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All’Armi Siam Dipietristi!

(originariamente pubblicato su ItaliaChiamaItalia il 10 luglio)

In che cosa crede Antonio Di Pietro? E’ quanto viene da chiedersi mentre ci guarda dal paginone acquistato sull’International Herald Tribune del 9 luglio (“Appello alla Comunita’ Internazionale – La Democrazia e’ in pericolo in Italia“). E con quale obiettivo ha deciso di “alzare la posta” riguardo il Lodo Alfano rivolgendosi “urbi et orbi”?

Dunque cominciamo. Possiamo essere sicuri che l’on. Di Pietro non crede (niente congiuntivo) nel Governo. Come ripete ormai spesso, lo considera “regime piduista fascista razzista”. Di Pietro non crede neanche nel Parlamento (d’altronde, se pensa che in Italia ci sia un “regime”, che senso avrebbe?), perche’ di indignazioni l’ex-Magistrato se ne riempie la bocca ma poi in materia di proposte di legge concrete e fattibili non brilla certo per iniziativa.

L’on. Di Pietro non crede neanche nei Giudici e nella Giustizia. Ci avesse creduto di piu’, probabilmente non sarebbe passato da uno dei Poteri dello Stato a un altro, fondando addirittura il suo Partito. La sua fiducia nella Magistratura italiana e’ cosi’ bassa, da aver fatto recentemente ricorso alla immunita’ parlamentare europea, invece di provare la sua innocenza che tutti dichiarano palese. E come non notare che anche De Magistris, novello parlamentare europeo dell’IdV, continua a ripetere che come giudice non lo hanno fatto lavorare? Suggerendo, appunto, che la Giustizia in Italia non funziona piu’ (a parte, forse, quando insegue Silvio Berlusconi).

Il fondatore dell’Italia dei Valori non crede neanche piu’ nella Presidenza della Repubblica, dove Giorgio Napolitano, un leader internazionalmente riconosciuto come appena sancito dal Presidente Obama, viene ripetutamente liquidato dall’on. Di Pietro con frasi poco gentili, come “a volte il suo giudizio ci appare poco da arbitro e poco da terzo” (seguito da un famoso “il silenzio e’ mafioso” poi frettolosamente ritrattato); e “[c’e’] un golpe e Napolitano usa la piuma”. Tanto per dirne due.

Quanto sta accadendo in questi giorni rivela anche che l’on. Di Pietro non crede nella Corte Costituzionale. Non e’ solo un problema legato alla “cena galeotta e carbonara” di Manzella e Paolo Maria Napolitano (ma i Carbonari si facevano davvero beccare a cena da estranei?). La Corte Costituzionale, che dovra’ giudicare entro alcuni mesi sul Lodo Alfano, e’ composta da quindici giudici, e si puo’ anche dubitare sul significato e l’efficacia di un eventuale tentativo di influenzare le decisioni di appena due di essi, peraltro gia’ noti esponenti della parte politica del premier Berlusconi.

L’on. Di Pietro non crede neanche negli elettori italiani. E’ stata appena fatta una nuova tornata elettorale, e francamente solo in Italia ottenere il favore dell’ 8% dell’elettorato (una persona su tredici, anzi considerato il numero di votanti una persona su venti) viene considerato un successo. In altre realta’ qualcuno si sarebbe reso conto che non sono certo quelli i numeri per andare al Governo, e quindi il futuro per chi crede davvero nelle proprie idee sarebbe il confluire in una formazione politica piu’ grande. Ma per l’on. Di Pietro queste cose sicuramente sono quisquilie di scarsa importanza, visto che lui sta difendendo la Democrazia (e gli elettori si sono fatti imbonire dal monopolio radiotelevisivo del Primo Ministro). Non aveva annunciato un referendum per abrogare il Lodo Alfano, qualora questo venisse approvato dalla Corte Costituzionale? Perche’ allora cercare di coinvolgere la Comunita’ Internazionale ben prima che possa essere tentato un meccanismo legale e democratico grazie al quale gli elettori italiani possono cancellare leggi ritenute ingiuste o inique?

Non abbiamo finito. L’on. Di Pietro non crede neanche negli elettori italiani all’estero. Se avesse avuto un minimo di senso civico nei loro confronti, non li avrebbe sottoposti all’imbarazzo di vedere un politico di un Paese democratico pagare un’intera pagina per un appello per la Democrazia, per fare un appello poi a chi italiano non e’, come se ogni altra strada fosse ormai preclusa e gli Ayatollah iraniani, il Partito Comunista Cinese o il Governo nordcoreano stessero facendo abbeverare i loro cavalli di fronte a San Pietro. Praticamente, un modo per dire che secondo l’on. Di Pietro, non e’ possibile piu’ credere neanche all’Italia. La quale Italia andrebbe salvata richiamando i Lanzichenecchi, pardon, volevo dire trasformandola magari in un protettorato ONU o mettendola sotto la tutela della Unione Europea (non e’ dato sapere quale sia la preferenza del leader dell’IdV).

Ma siamo sicuri che l’on. Di Pietro creda nella Comunita’ internazionale? Anche li’ i dubbi sono prossimi al livello delle certezze. Per esempio nel 2006 il Consiglio d’Europa ha dichiarato che in Italia “nonostante la concentrazione della proprieta’ [delle televisioni nazionali], c’e’ considerabile varieta’ di contenuti nei giornali nazionali e negli altri mezzi di comunicazione di massa”.

Smentisce le dichiarazioni di Di Pietro anche il recente rapporto di Freedom House che ha declassato l’Italia da “Libera” a “Parzialmente Libera”, rapporto commentato da tanti ma letto praticamente da nessuno (la bozza della relazione sull’Italia e’ gia’ disponibile ma solo su richiesta). Le preoccupazioni di Freedom House non si limitano certo a Mediaset e alla RAI, e includono le leggi italiane sulla diffamazione (che nessun partito sembra interessato a cambiare), la crisi che ha investito La7, le minacce a Saviano da parte della camorra, e gli attacchi a Roma di gruppi di stampo fascista contro i giornalisti che volevano scrivere articoli sulle loro attivita’ soprattutto xenofobe. Tutto cio’ riguardo la liberta’ di stampa (viene anche fatto notare come il blog di Grillo sia uno dei piu’ frequentati al mondo..e questo sarebbe “regime”?): ma se guardiamo a un altro rapporto della stessa Freedom House, l’Italia e’ (ovviamente) indicata come politicamente
libera.

E poi, a chi e’ rivolto l'”appello alla Comunita’ internazionale”? Non certo alle Istituzioni, come l’Unione Europea, la NATO, l’ONU o qualunque altra ci possa mai venire in mente come possibile recipiente di un appello fatto attraverso le pagine di un giornale, invece che tramite i canali appropriati inclusi quelli diplomatici. Chi leggera’ mai un “appello” che puzza molto di bega esoterica di politica interna, rispetto ai morti in Iraq, Afghanistan e Pakistan, in Tibet e Xinjiang in Cina, e rispetto al golpe in Honduras, alle manifestazioni in Iran?

A parte sconcertati emigrati italiani, leggeranno solo persone che gia’ sono interessate all’Italia, e quindi probabilmente si sono gia’ fatte un’idea che non sara’ cambiata da questo o quell’annuncio pubblicitario. Insomma e’ come se il Tonino nazionale avesse detto al mondo: “Fissati antiberlusconiani di tutto il mondo, unitevi”. E avesse poi continuato: “Non credo a niente delle Istituzioni e fondamenta democratiche dell’Italia. Non credo nel Governo, nel Parlamento, nella Magistratura, nella Presidenza della Repubblica, nella Corte Costituzionale, negli elettori in Italia e all’estero. Non credo nell’Italia e non credo nel Consiglio d’Europa. Non credo a Freedom House, e non credo alle Istituzioni internazionali”.

Ma proviamo a riflettere: se per l’on. Di Pietro le istituzioni democratiche e repubblicane non sono importanti, almeno non quanto la sua personale interpretazione della Costituzione; e se verra’ deciso altrimenti da quella, e la Corte Costituzionale lascera’ in vigore il Lodo Alfano; e se mancheranno interventi dall’estero; e se il referendum fallira’: essendo in pericolo a suo dire la Democrazia in Italia, cosa gli restera’ da fare? Di fronte al piu’ classico “a mali estremi”, quale potra’ mai essere la risposta?

E non e’ necessario che sia proprio l’on. Di Pietro a lanciarsi apertamente e consapevolmente per quella strada. Chissa’ quanti sono pronti a completare il proverbio, a esplicitare il sillogismo in sua vece.

Qualcuno controlli i traffici d’armi. Furono quelli i primi segnali della guerra in Jugoslavia

Silvio, Rimembri Ancora… (contro i borghesucci)

A Silvio
testo (quasi) di Maurizio Morabito
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Silvio, rimembri ancora
quel tempo, poi non così lontano,
quando nella cultura splendea
contro l’ipocrisia la lotta ridente e fuggitiva,
e tutti, capaci e pensosi, il limitar
di giudicar gli altri coltivavano?

Sonavan le poco quiete
canzoni, e i film d’intorno,
a quel perpetuo canto,
allor che all’opre civili intenti
sedeano, davvero assai contenti
di quel vago dimostrar che in mente aveano.
Erano i borghesucci dolorosi: e si sollevava
la meschinita’ di far la morale.

Che pensieri soavi,
che speranze, che cori, o Silvio mio!
Quale allor ci apparia
la vita umana e il fato!
Quando sovviemmi di cotanta speme,
un affetto mi preme
acerbo e sconsolato,
e tornami a doler di nostra sventura.
O natura, o natura umana,
perché non rendi poi
quel che promettesti allor? perché di tanto
inganni i figli tuoi?

Quelli adesso che lor inaridisce il verno,
del pensiero, in chiuso morbo combattuto e vinto,
politicamente vuoti, e tenerelli. E non vedon
che l’odio verso te;
non molce lor il core
la dolce speme or delle idee la fonte,
or delle analisi appassionate e aperte;
né assieme a compagne ed a compagni
ragionan d’altro che di te.

Anche perìa fra poco
la speranza nostra dolce: negli anni nostri
anche negaro i fati
un parlar piu’ serio. Ahi come,
come passata e’,
un’opposizione senza
neanche piu’ lacrimata speme!
Questo è il mondo? questi
i dibattiti, i partiti, l’opre, gli eventi,
onde cotanto l’Italia ragionar dovrebbe?
questa la sorte delle umane genti?
All’apparir del vero
loro, miseri, caddero: e con la mente
la fredda e politica morte di tutto cercano
e quattro foto ignude
mostrate di lontano.

(*) “borghesucci” che in altri tempi sarebbe stati chiamati “farisei”

Il Vero Schifo Della Politica Italiana…

…non e’ Franceschini che si dipietrizza ogni giorno di piu’, tanto che ci manca poco vada a sputare sulle tombe dei genitori di Berlusconi, ma e’ vedere la politica trasformata in una processione di Catoni pronti a richedere l’integerrimita’ del Leader, mentre invece i milioni di evasori fiscali e quelli che si vendono a fine anno per un panettone invece di fare il loro lavoro, per esempio, magicamente non esistono piu’.

Saro’ smemorato ma non ricordo che gli Italiani fossero ispirati a cosi’ tanta onesta’ quando c’erano De Gasperi o Pertini…chissa’…

Scie Chimiche: Interviene Di Pietro (E Chi Senno’?)

Dal blog di Paolo Attivissimo: Scie chimiche, ci siamo giocati anche Di Pietro

Con il senno di poi, mi sembra una cosa naturalissima. Mentre Veltroni vaga senza meta, la strategia di Di Pietro sembra essere quella di cercare di “sparare” a ripetizione, non importa se su argomenti seri o faceti, confidando che prima o poi qualcosa centrera’ il Governo.

Cossiga A Ruota Libera Su Radio24

Una intervista di Alessandro Milan a Francesco Cossiga, da non perdere…se continua cosi’ fra poco dira’ anche chi ha fatto uccidere Kennedy:

In breve:

  • il magistrato Trifuoggi di Sulmona e’ un esaurito che vuole apparire su Vanity Fair
  • Il caso-Del Turco e’ un avvertimento al PD
  • Veltroni capisce solo “di cinema e di Africa”
  • Di Pietro e’ un cretino
  • Se Del Turco si suicidasse, avremmo finalmente una riforma della giustizia, e Trifuoggi sarebbe promosso
  • l telefoni di alcuni magistrati andrebbero controllati per “associazione eversiva”

C’e’ anche altro, che pero’ non ho trascritto. Consiglio davvero l’ascolto, si tratta di quindici minuti che passeranno alla storia.

ps al rappresentante IdV quanto sopra non e’ piaciuto

pps ne spara cosi’ tante e cosi’ grosse, che rischia di centrarle quasi tutte

Del Turco: Tre Hurra’ Per L’On. Mantini…

…e un bel “gesto dell’ombrello” a tutti gli assetati di sangue, inclusi Di Pietro a Grillo!

2008-07-15 14:42

Mantini incontra Del Turco,sta bene

Deputato del Pd, e’ preoccupato per i problemi della sanita’

(ANSA) – SULMONA (L’AQUILA), 15 LUG – ‘L’ho trovato bene, ironico e preoccupato per i problemi della sanita’, cosi’ l’on Mantini (Pd) dopo l’incontro con Del Turco. Contrariamente alle indicazione che arrivavano dalla Procura di Pescara secondo cui era stato impartito il divieto di incontrare Del Turco -in isolamento per 3 giorni- Mantini ha aggirato l’ostacolo ed e’ andato a Sulmona ‘in ispezione’ per controllare le condizioni dei reclusi nel carcere di Sulmona dove negli ultimi tempi ci sono stati troppi suicidi.

Cento Anni di Berlusconi (W Mara Carfagna)

A Berlusconi, dopo lo schifo che e’ successo oggi con Grillo, Di Pietro e la Guzzanti al “No Cav Day”, chi lo toglie piu’?

Ho fatto davvero bene a non votare PD, almeno io non ho niente a che fare con quei luridi che continuano a ricamare su un’accusa contro il Ministro Carfagna, accusa da cui lei non puo’ difendersi in alcun modo. In inglese si chiama “character assassination”, ed e’ qualcosa di cui tutti dovrebbero avere paura e ribrezzo.

La Guzzanti insulta la Carfagna – “E’ uno sfregio che sia ministro”

ROMA – “A me non me ne frega niente della vita sessuale di Berlusconi ma tu non puoi mettere alle Pari opportunità una che sta lì perché t’ha succhiato l’uccello, non la puoi mettere da nessuna parte ma in particolare non la puoi mettere alle Pari opportunità perché è uno sfregio”.

Quella di Sabina Guzzanti contro Mara Carfagna è probabilmente l’invettiva più insultante e violenta della sua lunga e controversa carriera. L’attrice partecipa alla manifestazione “No Cav” di piazza Navona, sale sul palco e si scatena in un attacco furibondo contro la ministro delle Pari opportunità, il cui nome era circolato nei giorni scorsi a proposito delle intercettazioni “calde” che coinvolgevano il presidente del Consiglio.

Nel mirino, però, ci sono anche Papa Ratzinger, che “fra vent’anni sarà all’inferno, tormentato da diavoloni frocioni”, e Lamberto Dini, perché a suo guidizio “hanno accusato la sinistra radicale e Clemente Mastella ma è stato Dini a far cadere il governo, probabilmente come ex direttore della Banca d’Italia tiene qualcuno per le palle”. Ce n’è anche per Walter Veltroni, “che prima dice ‘non delegittimiamo le persone’, poi però a Berlusconi non lo chiama mai per nome, come Emilio Fede quando fa finta di non ricordare chi siano le persone di cui parla, non è una tecnica che mostra rispetto”. […]

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No Cav Day, il Pd contro Grillo – “Lasci stare Napolitano”

ROMA – “La manifestazione è stata più contro il Quirinale e il Partito Democratico piuttosto che contro Berlusconi. Gli insulti di Grillo e Travaglio al PD non ci sorprendono e non sono nuovi”. Il segretario del Partito democratico Walter Veltroni prende le distanze dal No Cav day. “Quello che è per me intollerabile – dice il leader dell’opposizione – è ascoltare gli attacchi al capo dello Stato. Giorgio Napolitano sta garantendo, in un momento difficile, il rispetto della Costituzione con rigore e determinazione. Le sue scelte sono e saranno da noi condivise”.

Forcaioli Antiberlusconiani, o La Miseria degli Italiani

Con il turbinio di indagini, processi, accuse e rivelazioni intorno a Silvio Berlusconi, e in vista della manifestazione nazionale proclamata per l’8 luglio “contro le leggi-vergogna“, di una cosa si puo’ ormai stare sicuri: nell’opposizione c’e’ un gruppo fra l’assetato di sangue e l’ingenuo, determinati senza volerlo a dimostrare al mondo la loro miseria politica.

Se infatti ci sarebbe molto da dire sull’abuso delle intercettazioni telefoniche, che ormai vengono pubblicate anche quando non c’entrano assolutamente niente con il corso di un processo giudiziario, e si puo’ solo stendere un velo pietoso sulla vicenda di quel Ministro accusata di qualcosa da cui non puo’ e non potra’ mai difendersi, proprio non si puo’ tacere sul fatto che tutto cio’, cosi’ come i girotondi di una volta, e poi il grillismo e il travaglismo, e la forcaiolita’ targata Di Pietro, sono il segno piu’ evidente che c’e’ chi si sente assolutamente privo di qualunque potere politico “classico” di qualunque forma, e quindi nella propria miseria si riduce a manifestare ogni tanto, e a ricercare morbosamente il “peccato del politico” praticamente tutti i giorni.

E non fara’ ancora piu’ pena vedere la’ in mezzo gente come l’Annunziata e l’ex-ministro Parisi, come se loro stessi fossero determinati nel mostrare che non ci sia altro modo di fare opposizione in Italia? Professionisti dell’indignazione, si agiteranno senza ottenere niente, e senza alcuna speranza di ottenere niente, e l’unica vera possibilita’ che qualcuno fra la folla fomentata decida di tornare alla “lotta armata”, per un’altra revolutio interrupta di lutti inutili.

Il PD alleandosi elettoralmente con l’IdV insomma e’ riuscito, nella piu’ classica manovra della sinistra italiana, a mettere in buona luce il Governo, nonostante tutti i difetti dell’attuale Primo Ministro. Complimenti.

Prove Tecniche di Comitato di Salute Pubblica

Dal Corriere della Sera:
«Conti segreti, fuori i nomi dei politici»
Veltroni: «Riporteremo i soldi in Italia»
Di Pietro: «Vogliamo sapere quali sono coinvolti nel caso Liechtenstein». Sinistra-Arcobaleno: «Fare chiarezza»

A furia di “fiutare sangue” lo giustizialismo che ha infettato l’Italia causera’ il morto. Ma che importa, a Robespierre Di Pietro?

Panebianco Contro i Forcaioli

DI PIETRO CON VELTRONI
L’ipoteca giustizialista – di Angelo Panebianco

dal Corriere della Sera di oggi:

[…] Riportare la giustizia alla normalità significa anche mettere regole e paletti, e cioè limiti, all’uso che i magistrati possono fare di uno strumento così delicato, che comporta l’intrusione nella sfera privata dei cittadini. Significa mettere la parola fine alle inchieste-mostro fondate sulle intercettazioni selvagge, «di massa» (intercetto mezzo mondo: alla fine qualcosa salterà pur fuori). Ne abbiamo viste fin troppe di inchieste del genere: grande fracasso, tante reputazioni fatte a pezzi, e poi, quasi sempre, una volta giunti in tribunale, tutto finisce in niente. Non è solo una questione di uso politico-mediatico delle intercettazioni. E’, prima ancora, una questione di rispetto delle libertà individuali. Ed è un problema di responsabilizzazione che sempre deve accompagnare e limitare il (grande) potere di chi fa inchieste giudiziarie.[…]

Questo fa il paio con le stupidaggini di Veltroni sulla non-candidatura di chiunque sia stato condannato in primo grado. Ah, come vanno bene le cose!!!

Radicali: La Scelta Innominabile

Adesso che ci sono di nuovo le elezioni del Parlamento, uno deve decidere: o fuori, o dentro il sistema politico.

Se uno sta fuori, o rinuncia a tutto e torna al quieto vivere, oppure trova un modo per cambiare le cose “da fuori” (eg, tramite una o mille “rivoluzioni nonviolente“) .

Se preferisce invece stare dentro, e vuole almeno tentare di cambiare le cose, o va con Berlusconi o va con Veltroni; oppure, si costruisce una “Cosa” per se’; oppure, rischia con il primo che passa.

Avendo gia’ vissuto le conseguenze della quarta esperienza (una colossale perdita di tempo), noto che prima ancora che fare lo schizzinoso sui diritti civili o le scelte economiche resta da vedere se uno e’ accettato da Silvio o Walter.

Dubito che Capezzone o Dini fossero nei disegni del secondo. Cinismo o ironia quindi (e le lamentazioni di tante vergini offese dell’ultima ora) non reggono: anzi, il loro ingresso nel PdL e’ una scelta perfettamente logica e (mettendosi dal loro punto di vista) assolutamente condivisibile.

Da rilevare inoltre che i Radicali e Pannella, che adesso (giustamente, se me lo chiedete) mettono i puntini sulle i dei “forcaioli di sinistra” di Di Pietro, sono un fastidio palesemente da dimenticare per il Sindaco di Roma.

A meno di un miracolo, ci sara’ da festeggiare se ad Aprile ci sara’ un deputato di Radicali Italiani, chiamato Emma naturalmente.

E quindi mi chiedo quale alternativa ci sia a quella attualmente “innominabile” .

A meno che non si stia davvero lavorando a una “Cosa Radicale” con la Bonino come candidato Presidente del Consiglio: ma se cosi’ fosse, che stiamo aspettando? E’ gia’ molto tardi per annunciare un’iniziativa del genere.

Oppure, come gia’ detto, si dica: “noi restiamo fuori“. Nella speranza naturalmente, di non dire anche “rinunciamo a tutto, torniamo al quieto vivere“.