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Italia Italiano Politica

Polizia Non Violenta

Da “Repubblica” del 18 febbraio:

VICENZA – Mille e cinquecento fantasmi. Questo sono stati oggi a Vicenza poliziotti, carabinieri, e finanzieri schierati per l’ordine pubblico. Il questore Dario Rotondi ha deciso di applicare, in modo si potrebbe dire radicale, il “metodo Serra” sperimentato al Social Forum di Firenze nel 2002, ovvero non far venire mai a contatto forze
dell’ordine e manifestanti
[…]

in altre notizie: l’acqua bagna. il sole e’ caldo. il buio e’ oscuro.

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English Sociology UK

Letter to a British Schoolboy (1 of 3)

(three-part father-to-son explanation on the perils of being young in contemporary Britain)

Part I: Letter to a British Schoolboy: Infancy

Part II: Letter to a British Schoolboy: The School Years

Part III: Letter to a British Schoolboy: The War Against Youth

(Part I: Infancy)

Dear Master of the House and British Schoolboy

At the ripe old age of 4 and a half years you have just started attending one of Her Majesty’s schools. Your life will slowly turn from a continuous play to a struggle with books, notebooks and computers hopefully in the company of less than three dozen boys and girls.

Let me then explain what is the background of almost all your schoolmates, what kind of experiences are waiting all of you and most of all what can we already understand from the whispers of the Ghost of School-year Futures.

As soon as born in 2001-2002, your little friends found themselves in the care of infant routine-fixated mothers. Whole libraries must be out there demonstrating that the best way to deal with a hungry newborn’s night calls is to convince it to follow a strict schedule sketched out by the Divinity, pardon, by the Parent.

Mother will believe everything is under control when days keep rolling identical one to the next and so on. Worse: the propaganda says the routine is a “must” to get a child to grow healthy, strong (and ready to answer commands).
 
Now, the screaming (child) bag of bones and fat that disturbs the living (parents) in their sleep is no good listener. How then can one establish the routine? The solution is simple, written no doubt by some renowned pedagogue in Germany at the end of the 1930’s (Why? Oh well…let’s wait a dozen years and I’ll explain). It is to persuasion-via-abandonment.

I am not suggesting that little babies are left in the open as a matter of course, until they stop crying and start preparing breakfast instead. Simply, the infant is only taken good care of when the routine says so. If for example it gets hungry half an hour before food time, let it cry its soul out.

If somebody said sleep time is at 6.30pm, that’s when the tiny human is parked in the cradle and left until it gets tired, perhaps because of the crying; even when the sun sets much later, in the summer.

You will wonder: but if you, Daddy, get home between 7 and 8pm, how will all those children play with their dads if they go to sleep so early? In truth, dads more often than not get home when their boys and girls are already asleep. Think though, how relaxing! It’s Adult Time, in a silent and peaceful house (That’s called sarcasm, explanations in 2010).

Dads and children will catch up during the weekend, going to the movies or a restaurant together for once. If they are let in, that is: apart from a few exceptions, restaurants do cater in England for adults only, wholly unprepared if “smaller clients” show up.

An amazed BBC reporter in Italy with his infant daughter recently described:

“we could hardly go from one street to the next in the Italian city without children running up to see the bambolotto (dolly).  Once what looked like three generations of a large family flocked out of a dark alleyway to alight around the buggy, whooping and shouting with delight.”

That tradition is not just Italian. Take a chubby, smiling child near the Leaning Tower of Pisa, and legions of Japanese girls will awe: “Sugoi!” (“Cute!”).

Nothing comparable to that in Great Britain. And this blindness and deafness to anybody below voting age doesn’t stop there. Every schoolchild is tasked to learn social conformism.

(continues to Part II: Letter to a British Schoolboy: The School Years)

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Cattolicesimo Cristianesimo Italiano

Scandalo e Tragedia della Cristianita’

Sono sicuro che il 99.57% dei miei lettori non-Cristiani non ci credera’ mai, ma…

…essere Cristiani e “sentirsi a posto” (“self-righteous” in inglese) e’ una contraddizione in termini…

Deve essere un paradosso.

I vangeli sono abbastanza chiari. Oltre a descrivere Gesu’ che mangia con “prostitute e pubblicani” senza sentirsi in obbligo di salire in cattedra riguardo la “retta via”, abbondano gli inviti a concentrarsi sui propri reali problemi anziche’ su quelli degli altri.

“Pagliuzze e travi” tornano in mente da Luca 6:41-42:

41 Perché guardi la pagliuzza che è nell’occhio del tuo fratello, e non t’accorgi della trave che è nel tuo?
42 Come puoi dire al tuo fratello: Permetti che tolga la pagliuzza che è nel tuo occhio, e tu non vedi la trave che è nel tuo? Ipocrita, togli prima la trave dal tuo occhio e allora potrai vederci bene nel togliere la pagliuzza dall’occhio del tuo fratello.

Anche la parabola del Fariseo e del Pubblicano da Luca 18:10-14 non avrebbe potuto essere piu’ chiara:

10 Due uomini salirono al tempio a pregare: uno era fariseo e l’altro pubblicano.
11 Il fariseo, stando in piedi, pregava così tra sé: O Dio, ti ringrazio che non sono come gli altri uomini, ladri, ingiusti, adùlteri, e neppure come questo pubblicano.
12 Digiuno due volte la settimana e pago le decime di quanto possiedo.
13 Il pubblicano invece, fermatosi a distanza, non osava nemmeno alzare gli occhi al cielo, ma si batteva il petto dicendo: O Dio, abbi pietà di me peccatore.
14 Io vi dico: questi tornò a casa sua giustificato, a differenza dell’altro, perché chi si esalta sarà umiliato e chi si umilia sarà esaltato.

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E’ pero’ ovvio che la vasta maggioranza dei Cristiani che compaiono sui pulpiti e nei mass-media davvero sembrano sentirsi molto piu’ “a posto” che la persona media.

Prendiamo per esempio il dibattito circa l’omosessualita’ come peccato. Cattolico io stesso, non mi e’ chiaro se il Vaticano la considera come tale in se’, o limita il “peccato” alla pratica sessuale fra adulti consenzienti dello stesso stesso. Ufficialmente, l’opinione e’ quest’ultima.

Tuttavia, cio’ chiaramente contraddice Matteo 5:27-28:

27 “Voi sapete che la legge di Mosè dice: “Non commettere adulterio”.
28 Ma io vi dico che chiunque guarda una donna per desiderarla ha già commesso adulterio con lei nel suo cuore.

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Personalmente non penso che a Dio importi delle abitudini sessuali di una persona finche’ siano supportate da “amore” (consenso, età adulta, etc etc).

In ogni modo, secoli fa attori e bambini non battezzati non erano ritenuti degni di sepoltura cristiana ma da allora le attitudini sono (lentamente) evolute. Cosi’ possiamo pensare che tra due o trecento anni tutto il dibattito “Cristiano” circa permettere omosessuali come vescovi, o di entrare in una Chiesa potrebbe essere visto come una gigantesca perdita di tempo, imbarazzante come le discussioni della Chiesa primeva sull’esistenza di un’anima nel corpo della donna.

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Purtroppo, il “sentirsi a posto” e’ molto più di quello: e’ una tragedia e uno scandalo.

  • E’ uno scandalo, perche’ sbraitando (nell’esempio qui sopra) contro l’omosessualita’, preti e Cristiani di tutte le denominazioni stanno attivamente lavorando per rifiutare ad altri la possibilità della Salvezza.

Sarebbe come chiedere ad una persona di scegliere: o mangi o ami Dio. Mi dispiace ma la maggior parte sceglierebbe di mangiare (e Dio sarebbe sicuramente d’accordo con loro).

E cosi’ chissa’ quanti sono stata persuasi dal loro prete o vescovo… a diventare atei!

  • E’ inoltre una tragedia, perche’ il continuo apparire nella storia di un determinato genere di atteggiamento rigido, senza amore e definitivamente senza carita’ di Cristiani che si sono “sentiti a posto”, fa sorgere l’atroce dubbio: è se ci fosse intrinsecamente qualcosa di non-Cristiano nella Cristianita’?

Eppure non e’ necessario che sia cosi’.

Dopo tutto e’ difficile sentir parlare dei Cristiani che si attengano a Matteo 6:3-4:

3 Ma se date ai poveri, fatelo di nascosto, non dite alla vostra mano sinistra cio che sta facendo la destra.
4 E il Padre vostro, che vede cio che viene fatto in segreto, vi ricompenserà.

La Speranza migliore ed il fondamento piu’ forte e’ il lavoro dei migliaia che non cercano pubblicita’, e realmente amano Dio ed il prossimo.

ps Sto forse suggerendo che le Chiese Cristiane smettano di parlare della loro fede? No, sto dicendo che le Chiese Cristiane dovrebbero concentrarsi sulle anime che sono state loro affidate, invece di pontificare circa quelle che le stesse Chiese si rifiutano di accettare. Il comandamento di amare il prossimo come se stessi e’ senza “se” e senza “ma”.

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Christianity English Philosophy Religion

The Tragedy of the Self-Righteous Christian

I am sure 99.57% of my non-Christian readers will never believe this, but…

…to be Christian and self-righteous at the same time is a contradiction in terms…

It ought to be a paradox.

The Gospels are quite clear. Besides depicting Jesus dining with “prostitutes and publicans” without feeling any urge to lecture and condemn them, references abound on concentrating on one’s own real problems instead of anybody else’s purported issues.

“Motes and beams” come to mind from Luke 6:41-42:

41 Why do you look at the speck of sawdust in your brother’s eye and pay no attention to the plank in your own eye?
42 How can you say to your brother, `Brother, let me take the speck out of your eye,’ when you yourself fail to see the plank in your own eye? You hypocrite, first take the plank out of your eye, and then you will see clearly to remove the speck from your brother’s. 

Also the parable of the Pharisee and the tax collector from Luke 18:10-14 could not be clearer:

10 Two men went up to the temple to pray, one a Pharisee and the other a tax collector.
11 The Pharisee stood up and prayed about himself: `God, I thank you that I am not like other men–robbers, evildoers, adulterers–or even like this tax collector.
12 I fast twice a week and give a tenth of all I get.
13 But the tax collector stood at a distance. He would not even look up to heaven, but beat his breast and said, `God, have mercy on me, a sinner.’
14 I tell you that this man, rather than the other, went home justified before God. For everyone who exalts himself will be humbled, and he who humbles himself will be exalted.

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And yet obviously the vast majority of Christians prominently appearing in pulpits and news do indeed sound a lot more self-righteous than the average person.

Take for example the whole debate about homosexuality as a sin.

As a RC myself, it is not yet clear to me if the Vatican takes that view, or restricts the “sin” to the actual sexual intercourse between consenting adults of the same gender. Officially, they say the latter is true. However, this would clearly contradict Matthew 5:27-28:

27 “You have heard that it was said, `You shall not commit adultery.’
28 But I say to you that every one who looks at a woman lustfully has already committed adultery with her in his heart

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Personally I don’t think God pays any interest in the sexual mores of a person as long as there is love behind them (with consent, adulthood, etc etc).

Anyway, centuries ago actors and non-baptized children were not deemed worthy of Christian burials, and attitudes have (slowly) evolved beyond that.

So it can be expected that in two or three hundred years all the “Christian” debate about allowing homosexuals as bishops, or in a Church at all could be seen as a giant waste of time, as puzzling as early-Church discussions of the existence of a soul in a woman’s body.

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Unfortunately, self-righteousness is much more than that: it is a tragedy and a scandal.

  • It is a scandal, as by shouting out (in the example above) against homosexuality, priests and Christians of all kinds of denominations are actively trying to deny other people the possibility of Salvation.

It would be like asking a person to choose: either eat or love God. I am afraid most would choose the former.

And so who knows how many people have been persuaded by their local priest or bishop… to become atheists!

  • It is also a tragedy, as the recurring appearance in history of a certain kind of rigid, unloving and definitely uncharitable attitude of self-righteousness among the Christians, leaves the nagging doubt: is there something intrinsically un-Christian in Christianity itself?

It has not to be that way. After all it is hard to hear about Christians that truly keep to Matthew 6:3-4:

3 But when you give alms, do not let your left hand know what your right hand is doing,
4 so that your alms may be in secret; and your Father who sees in secret will reward you.

The best Hope and strongest foundation is the work of thousands of less publicity-prone people that actually do love God and their neighbours.

ps Am I suggesting Christian Churches should stop talking about their beliefs? No, I am saying Christian Churches should concentrate on the souls they’ve been gifted with, rather than pontificate about the ones they are currently refuting to accept. The commandment to love one’s neighbour as oneself carries no conditions.

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Blogging English Google Privacy

Privacy vs. Google

Master Plan – About the power of Google” is a 3m 14sec movie not-too-subtly accusing Google Inc. to be on the path to world domination.

Apparently recorded at the University of Ulm in Germany, it is a tad too professional to be a truly grass-root production. Anyway, what about its message?

Shall we be worried, very worried about the Power of Do-No-Evil Google?

Of course there is still disconnection as a solution to one’s privacy: abandon the Internet, move to a sparsely inhabited area, live off the land and hope not to deal with any Government anymore.

This would be absurd for most people. But for us “normal” web navigators and authors there is the additional issue that anything we write or do anywhere on the Internet can potentially be used against us, or in any case in ways we would not have envisaged at the beginning.

I can only think of two practical ways to fight back on the unrelenting push to get all our data recorded somewhere by somebody, be them Google (evil or not) or a camera saving our whereabouts and movement for posterity: become very visible, or very hidden.

In the first case, it is a matter of publishing one’s content in as many places on the web as possible. It shouldn’t be too much of a problem for anybody willing to go even just a tad beyond using the Internet reading e-mails and the news.

The point is that when a search about you returns a few thousands of entries, it is be very hard to discern anything out of the “noise”.

The other “smokescreen” is to hide behind a pseudonym or set of pseudonyms to use for all online activities.

In theory this is very effective: in practice it is an armour as solid as warm butter, ready to give way at the first silly mistake, such as referring to one’s real name together with the fake one; or, as it happened some time ago, creating a private, secret club only to boast about it in the open.

Of course there is also a third way: build an online persona that has little or nothing to do with yourself. But who’s paranoid enough to conduct such a charade for months if not years?

At the end of the day, it is a matter of trying to keep as much control as possible, whatever the futility of such an endeavour.

And why not? If we have to fall anyway, it will be far more satisfactory to do it whilst fighting.

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Italiano Parallelo38 UK

Lettera a Uno Schoolboy

   

Caro Padrone di Casa e Futuro Scolaretto Britannico

Alla veneranda eta’ di quattro anni (e mezzo) sei stato appena chiamato alla scuola dell’obbligo di Sua Maesta’, smetterai di vivere di soli giochi e ti ritroverai ad affrontare libri, quaderni e computer in classi che (speriamo) conterranno meno di due dozzine di tuoi coetanei.

Permettimi dunque di spiegarti quale passato hanno quasi tutti i tuoi nuovi compagni, che esperienza ti aspetta adesso e soprattutto cosa ci puo’ raccontare il Fantasma degli Anni Scolastici Futuri

Appena nati nei lontani 2001 e 2002, i tuoi amichetti hanno trovato genitrici convinte dell’importanza della routine nei poppanti. Intere biblioteche dimostrano che il problema delle continue chiamate notturne da parte dell’affamato pargoletto e’ risolvibile convincendolo a seguire una tabella oraria prestabilita dalla divinita’, volevo dire dal genitore.

Queste giornate tutte uguali faranno credere alla madre che e’ tutto sotto controllo: ma sono propagandate come una necessita’ per il bambino, per crescere sano, forte, e abituato a rispondere al comando. Non sai come sono fiere, certe amiche, di sapere quanto e’ stata brava la nuova mamma nell’imporre la routine.

Ora, l’urlante mucchiettino di carne ed ossa che disturba il sonno dei vivi non e’ un buon ascoltatore. Come stabilire questa routine quindi? La soluzione, scritta probabilmente dalla cugina cattiva della Signorina Rottermeyer (eh? Quella di Heidi…ah gia’, la storia di Heidi non l’abbiamo ancora letta) e’ persuadere il bambino tramite l’abbandono.

Non voglio dire che il frugoletto venga messo in strada e lasciato li’ finche’ non smetta di piangere e impari a fare il caffe’ ai genitori. Semplicemente, il neonato e’ accudito soltanto quando la routine lo stabilisce. Se ha fame mezz’ora prima del pasto comandato, che pianga pure. Se non ha voglia di fare il bagnetto alle 18, sara’ un bagnetto piu’ movimentato ma sempre un bagnetto sara’.

Se e’ deciso che il pulcino deve dormire alle 18.30, e’ a quell’ora che viene parcheggiato nella culla e lasciato finche’ stanco dei pianti continui, non si addormenti da solo. Tu mi dirai, ma come, le 18.30? E in estate, quando il sole tramonta tardi? Ebbene, una volta stabilita, la routine ti entra nel sangue.

E mi chiederai anche: ma se tu Papa’ arrivi a casa fra le 19 e le 20, come faranno quegli altri papa’ a giocare con i loro bambini che vanno a letto cosi’ presto? E’ vero, spesso e volentieri tornano a casa quando i figli gia’ dormono. Sai che rilassamento pero’, durante il Tempo degli Adulti, quando in casa non si sente rumore di bambino? (questo si chiama sarcasmo e te lo spiego nel 2010). Vorra’ dire che vedranno i figli solo nel fine settimana.

Come faranno ad andare assieme al cinema o al ristorante, le famiglie, tranne che durante il giorno nei weekend? Ma e’ semplice, non ci andranno. Al massimo i genitori prenderanno una baby-sitter per passare qualche serata nel loro bozzolo privo di piccole pesti. E infatti, a parte le catene specializzate, i ristoranti appaiono completamente impreparati all’arrivo dei clienti piu’ minuscoli.

Un meravigliato reporter della BBC in visita in Italia con una bambina di circa un anno, ha scritto “e’ difficile andare da una strada all’altra senza che i bambini locali corrano a guardare il ‘bambolotto’. Una volta tre generazioni di una famiglia [di Napoli] sono comparse da un oscuro vicolo per fare ogni sorta di rumore festoso intorno alla bambina. E sono ancora stupefatto per quella piccola sedia per bambini che un ristoratore romano ha appeso al lato del nostro tavolo”.

Non si tratta di una tradizione solo italiana: una passeggiata in Piazza dei Miracoli a Pisa con un paffutello in carrozzina, e imparerete come si dice “Carino!” in Giapponese (“Su Goi!”)

Niente di tutto cio’ pero’ in Gran Bretagna, dove i pochissimi bambini che entrano nei ristoranti durante il Tempo Degli Adulti non sono certo visti di buon occhio. Una cecita’ e sordita’ questa nei confronti di chi non ha ancora raggiunto la maggiore eta’ che non si ferma qui, perche’ bambino in eta’ scolare dovra’ imparare il conformismo sociale, dopo quello familiare.

Quando tuo padre andava a scuola in Italia un millennio fa, indossava il grembiule all’asilo e alla scuola elementare. L’obiettivo principale era (e’?) evitare che i bambini si sporchino troppo, uniformandoli ma solo fino a circa undici anni.

La situazione e’ opposta nelle scuole inglesi. Le uniformi sono imposte man mano che si cresce: quindi, proprio nel periodo in cui viene definita la personalita’, e’ un palese incentivo ad uniformarla, ad abbandonare l’individualita’ e a essere conformisti in senso reale e metaforico.

Il punto e’ dimostrato dal fatto che l’uniforme, rigidamente richiesta nelle scuole dove e’ imposta, e’ de rigueur nelle scuole private anche se elementari, e nelle scuole pubbliche dalla pre-adolescenza in poi. Il business delle uniformi e’ molto sofisticato, con scuole che fanno a gara ad avere quelle piu’ alla moda (una moda ahime’ anni ’50), e genitori che devono spendere i loro soldi in giacchette, camicie, finte cravatte, etc etc tutte obbligatoriamente uguali.

E cosi’ se rimarremo da queste parti anche tu dovrai andare vestito come tutti gli altri, radunato la mattina a salutare il Preside, e l’organizzazione e il rispetto dell’autorita’ saranno i cardini dell’insegnamento. Probabilmente se non ci fossero stati gli eccessi del Ventennio (come? Ah si’, poi nel 2015 ti spiego cos’era, il Ventennio), ci sarebbe qualcosa di simile anche in Italia.

Quando si impara? Il numero di promossi a gonfie vele continua ad aumentare e come dicono tutti, tutto cio’ e’ visto come un segno di standards in caduta libera. C’e’ anche in aumento il problema dei maschietti i cui risultati scolastici sono molto peggiori di quelli delle femminucce.

Forse, come suggerisce il settimanale The Economist, si tratta del misterioso fenomeno che fa coincidere l’eccellenza accademica con gli anni di studio l’opinionista.

Disinteressato a questioni cosi’ auliche, e molto sensibile a quanto pubblicano le prime pagine dei tabloid, i vendutissimi quotidiani di bassa qualita’, da buon statalista il Governo britannico si impegna a migliorare l’insegnamento pubblicando ogni anno una molto attesa classifica con la media dei risultati degli alunni di ogni scuola.

I Presidi si adopereranno quindi per fornire un ambiente dove sia facile e divertente imparare cose nuove, o se furbi (o stanchi dell’ennesima classifica) escogiteranno trucchetti per apparire in alto in classifica, con sotterfugi degni della peggiore tragicommedia italica.

Le scuole dal basso rendimento rischiano la chiusura…o la vendita. Danarosi sponsor possono infatti dichiarare il loro intento di migliorare l’apprendimento britannico finanziando una propria scuola. Non essendo ben chiaro il vantaggio economico, c’e’ adesso preoccupazione che ci siano ragioni ideologiche, visto che in alcune di queste nuove scuole sembra che si cominci a dubitare della teoria dell’evoluzione, seguendo i malaccorti passi di un certo fondamentalismo religioso di origine americana.

E’ dunque imperativo per la famiglie cercare di entrare in una scuola che non sia in mano a furbetti o propagandisti. Ecco quindi perche’ ogni anno milioni sospirano in attesa di scoprire se il loro gioiello diventera’ o meno pupillo di una buona scuola. E il grado di sospiro aumenta con l’eta’ del gioiello.

Un giovane che ottenga un posto all’universita’ di Oxford o Cambridge avra’ altissime probabilita’ di una carriera sfolgorante, magari come banchiere laureato in storia (la disciplina importa poco). Un ragazzino che riesca ad entrare alla scuola superiore piu’ attrezzata in un’area considerata prestigiosa avra’ altissime probabilita’ di ottenere un posto all’universita’ di Oxford o Cambridge. Un bambino che entrera’ nella scuola elementare migliore potra’ magari imparare qualcosa.

I tuoi volenterosi genitori hanno dovuto quindi visitare qualche mese fa quattro primary school locali cercando di capire quale fosse quella giusta. Sono stati accompagnati di classe in classe da Presidi entusiasti, e poi considerate anche varie dicerie e reputazioni hanno scelto una scuola per il tuo futuro (non cosi’ semplice: abbiamo dovuto elencare tre scuole in ordine di preferenza, ma poi fortunatamente ci hanno dato la nostra prima scelta).

Vai quindi tranquillo, e’ una scuola elementare buona e ben attrezzata. Goditela finche’ puoi, perche’ le Storie degli Anni Scolastici Successivi alle Elementari raccontano la guerra della societa’ inglese contro la gioventu’.

L’Autorita’ lotta contro i cittadini fra i dieci e i diciotto anni che cerchino di fare l’impensabile e rompere un qualunque divieto, fumando tabacco o cannabis, bevendo alcolici, marinando la scuola, “imbrattando” grigi vagoni ferroviari.

Non avrebbe certo senso incoraggiare certi comportamenti. Ma non c’e’ saggezza neanche nella “tolleranza zero” oggi in vigore. Prendiamo ad esempio il Problema-Espulsioni, con alunni minacciati dall’autorita’ scolastica, per molto meno di una testata al plesso solare in diretta TV. Basta essere un po’ recalcitranti per rischiare di ritrovarsi letteralmente per strada, destinati a istituti speciali, il cui radunare riottosi di ogni tipo non giovera’ certo ne’ alla carriera scolastica dello studente, ne’ al successo in una futura professione.

L’uso e abuso delle espulsioni trasforma le scuole in tanti Ponzio Pilato, pronti a lavarsi le mani di ogni problema di educazione del bambino e del ragazzo. Tanti istituti non sembrano interessati allo sviluppo dei giovani “utenti” quanto a stabilire disciplina attraverso l’instigazione della paura nella scolaresca.

Di nuovo, l’esistenza di sanzioni disciplinari e’ normale e doverosa: cio’ che e’ anormale e indica un clima di guerra aperta, e’ l’includere fra quelle l’abbandono del “colpevole” e della sua famiglia a un triste destino.

La guerra continua all’esterno. E’ diventato moda fra gli adolescenti il coprire la testa con un cappuccio di quelli comuni in tute da ginnastica. E’ un modo di essere simile al vetusto Paninaro italiano che non doveva indossare giacche da omino Michelin. Ma appena e’ girata voce che i cappucci sono stati usati (forse?) per nascondere alle telecamere di sicurezza i volti di alcuni delinquenti, ecco subito che l’intera popolazione di adolescenti e’ stata etichettata come criminale, e in alcune zone e centri-spesa e’ stato imposto il divieto…del cappuccio.

In questo clima assurdamente esasperato, e’ naturale che la risposta dei giovani sia una diffusa “bassa” criminalita’. Una societa’ conformista non si e’ ancora resa conto del fascino del proibito fra chi si avvicina all’eta’ adulta: ne sia prova il calo del consumo di cannabis dopo che e’ stata decriminalizzata.

E invece il Governo non perde occasione di stabilire nuove regole durissime contro chi infrange le regole, come gli ASBO (anti-social behaviour orders, “sanzioni per comportamento anti-sociale”) che implacabili giudici impongono su empi individui, voglio dire ragazzi magari con grossi problemi ma senza alcuna speranza di essere recuperati da un sistema cosi’ spietato; e i coprifuoco indetti in varie cittadine, per impedire a ogni minore di uscire in strada (qualcuno un giorno suggerira’ forse di diminuire il numero di incidenti d’auto tagliando le mani a tutti i maschi fra i 16 e i 30 anni?)

Eppure ci sara’ una terza via, la formula tanto cara al quarantenne Tony Blair di tanti anni fa: in questo caso, una scelta fra un conformismo succube e forzato e la ribellione insensata di chi rifiuta tutto?
 
Cosa ti posso suggerire? Rimaniamo pur sempre stranieri. La societa’ e’ la loro. Se vorranno cambiare lo faranno molto meglio da soli. Cerca almeno di non piegarti troppo al conformismo locale. Accetta la lettera, non lo spirito delle uniformi, ma soprattutto convoglia le tue energie di ribellione su qualcosa che puo’ avere un futuro, invece che dare fastidio a un conducente d’autobus.

Ma di questo ne riparliamo nel 2013. Quando avrai undici anni.

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catastrophism Climate Change English Science

Prozac for the Climate People

or “The Unholy Alliance of Climatologists and Newsmedia

An additional positive-feedback mechanism in the realm of Catastrophic Climate Change may have gone un-noticed so far.

Look for example at the WMO Statement on the Status of the global Climate in 2006: “persistent extreme heat”, “heat waves”, “record temperatures”, “long-term drought”, “moderate-to-exceptional drought”, “severe drought conditions”, “heavy precipitation and flooding”, “heavy rainfall”, “historic flooding”, “deadly typhoons”, “ozone depletion”, “sea-ice decline”.

One is left shocked-and-awed by such a display of gloom. Even words such as “mild” and desert-area rainfall sounds ominous in the context of the WMO statement.

But wait: where is the list of places where conditions were OK or even good throughout the year, and so went un-reported?

Where is the mention for example of the end of long-term drought in most of the Sahel area, south of the Sahara desert?

In truth, that WMO statement does not report on the “Status of the global Climate”.

It reports on the “Status of everything that was unusual with the global Climate”: very useful indeed, but not to understand the overall picture.

It’s newspapers and magazines that need that kind of stuff. They know they don’t sell on good news. They live off a steady stream of bad news to get as many readers as possible.

And who can be better at providing that than present-day Climatologists?

Yet another unhealthy incentive for people to get noticed by predicting disasters.

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ADDENDUM

A couple of articles on LiveScience point to similar problems in the reporting of Medical studies

A Third of Medical Studies are Wrong

[…] Ioannidis said scientists and editors should avoid “giving selective attention only to the most promising or exciting results” and should make the public more aware of the limitations of science.[…] “We all need to start thinking more critically.”

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Media Omit Basic Facts in Medical Reports

[…] Journalists sometimes go to these conferences looking for the interesting nuggets and a chance to report on potential breakthroughs before the competition. But the media often omit basic facts in stories they report from professional medical conferences, a new study concludes. […] “Readers should approach the news with a healthy skepticism,” Schwartz suggested.

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Cattolicesimo Italia Italiano Politica

DiCo: Scapoli A Merenda

     

Riflessioni di un Cattolico che non puo’ digerire chi si occupa di Cesare invece di concentrarsi su Dio

Forse fra qualche anno sara’ possibile ridere sulla situazione attuale: un gruppo di scapoli dice di voler difendere la Famiglia “Tradizionale”, fondata sul Matrimonio (indissolubile) fra un uomo e una donna.

Sono gli stessi che considerano il Matrimonio come impedimento, continuando a ribadire che i preti non possono avere una famiglia, altrimenti non svolgerebbero bene il loro mestiere.

  • Al loro fianco, una nutrita schiera di politici “devoti”, non pochi dei quali divorziati e/o conviventi.

Piu’ o meno credibili come un gruppo di ciccioni che pontifichi di diete fra un pranzo luculliano e l’altro. Che comincino loro a sposarsi, piuttosto, e a dare l’esempio di come rimanere per anni e anni con lo stesso partner..

  • Alcuni fra quelli dichiarano che i DICO non sono necessari.

L’on. Mantovano (AN) ha cercato di dimostrare alla radio pochi giorni fa che i DICO non servono, visto che ci sono gia’ tante leggi che non fanno distinzione fra convivenza e matrimonio. Con difensori come questi l’idea della Famiglia non arrivera’ molto lontano.

Forse l’on. Mantovano vuole invece portare il suo discorso alla logica conseguenza, abolendo il matrimonio civile tout-court. E tutto questo, pur di non estendere una seppur minima comprensione a gay e lesbiche?

  • Ai cattolici, se non agli Italiani tutti, si dice di seguire il modello edificante di Aquila e Priscilla.

Perche’ non la Sacra Famiglia, allora, classico esempio, se mai ce ne fosse stato bisogno, di quella fecondazione eterologa adesso rigettata tout-court?

E cosa ci sarebbe di male a fare come Giovanni Paolo II, la cui Famiglia era composta da tre suore e un Segretario personale, classico esempio, se mai ce ne fosse stato bisogno, del valore della convivenza solidale indipendentemente dal genere e dalla attivita’ sessuale o meno dei familiari?

  • La gerarchia cattolica presenta questa lotta per la Famiglia come parte dell’antica tenzone per promuovere il “valore della Persona”.

Che senso ha allora cercare di imporsi al di fuori della propria comunita’, soggiogando ogni Italiano, cattolico o no, a delle leggi che sanno tanto di Stato Etico, esattamente l’antitesi dell’idea del valore intrinseco della Persona?

  • Il Card. Ruini ha parlato dell’importanza del Magistero, senza neanche dover accennare troppo al fatto che ogni Cattolico D.O.C. dovrebbe sottomettervisi.

Non ricorda costui, non ricorda nessuno l’effetto clamorosamente deleterio della intransigenza clericale su anticoncezionali e divorzio, quando milioni di Fedeli impararono appunto che su certi argomenti la Chiesa poteva urlare qualsivoglia regola, da disattendere visto che incompatibile con la vita reale?

Chi non gioca non fa le regole, come disse un parlamentare cattolico americano.

E chi insegna stia attento che se chi impara ad ignorarlo una volta, lo fara’ molte altre volte, in futuro.

  • Per mesi siamo stati bombardati di discorsi sulla perniciosita’ del Relativismo.

Dove sono, allora, le proteste contro la decisione della Corte Costituzionale in Colombia di allargare alcuni diritti delle coppie eterosessuali a quelle omosessuali?

E chi, a Roma, ha tuonato contro la decisione del Governo Blair di negare alle Agenzie di Adozione Cattoliche il diritto di non rilasciare bambini a coppie gay?

Il sospetto e’ che l’agire (e l’inazione) siano scelte politiche piu’ che spirituali, in un relativismo rampante dove adesso ci si impegna per riprendersi il Potere Temporale.

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Fin dove arriva tutto questo? E’ difficile dubitare un’approvazione piu’ che tacita dalle piu’ alte sfere. Certo pero’ che le facce che si vedono sono quelle dei Cardinali italiani, mentre quando e’ intervenuto il Vaticano stesso non l’ha (quasi) mai fatto per rinfocolare la polemica.

Intanto la gerarchia Cattolica, come nel caso degli Atei Devoti, non sembra esitare a pranzare e cenare con il Nemico quando e’ piu’ conveniente (mentre a chi e’ abbandonato dal proprio coniuge viene rifiutata la Comunione).

Preghiamo, o almeno speriamo, che ci sia almeno un Cristiano fra chi comanda nella Chiesa Cattolica, come Hannah Arendt disse capito’ (per sbaglio) con l’elezione di Giovanni XXIII.

L’Edificio, per ora, continua a vivere grazie al lavoro di centinaia di migliaia di persone che si occupano di essere Cristiani, invece di giocare a fare gli statisti.

E preghiamo ancora: speriamo che il Magistero Moderno del Cattolicesimo smetta di essere ossessionato con il sesso

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Cosmos English Parallel Universes Universe

The Power and Relevance of the Multiverse

How many ages hence
Shall this our lofty scene be acted over
In states unborn and accents yet unknown!
(Julius Caesar – III, 1)

Here a brief list on the power, and relevance to our lives of the Multiverse, a model in which the Cosmos is composed of an enormous number of extremely diverse Parallel Universes.

From solid scientific bases, such a Model may be able to:

  • Move Science itself beyond the “Realm of the Whats” and into the “Region of the Whys
  • Explain why our Universe is so very well “tuned” for life, and especially for intelligent life to exist (Goldilocks and all that)
  • Explain why Mathematics is such a powerful tool in our scientific investigations (”The Unreasonable Effectiveness of Mathematics in the Natural Sciences” in the words of Nobel Prize winner E. P. Wigner)
  • Explain why against a microscopic world driven by probabilistic quantum mechanics, there is the macroscopic deterministic-like tangible reality of our day-to-day experience
  • Offer an alternative model for Time
  • Neatly expand to our whole Universe the Banality Principle, according to which we live on an anonymous planet orbiting an anonymous star in an anonymous galaxy
  • Explain the entire Cosmos very simply, and using a very limited number of words
  • Answer the age-old question of why would a benevolent God, or gods, or any Creator let bad things happen
  • Provide new insights on Free Will, on the mind-body relationship, and on the reality of our thoughts

By the way: to provide more detail, I will soon “serialize” two previous, rather long pieces:

  1. God’s Many Dices (I) – The Science of Parallel Universes
  2. God’s Many Dices (II) – The Philosophy of Parallel Universes

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Italiano Radio24

Magnifico Magnifici

Radio24 manda in onda tutti i giorni feriali, dalle 15 alle 16 e poi in replica dalle 22 alle 23 (la domenica, alle 15), un fantastico programma documentario/musicale dal titolo “I Magnifici“.

Ogni settimana, la vita di un personaggio della storia musicale (e non solo) viene raccontata in cinque parti, con inframmezzati i suoi migliori brani.

E’ un programma davvero imperdibile soprattutto per la sua capacita’ di umanizzare questo o quel genio dello spettacolo senza pero’ far diventare questi una vittima di pettegolezzi.

E’ evidente che gli autori davvero rispettano i personaggi oggetto delle trasmissioni.

Un viaggio ogni settimana, nella vita dei grandi personaggi del passato che hanno fatto sognare milioni di persone senza lo stretto confine delle generazioni. Le biografie sono raccontate da una voce narrante che spesso cede il passo a documenti originali, brani tratti da film, interviste, o letture delle loro autobiografie. Il tutto in un mix rapido e pieno di ritmo, insieme ad una carrellata di contributi audio di ogni singolo “mito”. L’idea è quella di presentare la vita dei nostri “magnifici” come in un lungo reportage giornalistico, che ce li farà conoscere attraverso aspetti inediti e umani, anche attraverso il racconto delle persone che li hanno conosciuti da vicino. Fra i magnifici presentati da Radio 24: Fabrizio de Andrè, Ray Charles, John Lennon, Jim Morrison, Billie Holiday, Elvis Presley, Jimi Hendrix.
 

Le storie sono, immagino, un po’ romanzate ma non ho notato esagerazioni. L’unico “difetto” e’ che, grazie alla solita storia dei diritti d’autore, I Magnifici e’ solo disponibile in diretta.

Speriamo che ne esca presto un cofanetto CD. Per il momento il consiglio e’ uno solo:

SINTONIZZATEVI!

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Ambiente Cambiamento Climatico Italiano Scienza

Prozac per i Climatologi

A leggere il rapporto della World Meteorological Association (l’Associazione Metereologica Mondiale) sul 2006 (in inglese), si comincia forse a capire perche’ la maggior parte dei Climatologi non ha remore nel predire catastrofi, specie quelle attese per il riscaldamento globale che si dice causato dall’anidride carbonica di produzione umana.

E’ davvero una collezione di disastri e tragedie quasi senza pari, con ondate di calore, siccita’, alluvioni, tifoni, buco dell’ozono, etc. etc.

C’e’ da spaventarsi pure quando dice che l’inverno e la primavera sono stati miti (sara’ la prima volta che “mite” e “spavento” appaiono nella stessa frase?).

Non mi sembra di potervi leggere niente di “normale”o “positivo”. Finanche le precipitazioni nel Sahel, dopo anni e anni di siccita’, sono menzionate solo di striscio.

Piu’ che un rapporto serio, mi sembra un comunicato stampa redatto a favore di giornali scandalistici e dal titillamento facile.

Oppure, dopo tanti anni ad azzeccare previsioni metereologiche solo marginalmente meglio degli astrologi, quelli della WMO hanno ormai ceduto alla depressione, e vedono solo cio’ che va male ed e’ inusuale?

Poverini…

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English UK

10 Pleas To British Traffic Police

Dear British Traffic Police Officers and Managers

Considering what has happened outside my house on Tuesday evening:

(1) Please avoid treating motorists as cash cows;

(2) If you cannot do (1), please make mobile speed control devices quite visible;

(3) If you cannot do (2), please hang the device outside a clean, unsuspiciously-looking car;

(4) If you cannot do (3), please use a car with no blackened-out windows;

(5) If you cannot do (4), please stop your car away from a bus stop;

(6) If you cannot do (5), please move away immediately when a passenger gets off the bus;

(7) If you cannot do (6), please behave as normal in the car instead of sliding down on the seat in the vain attempt at not being seen;

(8) If you cannot do (7), please drive away or stay where you are, rather than move just a few houses down the road;

(9) And if you cannot do (8), please make it so that whoever answers the phone at the Police Station, can immediately confirm it is officers on duty that are in the car, rather than who knows what kind of nasty people.

(10) And mostly, if you really cannot do any of the points above, please make the most you can in order not to scare law-abiding citizens in their own homes

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Italia Italiano Politica

Il Futuro di Luca Josi

Notizia di Agenzia appena arrivatami dal futuro

ADN Kronos – Mar 2 Feb 2027
 
Roma, 2 feb . – (Adnkronos) – Uscire di scena a sessant’anni? No, grazie. E’ quanto ha affermato oggi Luca Josi, sessantenne, ex dirigente politico ed autore venti anni fa di un ormai dimenticato appello, affinche’ i sessantenni, appunto lasciassero “da vincitori, senza che l’incedere del tempo, le dinamiche della societa’ o la salute” li constringessero a farlo.

Ma ora non ci pensa nemmeno: “No, non e’ incoerenza. E’ che non ci sentiamo vincitori, il tempo non e’ incesso, la societa’ e’ statica, la salute e’ buona e comandiamo tutto noi“. “Sarebbe gerontocrazia se comandassero gli ottantenni“, ha dichiarato lo Josi prima di lanciare un nuovo “Patto generazionale” che garantisca il potere vita natural durante ai nati verso la fine degli anni ’60 del XX secolo.

Al ‘patto’ promosso da Luca Josi ha gia’ aderito il Segretario Generale dell’ONU, Maurizio Morabito

(Adnkronos)
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Seriamente: Ma si renderanno conto, lo Josi e tutti i firmatari, di quello che stanno dicendo?

Da quarantenne posso affermare che se questa terribile idea da “nati sconfitti” rappresenta la nuova generazione che avanza (ahinoi, la mia!), non ci meravigliamo che nel 2007 comandino i vecchietti.
 

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Computing Design English Technology

Unnatural Standard Computer Video Interfaces

It has long been common wisdom to have rectangular monitors, be them TV or for PC’s, with landscape orientation, wider than taller.

Perhaps it is a way of mimicking the movie theatre experience, where such an orientation is in order to serve amphitheatre-like seating, and to provide context to the action.

Recently, things are gone even further down the same path, with Widescreen TV sets (and laptop PC monitors) all the rage.

That may as well be a good choice if all people want to do is watch movies. Not so for Computers of any sort.

Think about it: we are trained to read on portrait-oriented books. Even text fonts and standard printer paper are taller than wider (not to mention our bodies, faces and windows apart from exceptional cases).

Most of us use computers for reading and writing messages, for blogs and comments, for developing programming code, and in most cases to surf the internet.

It would be therefore much better to re-orient the monitors sideways, making their long side vertical.

I have been using such a configuration for more than two years and there is simply no comparison regarding having a more natural experience with portrait-oriented monitors, with far less need of eye and neck movements to keep track of the content of the screen.

Portrait-viewing is rather easy to do on a PC (or Tablet PC), but unfortunately next-to-impossible to find on a laptop computer.

But lo-and-behold: Adobe Inc.’s hugely popular Acrobat Reader does allow re-orientation indeed, making reading of electronic documents almost completely equivalent to paper ones’.

Is portrait-orientation the next step towards the utopian dream called “paperless office“? We will know when manufacturers will, one day, pick up such an obvious idea.

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Cosmo Italiano Multiverso Universi Paralleli Universo

Potenza, Scienza e Filosofia del Multiverso

In vista dei miei prossimi blog sull’argomento, una introduzione alla Scienza e la Filosofia degli Universi Paralleli, altrimenti noti come Multiverso (in contrapposizione al “singolo” Universo):

  1. Partendo da solide basi scientifiche, un tale modello del Cosmo può spostare la Scienza dal semplice studio del “cosa accade” a quello del “perche’ accade“;
  2. Può spiegare perchè il nostro universo è così ben “regolato” affinche’ sia possibile la Vita e particolarmente la Vita Intelligente, con tutte le costanti e le leggi naturali con i valori “giusti“;
  3. Può spiegare perchè la Matematica è così utile e potente per le nostre indagini scientifiche (“L’efficacia irragionevole della Matematica nelle Scienze Naturali” nelle parole del premio Nobel E. P. Wigner )
  4. Può spiegare perchè a fronte di un mondo microscopico guidato dalla meccanica quantistica, esiste un mondo macroscopico determinista, la realtà definita della nostra esperienza giornaliera;
  5. Può offrire un modello alternativo per spiegare cos’e’ il Tempo
  6. Espande ordinatamente il Principio di Mediocrita’ al nostro intero universo
  7. Spiega molto semplicemente l’intero Cosmo, in pochissime parole

E non ho ancora accennato agli altri lati etici, filosofici e teologici…

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English Philosophy Skepticism

Know the Quacks, Still Respect Them

Three insightful (and fun!) lists of signs of a “scientific” theory being something “baloney” made up by “crackpots” or “quacks”:

  1. Trademarks of Crackpot Theories
  2. Are you a quack?”
  3. Sagan’s “Baloney’s Detection Kit

Reasonable they are, but by themselves just a recipe for conflict.

To get skepticism effectively to work in the real world, one better follow these quotes by Carl Sagan:

  • You can get into a habit of thought in which you enjoy making fun of all those other people who don’t see things as clearly as you do. We have to guard carefully against it.
  • People are not stupid. They believe things for reasons. The last way for skeptics to get the attention of bright, curious, intelligent people is to belittle or condescend or to show arrogance toward their beliefs.
  • …The chief deficiency I see in the skeptical movement is its polarization: Us vs. Them — the sense that we have a monopoly on the truth; that those other people who believe in all these stupid doctrines are morons; that if you’re sensible, you’ll listen to us; and if not, to hell with you. This is nonconstructive. It does not get our message across. It condemns us to permanent minority status.” 

Methinks there would be far fewer wholly un-necessary confrontations if we only could stick to the above.

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Ambiente Calabria Cambiamento Climatico Italiano

Calabria, Sempre Un Passo Indietro!

Le misurazioni di temperatura per il 2006 alla stazione UCEA di Sibari non sembrano mostrare alcun aumento da cambiamento climatico.

Da reggino, non me ne meraviglio…

Al solito, la Calabria e’ indietro su tutto. Figuriamoci: si riscaldamentoglobalizzera’ dopo tutti gli altri!

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Culture English Ethics Football Italy

Rotten (Italian) Football (and Inept Police)

First let me place the blame squarely onto the Police for the homicide of Chief Police Inspector Raciti in Catania on Friday night, by a group of football “killer” fans.

I am not saying the police personnel on the ground had any fault. My anger is at those in charge of managing public order, from the local Police Chief up to the Italian Home Minister.

They knew well in advance where, when, how, by whom and against whom, fans of football club Catania were going to strike: and still, they let the situation degenerate, to the point that large numbers of people had no qualms in assaulting the Police

Crowd control is based on instigating fear to prevent problems, not in becoming sitting ducks for rocks and home-made bombs. 

Police people that find themselves in a situation like Friday’s are like a bank that gets robbed after having been told all the details of the robbery; or a surgeon that is surprised to find in the patient the very tumor he or she diagnosed.

For me, the lasting impression of Saturday’s incident will be of a State that cannot bring the Rule of Law within a couple hundred meters of the stadiums

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Commentators keep repeating that violent fans are no true football fans. It is hard to believe them anymore, having heard the same mantra for decades.

Perhaps it is much nearer to the truth to say that “killer” fans are part-and-parcel of contemporary Italian football.

Its whole structure has in fact plenty to blame itself for having let the rot overcome any good it had had inside, becoming a “Sleaze&Aggression” ensemble that rejects violence only in words.

And so club presidents and managers lament conspiracies only to join any they are made privy of. Players busy themselves tricking the referee either by diving untouched, or by committing hard-to-see fouls without any sense of fair-play.

Referees develop embarrassing relationships with football clubs (and I don’t mean of a sexual variety).

After the football league’s previous managers had been found asleep if not worse during the Summer 2006 match-fixing scandal, the new ones proceeded to water down any punishment, not to mention claiming the miracoulous occurrence of having lowly Reggina manage to collect more guilt than multiple championship winners, powerhouses Lazio and AC Milan.

(I am not angry at “sport” journalists: more, at “normal” journalists, forever oblivious of ongoing scandals)

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Is there a dark side to Football? For some reason, other sports such as Rugby Union do not attract any fan violence.

Perhaps, because they don’t inspire any.

There is indeed something very wrong in the very game of Football: ambigous rules on when and how to stop the opponent; the injustice of having a team with a single good player win over a team with a single bad player, perhaps thanks to a single penalty dubiously rewarded by an all-too-powerful referee; the exceedingly strong link to the city or village a team is named after, making the players akin to the local militia of ancient times.

It’s all part to a “temptation to violence“, like semi-transparent clothes that subliminally “inspire” whilst pretending not to.

All in all, Football (like Basketball, like Waterpolo) is inferior to Rugby Union or Volleyball, because one can bring the family to follow the latter group more or less everywhere around the world.

It’s for these reasons that I don’t believe that, were Football to be banned in Italy from tomorrow, its “killer” fans would simply move their violent instincts elsewhere. There would be lots less violent instincts.

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Fact is that Football defects’ outlined above compound with other typical Italian issues: a weak sensibility for the Rule of Law, sometimes in the Government itself; a weak State when confronting the Mafias; way too many examples of people getting rich by dubious means; rampant sleaze and corruption in some kind of collective delusion where everybody else is stupid.

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What shall we do then? Wait for Italian society to change inside out? Petition Platini and Blatter to change Football by outlawing all physical contact (or by allowing it freely), and by introducing instant replay for the referees?

For the time being all I’d wish is for the economical interests of all the “actors” of the Italian Football Circus to be severely dented by the latest uproar. Perhaps that’ll inspire them into doing something better about their game than throwing it to the dogs.

In the meanwhile, let’s not kid ourselves: lasting changes there will be none, at least not until clever idiots keep zooming forward at the sight of a red light.

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Calcio Italia Italiano Politica

Calcio Marcio (Polizia da Rifare)

 

Diciamo allora una prima cosa su quanto e’ accaduto il 2 febbraio a Catania: e’ stata una fallita operazione di polizia.

Primo perche’ la violenza organizzata era perfettamente pronosticabile sia nella quantita’ che nei luoghi, che nelle forme (incluse, le bombe rudimentali). E’ difficile immaginare come i dirigenti responsabili dell’ordine pubblico abbiano fatto ad essere presi quasi alla sprovvista al punto da perdere una vita.

In secondo luogo, non e’ forse principio fondamentale dei sistemi  di controllo delle folle, l’idea di che la polizia si presenti in un assetto tale da far passare a ogni malintenzionato la voglia di attaccare alcunche’?

L’obiettivo e’ fare paura per evitare incidenti: “prevenire”, piu’ che “curare”.

Non mi riferisco certo ai poliziotti al lavoro sul campo: e’ proprio ai dirigenti incaricati a Catania, e poi su per il prefetto fino al Ministro degli Interni, che vorrei chiedere in base a quale criterio abbiano consentito ai piu’ facinorosi non solo di non aver “paura” della violenza di Stato, ma addirittura di potersi organizzare in assalti e imboscate.

L’impressione e’ che, come ahime’ sospettato da tempo, la Repubblica Italiana si fermi a qualche centinaio di metri dagli stadi, dentro e intorno ai quali vige solo l’Impunita’.

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Chiediamoci pero’ anche che se l’omicidio dell’ispettore Raciti non sia ben di piu’ che l’ennesima manifestazione dell’intromissione fra i tifosi del calcio di elementi violenti ed estranei.

Anzi, visto che distruzione e violenza fanno ormai parte della normalita’ da una domenica all’altra, perche’ non dirla tutta: e se la violenza fosse parte integrante se non fondamentale del calcio italiano moderno?

Di un calcio, cioe’, che e’ diventato una collettivita’ “Imbroglio e Violenza”, rigettandoli a parole mentre li si invocano (ed evocano) molto nei fatti.

Difficile trovare dei partecipanti privi di responsabilita’. I presidenti e gli allenatori che si lamentano di complotti e sviste arbitrali a senso unico, solo per poi cercare di partecipare agli stessi complotti?

I giocatori che cercano di imbrogliare l’arbitro gettandosi per un nonnulla, o commettendo falli quando sperano che nessuno stia a guardare? Gli arbitri che si fanno trovare in atteggiamenti equivoci (e magari fossero incontri di natura sessuale!!) con questo o quel dirigente?

La struttura dirigenziale precedente, imbelle di fronte a Calciopoli e alle manovre di Moggi?

La struttura dirigenziale attuale, che ha presieduto a un colossale annacquamento incluso la miracolosa scoperta che durante Calciopoli ne’ la Lazio, ne’ il Milan dell’ex-Presidente di Lega hanno commesso alcun illecito peggiore della (“pluriscudettata”) Reggina?

(Ai giornalisti “sportivi” rimprovero poco. Che dovrebbero fare, finta che la pentola sia piena di zuppa invece che fango? Magari si chieda ai giornalisti “non-sportivi” dove stessero pisolando mentre l’ennesimo scandalo italiano procedeva tranquillo)

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Per qualche motivo, non c’e’ violenza sugli spalti e intorno agli stadi del Rugby: probabilmente, perche’ quello e’ uno sport che non ne ispira.

A voler andare fino in fondo infatti, c’e’ qualcosa di fondamentalmente sbagliato nel gioco stesso del Calcio, con le sue regole ambigue su cosa sia permesso fare per bloccare l’avversario; l’intrinseca ingiustizia di poter vedere una squadra di 10 brocchi piu’ un campione battere compagini tecnicamente molto piu’ forti (ricordiamoci cosa disse Nereo Rocco a chi gli auguro’ che vincesse il migliore: “Speriamo di no“); il legame quasi imprenscidibile al territorio, con il 99.99% delle squadre identificantesi con il nome di una localita’ e quindi quasi versioni contemporanee di milizie di difesa civile di tempi piu’ antichi.

Tutte componenti di una “seduzione alla violenza”, come quei vestiti semitrasparenti che giocano a un’invocazione quasi subliminale facendo anche finta di non essere espliciti.

E tutte cose che rendono il Calcio ovviamente inferiore al Rugby, dove la violenza e’ organizzata in campo invece che falsamente repressa.

E’ per questo che non credo che, in assenza di calcio, teppisti e bombaroli semplicemente si trasferirebbero a fare violenza da un’altra parte.

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Poco di che meravigliarsi allora quando questi problemi vengono a presentarsi in maniera assurdamente violenta sul substrato di una societa’ come quella italiana dove l’assenza di legalita’ per “il piu’ forte” e’ diventata negli anni passati quasi una politica di Governo; dove lo Stato sostanzialmente permette ogni tipo di reato a chi riesca ad organizzarsi da solo, come le Mafie; dove l’attesa del prossimo condono ha sostituito il desiderio di sottostare alle leggi; dove la scalata verso la ricchezza e’ con mezzi da “Furbetti del Quartierino”; e dove la corruzione e l’imbroglio continuano senza posa a ogni livello, in una specie di illusione collettiva in cui ognuno pensa che i “fessi” siano tutti gli altri.

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Cosa facciamo allora? Aspettiamo di riformare l’Italia tutta? Convinciamo Platini e Blatter a cambiare certe regole, per esempio impedendo qualunque tipo di contatto fisico fra i giocatori (oppure, liberalizzandolo) e la moviola in campo?

Per il momento mi piacerebbe che fossero toccati gli interessi economici di tutti gli “attori” del calcio italiano, per scatenarne una qualche reazione, tipo una sportivita’ e una umilta’ piu’ marcate in certi commenti post-partita, contro il naturale desiderio a tornare al solito tran tran.

Ma per favore non illudiamoci che cambi niente nel breve periodo: almeno finche’ l’ennesimo furbo non pensera’ di essere molto intelligente a passare con il rosso.

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Cosmos English Parallel Universes Universe

Multiverse: the Logical Choice for Atheists and Agnostics

What constitutes “All There Is“, i.e. the Cosmos?

For awowed Atheists or less committal Agnostics not believing in the existence of one or more Divinities, the logical choice is a Multiverse made of an enormous number of Parallel Universes

(Here introductions to the Science and the Philosophy of Parallel Universes)

The reasoning is straightforward. Let’s say the Cosmos contains a number N of Universes. N is an integer and can be:

  1. one;
  2. a “relavitely small number
  3. a “very large number” (for example, a googolplex, too big to be stored, or even Graham’s Number, too large to be written)

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Now, if N were one or a relatively small number, that would be a strong indication that there is a God after all.

In fact, assuming there is no God or no way of knowing if there is one (or many):

(1) If there were only the Universe we live in (a widespread belief, nowadays) there would really be little or nothing left to justify its incredible circumstances;

We know for a fact that our Universe has all its basic constants and rules incredibly fine-tuned to allow our existence to happen; it even contains some “miracles”. (!)

By that I mean phenomena such as the “Miracle of Mathematics“, described by Nobel Prize E. P. Wigner in the 1960’s paper “The Unreasonable Effectiveness of Mathematics in the Natural Sciences” as the peculiar occurrence where

the mathematical formulation of the physicist’s often crude experience leads in an uncanny number of cases to an amazingly accurate description of a large class of phenomena

Finally, in a single Universe Atheist/Agnostic scientists would (and do!) find themselves uncomfortably close to the Theist position, as indicated by George Johnson in a book review on Scientific American in October 2006

You can be a theist, believing that behind the veil of randomness lurks an active, loving, manipulative God, or you can be a materialist, for whom everything is matter and energy interacting within space and time. Whichever metaphysical club you belong to, the science comes out the same

(2) If there were instead a relatively small number of Universes, problems would be even worse;

We would still have to ponder the extraordinary stroke of luck that allowed our Universe to exist with all of the above plus try to understand the significance of yet another fundamental cosmological number, N.

(3) The issues above disappear when we consider a very large number of Universes;

Our whole set of “incredible circumstances” become just one possibility out of many: bound to happen however unlikely its chances,  like the perfect hand at a game of cards if the deck is shuffled enough times.

There is no more case for the necessity of some “Intelligent Being(s)” putting everything together in the right ways.

That is even more so if N, the number of Universes in the Cosmos is really, really big (e.g. when it so big it cannot be stored or even written). There is no meaning then in discussions on the significance of its precise value, as the situation wouldn’t change if that were, say, a billion billion times bigger or smaller.

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Everything considered then, it is only when N is enormous, i.e. in a Cosmos made of a huge number of Parallel Universes, that the Atheist/Agnostic option is viable

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catastrophism Climate Change English Environment Science Skepticism

Interpreting the Climate Change Predictions – Free Guide

Your Free Guide on How to Interpret Climate Change Predictions

(written with the unaware “help” of Friends of the Earth’s International Climate Campaigner, Catherine Pearce)

“This report will show with unquestionable certainty that we are to blame for the last 50 years of warming”

Translation: “All the stuff we have been whinging about so far was not based on evidence strong enough. Sorry we didn’t tell you that before. Anyway, we are trying our luck again”.

“The recorded changes in our climate, which had been predicted to start many years from now are already upon us”

Translation: “Who needs them models anyway? Whatever they predict for the future, we’ll be able to find it right here and now, no matter the blatant contradiction”.

” – and with some bleak predictions to come.”

Translation: “Train yourself by scaring little children if you want to work for us”.

“We can no longer afford to ignore growing and compelling warnings from the world’s leading experts.”

Translation: “Years and years of work have so far come to nothing as they have been completely ignored by the real world. Once again, we are trying our luck , blissfully unaware of the possibility that there is something inherently wrong with our data, our interpretation of the data, and/or our whole way of trying to bring this forward by corralling scientists, cajoling people and burying dissent”.

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Ambiente Cambiamento Climatico Italiano Politica Scienza

Clima: Agire per non Rischiare?

Bufala o no, c’e’ chi dice che sia piu’ logico agire contro il riscaldamento climatico, piuttosto che rischiare che avvenga. Ma sara’ davvero cosi’?

Stiamo parlando di una “teoria” scientifica che non si basa su dati di fatto, ma su modelli di previsione del futuro. L’aumento di CO2, se e’ colpa sua, ha aumentato la temperatura globale di 0.65C piu’ o meno: una variazione risibile.

Come spiego altrove (in inglese, per ora) al link , anche il non credere che tale minuzia portera’ a conseguenze importanti se non catastrofiche e’ una scelta _razionale_.

Orbene, se davvero nel 2050 i mari si saranno innalzati di dieci
centimetri (altra quantita’ al limite dell’umorismo) , non ci sara’ piu’ da discutere di modelli. Ci sara’ stata una previsione, e sara’ stata verificata: e il discorso sara’ molto diverso.

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E di che robustezza di modelli si tratta, se ancora non considerano adeguatamente l’effetto delle nuvole? Non possono spiegare il clima polare? Non possono prevedere la prossima stagione di uragani?

Certo, e’ il meglio che sappiamo oggi sul Clima. E certamente fra un paio di lustri o decenni saranno molto meglio di adesso, e avranno fatto previsioni che avremo “toccato con mano”.

Non e’ piu’ logico, quindi, magari, aspettare il 2016?

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Guardiamo inoltre a come vengono fatti certi calcoli dei “costi“. Si dice (l’altro ieri) che a Sydney fara’ cosi’ caldo che invece di 180 morti all’anno, ne causera’ quasi duemila.

Il difetto di fondo e’ che non viene considerata nessuna iniziativa di “adattamento“.

Possibile che i Sydney-ti siano cosi’ tonti che quando un anno gliene muoiono 200, un altro 300, un altro 400 _non_ facciano niente per attenuare l’impatto del (al momento, presunto!) riscaldamento?

Di nuovo, non ci sara’ da discutere di “previsioni” : le morti in aumento saranno li’ per tutti da vedere. E qualunque gruppo di persone non-acefale fara’ in modo che non aumentino vertiginosamente, ben prima che se ne contino a migliaia.

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Insomma, non se sappiamo abbastanza, non abbiamo nessuna prova concreta, e l’unica certezza e’ che a qualunque modifica del nostro ambiente risponderemo con l’ingegno, o moriremo (chi ha paura del riscaldamento globale si vada a comprare il terreno vicino alla Baia di Hudson: per ora, costa poco).

Cambiare il nostro stile di vita perche’ forse qualcosa succedera’ nel lontano futuro: quella si’ che mi sembra una scelta “del caso”.

Cosi’ come intervenire con sistemi di geo-ingegneria per evitare il “pericolo del riscaldamento”; imporre tasse carboniche basate sul niente; togliere il diritto o la voglia di viaggiare, spostarsi in auto, accendere la lavatrice; distribuire miliardi di euro _gratis_ alle compagnie petrolifere (gia’ successo, nell’ambientalista Europa); dire che chi non si pente della sua impronta di CO2 e’ un Criminale contro l’Umanita’.

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Climate Change Calamities’ (paper) Climax

Jim Hansen is a renowned scientist and top NASA manager, apparently animated by reasonable objectives such as avoiding waste of resources and taking care of the natural world.

Why would he then have to resort to images of doom and gloom as in The Threat to the Planet” (The New York Review of Books, July 13, 2006)?

The article is a remorseless barrage of wanton destruction. We learn that animals are abandoning their roaming areas, migrating without a choice towards natural barriers ready to “spell doom” on their species. “For all foreseeable human generations”, the world “will be a far more desolate place”.

We should ready ourselves to ice sheets beginning to “collapse”, seas rising half a yard per decade, and “repeated [urban] retreats from transitory shorelines” translating into a “calamity for hundreds of cities […] far larger than New Orleans”.

If we don’t mend our ways, there will be a “sea level rise of eighty feet”, “global chaos” and (who would have guessed?) “fewer resources”.

As much as 60 percent, and no fewer than 20 percent of “today’s species” are going to go the way of the Dodo.

Remarkably, all available space is devoted to global warming calamities. Even if it were to happen as catastrophically as portrayed, surely we (and Dr Hansen) should be able to predict something good coming out of Climate Change, somewhere, for example, concerning areas such as northern Canada, northern Siberia and some of the present deserts?.

The disasters described by Dr Hansen are indeed so encompassing and overwhelming to fall squarely in what has been labelled “Climate Porn” by left-wing UK think-tank the IPPR (see my my article Saying No to ‘Climate Porn’?”, TCS Daily, Aug 16 2006).

The climax (pun intended) is reached when Dr Hansen writes that “if CO2 emissions are not limited […] all bets are off”.

Is the article’s very title seriously suggesting that Earth itself is under threat?

Not even the darkest forecasts can be used to make current climate change equivalent to, say, a 10-km size asteroid slamming against our planet: but I may be wrong.

I know Jim Hansen is one of many writing so dramatically about climate change. Without moving very far, similar questions could be posed to another article on The New York Review of Books, Tim Flannery’s “Endgame” (August 11, 2005).

In that case, alongside the usual “changes in sea levels, weather patterns, and the fate of many species” we are told that “continuing to burn coal […] is a threat to existence itself”.

Cue Paul and Anne Ehrlich writing about “ecological suicide in our time” (“One with Nineveh: Politics, Consumption, and the Human Future”, Island Press/Shearwater 2004).

For his part, Dr Hansen’s efforts to find ways to prevent the gloomy future so spectacularly depicted must be commended.

Anyway, he definitely loses this reader when the text verges toward close-minded paranoia.

Dr Hansen complains that in the media, “fringe ‘contrarians’ supported by the fossil fuel industry” are given “equal time” to express their skepticism (since when has Science progressed on consensus rather than real-world data?).

He then laments that fellow scientists are presenting climate change too “clinically” (before and after making plenty of citations from other catastrophists).

Finally, he states that somehow only climate change catastrophists such as Al Gore will be able to give the public “the information needed to distinguish our long-term well-being from short-term special interests” (of energy companies, above all).

One would hope for a more convincing set of arguments from a distinguished scientist, especially if Dr Hansen truly believes that the end of the world as we know it is near but we can still make a difference.

His forays into titillating catastrophism can only increase one’s skepticism, sounding as they do like the claims of some millenarian cult (a point recognised by the IPPR in the report mentioned above).

Faced with such a long list of absurdities, one is practically forced to put into question the very basis of Dr Hansen’s concerns.

Let’s ask ourselves then, are we really witnessing any significant change to the climate, caused by human activities?

Personally, I will be persuaded when and if “change” will be more meaningful and incontrovertible than melting glaciers, strong hurricanes, hot summers, cold winters (and one may add, wet water).

How about finding instead the one weather pattern changed anywhere in the world due to global warming?

Literally anything would do: recurring hurricane seasons in the South Atlantic; an alteration of prevailing regional winds in the Mediterranean; a different monsoon path; or any other stable weather pattern settling into a new status.

There is no report of any so far.

Remaining unconvinced of the upcoming perils of climate change and global warming, am I a “fringe contrarian”? Perhaps (but then I have no relationship whatsoever with the fossil fuel industry and energy companies apart than as paying customer).

But is it really too much to ask to leave catastrophism to the propagandists, and to keep a scientific debate focused on the real world?

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Climatologia fra Bufale e Scienza

Rinaldo Lampis sul blog Consensus si chiede: “L’effetto serra. Un’altra bufala?” citando i “cambiamenti climatici” che sembrano interessare un po’ di oggetti del Sistema Solare, e non solo la Terra.

E’ una delle tante indicazioni che fanno venir dubbi sulla fissazione dei climatisti nel voler controllare le emissioni di CO2 per evitare chissa’ quali catastrofi.

E’ una bufala, allora, lo sforzo di 2,500 esperti climatologi che partorira’ il 2 Febbraio a Parigi il Primo Rapporto dell’IPCC, il Gruppo Intergovernamentale sul Cambiamento Climatico?

E soprattutto: e’ una scienza, la Climatologia, o piu’ che altro uno sforzo politico per dimostrare che l’Umanita’ e’ perniciosa al resto del Pianeta?

Nella mia non troppo umile opinione, la Climatologia è una scienza: solo, è troppo giovane per essere immune dal lavoro di persone di buona volonta’ attualmente impegnate (1) a pavimentare inconsapevoli la proverbiale strada per l’Inferno e (2) a cercare di scoprire come convincerci a utilizzare quella perniciosa via.

Mi ricorda l’antropologia nel XIX e nel primo XX secolo, quando il malguidato scopo di una scienza appena fondata era di classificare le razze umane per farne una graduatoria: anche quello, uno sforzo fatto onestamente per migliorare l’umanità e il mondo.

Un altro esempio molto lampante è cosa è accaduto quando persone ben informate hanno deciso di introdurre in Australia il Rospo delle Canne (Bufo Marinus) per combattere le infestazioni di insetti. ..con risultati orrendi e quelli si’ catastrofici.

Quando riusciranno, la maggior parte dei Climatologi, a liberarsi dal servilismo verso la Politica che caratterizza i lavori ONU dell’IPCC?

Figuriamoci, il Secondo Rapporto, quello che dovrebbe essere scientifico, deve per statuto sottostare al Primo Rapporto, scritto con e da qualche decina di burocrati.

Quando tornera’ la Climatologia a mostrare quella umilta’ e quell’amore per la ricerca di base e la fisica dell’atmosfera che ne farebbero una scienza solida?

E quando smettera’ di inseguire l’ennesimo supercomputer per far calcolare l’ennesimo modello di clima futuro, modello che puo’ essere modificato per predire tutto e niente?

Una speranza c’e’: la si puo’ trovare (in inglese) nell’ottimo blog di Hendrik Tennekes, Direttore della Ricerca all’Istituto Metereologico Reale Olandese.

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Global Warming: Science, Politics and Deimocracy

Contemporary apocalyptic fashionable undertones in the area of Climate Change are pointing us away from Democracy, the power of The People, and towards Deimocracy, the power of Fear.

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(1) Disaster Talking

We are showered with news of doom: AIDS and SARS epidemics, Terrorisms and Wars on Terror, Overpopulation, Immigrants in hordes, Global Warming: calamities ultimately “explained” as of our own making

It will be news, a day without news of species candidate for extinction, the planet destined to burn up, and our lifestyles destroyed by al-Qaeda or a virus, because we are not enough green, and/or not energy savers, and/or virtuous

That’s the zeitgeist, the Spirit of (Our) Time for Al Gore’s documentary “An Inconvenient Truth”, forecasting floods, droughts, hurricanes, cold and heath-waves, hunger and misery (locusts included) to governments and individuals, whose culpable inertia is apparently enriching Big Bad Oil Corporations while sullying the Earth

It is a “language of disaster” that belongs also to:

  • Jim Hansen, the NASA climatologist reporting only the scariest predictions
  • Tim Flannery, the Australian of the Year 2007, a scientist who believes that coal-burning will bring humanity to an end
  • Jared Diamond, the former-skeptic now converted to Paul Ehrlich’s unflinching pessimism to accuse the enslaved, decimated inhabitants of Easter Island of consumerism and ecocide; and to many more

Is it really necessary to force people to “duck” under ever more monstrous Terrors to protect the environment from technological growth, ourselves from terrorism, our species from overpopulation?

Since when has Fear become the only instrument of persuasion?

Is this because a “stupid electorate” is easily manipulated by the titillation of tragedy and disaster, or perhaps even by the millenarian attitude that permeated as expected the end of the last Millennium (Nostradamus prophecies, Y2K, etc.)?

But then, Democracy itself would be alien or absurd

Or is this because reaction can be elicited by hitting us hard before problems do?

That means considering our species to be “Homo Insanus”, not “Homo Sapiens”, “wise man”. Given the choice, it sounds definitely better to entrust us then to the “Politics of the Day After”, chasing the front pages of newspapers (standard practice for more than one politician…)

(2) Deimocracy

Actually, the suspicion is that this “Empowerment of Fear Itself” otherwise called Deimocracy (from the Greek: deimos “terror, dread”) is a way to propel new forms of social engineering by inoculating us with the idea that in such dire straits, our only hope to survive cataclysmic planetary changes is to accept exceptional, anti-freedom measures

Al Gore’s solution is for “leaders” to corral unwilling voters, whatever their opinion, into accepting coercive measures.

Sir Nicholas Stern in the meanwhile came up with yet another gloomy report, telling in no uncertain terms to spend some 20 billions today not to have to spend 200 billions or more in 100 or 150 years’ time (never mind the dubiously low discount rate and the continuous need to “explain” and “clarify” that he wasn’t talking about our lifetimes)

In a society where “science” and now “economics” foretell our future, we are told to follow their recommendations… or else!

The UK’s Royal Society recently reprimanded evil Exxon, guilty of financing “anti-environmentalist lobbies” belittling the risks of Climate Change (actually: some associations publicly saying that Climate Change will not happen, or will not be catastrophic)

The fallacy of judging anybody not following the Global Warming line as “anti-environmentalist” shows the Royal Society as less eager of defending Science against manipulation, than of taking Climate Change as an article of faith

(3) Global Warming as a new Religion

Millenarian Global Warming is indeed assuming the character of a cult, as repeatedly pointed out by Michael Crichton.

British newspaper The Guardian’s editorialist George Monbiot writes that (on Climate Change), “He (Monbiot) Is Watching Us”. Margo Kingston remarks on the Australian Daily Briefing that those Global Warming “deniers” are guilty of a Crime against Humanity. Others have suggested a Nuremberg-style trial.

If we do not stop to produce carbon dioxide within ten years, the world will be gone, some say. Others tell sinners that without repentance, they will not be among the 144 thousand saved in the Apocalypse. Spot the difference.

And in a Market of the Indulgences Al Gore pays to plant trees to compensate for the jet-setting he undertakes to instruct us… to fly less! (Is it time for SUV owners to grow trees on the bonnet?)

(4) Skepticism: the Root of Science

Mystical visions of doom are obviously not on par level with forecasts by obviously bright intellects such Hansen’s and Flannery’s. And yet, one can be just as seriously skeptical of their conclusions, in the ways of Carl Sagan: extraordinary claims of catastrophes must be backed by extraordinary evidence

Science is indeed a collection of “theories”, models of reality as objective and as complete as possible. The task of the scientist is to (boringly) expand on such models or to (Nobel-prize-winningly) refute them and put forward new, more precise models.

Truly there is no such a thing as “democratic science”, weighing the number of papers going in different directions. It is instead like a boiling ocean where competing models fight to reach the surface through the grinding by mechanisms such as “peer review” by experts (usually without authors’ names to avoid “subjective” interference, e.g. of “bad blood”)

Nonetheless, the infrastructure of Science feeds on reputation. No editor of scientific publication, no manager of research fund will want to look gullible: it is then obviously more difficult to publish anything against the “current consensus”, and easier to receive funds to repeat established experiments

With Science pushed and pulled in incompatible directions, the scientific debate cannot be closed: otherwise, it is not scientific. And its infinite detail will never be fully shown in scientific publications or accompanying press releases

(5) From Science to Politics

In politics the situation is radically different. Politics can not simply abandon one model for another, to “try out” something else. Social effects are not negligible, and it will be difficult to carry along the electorate at every turn: impressions, however subjective they may be, do count.

Translating Science into Politics therefore creates four problems: Technicism; Manipulation; Inaction and Causal Monomania

Technicism is the misinterpretation of scientific research as the “end word” on a topic: like eugenics, fashionable and admired cause of several million human deaths

In Manipulation, politicians pick and choose the most convenient scientific results: as in the 1920 US’s immigration policies discriminating against Southern Europeans for scientific, unassailable reasons (alleged inferior IQs)

Inaction is when Governments do nothing against clear forecasts by scientists and engineers. Just as predicted by many experts, New Orleans’ badly-financed and badly-constructed levees, built to withstand the direct hit of a category-3 hurricane, failed even if category-3 Katrina actually missed the city

Finally, in Causal Monomania an issue is fogged by explaining everything with a single reason: Global Warming, of course, where catastrophist propaganda couples with alarmist Deimocracy to deny political space to all opponents: whilst in the scientific arena, almost every work is bound to “rediscover” the same thing: how bad we are, and how bad Climate Change is going to be

In Al Gore’s movie, glaciers retreat, floods devastate, the natural world dies: all of that, because of Global Warming.

There is no “smoking gun” available, no hurricane called “Climate Change”: yet, this fact is not important because, in the subculture of Global Warming, every atmospheric phenomenon is obviously caused by our misbehavior

Read this recent quote from “Cultural responses to aridity in the Middle Holocene and increased social complexity” (Nick Brooks, Quaternary International 151 (2006) 29-49):

In today’s globalizing world, traditional livelihoods are under pressure from economic liberalization, monetization of local economies and development programmes based largely on western models.

Words of truth perhaps but… they can relate to social complexity and aridity in the Middle Holocene only for people that consider contemporary Climate Change induced by human activity as an all-encompassing Monster, the root of every trouble, to be stopped also by means of disseminating irrelevant, yet negative and unrelenting mentions of it

Compare that effort to the lukewarm attitude towards preventing the one disaster that will occur with absolute certainty: our planet being hit by a small asteroid or comet

(6) Climate Change and Propaganda

Climate Change monomania details upcoming destructions to restrict individuals’ freedoms. Moreover, it is a propaganda device for politicians to hide their shortcomings

If every problem derives from Climate Change, and all effective solutions are global, what can we ever pretend from a single Nation?

Take Australia, experiencing its n-th consecutive year of “drought” (presented of course as a sign of Climate Change): and yet, during Sydney’s rainy September ‘06, local newspapers debated the absence of adequate facilities to collect rainwater. Never mind the subsidies received by farmers despite the obvious unsuitability of their farms.

And never mind the fact that Dorothea Mackellar could remember Australia as the “sunburnt country […] of droughts and flooding rains“…in 1904!

What is the real issue: “Climate Change” or “Incompetence”? Shall we really revolutionize our lifestyles and spend billions to stop emitting CO2, in order to save the Australian Government (or any other) from their own ineptitude?

(7) The End of Environmentalism?

A bigger danger exists. What if the foretold disasters fail to happen? Politicians will not be able to justify themselves by “passing the buck” to the scientists.

If the political debate could be encapsulated by the scientific discourse, we would just accept a Technocracy (again, renouncing Democracy): an untenable solution as the idea that professionals, experts, scientists do make mistakes is part of popular mythology

Large communication problems exist between Science and the non-scientific public. Actually, by putting themselves in-between scientists and the general population, catastrophists are risking to prevent the public from properly perceiving the real threats and risks

When too many a prediction will fail, people will wrongly but understandably start to think that rhinos are not in extinction danger; that there are many Siberian tigers around; and that pollution running amok is no problem.

Fear-mongering Environmentalism may indeed be sanctioning the End of Environmentalism (a point recently made by no less a commentator than Nicholas D Kristof of the New York Times)

(8) Defending the Environment – Take Two

A serious environmentalist debate must rise above simplistic policies and propaganda. Many are the priorities to handle, and difficult to manage: there is no solution in monomaniac pseudo-scientific Deimocratic shortcuts

Meaningful environment conservation is something less sexy and un-titillating, pivoted around analyses and counter-analyses of our ideals, objectives and priorities, in a system where scientific research is analyzed within its context, before being applied in the political field.

It is based on defining objectives as solution to problems, not just as desperate resorts against the End of the World

Are houses cleaned because it is the right thing to do, or just since otherwise people could be at risk of SARS or the Black Plague?

Are Human Rights to be protected for their intrinsic value, or only if and when the alternative is Genocide?

Shouldn’t oil be better employed to build plastics than burned for heating and transportation with accompanying toxic fumes?

Of course: and not just to avoid droughts, fires and a one-way trip to the Gehenna

(9) Rejecting Deimocracy

Gore, Hansen and the others may even be right on the subject of Global Warming: however, their methods of propaganda and political action must be rejected in principle.

The real risk is to accept the worst of all possible worlds, where Science is contaminated by ideology and Politics stifles debate, with little freedom and scarce if any analysis of priorities.

Will one day somebody coin the slogan “Breath less, Emanate less carbon dioxide”?

Let’s be free instead: Long Live Democracy!

And let’s firmly distance ourselves from the “Politics of Fright”. Down with Deimocracy!

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Cambio-Climatisti Minacciosi Anche in Italia

Cosa e’ piu’ preoccupante: la presunta minaccia di disastri climatici che ha sostituito ultimamente Nostradamus, o le malcelate minacce di chi vuole imporre agli altri  il proprio modo di pensare, il proprio catastrofismo, “altrimenti sono guai“?

Esempi del primo tipo non se ne contano piu’: speriamo che la moda passi presto. Per un esempio del secondo tipo, consiglio di ascoltare Mario Tozzi nella puntata del 23 Gennaio 2007 di VivaVoce, la trasmissione quotidiana di Radio24 condotta da Vittorio Zincone

Intitolata “Catastrofi Ambientali”, e’ disponibile sul sito di VivaVoce (postero’ a giorni un resoconto completo della puntata)

Il Tozzi, popolare conduttore televisivo, geologo e neo-Direttore del Parco dell’Arcipelago Toscano, spinto da entusiasmo, determinazione e  preoccupazione che andrebbero meglio devoluti a miglior causa, a 15m 22s dall’inizio della puntata si e’ lasciato andare a dichiarazioni avventate (l’enfasi e’ mia):

“…vorrei che i giornalisti come Cascioli [scettici sulle catastrofi prossime venture] si prendessero la responsabilita’ di quello che dicono, perche’ se poi succede invece quello che sembra stia per succedere, sono tra i responsabili di questo tipo di situazione. [voce dal tono alterato] E li chiameremo in causa!

Cos’e’ questo, “Bullismo da Cambiamento Climatico“?

E chi e’ il soggetto di chiameremo

C’e’ forse anche in Italia qualcuno che fantasizza di futuri Tribunali che puniranno chi osa adesso esprimere il proprio scetticismo in tema di Futuri Catastrofi da Effetto Serra? Proposte di tal genere gia’ non mancano negli USA e in Gran Bretagna

Prometto che appena le coste italiane verranno inondate dal mare, mi presentero’ gia’ ammanettato dal Tozzi, per risparmiargli la fatica di chiamarmi in causa

————-

Per fortuna Zincone, il conduttore della trasmissione, ha fatto subito notare l’assurdita’ di incolpare un giornalista se i Governi di tutto il mondo non agiscono in questa o quella direzione.

Comunque, sara’ bene intanto preparare il pigiamone a strisce per la Sing-Sing Climatica che prepareranno Tozzi & Soci

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Back To Basics On Global Warming

What is the actual evidence for Global Warming? With all the noise coming out this week in the media, it is interesting to go back to the basics, i.e. to the actual measurements 

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The Climatic Research Unit at the University of East Anglia (Norwich, UK) has published temperature times series from 1850 to 2006

These are average global temperature “anomalies” (i.e. amounts above or below the 1961-90 average). Of particular interest the HadCRUT3v series, as it is presented as the most accurate. Uncertainties are in the order of +-0.05C (4 times as much in the XIX century)

If you plot those values, it makes for an impressive graph, with the hockey stick shape and all that. However, a better look at the most recent figures reveals:

1995: 0.27
1996: 0.138
1997: 0.347
1998: 0.526
1999: 0.302
2000: 0.277
2001: 0.406
2002: 0.455
2003: 0.465
2004: 0.444
2005: 0.475
2006: 0.422

  1. Even if it is true that 2006 has been among the warmest years, the maximum happened in 1998. Its temperature hasn’t been even remotely reached since
  2. Since 2001, values have not varied more than the accuracy of the data. In other words, there hasn’t been much of a change
  3. If one stops claiming that temperatures have changed when the figures vary less than the accuracy, the resulting graph is much smoother, with a possible asymptote at 0.3C or 0.4C

All in all there is little or no indication that we are experiencing unprecedentedly increasing temperatures. I am aware that 2007 has been forecast as “the warmest ever”, and it will be interesting to find out if the temperature stability of the past six years will be broken either upwards or downwards

And of course the most one can reasonably say is that “it’s too early to tell“. If only Mainstream Climatology would accept such a simple wisdom!!

———–

What about the 2,500 scientists working for the UN at the IPCC? Well, it is not my fault if they have decided to sell their science to politics. If hundreds of bureaucrats can have a saying on the interpretation of Climate Change data, so can anybody else

———–

What about other evidence of Climate Change such as melting glaciers? The basic tenet of the IPCC is that so-called Greenhouse Gases generated by human activity are responsible for increases in temperatures, and these in turn are changing the climate. So it does all depend indeed on temperatures first.

Somebody, someday will realize that Climate is made of more than just Temperature

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Climate Change English Science UK

The Sad State of Climate Science

(my final comment in the online debate “Climate Change Challenge” instigated by the UK NERC “Natural Environment Research Council”)

Proponents of Anthropogenic Global Warming (AGW) have to rely also on models as evidence, depend in part on “attribution-by-exclusion”, show little tolerance of scepticism and let political representatives mingle in their field of work

Not really signs that AGW is a “strong” scientific theory

And now for the details:

1- Scepticism

Colin Prentice (CP) in #355: “There isn’t any contradiction. Of course, ‘sceptics’ can say what they like”

Leaving aside attacks to individuals and institutions, NERC imply scepticism of AGW is not valid and anti-scientific, as per text (A) “…there are STILL sceptics who dispute the data… If you don’t BELIEVE the science…” (my emphasis)

But CP writes in #351 “Without sceptisism, there would be no science! I would defend your right to be sceptical!”

If that is true, considering also that “the best evidence comes from a combination of models and observations” (CP, #265), shouldn’t we _expect_ plenty of valid scepticism of AGW?

Therefore, (A) should change to “…there are OF COURSE sceptics who dispute the data…”

2- Attribution-by-exclusion

CP in #355: “The GHG explanation for climate change is not attributed ‘by exclusion'”

Steve Schulin #362 answers that

But my point is that a scientific discipline should abhor attribution-by-exclusion as a matter of principle: unless anybody here wants to support Intelligent Design as “science”

3- Science and Government

AGW is unique as it mysteriously has to go through an “Inter_GOVERNMENTAL_ Panel”

In the words of Associated Press (Jan 23), the upcoming IPCC report is written and reviewed by 1,200 scientists and then “edited by bureaucrats from 154 countries”

Note that the IPCC report is not just a policy document: it collates and presents the science of AGW

If I were a climate scientist I’d find the whole setup upsetting and humiliating. I wonder what “bureaucrats” had to say about evolution or
particle physics

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Opus Dei, Ruini e Cattolici italiani

Una breve riflessione sulle recenti picconate palesemente anti-cristiane da parte di Cesare Cavalleri dell’Opus Dei e del Cardinale Ruini, vendicativi e spietati nei confronti di ha sofferto ed e’ morto, ma soprattutto della moglie e della madre di Welby, abbandonate nella tragedia dalla loro Comunita’, Ecclesia, Chiesa

Fondamentalmente il problema risiede nel campo dei Cattolici italiani, e nel loro (nostro) permettere di farsi guidare da persone dalle dubbie tendenze caritatevoli

Ma per l’Italia tutta forse il vero dramma e’ nel servilismo dei “politici Cattolici” i quali davvero non muovono foglia senza l’approvazione di Camillo R o Cesare C, in un atteggiamento assurdo, anche perche’ assolutamente non necessario

Qui nel Regno Unito ci sono svariati parlamentari Cattolici che non ci pensano due volte a votare secondo coscienza, invece che secondo dottrina

E lo dichiarano pubblicamente, senza tanti anatemi o scomuniche da quel di Roma: piu’ di un esempio proprio in questi giorni, nel dibattito sul permettere o meno alla agenzie di adozione cattoliche di rifiutarsi di considerare coppie omosessuali

E’ roba che nel Bel Paese, forse sara’ materia da XXII secolo. Intanto finanche il Ministro per le Comunita’ Ruth Kelly, molto vicina a Blair e addirittura ella stessa membro dell’Opus Dei (!), ha detto che la sua religione non le impedira’ di lottare contro ogni tipo di discriminazione

Perche’ quelli dovrebbero essere piu’ liberi dei “nostri”? A meno che non fosse tutto cio’ prova del fatto che il Potere Temporale, ahime’, stia ritornando in auge

Quella si’, se mi si permette la battuta, una “resurrezione” di cui non si sentiva alcun bisogno

(Lettera inviata a “Notizie Radicali”)

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English History Israeli / Palestinian Politics

If Ahmadinejad were really smart…

…the President of Iran would conclude the Conference on the Holocaust by stating that: (a) it happened; (b) it was as big as it is said it was and (c) post-War reparations were woefully inadequate, with Europe finding the easy way out by shipping its Jewish population off to Palestine

In other words, Ahmadinejad would call for rich Europe to spend billions and billions to support the Palestinian nation (in Israel, in the Occupied Territories and elsewhere)

That would go down very well with the vast majority of people on the planet…

Some hope!