Tag Archives: rom

Bambini Rom: Quali Alternative Alle Impronte?

Un intervento di Valerio Vagnoli, gia’ insegnante al carcere minorile e al riformatorio di Firenze, pubblicato oggi su “Notizie Radicali”: “Bambini Rom: Quali Alternative Alle Impronte?

[…] non so bene cosa si possa fare per cambiare la vita a queste creature; so solo che in questi decenni non è stato fatto nulla e tutti noi siamo stati costretti a convivere con situazioni di vera e  propria promiscuità con i lager senza scandalizzarci e senza tante campagne in favore dei diritti dei bambini (rom). Oggi c’è chi sostiene, invece, che un trattamento da  lager lo si abbia costringendo i bambini ad offrire le loro impronte digitali agli organi di polizia. Di sicuro la decisione del governo ha avuto il merito di mettere l’opinione pubblica finalmente di fronte alla realtà e di offrire, se non altro, all’opposizione la possibilità di fare delle proposte concrete e mirate a far sì che questi bambini abbiano una loro identità e da lì si possa finalmente partire per garantirgli dignità di esseri umani. Aspetto fiducioso che una proposta alternativa e seria finalmente arrivi

Ziganopedocleptia Relativistica

Un’interessantissima serie dedicata da Lisa, l’autrice del blog Paniscus, “alla Zingara Rapitrice perpetua, quella che si aggira senza requie tra gli orli e le cuciture della storia come il Kowalsky dei Gang e l’eterno soldato di Roberto Vecchioni“.

Proprio lei, sempre la stessa: quella che in tutti i centri commerciali d’Italia, o in tutte le piazze affollate di città turistiche, periodicamente tenta di sequestrare un bambino nostrano” spesso manifestando almeno sui giornali, delle doti di ubiquita’ e rapidita’ da fisica relativistica, se non addirittura oltre i limiti del paranormale…

Come scrive Lisa:

Mai ‘na volta che ci riuscisse: puntualmente messa in fuga dalle grida disperate della madre, bloccata dai passanti, spesso ritrovata all’ultimo momento nel bagno del supermercato con la piccola vittima nascosta sotto la lunga gonna, solitamente scomparsa, qualche volta arrestata ma rilasciata subito, mai dimostrata colpevole, mai condannata esemplarmente per un reato così grave; e però, ogni volta,  immortalata e cristallizzata nella memoria collettiva, ed eletta a mito da qualche migliaio di persone in più, che da quel giorno in poi saranno prontissime a spergiurare che “…è dimostrato che questi fattacci esistono, me lo ricordo bene io quel caso che successe una volta tre anni fa che ne parlarono tutti i giornali per una settimana!

C’e’ quindi abbastanza materiale per far si’ che le “ipotesi” qui sotto non siano affatto azzardate:

  1. Ulteriori storie di rapimenti o tentati rapimenti di bambini da parte di Rom sono da considerare false fino a prova contraria
  2. Il numero di rapimenti di bambini da parte di Rom e’ zero. Altrimenti alla prima prova/condanna ci sarebbe un martellamento mediatico senza precedenti
  3. Il pregiudizio contro i Rom in Italia si manifesta sotto forma di razzismo
  4. Alcuni giornalisti sono incapaci o indegni (bella scoperta!)

Rifacciamoci gli occhi quindi con una semplice riflessione da parte di una persona seria:

Quando leggo di due casi tanto simili e spaventosi nell’arco di pochi giorni, in questo clima da caccia all’untore, le mie pur vecchie antenne di cronista si rizzano. Possibile che questi Rom proprio adesso, mentre sanno di essere sotto il fuoco incrociato e non metaforico di governo e di popolazione, si lancino in massa a rapire bambini italiani, il peggiore dei reati possibili, penalmente e psicologicamente? Poi inciampo in una storia che nessun TG, certamente non l’orrido TG1 autocelebratorio del momento, vi racconterà, dopo avere dato ampio credito alla mamma sconvolta, una storia che apre qualche dubbio almeno sulla vicenda di Ponticelli che ha scatenato il pogrom e che potete leggere in inglese sul sito dell’organizzazione per i diritti civili Gruppo EveryOne o, in italiano su http://www.annesdoor.com/club.html#195082, grazie a Luca Sofri e al suo “Wittgenstein”. Non so, perché sono sempre scettico (non cinico) se questa sia la verità o se sia soltanto la versione della difesa, ma so, e così rispondo anche a lei, che prima di aprire la botola, far correre le palline di cianuro, fare pulizie con le molotov o pompare la siringa, occorre sempre fermarsi e pensare. Non sempre le cose sono quello che appaiono. (Vittorio Zucconi, La Repubblica, 21 Maggio 2008)