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Yes, John: Steve Jones Is Wrong And The BBC Totally Unbalanced On Climate Change

Plenty of…skepticism on the part of chairperson John Lloyd during my comment/question at Thursday night’s RISJ/British Council presentation of James Painter’s “Poles Apart”.

I intervened after Steve Jones of BBC science impartiality and accuracy report “fame” (or not), who’s still (and still angrily) repeating the fantasy allegation of the BBC being too keen on balance and thus providing too much space to skeptics. To that, I retorted that just a few days ago a WWF representative was given heavenly time during the BBC Radio4 Today programme to talk about climate change

UPDATE: transcript here thanks to alexjc38, including the BBC’s Evan Davis uttering a veritable gem “Do a little bit of the campaigning then, go on“).

As everybody can see there was (as usual) not a hint of any even remotely critical question on the part of the BBC journalist/interviewer (something that happens regularly instead when interviews are not with AGWers but with politicians or even with scientists in a different discipline).

And that’s where the chairperson’s face started making quite telling movements….well, I can now present to John Lloyd (whom I met at a debate in Oxford in 2009 on Italian politics, where I was in the panel) the most curious piece of evidence yet of BBC’s institutional bias in favor of AGW proponents and away from skepticism.

And yes, this evidence makes a mockery of Steve Jones’ allegations too. Introducing Spiked Online and Patrick West’s experience with various language courses in Italian, and in particular the words dedicated to the BBC (my emphasis):

I’m currently on the second volume of the BBC’s Active Talk Italian Course. The two books and CD companions contain some bizarre diversions, Talk Italian 2 (2007) especially so. This volume is rich fare for those convinced that the BBC is governed by a liberal-left cabal, aging hippies and proselytising environmentalists.

Much of Talk Italian 2 is concerned with asking for directions in the rustic campagna of Tuscany and Umbria, where one would expect BBC bigwigs and well-to-do liberal-left champions of the corporation to take their vacations. A chapter is devoted to renting and buying luxury property (In zona panoramica e comoda… quattro camere, due bagni, cantine di 50mq, garage e giardino… Prezzo: €840,000). This no doubt appeals to Italy-loving Islingtonians who think holidaying in Spain is for the ghastly hoi polloi and that the south of France is a repository for the vulgar bourgeoisie.

The section in Talk Italian 2 on telling the time casually envisages a scenario of ‘Jorge’ and ‘Alessandro’ co-ordinating a meeting at a climate-change conference: Il cambiamento climatico: rischio per la biodiversità marina. The reader is invited to insert the Italian for ‘we start’ in the following ominous sentence ‘_____ alle dieci e un quarto con il discorso del Ministro sul cambiamento climatico’ (answer: Cominciamo) (1). Whatever happened to time-keeping dialogues simply based on railway enquiries?

On visiting the doctor, a further chapter asks you how to recognise notices for ‘alternative solutions’: medicina olistica, agopuntura, omeopatia, meditazione. Would you like to mettere in armonia le dimensioni fisiche, emotive, spirituali e sociali della persona? When ‘Simona’ complains of having l’influenza and asks for some painkillers, you, her hypothetical friend, are inveigled to suggest a superior alternative: Io ho un prodotto omeopatico molto efficace (2). Simona ought to reply Che stronzata! (3)

Some translation to help:

(1) “We start at quarter past ten with a speech by the Secretary of State for Climate Change”

(2) “I’ve got a very effective homeopathic medicine”

(3) “What a load of bull!”

And as if demonstrating the BBC Italian language courses’ focus on climate change undermines their quality 😎 , Patrick West’s article title is not what an Italian would write. “Questo corso è molto prevenuto” meaning “This course is very biased” would sound much better as “Questo corso è pieno di pregiudizi“.

Dieci Domande, Molte Risposte – Resoconto Del Dibattito A Oxford

Dieci domande, molte risposte
(resoconto del dibattito a Oxford – mia traduzione dell’originale in inglese di Ferdinando Giugliano)

Il convegno/dibattito sul caso de La Repubblica e sulla libertà di stampa in Italia [organizzato a Oxford il 21 ottobre 2009] ha generato considerevole attenzione e interessanti risposte.

Più di un centinaio di persone hanno partecipato al primo seminario organizzato dal Programma Axess nell’ambito del progetto “Il Giornalismo Italiano nell’Età di Silvio Berlusconi“. L’evento si è svolto nella Tayloriana Institutio a Oxford ed è stato organizzato in una collaborazione tra la rete di ricerca “Studi Italiani a Oxford” (ISO) e la Società Italiana dell’Università di Oxford.

La discussione, presieduta da John Lloyd, direttore del programma Axess, è stata iniziata dal Dr. Mark Donovan, libero docente (“Senior Lecturer”) in scienze politiche presso l’Università di Cardiff. Donovan ha delineato l’evoluzione della scena politica italiana nel corso degli ultimi quindici anni. In particolare, ha sottolineato come molti dei temi che caratterizzano l’atteggiamento degli italiani nei confronti del mondo politico, per esempio la loro scarsa fiducia nelle istituzioni, sono condivisi dai cittadini di molti altri Paesi europei. Al tempo stesso, però, Donovan ha anche sottolineato l’importanza di considerare l’Italia un Paese in transizione, cosa che lo rende molto diverso dal resto d’Europa.

Enrico Franceschini, corrispondente e capo dell’ufficio di Londra de La Repubblica, ha illustrato i motivi per cui il suo giornale ha posto domande al Primo Ministro sul suo recente comportamento. Ha inoltre detto di pensare che l’Italia è un Paese dove la libertà di stampa esiste, ma che al tempo stesso il controllo da parte del Primo Ministro sui mass-media che contano davvero (come la TV) è un problema serio, che rende l’Italia piuttosto simile alla Russia. Franceschini ha anche espresso alcune serie preoccupazioni riguardo i recenti attacchi mediatici contro coloro che hanno osato criticare Berlusconi, come il tentativo di “killeraggio” contro il giudice Mesiano.

Dopo questi due contributi, è stato il turno di Maurizio Morabito, addetto stampa della Costituente di Londra del partito di centro-destra “Popolo della Liberta’” (PdL). Morabito ha mostrato come i problemi della libertà di stampa in Italia siano certamente precedenti a Berlusconi. Uno sguardo più da vicino a quanto riportato dalla organizzazione Freedom House (che come noto ha declassato l’Italia a Paese in cui la stampa è solo parzialmente libera) mostra anche che il punteggio dell’Italia e’ solo marginalmente peggiorato durante l’era Berlusconi. Morabito ha inoltre affermato che le dieci domande de La Repubblica non sono innocenti e ha detto di pensare che le vere minacce alla libertà di stampa in Italia non riguardano Berlusconi, ma aspetti come l’influenza politica sulla RAI e le leggi sulla diffamazione.

Il professor Andrea Biondi, Segretario del Partito Democratico di Londra (PD), ha invitato a separare le diverse questioni relative a Berlusconi e a guardare ciascuna di esse singolarmente. Biondi ha riconosciuto che vi sia stata una grave mancanza da parte dell’Opposizione nel trattare il conflitto d’interessi di Berlusconi, ma ha anche sottolineato come ci dovrebbe essere un serio dibattito a livello europeo sulla questione del pluralismo in Italia.

Le presentazioni sono state seguite da un lungo dibattito, che ha fatto durare l’evento oltre due ore. Il Dottor David Hine, Docente di Politica presso l’Università di Oxford e membro del comitato direttivo ISO, ha sottolineato il fallimento dei giornalisti italiani, che non hanno permesso al pubblico italiano di capire l’importanza del ruolo di “arbitri” in una democrazia. Su questo punto si è detto d’accordoEnrico Franceschini.

Il Professor Federico Varese del Dipartimento di Criminologia ha paragonato la situazione italiana con quella russa, in particolare per quanto riguarda le angherie subite da persone che si oppongono al potere politico. Il Professor McLaughlin, Professore di italiano a Oxford e membro del comitato direttivo ISO, ha suscitato un lungo applauso quando ha chiesto perché Berlusconi non risponde alle dieci domande de La Repubblica. Maurizio Morabito ha confutato le critiche di Varese e sottolineato come Berlusconi non risponderà per il momente a La Repubblica visto che quel gesto sarebbe visto come un capitolare di fronte al nemico.

A seguire il dibattito, ci sono stati un ricevimento e una cena, tenuti nel famoso Christ Church di Oxford. In quella occasione, il Dr Hine ha dichiarato di pensare che uno dei fatti più interessanti a emergere dalla tavola rotonda sia stato il fatto che non esiste una soluzione facile al problema. Questo è certamente vero, ma continuiamo a sperare che i seminari come quello di ieri e quelli che si terranno in futuro, portino le persone un po’ più vicino a trovarne una.

(vedi anche “Straordinario Successo a Oxford per il Dibattito ‘Mezzi di Comunicazione e Democrazia in Italia’)

Straordinario Successo a Oxford per il Dibattito ‘Mezzi di Comunicazione e Democrazia in Italia’

(originariamente apparso su ItaliaChiamaItalia)

Londra – Grandissima partecipazione di pubblico il pomeriggio del 21 ottobre a Oxford, nella sala del Taylorian Institute, per il convegno/dibattito “Mezzi di comunicazione e Democrazia in Italia – Quale Liberta’? E di chi? – Berlusconi e il caso delle dieci domande di Repubblica”.

Il convegno, organizzato dal Programma “Axess” su Giornalismo e Democrazia, ha visto la partecipazione del Prof. Mark Donovan, docente di Storia della Politica Italiana all’Universita’ di Cardiff; di Enrico Franceschini, corrispondente de La Repubblica da Londra; il Prof. Andrea Biondi, segretario della sezione PD di Londra; presente anche Maurizio Morabito, corrispondente da Londra di Italiachiamaitalia.com, in qualita’ di Addetto Stampa della Costituente del PdL sempre a Londra.

In un’atmosfera di dibattito via via piu’ acceso ma mai sopra le righe, il Prof. Donovan ha illustrato la situazione politica italiana in termini anche di liberta’ di stampa con dovizia di particolari e un equilibrio fra le due parti avverse davvero fuori dal comune. Dal canto suo Franceschini ha descritto qual e’ la posizione de La Repubblica, e come secondo lui seppur l’Italia non sia una dittatura, l’attivita’ politica di Berlusconi sia diventata un impedimento per tutti.

Morabito ha quindi sottolineato come il problema della liberta’ di espressione in Italia, anche secondo quanto riportato da studi internazionali come quello di Freedom House, precede e va ben al di la’ del conflitto di interessi di Silvio Berlusconi, e se c’e’ qualcosa da cambiare sono le leggi riguardanti la diffamazione a mezzo stampa e non solo, al momento troppo restrittive. Infine il Prof. Biondi ha sottolineato l’anomalia della situazione italiana, dove il potere politico e quello mediatico periodicamente coincidono.

E’ toccato quindi agli interventi dal pubblico, in una sala gremita ai limiti della capienza da decine di persone. Fra le domande piu’ interessanti, da segnalare quelle riguardo il perche’ il giornalismo italiano non si sia mai sviluppato come “terza forza” indipendente; e perche’ Berlusconi abbia una pessima reputazione all’estero. E fra i punti di maggiore contesa, il paragone fatto da alcuni fra l’Italia e la Russia, e il perche’ Berlusconi non abbia ancora risposto alle dieci domande di Repubblica (che poi in realta’ sono venti).

A conclusione della serata, l’Axess ha offerto la cena all’interno del prestigioso Christchurch College, in un’atmosfera sempre rilassata dove l’unico punto di assoluto disaccordo ha riguardato l’eventuale danno che il comportamento del Primo Ministro starebbe o non starebbe facendo alle Istituzioni della Repubblica.

Sulla base del successo della manifestazione, verranno quasi sicuramente organizzati ulteriori incontri su temi similari.