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Crogiolarsi Nella Illusione Anti-Berlusconiana, Farsi Del Male

L’articolo di Massimiliano Boschi “Meritocrazia ad personam” sul blog de Il Fatto Quotidiano e’ l’ennesimo tentativo di dipingere Silvio Berlusconi come la personificazione del Male, colui cioe’ che ha portato l’Italia ad essere quella che e’ con tutte le sue brutture e tutti i suoi problemi. E come ogni altro suo compare, il risultato e’ stupido, nel senso che non porta alcun vantaggio apparente ne’ a chi lo scrive, ne’ tanto meno all’Italia che si vorrebbe “salvare” dalle grinfie berlusconiane, e che invece si ritrova sempre piu’ lontana dal comprendere se stessa e i propri problemi.

Boschi scrive infatti che

Il migliore non sarà mai riconoscente per una promozione, perché crede di avere solo quello che gli spetta. Se, invece, si promuove un incapace questo sarà sempre al servizio del capo perché sa di dovergli tutto. Questo ha fatto nascere una sorta di clientelismo “ad personam”, una massa di inetti ha occupato posti che toccherebbero a gente più abile e preparata. Si è costruito un voto di scambio per cui gli incapaci fedeli al capo hanno i posti migliori, al posto degli spiriti liberi e degli efficienti. Ed il danno non è, quindi, solo alla democrazia e alla cultura, ma anche all’economia di un paese”

Si tratta dunque di qualcosa che e’ piovuto addosso agli Italiani dopo che Silvio Berlusconi e’ entrato in politica intorno al 1993? E’ la stessa tesi ripetuta a Londra dall’eurodeputato IdV De Magistris, secondo il quale la meritocrazia e’ scomparsa piu’ o meno in quel periodo.

L’idea sembra dunque molto semplice e sono sicuro che trovera’ terreno fertile in molti cuori: la colpa e’ di Berlusconi. Liberiamoci di Berlusconi, dunque, e anche in Italia scorrera’ il latte e il miele (e l’onesta’)?

In realta’ quella mi sembra una straordinaria operazione millantatoria. Chiunque ritenga che prima del 1994 in Italia non ci fosse clientelismo di ogni ordine e grado, non sa quello che sta dicendo, e se lo sa, e’ consapevole di stare raccontando monumentali panzane. E poi mi si chiede perche’ Travaglio e soci non li sopporto…

Non e’ difficile saperne di piu’, anche per coloro che sono nati dagli anni ’70 in poi. Tanto per non annoiarsi, basta darsi alla cinematografia. Due film per tutti: “Le mani sulla citta’” (e’ del 1963, come e’ stato fatto notare a De Magistris); e “Il divo“. E poi quasi tutti i film di Alberto Sordi. E naturalmente “C’eravamo tanto amati“. Etc etc etc.

E chi volesse vedere cosa succede dopo decenni e decenni di clientelismo, si faccia un giro in alcune facolta’ Universitarie (da dove magari certi Professoroni radical-chic ululano contro Silvio, dopo aver partecipato alla spartizione del potere anche loro).

Cosa va invece ora di moda? “Videocracy“, altro tentativo di incolpare Berlusconi di tutto. Qualcuno dica al povero Erik Gandini che spazzatura come il Grande Fratello e l’Isola dei Famosi non e’ stata inventata in Italia…il fenomeno della fama istantanea apparendo in TV non e’ solamente o specialmente italiano, non e’ nato con Berlusconi, etc etc.

Di persone famose nonostante non abbiano alcun talento particolare di alcun tipo, il Regno Unito ne e’ pieno (vengono chiamate di solito come “C-list celebrities”).

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Chi vuole crogiolarsi in tali stupidaggini contro Berlusconi lo faccia pure. Ma si rendera’ conto della loro pericolosita’, in uno Stato insanguinato da una serie interminabile di omicidi politici? E che speranza c’e’ di risolvere un problema se se ne individua la causa sbagliata?

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Nell’attuale situazione, anzi, la presenza di Berlusconi e’ una componente liberatoria. Il politico “bacchettone” di una volta e’ quantomeno improponibile, e le vecchie ipocrisie, con gli accordi fatti sottobanco non hanno piu’ ragion d’essere. Chi vuole tornare all’epoca in cui le decisioni interne alla RAI e non solo, erano ignote ai piu’?

O come al solito, era meglio quando stavamo peggio?