Filippo Facci, o Quando In Italia Si Diffama Anche Non Dicendo Una Parola

Straordinaria sentenza contro il giornalismo, quella pubblicata il 14 maggio 2009 sul Corriere della Sera, di quelle da far tremare tutto l’apparato cardiocircolatorio. E il bello e’ che qualcuno ci gongola pure sopra (cosa non si fa per odio in politica!!):

Il giudice Geo Orlandini del Tribunale civile di Brescia ha condannato per diffamazione la Società europea di edizioni (proprietaria del quotidiano Il Giornale) Maurizio Belpietro (all’epoca direttore) e Filippo Facci (autore della diffamazione) a 50 mila euro di risarcimento nei confronti di Alfredo Robledo, Sostituto procuratore al Tribunale di Milano.

Nella sentenza si legge che il giudice “accerta la natura diffamatoria ai danni del dott. Alfredo Robledo, Sostituto procuratore della Repubblica presso il tribunale di Milano, dell’articolo a firma di Filippo Facci dal titolo “Gli ultimi saranno gli ultimi” pubblicato in data 18/02/2006 sul quotidiano Il giornale”.

Filippo Facci dovrà pagare a titolo di riparazione pecuniaria ex art. 12 legge 47/48 10 mila euro e in solido “con i convenuti a rifondere le spese processuali per 9.500 euro, oltre al rimborso forfettario ex art. 15 ed accessori di legge.

Il giudice obbliga che la sentenza sia pubblicata una volta a caratteri doppi del normale, sulla pagina de “Il giornale” che ospita la cronaca giudiziaria, nonché sui quotidiani “La Repubblica” e “Corriere della sera” entro 60 giorni dalla comunicazione con addebito ai convenuti predetti delle relative spese.

E cosa ha scritto mai, questo Filippo Facci da meritare 50mila euro di risarcimento? L’articolo incriminato e’ disponibile in formato PDF sul sito de Il Giornale, e da li’ l’ho tratto in questa immagine:

Gli ultimi saranno gli ultimi
Gli ultimi saranno gli ultimi

Cosa dice di Robledo il condannato Facci?

  1. Non capisce “per quale ragione al mondo dovrebbe aver fiducia” in lui come magistrato
  2. Sta “formulando l’ennesima richiesta di rinvio a giudizio contro Berlusconi in campagna elettorale, si’
  3. Pensa “tranquillamente che la magistratura, quella in cui aver fiducia eccetera, di” uno come Robledo “potrebbe tranquillamente farne a meno
  4. Conclude su Robledo dicendo che di lui “non voglio dire una parola, perche’ ho il sospetto che ne avrebbe solo piacere

Evidentemente ho vissuto troppi anni in un Paese come l’Inghilterra, perche’ io una diffamazione da 50mila euro (o anche da un centesimo) non riesco a vederla. Specie poi quando uno scrive “non voglio dire una parola“.  E se l’avesse detta che sarebbe successo, una sentenza da milioni di euro?

Comunque preciso che le parole in corsivo sono di Facci, prima che debba sganciare 50 mazzettoni di banconote pure io 8)

Per fortuna mi arriva in soccorso il web. Ecco un’ipotesi su quale sia la frase diffamatoria

credo che l’offesa stia nella parte “i giudici stanno formulando l’ennesima richiesta di rinvio a giudizio di Berlusconi in campagna elettorale

Sedici parole? Da ripagare a un ritmo di 3125€ a parola? Wow!

Certo che uno non pretende mica anche in Italia il Primo Emendamento (troppa grazia!) ma se la diffamazione puo’ essere commessa in forma cosi’ obliqua e comprensibile solo leggendo fra le righe (non si era ancora, all’epoca, in campagna elettorale), tanto vale fare commenti solo sulla musica popolare malese negli anni ’50…

Notevolissimo anche il sottotitolo di un articolo pubblicato sopra quello di Facci: “Toghe misogine“. Chissa’ se quello si sara’ meritato pure lui qualche decina di migliaia di euro per diffamazione?

9 Replies to “Filippo Facci, o Quando In Italia Si Diffama Anche Non Dicendo Una Parola”

  1. tutto sommato facci lo manderei a lavorare nei campi con zappa, badile e falcetto, gli si addice e poi quando il sole picchia si abbronza così potrà essere più piacione e chissà forse imparerebbe qualcosa della vita. a … facci, troppe cene con con il maestro dell’informazione, “FEDE”, ti ha fuso l’unico neurone attivo. domandona a facci: ma non provi vergogna a dire corbellerie ?!?!

  2. facci è il nuovo FEde, è una vergogna fare giornalismo in questo modo. per me voi siete giornalisti che nn valgono niente!!! siete li non per merito ma per grazia ricevuta.
    Per Filippo Facci
    Giovanni

  3. SE questa senternza viene confermata in Appello, io xxxx.

    [NB commento vagamente censurato visto che chiunque puo’ presentarsi qui firmandosi “Filippo Facci”]

  4. Buongiorno,
    ritengo che la sentenza non sia affatto contro il giornalismo ma, al contrario, a favore dello stesso.
    Alquanto strane mi paiono le sue argomentazioni a favore di Facci. Da un ingegnere mi sarei aspettato un approccio più oggettivo e, perchè no, più scientifico.

    E’ chiaramente falsa l’affermazione:

    Non capisce “per quale ragione al mondo dovrebbe aver fiducia” in lui come magistrato

    Non parla in prima persona nel caso specifico. Se anche lo avesse fatto la struttura dell’articolo è chiaramente orientata a insinuare dubbi muovendo accuse fumose e cercando al contempo di evitare la eventuale condanna per diffamazione.

    Per fortuna questa volta giocare ‘a nascondino’ non è stato sufficiente per evitare una sacrosanta condanna.
    Lo ripeto, questa è una sentenza a favore e non contro il giornalismo. Manca oggi il coraggio di evitare l’insinuazione e la preparazione per oggettivare le proprie ‘sensazioni’ partigiane.

    Ritengo abbastanza ripugnante rinunciare al proprio punto di vista pur di remare sempre dalla parte politica di adozione. Che si parli di Travaglio o di Faccio, che si sia di destra o di sinistra (perchè poi occorre esserlo …. a prescindere qualcuno dovrà spiegarmelo) un minimo di oggettività sarebbe benvenuta.

    “credo che l’offesa stia nella parte …”: basta andare a leggere la sentenza. Non bisogna credere. Lasciamo alla religione e alle dittature questa caratteristica.

    1. Grazie del commento Giuseppe. “Credo” non era, ovviamente, nel senso religioso, ma come sinonimo di “ritenere”. E ritengo ancora, visto che non ho capito perche’ se un giornalista in un editoriale in prima pagina e quindi ovviamente pezzo d’opinione, esprime la sua opinione e/o quella del suo giornale, dovrebbe essere condannato. Anzi, dopo la sentenza Facci non possiamo aspettarci che le solite stupidaggini insipide. Ma insomma…di cosa abbiamo paura? Esistera’ un solo lettore che cambiera’ opinione dopo aver letto gli editoriali di Facci o di chicchessia?

      1. Perchè mi tratta da deficiente?
        Prima mi ringrazia per il commento e poi mi dimostra di avere scarsissimo rispetto per il commento stesso.
        Un “editoriale” in quanto tale è un pezzo di opinione e di conseguenza non capisce perchè dovrebbe essere condannato!!!!!
        Eppure lei è un ingegnere.
        Certi meccanismi logici non dovrebbero esserle completamente sconosciuti.
        “Dopo la sentenza Facci non possiamo aspettarci che le solite stupidaggini insipide”!!!!!!
        Dov’è in nesso di causalità che a lei appare così evidente? Capisco che ha un’alta opinione di se ma non sarebbe più esatto usare la prima persona? E’ rimasto contaminato dal modo di scrivere di Facci o è una forma di plurale maiestatis?
        Io non ho paura di Facci e penso che nessuno ne abbia.
        Questo non significa che Facci stesso può scrivere impunemente quando è evidente la diffamazione.
        Non so se qualcuno possa cambiare idea leggendo il ‘presunto’ editoriale di Facci. Non lo può sapere neanche lei pertanto l’intento retorico della sua domanda in realtà non lo è. E se ci pensa bene questo non era neanche l’argomento del suo post originario.
        Spero che voglia mettere un pò più di impegno nella sua ebentuale risposta così potrò anch’io ringraziarla per il commento. Eviterà inoltre di sembrare superficiale al punto da diventare offensivo per lo scarso rispetto dell’intelligenza altrui. Sono convinto che non era questo il suo intento. Nel caso lo fosse le comunico che non c’è riuscito.

      2. Se qualcuno mi fa la cortesia di lasciare un commento sul mio blog, non posso che ringraziarlo. Mi sembra il minimo. Se poi siamo d’accordo o no su un argomento, e’ un discorso a parte.

        “Questo non significa che Facci stesso può scrivere impunemente quando è evidente la diffamazione”

        E’ questo il punto. L'”evidenza” secondo me non c’e’, e la diffamazione puo’ essere notata solo dopo un’attenta rilettura andando “dietro le righe”.

        Una cosa e’ scrivere “Robledo si tiene nel cassetto le denunce contro Berlusconi e le fa uscire in campagna elettorale” (diffamazione evidente), un’altra dire “i giudici stanno formulando l’ennesima richiesta di rinvio a giudizio di Berlusconi in campagna elettorale”…la qual cosa potrebbe anche essere un dato di fatto (visto che di tali richieste in campagna elettorale Berlusconi ne ha fatto la collezione), con solo un velatissimo “odore” di insinuazione e quindi una traccia quasi invisibile di diffamazione.

        Se si tratta invece della stessa identica cosa, e qualcuno me lo puo’ dimostrare, sono tutt’orecchi.

        Altrimenti ci sara’ da preoccuparsi non solo di quello che si scrive, ma anche di come qualcuno potrebbe, forse, chissa’, interpretarlo. E come dobbiamo interpretare la parole di oggi di Napolitano riguardo i giudici?

        http://www.corriere.it/politica/09_giugno_09/napolitano_magistrati_crisi_9c224888-5509-11de-b097-00144f02aabc.shtml

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