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Marx e Nietzsche sui Comunisti Invidiosi

(a completamento del mio precedent blog: “Socialisti? Comunisti? Invidiosi!“)

(mille grazie ai mie amici M ed E per queste segnalazioni)

Sul tema dell’invidia come la base del socialismo e del comunismo come vengono intesi adesso (e anche: come sono stati implementati nei “Paesi Socialisti”, e nella forma che ricorre oggi sotto la forma dell'”ecologismo verde-rosso”), cominciamo da Karl Marx, che riguardo alle proposte egualitariste come quelle di Babeuf, rispondeva (nei “Manoscritti Economico-Filosofici del 1844“):

Il comunismo rozzo non è che il compimento di questa invidia e di questo livellamento partendo dalla rappresentazione minima. Esso ha una misura determinata e limitata. Proprio la negazione astratta dell’intero mondo della cultura e della civiltà, il ritorno alla semplicità innaturale dell’uomo povero e senza bisogno, che non solo non è andato oltre la proprietà privata ma non vi è neppure ancora arrivato, dimostrano quanto poco questa soppressione della proprietà privata sia un’appropriazione reale

Ecco invece Friedrich Nietzsche nell’Anti-cristo (#57):

Chi detesto di piu’ fra gli agitatori di oggi? Gli agitatori socialisti, gli apostoli del Chandala [da un nome per gli “intoccabili” dell’India], che minano l’istinto, il piacere, il senso di soddisfazione del lavoratore con la sua piccola esistenza-che lo rendono invidioso, che gli insegnano la vendetta. La fonte del torto non è mai diritti disuguali ma la richiesta di diritti ‘uguali’“.

Nietzsche si occupa del socialismo anche negli aforismi 446 e 473 del libro “Umano, troppo umano”.

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Socialisti? Comunisti? Invidiosi!

Michael Shermer scrive sul Los Angeles Times:

“Preferiresti guadagnare $50,000 all’anno mentre gli altri ne guadagnano $25,000 oppure $100,000 all’anno quando gli altri ne ricevono $250,000? Ipotizza per il momento che non ci siano variazioni di prezzi nei due casi.

Sorprendentemente – incredibilmente, infatti – recenti studi mostrano che la maggior parte delle persone sceglie la prima opzione; vogliono cioe’ guadagnare il doppio degli altri, anche se cio’ significa guadagnare la meta’ di quanto avrebbero potuto. Quanta irrazionalita’ c’e’ in quel comportamento?”

E quindi adesso abbiamo le prove che il Socialismo (e il Comunismo, evidentemente) inteso come il credere che le societa’ umane debbano essere “giuste ed eque” significa piu’ che altro assicurarsi che nessuno guadagni piu’ di te.

C’e’ quindi poco da meravigliarsi del fatto che le “economie socialiste” non abbiano mai arricchito alcuna popolazione: l’obiettivo di tutti era…fare in modo che nessuno volasse piu’ in alto degli altri!