Mario Tozzi, Quando il Clima Fa Perdere La Testa

Guardavo stasera il programma Gaia di Rai3, e notavo sia con favore l’interesse suscitato in Junior (di anni 5), sia con stupore la professionalita’ e preparazione del conduttore, il celeberrimo Mario Tozzi.

In realta’, Gaia e’ forse l’unico programma televisivo che attualmente mi dispiace perdere, quando per un motivo o per l’altro non lo guardo in diretta (anche perche’, misteriosamente in replica non lo mandano proprio mai se non di nuovo in prima serata su Rai3).

Quando parla di terremoti, vulcani, tsunami, naturalmente il geologo Tozzi non puo’ che dimostrare un’ammirevole padronanza di linguaggio. Ma e’ lo stile a tu-per-tu con il telespettatore ad essere accattivante, e a differenziare Gaia dalle lezioncine troppo da scuola elementare della Famiglia Angela.

Cio’ che mi ha piu’ attirato in tutti questi anni e’ stato comunque il trovare una trasmissione italiana di qualita’ e livello simili a quelle naturalistiche della BBC, dove pero’ si possono scoprire particolarita’ del Bel Paese appunto e non dei soliti Albione e USA.

E poi Gaia e’ insuperabile quando come oggi mostra gli effetti “spiccioli” degli sconvolgimenti geologici, come la strada in Hokkaido trasformata da un vulcano in una serie di scaloni.

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Di fronte a tutto questo, lo stupore cui ho accennato viene naturale quando uno si rende conto che il Dott. Tozzi, appena si parla di clima, sembra invece trasformarsi in Mr. Hyde, anzi il Sig. Ade, con trasmissioni e proclami da tregenda, e dalle basi scientifiche molto piu’ opinabili.

Per esempio, in un passaggio in radio il 23 gennaio scorso ha intimato con tono adirato che chi non crede al riscaldamento globale, potra’ esserne ritenuto responsabile.

E in un altro passaggio radiofonico, pochi giorni fa, ha collezionato vari svarioni, fra il confondere “uragano” con “tornado” (piu’ di una volta); l’incolpare le migrazioni degli ultimi anni alla desertificazione (neanche Jeffrey Sachs arriva a tanto); il fare spallucce sulle ricerche che dimostrano che le nevi del Kilimanjaro non stanno diminuendo a causa di aumenti di temperatura (nonostante ne parli finanche American Scientist); il ripetere la fantasia secondo la quale l’IPCC e’ fatto di 2500 climatologi concordi sul riscaldamento globale (non e’ vero; per un esempio contrario molto rilevante, si legga qui); e il suggerire che la potenza degli uragani e’ semplicemente legata all’energia disponibile (una posizione estremista anche rispetto al blog cambioclimatista RealClimate gestito da scienziati della NASA; Chris Mooney ha appena pubblicato un libro, sulle discussioni scientifiche in corso).

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Insomma di rocce, il signore si’ che se ne intende, ma riguardo le nuvole, pioggia e compagnia bella improvvisamente quasi quasi ne sbaglia piu’ che l’astrologo.

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Nel romanzo di Stevenson, il Dr. Jekyll non poteva esimersi dal bere la pozione che lo trasmutava in un mostro. Nel mondo reale, l’impressione e’ che la pozione del Dr. Tozzi si chiami catastrofismo: anzi, catastrofilia, una specie di nichilismo radical-chic troppo in voga al momento in quasi tutto il mondo “Occidentale”, e troppo affascinante perche’ anche uno come il Tozzi possa evitare di perdervici la testa.

Speriamo che prima o poi, trovi l’antidoto. Nel frattempo, quando parla di clima, faro’ finta che il volume sia troppo basso.

Magari le prossime puntate di Gaia sul riscaldamento globale saranno utili per insegnare a Junior come guardare sempre in maniera critica la televisione.