Omosessualita’, ONU e Vaticano

Notizie non molto edificanti, ovviamente, dal fronte omosessualita’-ONU-Vaticano, dopo l’intervista a Mons. Celestino Migliore, Osservatore Permanente della Santa Sede presso le Nazioni Unite (disponibile qui in italiano e nell’originale francese), che ha detto che il Vaticano non firmera’ la proposta francese/UE di dichiarazione ONU contro la discriminazione degli omosessuali (qui nella versione “originale” in inglese).

Intanto inviterei Mons. Migliore a essere un portavoce migliore, che eviti pronunciamenti straordinariamente sibillini come il seguente

Dans une déclaration ayant une valeur politique et signée par un groupe de pays, il est demandé aux Etats et aux mécanismes internationaux d’application et de contrôle des droits de l’homme d’ajouter de nouvelles catégories devant être protégées contre la discrimination, sans tenir compte que, en cas d’adoption, elles créeront de nouvelles et terribles discriminations

Certe dichiarazioni e certe prese di posizione andrebbero spiegate MOLTO BENE e PRIMA e non lasciate a un affannoso gioco di contropiede come si vede in questi giorni. Ha seminato vento, povero Monsignore, che cosa si poteva aspettare, se non la cagnara che e’ scoppiata in Italia?

E pur tuttavia, neanche fra i vociferi antivaticanisti mi sembra di vedere granche’ di buono. Notiamo come il casino sia stato quasi tutto italiano, e notiamo anche quanti siano saltati immediatamente sulle quattro parole di Mons. Migliore…come se ci fosse un nervo scoperto (*). O come se ci fossero avvoltoi sempre in agguato, al minimo sentore di qualcosa che puzzi.

E perche’, viste come sono andate le cose ultimamente (Sapienza inclusa) gli antivaticanisti devono ri-cascarci e, buttandosi a capofitto contro il Vaticano, rimettersi in condizione di essere dipinto come “laicisti d’attacco”? Come si dice, se siedi al tavolo del poker e non sai chi e’ lo stupido…

Infine non puo’ il Vaticano dire come la pensa? Quando lavoravano per far passare la mozione sulla pena di morte, hanno forse i Radicali concentrato i loro sforzi nel denunciare chi non era d’accordo?

Che si trovino i voti per far passare la mozione francese, e del resto chi se ne importa…

L’impressione finale, che magari e’ sbagliata, e’ che tutto questo seguire cosa si dice in fondo a via della Conciliazione sia una forma di omaggio dei Radicali (e non solo) all’autorita’ del Papa e dei Vescovi.

(*) Niente links per Repubblica.it, che a quanto dice news.google.it ne sarebbe piena, visto che continua il mio sciopero della lettura

La Vita Privata di Magdi Allam

Mi si permetta un ossimoro…qualcuno ha notizia della vita privata di Magdi Allam? Ne e’ rimasta piu’ traccia, adesso che anche la sua “vicenda di privato cittadino” e’ oggetto di mondovisione e commenti a livello mondiale?

Allam “spiega” il perche’ di tanta pubblicita’ parlando dei neo-Cristiani ex-musulmani che vivono isolati dalla loro vecchia comunita':

mi auguro che dal gesto storico del Papa e dalla mia testimonianza traggano il convincimento che è arrivato il momento di uscire dalle tenebre dalle catacombe e di affermare pubblicamente la loro volontà di essere pienamente se stessi.

Speriamo. Una conversione e’ un fatto personale, cos’altro puo’ essere? Anche con le migliori intenzioni, non andrebbe utilizzata per motivi politici, in supporto a un gruppo di persone. Almeno, non in maniera cosi’ spudorata e plateale.

C’e’ troppa TV, in Vaticano.

Gandhi, Gesu’ e il Vaticano

Interessanti e significativi estratti da “Un Santo Indu’ in Vaticano” di Gianfranco Zizola, prima pagina del supplemento Domenicale del Sole24Ore del 3 Febbraio 2008, riguardo la presenza a Roma del Mahatma alla fine del 1931:

[...] Si presenta l’opportunita’ di un incontro unico fra la Chiesa romana e il movimento della Nonviolenza. Gandhi e’ incoraggiato dall’articolo pubblicato nella prima pagina dell’Osservatore Romano del 27 novembre intitolato “Come Gandhi parla di Dio“.

A firma di “X“, il giornale vaticano ha commentato con sorprendente calore la sua conferenza alla Columbia Grammophone Company e ha rintracciato nel suo linguaggio “reminiscenza di Aristotele e di san Tommaso“, augurandosi che “la voce di Cristo riesca a farsi ascoltare anche da quest’uomo eccezionale, che mostra tanto amore per la verita’ che rende liberi“.

Tuttavia Gandhi aveva incontrato da tempo la figura di Gesu’. Sulla parete di fango della sua capanna era appesa una stampa in bianco e nero con l’immagine del Cristo e la scritta “Egli e’ la nostra pace“. Leggendo il Nuovo testamento egli era stato rapito dal Sermone della Montagna. “E’ il Sermone che mi ha fatto amare Gesu’. Leggendo tutta la storia della sua vita in questa luce, mi sembra che il cristianesimo resti ancora da realizzare. Fintanto che non avremo sradicato la violenza dalla nostra civilizzazione, il Cristo non sara’ ancora nato. E’ il Sermone della Montagna che mi ha rivelato il valore della resistenza passiva. Io fui colmo di gioia leggendo ‘Amate i vostri nemici, pregate per coloro che vi perseguitano“.

In una riunione a Losanna Gandhi ha confermato di sentirsi attirato dalla figura di Gesu’ Cristo, ma di essere frenato dal cristianesimo cosi’ come e’ stato distorto dalla mente greca di Paolo e riciclato dalla cristianita’ in Occidente. Un giorno ha chiesto: “Come puo’ essere fraterno chi crede di possedere la verita’ assoluta?

L’udienza, purtroppo, non si materializza:

Secondo i rapporti della Polizia fascista il rifiuto vaticano potrebbe esser dipeso da banali questioni di abbigliamento…perche’ Gandhi “non voleva assogettarsi a un vestimento piu’ decente“. Mussolini, lui, ha trovato il tempo per riceverlo a Palazzo Venezia. Altra spiegazione e’ che il Papa temesse, ricevendo il “ribelle“, di fare uno sgarbo all’Inghilterra. Una terza ipotesi sara’ formulata alcuni anni dopo da Jawaharial Nehru: il rifiuto sarebbe stato motivato dal fatto che “la Chiesa Cattolica non approva i santi o i mahatma al di fuori della propria circoscrizione“.

Gandhi ottiene comunque la possibilita’ di visitare i palazzi del Vaticano

[...] gira intorno piu’ volte [al grande Crocifisso del XV secolo che sovrasta l'altare della Cappella Sistina], come per eseguire il rito indiano della circumambulazione di un oggetto di culto. “Non si puo’ fare a meno di commuoversi fino alle lacrime“.

Il mezzo idillio fra Gandhi e il Vaticano termina bruscamente dopo la partenza del Mahatma, e le forze della chiusura spirituale e mentale prendono il sopravvento:

Meno di due mesi dopo la mancata udienza “La Civilta’ Cattolica” dedica al leader pacifista due ampi articoli nei quaderni del 6 e 20 febbraio 1932, senza firma, sigillo di autorevolezza istituzionale [...] nel primo si raccolgono i principali elementi della biografia e della teoria denominata “Satyagraha” (cioe’ “fermezza della verita’“) dell'”agitatore nazionalista indiano“, la cui assimilazione a San Francesco anche da parte di cattolici e’ vista come una “deplorabile profanazione” mentre si critica come nefasto il suo programma di por fine al dominio britannico. Il secondo articolo critica l’universalismo religioso gandhiano, attribuendogli la mira di induizzare il cristianesimo per renderlo subalterno al suo programma nazionalista, o al meglio per diluire il senso cristiano nel mare dell’indifferentismo sincretista.

Dovranno passare trentasette anni per poter leggere, nella stessa “Civilta’ Cattolica” (I, 1969) un saggio “Gandhi e la nonviolenza” in cui si riconosce che “molte sue concezioni e metodi sono diffusi in tutto il mondo, entrando a far parte del retaggio dell’uomo moderno, del quale ispirano la lotta per la liberazione umana“. “E’ strano – e’ la conclusione – che mentre nazioni cristiane ricorrono alla violenza per conseguire i loro scopi, e cercano di giustificare la violenza, abbia dovuto essere un indu’, fedele e convinto, a scoprire il legame fra verita’ e nonviolenza per realizzare il cambiamento sociale“.

Ahime': se le nazioni “cristiane” hanno seguito l’esempio del Vaticano nell’evitare l'”agitatore nazionalista indiano“, cio’ non e’ strano affatto.

Il Papa Sbagliato

A fare due passi in rete si puo’ sperimentare un odio spaventoso contro questo Papa, sia come Papa sia (si ha l’impressione) come persona.

Un odio tutto italiano. E le ragioni del quale possono essere molte (a parte il solito anticlericalismo italiano di stampo veterocomunista: anche i tentativi maldestri di Giuliano Ferrara & c. di tirarlo dalla loro parte; la terribile campagna politica della CEI, prima con Ruini e ora con Bagnasco).

Io invece dico che e’ colpa del Papa stesso. Il quale dice e scrive molto, con il piccolo difetto pero’ che per capire cosa dice e scrive, bisogna sentirlo e leggerlo…per intero!

Che scandalo!! Un Papa che non fornisce frasi ad effetto, corte abbastanza da poter essere inscatolate in questo o quell’articolo???

E peggio per lui, allora: non potra’ che vedere i suoi messaggi arrivare completamente distorti in TV e sui giornali.

Il Papa dice che la pace si impara dai familiari? E invece i giornali scrivono “Il Papa difende la famiglia tradizionale“. Il Papa vuole presentare un accorato appello all’Universita’ italiana e a tutte le discipline scientifiche a non buttare via la “sapienza delle tradizioni religiose”? E invece tanti subito a denunciare un fantomatico tentativo del Papa di intromettersi in ogni angolo della cultura.

Mettiamo anche in mezzo il fatto che non e’ fotogenico, e’ un po’ vecchietto, non ha carisma e non viene granche’ bene in televisione. E ha il difetto di dire quello che pensa (orrore! orrore!): ed ecco pronta la rivelazione: al Conclave, hanno eletto il Papa sbagliato.

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Magari al prossimo Conclave sara’ possibile ottenere la consulenza di una societa’ di marketing, ed eleggere un Papa che potrebbe andare all’Isola dei Famosi

E invece chissa’…e se fosse sbagliata la cultura italiana del “messaggio istantaneo”, della “lettura in pillole”, che non vuole informarsi alle fonti originali?

Io le mie lezioni le ho imparate: e del Papa, sui giornali italiani di ogni forma e tipo, non leggero’ piu’. Se voglio ascoltarlo, andro’ a sentirlo e a leggerlo personalmente.

Una Prece Per I Preti

In seguito al mio intervento riguardo il Papa, la Famiglia e la Pace, mi e’ stato chiesto: “Ma se si accettano nella grande famiglia umana anche le altre famiglie, perchè non dare loro anche pari opportunità e pari diritti?” Ecco la mia risposta:

Per lo stesso motivo per cui qualcuno ha avuto la bella pensata di pugnalare nell’anima la madre di Piero Welby; e per il quale fino a pochi anni fa i suicidi e i bambini morti prima del battesimo non erano sepolti in terra consacrata, lo Stato della Chiesa praticava la pena di morte, la Messa era in latino e consisteva nell’osservazione della schiena del prete da parte dei fedeli; etc etc

C’e’ un gruppo di tizi tutti maschi che affidano la loro vita alla propria organizzazione nella consapevolezza che la vecchiaia sara’ in fondo in fondo solitaria e una bella, potenzialmente gioiosa ed entusiasmante parte della loro natura umana non potra’ mai essere espressa pubblicamente. Una vita intera senza una passeggiata per mano in pubblico in un parco: e ci meravigliamo se si mostrano tradizionalisti, vendicativi e puntigliosi?

Oltre a sottolineare tutte le volte che nonostante le chiare indicazioni da parte dei loro testi sacri, riescono a mostrare una straordinaria mancanza di carita’, bisogna capire e incoraggiare quando si dimostrano capaci di azzeccare qualche decisione e ragionamento riguardo al mondo reale nel quale non vivono, qualcosa che tutto sommato ha del miracoloso.

Giuseppe R. probabilmente non lo fara’ mai, ma il prossimo Papa potra’ usare il discorso di Benedetto XVI dell’1 gennaio 2008 per “riconoscere” che ci sono tanti tipi di famiglie, da marito-moglie- figli a 7-miliardi-di- fratelli- e-sorelle passando per uomo-uomo, donna-donna, marito-marito, moglie-moglie, fratell-sorella, sorella-sorella, e ogni altra combinazione mai pensabile e attuabile, inclusa quella di padre-figli spirituali (come quella di tal Carlo “Giovanni Paolo” W): perche’ dal punto di vista della “pace” cio’ che importa e’ che le nuove generazioni vedano prima di tutto in casa, fra le altre cose, anche come si risolvono “in pace” i conflitti.

Quale Famiglia per il Papa

Presentato su Repubblica (ma non solo) come l’ennesima difesa della famiglia intesa come fondata sul matrimonio fra un uomo e una donna, il messaggio del Papa per la Celebrazione della Giornata Mondiale della Pace 2008 andrebbe invece letto.

Di riferimenti al “matrimonio tra un uomo e una donna” ce ne sono ben…quattro!

Fosse una Legge dello Stato, il Messaggio sarebbe facilmente emendabile tramite un referendum che abrogasse quei passaggi, che sembrano quasi aggiunti come postille.

Nel resto del testo la definizione tradizionale della “famiglia” non sembra, infatti, assolutamente necessaria. Si tratta di una serie di affermazioni sulle quali sarebbe difficile polemizzare, e che possono essere sintetizzate in un ovvio “la Pace si stabilisce e si impara prima di tutto in casa propria“, piu’ alcuni doverosi riferimenti a guerre civili, corse al riarmo e l’onnipresente minaccia di una guerra atomica regionale o mondiale.

Oserei dire che ci sono echi Gandhiani ma ne riparlero’ in altro blog.

D’altronde, se il Papa puo’ allargare la definizione di “famiglia” per comprendere la “famiglia umana” formata da tutti ma proprio tutti, e quindi priva di un uomo e una donna come “genitori”, non vedo perche’ non poter definire “famiglia” anche altri modi di convivenza.

Notizie dal Partito Smembro-(demo)-cratico

Il carrozzone comandato (scusate la battuta) da Walter Veltroni ha ricevuto oggi ben due contributi decisamente significativi…

Sul lato preti, il Cardinale Bertone si e’ candidato a un Premio per la Comicita’ dicendo che il Partito Democratico non deve “mortificare i cattolici”. Mortificare? Mortificare??? Ma se c’hanno la sede di fronte all’unica Chiesa di Roma aperta 24h? E il leader (scusate, ancora…) non e’ neanche capace di far approvare il riconoscimento delle unioni di fatto nel Comune di Roma (figuriamoci al Parlamento).

Bertone sembra anche aver scoperto che il PCI era anch’esso fautore dello Stato Etico, e quindi Togliatti e Berlinguer parlavano la stessa lingua di certa gerarchia cattolica odierna. Non mi sembra proprio che ci sia niente di cui vantarsi.

Sul lato mangiapreti, invece, Piergiorgio Odifreddi, ultimo difensore della Vera Laicita’, ha cosi’ tanto terrore di considerare finanche la possibilita’ di un’esistenza “spirituale” , da non poter esimersi dall’inficiare i suoi giustissimi discorsi sulla separazione fra Chiesa e Stato con insulti di bassa lega (ufo e astrologia oggi, babbo natale l’anno scorso) in una maniera cosi’ vetusta che finanche Gramsci se ne era voluto allontanare.

Come faranno tutti questi signori a convivere nello stesso Partito, sara’ un mistero che bisognera’ davvero vedere per credere.

La Chiesa Nella (e che mi) Tormenta

Questa e’ una Chiesa che amo ed e’ anche una Chiesa che mi tormenta
– Padre Walter H. Cuenin, ex Parroco a Newton, Massachusetts

Ormai siamo arrivati al punto che quando un prete o un cardinale vengono accusati di molestie sessuali, non e’ piu’ una notizia cosi’ grossa come sarebbe stato pochi anni fa.

E’ come se il mondo del giornalismo si stesse assuefando all’idea, cominciando a considerare “normale” la devianza quando accade nel clero, in una specie di condanna definitiva e senza appello che dovrebbe preoccupare non poco anche se paradossalmente rende la vita degli accusati piu’ facile.

Come si dice, a furia di tirar fango, qualcosa rimane sempre appiccicata: ma soprattutto, viene da rispondere, quando c’e’ incapacita’ a rispondere seriamente.

Cosa mai hanno combinato nel frattempo, infatti, all’interno della gerarchia Cattolica?

Perche’ non hanno ancora sostanzialmente preso il toro per le corna?

Come mai si sentono ancora scuse di vario genere focalizzate ad arroccarsi in un castello di paglia, invece che una decisa presa di posizione con il coinvolgimento anche della Magistratura, in Italia e altrove, laddove si parla di reati gravissimi come la violenza sessuale su minori?

Chi ha mai pensato che fosse cosa buona e giusta abbandonare fino ad oggi il “debole”, i bambini e i ragazzi presunte vittime del prete di turno ma che comunque devono affrontare il Calvario della testimonianza di fronte a un investigatore o a un giudice?

Perche’ si e’ cercato di appoggiare l’accusato sempre, e comunque ben oltre quanto ci si puo’ aspettare da uno “spirito di corpo” fra ecclesiastici, senza lesinare insinuazioni volte ?

Una delle poche buone notizie su questo fronte, ultimamente, e’ stata la richiesta ufficiale di perdono da parte del cardinale Roger Mahony, capo dell’arcidiocesi cattolica di Los Angeles, “per gli abusi sui minori compiuti dai prelati cattolici dagli anni ’40 fino ai giorni nostri.

Una delle poche.

Perche’ c’e’ voluto cosi’ tanto tempo?

* Forse perche’ preti e cardinali sono tutti cattivi-complici dei seviziatori?
Un’idea troppo strana per essere vera. Si tratta pur sempre di quel clero che ha dedicato la vita agli ideali Cristiani.
E poi le cospirazioni, piu’ sono grosse e meno sono credibili (e fattibili)

* Forse per paura, per evitare di richiamare approfittatori capaci di inventarsi storie per ricattare le varie Diocesi?
Sarebbe un fasciarsi la testa con un po’ troppa gagliardia. Dove mai sono, tutti questi mitomani? E quand’anche ci fossero, non dovrebbero essere essi stessi oggetto di lavoro e recupero per una Comunita’ di Cristiani, invece che scusa per non proteggere adeguatamente i bambini?

* Forse per evitare lo Scandalo alla Chiesa? Forse perche’ il mero pensiero che alcuni sacerdoti si siano comportati in maniera cosi’ abietta, e’ contrario a tutto cio’ in cui si crede: e quindi la fiducia va sempre e comunque riposta nel clero?
Ma questa sarebbe una visione da servitori di Dio e Mammone, Cristiani a chiacchiera ma pronti ad anteporre l’entita’ “Chiesa” alle necessita’ di ogni fedele, e soprattutto alle necessita’ dei fedeli piu’ indifesi quali i bambini.
Alla Chiesa si puo’ pure dedicare la propria vita: ma l’anima, quella meglio riservarla sempre e solo al Creatore.

* Forse per ignoranza allora, perche’ la violenza sessuale nei confronti di minorenni da parte di una figura di autorita’ quale puo’ essere un prete, e’ stata considerata un problema di ordine morale su cui magari dover discutere e riflettere, invece che una patologia quale essa e’?
Questo punto merita qualche considerazione.
E’ da alcuni secoli che il celibato sacerdotale e’ stato imposto in quasi tutta la Chiesa Cattolica, anche se si ripete sempre che non e’ da considerare un dogma di fede. Dopotutto, le comunita’ Cattoliche di rito Albanese i preti sposati li hanno eccome.
Ma in un ambiente dominato completamente da chi ha fatto voto di rinunciare ad avere una partner, e’ naturale che il problema della sessualita’ venga misinterpretato (si pensi a Giovanni Paolo II che praticamente dichiaro’ di considerare peccato il desiderio del marito per la moglie).
Nell’ipotesi quindi che ci sia buona fede in quasi tutti (ipotesi senza la quale e’ inutile continuare a stare nella Chiesa), non e’ irragionevole pensare che non si sia capito fino in fondo l’orrore della “tripla devianza”, l’”incesto traditore” di chi approfitta di bambini e minorenni nella tripla veste, talare, di adulto e di “genitore spirituale”.

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Tutto considerato, l’impressione e’ che l’ordine di tacere, nascondere e minimizzare sia arrivato dall’alto, il che vuol dire la Curia Romana, dove evidentemente da un lato si fidavano poco dei loro pastori, e hanno temuto che il problema degli abusi sessuali fosse piu’ pervasivo di quello che e’, e potesse esplodere sui giornali se rivelato appena un po’.

E dall’altro lato hanno deciso di sperare che il problema se ne andasse da solo, scommettendo di poterlo nascondere (e perdendo la scommessa), magari proprio dopo averlo malinteso come una semplice questione morale.

Cosa fare? Cominciamo da un po’ di realismo:

  • Gli innocenti, naturalmente, esistono.
  • Essere accusati di molestie sessuali non vuol dire esserne colpevoli
  • “Certe cose” accadono in altri gruppi e in altre confessioni religiose, un po’ ovunque ci siano dei bambini e l’attrazione maligna dal potere.
  • Esistono anche molti commentatori che evidentemente gioiscono nel poter mettere in difficolta’

PERO’

  • Esistono sacerdoti colpevoli di quelle azioni che e’ poco dire abominevoli. Considerata la mia esperienza personale, il problema e’ diffuso ma non troppo: tutto quello che ho mai saputo, sono state storie riguardo “amici di amici”.
  • Non e’ fantasioso pensare che alcuni individui, orripilati dopo aver scoperto di essere sessualmente attratti da bambini e minorenni, cerchino di espiare questa “colpa” e guarire dai loro problemi entrando in un clero dove ogni sessualita’ e’ repressa: magari poi per fallire, e ricadere nel “peccato”
  • I maldestri tentativi viste fino ad oggi hanno trasformato parte della Chiesa, in sostanza e in immagine, in una cattiva, impietosa matrigna.
  • Altre scrollatine di spalle faranno del male un po’ a tutti: Chiesa, gerarchia, fedeli, colpevoli, e naturalmente alle vittime.

Facile immaginare allora come procedere:

  • Riconoscere il problema, non puntare il dito altrove. C’e’ una ferita, anzi migliaia di ferite che non possono richiudersi finche’ il pentimento dell’organizzazione-Chiesa non arrivera’ a compimento.
  • Interrompere subito e per sempre complicati discorsi di discolpa da lana caprina
  • Smettere ogni tipo di distinguo (per esempio fra rapporti sessuali con bambini prima della puberta’o ragazzi).
  • Astenersi da scuse di ogni genere
  • Cominciare con il lavare i panni sporchi in pubblico, invece che perdere ulteriore tempo nell’inutile copertura dell’incopribile, e nella stupida difesa dell’indifendibile. Sicuramente, un prete innocente di fronte a Dio non ha nulla da temere.
  • Affrontare il problema della sessualita’ repressa nel clero: individuare e aiutare chi cerca nella stola la guarigione ai suoi problemi. E naturalmente, permettere all’uomo-prete di essere uomo completo, con una famiglia.
  • Aprire la Chiesa al mondo reale, in modo da evitare che la gerarchia viva nel proprio universo.
  • Finirla una buona volta con la religione contabile, che fa officiare Messa a chi ha violentato dei bambini ma rifiuta la Comunione a chi e’ stato abbandonato dal coniuge, o lo ha abbandonato per poter tornare a vivere una vita decente e serana; e il Battesimo a chi e’ nato senza colpa da una coppia non sposata secondo il rito.

E perche’ no, recuperare l’immagine, perche’ l’immagine conta. Altrimenti il Papa non andrebbe in giro sempre vestito di bianco.