Il Modo Sbagliato di Discutere di Pena di Morte negli USA

(una versione ridotta del testo sotto e’ pubblicata nella sezione Lettere sull’International Herald Tribune del 10 Gennaio 2008)

Alla Corte Suprema americana si discute in questi giorni se la procedura di esecuzione dei condannati a morte in Kentucky, basata su tre iniezioni, puo’ essere definita “punizione crudele e inusuale” e quindi incostituzionale (in base all’Ottavo Emendamento).

In realta’, e molto curiosamente, quanto sopra non e’ strettamente vero. Quello che si chiede alla Corte e’ di accettare o rigettare la proposta di due condannati a morte in Kentucky, che vorrebbero morire dopo un’iniezione singola.

In una situazione supremamente ridicola, l’avvocato dei condannati sta cercando di dimostrare la bonta’ del morire dopo la somministrazione di un singolo composto chimico…

Alcuni dei membri della Corte hanno problemi con quel modo di ragionare…e a ragione! Cosa impedirebbe per esempio un condannato in futuro dal chiedere di cambiare ancora, dopo aver detto che anche l’iniezione singola e’ incostituzionale?

E perche’ non continuare a usare qualcosa di ben noto (le tre iniezioni) visto che non c’e’ (ancora) prova che quella singola sia meno crudele o meno inusuale?

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In realta’ il problema di fondo e’ che l’intera questione e’ veramente mal posta.

La Costituzione dice “[…] punizioni crudeli e inusuali [non saranno] inflitte“.  Non suggerisce di usare il metodo “meno crudele” e/o “meno inusuale”.

Se la procedura a tre iniezioni e’ crudele/inusuale, allora ipso facto non va usata: anche se e’ il metodo meno crudele e meno inusuale che sia stato escogitato al momento.

E l’onere di trovare un modo per applicare la pena di morte in maniera costituzionale deve naturalmente pesare su chi vuole che la pena di morte venga applicata (e non con l’avvocato di due condannati). Il resto, e’ proprio insensato.