Siena, 18 Giugno ore 12: Conferenza Stampa Associazione Radicale Antiproibizionisti

Ricevo e rimando:

 

18 giugno 2008 – ore 12 – Conferenza Stampa ( Bar la Piazzetta Via Montanini, n. 52, Siena)

Il 18 giugno 2008, a Siena, giunge all’udienza (forse!) finale uno delle decine di processi per disobbedienza civile radicale in tema di droghe leggere o nondroghe. Il Tribunale di Siena dovrà decidere in merito alla cessione e distribuzione gratuita e pubblica di mariuana, preannunciata alle Forze dell’ordine, attuata in Piazza del Campo il 7 giugno 2002 da Rita Bernardini, segretaria di Radicali Italiani, oggi deputata alla Camera nella delegazione radicale nel PD, Giulio Braccini e Claudia Sterzi, responsabile dell’Associazione radicale antiproibizionisti.

 

La disobbedienza civile del 7 giugno 2002, a Siena, era stata dedicata alla canapa terapeutica e ad Ennio Boglino, uno dei tanti radicali che ha reso politico il suo privato dando voce e corpo alla battaglie nonviolente, e che oggi ricordiamo; era affetto da una gravissima forma di neuropatia invalidante con fasi acute di dolori resistenti al trattamento con morfina farmaceutica; nel 2002 gli era vietato accesso al Marinol, farmaco contro il dolore a base di principi attivi estratti dalla canapa, venduto nelle farmacie americane, inglesi, olandesi, ma vietato in Italia.

 

Ennio è morto l’ 8 novembre 2005 mentre le agenzie battevano la notizia della sperimentazione di derivati della cannabis nella terapia del dolore presso l’Ospedale Molinette di Torino e il policlinico Umberto I di Roma; ricordiamo con lui tutti i malati privati del loro diritto alla libertà di cura e terapia.

 

In Italia la demonizzazione della canapa e di ogni suo possibile utilizzo, avvenuta nel corso di pochi decenni ( agli inizi del ‘900 l’Italia era la seconda produttrice al mondo, dopo la Russia; è stata liberamente coltivata nelle campagne italiane, per usi tessili, fino agli anni ’50 e oltre ), è arrivata a livelli demenziali. Alla proibizione di coltivare fosse anche una sola pianta di canapa, ribadito recentemente dalla Corte di Cassazione, va aggiunto che l’accesso ai farmaci a base di canapa per i malati, per esempio, di sclerosi multipla, è un accesso che varia nella risposta, nei tempi e nei costi a seconda se l’ammalato sia una città o di un’altra. Determinando una violazione dei diritti del cittadino e del malato. Se da parte del Governo emerge una desolante tattica di arroccamento su politiche punitive e proibizioniste, con toni che sfiorano la predica profetica, da parte delle forze al governo per i due anni e mezzo precedenti, non c’è stata né l’intenzione né la forza di realizzare riforme ma neanche di regolamentare il non riformato. Così Gianfranco Fini può promettere attuazioni più rigide e applicazione più rigorosa della legge vigente, che porta il suo nome, e che la sinistra non è riuscita a cambiare in due e mezzo anni. Così malati di sclerosi multipla, ma anche malati terminali e trattati con chemioterapie, che potrebbero trarre sollievo dalle qualità terapeutiche della canapa, si vedono rifiutare i farmaci, di produzione estera, o ottenerli, sì, ma a costi proibitivi o in tempi non regolari. A seconda della unità sanitaria di riferimento, della regione, dei comuni.

 

Claudia Sterzi – responsabile dell’Associazione radicale antiproibizionisti – Comitato Nazionale di Radicali Italiani –

 

antiproibizionistiradicali@gmail.com