Pro-Tibet o Anti-Cina? Manifestazioni Un Po’ Sceme

scemo: dal latino “semus”, mezzo […]. Agg. Non completo, non pieno; Mancante di una parte; […]

Se e’ vero che la solidarieta’ al Governo cinese per il terremoto non puo’ essere un alibi per chiudere gli occhi sulla repressione in Tibet, non e’ anche vero che i manifestanti a tutta prima “pro-Tibet” non stiano facendo una gran bella figura, strafregandosene del disastro nello Sichuan?

Oppure vogliamo crogiolarci nell’illusione che i disastri naturali non abbiano conseguenze politiche?

Se non viene fatto il minimo sforzo per capire cosa stia succedendo in Cina, non si rischia di diventare dei dischi rotti? Quanto e’ difficile aggiungere alle manifestazioni “pro-tibet”, una candela a ricordo di tutti quei morti?

E no, non sto suggerendo di organizzare veglie funebri. Vorrei solo che quando si parla di Tibet e Cina, venisse dedicato un angolino della manifestazione ai morti del terremoto. Dimenticati i quali, si perde ogni possibilita’ (e aggiungo io, ogni diritto) di dire ai Cinesi cosa sia giusto, e cosa sia sbagliato.

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Ho posto le domande qui sopra a varie persone ma di risposte finora ce ne sono state poche. Ho la brutta impressione che alla fine pochi o nessuno se ne importi davvero del Tibet, proprio perche’ a pochi o nessuno interessa sapere quali sono state le conseguenze politiche e sociali del terremoto in Cina. Chi puo’ chiudere gli occhi su 70mila morti, 370mila feriti e 17mila dispersi, puo’ chiudere gli occhi su tutto.

Invece di esporre bandiere tibetane, forse sarebbe piu’ onesto bruciare bandiere cinesi.