Dichiarazione Collettiva di Responsabilita’ Italiana

Che dite, non sarebbe un buon inizio?

Noi sottoscritti Italiani di vita e di cultura riconosciamo di:

-avere come obiettivo una felicita’facile, mai seriosa, non troppo impegnativa, non troppo faticosa” (1)

-essere capaci di tollerare di tutto e di piu’ in nome di tale felicita’: al punto da aver inventato e poi permesso non solo lo stabilirsi della dittatura fascista e l’impunita’ dei delitti come quello Matteotti, ma anche l’implementazione delle vergognosissime leggi razziali, e l’entrata in guerra per dimostrare una virilita’ del nostro regime poi rivelatosi metaforicamente eunuco

-essere anche capaci di atti di incredibile eroismo nella lotta partigiana, e di costruire fra fame e macerie una Repubblica con una Costituzione avanzatissima per i suoi tempi: ma solo dopo aver toccato il fondo e anche piu’ in giu’, dopo che “una mattina” (il 9 settembre) improvvisamente ci siamo “svegliati” e abbiamo “trovato l’invasor” (come indicato con sottile ironia nella celeberrima “Bella Ciao“)

non avere remore a piangere miseria e a lamentarci della scarsa rappresentativita’ della “Casta” dei politici: per poi acquistare in massa le TV ultrapiatte, strafregandosene della previdenza, ed eleggere senza tema di smentita quegli stessi, vituperati politici (2)

-sognare un mondo dove non occorrano regole e tutto venga risolto d’amore e d’accordo: e per quel motivo, riconosciamo di arrivare a lastricare di buone intenzioni la strada per il nostro inferno, a partire dal radicamento di mafia e affini come gruppi di mutuo soccorso contro lo Stato-nemico, passando poi per la pericolosissima ingerenza etico-episcopale nella politica, non cosi’ dissimile dal corporativismo dirigista del fascismo, per finire con il consociativismo catto-comunista degli ultimi sessanta anni che blocca ormai ogni idea e ogni riforma e trasforma la politica in una pura “spartizione della torta“. Della corruzione per un pezzo di pane e/o un panettone, siamo ormai famosi nel mondo.

-parlare infine a vanvera di liberta’ di pensiero e di opinione, nonostante appunto siamo pronti a demonizzare chi la pensi diversamente da noi quasi fossimo tutti tanti Torquemada: tanto che non e’ possibile sentire ogni opinione neanche nelle manifestazioni a favore dei diritti civili

Riconosciamo infine l’ovvieta’ che se vengono ripetute le azioni passate, e’ quasi impossibile aspettarsi risultati diversi. Un giorno forse ne trarremo le conseguenze: speriamo solo di non dover aspettare di essere “invasi da qualche ex-alleato, di nuovo.

(seguono: 60 milioni di firme)

(1) Sulle promesse del populismo italiano: Piero Ignazi, IlSole24Ore, 03/02/2008

(2) Sul contrasto fra TV ultrapiatte e previdenza: Marco Liera, IlSole24Ore, 09/12/2007