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Il Multiculturalismo, la Tolleranza e…il Test del Cricket

Il Regno Unito, e in particolare l’Inghilterra e la zona di Londra, sono il laboratorio dove il futuro multiculturale dell’Europa viene sperimentato e i suoi problemi risolti con discreto successo.

Definiamo multiculturale: una societa’ fatta di persone che convivono pacificamente anche se in forte, irreconciliabile disaccordo sui “valori”, gli ideali per i quali sono disposti a (metaforicamente) combattere. Non quindi solo l’idea che “se al mio vicino non piacciono le rose rosse, piantero’ le rose gialle”. “Multiculturalismo” significa risolvere il problema: “al mio vicino non piacciono le rose, ma io non posso neanche pensare di lasciare il giardino senza quei fiori”. Non bastano buona volonta’ e un romanesco “Volemose bbene!”: ci sono questioni fondamentali di tolleranza reciproca.

Come suggerito dal filosofo Kwame A. Appiah della prestigiosa Princeton, e’ quanto gia’ avviene anche in piccole comunita’: per esempio certuni sono favorevoli all’aborto libero, altri lo praticano addirittura invece dei metodi anticoncezionali, mentre altri ancora lo considerano un omicidio, anzi piu’ grave perche’ praticata su un esserino indifeso. C’e’ chi ritiene l’omosessualita’ un “atto contro natura”, nell’intimita’ dei suoi pensieri o nelle smorfie rivolte a uomini (o donne) che camminano mano nella mano: i quali vivono magari il loro rapporto come simbolo dell’Amore che fa girare il Mondo, altro che abominio. Valori irreconciliabili ed irreconciliati, ma la cui esistenza non causa violente sommosse o la rovina della societa’.

Nell’uso contemporaneo, la parola multiculturalismo si riferisce all’esistenza in uno Stato di usi e tradizioni che si ispirano a religioni diverse. Vista da alcuni come nuova, diversa e pericolosa, questa situazione e’ il pane quotidiano per il Regno Unito, dove la maggioranza, di tradizione Cristiana (senza molti praticanti) e’ differenziata in Cattolici (Riformati/Anglicani, e Romani/Papisti) e Protestanti (Luterani, Metodisti, e altri), con solide comunita’ Ebraiche, Musulmane e Induiste: il risultato di un espansionismo commerciale globale e continuato, dalla pirateria autorizzata da Elisabetta I alla crisi di Suez del 1956. Quando un secolo fa le terre emerse appartenevano in gran parte all’Impero britannico, merci, ricchezza e sudditi gravitarono verso il centro. Dopo la fine del colonialismo, l’immigrazione e’ continuata, grazie all’Unione Europea e soprattutto alla uso dell’Inglese come lingua franca di quasi tutte le attivita’ umane.

Alcune questioni riguardo i “nuovi arrivi” vengono poste spesso: sono ospiti, o lavoratori, o cittadini? Risiedono per concessione, o acquisiscono diritti grazie al sudore della fronte? Quali diritti: liberta’ personale, o anche la possibilita’ di eleggere il Governo locale o della nazione? E poi, questi “estranei” cosa cambieranno, magari contro le aspirazioni degli indigeni? Problemi discussi per secoli da fior di intellettuali, filosofi e scienziati, senza una risposta teorica soddisfacente: pero’, l’esperimento chiamato United Kingdom sta gia’ dando risultati interessanti. Guardiamo infatti alla attuale “seconda generazione”, per lo piu’ figli di coloro che immigrarono negli anni ’50 e ’60.

Come testimoniato dai vari conduttori radiotelevisivi, gli accenti originari sono quasi scomparsi. Fra i giovani, le mode non sembrano avere confini cultural-religiosi, ne’ nel vestirsi, ne’ nel gergo, ne’ infine nella musica: al fallimento dei canali specializzati di musica “asiatica” e “afro-caraibica” della BBC, si contrappone il contributo culturale dato da artisti di ogni tradizione al panorama musicale britannico. Anche a livello politico sembrano esistere poche barriere, fino ai livelli ministeriali.

C’e’ pero’ un aumento della separazione sociale a seconda delle origini, con interi quartieri monoculturali. Un fenomeno sostanzialmente naturale (pensiamo a Little Italy, la piccola Italia di New York) che potrebbe preludere alla ghettizzazione. Pensiamo allo sport professionistico, con calciatori di origine afro-caraibica, e giocatori di cricket di famiglia indo-pakistana, comunita’ sottorappresentate nel nuoto o nell’hockey su ghiaccio. Al bando assurdi discorsi basati su presunte incapacita’ razziali: quanti ragazzini (e ragazzine!) indo-britannici potrebbero eccellere, per esempio, nel tennis, e non lo fanno perche’ tale attivita’ non e’ considerata “indiana” dalla comunita’ in cui vivono? Passando a livelli ben piu’ seri, quanti potenziali scrittori, educatori, giornalisti non diventano tali a causa di pressioni sociali su giovani e giovanissimi?

Un triste esempio e’ la tragedia delle case popolari: nei pressi di Londra una settantina di anni fa e’ sorto il complesso residenziale pubblico di Becontree, il piu’ grande del mondo con 27mila appartamenti ospitanti 100mila persone: ma nella maggior parte delle innumerevoli iniziative governative per dare una casa a tutti, si e’ creato un ambiente poverissimo sia socialmente che igienicamente, dove, diabolici idoli per le nuove generazioni, pochi ma violenti criminali e drogati in cerca di soldi facili terrorizzano il quartiere.

L ‘emarginazione economica nutre quella sociale, e viceversa, e a cio’ si aggiunge l’emarginazione culturale degli immigrati. Ma non e’ corretto mischiare culture e poverta’ britanniche: alcuni discendenti di famiglie islamiche o di colore sono perfettamente integrati, anglo-musulmani, o anglo-africani, mentre coetanei con radici simili sono ai margini della societa’. Un recente studio mostra che le famiglie afro-caraibiche “fortunate” che ottennero una casa popolare sono piu’ povere di quelle che ebbero la “sventura” di dover sistemarsi per conto loro. Come dire che la cattiva sorte di oggi e’ figlia della buona sorte di ieri.

Forse anche per questo la societa’ inglese e’ restia all’ ingegneria sociale, una “difesa” dei poveri che si trasforma spesso nella loro rovina. Tutti i giornali protestano contro pur timidi interventi governativi nella vita privata dei sudditi, accusando il Primo Ministro di voler creare il Nanny State, lo Stato-Tata che controlla, guida, rimprovera e castiga i Sudditi-Bambini. Un rimarchevole risultato di questo modo di pensare e’ l’assenza di polemiche per la recente istituzione dei matrimoni omosessuali, un concetto che continua ad ispirare battaglie feroci: in America, Bush si oppone al punto da voler cambiare la Costituzione; in Spagna, Zapatero ha dovuto far fronte a migliaia di dimostranti; e in Italia, certi partiti offrono un incerto appoggio ai minimalisti PACS pur di non spaventare gli elettori.

In Inghilterra nessuna dimostrazione contro, ne’ a favore: come se il matrimonio gay (Civil Partnership, la Coppia Civile senza differenza pratica con il matrimonio) fosse la cosa piu’ normale del mondo, invece che alternativamente una conquista sociale o la picconata finale contro la societa’. Chiediamoci perche’ nessuno dei tanti contrari a una novita’ del genere si sia sentito minacciato al punto da scendere in piazza. E se fosse questa capacita’ di tollerare e disapprovare, la risposta che ci puo’ dare l’Esperimento Gran Bretagna? E’ quella, la via al multiculturalismo? Parafrasando quanto scritto da Remo Bodei poche settimane fa sul Domenicale del Sole 24Ore,  ha una societa’ finalmente preso coscienza del suggerimento semplice e profondo di Michel de L’Hopital “Non importa quale sia la vera religione, ma come si possa vivere insieme”?

E se fosse ipocrisia? La polizia inglese ha radiato delle reclute che rivelarono in un documentario televisivo un razzismo spregevole ed indegno, tenuto consciamente nascosto in pubblico. Tempo fa certi preconcetti erano certo piu’ diffusi: lo stesso Primo Ministro Chamberlain negli anni ’30 non faceva remore di esser membro di un Gentlemen’s Club ufficialmente chiuso agli Ebrei (per non parlare, naturalmente, dei doppiamente alieni, i Cattolici Irlandesi). Al giorno d’oggi, certi pregiudizi prendono aria “legalmente” in due partiti: l’UKIP, il Partito per l’Indipendenza del Regno Unito (che vorrebbe espellere tutti gli immigrati; che dite, mi restituiranno nove anni di tasse?); e il BNP, Partito Nazionale Britannico, (loschi, a volte incravattati figuri cosi’ xenofobi da far sembrare progressista il Le Pen del Fronte Nazionale francese).

Si tratta anche ma non solo dei “prodotti” di una certa sottocultura purtroppo in auge di qua’ della Manica, il cosiddetto movimento degli Yobs, che potremmo vagamente tradurre con il dialettale Trucidi: bianchi, rasati, pronti a ridursi ad ogni bassezza per sfogare una luciferina, presunta mascolinita’, la cui dimostrazione per qualche motivo include picchiare/accoltellare anche bambini dalla pelle o atteggiamento “sbagliati”. Un’emarginazione fra coloro che in teoria fanno parte della cultura “indigena”, e che nella sua violenza inutile e disutile fa il paio con l’al-Qaeda casareccia responsabile delle bombe del 7 Luglio 2005, e formata da cittadini inglesi di discendenza pachistana e afro-caraibica, apparentemente piu’ pronti a un suicidio stupido che all’integrarsi nelle loro stesse comunita’, figuriamoci nella societa’ inglese tutta.

Questi “rifiuti del multiculturalismo” sono fenomeni pericolosi da analizzare, prevedere e contenere: ma se difficili da evitare, non vanno certo ingigantiti oltre il dovuto, dando una mano agli estremisti. Perche’ la speranza di una sana societa’ multiculturale del XXI secolo e’ gia’ nella reazione di Londra, degna del Nobel per la Pace, dove in risposta agli attentati di Luglio tutti si sono uniti, quale che fosse la loro origine e la loro cultura, per continuare la loro vita e dimostrare che la migliore arma contro il terrore e’ la normalita’ della consapevolezza, che non si fa vincere dalla paura che il suicida/omicida di turno abbia deciso che e’ il tuo momento.

Londra: da piu’ di mezzo millennio la Citta’ Multiculturale grande argomento contro i profeti di sventura odierni: prima i sassoni, i danesi, poi i banchieri lombardi, gli ebrei, gli ugonotti, i giacobini, poi ancora gli irlandesi e tanti italiani, e infine gli indiani, i pakistani, gli egiziani e gli ugandesi: oggi i “volti nuovi” sono Lituani e Polacchi, in lavori adesso umili ma gia’ portatori di ricchezza per il Regno per il semplice fatto che devono mangiare, vestirsi…e divertirsi anche loro.

Una citta’ “meticcia”: termine che e’ un insulto solo per chi culla un irresponsabile ed anacronista culto della razza. Un luogo dove prendono corpo i principi del Cosmopolitanismo recentemente auspicati in un libro di Appiah. D’altronde quale sarebbe l’alternativa? Quale “monocultura a base religiosa” potrebbe mai imporsi su Londra, sull’Inghilterra, sull’Europa, quando le stesse tradizioni Cristiane sono cosi’ variegate, e hanno imparato a suon di cannonate e stragi il valore della tolleranza? L’uniculturalismo suona piu’ come l’imposizione esterna di un conformismo stantio, invece che un progetto per il futuro.

Il proverbio dice, “Chi e’ stanco di Londra e’ stanco della vita”…la coesistenza pacifica nella tolleranza quasi totale lungo il Tamigi, suggesisce che “chi e’ stanco del multiculturalismo” e’ stanco in primis della propria cultura. Ma se il Londinese e’ un individuo costretto a, e capace di riconciliare il proprio stile di vita con le centinaia di stili di vita che lo circondano, chi e’, allora, l’Inglese?

In un tacito e incontrovertibile abbraccio per il multiculturalismo, Tony Blair ha risposto con una scelta all’americana,. Chi volesse prendere la cittadinanza ha bisogno di dimostrare una certa conoscenza dei moderni usi e costumi della non piu’ perfida Albione. Niente di trascendentalmente difficile e oscuro, per coloro che perfettamente integrati non solo imparano e si adattano a tali tradizioni, ma contibuiscono alla loro evoluzione.

Tempo fa un potente politico conservatore propose in maniera semiseria di usare il cosiddetto Test del Cricket: la dimostrazione del proprio essere cittadini sarebbe, per esempio durante un match fra Pakistan e Inghilterra, tifare anima e corpo per i rappresentanti isolani. La risposta sembra invece essere che un Inglese puo’ tifare Pakistan, e rimanere 100% inglese. Asiatico, ed inglese.

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Buonaparte non e’ venuto qui

E se il nostro rapporto con la Unione Europea dipendesse dalle azioni del piu' famoso Corso della Storia?

Prendiamo ad esempio…il Regno Unito! Ma come, diranno i miei due lettori, lo sanno tutti che l’Imperatore di Francia non riusci’ mai a traversare la Manica, quei 40 chilometri di mare avevano visto trionfare Giulio Cesare, Claudio Augusto e Guglielmo il Conquistatore, ma sui quali il Vincitore di Austerlitz non ebbe fortuna, ne’ con la flotta (sbaragliata a Trafalgar dall'Ammiraglio Nelson poco piu’ di 200 anni fa), e neanche con un azzardato tunnel dalla zona di Calais.

Ma e’ proprio questo il punto: Inglesi (e Gallesi, e Scozzesi) non hanno subito l’invasione del Tricolore francese, e quindi non hanno fatto esperienza di alcuni cambiamenti importantissimi, “dettagli” ormai insiti nella cultura e nella societa’ degli altri Paesi dell’Unione Europea, intorno all’anno 1800 erano quasi tutti vassalli o sudditi di Parigi al contrario della Gran Bretagna,.

Tanti degli scontri e delle incomprensioni fra le nazioni britanniche e il resto dell’Europa possono quindi essere considerati conseguenze…della Presa della Bastiglia (dando fra l’altro ragione al Presidente Cinese Mao, che alla domanda “Qual’e’ stato l’impatto della Rivoluzione Francese del 1789?” rispose nel 1950 con una battuta “E’ passato ancora troppo poco tempo per saperlo”)

Alcune differenze fra la Gran Bretagna e il Continente sono ben note e palesi: per esempio, Napoleone impose che i cimiteri venissero trasferiti fuori citta’, mentre non e’ raro vedere a Londra dei camposanti annessi alle Chiese, usati fino a pochi decenni fa. Ma cio’ che aveva dato impeto alle grandi battaglie dopo la fine violenta del Regno di Luigi XVI, era qualcosa di piu’ significativo che semplici decisioni amministrative di igiene pubblica.

Il popolo e le elite francesi volevano esportare i principi della Rivoluzione: Liberta’, Uguaglianza e Fraternita’. Si tratta di tre concetti straordinariamente nuovi e davvero…rivoluzionari per un’Europa allora (e forse anche tuttora) rigidamente suddivisa in Stati sovrani dediti principalmente a fare i propri interessi, o meglio quelli delle rispettive classi dirigenti . L’avanzata delle armate francesi in Germania, Spagna, Italia e oltre semino’ i tre principi rivoluzionari nelle coscienze popolari di tutti i territori coinvolti. Gli eserciti transalpini e le amministrazioni che li seguivano avevano come scopo dichiarato il liberare i “fratelli”, vale a dire le nazioni vicine, e per riorganizzarle intorno all’idea che tutti i Cittadini hanno gli stessi diritti, e sono uguali di fronte alla Legge.

L’idea stessa di un’Unione Europea deve molto a questo concetto di Fraternita’ Militante fra i popoli (un atteggiamento curiosamente detestato, al giorno d’oggi, quando e’ rimasto un ideale principalmente americano). Di piu’: nel suo impeto di distruzione dell’Ancien Regime la Francia permise all’epoca l’ascesa al comando generale delle truppe, poi a quello della nazione e infine addirittura al Trono Imperiale, di una persona quasi rappresentante di quanto di piu’ lontano si potesse immaginare dalle vecchie elite borboniche. Di origine italiana, privo di parentele con l’alta nobilta’, e senza una robusta eredita’ e/o potenti interessi commerciali, Napoleone proveniva da un territorio come la Corsica, acquisito da poco, lontano dal centro e per questo a dir poco riottoso.

Insomma i vincitori Francesi, ad un certo padroni d’Europa, liberatori potentissimi ed invincibili (a parte le isole britanniche e poco piu’), mostrarono a tutti i popoli del continente che ne’ la casata, ne’ il commercio, ne’ il denaro, ne’ le origini e neanche l’accento erano necessari per poter entrare nelle “stanze dei bottoni”. Invece non c’e’ traccia nella storia (e quindi nella societa’ del Regno Unito) della possibilita’ che una rivoluzione popolare possa cambiare una nazione e sovvertire gli strati sociali prestabiliti, e che una persona “qualunque” per quanto eccezionale come il Bonaparte, possa prendere il controllo dell’autorita’. E qualunque Primo Ministro deve far bene attenzione a non parlare se non con un accento pulito (ed elitario).

Sommosse popolari, naturalmente, sono accadute anche a Londra e dintorni, e sono tutte fallite. La piu’ seria, nel 1381, quando migliaia di contadini marciarono sulla Capitale, solo per vedere le promesse del giovane re rinnegate dopo pochi istanti (e i loro capipopolo, giustiziati). L’unica Rivoluzione di successo e’ stata quella che porto’ nel 1646 al potere il nobiluomo Oliver Cromwell, che governo’ rifutando di farsi proclamare sovrano (altro che Napoleone, il quale invito’ il Papa volente o nolente a Parigi, e poi si incorono’ da solo).

Pensiamo invece alla filoeuropeista Irlanda, dove Bonaparte non arrivo’ ma che si rese indipendente dal Regno Unito all’inizio del XX secolo proprio con una insurrezione. Non e’ impossibile quindi stabilire un trait-d’union fra l’assenza di rivoluzioni popolari di successo, e l’apparente riluttanza, particolarita’, finanche ambivalenza britannica verso l’Unione Europea. Ricordiamo la borsetta agitata dalla ferrea Thatcher, e l’impopolarita’ dell’Euro nello stesso Governo Blair.

Le conseguenze non sono difficili da immaginare. Priva anche dell’esempio franco-napoleonico, la popolazione britannica e’ divenuta refrattaria a qualunque accenno di possibile rivoluzione, e ha conservato un fortissimo senso dell’Autorita’. In quale altro stato moderno potremmo trovare i cittadini definiti ufficialmente “sudditi” della Regina? E con tutte le guerre e i rivolgimenti del XIX e XX secolo, dove altro e’ il “comando” saldamente in mano dell’Establishment, l’Autorita’ Costituita, classi dirigenti, i cosiddetti “The Great and the Good” (Grandi e Bravi), un misto di nobilta’ ereditaria e mercantile ininterrottamente al potere almeno dall’epoca di Guglielmo d’Orange (a capo della “Rivoluzione” del 1688, dietro invito un gruppo di nobili inglesi)?

Come prova, guardiamo ai leader dei maggiori partiti politici degli ultimi tre secoli. Non tutti, ovviamente, di alto lignaggio o di famiglia ricca e potente, ma ognuno di essi saldamente parte dell’Establishment, anche coloro apparentemente ai margini, come quella Thatcher, in teoria un’outsider donna fra tantissimi uomini, e che invece dedico’ i suoi Governi a ristabilire una certa idea di societa’ britannica (centrata non per caso sulla sua persona), e non per fondare un “ordine nuovo”.

La tradizione dell’Autorita’ si rinnova continuamente, e non solo con il cambiare di Sovrani e Primi Ministri, anche negli aspetti apparentemente piu’ democratici. Per esempio, la definizione dei piani di implementazione delle politiche governative, processo teoricamente aperto alle opinioni di tutti i sudditi, e’ cosi’ misteriosa ed improntata al consenso da non poter risultare che in annacquati progetti difficilmente volti a stravolgere lo status quo.

Inoltre, e’ tuttora comune che venga favorito un approccio alla vita caratterizzato dallo stiff upper lip. Si tratta di un’espressione difficilmente traducibile: pensiamo a una persona che non riveli sentimenti ed emozioni, e la cui bocca non tradisca quindi mai ne’ gioia ne’ nervosismo: le cui passioni, e le cui rabbie quindi, rimangano nascoste, affinche’ il quieto vivere domandato dalla Societa’ non venga disturbato. Di conseguenza, il cittadino medio britannico e’ educato a non lamentarsi mai in maniera efficace. Magari parlera’ male della qualita’ dei treni, pero’ niente piu’, stoicamente deciso a sopportare antiquati treni da Far West o carrozze finto-moderne che altrove in Europa sarebbero gia’ vecchie di venti anni.

Una situazione simile e opposta a quanto succede nel Sistema Sanitario Nazionale, dove si sperimenta quello che probabilmente si cerchera’ ahime’ di esportare un po’ ovunque entro il decennio. Al posto dei medici, in fase diagnostica vengono infatti utilizzati infermieri specializzati istruiti a seguire rigidi criteri basati sui sintomi riportati, invece che ad analizzare il paziente in modo attento e completo. Gli “utenti”, ligi al dovere, accettano la situazione come una necessita’, come ignari del fatto che le vessazioni di oggi diventeranno la routine di domani. Dal loro canto, gli amministratori delle strutture di medicina di base, possono escogitare nuovi sistemi per risparmiare sulle spese, senza preoccuparsi troppo della sempre peggiore qualita’ del servizio.

La burocrazia britannica e’ infatti particolarmente rigida e inamovibile, fredda e impersonale, come si addice appunto a una nazione comandata dall’alto. Il 2006 si e’ aperto con il caso di una coppia di anziani separati loro malgrado dagli assistenti sociali, lui veterano della Seconda Guerra Mondiale, lei cieca. Al marito e’ stato ordinato dal medico curante di andare in una casa di riposo, alla moglie e’ stato proibito, perche’ certi oscuri criteri stabiliti dalle amministrazioni locali sono soddisfatti dalla situazione dell’uno, ma non dell’altra. Tutte le persone coinvolte si trovano quindi in una situazione che potrebbe sembrarci paradossale, e che purtroppo ha una sua logica riconducibile ancora al “Senso dell’Autorita’”.

Il marito e’ in un ospizio suo malgrado, ma non pensa di tornare a casa perche’ gli e’ stato proibito dal medico. La moglie e’ accudita dalla sua famiglia ma si sente ovviamente molto sola. Fosse stato per lei, pero’, la storia sarebbe potuta finire li’, visto che a ribellarsi a certe decisioni sono stati i figli, che pero’ lasciano il padre dov’e’ e non ci pensano neanche a riunire i genitori in una casa di riposo privata, o a prendere una badante, “proteste” molto piu’ efficaci di una lettera o visita all’autorita’ costituita. Gli assistenti sociali, invece di far vivere meglio i cittadini, si sono resi responsabili di una grave e palese ingiustizia che ha rovinato la vita di due anziani innocenti, una dei quali non vedente. Ma neanche loro possono farci niente: per chi le deve applicare, alle regole non c’e’ alternativa. Qualunque interpretazione personale sarebbe interpretata come insubordinazione e la carriera del “colpevole” terminata all’istante. Dulcis in fundo, non esiste nessun canale ufficiale per chiedere deroghe ai regolamenti in casi eccezionali.

Insomma, in una struttura dirigista, ferrea, piramidale e congelata, l’assistente sociale, come qualunque altro rappresentate dello Stato o di una organizzazione, e’ solamente un messaggero, un tramite fra le regole da servire e riverire e il suddito che ci si deve abituare. Il cittadino che non lo volesse fare, o l’assistente sociale che volesse aiutare i suoi utenti, rischiano il loro benessere e la pace loro e quella delle loro famiglie.

Anche grazie al disastro di Trafalgar, e alla disfatta di Waterloo, il pensare altrimenti e’ imprescindibilmente legato in Gran Bretagna all’idea dell’Europa, e quindi del caos, delle guerre, dei potenziali invasori, dei Nemici. Al singolo, senza appoggi fra le alte sfere, rimane solo uno sterile ribellarsi, curiosamente concentrato nella sfera privata. E infatti ai rivoltosi del 1968 in Francia, Italia e Germania corrisposero i ribelli degli anni ’60 inglesi: le bande di ragazzi descritte nel famoso film Quadrophenia, pronti a picchiarsi con la Polizia, ma assolutamente privi di qualunque connotato politico e senza alcuna intenzione di cambiare la societa’.

Al giorno d’oggi, ai pendolari che si siedono di fronte agli affollatissimi treni di Torino o Milano corrispondono le battute di spirito inglesi sullo stato delle loro ferrovie. Non e’ certo un caso che l’umorismo britannico sia cosi’ famoso e sviluppato (e tollerato), quasi una delle tre principali valvole di sfogo per rendere piu’ sopportabile la vita del cittadino vaso-di-coccio. Una seconda “valvola di sfogo” e’ la fissazione con il creare e distruggere miti (come descritto poco tempo fa riguardo Tony Blair). La terza e’ l’ambigua celebrazione dell’alcol, e  dell’alcolismo, ma questo argomento merita un articolo a parte.

Per ora ci rimane solo sospirare alla domanda: Napoleone perche’ non sei venuto qui?

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Le Piu’ Grandi Ipocrisie

Con quante palesi falsita' dobbiamo convivere?

1. "Sviluppo Del Terzo mondo"? E' solo colonialismo vecchio-stile sotto una nuova apparenza. La prova è il fatto che così poche "pæsi in via di sviluppo" hanno potuto "emergere": e non c'e' stato nessun paese "emergente" capace di sedersi con le "Grandi Potenze" (la Cina è un caso speciale semplicemente per le dimensioni). Così il risultato di decenni di "sviluppo" e' che le cose sono più o meno esattamente com'erano

2. "Democrazia Liberale"? E invece, continua a evolversi in oligarchie auto-perpetuantisi. Si veda la creazione dei partiti-personalità in Francia ed in Italia; ed il numero osceno di figli e figlie di ex presidenti e di altri politici, che ereditano dai genitori dei posti di potere all'apparenza elettivi

3. "Guerra alle Droghe"? Soltanto un idiota non capisce che una tal "guerra" è stata vinta, ma dai cartelli e dalle mafie della droga in tutto il mondo. Completamente ma speriamo involontariamente immemori del disastro proibizionista americano negli anni 20, spendiamo e spandiamo soldi e risorse, in qualcosa che può essere solo descritto come un elaborato schema per finanziare i trafficanti

4. "Servizio Pubblico"? In realtà, meglio descritto come un "contentino a minimo costo" visto che la maggior parte del tempo, non si fornisce alcun servizio, anzi l'efficacia è misurata dai soldi risparmiati, piuttosto che dalla qualità dell'assistenza fornita alla gente nel bisogno

5. "Reality TV"? Manco per niente. La televisione può ritrarre la "realta'" usando le tecniche di candid camera, forse, ma definitivamente nessuna persona sensata al mondo si comporterebbe "naturalmente" e "realisticamente" con al seguito una squadra di tecnici della luce, della fotografia e del suono. L'unica speranza di vedere "la realtà" è se i personaggi dimenticano l'esistenza di tutta quella gente intorno. Ma allora, è solo Televisione, una specie di teatro aumentato in cui le cose accadono a causa del loro valore intrattenitivo

6. "Stato Etico"? L'Inferno sulla Terra. Quante volte abbiamo bisogno di ripetere gli errori orrendi dell'inizio del XX secolo, dove gente altrimenti buona e intelligente ha inventato, approvato, incoraggiato e promulgato crimini in nome dell'Eugenica, nella speranza di rendere il mondo e l'umanita' migliori? E così dovremmo stare lontani da soluzioni semplicistiche su come abbellire noi e il pianeta, specialmente quando portate avanti indipendentemente dal resto: cosi' come, contrariamente a quanto suggerito da D.H. Lawrence, la povertà urbana non può essere risolta seriamente intossicando tutti i poveri in una costruzione grande quanto il vecchio Crystal Palace

7. "Amore Cristiano"? E perchè allora si trasforma così facilmente in crudeltà illimitata, come quando prova ad ostacolare l'amore tra omosessuali? Crudelta' durissima, per esempio in Italia, pronta a rendere l'inseminazione artificiale quasi impossible, in nome della protezione delle vite di feti che ora non saranno mai impiantati? E che finge di risolvere il problema dell'aborto rendendolo illegale? Ed che infine lascia tranqullamente a soffrire malati terminali in un'agonia indescrivibile, solo per difendere un diritto alla vita che diventa un obbligo di essere torturato dal proprio stesso corpo?

8. "Fondamentalismo Islamico"? Magari! Nelle ultime due decadi, ogni sforzo armato per "proteggere l'Islam" e' riuscito in primis ad eliminare…altri musulmani. Si pensi a tutti i morti dopo la bomba all'ambasciata degli Stati Uniti in Tanzania. Si pensi agli algerini uccisi durante la guerra civile negli anni 90. Si pensi alla vasta maggioranza delle vittime in quasi tutti gli attentati in Egitto. Si pensi alle nozze palestinesi misteriosamente designate come obiettivo per le bombe ad Amman nel 2005. E si pensi ai bambini musulmani uccisi durante l'attacco contro il quartierino per stranieri nella capitale saudita

9. "Guerra al Terrorismo"? Che cosa sta venendo fuori è invece un riposizionamento forte dei Governi, negli USA, in Gran Bretagna, in Europa ed altrove. I governi di tutti i colori e gusti sembrano provare a infiltrarsi sempre più nelle vite private dei loro cittadini. L'unica cosa che non hanno ancora giustificato con "la guerra al terrorismo" sembra essere la visita proctologica. Per il resto, cimici, macchine fotografiche nascoste, burocrazia supplementare, passaporti complicati, per non parlare della museruola del dissenso anche vicino al Parlamento di Londra. E chi osare fermarli, senza timore di essere identificato come un terrorista, o peggio, un debole nei confronti dei terroristi

10. "Valutazione Logica"? Sarebbe ridicola se non fosse così perniciosa. In tutti i generi di aziende e agenzie governative, le decisioni sembrano su carta essere il risultato di una larga consultazione con tutti gli interessati: perche' allora sono solitamente così vicine ai pregiudizi di chiunque sia in carica?Semplicemente troppo di quanto facciamo finisce nelle mani di chi ha l'oratoria piu' fine, invece che in quelle di chi ne avrebbe davvero bisogno

Ed ancora ipocrisie:

a. Chiamano "esportazione della democrazia" un modo di ottenere il controllo di una zona bombardando i potenziali "elettori"

b. Chiamano "protezione dell'ambiente" la fissazione di considerare ogni cosa fatta dagli esseri umani come "tossica". Nel frattempo, gli schemi di riduzione delle emissioni di CO2 forniscono finanziamento supplementare…alle grandi compagnie petrolifere

c. Dicono che "sport" è una competizione fisica in cui un'etica specifica permette divertimento in un ambiente giusto. Peccato sia solo un altro gigantesco business dell'intrattenimento, oppio delle grandi masse che si sottometto, scaricando la violenza intorno ad un campo verde piuttosto che sul tarmac grigio di una città

d. Denominano "processo di pace Israelo-Palestinese" cio' che ovviamente e' una serie di pazzi colpi di coda nell'affano che precede la stabilizzazione, un acchiappa-e-bombarda-mentre-puoi.

e. Dicono che stanno sviluppando "nuovi farmaci", mentre una grande parte di quelli e' solo una serie di sostituzioni superflue

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Perche’ ho votato NO al Referendum Costituzionale

Dopo la porcata delle elezioni, chi c'e' dietro questa modifica costituzionale? La Lega e Tremonti

A me basterebbe questo. Per chi una mezz'oretta libera, c'e' un programma radiofonico dove l'ex ministro del tesoro appare in gran spolvero (piu' o meno) per discutere del referendum

VivaVoce, Radio24, 6 Giugno 2006

Il file Real Audio e' all'URL http://tinyurl.com/qlol2

Interessante anche questo articolo:

La Costituzione del ’48 si tocca (insieme) di Antonio Polito, Il Riformista, 22 maggio 2006

[…] La riforma nata a Lorenzago è un pericoloso pasticcio e non poteva essere diversamente, visto che è stata fatta per tener buono un piccolo partito anti-sistema. Invece di liberare il governo dal doppio voto di due camere identiche, consegna un potere di veto paralizzante proprio a quella Camera che non avrà più il voto di fiducia. Finge un rafforzamento delle autonomie rafforzandone solo l’anarchia. Consegna un potere di ricatto alle minoranze delle maggioranze, dando loro il potere di scioglimento

[…] No a questa riforma per farne una migliore, insieme con la minoranza, che in queste materie non va considerata minoranza

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Massimo Ippolito, il petrolio e Ardnassac

Ardnassac perche' Cassandra, come si sa, prediceva il vero ma non era
creduta…mentre a volte uno ha l'impressione che certe affermazioni
sono false ma ci credono tutti

Intervento di Massimo Ippolito sul forum di radicali.it 07/06/2006

[…]
> Queste infrastrutture fatte oggi, rappresentano a tutti gli effetti
> una forma di distruzione dei capitali. Il loro costo opportunità è la
> mancata transizione a dei sistemi energetici, dei trasporti,
> industriali sostenibili nel nuovo scenario post petrolifero.
>
> Quindi diventa assolutamente urgente capire e prevedere lo scenario
> futuro per operare nel modo corretto, diventa fondamentale capire
> tutti assieme ed in particolare per chi ha qualche leva di comando la
> reale situazione. 
>
> […] Come facciamo ad essere noi (scienziati cassandre) così sicuri di
> ciò che sta capitando?
> E' molto semplice: implementiamo e condividiamo dei modelli
> matematici consistenti molto convincenti che sono difficili da
> confutare, ma qui casca l'asino poichè i metodi matematici per
> ottenere tali previsioni sono incomunicabili.
>
Perche' dovrei credere all'attuale consenso che dice che di petrolio non ce ne e' abbastanza?

1. Guardiamo al grafico del costo reale del petrolio:

Grafico prezzo petrolio

2. Ricordo benissimo le previsioni pessimistiche del 1973-1974, con tanto di grida alla "fine dell'epoca del petrolio"

3. Ricordo anche meglio l'entusiasmo del 1997-1998, con il costo del barile sempre piu' giu'.

4. Non posso non notare che l'inizio della corrente impennata di tale costo coincide con 9/11 e la crisi in Irak. E con l'entusiasmo smisurato per le materie prime, grazie alle promesse di sviluppo in India e Cina

5. Infine penso all'ultima bubble economy che e' stata quella di Internet, curiosamente implosa proprio alla vigilia degli aumenti petroliferi

Sulla base dell'esperienza storica, non potremmo quindi dire che stiamo assistendo ad una corsa poco saggia all'accaparramento di greggio, fatta da investitori alla ricerca del guadagno facile tipo anni '90 e che si bruceranno le dita quando i teo-con lasceranno la Casa Bianca, la guerra civile in Irak compira' il suo corso, qualche promessa asiatica si rivelera' meno entusiasmante del previsto, e la bolla speculativa svanira' come tutte le altre?

Tutto questo, invece che essere noi testimoni di un passaggio epocale che ha gia' fallito di materializzarsi in passato, la fine dell'eta' del petrolio.

Perche' no?

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Italiano Politica rientrodolce Sviluppo

Mettere a dieta i poveri

Un punto sul quale mi piacerebbe trovare un accordo e' che mentre i Paesi piu' ricchi devono considerare seriamente cosa e come raziona(lizza)re, imposizioni soprattutto se esterne su Cina, India, l'Africa odorerebbero di doppiopesismo.

Un po' come l'obeso che dopo una bella mangiata, mettesse a dieta anche il resto della famiglia. O la potenza nucleare inutile (il Regno Unito, la Francia) che va a fare la ramanzina all'Iran dicendo che si puo' vivere, senza bomba (senza mostrare come)

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Italiano Medio Oriente Politica UK USA

Il momento giusto per lasciare l’Iraq

o almeno per cominciare ad impacchettare?

Realizzando un colpo importante di propaganda eliminando il ba-bau Abu Musab al-Zarqawi nemico di Abu Musab, non dovrebbero gli USA e la Gran-Bretagna per approfittare della situazione per uscire dall'Iraq?

È apparente che entrambi i governi farebbero piuttosto a meno di avere truppe in quel di Baghdad e dintorni, e guadagnerebbo molto electoralmente persino annunciando giusto un inizio del loro ritiro

Inoltre hanno bisogno di proteggere la propria reputazione, senza sembrare deboli agli occhi dei loro nemici (in Irak ed altrove)

L'opportunita' e' adesso: c'e' un risultato chiaro e per un certo tempo non ci sarà nessun attacco di insurrezione a controbilanciarlo

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Con le elezioni parlamentari americane che si avvicinano a un Presidente estremamente impopolare, e Blair incapace di prevalere nei sondaggi anche contro il guscio vuoto conservatore David Cameron, possiamo sperare soltanto che entrambi realizzino che grande occasione hanno per smettere di fare parte del problema in Iraq, e di mandare i loro soldati verso morti inutili

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English International Politics UK USA

A great chance to get out of Iraq

…or at least start packing?

Having achieved a major propaganda coup by eliminating fabled enemy Abu Musab al-Zarqawi, shouldn't the USA and Britain take advantage of the situation to get out of Iraq?

It is apparent that both Governments would rather do without troops in that country, and gain a lot electorally even just by announcing the start of their withdrawal

But it is also said that they need some face-saving situation, not wanting to appear weak in the eyes of their enemies (in Iraq, and elsewhere)

That situation is happening right now. There is an apparent result achieved, and for quite some time no insurgency attack will be able to counterbalance it

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With the American elections looming against an extremely unpopular President, and Blair unable to prevail in the polls even against vacuous David Cameron, we can only hope they will realise what a great opportunity they have to stop making being part of the problem in Iraq, and to stop sending their soldiers to un-necessary deaths

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Business English Sociology

Natural Sleep, anybody?

Some may already know that I hardly need more than 4 hours of sleep every night, apart from peculiar circumstances.

Sometimes I think with appropriate training I could be able to shorten that time to 2 hours: and if I could switch to power-napping (15 minutes every 3 hours or so), I’d do it without much of a thought (but sadly, without much of a family around me either…)

Having had to deal with countless criticism about this supposedly harmful behaviour, I can only be pleased in reading this comment on one Op-Ed’s by Alex Beam on the International Herald Tribune:

In his 2005 book "At Day's Close: Night in Times Past," historian A. Roger Ekirch […] argued that the transition from old-fashioned "segmented sleep" to today's continuous sleep pattern hasn't helped mankind. "There is every reason to believe that segmented sleep, such as many wild animals exhibit, had long been the natural pattern of our slumber before the modern age, with a provenance as old as humankind," Ekirch wrote. Up until the invention of artificial lighting, he noted, men and women went to bed earlier and woke up in the middle of the night to smoke a pipe, make love, or analyze their dreams.

Segmented sleep, that’s what’s healthy and “natural”: not 8 or 10 hours in a row

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Economia Italiano Politica rientrodolce Storia Sviluppo

Rientro Graduale? No, grazie

Leggo con interesse ma non mi lascio convincere dalla lettera di Marco Pannella a Beppe Grillo sulla sovrappopolazione come uno dei problemi che ci impedirebbe un uso adeguato delle risorse energetiche (confesso che ho letto con interesse anche circa il 15% dei 2000+ commenti…)

L’umanita’ viaggia davvero molto in fretta e in un’automobile sgangherata: ma e’ davvero la velocita’, cioe’ lo sviluppo, il problema dell’umanita, o magari l’inadeguatezza del veicolo?

E che soluzione sarebbe il rallentare, il fermarsi, o forse anche l’andare all’indietro?

In fondo in fondo, alla fine prendero’ tutto questo piu’ seriamente quando milioni rinunceranno alle loro vite agiate per trasferirsi in abitazioni-caverne, con la rigorosa promessa di non avere alcun figlio e il risparmio energetico di chi affronta l’inverno senza neanche una pelliccetta per passare la notte

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Cominciamo da un argomento che mi trova d’accordo con Pannella: il rifuto all’accettare passivamente il continuo richiamo ad una “famiglia” il cui fantomatico valore sarebbe solo nell’essere formata da padre maschio, madre femmina e i loro figli.

Di famiglie sanissime e rispettabilissime che non combaciano a questo modello di catena di montaggio umana ce ne sono tante: inclusa la famiglia di Papa Giovanni Paolo II, descritta in un noto annuncio ufficiale vaticano come composta dal segretario del Papa, e dalle Suore che lo accudivano. Ma di questo ne parlero’ in un altro intervento.

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L’appello di Pannella e’ per un “rientro graduale” verso i 3 miliardi di esseri umani contemporaneamente vivi sul pianeta (la meta' di quanto c'e' oggi in giro).

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(1) La prima domanda che viene in mente e’ naturalmente: chi ha stabilito, e come, che 3 mila milioni di persone e’ il numero ideale? Perche’ non 6 miliardi, perche’ non 300 milioni?

Per inciso, il sito dell'associazione Rientro Dolce (ufficialmente con un target di due miliardi) parla anche di ritornare a cifre del 1975 (cioe', quattro miliardi)

L'arbitrarieta' dei numeri dimostra quanto dipendano ciascuno dal proprio modello di sostentamento. Non si tratta certo di fare solamente un "2+2": la situazione e' molto piu' complessa. Un pianeta abitato da 80 miliardi di individui non equivale a 80 miliardi di pianeti ognuno abitato da un solitario rappresentante del genere umano. E un ettaro di terreno coltivato male non puo' nutrire tante persone quanto uno gestito al meglio

Per esempio, fino all’inizio del XX secolo, per mantenere tenori di vita simili, un nobile russo aveva bisogno di dieci o piu’ volte terra e servitu’ di un suo "pari" tedesco: per cui un mondo sfruttato come dal primo avrebbe potuto ospitarne molti meno, che un pianeta organizzato per soddisfare persone come il secondo.

(2) Non sono neanche sicuro del fatto che noi o chicchessia abbiamo un diritto liberale a stabilire certi numeri in base a imperfette conoscenze attuali, impedendo la nascita di chi ancora non c’e’ in base a principi di etica comune.

Se davvero accettiamo questo principio, e anche se spergiuriamo che il "rientro" deve essere "dolce", cioe' consapevole, volontario e non forzato: pur tuttavia, cosa ne impedira’ una deriva illiberale, vuoi tramite l’imposizione “nazicomunista” di un certo numero di figli pro capite; vuoi tramite la lotta armata di chi decidera’ di ripulire il mondo dagli umani in sovrannumero, cosi’ come Sergio D’Elia che voleva rimettere la societa’ a posto ma con Prima Linea?

(3) C’e’ anche da rilevare una eccessiva impronta "occidentale" in certe considerazioni.

Come per quell’altra favola chiamata “sviluppo sostenibile”, e' troppo facile riempirci la pancia per secoli e procreare a piu’ non posso, e poi andare a dettare agli altri quanto possono mangiare e figliare.

(4) A chi vede un futuro buio e spaventoso, rispondo che se il numero di esseri umani e’ cresciuto negli ultimi secoli, e’ perche’ si vive piu’ a lungo, e meglio.

Per favore aspettate di avere un mal di denti, o una gamba rotta, o un calcolo renale prima di sognare il bel tempo che (mai) fu. E se avete gli incubi di una umanita’ che distrugge tutto al suo espandersi, chiedetevi perche’ volete mantenere in vita questo concetto vetusto dell’Uomo come separato dalla Natura; dell’Umanita’ come virus immondo causa di tutti i Mali fin dal Peccato Originale.

Se pensate che il mondo sta andando a rotoli, andate pure ad inalare i gas di scarico di una Trabant modello 1962, io preferisco auto piu’ recenti (possibile che nessuno ricorda lo schifoso fumo nero di un motore Diesel anni ’70?). In realta', sotto certi aspetti il pianeta e' meno inquinato, sotto altri lo e' di piu': ma dubito che un'analisi dettagliata sarebbe piu' depressogena adesso, che trenta anni fa

Non dimentichiamo neanche che, storicamente, la rinuncia allo sviluppo ha portato alla progressiva implosione del sistema (vedi l'antica Roma, vedi la Cina imperiale). Un'umanita' troppo preoccupata di essere in troppi, probabilmente non farebbe che confermare le sue paure

(5) A chi accusasse le donne del Terzo Mondo di procreare troppo, chiederei conto del fatto che laddove la mortalita’ infantile e’ altissima, non ha senso avere uno o due figli.

E che esiste una correlazione inversa fra l’educazione delle donne in una societa’, e la quantita’ di prole: per cui niente discorsi saccenti e superiori come quelli di Rajneesh per favore

———

Certo non dico che la letteratura prodotta dal Club di Roma e' acefala o da buttare via: ma si tratta pur sempre di una serie di modelli basati su precise ipotesi che potrebbero essere vere (o no). Il discorso scientifico rimane un dibattito aperto e non puo' essere liquidato con un "questa e' la verita'", almeno finche' uno dei modelli comincera' a dimostrare una straordinaria capacita' predittiva (e quindi, come citato in I Limiti dello Sviluppo – 30 anni dopo non prima del 2020) 

Da un punto di vista storico, che senso ha per l’ingegno umano di dubitare di se stesso e delle sue capacita’ di sfruttare le risorse?

Una passeggiata nei dintorni di Portoferraio puo’ mostrare come i rifiuti ferrosi degli antichi Romani sono stati riutilizzati in epoca moderna per ricavarne nuovo metallo. Chissa’ quanti tesori futuri ci sono nelle nostre discariche, se solo ci industrieremo per tirarli fuori

O per rimanere in tema di latinita': Pedanius Secundus, prefetto di Roma nel 61DC, aveva circa 400 schiavi. Ma questo non significa che per vivere una vita altrettanto se non piu' agiata, io abbia bisogno finanche di una persona dedicata 100% al mio servizio

Temo che un eventuale Romae Circulus all'epoca di Nerone avrebbe potuto errare e di molto, nei suoi modelli… 

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English Humanity International Politics

Petroski’s Cycle or Humanity’s Oblivion Spell

History will never teach us anything

This is a rather sad characteristic of Humanity, not just Engineering as identified by Henry Petroski in Success Through Failure (reviewed by Steven Cass in "Learning from Failure", IEEE's Spectrum, June 2006)

[…] a sequence of significant bridge failures […] have occurred at roughly 30-year intervals since 1847, when metal began replacing stone as the material of choice for crossing spans.

And it's not just bridges that exhibit cycles consisting of long periods of success punctuated by disaster: spacecraft, nuclear power plants, and other highly engineered artifacts have followed a similar pattern.

In his latest engaging and readable book, Success Through Failure, design guru Henry Petroski analyzes this cycle and other flaws in the things around us to show that the old truism "nothing succeeds like success" is in fact a recipe for doom.[…]

I do agree it’s a matter of memory. 30 years or so is less than a generation nowadays.

Look outside design and engineering, for example at the mostly manufactured Gulf of Tonkin Incident that escalated the Vietnam War in 1964 and the mostly manufactured evidence of WMDs in Iraq culminating in the invasion in 2003.

What's apparent is that despite the lengthening of the human life, nobody seems to recall the mistakes of the past

And so avoidable calamities, wars, genocides are bound to stay with us

Nothing new under the sun, until we will free ourselves from this evil spell

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English Policy Politics USA

Pizza parlors vs. Child pornography

What is more important: investigating "terrorist" leads in pizza restaurants, something with only the tiniest of chances of being anywhere relevant, or fight child pornography?

Why, in an increasingly more distorted world, pizzas come first, of course! 8-(

Opinion: Why NSA spying puts the U.S. in danger

[…] FBI agents working real and pressing investigations such as organized crime, child pornography and missing persons are being pulled away from their normal law enforcement duties to follow up on NSA leads. Nobody wants another 9/11, of course, but we experience real crimes on a daily basis that, over the course of even one year, cause far greater loss of life and damage than the 9/11 attacks did.

There are children abused on a daily basis to facilitate online child pornography, yet I know of at least two agents who were pulled from their duties tracking down child abusers to investigate everyone who called the same pizza parlor as a person who received a call from a person who received an overseas call.  There are plenty of similar examples.[…]
 

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Italiano Lettere Medio Oriente Politica Sole24Ore

Media Oriente: i nostri peggiori difetti, a nudo

o "Accecati dalla nostra stessa propaganda, incolpiamo gli Altri se non ci amano"

Sul Domenicale del Sole24Ore (6 Novembre 2005) Riccardo Chiaberge si chiede se la continua espansione dei mezzi di comunicazione di massa non portera' i popoli mediorientali a rigettare i loro "regimi fondamentalisti" ed abbracciare l'Occidente come ideale futuro: alla maniera dei giovani cecoslovacchi o tedeschi orientali, per i quali i Paesi oltre la cortina di ferro rappresentavano

il futuro, il paradiso promesso da Lenin e poi capovolto nell'inferno totalitario

L'articolo si conclude pessimisticamente:

I giovani pasdaran di oggi, le auto le imbottiscono di tritolo, sperando di volare piu' in fretta nel paradiso di Allah. Per troppi di loro, gli eroi hanno il pallore ascetico di Osama, gli occhi gelidi di Atta. E la tv, invece di proporre modelli alternativi, non fa cha amplificarne le gesta

Non sono assolutamente d'accordo.

Il bisogno di informazione e democrazia nel Medio Oriente e’ reale e lo dimostra il successo di Al Jazeera.

Invece di preoccuparci sempre dei quattro gatti che si rivestono di tritolo, chiediamoci perche’ in una informazione aperta e “libera” i nostri ideali occidentali non risplendano come aspettato.

E magari potremo rispondere che quei fantomatici ideali sono calpestati da noi stessi in nome della ragion di stato, davanti agli occhi di tutti e quindi anche di coloro che non possono rifuggire da cotanta ipocrisia (a meno che non siano circondati, come noi stessi, dalla nostra propaganda)

D'altronde era molto semplice vedere l'Occidente a tinte belle, per un cecoslovacco o un polacco che da quell'Occidente non erano ne' invasi, ne' sfruttati

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Italia Italiano Lettere New York Review of Books Politica Repubblica

La Repubblica: pesci all’amo del signor Berlusconi?

Non mi riferisco certo ad improbabili, possibili iniziative di controllo nazionale, una specie di super-Calciopoli con “calcio” sostituito da “mass media” e “Moggi” da “Berlusconi”

La trappola preparata dal signor Berlusconi e’ molto piu’ sofisticata (ed onesta: ma cio’ non significa che sia necessario cascarci dentro)

Prendiamo a spunto quanto scritto da Alexander Stille sul NYRB del 25 Maggio
http://www.nybooks.com/articles/18998

[His] wild comments were much lampooned in the foreign press as further signs of Berlusconi's buffoonery. But the press misunderstood Berlusconi's strategy.
In Berlusconi's world of celebrity politics there is no such thing as bad publicity—just getting attention enlarges one's audience and raises ratings. And Berlusconi's constant appearances in January and February helped him slash his center-left opponent's lead from 8 percent to about 3 percent. If you were to look back over the front pages of the major opposition newspaper, La Repubblica, the word that appeared most often in its banner headlines between January and April was overwhelmingly "BERLUSCONI."

Per fare un paragone calcistico: La Repubblica pensa ancora che per vincere bisogna fare goal. Berlusconi ha capito che al momento basta toccare la palla. Anzi, ogni prima, seconda, terza, quintultima pagina “Berlusconi” e’ un punto in piu’ in classifica per Forza Italia (anche  “Berlusconi non riesce a segnare a porta vuota contro una squadra di Suore Ottuagenarie”)

Da La Repubblica potranno rispondere che i lettori stessi “vogliono” sentire l’ultima combinata dalla “macchietta”. Sicuramente e’ vero

In effetti, La Repubblica, a parole contraria alla rielezione dell’ex PdC, non riesce ad esimersi dal pubblicare qualcosa che fa notizia. E un cane che morde Berlusconi non fa notizia: mentre Berlusconi e’ pronto a mordere un cane (o paragonarsi a Gesu, o chissa’ cos’altro) pur di apparire su giornali e TV.

E quindi “mordendo il cane”, creando la notizia cattura la prima pagina de La Repubblica, e di un mucchio di altri mezzi di comunicazione di massa. Figuriamoci cosa succede su quei giornali e telegiornali che non hanno appoggiato l’opposizione dal 2001 al 2006: di certo l’Ex PdC non ha bisogno di “sporcarsi le mani” a fare pressione su questo o quell’altro perche’ parlino di lui.

Da La Repubblica potranno rispondere che il giornalista deve svolgere la sua professione, e riportare le notizie. Sicuramente e’ vero

Le notizie “vere” pero’, appunto da professionisti, diversi dagli imbelli pronti a scodinzolare dal Moggi di turno.

Perche’ non cercare di essere un po’ piu’ intelligenti di un pesce che non puo’ esimersi dall’abboccare all’amo?  Quanto e’ difficile distinguere le situazioni ad effetto dagli imbarazzi seri? Da un lato, le false cimici elettroniche denunciate anni fa in conferenza stampa (tutto finto, a quanto pare); dall’altro l’imbarazzante insistenza a farsi fotografare con una bella operaia russa, di fronte all’esterrefatto Putin.

Nel primo caso, bisognerebbe tacere in Prima, e riportare, nella pagina degli spettacoli, la notizia che a certe manipolazioni non ci si presta piu’

Nel secondo caso la prima pagina dovrebbe essere occupata non dal nome del “tapino”, ma da un’intervista all’Ambasciatore russo in Italia, con vaghi accenni all’ultima fesseria di un tale in visita in quel di Mosca

Dopo l’estetica della politica (leggi: i rituali fascisti di massa), l’Italia ha inventato 12 anni fa lo spettacolo della politica. E se lo spettacolo e’ a livello di Freak Show (vedi il trash che impazza in TV), in politica comandera’ il Freak, l’Anormale, lo Svitato. Quello che va al Parlamento Europeo da Presidente delll’Unione per insultare i presenti; promette stupidaggini alla fine di un dibattito televisivo; decide coscientemente di non essere normale neanche nel lasciare il Palazzo, e parlera’ per mesi di brogli elettorali come un malato paranoico. Cosi’ Anormale e Svitato che finanche gli amici piu’ amici (eg Biondi) ammettono che Berlusconi ha uno stile tutto suo particolare, che evidentemente gli permette di dare del coglione mentre guai ne colga a chi pensa di dirgliene quattro.

Per difendersi dall’estetica della politica, l’Italia ha dovuto guardare collettivamente in faccia la bruttura della guerra. Come liberarsi allora dalla tirannia dello spettacolo? Guardandolo per quello che e’, uno strumento politico invece che stupidita’ o intrattenimento

Ps Questi discorsi si applicano naturalmente anche all’attuale maggioranza, i cui componenti dimostreranno un certo IQ a due o piu’ cifre se eviteranno per cinque anni di reagire alle dichiarazioni dell’Ex. Chissa’ se possiamo sperare in tanto!

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Development English International Politics Sociology

Do services degenerate faster in an informal economy?

In conventional thinking, there are many advantages in living in a formal economy, where entrepreneurs and laborers work together according to established rules agreed by everybody through the involvement of the State.

This is supposed to guarantee fairness and more recently, a widespread care system centered around protecting the poorest, most vulnerable and the most elderly members of the society

On the other hand, a more or less completely informal economy is the day-to-day experience of hundreds of millions if not billions of fellow humans, especially (but by no means only) in so-called emerging and developing Countries.

In an informal economy, certain types of income and the means of their generation are “unregulated by the institutions of society, in a legal and social environment in which similar activities are regulated.”

It is usually a sign that the State is locally very weak. So income (including salaries) is received without paying taxes; work arrangements do or do not follow lawful standards, there is no apparent provision for old-age pension

And more often than not, one has to have cash at hand to guarantee speedy treatment of one’s issue for example in a state court: in what we call corruption

However scandalous to the average well-disposed thinker, this is a system that a) is very widespread and b) appears to be working more or less smoothly. In fact, there is an element of trust: however small or big the bribery, it would not get paid if the service would then not be provided

This obviously applies to specific cases. You can call it “salary informalisation”, where things get done quickly only when the “customer” pays directly into the pocket of the employee on the other side of the counter, rather than through the State for example via taxes.

Other circumstances are completely different: think of the police officer that threatens to impound the car unless offered money; the politician cutting 15% on a nation’s foreign contracts, “otherwise they won’t get signed”

These are two different kinds of corruption. The former is about asking additional money in order to provide a service. The latter is greedy intimidation into paying in order to avoid getting oneself into a dangerous position. This is far worse, as it sucks money away with very little to show in return

Corruption as parasitical intimidation is what stiff sentences and worldwide campaigns against corruption should concentrate on

What are the drawbacks then of the more benign kind of corruption, the “salary informalisation”? At first glance, it is quite tempting to accept it. If (and when) it works, it is much more efficient than having to deal with a far-away incorporeal entity called “the State”. Even fairness can be far superior than in the formal economy, as rules are ready to be renegotiated and can be bent to be just in every occasion, not only as described by the necessarily incomplete Law.

The problem is of course in those two words: IF and WHEN. An informal economy works well only as long as there is no excess of abuse on one side or the other: otherwise the requisite of fairness disappears, and we fall back in the “corruption as greed” trap.

And in fact, is not that what too easily happens when the Rules and the Laws are not enforced appropriately, exactly when the State is too weak to do so? Worse, the usual cures evolved the world over can be worse than the malady: as soon as “Groups of Mutual Help” arise to protect the members against unfair treatment, their intentions are hijacked turning them into Mafias, with further damage to the economy

This is not a necessity. But an informal economy is simply too fragile: its services may disappear at the whim of the providers, and organized crime can only thrive without a clear, enforced set of rules called the Law

An informal economy can never be considered a good, healthy economy

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Calcio Coppa del Mondo 2006 Italia Italiano

Tifare Italia proprio non si puo’ – riportateli a casa

Se un partner tradisse anche di poco la fiducia dell’altro, non sarebbe meglio che adottasse almeno per un po’ un basso profilo?

E anche se siamo sicuri che la meta’ tradita tornera’ sicuramente ad appassionarsi della meta’ traditrice: come pensare che cio’ sia possibile, a ferita fresca?

Il marito sgarbato a cena, puo’ pretendere le attenzioni coniugali pochi minuti dopo?

O la atleta che urlasse sguaiatamente al marito allo stadio di atletica, con che coraggio gli chiedera’ di non arrossire e di applaudirla dopo pochi istanti durante la sua corsa?

E’ cosi’ proprio non si puo’, tifare Italia quest’anno

Sarebbe meglio tornassero tutti a casa adesso, invece che dopo alcuni giorni di agonia in un torneo che d’altronde non possono e non debbono vincere (figuriamoci se la FIFA puo’ permettersi di premiare chi ha rotto cosi’ vistosamente il giocattolo)

Un po’ come avere un braccio contuso: se e’ vero che non verra’ tagliato, e’ anche vero che sara’ piu’ saggio metterlo a riposo per un po’, invece che sforzarlo subito come se nulla fosse mai successo

I discorsi sui panni sporchi altrui non c’entrano: dimostrano magari solo che il calcio italiano e’ troppo stupido per non farsi beccare. Ed e’ una faccenda di fiducia tradita: i risvolti penali sono ben altra cosa

Il Campionato del Mondo ritornera’, nel 2010. L’Italia avra’ altre occasioni

!Que viva Mexico!

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Italia Italiano Politica

Non e’ ancora finita

La Padania: "Il Referendum ci salvera'"

gianluigi paragone (21 maggio)

Il referendum del 25-26 giugno è anche l'occasione per una battaglia politica. Se vince il centrodestra, abbiamo la prova provata che nel paese c'era e c'è una maggioranza che il risultato ufficiale del voto ha cancellato con un'operazione alla Moggi. Ha in mano una cambiale in bianco che va onorata al più presto, soprattutto se Prodi non dovesse più avere la maggioranza. In quel caso, niente tentativi di inciuci o governi tecnici: elezioni subito.
Il voto delle amministrative di domenica prossima e quello referendario di fine giugno non sono due appuntamenti da sottovalutare. Sono l'ultima curva di un percorso che è stato faticoso, certo, ma che non possiamo concludere arrendevolmente solo perché la giornata è soleggiata e le tentazioni di una gita ci invitano a disertare le urne. No, no e ancora no.

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Calabria Italiano Politica Radio24 Stretto

Il Ponte su Radio24 (incluso un mio breve intervento)

Radio24 (Giuseppe Cruciani) ha dedicato un po' di tempo martedi' 22 maggio al Ponte sullo Stretto di Messina, e il sottoscritto ne ha approfittato per distribuire perle di saggezza via radio

La giornata e' cominciata alle 09:00 italiane con Viva Voce: Ponte sullo Stretto: e' giusto ripensarci?

Il file audio di VivaVoce e' disponibile all'URL http://www.radio24.ilsole24ore.com/radio24_audio/vivavoce220506.rm

Il dibattito in breve e' riportato in calce a questo blog

Grazie al sottoscritto ed altri, una "coda" di discussione e' apparsa anche ne La Zanzara sempre il 22 maggio, alle 19:15 sempre su Radio24,

Il file audio de La Zanzara e' disponibile all'URL http://www.radio24.ilsole24ore.com/radio24_audio/zanzara220506.rm

Il mio intervento, dove descrivo la mia preoccupazione per un Ponte che simboleggerebbe solo stupidita' se poi un terremoto a Reggio e Messina uccidesse decine di migliaia di persone, e' nel file audio fra 25m13s e 25m43s (prima parte) e poi fra 28m31s e 31m07s (seconda parte)

Altri due interventi coprono il periodo fra 57m56s e 1h03m10s

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Il dibattito sul Ponte sullo Stretto di Messina, a Viva Voce il 22 Maggio 2006

(in breve)

Maurizio Lupi (Responsabile infrastrutture per Forza Italia): Se il progetto si ferma l'Italia paghera' uno scotto

Sen Anna Donati (Verdi): Il rimborso sara' meno di 60M€. Ci sono alltre priorita’: autostrade, i treni a binario unico

Guido Gentili (Giornalista Sole24ore, autore de “Le incompiute”): Qui si rischia di bloccare tutte le grandi opere. Ci sara' battaglia fra gli avvocati se ci ritiriamo

Guido Signorino (Economista, messinese): Le imprese saranno 100% a partecipazione statale. Non c'e' capitale rischio da privato, mentre il rischio per lo Stato e’ altissimo. Il piano finanziario e' stato sottostimato. Lo Stato garantisce la restituzione dell'equivalente capitale privato. I costi sono sottostimati di molto. Il modo piu’ economico e’ via mare: 3 volte meno sono i costi rispetto alle strade sopra i 500km di lunghezza. Sono tante anche le obiezioni fatte nel mondo scientifico. Il progetto ipotizza che la maggior parte del movimento sara’ sul ponte: sbagliata perche’ la maggior parte movimento e’ adesso locale e verrebbe penalizzato

Lupi: Signorino sbaglia. E' opera strategica per l’UE, parte dei corridoi europei, e ricevera' finanziamento europeo. L'Italia e' ancora vista come pezzi staccati, mentre una grande opera puo' dare respiro diverso. La Sicilia e' senza treni veloci. La decisione e' gia’ stata presa, il Paese sara' danneggiato dal ritorno sulle decisioni 

Ascoltatore: Condivido il commento di Signorino. C'e' pochissima informazione. I calcoli della societa’ sono fermi al 1999. L'acciaio costa ora di piu’. Il Ponte va valutato non come simbolo, non e' una Piramide: e' un vantaggio per tutti? Lo sviluppo andrebbe inteso in senso diverso

Gentili: Discorsi fra Svedesi e Danesi prima del nuovo ponte. Poi invece buoni risultati e traffico aumentato. Problemi tecnologici superati, opera finita in 5 anni. Flussi di traffico mancano di discorsi sull’ambizione di un Paese e sulla soddisfazione collettiva. C'e' anche un discorso legato alla questione del Mezzogiorno. Il Ponte lo avvicinerebbe

Donati: Non sono convinta. Ponte servirebbe solo se freniamo il traffico aereo e marino. Su questo sono basati i numeri della societa’. A livello UE il Parlamento ha votato inutile il Ponte due anni fa. Poi pero’ costretto a firmare tutte le opere o nessuna, ha acconsentito. Sono in corso procedure infrazione sulla qualita’ dei progetti. Il contributo europeo max sara' il 10% ma solo se tutti i problemi risolti. Comprendo il Ponte come simbolo. Ma il contesto territoriale e' diverso dalla Svezia-Danimarca. Li' e' stato l'ultimo atto dopo un piano urbanistico, metropolitane, aeroporti. Noi abbiamo tanti territori abusivi e disordinati e facciamo un ponte "scavalcando" i territori. Salta la logica di pianificazione territoriale. Rimaniamo con carenza di servizi e degrado. L'Italia non ha bisogno di ponti.Ha altre ricchezze – fa l’esempio di Antonello da Messina.

Ascoltatrice (messinese) Sono contro la discussione riguardo difesa ambiente. L'abusivismo c'e' gia’ adesso. Ponte non sara’ disastro ambientale. A Messina c'e' una lotta ideologica. La Sicilia e' molto isolata. Dobbiamo imparare dalla Spagna dove si fanno altre cose. Tutte cose grandi fanno paura all’Italia. Che c’entra con il bene culturale? Fate altre cose se non il ponte

Ascoltatore (napoletano): Il Debito e' enorme, l'opera costosissima – che senso ha? E poi la mafia gia’ infiltrata nei cantieri autostrade e quelli non terminano mai. Il Tunnel sotto manica e' in passivo. Pagheranno “i soliti fessi”

Signorino: Paragone con la Manica e' molto vicino, con Eurotunnel fallito, 90miliardi euro debito finisce nel 2007. C'e' una modalita’ alternativa nei voli low-cost. L'opera danese simile e’ il ponte verso arcipelago, completato in dieci anni ed e’ la meta’ in lunghezza del Ponte sullo Stretto. Le persone vanno in Sicilia da Napoli per fare prima? Discorso allora non e’ ponte ma autostrade. La casa non si costruisce dal tetto 

Lupi: C'e' un pregiudizio ideologico sulle infrastrutture. Non sono un costo ma un investimento. E' la sfida per paese competitivo. Dare atto al governo Berlusconi che ha deciso di cominciare 

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Development English International Policy Politics

What’s wrong with Development Studies?

It is hard to think “Development Studies” (“DS”) as a proper “science” at the moment.

In fact, the one thing that comes out clearly of a rapid analysis of the evolution of DS thinking, is that most if not all “Development Breakthroughs” look much like a “flavour of the decade” list rather than solid processes valid most of the time

Here’s a quick review:

  • 1950s “Development” substituted colonialism as a way for Western countries to keep control and a presence, also against the Communist threat
  • 1960s “Rising income with own growth”. Huge investments in infrastructure. Large loans from private sources, but growth did not take into account distribution
  • 1970s Focus on poverty and “basic needs” with redistribution. Further borrowing
  • 1980s Switch to aid as poverty of people and States became entrenched. World Bank and IMF pushed for Structural Adjustment Programs. Start of NGOs
  • 1990s “Development” started to include non-financial indicators (Freedom, Democracy, Environment Damage). Focus on participatory programs.
  • 2000s Idea of the State back in focus. “Development” as power dynamics, considering also Women and Universities

What shall then we make of today’s mantras of DS such as Beneficiary Participation, Gender Issues, etc etc?

Obviously I am not suggesting they are not worthwhile and appropriate.

But what’s out there to indicate they will not simply be substituted by new fads, in a few years?

And of course the big counterpoint is that the one and only thing that has changed, ever, is the “Own Interest” of the most powerful countries, ready to defend it no matter what (and no matter what their stated intentions on getting people out of poverty)

This is doubly disturbing, if we consider that at the end of the day enormous resources will keep being wasted in following the latest fashion, rather than in making people get out of a life of poverty and high risk

A thorough rethinking of the whole field of Development and Development Studies is in order

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English International Politics

Support Iran’s nuclear rights

or how I learned to stop worrying and love the Bomb

By all means let Iran build their own nuclear bombs in the open

  1. To argue against that sounds very hypocritical when done by the USA or worse, the UK and France
  2. Nobody in Iran is going to use the Bomb against Israel or anybody else unless attacked. For three reasons: 1) Israel is too big to be brought down by a single nuclear bomb; 2) the missile will surely destroy a whole lot of Palestinians too, and perhaps the Dome of the Rock; and 3) immediate massive retaliation by the US would remove Iran from history
  3. There is a long history of attacks against Iran in the last 3 centuries or so, and no occasion at all of Iran being the attacker
  4. They are going to get it anyway. As a known Israeli intelligence expert recently remarked, they’d be fool not to
  5. Chances of a bomb falling into al-Qaeda hands are minimal. Again, any use of any bomb would cause massive US retaliation, obviously against the provider of the Bomb if it were Iran
  6. It is much better to get nuclear facilities “in the open” rather than hidden away
  7. Anybody trying to seriously damage the Iranian nuclear program now would have to kill lots of innocent bystanders in giant bombing campaign(s) (presumably a few H-bombs would do, but again, there is no attacking use for a nuclear bomb)
  8. Talks of sanctions by the UN should be set aside for decency reasons, after the terrible Iraq Embargo fiasco (and embezzlement)

If only everybody would stop threatening Iran, there could be some serious start of negotiations. But the present situation is simply too convenient for all sides. I guess it’s always dangerous when the “enemies” strongly agree on the fact that God is on their side

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Democracy English Politics Sociology

The Biggest Hypocrisies

How many pretenses do we really have to live with?

1. “Third World Development”? In truth it is just old-style Colonialism under a new guise. Proof is the fact that so few “Developing Countries” have been able to “emerge”: and no Emerging Country has been able to get its seat with the “Big Powers” (China is a special case due to sheer size). So the biggest result of decades of “development” may really be that things are more or less exactly the way they were
2. “Liberal Democracy”? Instead, it keeps evolving into the rule by a self-perpetuating oligarchy. See the creation of personality-based powerful parties in France and Italy; and the obscene number of sons and daughters of former Presidents and other politicians, kind of inheriting from their parents their supposedly elected positions
3. “The War On Drugs”? Only pea-brained idiots will not agree that such a “war” has been won, by drug cartels and mafias the world over. Completely but hopefully unwillingly forgetful of the Prohibition disaster in 1920s’ USA, we have spend money like there is no tomorrow, in what can only be described as an elaborate plot to finance the traffickers
4. “Public Service”? In reality, it is better described as “minimal-cost appeasement” as most of the time, it provides no service at all, as its efficiency is measured more on how much money has been saved, rather than the quality of assistance provided to people in need
5. “Reality TV”? It is nothing of the sort. Television may be portraying “real” happenings by using a Candid Camera, perhaps, but definitely no sane person in the world would “act naturally” and “realistically” with a light, camera and sound crew openly working in their immediate proximity. The only hope to see “reality” is if the characters forget the existence of all those cabled people around. But then, it is just Television, a sort of enhanced theatre where things happen because of their entertainment value
6. “The Ethical State”? And then it becomes Hell on Earth. How many times do we need to repeat the horrendous mistakes of early XX century, where otherwise good and intelligent people devised, approved, encouraged and enacted crimes in the name of eugenics, i.e. their hope into making the world a better place and the humans a better race? And so we should steer quite clear of any simplistic thinking on how to improve ourselves and the planet, especially when single-minded: just as, contrarily to what suggested by D.H. Lawrence, urban poverty cannot be seriously solved by gassing all poor in a building as big as the old Crystal Palace
7. “Christian Love”? And so why then it transforms itself so easily into unbounded cruelty, of the sort that tries to impede couples from loving each other even if of the same gender? And that has worked hard, eg in Italy, to make artificial insemination almost impossible to succeed, in the name of protecting the lives of the fetuses that now will never be born? And that pretends to solve the issue of abortion by prescribing what should not be done? And finally that happily leaves people suffer in unspeakable agony, only to defend a right to live in a way that transforms it into an obligation to be tortured by one’s own body?
8. “Islamic Fundamentalism”? If only! In the last two decades or so, all self-appointed defenders of Islam have been extremely successful…at killing fellow Muslims. Think of the all the dead locals after the bomb outside the US embassy in Tanzania. Think of the untold number of Algerians killed during the Civil War in the 1990s. Think of the vast majority of victims in almost all Egyptian terrorist act. Think of the Palestinian wedding mysteriously targeted for the 2005 bombs in Amman, Jordan. And think of the Muslim children killed during the attack against the foreigners’ compound in Saudi Arabia’s capital
9. “War on Terror”? What is coming up is instead the repositioning of governmental power in the USA, in the UK, in Europe and elsewhere. Governments of all colours and tastes appear all over the world to have tried to infiltrate the private lives of their citizens more than ever before. The only thing they haven’t justified with the “war on terror” appears to be open-ended proctology. For the rest, eavesdropping, hidden cameras, additional paperwork, complicated passports, not to mention the muzzling of dissent even in London’s Parliament Square. And who’s going to dare stopping them, for the fear of being labeled a terrorist, or worse, an appeaser of terrorists
10. “Logic-based Evaluation”? It would be ridiculous were it not so sad and pernicious. All kinds of company and governmental decisions and strategies appear on paper to be the result of a wide consultation with all interested parties. Too bad then they are usually so efficient in confirming the prejudices of whoever’s in charge. There is simply too much of what we do that ends in the hand of the finest speaker rather than the needy

And here even more hypocrisies are out there in the open:

a. They call “Exporting Democracy” another way of getting control of an area whilst blowing the potential “voters” to pieces
b. They call “Environmental Protection” the fixation of considering anything done by humans as “toxic”. In the meanwhile, carbon-emission-reduction schemes provide additional financing to…big oil companies
c. They say “Sport” is a physical competition where specific ethics make it a fun and fair environment. Too bad it’s just another giant entertainment biz, opiating large masses in submission, making them discharge their violent selves around a green field rather than on the grey tarmac of a city
d. They call it “The Israeli-Palestinian Peace process” what is obviously a mad rush before things get settled, a grab-and-bomb-while-you-can
e. They say they are developing “New Drugs”, when a great part of them is a bunch of pointless substitutions no one needed

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Italia Italiano Politica

Curiose sintonie – Il Giornale e La Padania

Menti acide e cattive penseranno che il Partito ha passato le parole d’ordine del giorno, e i Fedeli le ripetono come pennuti colorati

Il Giornale – “Nel Pugno di Rosy” di Massimo Introvigne 

Ma a chi è causa del suo male non resta, davvero, che piangere se stesso

La Padania – “Capezzone attacca Marini: «Vuole bloccare il nostro ricorso»” di D.B.

A essere cattivi uno potrebbe anche ricordargli questo banale proverbio: “chi è causa del proprio male pianga sé stesso”

Menti ancora piu' cattive penseranno che si tratti di un disperato tentativo di rimandare al mittente le canzonature dopo il clamoroso fallimento della "porcata"

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Computing English Innovation

A Mole of Bytes

(aka the Dig-The-Gigabyte Campaign)

Is computing rapidly turning itself into a hi-tech version of Howard Stern’s famous “Who Wants to be a Turkish Billionaire?” ?

My son asked me yesterday to explain what is a “Gigabyte”. I tried to describe the meaning of a little bit more than a billion tiny little things hidden in a PC. But then I stopped quickly: how was I going to clarify the meaning of having forty of those “gigabytes” in my laptop’s hard drive alone? And 200 of them in my desktop computer. And a thousand of them (a terabyte) in the latest high-spec PC

And at current growth rates, hard-disk capacity is increasing 10-fold every 5 years. It is perfectly clear then that by the time he’s 19 in 2021, we will have to cope with the impossibility of comprehending what we’ve got, and silly-sounding terms like petabytes (well, it sounds like 8-bit flatulence in Italian anyway)

From there onwards it’s going to be exabytes in 2035, zettabytes in 2050 and I’ll be turning 100 literally in yoda-yoda-land (yottabytes, some million billion billion bytes that will grace our computers in the middle of the 2060)

There is however no need for all this aggravation…let’s learn from Chemistry and dear old Avogadro’s Number

So here’s my proposal:

1. Dig the Giga, Tera, Peta, Etcetc-bytes asap

2. Define a Mole of Bytes as 6.023x(10 to the power of 23) of them

3. Resize the capacities now. Say, a 100 Gigabyte disk becomes a mere 166 femtoMole. To sport even 100 Terabytes of storage area, will only mean less than 200 picoMoles of Bytes

This will surely give some renewed perspective to the whole business of visualizing trends in computing, and show that there is a long long way ahead before we can declare ourselves satisfied with our computational powers

UPDATE: there is now a blog dedicated to the “Mole of Bytes” idea. And some interesting thoughts from DARPA.

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Italiano Politica UE

Petizione per chiudere il Parlamento Europeo…

…a Strasburgo, e trasferire tutti a Bruxelles risparmiando circa 200 milioni di euri di dis-utili trasferte

http://www.oneseat.eu/

Votate numerosi!

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Democracy English EU Politics

Help the EU save some money…

…for once!

The European Parliament should be located in Brussels

It costs European taxpayers approximately 200 million euros a year to move the Parliament between Brussels/Belgium and Strasbourg/France. As a citizen of the European Union, I want the European Parliament to be located only in Brussels.

MEP's from different parties are behind the initiative

Please sign the on-line petition. It surely won't hurt. As of this moment there are already 60,000 signatories

And if we "need" the Strasbourg building because we "have to", let the French Government pay the whole bill

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Italia Italiano Politica Stretto

Il Sole splende sullo Stretto!

Dopo tanto lamentarmi, non posso contenere il mio entusiasmo (anche' perche' sono reggino) alle parole del neo-ministro Bianchi, il quale finalmente ha detto le cose come stanno: il Ponte, una disgrazia per l'Italia. Gioia Tauro, una grande opportunita' per il Mediterraneo

http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=90022  

Potessi telefonare al Magnifico Bianchi, gli suggerirei di spostare parte dei fondi del Ponte alla sistemazione anti-sismica dell'area dello Stretto, specie delle abitazioni private, per prevenire una futura grande tragedia. Ma forse pretenderei troppo ps se c'e' qualcuno che ha voglia di difendere il Ponte sullo Stretto, sono pronto a replicare punto per punto

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English Grants Innovation Policy Science

Grant Lotteries to Nurture Innovation

Wouldn't it make much more sense if scientific/development/other kinds of grants would be partially allocated via an open-to-everybody lottery?

I am talking about setting aside, say, 10% of the yearly budget and get it assigned on the basis of a lottery, instead than around policy guidelines

Such a lottery would be open to any applicant for whatever project, no matter how "logical" or "mainstream". I would only make restrictions against past winners that obviously mishandled the money

Why that? On the one hand, current "rational", "impersonal" committee-based decision-making processes can only encourage conformism.

And naturally so: if every decision must be carefully weighed and justified, committees will prefer to finance stuff that is well-accepted, and almost sure to show something in return for the expenditure

In other words, anything that is solidly within the limits of our collective knowledge.

Current grant application selections are also too biased in favour of those good at writing them, rather than good at conducting the research

One should finally not forget that a considerable percentage of the work financed, turns up to be a waste of time and money, either as it is a mere repeat of previous research/activity or simply a failure

Hopefully nobody in their right mind really believes that a Government's every expenditure is completely justified?

By setting up a Grant Lottery, we can recognize that an uncertain potential for discovery is better than a certain waste.

Otherwise, we will keep missing the possibility to courageously innovate beyond the boundaries of the tried-and-tested.

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Italia Italiano Politica

Non e’ ancora mattino, e gia’ piove

Ministro della Famiglia, una nubile. Ministro della Giustizia, uno sorpreso dalla scelta. Donne quasi tutte senza portafoglio (avra' avuto paura spendessero troppo?)

Eta' media non ne parliamo: ma la torta e' divisa come fossimo a vent'anni fa (magari per far sentire tutti piu' giovani)

Zio e nipote si passano la consegna della sottosegreteria alla Presidenza del Consiglio

Settantadue sottosegretari

ahinoi?

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Calcio Coppa del Mondo 2006 Italiano Juventus Lettere Repubblica

Perche’ tifero’ Messico

(Lettera a Vittorio Zucconi/Repubblica: letteredirettore@aol.com)

Caro Direttore

Ma come poter tifare Italia ai prossimi Campionati del Mondo? Magari la squadra fosse ritirata, almeno per pudore

Figuriamoci di cosa si parlera' tutte le volte che giochera' la squadra di Lippi (!!!)

Il Messico ha la bandiera bianca, rossa e verde, e il mio appoggio incondizionato per Germania 2006

saluti

ps Francamente, io juventino da quando avevo sei anni nel 1973, vedrei con favore un campionato bianconero di C2 per il 2006-2007, in modo da poter "risorgere" davvero (sempreche' la societa' non chiuda battenti definitivamente)

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English Football Italy Mexico World Cup 2006

I’ll be cheering Mexico during the World Cup

1. Italian football is too rotten to deserve participating, let alone win this year. I only wish they'd retire the squad now

2. I can't root for England. They'd be boasting about a World Cup win for the next 2,000 years

3. I can't root for Brazil. It's just too simple for them to win everything

4. I like Mexico

5. Mexico have a slim, remote non-zero chance of doing something good this year

6. The Mexican flag has got the right colours 😎