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Dieci Domande, Molte Risposte – Resoconto Del Dibattito A Oxford

Dieci domande, molte risposte
(resoconto del dibattito a Oxford – mia traduzione dell’originale in inglese di Ferdinando Giugliano)

Il convegno/dibattito sul caso de La Repubblica e sulla libertà di stampa in Italia [organizzato a Oxford il 21 ottobre 2009] ha generato considerevole attenzione e interessanti risposte.

Più di un centinaio di persone hanno partecipato al primo seminario organizzato dal Programma Axess nell’ambito del progetto “Il Giornalismo Italiano nell’Età di Silvio Berlusconi“. L’evento si è svolto nella Tayloriana Institutio a Oxford ed è stato organizzato in una collaborazione tra la rete di ricerca “Studi Italiani a Oxford” (ISO) e la Società Italiana dell’Università di Oxford.

La discussione, presieduta da John Lloyd, direttore del programma Axess, è stata iniziata dal Dr. Mark Donovan, libero docente (“Senior Lecturer”) in scienze politiche presso l’Università di Cardiff. Donovan ha delineato l’evoluzione della scena politica italiana nel corso degli ultimi quindici anni. In particolare, ha sottolineato come molti dei temi che caratterizzano l’atteggiamento degli italiani nei confronti del mondo politico, per esempio la loro scarsa fiducia nelle istituzioni, sono condivisi dai cittadini di molti altri Paesi europei. Al tempo stesso, però, Donovan ha anche sottolineato l’importanza di considerare l’Italia un Paese in transizione, cosa che lo rende molto diverso dal resto d’Europa.

Enrico Franceschini, corrispondente e capo dell’ufficio di Londra de La Repubblica, ha illustrato i motivi per cui il suo giornale ha posto domande al Primo Ministro sul suo recente comportamento. Ha inoltre detto di pensare che l’Italia è un Paese dove la libertà di stampa esiste, ma che al tempo stesso il controllo da parte del Primo Ministro sui mass-media che contano davvero (come la TV) è un problema serio, che rende l’Italia piuttosto simile alla Russia. Franceschini ha anche espresso alcune serie preoccupazioni riguardo i recenti attacchi mediatici contro coloro che hanno osato criticare Berlusconi, come il tentativo di “killeraggio” contro il giudice Mesiano.

Dopo questi due contributi, è stato il turno di Maurizio Morabito, addetto stampa della Costituente di Londra del partito di centro-destra “Popolo della Liberta’” (PdL). Morabito ha mostrato come i problemi della libertà di stampa in Italia siano certamente precedenti a Berlusconi. Uno sguardo più da vicino a quanto riportato dalla organizzazione Freedom House (che come noto ha declassato l’Italia a Paese in cui la stampa è solo parzialmente libera) mostra anche che il punteggio dell’Italia e’ solo marginalmente peggiorato durante l’era Berlusconi. Morabito ha inoltre affermato che le dieci domande de La Repubblica non sono innocenti e ha detto di pensare che le vere minacce alla libertà di stampa in Italia non riguardano Berlusconi, ma aspetti come l’influenza politica sulla RAI e le leggi sulla diffamazione.

Il professor Andrea Biondi, Segretario del Partito Democratico di Londra (PD), ha invitato a separare le diverse questioni relative a Berlusconi e a guardare ciascuna di esse singolarmente. Biondi ha riconosciuto che vi sia stata una grave mancanza da parte dell’Opposizione nel trattare il conflitto d’interessi di Berlusconi, ma ha anche sottolineato come ci dovrebbe essere un serio dibattito a livello europeo sulla questione del pluralismo in Italia.

Le presentazioni sono state seguite da un lungo dibattito, che ha fatto durare l’evento oltre due ore. Il Dottor David Hine, Docente di Politica presso l’Università di Oxford e membro del comitato direttivo ISO, ha sottolineato il fallimento dei giornalisti italiani, che non hanno permesso al pubblico italiano di capire l’importanza del ruolo di “arbitri” in una democrazia. Su questo punto si è detto d’accordoEnrico Franceschini.

Il Professor Federico Varese del Dipartimento di Criminologia ha paragonato la situazione italiana con quella russa, in particolare per quanto riguarda le angherie subite da persone che si oppongono al potere politico. Il Professor McLaughlin, Professore di italiano a Oxford e membro del comitato direttivo ISO, ha suscitato un lungo applauso quando ha chiesto perché Berlusconi non risponde alle dieci domande de La Repubblica. Maurizio Morabito ha confutato le critiche di Varese e sottolineato come Berlusconi non risponderà per il momente a La Repubblica visto che quel gesto sarebbe visto come un capitolare di fronte al nemico.

A seguire il dibattito, ci sono stati un ricevimento e una cena, tenuti nel famoso Christ Church di Oxford. In quella occasione, il Dr Hine ha dichiarato di pensare che uno dei fatti più interessanti a emergere dalla tavola rotonda sia stato il fatto che non esiste una soluzione facile al problema. Questo è certamente vero, ma continuiamo a sperare che i seminari come quello di ieri e quelli che si terranno in futuro, portino le persone un po’ più vicino a trovarne una.

(vedi anche “Straordinario Successo a Oxford per il Dibattito ‘Mezzi di Comunicazione e Democrazia in Italia’)

Straordinario Successo a Oxford per il Dibattito ‘Mezzi di Comunicazione e Democrazia in Italia’

(originariamente apparso su ItaliaChiamaItalia)

Londra – Grandissima partecipazione di pubblico il pomeriggio del 21 ottobre a Oxford, nella sala del Taylorian Institute, per il convegno/dibattito “Mezzi di comunicazione e Democrazia in Italia – Quale Liberta’? E di chi? – Berlusconi e il caso delle dieci domande di Repubblica”.

Il convegno, organizzato dal Programma “Axess” su Giornalismo e Democrazia, ha visto la partecipazione del Prof. Mark Donovan, docente di Storia della Politica Italiana all’Universita’ di Cardiff; di Enrico Franceschini, corrispondente de La Repubblica da Londra; il Prof. Andrea Biondi, segretario della sezione PD di Londra; presente anche Maurizio Morabito, corrispondente da Londra di Italiachiamaitalia.com, in qualita’ di Addetto Stampa della Costituente del PdL sempre a Londra.

In un’atmosfera di dibattito via via piu’ acceso ma mai sopra le righe, il Prof. Donovan ha illustrato la situazione politica italiana in termini anche di liberta’ di stampa con dovizia di particolari e un equilibrio fra le due parti avverse davvero fuori dal comune. Dal canto suo Franceschini ha descritto qual e’ la posizione de La Repubblica, e come secondo lui seppur l’Italia non sia una dittatura, l’attivita’ politica di Berlusconi sia diventata un impedimento per tutti.

Morabito ha quindi sottolineato come il problema della liberta’ di espressione in Italia, anche secondo quanto riportato da studi internazionali come quello di Freedom House, precede e va ben al di la’ del conflitto di interessi di Silvio Berlusconi, e se c’e’ qualcosa da cambiare sono le leggi riguardanti la diffamazione a mezzo stampa e non solo, al momento troppo restrittive. Infine il Prof. Biondi ha sottolineato l’anomalia della situazione italiana, dove il potere politico e quello mediatico periodicamente coincidono.

E’ toccato quindi agli interventi dal pubblico, in una sala gremita ai limiti della capienza da decine di persone. Fra le domande piu’ interessanti, da segnalare quelle riguardo il perche’ il giornalismo italiano non si sia mai sviluppato come “terza forza” indipendente; e perche’ Berlusconi abbia una pessima reputazione all’estero. E fra i punti di maggiore contesa, il paragone fatto da alcuni fra l’Italia e la Russia, e il perche’ Berlusconi non abbia ancora risposto alle dieci domande di Repubblica (che poi in realta’ sono venti).

A conclusione della serata, l’Axess ha offerto la cena all’interno del prestigioso Christchurch College, in un’atmosfera sempre rilassata dove l’unico punto di assoluto disaccordo ha riguardato l’eventuale danno che il comportamento del Primo Ministro starebbe o non starebbe facendo alle Istituzioni della Repubblica.

Sulla base del successo della manifestazione, verranno quasi sicuramente organizzati ulteriori incontri su temi similari.

Io, Lavoro

Il mio lavoro consiste nel supporto e implementazione dell’applicativo MUREX, un nome noto nelle Investment Banks (ma anche Hedge Funds, etc) in tutto il mondo come prodotto leader mondiale da svariati anni nella gestione del trading (equities, derivatives, commodities, credit derivatives) un po’ a tutti i livelli incluso il risk management. In pratica faccio in modo che funzioni, e funzioni meglio, laddove e’ gia’ “in produzione”, e che venga implementato al meglio, laddove sia partito un progetto per installarlo.

Mi occupo del lato tecnico (software, UNIX, SQL, ma anche gestione della memoria, co-ordinamento testing, etc).

In questi anni (dal settembre 1998 in poi) ho sviluppato dei report per MUREX per il back office e lavorato ad espandere le capacita’ del sistema (alla Commerzbank), supportato i traders ed estratto informazione non-standard da MUREX (HSBC), definito la strategia di testing per un upgrade del sistema (Standard Chartered), sviluppato i workflow interni (Standard Bank of South Africa), gestito tutto l’ambiente MUREX (“environment management”) sia per production che per development (ABN AMRO, Bank of America), e guidato il dipartimento per cui lavoravo fino al go-live con MUREX (JP Morgan). Tutto questo come Consultant per una ditta (gia’ City Practitioners, ora Capco), tranne che alla Commerzbank (dove pero’ sono stato anche manager di un gruppo fino a 15 persone).

Insomma ho fatto un po’ di tutto un po’ da tutte le parti. Sono stato presso i clienti per il 95% del tempo se non di piu’. Prossimo incarico alla Swiss Re, sempre per la Capco, per un’analisi del sistema attuale volta a renderlo piu’ veloce e meno prono a intoppi.

Nel frattempo sto sviluppando delle lezioni brevi (30min-1h) per i miei colleghi, e organizzando la documentazione MUREX ma non solo per tutta la ditta Capco (sede di Londra) tramite un applicativo wiki (“Confluence” della Atlassian), lo stesso usato in molte banche di investimento nella City.

Versione Aggiornata del Curriculum

L’Ing. Maurizio Morabito e’ nato a Reggio Calabria nel 1967 e ha vissuto in tre regioni, quattro Stati e due continenti (visitandone finora cinque). Parla correntemente l’Italiano, l’Inglese e il Francese e a un discreto livello il Tedesco, e conosce i rudimenti delle lingue Giapponese ed Araba.

Laureatosi in Ingegneria Elettronica (Telecomunicazioni) all’Universita’ di Pisa nel 1992 dopo aver conseguito la Maturita’ Scientifica a Brindisi, Maurizio ha ottenuto il Diploma Universitario in Relazioni Internazionali presso il Birkbeck College di Londra nel 2002, con una tesi sulla politica estera dell’Uganda, e poi completato presso lo stesso Birkbeck gli studi necessari per il Certificato in Studi dello Sviluppo (2005).

Maurizio ha partecipato con successo anche a corsi di Formazione al Management (presso una nota Banca tedesca), di Monitore di Primo Soccorso e di Diritto Internazionale Umanitario (presso la Croce Rossa Italiana), di giornalismo (al Birkbeck College) e di metereologia (presso l’Aeronautica Militare Italiana).

La sua carriera, dopo una collaborazione da studente con l’Istituto di Fisiologia Clinica del CNR di Pisa, lo ha portato dapprima per un anno e mezzo presso una Software House di Firenze, e poi in Giappone con due borse di studio per un totale di piu’ di due anni come ricercatore nel campo dei biosegnali, presso un Istituto Nazionale di Ricerca del Governo nipponico.

Maurizio ha poi continuato le sue ricerche all’Universita’ di Ulm in Germania per 18 mesi, e successivamente e’ rientrato nel mondo dell’industria come Tecnico/Addetto alle Vendite per il Regno Unito di una ditta canadese nell’ambito dell’analisi dei segnali. Dal 1998 lavora nel settore dell’Investment Banking nella City di Londra, dapprima per una banca tedesca e negli ultimi quattro anni come per una ditta di consulenza, con vari incarichi presso alcune delle piu’ prestigiose banche di investimento.

Considerato dai colleghi come uno dei massimi esperti nella gestione e implementazione tecnica di un pacchetto software specializzato per il Trading, Maurizio ha lavorato per anni con persone provenienti da tutte le parti del mondo, arrivando a gestire un team di 15 persone distribuite in quattro localita’ in Europa, Giappone e Nord America. Attualmente sta costruendo una buona esperienza nel campo del Knowledge Sharing.

Apprezzato e spesso consultato dai colleghi per la sua prosa chiara e diplomatica sia in Italiano che in Inglese, Maurizio ha una discreta esperienza come giornalista, sia a livello locale (per un periodico pisano) sia divulgativo/globale (come corrispondente dall’estero, prima per una rivista di informatica della Mondadori, e adesso per un mensile di Reggio Calabria).

Durante gli anni universitari ha anche prodotto e condotto trasmissioni radiofoniche di approfondimento presso una radio locale. Piu’ recentemente ha pubblicato anche un articolo su una rivista americana on-line sul tema delle paure legate ai cambiamenti climatici, e gestisce tre blog (due generalisti, un terzo sul clima) in Italiano e in Inglese.

Maurizio, le cui lettere appaiono molto frequentemente nella apposita rubrica sull’International Herald Tribune, e che grazie a un suo commento e’ stato recentissimamente selezionato e ripubblicato con foto sul sito della BBC News, ha inoltre un buon numero di pubblicazioni scientifiche a suo nome, nel campo dell’analisi dei biosegnali e anche dell’esplorazione lunare.

Il suo obiettivo personale e’ di poter comunicare di fisica con i fisici, di medicina con i medici, di filosofia con i filosofi, e di problemi e soluzioni di gente comune con la gente comune.

Di ispirazione e credo Cattolici, iscritto dal 2007 a Radicali Italiani, Maurizio si considera liberale, “nonviolento” e “libertario nella responsabilita'” e mal sopporta il socialismo invidioso, le eccessive semplificazioni e complicazioni, e la politica e la filosofia urlate e vuote di contenuti.

E’ stato Responsabile di Amnesty International per la Toscana nel 1993, e ha tenuto per vari anni corsi divulgativi di Diritto Internazionale Umanitario per la Croce Rossa Italiana. Ultimamente si e’ molto interessato ai difficili rapporti fra scienza e politica, e fra scienza e religione, sia dal lato pratico che dal lato etico.