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Otto italiani, otto nazioni, otto Ambasciatori d’India

COMUNICATO STAMPA: Otto italiani, otto nazioni, otto Ambasciatori d’India – iniziativa europea in appoggio ai marò italiani, fucilieri Massimiliano Latorre e Salvatore Girone

Londra/Berlino/Parigi/Vienna/Malta/Budapest/Berna/Bruxelles&Lussemburgo
– 19 Aprile 2012:

Otto italiani residenti in otto nazioni d’Europa hanno scritto fra ieri e oggi a otto Ambasciatori d’India nel Vecchio Continente, chiedendo un intervento a favore dei marò italiani, i Fucilieri Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, attualmente detenuti in India, sospettati nella morte di due cittadini locali nel corso di un’operazione anti-pirateria.

Il coordinatore dell’iniziativa, Maurizio Morabito (Londra) ha dichiarato: “Siamo un gruppo di italiani in Europa e come tali, sentiamo particolarmente sia la situazione di Latorre e Girone, sia le sue conseguenze presenti e potenzialmente future.” “È una questione d’onor patrio – ha continuato Morabito – anche e soprattutto come prova tangibile dell’appoggio totale a tutti gli italiani che si trovino in difficoltà, dovunque si trovino.

Abbiamo voluto raggiungere gli Ambasciatori d’India nei Paesi di nostra residenza. Come tutti gli italiani, – ha concluso Morabito – vogliamo che nessuno sforzo venga risparmiato, e nessuna strada lasciata inesplorata, perché Latorre e Girone rientrino in Italia al più presto possibile.

Nella lettera inviata da Morabito e altri sette connazionali, menzionata la tragica morte dei cittadini indiani, i firmatari sottolineano come la situazione attuale non sembri evolvere positivamente, e ricordano le tante gravissime crisi in corso a livello internazionale e le potenziali devastanti conseguenze della detenzione di Latorre e Girone sulle operazioni di peacekeeping.

L’esortazione è perché gli Ambasciatori d’India aggiungano la loro voce per una rapida risoluzione della crisi, compreso il ritorno in Italia di Latorre e Girone.

Dell’iniziativa, messa in atto da iscritti e simpatizzanti del Popolo della Libertà residenti in Austria, Belgio/Lussemburgo, Francia, Germania, Malta, Ungheria e Regno Unito, sono stati informati gli Ambasciatori d’Italia nei Paesi interessati.

Contatto:
Maurizio Morabito
maurizio CHIOCCIOLA morabito PUNTO name

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(segue elenco firme – sono disponibili anche le versioni italiana e inglese della lettera inviata agli Ambasciatori d’India)

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FIRMATARI

Roberto Basili, Buch am Erlbach, Germany
Carlo Bauleo, Winterthur, Switzerland
Rosario Cambiano, Köln, Germany
Marzia Carissimo Gibbs, London, UK
Vincenzo Catalano, Malta
Mario Ferrera, Berlin, Germany
Maurizio Morabito, London, UK
Vincenzo Orlando, Budapest, Hungary
Carmelo Pignataro, Stuttgart, Germany
Angela Piscitelli & Leonardo Cammarano, Sainte Vertue, Yonne, France
Vittorio Porta Frigeri, Luxembourg
Enrica & Sergio Valentini, Vienna, Austria
Mario Spanó, Wolfsburg, Germany

Half Of The World Meets, European and American Newsmedia Not Interested

Government representatives of more than 3.3 billion people have recently met in Yekaterinburg, Russia, for the first BRIC (Brazil-Russia-India-China) summit (16 June) and the ninth Shanghai Cooperation Organisation (SCO)’s Heads of State summit (15 June).

One for all major Western anglophone news channels, you’d think? Think again.

The only reason I have learned about it is because Iranian President Ahmadinejad attended the SCO summit in the middle of the election crisis. And the only reason why I remembered to mention it is an article in the Sueddeutsche Zeitung, mysteriously available on the web only in Russian.

What is this sorry episode but another example of how the “free world” is victim of its own propaganda, that depicts a subservient, hapless globe whilst in reality there are powerful people seriously discussing how to contain the USA?

If Waxman-Markey Went Global…

…we might get up to 2.37C total temperature reduction by 2100. That’s around half of the projected BAU rise. And 1.129C of those would be the result of implementing Waxman-Markey targets in China, India and the rest of Asia, minus the Middle East and the former Soviet Union that is.

All figures come from MasterResource.

Now, who or what is going to convince China and India, a combined total of 2.5 billion people, to remain poor in the name of safeguarding the planet, exactly at the moment when their fortunes appear to be turning and future riches start to beacon?

Good luck with that…considering also that the implementation of climate-virtuous solutions developed in the USA and in Europe will not necessarily be feasible outside of the USA and Europe.

Birmania (non Myanmar), India, Italia

(Intervento pubblicato su Notizie Radicali del 27 Settembre 2007)

Permettera’ l’Italia di farsi prendere per il naso ancora una volta dall’India?

In queste ore che ricordano quella notte del 3 giugno 1989, l’ultima prima della strage a Pechino nella Piazza Tian-an-men, puo’ risultare difficile pensare come poter appoggiare realisticamente i dimostranti Birmani per la Democrazia, a parte lanciare appelli a una Giunta Militare che pero’ non e’ probabilmente seconda a nessuna in tema di repressioni sanguinarie e strangolamento politico ed economico del proprio Paese.

Comunque, e’ possibile mettere subito in atto tre gesti non solo simbolici.

(1) Rifiutiamoci categoricamente di usare il termine “Myanmar” per indicare la Birmania.

Anche se etimologicamente “quasi corretto”, si tratta pur sempre di una invenzione della Giunta Militare imposta senza nessun controllo democratico nel 1989.

Se i Birmani vorranno cambiare il nome ufficiale “per l’estero” del loro Paese in Myanmar, lo potranno tranquillamente fare dopo essere tornati proprietari tutti della loro Nazione. Anzi: un paio di anni fa il Ministro degli Esteri Birmano protesto’ per l’uso di “Burma” da parte dello State Department americano: motivo in piu’ per non usare “Myanmar”.

(2) Diamo nomi e cognomi.

Per troppo tempo si e’ parlato della Giunta Militare Birmana come se fosse un’entita’ informe e non un gruppo di dittatori feroci (al punto di negare per esempio ad Aung San Suu Kyi di rivedere il marito morente). Ecco allora alcun delle persone che dovrebbero sedere da imputati in un tribunale, e non nei posti di comando di uno Stato:

Generale Than Shwe – Presidente
Generale Soe Win – Primo Ministro
General Maggiore Nyan Win – Ministro degli Esteri

Bisogna pubblicizzare nomi (e fotografie) di tutti quelli che comandano, perche’ non si possano nascondere dietro l’anonimato all’estero, che hanno cosi’ ben coltivato.

(3) E infine, non permettiamo all’India di prenderci per il naso per l’ennesima volta.

Gia’ il nostro Governo ha detto poco o niente sugli elicotteri Dhruv, costruiti in India usando anche forniture italiane e poi forniti alla Giunta Birmana in barba a ogni embargo della Unione Europea.

Adesso addirittura, proprio mentre fuori i monaci dimostravano, il Ministro Indiano per il Petrolio Murli Deora ha firmato un accordo di 150 milioni di dollari per ricerche di gas naturale in Birmania: un chiaro segno di appoggio alla Giunta da parte di un Governo “democratico”.

Questo comportamento da parte di Nuova Dehli deriva una miopia strategica che vede l’India cosi’ spaventata dalle ribellioni nel Nord-Est da doversi affidare alla Birmania per evitare che diventino qualcosa di piu’ grosso. E da una apparente impunita’ quando si va contro le regole stabilite da altri Paesi democratici: un modo di pensare che dovrebbe essere intollerabile con la Cina della dittatura comunista, e quindi ancora di piu’ con l’India.

Il nostro Ministro degli Esteri Massimo D’Alema, ma anche Emma Bonino come Ministro per il Commercio Internazionale, hanno insomma il dovere in questo momento drammatico di fare tutte le pressioni possibili: inclusa una protesta contro l’acquiescenza attuale se non la complicita’ Indiana futura con la Giunta Birmana, e questo prima che succeda il peggio.

(Petizione online “Stand with the Burmese Protesters”)