Model Slaves A Common Feature At NASA

(Don’t miss out on the bonus atmospheric reference at the bottom of this blog)

Should computer modeling be banned from NASA premises? Recent grandiose public statements may suggest as much.

March 1, 2010: NASA.gov: “Chilean Quake May Have Shortened Earth Days

The Feb. 27 magnitude 8.8 earthquake in Chile may have shortened the length of each Earth day.

JPL research scientist Richard Gross computed how Earth’s rotation should have changed as a result of the Feb. 27 quake. Using a complex model, he and fellow scientists came up with a preliminary calculation that the quake should have shortened the length of an Earth day by about 1.26 microseconds (a microsecond is one millionth of a second).

Perhaps more impressive is how much the quake shifted Earth’s axis. Gross calculates the quake should have moved Earth’s figure axis (the axis about which Earth’s mass is balanced) by 2.7 milliarcseconds (about 8 centimeters, or 3 inches). Earth’s figure axis is not the same as its north-south axis; they are offset by about 10 meters (about 33 feet).

March 4, 2010: ASI (Italian Space Agency)’s Space Geodesy Centre in Matera, Italy – since 2004, the Official Primary Combination Centre for the International Laser Ranging Service (ILRS): “The earthquake in Chile and the polar axis: analysis from our centre in Matera

Using data from the International Laser Ranging Service, the global system which uses lasers to measure, with millimetre resolution, the distance between a network of stations on Earth and reflectors on satellites, the ASI Space Geodesy Centre in Matera[…]  calculated the residual motion of the pole in comparison with values from immediately before the earthquake. Preliminary results do not show significant disparities, i.e. greater than one millisecond of arc, equivalent to about three centimetres.

March 11, 2010: NASA.gov: “Did the Chilean Quake Shift Earth’s Axis?

On Feb. 27, 2010, the Chilean quake may have moved the figure axis as much in a matter of minutes as it normally moves in a whole year. It was a truly seismic shift—no pun intended. So far, however, it’s all calculation and speculation. “We haven’t actually measured the shift,” says Gross. “But I intend to give it a try.” The key is GPS.

[…] The stage is set for discovery. “Computing power is at an all-time high. Our models of tides, winds and ocean currents have never been better. And the orientation of the Chilean fault favors a stronger signal.” In a few months Gross hopes to have the answer. Stay tuned.

A dime to the first person that will make Dr Gross acquainted with ILRS!

ps Check out how doubt-free NASA’s outreach has been on the topic

Why did the earthquake in Chile shorten the day? As I explained previously in the chat, the earthquake in Chile caused the mass of the Earth to shift, which caused the figure axis (the axis about which the mass of the Earth is balanced) to change. This change in the mass of the Earth caused a changed in the rotation rate of the Earth, making it speed up slightly, thus shortening the day.

pps Finally, an atmospheric bonus…here’s how ASI explained their results being different from NASA’s

This evaluation differs from those obtained using theoretical models of the planet (such as the one produced by the Jet Propulsion Lab in Pasadena, California) which can estimate the extent of a shift on the basis of geophysical and seismological data. This is the type of calculation used in meteorological forecasts, which are based on data observed before a particular date and on theoretical models of how atmospheric phenomena develop.

And of course they are.

Sisma Cile, Scienziati dell’Agenzia Spaziale Italiana smentiscono la Nasa

(originariamente pubblicato su ItaliaChiamaItalia)

‘Il movimento tellurico avrebbe spostato l’asse terrestre e modificato la durata del giorno sulla Terra. Tutto vero? Sembra proprio di no…’

di Maurizio Morabito

Fra i grossi titoloni dopo il terremoto in Cile del mese scorso, campeggiavano anche le affermazioni del prestigiosissimo Jet Propulsion Laboratory (JPL) della NASA a Pasadena (California) secondo il quale addirittura il movimento tellurico avrebbe spostato l’asse terrestre e modificato la durata del giorno sulla Terra. Tutto vero? Sembra proprio di no, in base alle precisissime osservazioni del Centro di Geodesia Spaziale (CGS) dell’Agenzia Spaziale Italiana a Matera.

E’ una storia questa che speriamo faccia capire l’importanza di differenziare fra i calcoli teorici e le misurazioni del mondo reale. E’ stato infatti proprio sulla base di modelli al calcolatore che il team statunitense capeggiato da Richard Gross del JPL ha annunciato all’inizio di marzo come l’enorme spostamento di masse all’interno del pianeta in occasione del sisma cileno avrebbe portato a un accorciamento del giorno di 1,26 milionesimi di secondo, e spostato l’asse di rotazione di ben 8 centimetri. Nessuna conseguenza avvertibile nella vita quotidiana, ma a pochi anni da effetti di simile magnitudine dopo il terremoto di Natale del 2004 a Sumatra, abbastanza da richiamare l’attenzione riguardo una Terra che almeno apparentemente spesso si sposterebbe di qua e di la’.

Affermazioni quelle di Gross che fanno il giro del mondo. Cosa che purtroppo non succede invece con chi il pianeta lo misura effettivamente, e non solo nella memoria di un supercomputer che per quanto veloce non puo’ sostituire la realta’. Il 4 marzo esce infatti in sordina e in inglese un comunicato a firma Giuseppe Bianco del CGS, un centro italiano che da Matera e’ ufficialmente riferimento mondiale nelle straordinariamente precise misurazioni laser della posizione del pianeta Terra (lo International Laser Ranging Service, ILRS).

Bianco conferma che “come per ogni evento che produce un movimento di massa della Terra, il recente terremoto estremamente violento in Cile ha anche causato uno spostamento dell’asse terrestre di inerzia rispetto al suo asse di rotazione”. Pero’, continua Bianco,”occorre rilevare che movimenti molto più grandi si verificano di continuo, soprattutto come il risultato di una circolazione atmosferica ed oceanica”.

E cosa dicono i laser dell’ILRS? “I risultati preliminari non mostrano differenze significative, vale a dire superiori […] a circa tre centimetri”. Cosa e’ successo, dunque? La NASA ha parlato troppo presto? “Questa valutazione si differenzia da quelle ottenute con i modelli teorici del pianeta (come quella prodotta dal Jet Propulsion Lab di Pasadena, California), che possono valutare la portata di uno spostamento sulla base dei dati geofisici e sismologici. Questo è il tipo di calcolo utilizzati per le previsioni meteorologiche, che si basano su dati osservati prima di una data particolare, e sui modelli teorici di come si sviluppino i fenomeni atmosferici”.

Sarebbe facile fare dell’ironia dunque sul come tutto cio’ spieghi alcune diciamo cosi’ “imprecisioni” nelle previsioni del tempo. Una cosa e’ comunque certa: il messaggio da Matera e’ che anche i supercomputer della NASA, nel loro piccolo, possono sbagliare. E sbagliano