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Enough With Anti-Iran Propaganda!

In the UK, and in Italy, and I am sure in the USA as well for what I can read on the International Herald Tribune, we are being bombarded by anti-Iran propaganda. There is no attempt at explaining, let alone understanding the complexities of the present situation, and one side is depicted as “good”, the other as “bad”.

Italian daily “Corriere della Sera”‘s home page a couple of days ago was literally drooling at the rumors of a “lake of blood” in front of the Majlis, the Iranian Parliament. Why? Because that would finally seal the concept of a violent, evil regime. Trouble is, there is an unfortunate number of dead but it has nothing to do with what you would expect from a violent crackdown by armed thugs and police firing live round on the crowd.

President Ahmadinejad’s fight against corruption is never mentioned, just as only few will have noticed that the opposition’s eminence grise is Ayatollah Rafsanjani, former President himself and whose sons appears to have “magically” become the richest people in Iran during that tenure.

What is requested by the opposition is never explained either. What has apparatchik Mousavi got to do with people asking to be freed from the long hands of the Moral Police, is left to the reader’s imagination. Supreme Leader Khamenei is belittled for having himself allied with Ahmadinejad and the Veterans of the Revolution.

What do we read instead in Western newspapers, but absurdist analyses showing very little respect for Muslimhood, let alone the Islamic Republic of Iran? (I’ll put a link about that soon…)

In this atmosphere it is clear that too many powerful, and truly evil forces, in Iran, in the USA, in the UK, in the Arab world and in Israel have a heavy interest in keeping Iran as a trouble spot and impeding a geostrategically completely natural alliance with the United States itself.

There isn’t much a person, or even a group of people can do. But denouncing the propaganda is one possibility.

Tutto Quello Che Sappiamo Sull’Iran E’ Sbagliato

Trascrizione dell’intervento di Alberto Negri, inviato del Sole24Ore a Teheran, a “Jefferson 2 – L’arte della svolta” (Radio24), lunedi’ 15 Giugno 2009. Le domande sono poste dal conduttore Stefano Pistolini:

(per ascoltare l’originale andare al minuto 21:43 di questo file mp3)

Non sostenevo affatto che questa votazione fosse regolare e democratica. Venendo da piu’ di 25 anni in questo Paese soltanto le procedure di annuncio del voto lasciavano aperti moltissimi interrogativi. Qui non c’e’ piu’ brace sotto la cenere qui c’e’ fuoco ormai. Qui abbiamo centinaia di migliaia di persone in questo momento…si sono radunati oggi a piazza inghelab, Piazza Inghelab (?) e’ Piazza della Rivoluzione, Inghelab vuol dire questo, e poi sono diretti verso Piazza Zadi (?), Piazza Zadi vuol dire Piazza della Liberta’ dove ai tempi dello Shah si consumo’ uno dei piu’ grandi massacri della rivoluzione che costrinsero poi all’esilio Mohammed Reza Pahlavi.

Centinaia di migliaia di persone capeggiate da Mousavi, il capo del movimento riformista che si e’ presentato alle elezioni, con Karobi (?) e con Khatami l’ex-presidente dei riformatori si sono avviate per questa manifestazione che e’ la maggiore, la piu’ grande, la piu’ incredibile che si sia vista dai tempi della rivoluzione.

D: quale esito ti viene di presagire nei confronti di quello che stai vedendo, rispetto a quello che stai vedendo?

Premetto che secondo me tutto quello che sappiamo sull’Iran e’ sbagliato. Nel senso che ogni volta noi facciamo delle previsioni errate e molto spesso anche al breve periodo che si dimostrano totalmente poi contraddette dai fatti. Soltanto ieri sembrava che la rivolta fosse stata soffocata. Questa mattina la citta’ si era svegliata con pochissima gente, semideserta, quasi impaurita, sospesi in questa tensione, e ci si domandava se ci fosse mai stata questa manifestazione, se si potesse mai svolgere.

Non solo si sta svolgendo, ma e’ diventato un movimento di massa davvero difficile da capire, la cui portata e’ difficile da capire.

D: Useresti la parola “spontaneo” per questo movimento di massa?

Io direi che e’ spontanea la reazione degli Iraniani. milioni di iraniani sono andati alle urne venerdi’ e anche moltissimi che non erano mai andati a votare in trent’anni si sono presentati credendo che fosse la volta buona in qualche modo per cambiare il governo se non il sistema. milioni di questi iraniani si sono sentiti defraudati dal risultato e hanno reagito.

D: Tu in prima persona per quello che hai visto, per quello soprattutto che ti sembra di vedere in queste ore, credi al risultato elettorale o no?

Ma..io credo a quello che vedo. c’e’ un proverbio del profeta Ali’ che dice “la Verita’ sta in mezzo alle orecchie”. In mezzo alle orecchie ci stanno gli occhi per vedere, non le cose che si sentono dire e io vedo quello che vi ho descritto prima.

Cioe’ anche se questo risultato elettorale fosse non diciamo regolare ma se si avvicinasse alla realta’ probabilmente non ci sarebbero tutte queste migliaia di persone, centinaia di migliaia di persone in piazza. Altrimenti non ci sarebbe stata questa reazione che sembra essere soffocata di giorno in giorno e poi ritorna fuori regolarmente.

Come vi ho detto prima tutto cio’ che sappiamo sull’Iran e’ sbagliato.

Il Pasticcio Chiamato Iran

Il Presidente Ahmadinejad e’ stato davvero rieletto? La violenza a Teheran continuerà nei prossimi giorni?

Purtroppo, non c’è modo di saperlo. Fra una persona che risiede in Occidente e la Verità ci sono la Commissione Elettorale iraniana, il Ministero degli Interni iraniano, il Governo iraniano, i mass-media e la propaganda iraniani, i mass-media e la propaganda occidentali, e i Governi occidentali. Un vero nebbione capace di far prendere lucciole per lanterne e viceversa.

Probabilmente, tutto cio’ che leggeremo e vedremo, incluse le immagini TV e gli scatti fotografici, sarà manipolato all’estremo.

Di cosa si può allora essere sicuri? Prima di tutto: c’è troppo in gioco della democrazia iraniana perche’ le elezioni vengano interpretate come una “farsa”. Dopo un dibattito televisivo e le fotografie del Leader Supremo iraniano, il Grand Ayatollah Sayyid Ali Hosseini Khamenei che usciva da una moschea dopo aver votato come un qualsiasi altro cittadino, niente altro che una vittoria riconosciuta dalla stragrande maggioranza dei cittadini iraniani potra’ essere sufficiente per la stessa società iraniana.

Cinicamente, si potrebbe dire che o si ha una democrazia, o se non la sia ha. Qualsiasi “fondamentalista” veramente impegnato a palesemente manipolare le elezioni, si sarebbe fatto beffa di Ahmadinejad, e di Khamenei.

Se quelli stessi hanno un qualche tipo di dittatura in mente, che scoprano le loro carte, o ne affrontino le conseguenze. Per Khamenei, e ancor più per Ahmadinejad, la scelta e’ tra sbarazzarsi della democrazia in quanto tale, o sembrare dei pagliacci.

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In realtà, se le cose stanno come appaiono in questo momento, con una contestata rielezione del Presidente Ahmadinejad, scontri per le strade, e arresti di membri del partito di opposizione, a lungo termine il perdente sarà Ahmadinejad stesso, non più in grado di interagire con il mondo esterno come legittimo leader (eletto) dell’Iran. Un nuovo tentativo di discussione pubblica come quello alla Columbia University di New York incontrerebbe derisione se non molto peggio.

Un altro punto evidente riguarda l’ingerenza straniera. Finora al fuoco di fila delle notizie provenienti dall’Iran e’ stato risposto in maniera pacata da parte della Amministrazione Obama e questo è il giusto modo di comportarsi.

Come in Ucraina, se un considerevole numero di iraniani credono veramente le elezioni non siano stati rubati, sta solo a loro il riprendere possesso della propria Nazione. Per esempio, se il rivale di Ahmadinejad Mir Hossein Mousavi si fosse trovato impreparato alla situazione attuale, beh, allora sarebbe meglio se rimanesse lontano da qualsiasi posizione di potere.

È semplicemente impossibile capire da tutti i dettagli dall’esterno.

Manifestare in favore dei democratici iraniani, come suggerito da qualcuno, sarebbe una triste farsa da parte di un manipolo di ignoranti. E il commento di Franco Venturini sul Corriere “In Iran il vero sconfitto e’ Obama” e’ sicuramente prematuro. Se si sapesse che Obama avesse appoggiato Mousavi (cosa che dubito fortemente), Ahmadinejad darebbe fiato alle trombe all’istante…

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Nessuno è morto finora. Che può solo essere una buona cosa.

Iran’s Elections: Looking Through The Fogs Of Propaganda

Has President Ahmadinejad truly and fairly been re-elected? Will the violence in Tehran continue in the next days?

Unfortunately, there is no way to know. In-between the average Western-based person and Truth there are the Iranian Electoral Commission, the Iranian Interior Ministry, the Iranian Government, Iranian newsmedia and Propaganda, Western newsmedia and Propaganda, and Western Governments.

Chances are, whatever we read and see, including live TV and apparently evident pictures, will be manipulated to the extreme.

Let’s try to list instead whatever we can be sure about. First of all: there is too much of Iranian democracy at stake for the election to end up been seen in Iran itself as a “charade”. After a TV debate and photographs of the Supreme Leader of Iran, Grand Ayatollah Sayyid Seyyed Ali Hosseini Khamenei coming out of a mosque after having casted his vote like any other citizen, nobody can expect anything but a victory recognized by the vast majority of Iran to be enough for the Iranian society itself.

Cynically, one could say that either you have a democracy, or you do not. Any “hardliner” really in the business of blatantly manipulating the election, would have made a mockery of Ahmadinejad’s campaign and Khamenei’s voting effort.

If they have some kind of dictatorship in mind they better go for it, or face the consequences. For Khamenei, and even more for Ahmadinejad, it’s like facing the choice between getting rid of democracy as such, or look like buffoons

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In fact, if things stand as they appear at this very moment, with a contested re-election for President Ahmadinejad, clashes in the streets, and arrests of members of the opposition, the long-term loser will be Ahmadinejad himself, no longer able to interact with the outside world as a legitimate leader of Iran. A new attempt at a Columbia University debate would be met with derision if not much worse.

Another obvious point concerns foreign interference. So far the barrage of news from Iran have been answered with anodyne comments from the Obama Administration and that is the way it should be.

Like in the Ukraine, if a sizable number of Iranians truly believe the elections have been stolen, it can only be up to them to claim their Nation back. For example if Ahmadinejad’s rival Mir Hossein Mousavi finds himself unprepared in the fact of the current situation, well, it’s better if he stays away from any position of power.

It’s just impossible from anybody to understand all the details from the outside.

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Nobody has died so far. That can only be a good thing.