Scacchi: dal Fondamentalismo Religioso all’Unione Sovietica

Mario Leoncini ha appena pubblicato un libro con l’interessante titolo “Scaccopoli – Le mani della politica sugli scacchi” (Firenze, Phasar, pp. 204, 15,00 euro)

La rivoluzione russa e l’interessamento del regime bolscevico fecero la fortuna degli scacchi tra la prima e la seconda guerra mondiale. La guerra fredda consolidò questa fortuna, l’intero mondo divenne una scacchiera su cui le due superpotenze giocavano le loro mosse.
Non deve stupire troppo che i totalitarismi si siano interessati agli scacchi. Tutte le attività dovevano essere poste sotto controllo e finalizzate all’ideologia. E così, se i sovietici hanno attribuito un determinato senso agli scacchi (in un certo periodo come momento rivoluzionario di alfabetizzazione delle masse, in un altro come dimostrazione della superiorità di un sistema ideologico sull’altro) i nazisti li hanno assimilati rielaborandoli secondo la loro ideologia (scacchi ariani e non-ariani).
Questo libro rivisita la storia del Novecento attraverso una lente del tutto speciale, quella del millenario gioco degli scacchi divenuto, in Occidente, il gioco da tavolo per eccellenza

Nell’introduzione, disponibile online, si paragona il favore ottenuto dagli scacchi durante il regime dell’Unione Sovietica, alle continue condanne da parte di preti, vescovi ed ayatollah.

Trovo plausibile il perche’ dell’innamoramento del marxismo-leninismo per re, regine e pedoni:

Dal punto di vista ideologico gli scacchi, gioco senza alea, aboliscono la fortuna e quindi sono perfettamente ortodossi per il materialismo storico. Nel gioco è insita l’idea che l’uomo, con la sua ragione, possa controllare gli avvenimenti e costruire la storia (lo svolgimento della partita) e, più subdolamente, da parte del potere, che le persone possano essere manovrate come pezzi della scacchiera.

Meno convincente la spiegazione riguardo l’odio dei religiosi per la scacchiera

il fondamentalismo religioso […] non tollera che ci si possa interessare, per ore in modo esclusivo, a qualcos’altro che non sia la religione

Penso invece che gli Scacchi siano religiosamente “pericolosi” in quanto i due giocatori si trovano al posto di “Dio”, in completo controllo e comando del loro “universo”. Dubito che tutto cio’ potesse e possa andare a genio a chi e’ convinto che lo scopo dell’individuo sia prostrarsi di fronte alla Divinita’.