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Forcaioli Antiberlusconiani, o La Miseria degli Italiani

Con il turbinio di indagini, processi, accuse e rivelazioni intorno a Silvio Berlusconi, e in vista della manifestazione nazionale proclamata per l’8 luglio “contro le leggi-vergogna“, di una cosa si puo’ ormai stare sicuri: nell’opposizione c’e’ un gruppo fra l’assetato di sangue e l’ingenuo, determinati senza volerlo a dimostrare al mondo la loro miseria politica.

Se infatti ci sarebbe molto da dire sull’abuso delle intercettazioni telefoniche, che ormai vengono pubblicate anche quando non c’entrano assolutamente niente con il corso di un processo giudiziario, e si puo’ solo stendere un velo pietoso sulla vicenda di quel Ministro accusata di qualcosa da cui non puo’ e non potra’ mai difendersi, proprio non si puo’ tacere sul fatto che tutto cio’, cosi’ come i girotondi di una volta, e poi il grillismo e il travaglismo, e la forcaiolita’ targata Di Pietro, sono il segno piu’ evidente che c’e’ chi si sente assolutamente privo di qualunque potere politico “classico” di qualunque forma, e quindi nella propria miseria si riduce a manifestare ogni tanto, e a ricercare morbosamente il “peccato del politico” praticamente tutti i giorni.

E non fara’ ancora piu’ pena vedere la’ in mezzo gente come l’Annunziata e l’ex-ministro Parisi, come se loro stessi fossero determinati nel mostrare che non ci sia altro modo di fare opposizione in Italia? Professionisti dell’indignazione, si agiteranno senza ottenere niente, e senza alcuna speranza di ottenere niente, e l’unica vera possibilita’ che qualcuno fra la folla fomentata decida di tornare alla “lotta armata”, per un’altra revolutio interrupta di lutti inutili.

Il PD alleandosi elettoralmente con l’IdV insomma e’ riuscito, nella piu’ classica manovra della sinistra italiana, a mettere in buona luce il Governo, nonostante tutti i difetti dell’attuale Primo Ministro. Complimenti.

Panebianco Contro i Forcaioli

DI PIETRO CON VELTRONI
L’ipoteca giustizialista – di Angelo Panebianco

dal Corriere della Sera di oggi:

[…] Riportare la giustizia alla normalità significa anche mettere regole e paletti, e cioè limiti, all’uso che i magistrati possono fare di uno strumento così delicato, che comporta l’intrusione nella sfera privata dei cittadini. Significa mettere la parola fine alle inchieste-mostro fondate sulle intercettazioni selvagge, «di massa» (intercetto mezzo mondo: alla fine qualcosa salterà pur fuori). Ne abbiamo viste fin troppe di inchieste del genere: grande fracasso, tante reputazioni fatte a pezzi, e poi, quasi sempre, una volta giunti in tribunale, tutto finisce in niente. Non è solo una questione di uso politico-mediatico delle intercettazioni. E’, prima ancora, una questione di rispetto delle libertà individuali. Ed è un problema di responsabilizzazione che sempre deve accompagnare e limitare il (grande) potere di chi fa inchieste giudiziarie.[…]

Questo fa il paio con le stupidaggini di Veltroni sulla non-candidatura di chiunque sia stato condannato in primo grado. Ah, come vanno bene le cose!!!