I Limiti di Di Pietro

Ci sono delle volte in cui mi verrebbe quasi voglia di iscrivermi all’Italia dei Valori di Di Pietro.

Ci sono altre volte invece in cui capisco benissimo perche’ ne voglio stare lontano: ad esempio, riguardo l’affaire Visco-Speciale.

Alla fine dei conti di sostanza nelle accuse pubblicate su Il Giornale deve essercene proprio poca visto che Speciale stesso dopo tanta cagnara ha praticamente deciso di lasciar cadere la cosa. Che gli si diano pure, questi “onori militari”.

Puzza anche il fatto che tutta questa storia sia stata fatta uscire fuori a pochi giorni dall’arrivo in Parlamento dei “verbali Unipol”, e guarda caso abbia messo in secondo piano le buone notizie economiche dopo la relazione OCSE.

Insomma non bisogna essere paranoici per vedere le solite manipolazioni da parte di chi anni fa denuncio’ di essere spiato con “cimici” che si sono rivelate finte.

E invece: eccolo li’ Di Pietro a chiedere che il Governo spieghi questo o quello, come se non ci fosse altro da pensare nel Paese.

Il problema probabilmente e’ nella ragion d’essere dell’Italia dei Valori: la quale esiste principalmente come movimento giustizialista, che in altri tempi sarebbe stato definito forcaiolo. Per cui non puo’ esimersi dal battere i pugni ogni qualvolta non siano state rispettate le regole alla lettera e fino in fondo.

Insomma, la logica di partito che fa a pugni, e vince, sulla logica di governo.

Un ottimo modo per farsi manipolare da chi ha lo scandalo facile: caro Di Pietro, non ci siamo proprio.