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“Nessuno sta dalla parte di Rosarno: ecco perchè in Calabria vince la ‘ndrangheta, e perde lo Stato”

Segnalo questo blog sulla situazione a Rosarno, scritto da Peppe Caridi. Non sono d’accordo su tutti i dettagli ma la conclusione e’ straordinaria nel suo centrare l’antico problema della Calabria:

Quella di Rosarno è stata una guerra fra poveri: da un lato c’erano poveri Italiani, dall’altro c’erano poveri Africani. Hanno perso tutti, ma l’intellighenzia culturale del nostro Paese ha deciso che “i negri hanno ragione” e che i cittadini di Rosarno sono “razzisti e xenofobi”. L’hanno detto e l’hanno scritto un pò tutti, tranne la ‘ndrangheta: l’unica organizzazione che ha deciso di stare dalla parte di Rosarno. Gli altri non possono stare dalla parte di Rosarno perchè pensano che Rosarno sia la ‘ndrangheta. Perchè pensano solo a quei 300 affiliati criminali, non certo rappresentativi anche degli altri 15.700 Rosarnesi onesti e sani.
Qualcuno, tra loro, ha detto di voler fondare un circolo della ‘Lega Nord’ a Rosarno: c’è già a Pantelleria, e una ragazza di Scilla, Carmela Santagati, 29 anni, alle ultime elezioni Europee del 6 e 7 giugno 2009 s’è candidata con la ‘Lega Nord’ in Calabria e ha preso quasi duemila voti. Probabilmente sarà candidata anche alle vicine elezioni Regionali nella lista Calabrese della ‘Lega Nord’, che – strano ma vero – in Calabria rappresenta oggi l’ultimo presidio dello Stato contro la ‘ndrangheta, l’unico appiglio possibile per la gente comune rispetto alla ‘ndrangheta, l’unica organizzazione che – come la ‘ndrangheta – in situazioni simili sceglie di stare dalla parte dei cittadini.

Come ci siamo ridotti…da culla della civiltà Mediterranea, a regno dei paradossi. Siamo costretti a scegliere tra la Lega Nord e la ‘ndrangheta perchè tutti gli altri stanno contro di noi.

Italiani Razzisti? No, Ma Con Un Enorme Complesso Di Inferiorita’

I leghisti, per quanto cerchino di fare la figura dei cattivoni tutti impegnati a rinvigorire gli agonizzanti partiti di estrema sinistraa furia di stupidaggini sull’immigrazione, non si comportano da razzisti. E Franceschini che cerca di attaccarsi a quello stesso tram rinsaldando i ranghi del PD fra un’indignazione e un’allusione al Fascismo e alle leggi razziali, dimostra di non aver capito molto di quello che sta succedendo.

Perche’ i leghisti non si comportano da razzisti? Perche’ un razzista non dice “ai bianchi i posti migliori” oppure “agli anziani bianchi la precedenza negli ospedali”. Un razzista dice “ai neri i posti peggiori”, e “agli extracomunitari bassa priorita’ al pronto soccorso”.

La differenza sembra ma non e’ sottile. Il politico leghista medio che appare in televisione o alla radio, ultimamente, non sembra tanto preoccupato a dimostrare la superiorita’ della propria “etnia” quando a difenderla contro quello che viene interpretato come una minaccia (qualunque straniero “extracomunitario”).

Insomma questi paladini della difesa degli Italiani sono in realta’ i primi a pensare che siamo alla frutta e che non siamo capaci di difenderci dalle culture altrui. Cosi’ come gli amministratori di Lucca quando hanno proibito i negozietti dove si serve il kebab, come se la cucina locale avesse smesso di essere buona, e/o comunque fosse troppo debole per andare avanti per conto suo.

Quali siano i motivi che spingano un leghista, o comunque un politico italiano, a pensare alla cultura e alla societa’ italiane in maniera cosi’ negativa, e’ qualcosa che sarebbe davvero da esplorare bene…per intanto, consideriamo il fatto che spiega molto bene il perche’ di questo continuo cercare come fare ad allontanare quanti piu’ immigrati possibili, regolari o meno.

Nella cultura italiana che si sente inferiore all’Europa e vorrebbe diventare come quella, non c’e’ ovviamente spazio per africani ed asiatici che anzi rischiano di presentare dell’Italia un’immagine molto lontana da quella dello stereotipo “Europa”.

A Roma, Colmo dei Colmi Su Obama

Colmo dei colmi alla manifestazione “Siamo Tutti Abbronzati” a Roma, dove quello che potrebbe essere stato l’organizzatore si e’ presentato con (una serie di cartelli che fanno violenza alla lingua inglese e) la faccia coperta da un qualche lucido per scarpe.

Ma se quel tizio e’ davvero cosi’ contrario al presunto razzismo di Berlusconi, perche’ mai ha deciso di chiedere scusa ad Obama rinverdendo il vituperatissimo (e razzistissimo) stile “blackface“?

Blackface contro il razzismo
Blackface contro il razzismo???

E Infatti…Berlusconi E’ Invidioso di Obama

Consueta litania di sciocchezze su Repubblica (e non solo) sulla “gaffe” di Berlusconi che avrebbe maldestramente dimostrato il suo razzismo definendo Barack Obama “giovane, bello e abbronzato” (il razzismo, evidentemente, si riferirebbe all’abbronzatura, visto che “giovane” e “bello” non sono certo le parole usate comunemente da nazisti e iscritti al Ku Klux Klan).

Sul colore della pelle (e sulla “razza”) di Obama ci sarebbe da chiacchierare un po’. Per il momento oso pensare invece che Silvio sia invidioso, e non razzista: perche’ lui (Silvio) spende soldi a palate per mostrarsi in salute, il piu’ “giovane e bello” possibile nonostante l’eta’, cominciando appunto da chissa’ quante “lampade” e chissa’ quanto trucco, con lo scopo primo di sembrare…abbronzato!

Perche’ l’abbronzatura e’ segno di salute, almeno negli ultimi 80 anni o giu’ di li’.

Alla base di tale invidia probabilmente la consapevolezza che Obama sia una versione “liberal” di Berlusconi stesso, come scrivevo pochissime ore fa: inclusa la telegenia, e la potenza mediatica.

Razzismo in Italia e in Europa: Oltre La Politica

Abdul William Guibre e’ morto da poco e sui giornali si parla di omicidio a sfondo razzista (ahime’, vista la qualita’ del giornalismo italiano, e’ quindi probabile che “a sfondo razzista” quell’omicidio non sia stato…).

Comunque visto che saltano gia’ fuori quelli pronti alla polemica politica, traduco una recente lettera all’International Herald Tribune, pubblicata l’11 luglio 2008 e firmata Anita Inder Singh, Professore a Nuova Delhi presso il Centro per la Pace e la Risoluzione dei Conflitti: una lettera per ricordare che il problema del razzismo e di come convivere con il “diverso” e’ un problema non solo della Lega Nord, e non solo dell’Italia, ma di tutta la cultura europea:

Razze ed Europa

Il razzismo, la xenofobia, l’islamofobia e la xenofobia stanno tornando in auge in Europa per una serie di motivi.

Partiti politici e leader non-estremisti stanno giocando la carta della razza e della xenofobia per ottenerne vantaggi politici. In Gran Bretagna, il miope assecondare dei Laburisti nei confronti degli xenofobi ha portato alla sconfitta dei primi nelle ultimi elezioni locali. E durante la campagna elettorale presidenziale francese lo scorso anno, Nicolas Sarkozy ha rubato la retorica anti-immigrazione a Jean-Marie Le Pen.

In Europa, manca una qualsiasi sfida politica significativa contro il razzismo, l’islamofobia, la xenofobia e le divisioni sociali che ne derivano.

Cittadini discendenti da immigrati sono un fatto della vita in ogni paese europeo, ma nessun partito politico sta seriamente tentando di creare una politica inclusiva. Nessun Paese europeo sembra essere orgoglioso della propria diversità.

Il contrasto con gli Stati Uniti e’ molto forte: li’, la nazione si congratula con se stessa per le sue radici nell’immigrazione. E’ forse quella una delle ragioni per cui gli Stati Uniti sono riusciti meglio dei Paesi europei a rendere i propri immigrati dei cittadini leali?

Lo scorso anno, una relazione da parte dell'”Eurobarometro” ha rivelato che la discriminazione esiste in ogni Stato membro dell’Unione Europea. Questo è possibile perché è politicamente e socialmente accettabile discriminare in base alla razza o alla religione. Finanche la cortesia piu’ ordinaria – per non parlare della tolleranza – manca dai messaggi di propaganda che annebbiano i canali politici e sociali.

E i jihadisti europei hanno solo peggiorato la situazione: l’intolleranza di partiti estremisti e non, semplicemente si alimenta e si ingrassa su quella di tenore islamico.

L’intolleranza etnica non è estranea all’Europa. Infatti, quelli che erano stati classificati eufemisticamente come “problemi delle minoranze europee,” hanno scatenato due guerre mondiali.

Spero che partiti politici e leader lanceranno una sfida al razzismo e alla xenofobia nel 21° secolo in Europa. Spero che la “tradizione” europea di intolleranza non venga alla superficie di nuovo in una nuova veste, e che la diversità europea diventi un fattore capace di arricchire la vita di molti, che sia o meno capitato loro di essere cittadini di Paesi europei.

Perche’ I Neri Corrono Piu’ Veloci Dei Bianchi?

Perche’ i neri corrono piu’ veloci dei bianchi? Si chiede qualcuno. Una domanda che si puo’ mostrare sia priva di fondamento.

Prima di tutto occorre rendersi conto che esiste un “passato” su questo tema. In generale, isogna sempre cercare di vedere cosa c’e’ dietro questa o quella teoria scientifica, soprattutto quando parla di persone, e non di ammassi globulari o le abitudini predatorie dei ragni della Patagonia.

E purtroppo, dietro gli “studi” su base razziale c’e’ una storia molto brutta, e ripetuta, di abusi della “scienza” da parte di chi ha voluto e vuole portare avanti le sue teorie razziali. Si finisce sempre con il cercare di classificare quale razza sia meglio dell’altra, e da questo alle discriminazioni il passo e’ troppo breve per non mettere dei paletti molto alti, che tutte le teorie in argomento devono essere capaci di superare prima di poter essere accettate.

Il libro di Stephen Jay Gould “The Mismeasure of Man” e’ pieno zeppo di esempi di teorie che oggi troviamo razziste o sessiste, ma alla loro epoca erano accettate quasi come verita’ rivelate. Prima la capacita’ cranica, poi la forma della faccia, poi il quoziente intellettivo. Al giorno d’oggi, quando lo sport e’ di moda, si parla di prestazioni sportive.

Non va trascurato neanche il fatto che studi “razziali” o “sessisti” saranno fatti soprattutto da coloro che hanno gia’ idee “razziali” o “sessiste”, che’ altrimenti probabilmente non si porrebbero neanche il problema. Voglio dire: se mi viene detto di mettere nello stesso gruppo un senegalese e un mozambicano perche’ “neri” io mi metto a ridere. Se viene detto lo stesso a un razzista convinto, accettera’ senza fiatare. Chi dei due intraprendera’ e pubblichera’ studi che comparino quei due “neri” con i “bianchi”? Non certo io.

Il fatto e’ che gli afro-americani sono originari di una larga fetta dell’Africa occidentale. Ora, e’ proprio in Africa che esiste di gran lunga la piu’ grande variabilita’ genetica, per cui c’e’ da aspettarsi che ci sia una grandissima variabilita’ anche fra gli afro-americani.

E’ vero che dal tempo della schiavitu’ ad ora c’e’ stato del “rimescolamento” visto che la maggior parte di loro faceva figli con altri afro-americani, ma il numero di generazioni e’ cosi’ piccolo da non far ritenere che tale rimescolamento abbia inciso sulla variabilita’ genetica (e non parlo neanche del gran numero di “misti”, con antenati europei, indiani d’america, etc etc).

E’ vero anche che hanno in genere la pelle di colore piu’ scuro, gli afro-americani, ma questo, in Africa, e’ dovuto a una convergenza evolutiva fra popolazioni geneticamente diverse ma che vivono sotto lo stesso Sole. In pratica, il colore della pelle non e’ una indicazione di vicinanza o somiglianza genetica, cosi’ come nessuno dira’ che Etiopi e Cingalesi sono da considerare “una razza” solo perche’ il colore della pelle e’ straordinariamente simile.

Quindi parlare di “neri” come distinti dai “bianchi” come se ci fossero dei tratti genetici tipici dei “neri” e non dei “bianchi” appunto, distinguendo quindi due “razze”, e’ assolutamente improprio, fino a prova contraria.

Come fare poi su queste basi cosi’ traballanti a tirar fuori le “cause” della presunta capacita’ di correre, proprio non riesco a capirlo. Ma non e’ la prima volta che succede: fino a pochissimi anni fa era proibito alle donne correre la Maratona, e c’era anche chi diceva che “scientificamente” il calcio e il ciclismo non erano adatti alle femmine della nostra specie, per questa o quella caratteristica del bacino.

Tutte panzane, naturalmente, ma che hanno ritardato quegli sport per decenni.

Come mai allora tanti sprinters sono neri? E’ questa una domanda a cui non si puo’ dare risposta. Come ho detto sopra, non esiste “il nero”, e quindi non ci si puo’ chiedere perche’ “i neri” facciano questo o quello. Quanti campioni della boxe (pesi massimi) sono stati “neri”? C’e’ forse anche li’ qualcuno che suggerisce che il colore della pelle aiuti nello sviluppare i pugni, e (addirittura!) nel sopportarli?

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Fra l’altro, giusto per rifarci alle zone dell’Africa e delle Americhe dove “geneticamente” dovrebbero essere piu’ simili agli afro-americani…dove sono tutti i corridori (sprinters, stiamo parlando di corse brevi) brasiliani, nigeriani, ghanesi, toghesi, beniniani, senegalesi, gambiani, cubani etc etc etc?

E che, forse quelli non sono “neri” abbastanza?

La Giamaica e’ solo un’isola fra tante…ma da Trinidad esce un tizio ogni tanto, cosi’ come dalle Barbados, mentre da un gran numero di altre isole lo zero assoluto. I cubani poi per esempio non sono secondi a nessuno in termini di infrastrutture sportive. Correre soprattutto lo sprint breve e’ anche uno sport che non ha bisogno di infrastrutture, ma solo di un rettilineo di 100 metri o poco piu’. Infine, nel mondo globalizzato non e’ difficile trovare esempi di atleti che gareggiano per una nazione ma hanno borse di studio in un’altra, come gli USA ma anche l’Italia.

Per cui anche un ghanese o un cameruniano o un tizio di St.Lucia veloci non avrebbero troppe difficolta’ a farsi vedere sulla scena internazionale.

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Il problema di fondo e’ ovviamente che in Ghana come in Camerun, come a Cuba, lo sprint non e’ lo sport nazionale. I potenziali talenti nella corsa non vengono scoperti semplicemente perche’ non corrono.

Se nessuno gioca a pallamano, e’ ovvio che non verra’ fuori nessun super giocatore di pallamano. In India tutti adorano il cricket, e tutti gli eroi sportivi giocano a cricket. Chi vuole diventare un eroe e pergiunta ricco pratica il cricket. In Italia, fa il calciatore, non certo la pallamano o il baseball. In Armenia e Georgia, gli eroi sono lottatori e sollevatori di pesi. etc etc.

Questo discorso su base sociale e culturale basta e avanza per spiegare perche’ i Giamaicani corrono in fretta, e i Finlandesi no (quelli, fanno l’hockey su ghiaccio e il giavellotto). Perche’ infilarci su delle ipotesi razziali che come detto sopra non hanno base genetica, non lo so.

Ma qualcuno dira’: e i Kenyani che vincono le corse di fondo e mezzofondo? I kenyani, appunto. Non i “neri”. I kenyani che vincono sono poi quelli degli altipiani, ed e’ relativamente semplice verificare che hanno piu’ globuli rossi/emoglobina degli altri, abituati a vivere dove c’e’ meno ossigeno.

Al che uno si dovrebbe chiedere, dove sono i Peruviani maratoneti? Ma di nuovo, in Peru’ non si pratica la corsa campestre, e quindi non si possono scoprire “campioni di corsa campestre”. I peruviani giocano a calcio.

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Un ottimo esempio dell’effetto delle convenzioni sociali riguarda il nuoto. A parole, e’ da piu’ di quaranta anni che i neri d’America possono fare il bagno in piscina con i bianchei. Nella pratica e’ un’altra faccenda. Prima devono avere l’idea di andare in piscina; poi devono trovare una piscina che li accetti senza tante storie o boicottaggi; poi devono avere l’idea che si puo’ gareggiare; poi devono trovare un allenatore che li accetti senza tante storie o boicottaggi o pregiudizi; poi devono praticare lo sport in maniera massiccia, al punto da poter individuare i campioni. Etc etc.

Ci vuole molto tempo perche’ qualcosa del genere accada in pratica. E’ quanto si dice “costruire un movimento” in cui poi eccellono i campioni. E infatti Cullen Jones, nero del Bronx, ha vinto l’oro quest’anno, nella 4×100 stile libero, secondo afro-americano USA ad esserci riuscito (il primo era stato nel 2000). Un periodo insomma di circa 40 anni dal 1964, poco piu’ di una generazione, che e’ quanto ci si potrebbe aspettare.

Pensiamo anche al superuomo Usain Bolt: se non avesse trovato un allenatore coraggioso che lo ha accettato come corridore quando tutti dicevano che era troppo alto per lo sport. Adesso va piu’ veloce degli altri perche’ ha le gambe piu’ lunghe, ma chi glielo dice a tutti i giamaicani rigettati dalle associazioni sportive perche’ oltre un limite arbitrario e, sappiamo oggi, assurdo?

E quanti “bianchi” veloci vengono rifiutati dalle scuole di sprint perche’ “lo sanno tutti che i neri sono piu’ veloci”, cosi’ come prima di Bolt lo sapevano tutti che “quelli bassi corrono piu’ in fretta”?

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Insomma: se uno non impara, non impara. E quindi non ci sono campioni del cricket francesi o spagnoli o italiani. Magari io o tu saremmo potuti essere dei recordmen assoluti in quello sport, ma non lo sapremo mai, perche’ non ci sono ne’ le infrastrutture, ne’ le esperienze, ne’ la voglia di giocare a cricket.

Questo ultimo esempio mi sembra che _dimostri_ che con la prestazione sportiva, la genetica c’entra proprio poco, a parte casi particolari come i kenyani corridori.