Rientro Graduale? No, grazie

Leggo con interesse ma non mi lascio convincere dalla lettera di Marco Pannella a Beppe Grillo sulla sovrappopolazione come uno dei problemi che ci impedirebbe un uso adeguato delle risorse energetiche (confesso che ho letto con interesse anche circa il 15% dei 2000+ commenti…)

L’umanita’ viaggia davvero molto in fretta e in un’automobile sgangherata: ma e’ davvero la velocita’, cioe’ lo sviluppo, il problema dell’umanita, o magari l’inadeguatezza del veicolo?

E che soluzione sarebbe il rallentare, il fermarsi, o forse anche l’andare all’indietro?

In fondo in fondo, alla fine prendero’ tutto questo piu’ seriamente quando milioni rinunceranno alle loro vite agiate per trasferirsi in abitazioni-caverne, con la rigorosa promessa di non avere alcun figlio e il risparmio energetico di chi affronta l’inverno senza neanche una pelliccetta per passare la notte

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Cominciamo da un argomento che mi trova d’accordo con Pannella: il rifuto all’accettare passivamente il continuo richiamo ad una “famiglia” il cui fantomatico valore sarebbe solo nell’essere formata da padre maschio, madre femmina e i loro figli.

Di famiglie sanissime e rispettabilissime che non combaciano a questo modello di catena di montaggio umana ce ne sono tante: inclusa la famiglia di Papa Giovanni Paolo II, descritta in un noto annuncio ufficiale vaticano come composta dal segretario del Papa, e dalle Suore che lo accudivano. Ma di questo ne parlero’ in un altro intervento.

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L’appello di Pannella e’ per un “rientro graduale” verso i 3 miliardi di esseri umani contemporaneamente vivi sul pianeta (la meta' di quanto c'e' oggi in giro).

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(1) La prima domanda che viene in mente e’ naturalmente: chi ha stabilito, e come, che 3 mila milioni di persone e’ il numero ideale? Perche’ non 6 miliardi, perche’ non 300 milioni?

Per inciso, il sito dell'associazione Rientro Dolce (ufficialmente con un target di due miliardi) parla anche di ritornare a cifre del 1975 (cioe', quattro miliardi)

L'arbitrarieta' dei numeri dimostra quanto dipendano ciascuno dal proprio modello di sostentamento. Non si tratta certo di fare solamente un "2+2": la situazione e' molto piu' complessa. Un pianeta abitato da 80 miliardi di individui non equivale a 80 miliardi di pianeti ognuno abitato da un solitario rappresentante del genere umano. E un ettaro di terreno coltivato male non puo' nutrire tante persone quanto uno gestito al meglio

Per esempio, fino all’inizio del XX secolo, per mantenere tenori di vita simili, un nobile russo aveva bisogno di dieci o piu’ volte terra e servitu’ di un suo "pari" tedesco: per cui un mondo sfruttato come dal primo avrebbe potuto ospitarne molti meno, che un pianeta organizzato per soddisfare persone come il secondo.

(2) Non sono neanche sicuro del fatto che noi o chicchessia abbiamo un diritto liberale a stabilire certi numeri in base a imperfette conoscenze attuali, impedendo la nascita di chi ancora non c’e’ in base a principi di etica comune.

Se davvero accettiamo questo principio, e anche se spergiuriamo che il "rientro" deve essere "dolce", cioe' consapevole, volontario e non forzato: pur tuttavia, cosa ne impedira’ una deriva illiberale, vuoi tramite l’imposizione “nazicomunista” di un certo numero di figli pro capite; vuoi tramite la lotta armata di chi decidera’ di ripulire il mondo dagli umani in sovrannumero, cosi’ come Sergio D’Elia che voleva rimettere la societa’ a posto ma con Prima Linea?

(3) C’e’ anche da rilevare una eccessiva impronta "occidentale" in certe considerazioni.

Come per quell’altra favola chiamata “sviluppo sostenibile”, e' troppo facile riempirci la pancia per secoli e procreare a piu’ non posso, e poi andare a dettare agli altri quanto possono mangiare e figliare.

(4) A chi vede un futuro buio e spaventoso, rispondo che se il numero di esseri umani e’ cresciuto negli ultimi secoli, e’ perche’ si vive piu’ a lungo, e meglio.

Per favore aspettate di avere un mal di denti, o una gamba rotta, o un calcolo renale prima di sognare il bel tempo che (mai) fu. E se avete gli incubi di una umanita’ che distrugge tutto al suo espandersi, chiedetevi perche’ volete mantenere in vita questo concetto vetusto dell’Uomo come separato dalla Natura; dell’Umanita’ come virus immondo causa di tutti i Mali fin dal Peccato Originale.

Se pensate che il mondo sta andando a rotoli, andate pure ad inalare i gas di scarico di una Trabant modello 1962, io preferisco auto piu’ recenti (possibile che nessuno ricorda lo schifoso fumo nero di un motore Diesel anni ’70?). In realta', sotto certi aspetti il pianeta e' meno inquinato, sotto altri lo e' di piu': ma dubito che un'analisi dettagliata sarebbe piu' depressogena adesso, che trenta anni fa

Non dimentichiamo neanche che, storicamente, la rinuncia allo sviluppo ha portato alla progressiva implosione del sistema (vedi l'antica Roma, vedi la Cina imperiale). Un'umanita' troppo preoccupata di essere in troppi, probabilmente non farebbe che confermare le sue paure

(5) A chi accusasse le donne del Terzo Mondo di procreare troppo, chiederei conto del fatto che laddove la mortalita’ infantile e’ altissima, non ha senso avere uno o due figli.

E che esiste una correlazione inversa fra l’educazione delle donne in una societa’, e la quantita’ di prole: per cui niente discorsi saccenti e superiori come quelli di Rajneesh per favore

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Certo non dico che la letteratura prodotta dal Club di Roma e' acefala o da buttare via: ma si tratta pur sempre di una serie di modelli basati su precise ipotesi che potrebbero essere vere (o no). Il discorso scientifico rimane un dibattito aperto e non puo' essere liquidato con un "questa e' la verita'", almeno finche' uno dei modelli comincera' a dimostrare una straordinaria capacita' predittiva (e quindi, come citato in I Limiti dello Sviluppo – 30 anni dopo non prima del 2020) 

Da un punto di vista storico, che senso ha per l’ingegno umano di dubitare di se stesso e delle sue capacita’ di sfruttare le risorse?

Una passeggiata nei dintorni di Portoferraio puo’ mostrare come i rifiuti ferrosi degli antichi Romani sono stati riutilizzati in epoca moderna per ricavarne nuovo metallo. Chissa’ quanti tesori futuri ci sono nelle nostre discariche, se solo ci industrieremo per tirarli fuori

O per rimanere in tema di latinita': Pedanius Secundus, prefetto di Roma nel 61DC, aveva circa 400 schiavi. Ma questo non significa che per vivere una vita altrettanto se non piu' agiata, io abbia bisogno finanche di una persona dedicata 100% al mio servizio

Temo che un eventuale Romae Circulus all'epoca di Nerone avrebbe potuto errare e di molto, nei suoi modelli…