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Alle Olimpiadi, Puzza di Marcio

Non sembra quasi di sentirlo, l’orribile tanfo dell’antidoping alle Olimpiadi di Pechino?

Fino ad ora, 4 atleti sono risultati positivi per sostanze vietate. Questo può sembrare un buon risultato, una decisa tendenza al ribasso dopo che più di una dozzina di persone risultarono positive al doping ad Atene 2004. Ma in realtà, è vero il contrario.

Persino il Capo del Comitato Olimpico Internazionale Jacques Rogge aveva dichiarato, a fine luglio, che si aspettava che la massiccia lotta contro il doping messa in campo per “Beijing 2008” riuscisse a scovare fino a 40 atleti-bari.

Al ritmo attuale, sarà un successo se si troveranno 10 casi di doping entro la fine dei Giochi Olimpici.

Le alternative, che il movimento sportivo in tutto il mondo abbia finalmente deciso di smettere di usare sostanze vietate, o che gli imbroglioni siano scovati prima di andare alle Olimpiadi, sono in pratica entrambe al di là del ridicolo… prova ne sia il fatto che uno dei 4 “positivi a Pechino” è una ragazza vietnamita che tutti credono abbia assunto un farmaco vietato per errore.

Non c’e’ proprio nessun altro che commetta errori, a Pechino? Proprio nessuno? 

Vi sono anche altri noti indicatori di “marcio nel doping”. L’esperto dell’antidoping Dick Pound ha detto prima della data di inizio dei Giochi Olimpici: “Se un gruppo di atleti di cui nessuno ha mai sentito parlare compare alle Olimpiadi e vince medaglie d’oro, cio’ sarà la cosa peggiore per la reputazione della CIna“.

Ed ecco, appunto, un’atleta del genere: la nuotatrice Liu Zige.

Si guardi anche il nuotatore francese Alain Bernard con i suoi muscoli giganti nella parte superiore del corpo, e lo si confronti con i suoi concorrenti. Si può finanche vedere una vena del braccio, proprio come nei “bodybuilders” di tanti anni fa.

Alcuni esperti stanno iniziando ad esprimere le loro preoccupazioni (come su queste pagine del New York Times) che nel complesso, Beijing 2008 sarà una sconfitta nella guerra contro il doping. Ma è davvero probabile che quasi tutti gli atleti abbiano trovato come evitare di essere scoperti, e/o che quasi tutti i laboratori di test abbiano deciso di optare per un’estrema cautela prima di dichiarare un campione di sangue come “positivo”?

Cosa sta forse succedendo? Tutti sanno che il doping porta con sé imbarazzo, soprattutto per il Paese ospitante, soprattutto se gli atleti-bari provengono dal Paese ospitante.

D’altra parte queste sono le Olimpiadi in cui l’età di una ragazza cinese di 14 anni è stata “leggermente spinta” a diventare 16 sul il suo passaporto per permetterle di competere. Ci sarebbe poco di che stupirsi quindi se, dietro le quinte, “piccoli” casi positivi di doping venissero appositamente “leggermente spinti” verso la negativita’, soprattutto quando riguardano campioni di sangue provenienti da atleti cinesi.

Al fine di preservare l’armonia, quindi, tutti o quasi i “piccoli” casi positivi sarebbero trattati allo stesso modo, con alcuni sfortunati individui smascherati solo per mantenere le apparenze.

Il risultato? Una diffusa disonestà e ipocrisia in un disastro di proporzioni davvero olimpiche, con il doping l’unica cosa di cui tutti sanno e di cui nessuno osa parlare.

Per amore di onestà e correttezza tra i concorrenti, è sicuramente il momento giusto per accettare un doping sportivo pulito, trasparente, sicuro: cosi’ come alcuni anni fa, alla professionalismo è stato infine consentito di venire superficie, dopo una sua lunga e sofferta storia olimpica anch’essa di disonestà e ipocrisia.

An Olympic Doping Disaster In The Making?

There is something very fishy about doping at the Beijing Olympics this year.

As of now, 4 athletes have tested positives for banned substances. This may look like a positive result, a decisively downward trend after more than a dozen people tested positives at Athens 2004. But in reality, it’s the other way around.

No less than International Olympics chief Jacques Rogge had declared, at the end of July, that the massive anti-doping effort of 2008  was expected to net as much as 40 cheating athletes.

At the current rate, it will be an achievement if 10 doping cases were to be found by the end of the Olympics.

The alternative views, that the worldwide sports movement has finally decided to stop using banning substances, or that cheats are getting caught before going to the Olympics, are in practice beyond ridicule…also because already one of the 4 “Beijing positives” is a Vietnamese girl that everybody believes has taken a banned prescription drug by mistake.

Is nobody else making any mistake in Beijing? Nobody at all?

There are other well-known indicator of “doping fishiness”. Antidoping expert Dick Pound said before the start of the Olympics: “If a bunch of athletes no one has ever heard of show up at the Olympics and win gold medals, that’s going to be the worst thing for China’s reputation“.

And here there is one.

Look also at French swimmer Alain Bernard’s giant upper-body muscles, compared to his competitors. One can even see an oversize vein, like in the bodybuilding competitions of old.

Some experts are starting speaking out, worried that overall, Beijing 2008 will be a setback in the war against doping. But how likely is it that almost everybody has figured out how to avoid detection, and/or almost every testing lab has decided to opt for extreme caution before declaring any sample as “positive”?

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So what’s possibly going on? Everybody knows that doping brings with it embarrassment, especially to the host Country, especially if the athletes getting caught come from the host Country.

On the other hand these are the Olympics where a 14-year-old Chinese girl’s age is “slightly nudged” to become 16 on her passport in order to compete. There would be little to be surprised of if, behind the scenes, “little” positive cases of doping were purposedly “slightly nudged” towards negativeness, especially when the blood samples came from Chinese athletes.

in order to preserve harmony, then, everybody’s “little” positive cases would be treated the same way, with a bunch of unlucky people singled out just to keep up appearances. The result? Widespread dishonesty and hypocrisy in a disaster of Olympic proportions indeed, with doping the one thing everybody knows about and nobody dares to talk of.

For the sake of honesty and fair competing, it certainly does look like the right time to accept clean, transparent, safe doping in sports: just as a few years ago, professionalism was finally allowed to surface, after its own long, suffered history of Olympic dishonesty and hypocrisy.