel golf ogni tanto c’e’ qualche inglese o scozzese ma se ne vedono pochi, e nel cricket, insomma, e’ una grande notizia quando l’Inghilterra vince, proprio perche’ capita poco (Coppe del Mondo, zero).

E non e’ solo una faccenda di sport. Intorno ai computers durante la guerra ci fu molto lavoro in Inghilterra, per decifrare i messaggi tedeschi. Solo che poi a guerra finita il tutto fu secretato (come anche il radar), neanche ci fosse stato il pericolo che Hitler e soci ricomparissero da un momento all’altro. Il primo computer programmabile e’ quindi americano (ENIAC, 1948). E nessuno penso’ a stabilire una IBM anglosassone.

Anche la storia ferroviaria inglese e’ davvero strana. Una volta “inventato” il treno (Stevenson, 1814), i britannici decisero di distribuirlo su tutta l’isola con i grandi progetti di Isambard K. Brunel. Arrivarono pure ad escogitare il mezzo di trasporto di massa che chiamiamo metropolitana, e il treno ad alta velocita’. Ma una trentina di anni fa, i soldi per proseguire nel migliorare le ferrovie finirono, e le idee furono abbandonate. Gli standard di viaggio sono oggi molto peggio che in Francia, Italia e Germania.

Un altro bell’esempio di questa abitudine all’abbandono sono i dinosauri a Crystal Palace. Nel 1851 la passione e le scoperte per i dinosauri erano appena cominciati. Questi mostri colossali affascinavano allora come oggi: e per permettere a un vasto pubblico di apprezzarne le fattezze e dimensioni, fu deciso di costruire dei modelli in scala 1:1 da esporre negli ampi spazi del nuovo parco di Crystal Palace, a sud di Londra. Come riportato dai giornali uno dei lucertoloni era cosi’ grande che un banchetto fu servito all’interno del suo stampo a un gruppo di egregi commensali la notte di Capodanno del 1853.

I dinosauri di Crystal Palace sono ancora li’, e attraggono ancora qualche turista. Ma sono vecchi d’aspetto, dopo un secolo di intemperie e di scoperte scientifiche che hanno radicalmente alterato le nostre conoscenze, e i nostri modelli, in fatto di dinosauri. Ai bestioni un po’ troppo rotondi e bruttini di Crystal Palace si contrappongono al giorno d’oggi gli agili e cattivi Velociraptor di Jurassic Park.

Il problema e’ che nessuno ha pensato di aggiornare i modelli in mostra a Crystal Palace.

Ecco, forse questo voler rinunciare a migliorare quello che si ha, preferendogli l’eccitazione del nuovo, e’ un modo incoscio di fissare nel passato l’attimo sfuggente di gloria, indubbiamente da non ripetere anche per non contaminarne la memoria.
Una specie di circolo virtuoso e vizioso allo stesso momento, insomma, amplificato dalle opportunita’ sociali offerte agli inventori. I quali, in una societa’ profondamente classista come quella inglese, possono comprarsi la scalata sociale a colpi di genio, ma una volta arrivati li’ non hanno alcun interesse a migliorare le idee iniziali.

Anzi, faranno di tutto perche’ non lo possa fare nessun altro.