TB or not TB: lo Scandalo Speaker, la Tubercolosi, e la Paura

Sono esterrefatto di fronte alle continue richieste di una punizione esemplare per Andrew Speaker, l’avvocato americano che e’ partito in viaggio di nozze per l’Europa nonostante fosse stato diagnosticato con una forma particolarmente brutta di turbercolosi.

Si legga per esempio una lettera sull’International Herald Tribune (in inglese), dove ne viene richiesta addirittura l’incarcerazione.

Una richiesta cosi’ emotiva dice di piu’ dell’Eta’ della Paura in cui viviamo, che dell’effettiva incoscienza del comportamento di Speaker.

In realta’ nessuno si e’ mai ammalato di tubercolosi dopo un viaggio aereo in compagnia di un portatore sano.

L’intero “Scandalo Speaker” e’ quasi impenetrabile a ogni chiarimento: la diagnosi e’ stata fatta per caso, a seguito della rottura di una costola; il padre di Speaker, anch’egli avvocato, ha registrato gli incontri con le autorita’ sanitarie prima del viaggio; il suocero e’ un microbiologo federale specializzato, guarda caso, in tubercolosi.

E’ anche praticamente inspiegabile perche’ Speaker non sia stato fermato prima o durante il viaggio, nonostante tutte le opportunita’: a meno che, naturalmente, lo “scandalo” non sia stato gonfiato a dismisura.

A naso direi che nessuno si sentira’ male fra chi ha viaggiato con Speaker; egli stesso non soffrira’ di alcun sintomo di tubercolosi; la diagnosi sara’ rivelata sbagliata fra qualche tempo; e nessuna lezione verra’ appresa in termini di gestione internazionale di rischi per la salute…specialmente perche’ non c’e’ mai stato, in questo caso, alcun rischio.