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World Exclusive: CIA 1974 Document Reveals Emptiness of AGW Scares, Closes Debate On Global Cooling Consensus (And More…)

(originally published on Dec 3 in my climate blog)

An eye-opening “global cooling consensus” CIA document dated 1974 has just been re-discovered in the British Library by Yours Truly and is extensively mentioned today in the (printed) pages of The Spectator (UK) and Il Foglio (Italy).

(the (suitably degraded) scan of the Spectator article is at the bottom of this blog)

(the PDF of the CIA document is now available online thanks to Guido Guidi and Climate Monitor)

A Study of Climatological Research as it Pertains to Intelligence Problems” will make quite an embarrassing reading, especially for:

  • the most obdurate catastro-warmists (when they will notice that almost all AGW scares are a search-and-replace job from “cooling” to “warming”), and
  • the history deniers fixated on ‘demonstrating’ that a scientific consensus about Global Cooling in the 1970’s were a ‘myth'(*)

And there is more (much more), from ever-improving climate models promising to become good in a few years’ time to the unsettling apparent ease with which Government agencies then (as now) could get scientists to agree on whatever they needed them to agree on.

Nobody aware of the CIA document’s contents should be able to avoid a good chuckle after reading any of the current AGW reports on famine, starvation, refugee crises, floods, droughts, crop and monsoon failures, and all sorts of extreme weather phenomena; on climate-related major economic problems around the world; on Africans getting in climate troubles first; and so on and so forth.

Why? Because it is all too clear that those scares cannot be real, since they have already been mentioned verbatim in all their dramatic effect, but about Global Cooling.

The whole lot of them, they are just empty threats, instruments of doom-and-gloom policy manipulation with no relation to reality.

It is deeply ironic that it takes a 35-year-old document, available on the web so far only in title, to show the absolute vacuity of the vast majority of pre-COP15 reports and studies. It is time to ditch everything we hear about collapsing ice sheets, disappearing glaciers, species extinctions, and each and every “it’s worse than we thought” report by “scientists”.

It is time to become climate adults.

As I wrote for The Spectator:

This might be the most important lesson of the 1974 report on global cooling: that we need to grow up, separate climatology from fear, and recognise – much as it pains politicians and scientists – that our understanding of how climate changes remains in its infancy.

(stay tuned for the full text of the Spectator article, and the PDF of the PDF of the CIA document)

(*) Anybody thinking about Thomas C. Peterson, William M. Connolley, and John Fleck’s largely mistitled “The Myth of the 1970s Global Cooling Scientific Consensus” (Bulletin of the American Meteorological Society Volume 89, Issue 9, September 2008, pp 1325-1337)? Well, think again after reading this little gem of theirs:

By the early 1970s, when Mitchell updated his work (Mitchell 1972), the notion of a global cooling trend was widely accepted, albeit poorly understood

As I wrote a little more than a year ago: “Widely accepted”: check. “Global cooling”: check.. There was a global cooling consensus among scientists, at least up to 1974. And it went on to appear in Newsweek, The Washington Post, The New York Times and many more media outlets around the world, at least up to 1976.

CASE CLOSED.

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This is the scanned Spectator article

The CIA's 'global cooling' files (title)
The CIA's 'global cooling' files (text)

Ecco Come Ho Scoperto Il Rapporto Della CIA del 1974 Sul Raffreddamento Globale

(i retroscena della scoperta del rapporto CIA del 1974 che dimostra le vacuita’ delle paure climatiche – articolo originariamente pubblicato su Svipop)

Certo non avevo modo di immaginare come sarebbe andata a finire, quella mattina di un sabato estivo quando per curiosità ho cercato vecchi articoli di carattere meteorologico nel sito del Washington Post. E cosa mi è apparso? Un pezzo del 1976 a firma Jonathan Powers, riguardo, diremmo oggi, “Il deterioramento del meteo mondiale”.

Purtroppo il testo integrale era nascosto, disponibile solo a pagamento, ma nelle due righe iniziali visibili si parlava di un rapporto CIA di due anni prima, che a dire del giornalista suonava come un documento del Club di Roma.

Il Club di Roma? La fine del mondo, più o meno? E che strano, mi sono detto, in tutto l’annoso dibattito riguardo il concetto e il consenso sul raffreddamento globale negli anni ’70, mai una volta avevo letto della CIA. Eppure un trio di un certo peso, Peterson, Connolley e Fleck, avevano perso un mucchio di tempo per pubblicare nell’ottobre 2008 su una prestigiosa rivista dell’American Meteorological Society un lungo e dotto articolo per dire che il consenso scientifico sul global cooling non c’era mai stato, negli anni ’70. Dimenticando, ahimè, di guardare quel rapporto della CIA.

Con la curiosità in continuo aumento mi sono dunque recato in biblioteca, per scoprire che il rapporto CIA “Uno studio della ricerca climatologica in considerazione dei problemi di intelligence” era disponibile, bastava aspettare un paio di giorni per averlo dalla British Library. Tutto facile? Non esattamente: quella che è arrivata è una microfiche, un oggetto fragile e antidiluviano per leggere il quale ho dovuto fare il giro di tre biblioteche nel centro di Londra. Non vi dico poi come è stato difficile stamparne il contenuto su carta, con apparecchiature degne di HG Wells o Flash Gordon e particolarmente pronte a smettere di funzionare.

Eccomi allora con quelle 36 pagine, e subito sono stato colpito dal contenuto. Sembravano una parodia, una presa in giro, uno scherzo fatto da qualche “negazionista climatico” che si era divertito a prendere un documento IPCC qualunque e sosituire (è facile, oggi, con Microsoft Word) ogni riferimento “global warming” con “global cooling”.

Cosa dicevano gli spioni USA nel 1974 infatti? Arriverà il freddo: e con quello, siccita’, alluvioni, meteo impazzita, fame, problemi economici anche nelle nazioni più ricche, rischi di instabilità, l’Africa starà peggio, il Sahara si espanderà, e così via in una vera litania di catastrofi presenti e future, tutto o quasi preso dalla Bibbia, a parte la pioggia di rane (sono sicuro che qualcuno ci stava, e ci sta lavorando).

I modelli climatici? Sono presentati come il futuro della climatologia, e se avremo pazienza, in pochi anni saranno in grado di prevedere il clima che verrà (non l’abbiamo già sentita, questa?).

Consiglio a tutti la lettura di quel rapporto (in inglese, a questo link, incluso (comica finale?) una conferenza a San Diego che stabilisce un consenso scientifico sul raffreddamento globale. Wow!

Alla fine, ho deciso di affidare la “notizia” alla carta stampata (il settimanale The Spectator nel Regno Unito, e il quotidiano Il Foglio in Italia, co-ordinati per un lancio in esclusiva mondiale il 3 dicembre 2009). Più naturalmente il mio blog in inglese, la stessa mattina.

E’ possibile prendere ancora sul serio la climatologia, dopo aver letto quel rapporto? Sì: perché è evidente che il problema non è nella Scienza, ma nel modo in cui troppi scienziati e troppi politici riescono a trovare punti in comune per esagerare gli uni le dichiarazioni degli altri, in un parossismo che poco ha a che fare con la ricerca di migliorare le nostre conoscenze, o il desiderio di occuparci del nostro ambiente, e molto invece con il desiderio di “convincere” i cittadini a fare quello che politici (e scienziati) vogliono che loro facciano.

Rendiamocene conto: le paure climatiche sono le stesse oggi di trentacinque anni fa perché, anche se la Scienza è cambiata, anche se le letture termometriche sono cambiate, anche se i modelli sono cambiati, anche se la politica stessa è cambiata, alla fine quella che non è cambiata è la natura umana, con tutte le sue paure.

Ai catastrofisti del clima possiamo dunque solo rispondere: basta con i soliti terrori, basta con le bambinate, quello che ci occorre è diventare adulti, maturi nel senso di capaci di prenderci cura dell’ambiente per quello che è, e non come ricettacolo dei nostri terrori. Altrimenti, come nella recentissima parodia sul riscaldamento globale (quella sì, scritta per far ridere, da un irlandese), fra trentacinque anni ci troveremo a discutere di… Rallentamento Globale!!!

Come, non lo sapete? Il rallentamento globale è causato dalle importazioni di merci dall’Oriente…. (sottofondo: musica da film dell’orrore)

Esclusiva Mondiale: Il Rapporto CIA del 1974 Che Dimostra La Vacuita’ delle Paure Climatiche (E Non Solo)

(Ho recentemente scoperto in biblioteca a Londra un eccezionale documento della CIA, dimenticato per 35 anni, sul consenso scientifico intorno al raffreddamento globale negli anni ’70. Data l’importanza, versioni dell’articolo qui sotto sono state pubblicate lo scorso 3 dicembre in esclusiva mondiale a pagina XIII del settimanale britannico The Spectator (UK) a firma mia, sulla prima pagina l Foglio a firma Piero Vietti e sul blog Climate Monitor a firma mia e di Guido Guidi)

Un rapporto della CIA vecchio di 35 anni sul raffreddamento globale rivela che il consenso scientifico e le paure del clima non ci hanno mai veramente lasciati …stranamente, quale che fosse e sia la tendenza delle temperature!”

Il documento può essere del 1974, ma lo scenario e’ stranamente familiare: un importante rapporto governativo avverte che il cambiamento climatico porterà ad alluvioni e carestie. “Climatologi di chiara fama” parlano di un “pernicioso cambiamento climatico globale”, che minaccia “la stabilità della maggior parte degli Stati “. Ma questo documento – mai reso pubblico prima d’ora – è stato scritto per rispondere al raffreddamento globale, non al riscaldamento (e sì, si parla anche dell’esistenza di un “consenso” tra gli scienziati!).

Il rapporto della CIA intitolato Uno Studio della Ricerca Climatologica per quanto Riguarda i Problemi dell’Iintelligence, scritto nel marzo del 1974 per aiutare la “pianificazione interna” potrebbe tutto solo spiegare la diffusa sensazione di deja-vu riguardo i cambiamenti climatici e giustificare i ricordi delle discussioni scientifiche della metà degli anni ‘70 circa il raffreddamento globale. Anzi, con il senno di poi, un po’ fa anche ridere e imbarazza il lettore, visto che le due fraseologie, di ieri sul raffreddamento e di oggi sul riscaldamento, sono praticamente identiche.

Quasi come se le paure climatiche fossero fatte con lo stesso stampino, la “nuova era climatica” era descritta nel 1974 come foriera di carestie, morti per fame, ondate di rifugiati, inondazioni, siccità, fallimenti delle coltivazioni e dei
monsoni, con ogni genere di fenomeni meteorologici in una mescolanza di catastrofi attuali e future e con la solita sottovalutazione dei possibili benefici, solo accennati. E accanto al Sahara che si doveva espandere, ecco il consueto riferimento alle riserve mondiali di cereali inferiori ad un mese e alle civiltà passate distrutte da “maggiori e minori” episodi di raffreddamento (le civilta’ dell’Indo, gli Ittiti, i Micenei, e l’Impero del Mali, se qualcuno lo volesse sapere).

Secondo la CIA, nel 1974 i modelli climatici erano in fase di perfezionamento (come sempre) e il bilancio energetico dell’atmosfera perfettamente spiegabile (incredibilmente, senza un solo riferimento ai gas serra). L’intervento governativo (ovviamente) aveva riunito famosi scienziati fino ad allora vittime di “scontri di personalità” (ma va’), e aiutato a stabilire un “consenso scientifico” (interdisciplinare, naturalmente) riguardo un “cambiamento climatico globale”, delle vaghe minacce (come no) a proposito di “una maggiore variabilità” nel clima, gravi problemi economici in tutto il mondo (difficile da indovinare, vero?), e una serie di proposte circa la creazione di nuove agenzie governative (chi l’avrebbe mai detto).

Quello è esattamente il consenso di cui si parlava all’epoca nelle pagine di Newsweek e del New York Times. Come mai un tale documento è allora stato fin’ora tralasciato? Perchè alcuni si sono sforzati per anni per definire “un mito” il
concetto stesso di consenso sul “raffreddamento globale”, come ad esempio in un noto articolo di Thomas C. Peterson, William M. Connolley, e John Fleck pubblicato dalla American Meteorological Society nel mese di settembre 2008?

Forse è facile non notare ciò che non si sta cercando (si può trovare menzione di un consenso sul raffreddamento globale almeno dal lontano 1961). La Scienza poi, nel 1974, non era fatta da gruppi intergovernativi di esperti. Infine, i documenti come questo della CIA che appaiono sul web solo nel titolo possono essere dichiarati a tutti gli effetti perduti nelle raccolte di microfiches delle biblioteche di tutto il mondo (in questo caso, della British Library).

Ipotizzando liberamente, il più probabile motivo che può aver spinto la CIA a produrre quel documento è stata la perdita di “una parte significativa” del raccolto invernale di grano dell’URSS nel 1972, con le conseguenze del caso sulla “politica degli approvvigionamenti” nella consapevolezza di non avere seri “strumenti di analisi”. Da qui la richiesta agli scienziati di rispondere (all’unanimità) a chi si occupa di leggi e regolamenti, un’altra caratteristica che fino ad oggi è rimasta sostanzialmente invariata. Vuol forse dire che ci sono climatologi modaioli in giro, pronti a fare di ogni tendenza una previsione?

Oppure il problema risiede nel pubblico in generale, in grado di parlare del clima solo in termini inquietanti, mentre il cielo resta l’ultimo dio animista maligno, volubile e mai indifferente? Forse il “raffreddamento” e il “riscaldamento” globali sono solo la versione emotivamente carica delle chiacchiere sulla meteo? Questa allora deve essere la lezione più importante da trarre da un rapporto del 1974 sul raffreddamento globale: che dobbiamo diventare adulti, separare per una buona volta la climatologia dai nostri terrori e riconoscere, per quanto se ne possano dolere ad ammetterlo i nostri politici piu’ vani e i nostri scienziati piu’ primadonna, che la nostra comprensione di come cambi il clima rimane ancora molto, molto immatura.

World Exclusive: CIA 1974 Document Reveals Emptiness of AGW Scares, Closes Debate On Global Cooling Consensus (And More…)

An eye-opening “global cooling consensus” CIA document dated 1974 has just been re-discovered in the British Library by Yours Truly and is extensively mentioned today in the (printed) pages of The Spectator (UK) and Il Foglio (Italy).

(updated 20091203 – 1042am GMT – the (suitably degraded) scan of the Spectator article is at the bottom of this blog)

(updated 20091203 – 1105am GMT – HOLD IT-THERE IS A PROBLEM WITH THE SCRIBD LINK!! – ANOTHER ONE WILL BE PROVIDED SHORTLY – the CIA document is now online thanks to Guido Guidi and Climate Monitor)

(updated 20091203 – 1143am GMTthe PDF of the CIA document is now available online thanks to Guido Guidi and Climate Monitor)

A Study of Climatological Research as it Pertains to Intelligence Problems” will make quite an embarrassing reading, especially for:

  • the most obdurate catastro-warmists (when they will notice that almost all AGW scares are a search-and-replace job from “cooling” to “warming”), and
  • the history deniers fixated on ‘demonstrating’ that a scientific consensus about Global Cooling in the 1970’s were a ‘myth'(*)

And there is more (much more), from ever-improving climate models promising to become good in a few years’ time to the unsettling apparent ease with which Government agencies then (as now) could get scientists to agree on whatever they needed them to agree on.

Nobody aware of the CIA document’s contents should be able to avoid a good chuckle after reading any of the current AGW reports on famine, starvation, refugee crises, floods, droughts, crop and monsoon failures, and all sorts of extreme weather phenomena; on climate-related major economic problems around the world; on Africans getting in climate troubles first; and so on and so forth.

Why? Because it is all too clear that those scares cannot be real, since they have already been mentioned verbatim in all their dramatic effect, but about Global Cooling.

The whole lot of them, they are just empty threats, instruments of doom-and-gloom policy manipulation with no relation to reality.

It is deeply ironic that it takes a 35-year-old document, available on the web so far only in title, to show the absolute vacuity of the vast majority of pre-COP15 reports and studies. It is time to ditch everything we hear about collapsing ice sheets, disappearing glaciers, species extinctions, and each and every “it’s worse than we thought” report by “scientists”.

It is time to become climate adults.

As I wrote for The Spectator:

This might be the most important lesson of the 1974 report on global cooling: that we need to grow up, separate climatology from fear, and recognise – much as it pains politicians and scientists – that our understanding of how climate changes remains in its infancy.

(stay tuned for the full text of the Spectator article, and the PDF of the PDF of the CIA document)

(*) Anybody thinking about Thomas C. Peterson, William M. Connolley, and John Fleck’s largely mistitled “The Myth of the 1970s Global Cooling Scientific Consensus” (Bulletin of the American Meteorological Society Volume 89, Issue 9, September 2008, pp 1325-1337)? Well, think again after reading this little gem of theirs:

By the early 1970s, when Mitchell updated his work (Mitchell 1972), the notion of a global cooling trend was widely accepted, albeit poorly understood

As I wrote a little more than a year ago: “Widely accepted”: check. “Global cooling”: check.. There was a global cooling consensus among scientists, at least up to 1974. And it went on to appear in Newsweek, The Washington Post, The New York Times and many more media outlets around the world, at least up to 1976.

CASE CLOSED.

UPDATED: This is the scanned Spectator article

The CIA's 'global cooling' files (title)
The CIA's 'global cooling' files (text)

Cumpari Panetta, Sent’ A’ Mmìa

Carissimu Cumpari Leon Panetta

Comu non essiri cuntenti ‘a sintiri chi ‘ddu furbacchiuni ‘i Obama sciglìu comu Capu Spiuni propriu ‘nu figghiu ‘i Sidernu? ‘U giurnali dici puru chi tu canusci propriu bbeni ‘a Calabria, parri ‘u dialettu e tto cugginu Mimmu s’arricorda tuttu ‘i tto vacanzi cinquanta anni fa.

E allura, Calabrisi ppi Calabrisi, sperandu chi ‘dda bona donna ‘i Dianne Feinstein nun faci ‘na camurrìa ppi tta confirmescion, pozzu dirti cacchi cosa puru ieu?

(1) ‘A CIA e’ sicuramenti cchina ‘i surici chi vogghiunu sulamenti vidirti fallire. Statti attentu. ‘U megghiuri metudu e’ cangiari chianu chianu tutti i capi cchiu’ ‘mportanti, e solu dopu fari ‘a rivoluzione (ppi esempiu, pinsandu ‘a nu pocu i moralita’, dopu tutta ‘dda tortura)

(2) ‘Natra cosa chi dovristi cangiari e’ ‘a struttura da’ sicurezza ‘mmericana. FBI, CIA, NSA e adessu puru Homeland Security, chista e’ ‘a ricetta sulamenti ppi ‘nna lutta ‘ntestina sinza fini.

(3) ‘Nun sacciu si ttu voj ristari ‘a CIA moltu tempu. Ma si ttu voj, ricurdati chi si Obama voli leggiri ‘na cosa, ma ‘a CIA scuprìu ‘natra, tu haj ‘a purtargli prima cchiddu ch’iddu voli. Ma poi parra cu iddu ppi spiegari bbeni ‘i cosi comu stannu. Almenu ‘nna vota, circa ‘i mustchari chi almenu unu teni ‘a ‘ntelligence, ‘nta Central Intelligence Agency.

(d) Anfini, quattchu dumandi chi ssi tu rispundi, pozzunu trasfurmarti in Eroe ppi seculi ddi seculi…ccu fu veramente ‘a ‘mmazzari ‘i ‘ddu frati Kennedy? E Martin Luther King? E aund’esti ‘u corpu ‘i Jimmy Hoffa?

Sto Ancora Aspettando i Soldi dalla CIA…

Ebbene si’, sono stato smascherato come “Disinformatore” e “Occultatore” al soldo della CIA!!!

Fra i miei colleghi, Beppe Grillo, Paolo Attivissimo, Gianni Comoretto, Luca Mercalli, Sergio Romano, Vittorio Zucconi. Giusto per far spaventare i bambini, pero’, e’ mia una delle sole 11 facce mostrate su quel sito.

Cosa abbia fatto per meritare il riconoscimento, penso di saperlo, visto che sono in lista accanto a Tore Cocco, l’agrometereologo di cui ho pubblicato un testo che smontava il “complotto delle scie chimiche“.

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Insomma, pero’, adesso che il mio nome e’ venuto fuori, qualcuno per favore puo’ chiedere alla CIA di mandarmi dei soldini? O pensano davvero che io faccia tutta questa disinformazione a titolo gratuito???