Guida Brevissima alla Epidemiologia

In campo epidemiologico, la “certezza” non si ha al di sotto di un rischio relativo pari a 3 (vale a dire, il 200% in piu’ o in meno del normale).

In altri termini, quando si sente dire per esempio che “e’ stato accertato che bere moderatamente il vino diminuisce l’incidenza delle malattie coronariche dell’XYZ%”, tale affermazione ha tanto meno valore quanto piu’ XYZ% e’ inferiore a 200%.

E’ per questo che si puo’ dire che il fumo di sigaretta CAUSA i tumori al polmone (rischio relativo circa 40, vale a dire, circa il 4000% in piu’ del normale) mentre per gli inceneritori e’ tutto ancora molto oscuro (aumenti dell’incidenza di alcune malattie del 16%, cioe’ un rischio relativo di 1.16).

E’ anche per questo che la commissione del governo britannico sulla cannabis, avendo scoperto un aumento a tutta prima impressionante, del 100% (rischio relativo: 2) del rischio di problemi psichiatrici fra i consumatori abituali di quella droga, ha solo potuto dire che “c’e’ un debole collegamento fra consumo e malattia”

2 Replies to “Guida Brevissima alla Epidemiologia”

  1. grazie giacomo. ci pensavo giusto ieri, il RR e le percentuali possono essere fuorvianti.

    Diciamo che la “normalita'” vuol dire un rischio relativo di 1 (ovviamente), e quindi un _aumento_ del rischio dello 0%.

    Rischio aumentato del 200% significa quindi un rischio relativo di 3.

    RR=40 e’ leggermente diverso quindi da aumento del rischio del 4000%. Sarebbe invece un RR=41 ma non ha senso una precisione del genere

    sui composti chimici che chiamerei inquinanti, siamo d’accordo che in linea di massima sarebbe bello non ci fossero. ma visto che ci sono, occorre valutare quanto facciano male. La mia preoccupazione, che e’ dietro questo blog cui hai risposto, e’ che si finisca come al solito in un turbinio di numeri senza che ci si possa capire un acca.

    sul numero 40 comunque devo andare a rileggermi quanto ho usato per il mio blog in inglese su leucemia e alta tensione

    http://omnologos.wordpress.com/2007/09/12/power-lines-cancer-and-the-meaning-of-statistics/

  2. ciao maurizio,
    non ho capito bene cosa hai scritto: rischio relativo pari a 3 (200% in piú o meno del nornale). e poi RR=40 4000%, RR=1.16 16%.

    un’altra cosa, dove hai preso il dato del fattore RR=40 per l’incidenza di cancro in soggetti fumatori?

    e poi l’epidemiologia va presa con le pinze nei casi di fattori multipi ambientali e fattori multipli di causa della malattia. per esempio il fumo di sigaretta é uno dei circa 40 fattori che si considerano negli studi di epidemiologia, e quindi se hai un cancro al polmone e fumi 40 sigarette al giorno non é detto che sia stato il fumo da sigaretta la causa del tuo mal. contro-esempio personale: mio bisnonno é morto a 97 anni ed é stato un accanito fumatore fino all’ultimo giorno! non é morto di cancro, una mattina non si é piú svegliato, il cuore gli si é fermato.

    é estremamente difficile dire che l’incenerire i rifiuti solidi urbani ti fa morire di cancro domani o dopodomani! o di altra malattia. sicuramente é vero che se c’é un alta concentrazione di composti chimici , di varia natura e stato, che non sono quelli usuali a cui siamo esposti ogni giorno, il fattore di rischio RR aumenterá di certo.

    l’inceneritore deve emettere come residui gassosi liquidi solidi, sostanze chimiche a noi comuni, cioé che la biologia del corpo umano possa trattare normalmente, senza alterare i processi biochimici.
    penso alle famose emissioni zero, ossia zero inquinanti. un po’di vapore acqueo un po’ di biossido di carbonio……

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