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Porta Pia: Considerazioni Finali

Si e’ appena concluso il convegno “Roma 20 settembre 1870, data epocale del mondo contemporaneo? Eredità e attualità”, organizzato a Londra e con la partecipazione di Emma Bonino e Marco Pannella, piu’ uno stuolo di studiosi di varia nazionalita’ (italiani, francesi, un olandese, due ungheresi, due inglesi, etc etc).

E’ stato un incontro molto interessante che speriamo si traduca presto in un nuovo convegno allargato a personalita’ anche non esattamente laiche. Ho avuto l’opportunita’ di presentare e commentare alcune parti della lettera di Vittorio Emanuele II a Pio IX, datata 8 settembre 1870, missiva curiosamente assente dal web in Italiano finche’ non l’ho tradotta personalmente secondo quanto riportato all’epoca dal New York Times.

Quali conclusioni? Il particolare piu’ interessante e’ stato scoprire che la fine del Potere Temporale il 20 settembre 1870 ha portato alla disfatta del clericalismo…in Francia! Le ramificazioni nella politica transalpina sono durate per vari decenni, infatti, e a un’improvvida propaganda filoborbonica che voleva addirittura una guerra fra la Francia e l’appena unita Italia si oppose con successo un movimento anticlericale che poi con Gambetta portera’ alla disistituzionalizzazione quasi completa della Chiesa Cattolica in suolo francese.

Per l’Italia invece c’e’ poco da celebrare, e la possibilita’ che per esempio il movimento liberale di ispirazione mazziniana possa aver vinto qualcosa, e’ un grosso punto interrogativo. Addirittura, due dei relatori, la Professoressa Riall esperta di Garibaldi, e il Professor Viaene che ha parlato della risposta vaticana al XX settembre, hanno praticamente detto quanto ho scritto ieri, a proposito della prima giornata: e cioe’ che in fondo in fondo e’ stato Pio IX a “vincere”, trasformando il Papato nella forma moderna e universale che conosciamo adesso, ben al di la’ del semplice Capo di Stato che era stato fino a quel momento.

Cosa rimane da fare? Molto, anzi moltissimo. Anche per il bene della Chiesa, e dei Cattolici, come ha sottolineato Pannella dimostrando che esiste anche la possibilita’ di essere laici senza per questo disprezzare chi non lo sia.

Porta Pia: Considerazioni al Termine della Prima Giornata

Il convegno “Roma 20 settembre 1870, data epocale del mondo contemporaneo? Eredità e attualità” a Londra oggi venerdi’ 19 e domani sabato 20 settembre in occasione dell’anniversario della fine del Potere Temporale, e’ partito con il piede giusto, una serie di interventi interessanti sul contesto politico della “breccia” a livello europeo, inclusa la situazione in Francia e in Ungheria, e un’analisi della situazione riguardo la firma del Concordato nel 1929.

Il clou e’ stato l’intervento finale di oggi, di Emma Bonino, quando e’ stato letto un contributo di Adriano Sofri riguardo la storia dietro al quasi sconosciuto quadro “Gli ultimi momenti di Giuseppe Mazzini” di Silvestro Lega.

Gli ultimi momenti di Giuseppe Mazzini
Gli ultimi momenti di Giuseppe Mazzini

Vediamo come evolveranno le cose domani ma finora non ho sentito niente che possa smentire la mia sensazione diffusa che, centotrentotto anni dopo, ad aver vinto sia stato Pio IX, e ad aver perso sia stato proprio Mazzini (il quale, rinchiuso il 13 agosto 1870 nella fortezza di Gaeta, fu molto rattristato a vedere Roma cadere nelle mani del Regno d’Italia, come riferito dalla Bonino).

Pio IX, infatti, all’epoca si era appena fatto dichiarare infallibile, aprendo la strada all'”Imperatore Spirituale” che e’ il Papa moderno. Avendo poi gia’ tutte le garanzie riguardo il mantenimento della Citta’ del Vaticano, come suggerito nella lettera dell’8 settembre 1870 di Vittorio Emanuele II, Pio IX decise di non far arrendere le truppe pontificie nonostante l’ovvia superiorita’ di quelle italiane, chiedendo invece al Comandante del suo esercito, il Generale tedesco Conte d’Armin, di opporre una minima resistenza…quanto bastasse insomma perche’ nessuno potesse dire che Roma fosse stata consegnata dal Papa all’Italia, gettando le basi di decenni di negoziati intorno alla “Questione Romana”.

Vittorio Emanuele II, dal canto suo, nella lettera dice esplicitamente di voler occupare Roma per evitare un ritorno delle “forze cosmopolite”: cioe’, di quelle forze liberali/repubblicane che evidentemente all’epoca si rifacevano a Mazzini stesso.

Con il Concordato firmato 59 anni dopo la “Breccia” e lo Stato mussoliniano trasformato praticamente in un ibrido clerical-fascista; con l’avvento della Repubblica nel 1948 ma sotto il controllo costante delle Democrazia Cristiana; con le ingerenze post-1992 senza ormai piu’ freno da parte dei Vescovi italiani nella politica…insomma, sembrerebbe proprio che se tornassero oggi redivivi, a sorridere sarebbe Pio IX e non certo Giuseppe Mazzini.

Porta Pia: Il Testo della Lettera di Vittorio Emanuele II al Papa

Questa lettera, di fondamentale importanza per comprendere alcuni retroscena della “Breccia di Porta Pia“, scritta l’8 settembre 1870 a Firenze da Vittorio Emanuele II, Re d’Italia, a Papa PIo IX, non sembra esistere in alcuna forma su internet, in italiano, (anche se ne fanno cenno alcuni siti) e l’ho trovata solo negli archivi in inglese del New York Times. Alcuni spunti interessanti:

  1. VE-2 si presenta come difensore della monarchia, del papato, e del quieto e ordinato vivere CONTRO le “forze cosmopolite”, quelle che noi probabilmente chiameremmo “laiche e democratiche”
  2. Viene anche agitato lo spauracchio dell’agitazione popolare contro la presenza di truppe straniere, cioe’ francesi soprattutto
  3. L’idea dello Stato della Citta’ del Vaticano e’ esplicitata chiaramente

Santissimo Padre: Con l’affetto di un figlio, con la fede di un Cattolico, con la lealta’ di un Re, con il sentimento di un Italiano scrivo di nuovo, come ho gia’ fatto in passato, al cuore di sua Santita’.

Una tempesta piena di pericoli minaccia l’Europa. Favorito dalla guerra che devasta il centro del Continente, il partito della rivoluzione cosmopolita aumenta in coraggio e in audacia, e si sta preparando a sferrare, specialmente in Italia e nelle province governate da sua Santita’, gli ultimi colpi alla monarchia e al Papato.

Lo so, Santissimo Padre, che la grandezza della vostra anima non sara’ mai inferiore alla vastita’ degli eventi, ma io, un Re Cattolico e un Re Italiano, e in quanto tale guardiano e sicurezza per bonta’ della Divina Provvidenza e per volonta’ della nazione dei destini di tutti gli Italiani, sento il dovere di prendere la responsabilita’, di fronte all’Europa e al Cattolicesimo, di mantenere l’ordine nella penisola, e la sicurezza della Santa Sede.

Adesso, Santissimo Padre, lo stato d’animo delle popolazioni governate da Sua Santita’, e la presenza fra di loro di truppe straniere provenienti da posti diversi e con intenzioni diverse fra loro, sono una fonte di agitazione e di pericoli evidenti a tutti. La sorte o l’effervescenza delle passioni puo’ portare alla violenza e a uno spargimento di sangue, che e’ mio dovere e vostro, Santissimo Padre, evitare e prevenire.

Vedo come irrevocabile necessita’ per la sicurezza dell’Italia e della Santa Sede che le mie truppe che gia’ sono di guardia alle frontiere, avanzino e occupino le posizioni che saranno indispensabili per la sicurezza di sua Santita’ e per il mantenimento dell’ordine.

Sua Santita’ non vorra’ vedere un atto ostile in questa misura di precauzione. Il mio Governo e le mie forze si limiteranno assolutamente ad un’azione che conservi e tuteli i diritti, facilmente riconciliabili, della popolazioni romane con l’inviolabilita’ del Sovrano Pontefice e della sua autorita’ spirituale, e con l’indipendenza della Santa Sede.

Se sua Santita’, come non dubito, e come il suo carattere sacro e bonta’ dell’animo mi fa sperare, e’ ispirato con una volonta’ uguale alla mia ad evitare ogni conflitto e a rifuggire il pericolo della violenza, sara’ capace di intraprendere, con il Conte Ponza di San Martino che vi presenta questa lettera, e che ha ottenuto le istruzioni necessarie dal mio Governo, quelle misure migliori che condurranno al fine desiderato.

Vorra’ sua Santita’ permettermi di sperare ancora che questo momento, cosi’ solenne per l’Italia come per la Chiesa e per il Papato, sara’ occasione per l’esercizio di quello spirito di benevolenza che non e’ mai stato estinto dal suo cuore, verso questa terra, che e’ anche la sua nazione, e di quei sentimenti di conciliazione che ho sempre cercato con infaticabile perseveranza di tradurre in azioni, in modo che mentre vengono soddisfatte le aspirazioni nazionali, il Capo della Cattolicita’, circondato dalla devozione della popolazioni italiane, possa conservare sulle rive del Tevere una sede gloriosa indipendente da ogni sovranita’ umana?

Sua Santita’, nel rimuovere da Roma le truppe straniere, nel liberarla dal continuo pericolo di diventare il campo di battaglia per i partiti sovversivi, avra’ compiuto un lavoro meraviglioso, dato pace alla Chiesa, e mostrato all’Europa, scioccata dagli orrori della guerra, come grandi battaglie possano essere vinte e immortali vittorie ottenute con un atto di giustiza e con una singola parola di affetto.

Prego sua Santita’ di concedermi la sua benedizione Apostolica, e rinnovo a sua Santita’ l’espressione del mio profondo rispetto.

A sua Santita’ dal piu’ umile, piu’ obbediente, e piu’ devoto figlio

Vittorio Emanuele
Firenze, 8 Settembre, 1870

Curiosi Avvenimenti Intorno A Porta Pia

Manca poco meno di un mese all’ennesimo anniversario riguardo Porta Pia (20 settembre 1870, per chi non se lo ricordasse). Un paio di curiosita’ in proposito:

  • In base a un resoconto dell’epoca (dal New York Times), il 14 settembre Pio IX avrebbe annunciato un Plebiscito sullo status delle aree ancora controllate dal Papa (in pratica, solo il Lazio) . Questo cambierebbe un po’ la storia “lineare” della vittoria del Regno d’Italia cui sarebbe poi seguito il classico “plebiscito” per l’annessione al Regno.
  • In una lettera a Pio IX (lettera il cui testo in italiano non ho ancora trovato), Vittorio Emanuele II dice di dover agire per difendere Roma e l’Italia “dalle forze cosmopolite” e “sovversive”. E quindi non esplicitamente per ripulire il Papato dal Potere Temporale. Non si tratta di una questione trascurabile, perche’ proprio quella lettera consenti’ per esempio al Primo MInistro britannico Gladstone di non dover intervenire militarmente in difesa di Pio IX, nonostante le pressioni ricevute dall’Irlanda (all’epoca, parte dell’Impero della Regina Vittoria)
  • Per “caso” cioe’ no, in quegli stessi mesi c’erano altri grandi cambiamenti: la Prussia vinceva la guerra contro la Francia di Napoleone III, il quale abdicava; la Germania veniva riunificata lasciando la Cattolicissima Austria fuori; e il Papa era appena riuscito a farsi dichiarare “infallibile” dal Concilio Vaticano I. Diventando quindi l’ultimo Papa Re, e il primo Papa moderno.