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La Casta degli Italiani

Non quella “dei politici”, ma quella ben piu’ colpevole e che dubito fortemente voglia davvero cambiare una situazione di cui si lagna cosi’ tanto

La vera Casta in Italia sono i milioni di bravi cittadini che evadono più di 270 miliardi di euro all’anno, quelli che fanno politica una volta ogni cinque anni, quelli che ogni cinque anni consegnano masse di potere a pochi rappresentanti e poi si occupano solo dei fatti propri (come affidare a un bambino le chiavi del magazzino della Nutella e non controllarlo più, e poi lamentarsi che il bimbo ha finito col papparsela tutta).

Ma anche quelli che, e parlo ora delle adoranti folle del V-day, si sentono ‘belle anime’ in lotta per Un Mondo Migliore perché si riversano nelle piazze ad applaudire l’istrione egomaniacale di turno, ma che chissà perché non compaiono mai nei luoghi del grigio vivere quotidiano a fare il lavoro noioso, paziente, un po’ opaco dell’impegno civico, del controllo sui poteri, della partecipazione continua, del reclamo incessante di standard morali e democratici, e della creazione di consenso fra la vera Casta.

(testo estratto da una lettera di Paolo Barnard, su cui tornero’ a breve. E no, non sono d’accordo su tutto quello che scrive…)

Dichiarazione Collettiva di Responsabilita’ Italiana

Che dite, non sarebbe un buon inizio?

Noi sottoscritti Italiani di vita e di cultura riconosciamo di:

-avere come obiettivo una felicita’facile, mai seriosa, non troppo impegnativa, non troppo faticosa” (1)

-essere capaci di tollerare di tutto e di piu’ in nome di tale felicita’: al punto da aver inventato e poi permesso non solo lo stabilirsi della dittatura fascista e l’impunita’ dei delitti come quello Matteotti, ma anche l’implementazione delle vergognosissime leggi razziali, e l’entrata in guerra per dimostrare una virilita’ del nostro regime poi rivelatosi metaforicamente eunuco

-essere anche capaci di atti di incredibile eroismo nella lotta partigiana, e di costruire fra fame e macerie una Repubblica con una Costituzione avanzatissima per i suoi tempi: ma solo dopo aver toccato il fondo e anche piu’ in giu’, dopo che “una mattina” (il 9 settembre) improvvisamente ci siamo “svegliati” e abbiamo “trovato l’invasor” (come indicato con sottile ironia nella celeberrima “Bella Ciao“)

non avere remore a piangere miseria e a lamentarci della scarsa rappresentativita’ della “Casta” dei politici: per poi acquistare in massa le TV ultrapiatte, strafregandosene della previdenza, ed eleggere senza tema di smentita quegli stessi, vituperati politici (2)

-sognare un mondo dove non occorrano regole e tutto venga risolto d’amore e d’accordo: e per quel motivo, riconosciamo di arrivare a lastricare di buone intenzioni la strada per il nostro inferno, a partire dal radicamento di mafia e affini come gruppi di mutuo soccorso contro lo Stato-nemico, passando poi per la pericolosissima ingerenza etico-episcopale nella politica, non cosi’ dissimile dal corporativismo dirigista del fascismo, per finire con il consociativismo catto-comunista degli ultimi sessanta anni che blocca ormai ogni idea e ogni riforma e trasforma la politica in una pura “spartizione della torta“. Della corruzione per un pezzo di pane e/o un panettone, siamo ormai famosi nel mondo.

-parlare infine a vanvera di liberta’ di pensiero e di opinione, nonostante appunto siamo pronti a demonizzare chi la pensi diversamente da noi quasi fossimo tutti tanti Torquemada: tanto che non e’ possibile sentire ogni opinione neanche nelle manifestazioni a favore dei diritti civili

Riconosciamo infine l’ovvieta’ che se vengono ripetute le azioni passate, e’ quasi impossibile aspettarsi risultati diversi. Un giorno forse ne trarremo le conseguenze: speriamo solo di non dover aspettare di essere “invasi da qualche ex-alleato, di nuovo.

(seguono: 60 milioni di firme)

(1) Sulle promesse del populismo italiano: Piero Ignazi, IlSole24Ore, 03/02/2008

(2) Sul contrasto fra TV ultrapiatte e previdenza: Marco Liera, IlSole24Ore, 09/12/2007