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Riassunto Inceneritori per i Lettori di Beppe Grillo (e Jacopo Fo e Stefano Montanari)

Breve riassunto della mia ricerca su inceneritori e salute umana, dopo la disinformazione diffusa da parte di Beppe Grillo, Jacopo Fo e Stefano Montanari (e La Repubblica).
Le mie conclusioni sono molto semplici:
  • il giornalista di Repubblica ha confuso il numero di casi in una ricerca francese con il numero di articoli sull’argomento 
  • lo stesso giornalista ha citato PubMed a sproposito. La ricerca dell’Istituto di Vigilanza Sanitaria francese(InVS) e’ stata pubblicata sul loro sito, e non e’ visibile al momento su PubMed 
  • Lo studio dell’InVS dice esplicitamente che i risultati NON PERMETTONO di stabilire la causalità del collegamento osservato l’esposizione alle emissioni di un inceneritore e l’incidenza di tumori; e che ”e’ importante sottolineare che visto che lo studio riguarda una situazione passata, i suoi risultati NON POSSONO essere applicati al contesto attuale” 
  • In ogni caso, l’epidemiologia dice che aumenti del 6% o anche del 20% sono troppo bassi per dimostrare alcunche’ 
  • Ritornando a PubMed, i lavori li’ presenti indicano chiaramente come sia molto aperto il dibattito intorno agli effetti degli inceneritori su tumori, malattie, mortalita’ 
  • E’ provato che l’esposizione alle diossine causi problemi, per esempio un deciso aumento dei casi di sarcoma 
  • Uno studio francese di cinque anni fa riporta un deciso aumento anche dei casi di Linfoma non-Hodgkin, ma solo nella zona piu’ vicina a un inceneritore. 
  • Una quantita’ di studi effettuati in varie parti del mondo, Italia, nel Regno Unito, a Taiwan, in Portogallo, in Spagna, in Slovacchia, negli Stati Uniti, riportano invece trascurabili o comunque poco chiari effetti sulla salute da parte degli inceneritori, specie quelli piu’ moderni 

Per quanto mi riguarda, la polemica sugli inceneritori, dal punto di vista scientifico, dovrebbe chiudersi oggi stesso. Chi non mi crede, si rilegga lo studio InVS. 

Rifiuti: Beppe Grillo il Disinformatore (con Jacopo Fo, Stefano Montanari e La Repubblica)

(NOTA BENE: il blog qui sotto e’ dedicato solo ed esclusivamente a chiarire gli aspetti scientifici degli inceneritori riguardo la salute umana; ci sono ovviamente altre considerazioni da fare, riguardo incenerimento e “termovalorizzazione”, e magari me ne occupero’ in un altro momento)

Tuona e rituona contro gli inceneritori, Beppe Grillo si sta dimostrando un meschino disinformatore, dando oggi spazio a un non molto intelligente testo di Jacopo Fo che a sua volta cita un fuorviante, assolutamente errato articolo dal Venerdi’ di Repubblica, basato (ovviamente) su un clamoroso malinteso e un po’ di (mal)sana invenzione giornalistica. Il tutto fa pendant con il blog dello “scienziato” Stefano Montanari, che il 5 maggio scorso non ha esitato a far passare per “scientifiche” quelle che erano le considerazioni anti-inceneritori da parte di un gruppo di attivisti, invece delle molto piu’ pacate conclusioni dell’Istituto di Vigilanza Sanitaria francese.

E non basta: sembra che in Italia sugli inceneritori si stia ripetendo pari-pari un dibattito gia’ concluso negli Stati Uniti nel 1996, con la sconfitta da parte di coloro che sulla base di citazioni ad arte ed interpretazioni fantasiose dei dati scientifici, volevano demonizzare gli inceneritori stessi. 

Certo che se Grillo e’ il Profeta di tanti italiani (come dimostrato dalle decine di siti che riprendono le sue parole senza un minimo di pensiero critico, per non parlare dei tanti che si bevono tutto quanto scritto da Jacopo Fo, Montanari o La Repubblica) allora stiamo proprio freschi.

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Grillo ha pubblicato oggi un blog “Ultimatum agli inceneritori” ospitando uno scritto di Jacopo Fo “Repubblica Ammette: Gli Inceneritori Fanno Strage” che a sua volta cita un trafiletto comparso sul Venerdi’ di Repubblica “Quando la Salute Se Ne Va in Fumo (Tossico)” secondo il quale

Nelle popolazioni che vivono in prossimità di impianti di incenerimento dei rifiuti è stato riscontrato un aumento dei casi di cancro dal 6 al 20 per cento. Lo dice una ricerca, resa pubblica dall’istituto statale di sorveglianza sanitaria francese, l’ultima delle 435 ricerche consultabili presso la biblioteca scientifica internazionale Pub Med (www.ncbi.nim.nih.gov) che rilevano danni alla salute causati dai termovalorizzatori per le loro emissioni di diossina, prodotta dalla combustione della plastica insieme ad altri materiali.

Come ho gia’ scritto a proposito di quell’altro scienziato a cui manca sempre l’ultimo pezzo per completare un discorso logico (Stefano Montanari), un aumento dei casi del 20% non significa quasi niente. E non puo’ essere considerato come “prova scientifica” che gli inceneritori siano davvero causa di quei tumori (la “prova” e’ per aumenti dal 200% in su, cioe’ per rischi relativi da 3 in poi).

In tanti, comunque, visto che l’ha detto Grillo, hanno fatto il loro compitino di copiato, e riportato le parole del loro Messia ex-Comico come fossero oro colato. Io, per far finta di non sapere ne’ leggere ne’ scrivere, sono andato a cercare queste fantomatiche 435 ricerche su “Pub Med” (meglio nota come PubMed).

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E cosa ho trovato? Ho trovato che l’articolista di Repubblica ha citato PubMed a sproposito. I dati dell’aumento dei tumori dal 6% al 20% sono stati pubblicati dal francese InVS (l’Istituto di Vigilanza Sanitaria), ma non su PubMed. Notare le discussione e le conclusioni dell’InVS: non si puo’ incriminare un inquinante particolare; non si puo’ stabilire una causalita’ fra esposizione alle emissione dell’inceneritore e tumori; lo studio riguarda una situazione passata, non il presente; le riduzioni degli inquinanti nell’ultimo decennio fanno pensare che ci sara’ una diminuzione dei casi di tumore).

Perche’ allora la citazione da PubMed? Perche’ il giornalista di Repubblica ha anche letto male una ricerca francese, pubblicata su PubMed, che parla di 434 “incident cases” (“incidenti”, cioe’ “casi di tumore”) e non di 434 ricerche (435 inclusa l’ultima).

Int J Health Geogr. 2008 Jan 28;7:4.
Dioxin emissions from a municipal solid waste incinerator and risk of invasive breast cancer: a population-based case-control study with GIS-derived exposure.
Viel JF, Clément MC, Hägi M, Grandjean S, Challier B, Danzon A.

D’altronde PubMed indica chiaramente come sia molto aperto il dibattito intorno agli effetti degli inceneritori su tumori, malattie, mortalita’.

Su PubMed alla parola “incinerator” corrispondono 886 articoli; a “waste-to-energy” (“termovalorizzazione”) 37 articoli; e all’abbreviazione “wte” 45 articoli. In fondo a questo blog, una breve scelta, che qui sommarizzo:

(a) La disinformazione da parte di chi odia gli inceneritori per principio, era gia’ in auge negli USA (e denunciata per quello che e’) ben 12 anni fa

(b) E’ provato che l’esposizione alle diossine causi problemi, per esempio un deciso aumento dei casi di sarcoma

(c) Uno studio francese di cinque anni fa riporta un deciso aumento anche dei casi di Linfoma non-Hodgkin, ma solo nella zona piu’ vicina a un inceneritore

(d) Una quantita’ di studi effettuati in varie parti del mondo, Italia, nel Regno Unito, a Taiwan, in Portogallo, in Spagna, in Slovacchia, negli Stati Uniti, riportano trascurabili o comunque poco chiari effetti sulla salute da parte degli inceneritori, specie quelli piu’ moderni

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Se il signor Grillo fosse davvero interessato a informare i cittadini, se il signor Jacopo Fo avesse davvero a cuore la “verita'”, se su Repubblica (a parte l’Oca Sapiens) i giornalisti scrivessero ogni tanto qualcosa di serio invece dei soliti strafalcioni), e se il signor Montanari desiderasse davvero portare avanti un discorso serio invece di spacciare per scientifici i commenti da parte di un gruppo di attivisti, la polemica sugli inceneritori finirebbe oggi stesso. O forse, non sarebbe mai iniziata.

Se.

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SELEZIONE DI ARTICOLI DA PUBMED RIGUARDO INCENERITORI, DIOSSINE E SALUTE UMANA

Environ Health. 2007 Jul 16;6:19. 
Sarcoma risk and dioxin emissions from incinerators and industrial plants: a population-based case-control study (Italy).
Zambon P, Ricci P, Bovo E, Casula A, Gattolin M, Fiore AR, Chiosi F, Guzzinati S.
(Italia: l’esposizione alle diossine fa male, nel caso del sarcoma, con un aumento del rischio di 2.3)

Waste Manag. 2008;28(5):885-95. Epub 2007 Jul 3.
Health risk assessment of air emissions from a municipal solid waste incineration plant–a case study.
Cangialosi F, Intini G, Liberti L, Notarnicola M, Stellacci P.
(Inceneritore a Taranto: basso aumento del rischio individuale totale, molto piccolo aumento del rischio di cancro)

Int J Hyg Environ Health. 2007 May;210(3-4):455-9. Epub 2007 Mar 1.
Human exposure to heavy metals in the vicinity of Portuguese solid waste incinerators–Part 3: biomonitoring of Pb in blood of children under the age of 6 years.
Reis MF, Sampaio C, Brantes A, Aniceto P, Melim M, Cardoso L, Gabriel C, Simão F, Miguel JP.
(Portogallo: risultati non chiari sul rapporto fra incineratori e livelli di piombo nel sangue dei bambini)

J Public Health (Oxf). 2006 Sep;28(3):261-6. Epub 2006 Jul 25.
Waste incineration–how big is the health risk? A quantitative method to allow comparison with other health risks.
Roberts RJ, Chen M.
(Regno Unito: aumento del rischio di morte dovuto a inceneritore di 1 su 4 milioni per anno i.e. 4 volte meno del minimo “accettato” di 1 su un milione)

Epidemiol Prev. 2006 Jan-Feb;30(1 Suppl 1):5-95.
Comment in:
Epidemiol Prev. 2006 Jul-Oct;30(4-5):210-1; author reply 211-2.
[Report on health status of residents in areas with industrial, mining or military sites in Sardinia, Italy]Biggeri A, Lagazio C, Catelan D, Pirastu R, Casson F, Terracini B.
(Sardegna: analisi degli effetti dell’inquinamento in varie localita’. A Sarroch, dove c’e’ un inceneritore, aumento del rischio di malattia a 1.24 negli uomini. A Tempio Pausania, dove c’e’ un altro inceneritore, niente da segnalare)

Epidemiology. 2003 Jul;14(4):392-8.
Dioxin emissions from a solid waste incinerator and risk of non-Hodgkin lymphoma.
Floret N, Mauny F, Challier B, Arveux P, Cahn JY, Viel JF.
(Francia: aumento del 130% del lymphoma non-Hodgkin nelle aree piu’ vicine all’inceneritore, dove la concentrazione e’ piu’ alta. Nessun aumento nelle altre, anche in quelle immediatamente piu’ vicine. Lo studio e’ di cinque anni fa. Gli autori ne hanno recentemente pubblicato un altro, dove indicano come le camere di combustione piu’ vecchie siano state recentemente sostituite)

Environ Sci Technol. 2007 Oct 1;41(19):6847-53.
Comparative health risks of domestic waste combustion in urban and rural Slovakia.
Krajcovicová J, Eschenroeder AQ.
(Slovacchia: aumento morti dovute a inceneritore moderno, 1 su in un milione; riguardo il vecchio inceneritore: 7-370 su un milione)

Epidemiol Prev. 2001 Mar-Apr;25(2 Suppl):1-71.
[Meta-analysis of the Italian studies on short-term effects of air pollution]
Biggeri A, Bellini P, Terracini B; Italian MISA Group.
(Italia: aumenti fino al 5% del rischio di morte associato a vari inquinanti atmosferici)

Waste Manag Res. 2002 Jun;20(3):223-33.
Energy recovery from New York City municipal solid wastes.
Themelis NJ, Kim YH, Brady MH.
(New York: ambientalmente, e’ meglio bruciare che seppellire)

Med Pr. 2005;56(1):55-62.
[Health risk related to municipal waste incineration]
Starek A.
(Polonia: dati non univoci nell’indicare una relazione causa-effetto fra inceneritori e malattie)

J Air Waste Manag Assoc. 2001 Jul;51(7):1100-9.
Health effects of waste incineration: a review of epidemiologic studies.Hu SW, Shy CM.
(Taiwan: analisi di vari studi legati agli inceneritori non porta a risultati univoci)

Ann Ist Super Sanita. 2004;40(1):101-15.
Health effects of exposure to waste incinerator emissions:a review of epidemiological studies.
Franchini M, Rial M, Buiatti E, Bianchi F.
(Italia: analisi di vari studi riguardo gli inceneritori suggerisce che se ne facciano di nuovi)

Toxicol Ind Health. 1996 Mar-Apr;12(2):277-87.
Health effects from hazardous waste incineration facilities: five case studies.
Pleus RC, Kelly KE.
(USA: denunciano la disinformazione fatta da chi e’ convinto dei danni alla salute da parte degli inceneritori.)

Chemosphere. 2008 Feb;70(9):1588-95. Epub 2007 Oct
Dietary exposure to PCDD/PCDFs by individuals living near a hazardous waste incinerator in Catalonia, Spain: temporal trend.
Martí-Cid R, Bocio A, Domingo JL.
(Spagna: riportano addirittura una diminuzione delle diossine nel cibo dopo l’installazione di un inceneritore)

Inceneritori: Dietro la Scienza di Montanari

Ho avuto il piacere di essere uno degli ascoltatori fatti intervenire questa sera a La Zanzara, il programma di approfondimento condotta da Giuseppe Cruciani su Radio24 dal lunedi’ al venerdi’ dalle 19.15 alle 21 circa.

I miei quattro minuti e mezzo sono ascoltabili in formato MP3: Maurizio Morabito – Inceneritore – La Zanzara – 20080509.

L’argomento che ho trattato e’ stata l’interpretazione dei dati presentati da Stefano Montanari, recentemente anche in noti programmi televisivi, come prova scientifica incontrovertibile che gli inceneritori causano tumori (e quindi non vanno comunque costruiti).

Cosa dico, per chi non ha voglia di ascoltare la mia voce? Dico che, scientificamente parlando, i dati suggeriscono al piu’ una possibilita’, e sono ben lontani dall’essere “prova incontrovertibile”. E che chi si lamenta tanto che “gli altri” non la raccontano sempre giusta, dovrebbe dare l’esempio, invece di manipolare per primo i risultati scientifici a suo piacimento.

In campo epidemiologico, infatti, la “certezza” si ha solo quando il rischio relativo triplica. Cioe’, quando l’incidenza di questa o quella malattia e’ almeno il 300% del normale: per esempio nel caso dei tumori al polmone, che colpiscono i fumatori con un’incidenza del 4’000% rispetto alla norma. Valori piu’ bassi non possono dare indicazioni “incontrovertibili”, semplicemente perche’ ci sono tante cause per ogni tumore e per ogni malattia.

Quindi se i tumori al fegato sono aumentati vicino a un inceneritore del 9% o del 16%, si tratta di fare una valutazione di rischio (che, a parer mio, rimane comunque basso), perche’ certezza proprio non ce n’e’.

Questo non cambia comuqneu la mia opinione che bruciare i rifiuti e’ una pessima idea, perche’ la spazzatura di oggi e’ sicuramente la miniera d’oro di domani. Buttando tutto nell’atmosfera, insomma, stiamo rubando ai nostri pronipoti senza granche’ vantaggio per noi stessi.