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Onorificenze Partigianrepubblichine: Si o No?

All'”Ordine del Tricolore”, loro dicono di no…

DICIAMO NO

Esponenti del mondo politico, dell’associazionismo e della società civile dicono NO al tentativo posto in essere dall’On. Barani con la proposta di istituire l’Ordine del Tricolore, in base al quale coloro che ne saranno insigniti godranno di un vitalizio simbolico:l’accesso alla detta onorificenza sarà previsto per coloro che hanno prestato servizio nelle forze partigiane, per gli internati nei campi di concentramento e di prigionia, per gli appartenenti alle Forze Armate durante la guerra negli anni 1940-45 e per coloro che hanno combattuto nelle file della repubblica sociale nel biennio 1943-45.

Siamo di fronte ad un atto grave di oltraggio, non solo nei confronti dei valori costituzionali nati dall’antifascismo, ma anche nei confronti di tutti coloro che hanno combattuto, talvolta sono morti, per la libertà e la democrazia di questo Paese.

Equiparare chi si è opposto ad un regime e chi, invece, lo ha appoggiato è ingiusto per entrambe le parti oltre che pretestuoso.

E’ ugualmente pretestuoso il richiamo ad una presunta pacificazione nazionale che vuole cancellare la storia, fare come se nulla fosse stato: gli ex combattenti della Repubblica sociale, vigente la Costituzione repubblicana, hanno avuto il diritto di poter svolgere la loro vita liberamente, anche partecipando alla vita politica, esprimendo le loro idee, come garantito da quei principi ispiratori della vita democratica per cui sono morti coloro contro cui avevano combattuto durante la Liberazione. Questa è la manifestazione di una convivenza più pacifica possibile senza bisogno di riscrivere la storia, ordinando dall’alto di rimarginare ferite, forse, ancora aperte.

Le decorazioni al valore di cui sono insignite sia la Provincia di Massa Carrara che il Comune di Villafranca in Lunigiana, sono bagnate del sangue di chi ha resistito: quel sangue, ancora oggi, non può essere stato versato invano.

Chiara Guastalli, Valentina Guerrini, Fabrizio Finali e Remo Pratici dell’Anpi Villafranca-Bagnone
Mara Cavalli e Danilo Amadei consiglieri comunali del gruppo Villafranca Nostra
Gruppo Consiliare PD del Comune di Villafranca Lunigiana
Associazione Culturale Tina Modotti
Circolo Arci Torrano
Arci Provinciale zona Carrara Lunigiana

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Dichiarazione Collettiva di Responsabilita’ Italiana

Che dite, non sarebbe un buon inizio?

Noi sottoscritti Italiani di vita e di cultura riconosciamo di:

-avere come obiettivo una felicita’facile, mai seriosa, non troppo impegnativa, non troppo faticosa” (1)

-essere capaci di tollerare di tutto e di piu’ in nome di tale felicita’: al punto da aver inventato e poi permesso non solo lo stabilirsi della dittatura fascista e l’impunita’ dei delitti come quello Matteotti, ma anche l’implementazione delle vergognosissime leggi razziali, e l’entrata in guerra per dimostrare una virilita’ del nostro regime poi rivelatosi metaforicamente eunuco

-essere anche capaci di atti di incredibile eroismo nella lotta partigiana, e di costruire fra fame e macerie una Repubblica con una Costituzione avanzatissima per i suoi tempi: ma solo dopo aver toccato il fondo e anche piu’ in giu’, dopo che “una mattina” (il 9 settembre) improvvisamente ci siamo “svegliati” e abbiamo “trovato l’invasor” (come indicato con sottile ironia nella celeberrima “Bella Ciao“)

non avere remore a piangere miseria e a lamentarci della scarsa rappresentativita’ della “Casta” dei politici: per poi acquistare in massa le TV ultrapiatte, strafregandosene della previdenza, ed eleggere senza tema di smentita quegli stessi, vituperati politici (2)

-sognare un mondo dove non occorrano regole e tutto venga risolto d’amore e d’accordo: e per quel motivo, riconosciamo di arrivare a lastricare di buone intenzioni la strada per il nostro inferno, a partire dal radicamento di mafia e affini come gruppi di mutuo soccorso contro lo Stato-nemico, passando poi per la pericolosissima ingerenza etico-episcopale nella politica, non cosi’ dissimile dal corporativismo dirigista del fascismo, per finire con il consociativismo catto-comunista degli ultimi sessanta anni che blocca ormai ogni idea e ogni riforma e trasforma la politica in una pura “spartizione della torta“. Della corruzione per un pezzo di pane e/o un panettone, siamo ormai famosi nel mondo.

-parlare infine a vanvera di liberta’ di pensiero e di opinione, nonostante appunto siamo pronti a demonizzare chi la pensi diversamente da noi quasi fossimo tutti tanti Torquemada: tanto che non e’ possibile sentire ogni opinione neanche nelle manifestazioni a favore dei diritti civili

Riconosciamo infine l’ovvieta’ che se vengono ripetute le azioni passate, e’ quasi impossibile aspettarsi risultati diversi. Un giorno forse ne trarremo le conseguenze: speriamo solo di non dover aspettare di essere “invasi da qualche ex-alleato, di nuovo.

(seguono: 60 milioni di firme)

(1) Sulle promesse del populismo italiano: Piero Ignazi, IlSole24Ore, 03/02/2008

(2) Sul contrasto fra TV ultrapiatte e previdenza: Marco Liera, IlSole24Ore, 09/12/2007