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Telecamere, Immigrati e Xenofilia

Durante la trasmissione quotidiana “La Zanzara” su Radio24, il conduttore Giuseppe Cruciani ha menzionato all’inizio della settimana scorsa un articolo da Il Foglio in cui si riporta quanto fatto dalla polizia dell’Essex qui in Inghilterra, il “frame and shame” (“inquadra e svergogna”), cioe’ le telecamere della polizia come strumento di dissuasione.

Nella puntata di mercoledi’ invece, si e’ parlato brevissimamente del successo delle autorita’ spagnole nel contenere l’immigrazione clandestina.

Ora, da italiano che lavora all’estero da quasi 15 anni, vorrei invitare a non cadere nel solito vizio italiano della “xenofilia” piu’ estrema.

Se e’ vero infatti che non ha senso reinventare la ruota tutte le volte in Italia, ed e’ quindi saggio imbastire un dibattito avendo imparato da altre esperienze (per esempio, sui farmaci al supermercato), non ha senso neanche ricopiare pari-pari soluzioni altrui come fossero tante “uova di Colombo”, perche’ hanno anche loro un contesto.

Il “successo” della Spagna riguarda infatti lo Stretto di Gibilterra, di dimensioni molto piu’ ristrette, e dalle correnti molto piu’ forti che per esempio il Canale di Sicilia. Meno facile da attraversare, insomma, e piu’ facile da controllare.

E le telecamere che vanno bene in Essex non sono sicuro a cosa porterebbero in Italia.

Per esempio alcune sono dotate di microfono e altoparlante, per cui il mascalzone di turno puo’ sentirsi apostrofato via telecamera da un tutore dell’ordine. Gia’ immagino pero’, in Italia, bande di ragazzini e non, andare da una telecamera all’altra per spernacchiare il poliziotto, o giocare a chi lo fa urlare di piu’… . La societa’ britannica non e’ quella italiana, ed esiste ancora una forte connotazione gerarchica (come si sa, non sono “cittadini” ma tecnicamente ancora “sudditi”).

Per fare un altro esempio, si e’ tanto parlato del fatto che “solo in Italia” la Seconda Carica dello Stato puo’ essere una persona che ha fatto affari con gente dopo condannata per mafia. Figuriamoci: Obama stesso ha avuto un ricco amico successivamente rivelatosi un malvivente: e anche se questa defaillance e’ usata contro di lui, nessuno ha detto seriamente che si tratti di un motivo valido per non eleggerlo come Presidente.

In generale comunque mi piacerebbe ci fosse una bella moratoria contro la pervasiva abitudine di vedere in maniera comunque positiva tutto cio’ che accade fuori dai confini.

Con questo non voglio invitare al “mal comune mezzo gaudio” ma piuttosto a prendere coscienza del fatto che se l’Italia non e’ il miglior posto al mondo, non e’ neanche il peggiore. Ed e’ meglio migliorare quello che si ha invece che lamentarsene perdendo tempo sognando quello che non hanno neanche gli altri.

Pensare che in Italia vada tutto male, e all’estero vada tutto bene, rassomiglia in ultima analisi alle esternazioni di certi politici, comici e giornalisti “arrabbiati”: perche’ alla fine tutto cio’ non solo non ci porta da nessuna parte, ma addirittura ci impedisce di fare alcun progresso.

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Inceneritori: Dietro la Scienza di Montanari

Ho avuto il piacere di essere uno degli ascoltatori fatti intervenire questa sera a La Zanzara, il programma di approfondimento condotta da Giuseppe Cruciani su Radio24 dal lunedi’ al venerdi’ dalle 19.15 alle 21 circa.

I miei quattro minuti e mezzo sono ascoltabili in formato MP3: Maurizio Morabito – Inceneritore – La Zanzara – 20080509.

L’argomento che ho trattato e’ stata l’interpretazione dei dati presentati da Stefano Montanari, recentemente anche in noti programmi televisivi, come prova scientifica incontrovertibile che gli inceneritori causano tumori (e quindi non vanno comunque costruiti).

Cosa dico, per chi non ha voglia di ascoltare la mia voce? Dico che, scientificamente parlando, i dati suggeriscono al piu’ una possibilita’, e sono ben lontani dall’essere “prova incontrovertibile”. E che chi si lamenta tanto che “gli altri” non la raccontano sempre giusta, dovrebbe dare l’esempio, invece di manipolare per primo i risultati scientifici a suo piacimento.

In campo epidemiologico, infatti, la “certezza” si ha solo quando il rischio relativo triplica. Cioe’, quando l’incidenza di questa o quella malattia e’ almeno il 300% del normale: per esempio nel caso dei tumori al polmone, che colpiscono i fumatori con un’incidenza del 4’000% rispetto alla norma. Valori piu’ bassi non possono dare indicazioni “incontrovertibili”, semplicemente perche’ ci sono tante cause per ogni tumore e per ogni malattia.

Quindi se i tumori al fegato sono aumentati vicino a un inceneritore del 9% o del 16%, si tratta di fare una valutazione di rischio (che, a parer mio, rimane comunque basso), perche’ certezza proprio non ce n’e’.

Questo non cambia comuqneu la mia opinione che bruciare i rifiuti e’ una pessima idea, perche’ la spazzatura di oggi e’ sicuramente la miniera d’oro di domani. Buttando tutto nell’atmosfera, insomma, stiamo rubando ai nostri pronipoti senza granche’ vantaggio per noi stessi.