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Contro il Ribellismo, Un Nuovo Antifascismo Per il XXI Secolo

Il sito Peacelink ha pubblicizzato una straordinaria serie di lettere scritte dal giornalista Paolo Barnard, riguardo la situazione italiana: straordinaria perche’ Barnard, lungi dal cantare con il coro, mette il coltello nella piaga (e lo gira vistosamente) dei difetti dei Grillini, dei Travagliati, dei fissati con Report, di tutti coloro insomma che pensano che andare a sentire dei tizi che fanno per mestiere la lagna e la denuncia, serva davvero a risolvere anche uno solo dei loro problemi.

Barnard, che decisamente non e’ un Masaniello, va al di la’ della moda del momento, e indica chiaramente chi dovrebbe fare una seria autocritica: ciascun Cittadino Italiano,

i milioni di bravi cittadini che evadono più di 270 miliardi di euro all’anno, quelli che fanno politica una volta ogni cinque anni, […] quelli che, e parlo ora delle adoranti folle del V-day, si sentono ‘belle anime’ in lotta per Un Mondo Migliore perché si riversano nelle piazze ad applaudire l’istrione egomaniacale di turno […]

In un eccezionale momento di consapevolezza, Barnard invita invece ciascuno a

farsi carico dei propri talenti [e] delle proprie responsabilità [per] poi accettare ciascuno di noi di pagare ogni prezzo lungo la strada per un mondo migliore [con il fine di] divenire in altre parole cittadini adulti […] senza guru e senza vip

Barnard si chiede infatti, retoricamente:

a cosa cavolo sta servendo la compulsiva aggiunta di denunce a denunce, di indignazione a indignazione […]

[Grillo, Travaglio, etc] hanno dato l’avvio in Italia a una forsennata industria della denuncia e dell’indignazione, ovvero la febbre della denuncia dei misfatti politici a mezzo stampa o editoria, con tanto di pubblici inquisitori che ne sfornano a ritmo incessante, nella incomprensibile convinzione che aggiungere la cinquecentesima denuncia alla quattrocentonovantanove in un martellamento ossessivo serva a cambiare l’Italia. […]

Lo sappiamo già alla nausea cosa non va, basta […] 

 

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Neanche Barnard e’ da prendere come il Prossimo Guru, il mago che migliorera’ l’Italia con la bacchetta magica.

Prima di tutto per motivi naturalissimi, perche’ Barnard non viene da un altro pianeta, ed e’ intriso anch’egli di un certo modo di pensare: a cominciare dalla inutilmente tragicissima descrizione della situazione economica e di corruzione nel Bel Paese (manco fosse un incrocio fra lo Zimbabwe e la Corea del Nord):

Sapete perché la situazione è disperata? Non perché abbiamo a che fare con la meschinità, corruttela, avidità, vippismo, disonestà del Sistema, ma perché il Movimento che voleva quell’Altro Mondo Possibile è anch’esso miserabilmente meschino, corrotto, avido, Vip, disonesto, e cioè qualitativamente identico al Sistema che vorrebbe contrastare

Ci sono anche delle note elitiste, quasi da “Migliorismo”, che se fossero vere consegnerebbero all’inutilita’ ogni sforzo di cambiamento:

il 99% degli italiani che votano e consumano ci ignorano totalmente, perché li abbiamo abbandonati, abbandonati alla comunicazione di chi invece ha lavorato 24 ore su 24 per 35 anni per parlargli, di chi si è mischiato fra di loro e li ha ipnotizzati, e cioè le destre neoliberali

Li’ Barnard aggiunge addirittura un’improvvida e controproducente deumanizzazione del “nemico”:

le destre neoliberali grandi promotrici dell’Esistenza Commerciale e della Cultura della Visibilità [comandate da un] Potere [che ha annullato] ogni individualismo fra i potenti, […] immensamente competente, sempre silenzioso, […] con a disposizione i cervelli più abili del pianeta e mezzi colossali

Non ha molto senso chiedere di sviluppare la propria individualita’ per lottare contro un inumano “Potere” che avrebbe masticato “i potenti” e “i cervelli piu’ abili” (i quali evidentemente non sarebbero ne’ potenti, ne’ abili).

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Ma queste sono pecche secondarie; l’argomento piu’ importante riguarda la necessita’ di:

divenire ciascuno singolarmente il Personaggio di se stesso, il Leader di se stesso, il Travaglio-Grillo-Ciotti-Zanotelli ecc. di se stesso….Ciascuno di noi sul proprio palco […] non importa quanto colti, quanto intelligenti, quanto connessi, poiché l’unico motore del nostro agire [deve] essere la fede nell’insostituibile importanza di ciascuno di noi […]

[Occorrerebbe] la nascita di un insieme di cittadini capaci di agire sempre, indipendentemente da qualsiasi cosa, capaci di combattere anche da soli, anche in assenza dei trascinatori, per sé e con sé, dunque potenti, affidabili e durevoli, sani in una dialettica sociale sana. Gente in grado di analisi attente e indipendenti di ogni evento, alla ricerca della giusta soluzione, e che mai si farebbe trascinare dall’errore fatale dell’adesione acritica all’analisi di qualcun altro. Questo avrebbe fatto tremare i palazzi, questo li avrebbe spazzati via, questo e solo questo avrebbe cambiato la nostra Italia

E perche’? Perche’ “il giusto che [Grillo, Travaglio, etc] invocano e operano è ben poca cosa di fronte al danno che nell’insieme (e più o meno consapevolmente) essi causano attraverso l’annullamento di così tanti”

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E’ ovvio che se ognuno ragiona con la propria testa come auspicato da Barnard, non e’ detto che tutti saranno d’accordo su tutto. Semmai accadra’ il contrario: persone perfettamente ragionevoli ed assolutamente etiche sono comunque dotate di sensibilita’ diverse, e se arrivano a conclusioni contrastanti se non assolutamente opposte (io, per esempio, ho la sensazione di non avere molto in comune con il pensiero politico-economico di Barnard) non c’e’ da gridare all’eresia o allo scandalo, ma anzi occorrerebbe celebrare la diversita’ e la ricchezza dello spirito umano.

E qual’e’ il contrario di tutto cio’? L’omologazione, il Pensiero Unico, la lotta contro ogni dissidenza, la demonizzazione di chi non “canta con il coro”. La perdita della propria identita’ nel mare della “massa”, per divenire indistinguibile nel mucchio.

Come una paglia in un fascio. L’alternativa all’essere “leader di se stessi” e’ il Fascismo (mussoliniano, leninista, “di destra” o “di sinistra” che sia).

Barnard, forse anche senza accorgersene, ha descritto le basi per un Nuovo Antifascismo, non piu’ fissato con il contrastare le idee di Benito, ma forte abbastanza da chiamare per quello che sono tutti i movimenti di massa (inclusi quelli che si dichiarano antifascisti per impedire la libera espressione delle idee altrui)

ci stiamo facendo annullare dai metodi e dalle strutture di rapporto di alcune personalità divenute nostri leader, e dal fumo negli occhi che costoro sono riusciti a soffiarci. Siamo ridotti oggi a poca cosa, ci stiamo auto consegnando all’irrilevanza, nonostante l’apparenza sulla superficie sembri dimostrare l’esatto contrario […] Essi di fatto svuotano l’Io dei loro seguaci impedendogli di divenire singole entità autonome e potenti […] più sapere, capacità, importanza, carisma, coraggio e visibilità noi gli attribuiamo meno ne attribuiamo a noi stessi […].

Riguardatevi la folla del V-day di Bologna e ragionate solamente su tutte quelle mani alzate e sulle ovazioni. Cosa trasmettevano se non una colossale attribuzione di potere a coloro che cavalcavano quel palco? […]

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DI critiche nel testo di Barnard non c’e’ davvero risparmio:

Marco Travaglio nel 2006 ha scritto e detto che è impossibile che in Tv possa stare chiunque sia libero, che questo è assolutamente impensabile perché “chi non ha il guinzaglio in televisione in questo momento non lavora e chi ci lavora in un modo o nell’altro un suo guinzaglio ce l’ha…”…Non avete visto che costui oggi è in Tv a ritmo continuo? Non vedete contraddizioni? E’ cambiata la RAI di colpo? […]

Non vi state accorgendo che Grillo sta riportando l’Inquisizione in Italia? Laica, ma sempre inquisizione è, urlata nelle piazze e nei palazzetti dello sport, nei siti. Cosa facciamo a urli, sparate di certezze assolute e bava alla bocca? […]

[E’] inammissibile [la] retorica sull’esistenza di un presunto ‘regime’ in Italia, che offende la memoria dei milioni che sono morti sotto le vere torture nelle vere carceri dei veri regimi, e che espone la frode di certi nostri attuali ‘oppositori del regime’ perennemente in prima serata Tv, o nei salotti letterari, o nelle piazze o sui maggiori quotidiani nazionali, quando non mi risulta che Steve Biko o Santiago Consalvi o ancor prima Gramsci o i fratelli Rosselli si siano mai opposti in quel modo ai rispettivi regimi […]

[Da notare anche] gli insulti a raffica come strumento dialettico del nuovo Guru, in totale sintonia con le dialettiche ‘celoduriste’  [e] il pressappochismo delle denunce, le sparate nel mucchio, l’urlo come garante di affidabilità di un’affermazione, che ha rimpiazzato del tutto l’analisi critica con cui dovremmo sezionare ciascuna affermazione prima di promuoverla a verità. E tanto, tristemente, altro […]

questo modo di agire serve a giustificare (oltre agli incassi degli autori) l’auto assoluzione di masse enormi di italiani, noi italiani come sempre entusiasti di incolpare qualcun altro, e mai noi stessi e la nostra becera inerzia, per ciò che accade. E badate bene che è proprio questa auto assoluzione scodellataci dai nostri Personaggi che ci annulla ulteriormente, poiché ci impedisce di imbatterci nell’unica verità in grado di farci agire, e cioè che alla fine della strada la responsabilità ultima per tutto quello che accade di sporco e corrotto in questo Paese è nostra. Direbbe Truman: The buck stops here.

 

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L’ultima espressione significa in pratica: basta con gli scaricabarile. Se l’Italia e’ quella che e’ la colpa e’ di ciascuno degli Italiani.

A quando allora un V-Day dove campeggi un enorme specchio, o una tappa dello spettacolo teatrale di Travaglio con le facce degli spettatori in bella mostra su uno schermo?

Temo invece che non accadra’ mai. E continueremo nella nostra miseria del lamento di chi, nel traffico piu’ caotico, si pensa piu’ furbo a tagliare la strada agli altri e a passare con il rosso.

Come disse qualcun’altro: un popolo che se sopporta sbaglia e se si ribella sbaglia in altro modo.