La Stazione Spaziale Internazionale Transita Su Londra Nella Costellazione di Orione

Questa e’ la Stazione Spaziale Internazionale che transita il 7 marzo verso le 19:00 tra le stelle Alnitak (a sinistra) e Alnilam (a destra) in Orione sopra Londra.

La ISS in Orione

La ISS in Orione

Sorprendentemente, e’ possibile fare queste riprese con macchine fotografiche poco costose, e tenute in mano.

Mancano 90 Anni Alla Fine Del Mondo

dal blog Bad Astronomy:

una pubblicita’ dei Doritos e’ stata inviata verso la stella 47 Ursa Majoris. Purtroppo gli alieni quasi sicuramente interpreteranno male il filmato, e organizzeranno una flotta di invasione della Terra per salvare quei poveri piccoli danzatori dal mostro bipede (noi)

L’unica speranza e’ che la flotta non voli piu’ veloce della luce, nel qual caso ci raggiungeranno “solo” in 90 anni.

Tutti a guardare il cielo intorno al 2100 quindi, nel caso i quarantasetteursamajoriti (o anche i quarantotto, o i quarantasei) arrivino a salvare i Doritos!!!

La Luna e…i Rifiuti

Hans Blumenberg (autore di “Juenger: Non Sporcate la Luna“, supplemente Domenicale del Sole24Ore, 17/2/2008) sembra essere riuscito nell’impresa di sbagliarle tutte o quasi.

Contrario alla preoccupazione di Juenger che le missioni abitate lunari avrebbero lasciato spazzatura sul nostro satellite naturale, Blumenberg scrive che sulla Luna non sono state lasciate tracce di “bisogni” terrestri, come le lattine di Coca-Cola.

Sara’, ma sicuramente ci sono molte tracce di “bisogni” lunari: come per esempio i rottami distrutti degli ultimi stadi del lanciatore Saturno, e delle cabine abitate dei moduli lunari (“LEM“), regolarmente mandati a impattare la Luna dopo aver svolto il loro compito. Chissa’ quanti pezzetti di plastica e metallo sono li’, sparsi a luccicare per miliardi di anni a venire.

Blumenberg sbaglia anche quando dice che, a differenza della “classica spedizione degli esploratori“, le spedizioni Apollo non soffrivano di “scarsita’ dell’equipaggiamento“.

In realta’, per raggiungere la Luna in meno di un decennio, e farlo prima dei Sovietici, alla NASA hanno davvero dovuto tirare tutto fino all’osso: evitando, appunto, “ogni grammo di bagaglio superfluo“.

Un esempio per tutti: come ben descritto da Andrew Chaikin in “A Man on the Moon“, libro ahime’ ancora non tradotto in italiano, nella progettazione del LEM la massa di materiale usato e’ stata pensata e ripensata piu’ volte, eliminando tutto il superfluo (piu’ di una tonnellata in totale, inclusi 57 chilogrammi nella disperatamente denominata “Operazione Raschiatura“).

Via le finestre panoramiche, via i sedili, via ogni struttura non strettamente necessaria: alla fine il portello di uscita, spesso pochi millimetri di alluminio, tendeva a bombare verso l’esterno a causa delle pressione atmosferica nella cabina, in maniera definita “inquietante” dagli stessi astronauti.

A ben pensarci comunque, anche una “classica spedizione degli esploratori” non e’ mai stata come descritto da Blumenberg. Amundsen, Scott, Shackleton non avevano certo remore ad abbandonare lungo il percorso le latte dei cibi in scatola che si erano portati dietro. I grandi alpinisti del passato non perdevano certo tempo “ripulendo” le pareti appena scalate da corde, chiodi, e ogni altro equipaggiamento che aveva gia’ fatto la sua parte.

E perche’ quelle latte, quei chiodi e quelle corde non potrebbero essere qualificate come “resti culturali“? Non sono forse tutti oggetti figli del loro tempo, facilmente identificabili anche storicamente a seconda del materiale e della fattura?

Aveva perfettamente ragione Juenger, quindi: si’, l’uomo continua a manifestarsi nei suoi “rifiuti“. E si’, era giusta la prognosi che “l’uomo nel cosmo si sarebbe comportato come se fosse a casa“.

Solo, “i resti culturali piu’ evidenti” non sono sempre gli stessi, ovunque. Una “natura altra” accogliera’ semplicemente le tracce dei resti di “altri bisogni“: prima ancora di essre una rampa di lancio per il ritorno, il “rifiuto” piu’ evidente che gli astronauti hanno lasciato sulla Luna era la base, il motore e i piedi del modulo di allunaggio.

E il fondo della bottiglia di Coca Cola che si butta via a Milano e Roma, viene messo capovolto a proteggere i paletti nei campi della Lunigiana. Quanti scarponi da neve ci sono nella spazzatura in Tanzania? E quante creme di protezione solare nei rifiuti dei siberiani?

A proposito: Blumenberg parla anche di una presunta “assurdita’ di un marchio di fabbrica speciale che contraddistingua l’ossigeno migliore per i turisti lunari“. Ed e’ quasi sicuramente in errore di nuovo, perche’ invece non e’ difficile pensare che fornitori diversi potranno vendere bombole di ossigeno di design, ingombro, peso a vuoto differenti (per non parlare del loro “mix” di ossigeno puro, aria e vapor d’acqua), in una situazione analoga a quella dell’acqua minerale in bottiglia.

Al TG1 Non Sanno l’Inglisc’

9 Giugno 2007 – In esclusiva mondiale, il TG1 rivela che la Navetta Spaziale “Atlantis” e’ esplosa al decollo (vedere per credere).

Eppure migliaia di persone avevano appena visto in Florida, e su Internet, che la partenza del primo Shuttle del 2007 era andata avanti senza problemi.

Dove avranno scovato quello scoop eccezionale, a Mamma Rai? Ma su Babelfish, probabilmente.

Babelfish e’ un servizio semiserio fornito gratuitamente per tradurre testi su Internet.

Cosi’ non c’e’ piu’ da imparare l’inglisc’, questa ostica lingua parlata da miliardi di persone tranne che in Itaglia.

Facile immaginare quindi l’impiegatino che lavora in notturna alla RAI, si vede arrivare la notizia di agenzia sul computer, la copia pari pari su Babelfish ed ecco servita la traduzione che va solo aggiustata in lingua corrente:

(originale) [...] The US Space shuttle Atlantis blasted off [...]

(traduzione da Babelfish) [...] La spola di spazio degli Stati Uniti Atlantis fatto saltare fuori [...]

(conversione in Itagliano) [...] La Navetta Spaziale americana Atlantis e’ esplosa [...]

Per fortuna e’ molto improbabile che parenti e amici degli astronauti avessero deciso di seguire le notizie utilizzando i potenti mezzi della TV di Stato italiana. Altrimenti sai che crepacuore!!

=======

Ma possibile che a nessuno fosse venuto in mente di controllare la notizia, prima di passarla alla tapina lettrice del telegiornale?

E chissa’ che altre rivelazioni ci saranno in futuro al TG1…il nuovo film su “Il Vasaio di Harry(Harry Potter)? Il nuovo disco di Britney Spears, diva della musica Schiocco (Pop)? La corsa natalizia a comprare il nuovo Giocatore (Player) iPod?