Liberare, non sterilizzare

E’ cosa nota che indipendentemente dalla cultura e dalla religione (e in una certa misura, dalle politiche e dalla propaganda a sostegno della natalita’), il numero di bambini diminuisce con:

  1. L’aumentare della liberta’ femminile di imparare, pensare e agire
  2. Paradossalmente, il diminuire della mortalita’ infantile sotto i cinque anni (quando e’ soprattutto causata da malattie)

Con il senno di poi tutto cio’ e’ completamente sensato.

Ci sono tanti posti dove ogni donna e’ sostanzialmente eliminata dal gioco della vita: come dice Nicholas Kristof sul NYT prendendo in prestito il linguaggio del baseball, perche’ vittima dei “3 strike”: “poor, rural and female” (povera, rurale, e femmina).

Il loro unico scopo e’ fare bambini, che magari diventeranno fonte di gioia e soddisfazione, a meno che non muoiano. E visto che ne muoiono tanti, bisogna farne tanti di piu’, altrimenti l’esistenza stessa e’ priva di senso.

Infatti quando non possono fare figli, come nel caso di fistola ostetrica, vengono letteralmente messe da parte.

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Quindi poche storie su sterilizzazioni a pagamento, natura in pericolo e “tempo di emergenza”: se sono preoccupati della sovrappopolazione, che mandino le bambine a scuola, permettano loro di avere una carriera e una vita come una persona (leggi uomo) qualunque, e spendano i loro soldi in vaccinazioni e igiene pubblica e privata.

Il resto sono giochetti da Risiko.