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Speaking Out About (Over-)Population

There is a sizable number of people concerned about overpopulation. They are being drawn together by a new initiative, the Global Population Speak Out, aiming at undermining “a taboo of sorts against public discussion of overpopulation”:

GPSO was born of a simple idea: What if a large number of qualified voices worldwide, many of whom might not have emphasized the topic previously, were to speak out on overpopulation all at once? The strength of numbers might help weaken the taboo and bring population issues to a more prominent position in the global discussion.

You can see the efforts of the participants in this page. The main topics are the concern of overpopulation as a major driver in resource depletion (i.e. there are too many people consuming too much too quickly) and especially in ruining the environment.

Readers of this blog will not be surprised to hear that I do not believe in gloomy forecasts, and particularly so in the gloomiest of them. I am also not convinced that there is a present situation of overpopulation right now: some back-of-the-envelope calculation seems to suggest full capacity would be around 15 billion people, even allowing for everybody to become a well-fed American. And who can forget that the current size of human population is the consequence of a struggle that must have lasted for a good part of the last million years?

Still, I also believe GPSO has a good point to make.

Let’s start considering their sensible attitude to past abuses of the overpopulation issue. Simply too many people have married the cause in the past because afraid of having to deal with millions of poor, black or Asian people. And still to this day, it is not difficult to find pea-brained arguments pitting children against the environment.

I do not see any trace of that in the original GPSO letter.

What I can see among the unfortunate repetitive claims about upcoming disasters, is a concern for what perhaps should not be, but still can develop in a big issue. My model for human activity in general is that of the long-distance travelers putting their stuff into the car’s trunk. No matter how much they plan to take with them, still they will more likely than not occupy the full trunk.

In other words, it is not much a matter of the size of the car, or the volume of things they want to bring to their destination: as far as humans are concerned, the whole available space is always to be wholly used. For another example, just check how many 1-h business meetings amazingly last for a full hour; and how easy it is for thousands and thousands of newspaper editors to fill up exactly all their available print areas, day after day, down to the eighth of an inch.

This ability for making full use of all resources within reach is something we should be very proud of; and wary, as there is little indication for when limits are actually reached. It always looks like there is more space in the trunk, and by speaking just a little faster more topics can be crammed in a meeting. But there is a limit, and the wise traveler will make sure loading is stopped early enough as to avoid damaging the car (or the stuff already loaded).

That’s why population should not be a taboo subject. And besides, it is also a topic closely related to personal freedom. For reasons too long to deal with now, women the world over have always seen their worth measured in the number of children they could bear. In theory, there is no actual need for that to continue any longer, and yet it still happens in one form or another pretty much everywhere.

Population sizes, from this point of view, can be seen as a symptom of an underlying bigger social problem. And who would want to make a symptom a taboo subject?

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Sui Numeri, Bisogna Parlare

Non c’e’ bisogno di essere d’accordo in toto con i promotori originali del Global Population Speak Out (vedi sotto) per capire che l’argomento della (possibile? reale? impossibile?) sovrappopolazione umana va comunque tenuto presente

BENVENUTI AL GLOBAL POPULATION SPEAK OUT (GPSO)
(FAR CONOSCERE IL PROBLEMA DELLA POPOLAZIONE GLOBALE )

Il GPSO (http://gpso.wordpress.com/ è stato ideato dal giornalista e scrittore americano John Fenney, come semplice risposta al dramma ecologico globale, rappresentato dall’espansione della popolazione umana, attraverso il suo ruolo prominente nelle crisi che stiamo affrontando.

Purtroppo un tabu’ da parte di tutte le forze politiche impedisce un’aperta discussione pubblica di questo problema, al di fuori della comunità scientifica.

Un gruppo di prominenti personalità del mondo della scienza e dell’ecologia si è formato allo scopo d’ aprire un onesto dibattito su questo tema, che ripudi abusi e distorsioni di ogni tipo, ma che rispetti i diritti umani , tra i quali preminente il collasso ecologico dovuto a pressioni umane sull’ambiente che ci sostiene.(v.Nota)

COME FUNZIONA:

Il Progetto è fondato su una semplice idea:
invitare un gran numero di qualificati personaggi da tutto il mondo ad esprimersi pubblicamente e allo stesso tempo sul problema della popolazione . Il potere del numero puo’ aiutare a indebolire il tabu’ e finalmente diffondere la conoscenza generale del problema.
Per questa ragione, abbiamo inviato una lettera a un grande numero di scienziati, sociologhi, ambientalisti, editori, giornalisti, amministratori, politici e altre personalità pubbliche , chiedendo loro di menzionare i pericoli della sovrappopolazione durante il mese di febbraio 2009, nella maniera da loro scelta.

Al momento, il GPSO ha ricevuto l’adesione da oltre 17 paesi, che hanno scelto di esternare il pericolo della sovrappopolazione durante il mese di febbraio , alcuni attraverso pubblicazioni e giornali, altri attraverso interviste, conferenze pubbliche e TV.
Tra i partecipanti /promotori del progetto elenchiamo gli scienziati Paul e Anne Ehrlich della Stanford University, l’ecologo David Pimentel della Cornell University e Dennis Meadow, coautore del “Limits to Growth*.

LETTERA APERTA A POTENZIALI PARTECIPANTI AL GPSO:

“Cari Amici e Colleghi,

Vi invitiamo a partecipare al Global Population Speak Out (GPSO). E’ una semplice idea che risponde al bisogno di affrontare una grande sfida globale. Voi siete parte di un gruppo di voci importanti che possono cambiare le coscienze e la politica.

La nostra situazione ecologica continua a degenerare. Un recente Rapporto del WWF suggerisce che nell’attuale scenario di Business-as-usual, l’esauremento delle risorse e degli ecosistemi porterà al sicuro collasso.
Molti infatti sono d’accordo nell’indicare l’imminente overshoot della capacità del pianeta di sostenerci e che il progresso della Sesta Estinzione di Massa insieme a una quantità di correlati severi problemi globali è una minaccia per la sussistenza umana e delle altre specie.
Manca la copertura mediatica
La copertura mediatica manca. In particolare, non viene riportato il legame fondamentale tra il numero e la crescita della popolazione umana e il conseguente degrado ecologico.
Non è di conforto sapere che ultimamente il tasso globale di crescita si sta riducendo: l’assoluto numero insieme alla dimensione delle nostre attività sorpassano già i limiti della Terra.
E’ necessario agire e il cambiamento non avviene senza mettere il soggetto della popolazione al centro di ogni pubblica discussione .

Non sorprende che il problema della populazione non venga discusso. I media sono in maggioranza in favore della crescita economica e servono gruppi di potere che hanno interesse a spingere per una continua crescita.
Il potere sta nel numero

Cosa succede se un gran numero di persone influenti , alcune delle quali non hanno menzionato in tempo tale problema ,lo menzionassero allo stesso tempo ?
Gli oppositori non potrebero refutare tutti !
Un coro unificato farà leva sull’azione per abbattere la barriera che impedisce la discussione pubblica sul soggetto e servirebbe a ispirare nuove idee e programmi .

Con queste premesse, vi sollecitiamo ad unirvi alle voci che hanno già aderito al GPSO.

Vi invitiamo a impegnarvi , durante il mese di Febbraio 2009, a diffondere pubblicamente nella maniera da voi scelta . il problema della sovrappopolazione.

Come vi rivolgerete al pubblico ? Cio’ dipende dalle vostre risorse e preferenze.
Scrivere a editori di giornali e pubblicazioni specializzate, contattare una radio o TV per un’intervista, lanciare una conferenza stampa. Ci affidiamo alla vostra creatività, considerando il migliore metodo per raggiungere la massima pubblicità e influenzare il maggiore numero di persone.

ABBIAMO BISOGNO DI DUE SEMPLICI RISPOSTE :

1. Per aderire, rispondere a questa email con la semplice risposta: Aderisco.
La vostra adesione verrà aggiunta a quella degli altri partecipanti.
2. Quando voi vi impegnrete, vi preghiamo di inviare un link, descrizione o altra indicazione di cio’ che avte fatto, insieme al vostro nome e titolo.
Noi aggiungeremo queste informazioni per creare una pagina che documenti i risultati del gruppo.

Email : GlobalPopulationSpeakOut@gmail.com

John Feeney
globalpopulationspeakout@gmail.com
+1 303-447-0973

Il nostro sito per altre spiegazioni è ( in inglese) :http://gpso.wordpress.com/

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Nota. Un’opposizione storica alla pubblica discussione sulla popolazione è nata da rapporti ( negli anni ’70) di abusi di diritti umani , sofferti da popolazioni in nome del “controllo delle nascite”, come sterilizzazioni forzate.

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