COMUNICATO di Raffaele Fantetti (1 Marzo 2010)

(ricevo e rimando)

Come è facile immaginare, da quando è scoppiato il caso Di Girolamo, sia io che i miei legali siamo tempestati di richieste di interviste. Mi è parso opportuno non parlare fino alla conclusione della vicenda. Ritengo, però, di rispondere ad alcuni articoli che mi riguardano e riportano diverse inesattezze tendendo a dare un messaggio non condivisibile.

Si dice che lavoro come funzionario a Roma del Ministero dello Sviluppo Economico, ex Commercio Estero. In realtà -come appare sul mio sito (www.fantetti.org)- sono un esperto ex Legge 56/2005 con contratto a tempo determinato, selezionato in base al superamento di un concorso pubblico per l’implementazione dei c.d. “sportelli unici” all’estero al quale ho concorso come residente all’estero. Quella dell’istituzione degli sportelli unici fu una brillante intuizione dell’allora Ministro Urso, portata avanti ed approvata dal precedente Governo Berlusconi ma la cui implementazione è stata molto osteggiata e procede a rilento

Nelle more della destinazione istituzionale all’estero, ho proceduto ad un commuting regolare tra l’Italia ed il Regno Unito (Londra, dove ho dimora, residenza e dove sono emigrato nel 1992). Ho debitamente segnalato la cosa alle autorità sia italiane che inglesi. Da un punto di vista fiscale, non mi avvalgo del Trattato contro la doppia imposizione. In passato, durante la mia esperienza professionale a Washington DC, mi ero comportato nello stesso modo, segnalando il tutto alle autorità competenti ed operando un commuting regolare tra affetti e lavori al di qua ed al di là dell’Atlantico.

Noi giovani Italiani della cosiddetta “NEP: Nuova Emigrazione Professionale” (espressione di cui rivendico la paternità per averla coniata in un convegno pubblico sulla materia organizzato dal giornale “Pensiero Londinese” presso l’Istituto Italiano di Cultura a Londra molti anni prima che la legge 459/2001 fosse approvata), siamo così. Costretti ad uscire dal Paese a causa dell’imperante gerontocrazia e mancanza di meritocrazia, cerchiamo lavoro e/o un lavoro migliore altrove e giriamo di continuo. Io sono stato in Belgio e Francia prima di approdare sulle bianche scogliere di Dover e non ho proceduto a cambiare ogni volta i termini della mia iscrizione AIRE: poi ho anche scoperto che non ne ero tenuto (ex art.1, comma 8, Lg. 470/1988).

Da anni, l’ottimo rapporto “Italiani nel Mondo” della Fondazione Migrantes conferma che la maggioranza degli iscritti all’AIRE, specie in Europa, ha meno di 40 anni e ciò non fa che confermare la nostra intuizione dei primi anni Novanta.
Leggete le varie rubriche degli Italians su Internet per farvi un’idea di chi sono e di come vivono in giro per il mondo. Ritengo che la mia storia, nel suo piccolo, sia significativa di tali attualità. In Italia non avevo sbocchi nonostante un ottimo curriculum di studi.
Ho sempre diviso il mio tempo professionale tra le tematiche dell’internazionalizzazione delle imprese italiane e quelle degli Italiani all’estero (queste ultime mai dietro compenso): per questo sono ben conosciuto in entrambi gli ambiti.

In tempi non sospetti mi sono iscritto a Forza Italia, poi ho fondato il Circolo della Libertà U.K. (io vice e Presidente l’amico ingegner Bertali di AN): ora collaboro -sempre su base volontaria- con il Settore Italiani nel Mondo del PDL e ho contribuito a diverse manifestazioni nel Regno Unito (tra cui la famosa consegna di lettere di protesta ai Direttori Responsabili del “Financial Times” e del “Times” per articoli infamanti contro l’Italia ed il Governo da loro pubblicati), in Svizzera, Germania e Rep. Ceca.

Vado fiero del mio risultato elettorale (oltre 20.400 preferenze) che è tutto voto di opinione.
Non mi sono sposato “nell’abbazia di Westminster” … grazie ai buoni uffici del mio parroco oggi vescovo ausiliario di Roma Sud”. Mi sono sposato nella cattedrale con due officianti, il parroco locale ed il mio parroco di Roma. Non sono rappresentante del Registro Navale di Dominica: lo sono stato per circa tre mesi nel 2005. Sono arrivato ottantasettesimo su 500 alla prova di selezione di un concorso pubblico per dirigente del commercio internazionale che non prevedeva neanche un esame di lingua estera. L’anonimo dirigente del Ministero ha fatto molta confusione. Nutro stima e gratitudine per l’intero team di giovani legali (Giovanna Mazza, Antonio Labate e Alessandro Tozzi) che mi ha assistito nelle lunghe e complesse fasi del ricorso al Senato.

Potrei continuare con le precisazioni ma credo che, data la situazione, non sia il caso. Dico solo che negli ultimi mesi sono stato oggetto di diversi scriteriati ed infondati attacchi da parte di anonimi su Internet e che per questo abbiamo presentato istanze di querela per diffamazione alla competente polizia postale.

Raffaele Fantetti

“Spero che questa situazione si risolva nel migliore dei modi”

Dieci Spunti Dal Congresso del PdL

Grazie all’invito da parte dell’On. Guglielmo Picchi, ho partecipato al Congresso di fondazione del PdL a Roma dal 27 al 29 Marzo in qualita’ di Delegato per gli Italiani all’Estero.

E’ stata un’esperienza molto positiva (no, non mi sono commosso e non ho sventolato nessuna bandiera. La prossima volta ne porto una con la mia foto…). E’ stata un’esperienza  che mi ha fatto anche esperire lo straordinario spessore trasversale dell’intero movimento fondato e ispirato da Silvio Berlusconi.

L’Italia, senza tutte queste persone, non si puo’ governare.

Di note ne ho prese tante, ma per il momento mi voglio limitare a dieci spunti molto veloci:

1. Senza Confini

Il PdL e’ stato costruito in modo che chiunque possa trovarcisi a suo agio. Chiunque. C’e’ spazio per tutti, a patto che si riescano a mettere insieme almeno una trentina di altri iscritti, e formare una Associazione. Non e’ dato ovviamente sapere cosa succederebbe in caso di conflitto con le alte gerarchie: ma da Statuto, un’Associazione puo’ esistere motu proprio, e non solo in dipendenza dell’accettazione da parte del resto del partito. Da questo punto di vista, a parte qualche increspatura (ma che ci fanno i Probiviri in un partito post-ideologico???), il PdL contiene davvero il principio della liberta’ di pensiero e di azione, e ricorda molto piu’ Radicali Italiani e la loro “Galassia” che un partito vecchio stampo.

2. La Vera Sfida E’ Per I Missionari

Dubito che il Delegato medio abbia compreso fino in fondo il significato del messaggio di Berlusconi quando ha parlato di “diventare missionari”. Andarsene in giro a raccontare il Verbo trasformerebbe il PdL in una specie di versione politica dei Testimoni di Geova, raggiungendo punte di ridicolo invece che la maggioranza assoluta dei voti degli Italiani. Quello che i “missionari” dovrebbero fare e’ applicare per esempio la Carta dei Valori, non chiacchierarci sopra.

3. Un Partito Monarchico

Il PdL e’ straordinariamente centrato sul suo vertice. Non si muove (quasi…) foglia che Silvio non voglia, e la struttura ricorda quasi quella del Paradiso di Dante, con tutte le “anime” ugualmente beate ma pur sempre gerarchicamente divise. Con il mio tesserino blu potevo passare il primo e secondo cielo, ma durante i momenti clou mi era impedito ogni accesso al palco e a volte anche alla prima ventina di file. Insomma per cambiare analogia, mi sono sentito un po’ Vassallo e un po’ Valvassore…

4. In Una Kermesse, Niente Riunioni

Non solo non c’era alcuna Commissione e alcun dibattito, non c’era neanche alcuno spazio usufruibile da parte dei Delegati per delle riunioni fra di loro. Per un motivo o per l’altro, e’ stato deciso che questo non e’ il periodo del confronto fra le idee. Non e’ detto che non sia una scelta molto saggia, anche perche’ opposta a quella del PD dove per mantenere l’unita’ si e’ deciso di far addirittura finta di non avere proprio alcuna idea di alcun tipo.

5. Tocca Alle Idee

Piu’ di uno dei relatori e’ ritornato sul problema delle idee. E’ inutile che il PdL continui a lamentarsi dell’egemonia intellettuale della sinistra se non viene dato spazio alla analisi e alla sintesi comune delle idee. Questo lo sanno piu’ o meno tutti, ma qualcuno lassu’ deve avere il coraggio di lasciare le idee libere di misurarsi l’una con l’altra. Se tutto o quasi il mondo delle think-tank si limita pero’ alla Fondazione Magna Carta o giu’ di li’, allora restiamo fermi al punto di partenza.

6. La Consapevolezza Fra I Colonnelli

C’e’ ovviamente un forte stampo conservatore nel PdL. Ma ogni tanto si sentiva qualcuno dei relatori anche esprimere la consapevolezza della necessita’ di atteggiamenti a volte diversi, con richiami al miglior liberalismo. Forse fra una coltellata e un morso l’uno contro l’altro (un’organizzazione monarchica e’ sempre ed ovviamente anche un covo di vipere), anche i Colonnelli si rendono in fondo conto di quello che andrebbe fatto.

7. Il Pericolo Fini

Gianfranco Fini e’ “pericoloso”. Per il PD, che ovviamente non capisce niente e si accanisce nelle solite storie su Berlusconi. Fini fini…ra’ davvero per beccarsi piu’ del 50% dell’elettorato. I “suoi” ex-AN ormai sappiamo che lo seguiranno in capo al mondo, anche quando non sono completamente d’accordo. Gli ex-FI comincia gia’ a lavorarli ai fianchi, finche’ acclameranno pure lui. Basta allora aggiungere un po’ di leghisti, gli UDC e una spolveratina di elettori di sinistra, e la maggioranza e’ sua: mentre Silvio e’ difficile pensare che possa raccogliere piu’ consensi di quelli che gia’ ha.

8. “Faccione” Per Pochi Secondi, Del “Caso Umano” Neanche L’Ombra

Il Sen. De Gregorio si e’ visto per pochi secondi sul palco. Poi e’ scomparso per rimaterializzarsi in Sud America, manco fosse la Strega Cattiva dell’Ovest dal Mago di Oz. E’ stato un bene cosi’ non ho dovuto pensare a quale scarpa far finta di tirare a un tipo come lui, che ha preferito gettare discredito su milioni di italiani all’estero pur di appoggiare il sig. Nicola Di Girolamo, definito finanche da De Gregorio come un “caso umano”. Come si sa Di Girolamo, anche se riceve lo stipendio di senatore, lo e’ come io sono il segretario del Papa. E anche Di Girolamo non si e’ fatto vedere, partito per l’Argentina lui “eletto” in Europa (figuriamoci) e ben consapevole che ogni sua parola sarebbe stata accolta da urla e fischi (e non la scarpa gli avrei tirato, ma il passaporto dove e’ scritto che io davvero sono “italiano all’estero”)

9. L’Unico A Rompere La Coreografia

Magari mi sbaglio, ma ho l’impressione che l’unico intervento al microfono nella sala del Congresso (Padiglione 8 ) che non fosse previsto da alcuna scaletta preventiva, e’ stato quello del sottoscritto, a difesa (applaudita, ma vana)di un emendamento allo Statuto che avrebbe garantito un po’ di risorse e autonomia in piu’ per il PdL all’estero. E c’e’ chi si e’ lamentato del mio “rompere” (giustamente, immagino!).

Il video con il mio intervento (nella serata della seconda giornata) e’ disponibile per qualche settimana scaricando questo file e ascoltando dal minuto 29’57” al minuto 31’20”. Il video e’ anche disponibile in modalita’ streaming.

10. La Politica del Dispetto

In ultimo una considerazione solo all’apparenza umoristica. Per qualche motivo, sia Berlusconi che Fini che tanti relatori hanno fatto l’elenco di quello che dovrebbe fare il Partito Democratico per poter diventare alternativa di Governo al PdL. Se Franceschini e compari fossero politicamente furbi se non politicamente intelligenti (ne dubito) prenderebbero carta e penna e ricopierebbero tutti i suggerimenti per applicarli domani stesso. Ma Silvio sa benissimo che pur di fargli un dispetto, al PD sbatterebbero le proprie teste sul muro fino a sanguinare: per cui dice loro cosa dovrebbero fare sapendo benissimo che quelli faranno il contrario, lasciando quindi il PD nella solita confusione sconclusionata in cui e’ impantanato.

Misteriose Insinuazioni dal nonsenatore Di Girolamo

Nicola Di Girolamo, nonsenatore che ha gia’ subito l’onta di vedere l’apposito Giunta del Senato proporre l’annullamento della sua elezione (in quanto rappresentante degli Italiani all’Estero senza averne avuto tutti i requisiti) e al quale posso solo consigliare caldamente un ritorno alla vita “normale” fuori da Palazzo Madama (visto che dopo aver speso decine se non centinaia di migliaia di euro in pubblicita’ elettorale non e’ arrivato a capire che gli sarebbe bastato passare un paio di giorni come effettivo residente in Belgio per evitare ogni contestazione della elezione) manda una curiosa missiva a Ricky Filosa, Direttore di Italia Chiama Italia:

Preg.mo Signor Direttore,

[…] il signor Fantetti, […] lo scorso aprile, non riuscendo a rassegnarsi per la sconfitta subita sul campo, cercava in tutti modi di accostare alcuni miei collaboratori avanzando richieste e minacciando che in difetto avrebbe potuto, grazie a delle sue amicizie, farmi passare dei ‘guai gravissimi’.

Al mio netto rifiuto seguivano i noti fatti e le note vicende giudiziarie.

[…] Oggi, quindi, alla luce della determinazione della Giunta, ho finalmente la possibilità di poter dare anche la mia versione dei fatti.

In tal senso quindi sono a Sua disposizione per rispondere alle domande che mi si vorranno porre e rendere pubbliche le motivazioni ed i fatti non noti che hanno determinato le indegne iniziative di cui sono stato fatto oggetto.

Nicola Di Girolamo

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Due domande se fossi io a intervistare il nonsenatore Di Girolamo:

  1. Perche’ nessuno avrebbe denunciato Fantetti, il quale secondo Di Girolamo sarebbe andato in giro minacciando e ricattando? Chissa’ se ingiuriare e calunniare sono attivita’ protette dall’immunita’ parlamentare…
  2. Se Di Girolamo non ha ritenuto opportuno “rendere pubbliche le motivazioni ed i fatti non noti” alla Giunta delle Elezioni e delle Immunita’ Parlamentari del Senato presieduta dall’On. Follini, perche’ mai invece dovrebbe farlo su un periodico?

Con tutto il rispetto dovuto al lavoro di Filosa e collaboratori: il Senato e’ sempre il Senato…

Nonsenatore Di Girolamo: Al Senato La Proposta di Annullamento

Al Senato la proposta di annullamento della elezione del nonsenatore Nicola Paolo Di Girolamo. Lo ha deciso ieri sera la Giunta delle Elezioni e delle Immunita’ Parlamentari presieduta dall’On. Follini (grazie a “tranquilli” per la segnalazione).

La decisione in Aula del Senato entro venti giorni, cioe’ entro il 9 novembre.

Ripeto brevissimamente la mia opinione: sono contrarissimo a e considererei una gravissima presa in giro a tutti i milioni di Italiani residenti all’estero, lasciare il seggio al nonsenatore Nicola Paolo Di Girolamo, perche’ ha dichiarato il falso e non e’ stato neanche capace di capire che sarebbe bastato trasferirsi sul serio in Belgio per pochi giorni per evitare tutti questi pasticci.

Dubitando che gli mancasse il tempo o i quattrini per emigrare per un brevissimo periodo, a cosa altro dobbiamo imputare il suo errore?

Di Girolamo non puo’ rappresentare altro che il suo fallimento. Il Senato deve annullare la sua elezione.

Non-Senatore Di Girolamo: Ancora Due Settimane…

Dall’Agenzia AISE:

FANTETTI SODDISFATTO E OTTIMISTA: FORSE IL 20 OTTOBRE USCIREMO DA QUESTA SITUAZIONE IMBARAZZANTE
LONDRA aise – “Sono soddisfatto perché il procedimento di destituzione di Nicola Di Girolamo va avanti deciso, la Giunta sulla base del resoconto del lavoro fatto dal Comitato inquirente non ha avuto dubbi nel decidere la contestabilità del seggio”. A parlare è Raffaele Fantetti, primo dei non eletti al Senato nelle file del Pdl in Europa, che l’Aise ha raggiunto al telefono. Un Fantetti ottimista, visto che la Giunta ha deciso per la contestabilità del seggio di Di Girolamo; ipotesi che dovrà essere votata dopo aver deciso sull’eccezione di costituzionalità presentata dallo stesso senatore nei confronti della Legge 459/2001 istitutiva del voto all’estero (vedi AISE del 7 ottobre h.15.15).
Una mossa che Fantetti definisce una “manovra pretestuosa” tanto che lui “rimane fiducioso” perché, ci spiega, “la Legge 459/2001, legge ordinaria, segue ben due leggi costituzionali la 1/2000 e la 1/2001 che i propositori della 459 avevano intelligentemente fatto approvare, con tutte le difficoltà del caso, prima della 459; poi, altrettanto saggiamente, durante i lavori preparatori della legge, nel 2001, fu richiesto un parere a cinque costituzionalisti, tra cui un ex presidente della corte costituzionale, che avevano già confermato la “conformità” rispetto alla Costituzione della Legge Tremaglia. Da allora non è cambiato nulla di quella legge, quindi non vedo perché a sei anni di distanza ci possano essere dubbi sulla sua costituzionalità”.
“Siamo in una situazione imbarazzante sia da un punto di vista politico, che procedurale che tecnico-legale. Io – ha aggiunto Fantetti – credo che da questa situazione si uscirà in due modi: o Di Girolamo avrà la saggezza di fare un passo indietro, oppure si dovranno compiere tutte le tappe, e allora il 20 ottobre la giunta arriverà ad una decisione”.
Quanto alla posizione della dirigenza del Popolo della Libertà, chiamata in causa oggi anche da Maurizio Chiocchetti (Pd), Fantetti ha confermato di avere “continui contatti con il coordinamento del Pdl per l’estero e con gli uffici della senatrice Contini. Siamo tutti sulla linea dell’imbarazzo e solidali nell’essere vittime di un inganno che è stato perpetrato nei confronti del coordinamento del Pdl, dei colleghi di partito, ma soprattutto degli elettori. Una posizione in cui ci riconosciamo tutti. La documentazione di Di Girolamo ha tratto in inganno tutti, all’inizio – ha concluso – nessuno poteva dubitare della sua veridicità”. (m.cipolloneaise)

Altre notizie in argomento:

http://www.agenziaaise.it/gestionedb/03-News.asp?Web=Giorno&Modo=12&IDArc=63482
http://www.agenziaaise.it/gestionedb/03-News.asp?Web=Giorno&Modo=12&IDArc=63475
http://notizie.alice.it/notizie/politica/2008/10_ottobre/07/senato_giunta_contesta_seggio_di_girolamo_il_20_udienza_pubblica,16347763.html
http://www.stato-oggi.it/archives/00083497.html
http://www.agenziaaise.it/gestionedb/03-News.asp?Web=Giorno&Modo=12&IDArc=63468

In particolare faccio notare il seguente passaggio da Virgilio Notizie:

Di Girolamo dovrà ‘comparire’ davanti alla Giunta per esporre le sue ragioni, accompagnato da un legale. Già in quella sede dovrebbe arrivare una decisione della Giunta, che potrebbe essere quella decisiva. Il pronunciamento dell’organismo parlamentare, infatti, non ha bisogno in questo caso di una ratifica dell’Assemblea (cui verrà comunque comunicata la decisione) a meno che non ci sia una mozione firmata da almeno 20 senatori.

Il Non-Senatore Di Girolamo Contesta La Propria Costituzionalita’

Sempre piu’ paradossale la situazione di Nicola “Ma che te l’ha fatto fare” Di Girolamo, il non-senatore del PDL eletto rappresentante degli Italiani all’estero (Europa) senza aver mai risieduto altro che in Italia (ormai si tratta di fatti ampiamente accertati).

Adesso per godersi la sua poltrona per un paio di giorni in piu’, e’ arrivato a contestare la costituzionalita’ della Legge Tremaglia: quella stessa Legge che ha prima sfruttato per accaparrarsi un posto a Palazzo Madama.

Ecco la notizia dall’Agenzia AISE e da Italia Chiama Italia. Cito solo un paio di dichiarazioni:

…per mettere la parola fine a questa squallida vicenda, si dovranno aspettare ancora alcuni giorni. Nel frattempo però lo spettacolo cui gli italiani, non solo quelli all’estero, devono assistere si fa sempre più indecente!” (Raffaele Fantetti all’AISE)

“Signori, è davvero il colmo. La faccia di bronzo – per non dire altro – di questo signore, è davvero incredibile. Ora Di Girolamo si è inventato quest’ultima scappatoia, che chissà chi gli ha suggerito, e contesta la coerenza costituzionale delle legge Tremaglia, la stessa legge che gli ha permesso di entrare al Senato!!” (Ricky Filosa, Direttore di Italia Chiama Italia)

Preghiamo: affinche’ il Sig. Nicola Di Girolamo si ravveda, comprenda i propri errori e si ritiri a vita monacale per i prossimi sei lustri. Amen.

Il Viale del Tramonto del non-Senatore Di Girolamo

Ricevo e rimando a nome “Ottavio Gambardella”. Da notare che come anche riportato da ItaliaChiamaItalia, il Senatore/non-Senatore DI Girolamo puo’ restare libero per il momento perche’ e’ sicuramente “piu’ pericoloso per se stesso che per gli altri“, avendo dimostrato una rara incapacita’ nel pianificare la sua candidatura da italiano (fintamente) all’estero:

Il Senato ha oggi (24 settembre) approvato le conclusioni della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari volte a negare l’autorizzazione all’esecuzione dell’ordinanza applicativa della misura cautelare degli arresti domiciliari nei confronti del senatore Di Girolamo, cui l’autorità giudiziaria contesta una serie di reati connessi alla sua elezione presso la Circoscrizione estero in assenza dei requisiti di elettorato passivo.

Come sottolineato dal relatore, sen. Sanna (PD), pur concordando sull’assenza nella richiesta di autorizzazione di un fumus persecutionis nei confronti del sen. Di Girolamo, la Giunta ha tuttavia convenuto su una posizione di diniego in considerazione sia della gravità del reato, essendo i rari precedenti di concessione di autorizzazione all’arresto riferiti a reati di gravità nettamente superiore, sia della limitata rilevanza della misura cautelare richiesta nell’ambito del procedimento penale in corso.

Il relatore Sanna ed altri intervenuti al dibattito (rinvenibile per esteso sul sito del Senato) hanno peraltro sottolineato che nel giro di pochi giorni (martedì 30 Settembre) la Giunta voterà la contestabilità o meno dell’elezione del Di Girolamo sulla base del rapporto dell’apposito Comitato Inquirente. In quella sede, nelle audizioni del 4 agosto e 15 settembre scorsi, sono stati sentiti ben cinque testimoni tra i quali i tre residenti nell’appartamento di due stanze a Bruxelles dove il Di Girolamo aveva auto-certificato di risiedere il 14 febbraio scorso, una funzionaria del Consolato ed il Console Generale d’Italia in Belgio.

Ricordiamo che quel Consolato ha ufficialmente annullato (con effetti ex tunc) lo scorso 14 maggio 2008 il certificato di residenza all’estero del Di Girolamo, sulla base delle verifiche effettuate direttamente nonchè della documentazione prodotta dalle locali autorità belghe.

Il senatore Micheloni è intervenuto in aula per sollecitare una modifica della legge 459/2001, con l’inclusione -tra l’altro- di un termine minimo di iscrizione all’AIRE per l’esercizio dell’elettorato passivo all’estero. Egli ha anche richiesto alla Presidenza di considerare la proposta di modifica del Regolamento del Senato depositata lo scorso 23 giugno con la quale si chiede l’istituzione di una Giunta per el questioni degli Italiani all’estero.

Contro le conclusioni espresse dal relatore Sanna si è espresso il sen. Li Gotti, tenuto conto della gravità della fattispecie di reato di falso ideologico (con pena massima di 10 anni) e dei reiterati tentativi di inquinamento probatorio già rilevati nel corso delle audizioni del Comitato Inquirente.

Secondo altri senatori (Malan, Lusi, Mazzatorta e D’Alia) invece, tale pericolo di inquinamento non sussiste in quanto le prove documentali e le confessioni dei testimoni sono state già acquisite, così come la documentazione istruttoria dell’indagine portata avanti dalla Procura di Roma, anche tramite la polizia federale belga attivata in base a rogatoria internazionale.

Anche Di Girolamo Voleva La Sua Immunita’

Nel suo piccolo, anche il senatore/nonsenatore Di Girolamo ha cercato di costruirsi la sua immunita’ (si vede che per lui, non c’era posto nel “lodo Alfano”…)

Infatti: cosa ha detto per difendere il dettaglio di essersi fatto eleggere all’estero senza averne i requisiti? Ha forse presentato tutti i semplicissimi documenti perche’ tutti possano verificare che quell’accusa e’ falsa?

No.

Ha detto invece:

Nelle sue controdeduzioni, ha proseguito Augello, Di Girolamo puntualizza che “l’unico organo deputato e legittimato a certificare il possesso del requisito, quindi, si espresse in modo inequivocabile: gli accertamenti penali in merito – eventualmente dipendenti da un errore “tutt’altro che macroscopico e solo frutto di disfunzioni di carattere amministrativo” – non possono accertare la falsità prima di una sentenza di condanna resa ai sensi dell’articolo 537 c.p.p.. Pertanto, nella “fase meramente investigativa in cui si versa” il senatore invoca la “sicura non utilizzabilità delle risultanze investigative, unilateralmente acquisite dal Pubblico Ministero e conosciute dalla Giunta solo in ragione della loro considerazione per il diverso profilo della citata concessione dell’autorizzazione all’arresto”. Di conseguenza si adduce l’articolo 5 del Regolamento di verifica, ritenendo impossibile escludere “la determinante influenza dei fatti penalmente contestati sul risultato degli accertamenti devoluti alla Giunta”.

Tradotto in Itagliano: visto che Di Girolamo si e’ autocertificato il 14 febbraio, e il consolato in Belgio ha accettato l’autocertificazione, anche se poi si scopre che era tutto falso l’elezione andrebbe bene lo stesso, a meno che il Di Girolamo non sia nel frattempo condannato dalla Magistratura. Le prove raccolte, fino a quel momento, non potrebbero essere usate altro che dalla Magistratura stessa.

Ma visto il tempo medio dei processi in Italia, la Cassazione non si pronuncera’ sulla questione se non ben oltre la fine della corrente legislatura.

Ergo…chiunque si puo’ autocertificare, essere eletto, fare le Leggi in Parlamento…e se poi ha detto il falso, e si e’ fatto eleggere senza averne il diritto, non ci sara’ modo di rimettere le cose a posto, perche’ sette o otto anni dopo i suoi voti non si possono certo cancellare, ne’ le votazioni essere rifatte.

Magari e’ anche incensurato, quindi se la cava con la condizionale.

Fantastico! Ecco dunque risolto il problema di come costruire la propria Immunita’?

Nel Pantheon delle Istituzioni Italiane Intoccabili, accanto al Presidente della Repubblica, accanto al Presidente del Consiglio, accanto al Presidente del Senato e accanto al Presidente della Camera dei Deputati, arriva anche il Presidente degli Eletti all’Estero In Realta’ Residenti in Italia, al secolo Nicola D.G..?

ps No. La strategia difensiva non ha funzionato. La Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari del Senato ha deciso di acquisire tutti i documenti necessari a decidere in merito a Di Girolamo.

pps Fra le righe della “memoria Di Girolamo” c’e’ un’altra chicca:

La memoria si conclude meditando sul rilievo che il consolato d’Italia Bruxelles ha successivamente ritenuto “di poter revocare il proprio precedente certificato del 5 marzo 2008 senza compiere alcuna (reale) attività di verifica e senza dare compiuta motivazione in merito alla opportunità ed alla legittimità del provvedimento assunto (…) al di là di un mero richiamo ad asserite risultanze successivamente emerse circa la residenza del Sig. Di Girolamo … e in particolare l’attestazione del borgomastro del comune di Woluwe – Saint Pierre del 6 maggio 2008”.

Tradotto in Itagliano: a oggi, Di Girolamo non e’ mai stato residente all’estero. Anche al Consolato d’Italia di Bruxelles si sentono presi per il naso, e alla prima occasione hanno strappato il Certificato di Residenza.

ppps Chissa’ anche come si sentono questi tapini coinvolti in questa assurda storia, alcuni dei quali rischiano di essere accusati di aver detto il falso:

Filomena Ciannella
Oronzo Cilli
Dario Ferrante
Sabato Franco Sorrentino

Di Girolamo A Spasso…Chissa’…

Il senatore/nonsenatore Di Girolamo non verra’ arrestato. Buon per lui. O quasi. Finora il Nostro non e’ riuscito a tirar fuori quel documento che risolverebbe tutto, accertando definitivamente che era sia residente all’estero che iscritto alle liste elettorali estere, quando si e’ candidato al Senato.

Il GIP che ne aveva chiesto gli arresti (domiciliari, benintesto!) aveva pero’ accennato a possibili inquinamenti di probe. E infatti…che bisognerebbe fare se proprio adesso quei “documenti” spuntassero improvvisamente?

Ecco, come disse Andreotti, non si potrebbe in quel caso che commettere un peccato…e pensare male!

Povero senatore/nonsenatore: quand’anche adesso riuscisse a salvarsi, il sospetto sara’ quasi impossibile da cancellare.  

ps io so quale documento dovrebbe saltare fuori, per scagionare il Di Girolamo: una paginetta semplice semplice. In assenza della quale c’e’ poco da disquisire.

Ma visto che non sono sicuro che esista, quella paginetta, per non far cadere nessuno in tentazione di fabbricarne una fresca fresca, non entro in dettagli in questo momento…

Interessanti Dettagli Riguardo Di Girolamo

Avevo raccolto questi appunti qualche settimana fa…adesso che siamo alla vigilia della riunione della Giunta per le Autorizzazioni a Procedere del Senato riguardo la richiesta di arresti domiciliari per il senatore/nonsenatore Nicola Di Girolamo, non penso sia necessario altro indugio.

(a) Sul giornale online “L’Italiano” Di Girolamo compare come “socio della cooperativa editoriale“. Orbene, non c’e’ traccia di Di Girolamo stesso su quel periodico, prima del 5 marzo 2008.

Sembra quindi che il neo-Onorevole abbia avuto un marzo particolarmente intenso, incluso il provvidenziale acquisto di una quota de L’Italiano” che ha proceduto a segnalarlo come scelta elettorale per il Senato. Non ci sarebbe molto da ridire se non fosse che alla Camera invece, L’Italiano ha detto di voler votare non un candidato PDL (Camerati ed Erio sono menzionati solo en-passant), ma Carbone della “Destra” (una scelta piu’ consona alla tradizionale linea editoriale…il lupo perde il pelo, come si dice, ma non il vizio).

Uno potrebbe anche pensare che senza i soldi del nuovo socio Di Girolamo, L’Italiano (fra l’altro, molto focalizzato sull’Argentina, e non sull’Europa) non avrebbe espresso nessun entusiasmo nei confronti del PDL. Parole poco gentili sono infatti riservate all’On. Guglielmo Picchi e agli altri due onorevoli uscenti per Forza Italia in Europa, a pochi giorni dalle elezioni:

la senatrice e i due deputati di Forza Italia uscenti non hanno certamente brillato in questi due anni. Ci vuole gente più preparata, con maggiore esperienza, più combattiva

(b) Chi e’, Di Girolamo? Per motivi misteriosi, ha fatto sparire la descrizione di se stesso, dal proprio sito. Per fortuna c’e’ Google. Ecco quanto appare OGGI su www.nicoladigirolamo.it, alla voce “Chi
Sono
“:

Ringrazio i 24.500 elettori che mi hanno accordato fiducia. Non vi deluderò: al Senato lavorerò per voi. Ringrazio tutti coloro che mi hanno aiutato in questa faticosa, ma entusiasmante, campagna elettorale. Il vostro Senatore Nicola Di Girolamo

Questo il TESTO AL 12 APRILE, stessa pagina (notare come contenga affermazioni molto chiare riguardo attivita’ in tutta Europa…):

Avvocato, Revisore Ufficiale dei Conti, Curatore fallimentare, Patrocinante in Cassazione. 48 anni, coniugato con due figli. Ha studi professionali in Italia, Belgio e Svizzera che, con oltre cento fra avvocati e dottori commercialisti, assistono più di duemila aziende. Inoltre negli anni si è specializzato nella difesa dei diritti dei pensionati Inps e dei cittadini che hanno patito danni di guerra all’estero. Membro di diversi Consigli di Amministrazione, fra i quali Eco-Bank Lugano, Biorygen e IMCO. VicePresidente dell’Associazione Promozione Tecnologie e Sviluppo. Fortemente impegnato nel sociale con la Porfiri Onlus (riconosciuta con Decreto del Presidente della Repubblica) di cui è Presidente e la Nicola’s Foundation, che realizzano progetti di assistenza umanitaria e sanitaria in molti Paesi europei. Socio della cooperativa editoriale L’Italiano.

(c) Non ho ancora trovato traccia su Internet di attivita’ avvocatizia di Di Girolamo a Lugano o in Svizzera. Idem riguardo Charleroi e il Belgio. Forse cerco male.

Certo uno si aspetterebbe di piu’ visto che ci sono di mezzo “oltre cento fra avvocati e dottori commercialisti“…

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Dubito siano giorni spensierati e felici, in casa Di Girolamo. Mi unisco quindi all’invito di Ricky Filosa su Italia Chiama Italia:

Caro senatore, si dimetta e dimostri, una volta uscito dal Senato, di essere innocente fino in fondo, e che tutto ciò di cui si sta parlando in questi giorni e settimane, è solo un grande malinteso. Noi ce lo auguriamo

Di Girolamo Vicino Agli Arresti Domiciliari

Il Senatore-Nonsenatore Nicola Di Girolamo e’ vicino agli arresti domiciliari riguardo il pasticcio della sua dichiarazione di residenza all’estero.

Una richiesta in tal senso e’ stata inoltrata dal Gip Luisanna Figliolia alla Giunta per le Autorizzazioni a Procedere del Senato.

Pupia: Residenti all’estero: chiesti i domiciliari per senatore Di Girolamo

Agenzia AISE: LA PROCURA DI ROMA CHIEDE L’ARRESTO DEL SEN. DI GIROLAMO (PDL): ALLA GIUNTA PER LE ELEZIONI LA DECISIONE SULL’AUTORIZZAZIONE A PROCEDERE

Sole24Ore: Falso, chiesti i domiciliari per il senatore Di Girolamo (dal blog polisblog)

ItaliaChiamaItalia: Chiesti gli arresti domiciliari per Nicola Di Girolamo. Ora tocca al Senato decidere

La Voce d’Italia: Elezioni: chiesto l’arresto per Di Girolamo, senatore del Pdl

Il Messaggero: Disposti i domiciliari per il senatore Di Girolamo

Apcom: Gip chiede arresto per il senatore del Pdl Di Girolamo

Reuters: Voto estero, procura chiede arresto senatore Di Girolamo

Dal blog dell’On. Guglielmo Picchi: Senatore Di Girolamo: chiesto l´arresto

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Confidiamo nel buon lavoro della Giunta, speditamente convocata per il 17 Giugno…ma io sto con Carmine Gonnella di “politicamentecorretto”: se i reati imputati sono stati commessi in campagna elettorale, che c’entra allora, la Giunta per le Autorizzazioni a Procedere?

Da leggere infine anche la pressante richiesta di Franco Bomprezzi su Affari Italiani: “Elezioni/ senatore Di Girolamo, rinunci al privilegi della Casta e…

Ma chi glie l’ha fatto fare, a Di Girolamo, di infilarsi in tutti questi pasticci?

Questione-Di Girolamo Sempre Aperta

Continua a rimanere aperta la questione-Di Girolamo: Senatore o non Senatore? Ormai le accuse sono state fatte, e le denunce pure.

Il fatto che il quasi-Onorevole Nicola non abbia ancora tirato fuori dalla manica un bell’asso per zittire il primo dei non-eletti in Europa, l’Avv. Raffaele Fantetti, fa pensare che davvero a quest’ultimo tocchi il seggio a Palazzo Madama, almeno dal punto di vista legale. Come detto ancora da Picchi:

Io vivo e ho vissuto all’estero, Di Girolamo no. Punto. O uno è residente all’estero o non lo è. Su questo, credo che la procura di Roma abbia atti e fatti in mano per dire che Di Girolamo non era residente all’estero e in ogni caso ha dichiarato il falso. Se Di Girolamo, o chi per lui, ha in mano documenti con i quali può dimostrare che io ho dichiarato il falso, si faccia avanti e agisca pubblicamente.

Di Girolamo: Senatore o Non Senatore?

Fra tutti i “miei candidati” quest’anno (i 9 Radicali nel PD; l’on. Guglielmo Picchi per la Camera, e l’avv. Raffaele Fantetti per il Senato per il PDL; e il conservatore Boris Johnson come Sindaco di Londra) solo uno sembra(va) non aver raggiunto il suo scopo: Fantetti, primo dei non eletti in Europa, dietro a Nicola di Girolamo.

Qualcosa pero’ non tornava fin da subito, nella vittoria di Di Girolamo,  la cui apparizione all’estero e’ stata quantomeno repentina. E infatti, ci sono sviluppi molto interessanti:

12/05/2008 ore 16.50
Italiani nel mondo
PER LA PROCURA IL SENATORE DI GIROLAMO (PDL) NON HA MAI RISIEDUTO IN BELGIO: INDAGATO PER FALSO IN ATTO PUBBLICO/ RAFFAELE FANTETTI ALL’AISE: ECCO COSA HO DETTO AGLI INQUIRENTI
ROMA aise – Violazione della legge elettorale e falso in atto pubblico: questi i reati contestati a Nicola di Girolamo, senatore del Pdl eletto in Europa, che da oggi è iscritto nel registro degli indagati all’interno dell’inchiesta sulle irregolarità sul voto all’estero condotta dal procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo e dal Pubblico ministero, Giovanni Bombardieri.

Ad essere contestata a Di Girolamo sarebbe la dichiarazione di residenza in Belgio che, venendo a mancare, farebbe cadere l’elezione all’estero per la quale, come ovvio, è indispensabile vivere fuori dall’Italia.

Tra gli accusatori di Di Girolamo da tempo c’è Raffaele Fantetti, primo dei non eletti al Senato nelle file del Pdl che già il 10 aprile scorso dichiarava: “non abbiamo bisogno di gente, come Nicola Di Girolamo, che si iscrive all’Aire un mese prima delle elezioni per poter essere candidato, come rappresentante degli italiani all’estero, da qualche stolto sodale romano“.

E proprio Fantetti, che già si era rivolto alla Giunta per le elezioni del Senato, è stato ascoltato oggi dai due inquirenti cui avrebbe confermato il contenuto della denuncia presentata la settimana scorsa.

Raggiunto al telefono dall’Aise, Fantetti ha spiegato su cosa fonda la sua denuncia. “Stavo valutando da tempo l’opportunità di un ricorso sul quantum dell’iscrizione all’Aire di Di Girolamo perché valutavamo che, essendo datata il 15 febbraio 2008, cioè una settimana dopo l’indizione dei comizi elettorali, la sua candidatura non fosse in linea se non con il dettato almeno con la ratio della legge Tremaglia“.

Nel preparare il ricorso – ci ha spiegato Fantetti – abbiamo fatto richiesta di vedere gli atti al comune di provenienza di Di Girolamo, cioè quello di Roma, dal quale è risultato residente dal 15 febbraio nel comune di Etterbeek a Bruxelles, in Belgio. Da un accesso agli atti, fatto tramite colleghi avvocati a Bruxelles, è risultato che a Etterbeek Di Girolamo non è mai stato iscritto e che il posto dove aveva indicato la sua residenza non ricade nella circoscrizione di Etterbeek ma in quella di un altro comune che si chiama Woluwe Saint Pierre dove non risulta Di Girolamo come iscritto. Noi – precisa ancora Fantetti – abbiamo fatto questa verifica il 7 maggio. Improvvisamente l’8 maggio, quando abbiamo chiesto a quest’ultimo comune un’attestazione di questo fatto, ci hanno confermato che Di Girolamo si era presentato proprio quel giorno, cioè l’8 maggio, per richiedere l’iscrizione“.

Il senatore, insomma, era stato cancellato dai residenti del Comune di Roma senza essere contestualmente iscritto in quello di un comune estero. Cosa possibile perché, ci ha spiegato Fantetti, “al momento in cui si è iscritto all’anagrafe consolare di Bruxelles aveva autocertificato al consolato la sua residenza nel comune belga, anche se non corrispondeva a realtà“.

Alla domanda su cosa si aspetti, ora, circa una sua eventuale elezione, Fantetti chiaramente non si sbilancia: “non so cosa accadrà, dipende dalla Procura e dalla Giunta per le elezioni cui noi abbiamo esposto tutti i fatti e che ora faranno il loro corso. Vedremo quali saranno i risultati, noi venuti a conoscenza di questi fatti e della documentazione che li comprova dovevamo procedere a segnalarli. Aspettiamo di vedere cosa accadrà“. (ma.cip.aise)

La Giunta delle Elezioni nel Parlamento passato e’ stata un vero schifo. Quella che si insiedera’ fra poco forse non potra’ essere peggio: speriamo allora che sia meglio, e che sia almeno un po’ interessata al rispetto della legalita’. Ma se quanto dice Fantetti e’ vero, per rispetto al Parlamento e alla Costituzione l’avv. Di Girolamo farebbe meglio a dimettersi quanto prima, e tentare magari l’anno prossimo alle elezioni europee.