Category Archives: Sovrappopolazione

QUANTI AMMIRATORI DELLA CINA “SENZA FIGLI”

Un inquietante elogio della Cina che con la sua politica del “figlio unico” ha evitato la nascita di 400 milioni di persone, è stato scritto da Jonathon Porritt, figura di primo piano dell’ambientalismo britannico, consigliere del governo laburista e del principe Carlo. Così si fa strada una mentalità ideologica che negli esseri umani non vede una potenzialità o una speranza, ma soltanto emettitori di CO2 e consumatori di risorse. Dove stiamo andando?

(il resto dell’articolo e’ disponibile su Svipop)

Sui Numeri, Bisogna Parlare

Non c’e’ bisogno di essere d’accordo in toto con i promotori originali del Global Population Speak Out (vedi sotto) per capire che l’argomento della (possibile? reale? impossibile?) sovrappopolazione umana va comunque tenuto presente

BENVENUTI AL GLOBAL POPULATION SPEAK OUT (GPSO)
(FAR CONOSCERE IL PROBLEMA DELLA POPOLAZIONE GLOBALE )

Il GPSO (http://gpso.wordpress.com/ è stato ideato dal giornalista e scrittore americano John Fenney, come semplice risposta al dramma ecologico globale, rappresentato dall’espansione della popolazione umana, attraverso il suo ruolo prominente nelle crisi che stiamo affrontando.

Purtroppo un tabu’ da parte di tutte le forze politiche impedisce un’aperta discussione pubblica di questo problema, al di fuori della comunità scientifica.

Un gruppo di prominenti personalità del mondo della scienza e dell’ecologia si è formato allo scopo d’ aprire un onesto dibattito su questo tema, che ripudi abusi e distorsioni di ogni tipo, ma che rispetti i diritti umani , tra i quali preminente il collasso ecologico dovuto a pressioni umane sull’ambiente che ci sostiene.(v.Nota)

COME FUNZIONA:

Il Progetto è fondato su una semplice idea:
invitare un gran numero di qualificati personaggi da tutto il mondo ad esprimersi pubblicamente e allo stesso tempo sul problema della popolazione . Il potere del numero puo’ aiutare a indebolire il tabu’ e finalmente diffondere la conoscenza generale del problema.
Per questa ragione, abbiamo inviato una lettera a un grande numero di scienziati, sociologhi, ambientalisti, editori, giornalisti, amministratori, politici e altre personalità pubbliche , chiedendo loro di menzionare i pericoli della sovrappopolazione durante il mese di febbraio 2009, nella maniera da loro scelta.

Al momento, il GPSO ha ricevuto l’adesione da oltre 17 paesi, che hanno scelto di esternare il pericolo della sovrappopolazione durante il mese di febbraio , alcuni attraverso pubblicazioni e giornali, altri attraverso interviste, conferenze pubbliche e TV.
Tra i partecipanti /promotori del progetto elenchiamo gli scienziati Paul e Anne Ehrlich della Stanford University, l’ecologo David Pimentel della Cornell University e Dennis Meadow, coautore del “Limits to Growth*.

LETTERA APERTA A POTENZIALI PARTECIPANTI AL GPSO:

“Cari Amici e Colleghi,

Vi invitiamo a partecipare al Global Population Speak Out (GPSO). E’ una semplice idea che risponde al bisogno di affrontare una grande sfida globale. Voi siete parte di un gruppo di voci importanti che possono cambiare le coscienze e la politica.

La nostra situazione ecologica continua a degenerare. Un recente Rapporto del WWF suggerisce che nell’attuale scenario di Business-as-usual, l’esauremento delle risorse e degli ecosistemi porterà al sicuro collasso.
Molti infatti sono d’accordo nell’indicare l’imminente overshoot della capacità del pianeta di sostenerci e che il progresso della Sesta Estinzione di Massa insieme a una quantità di correlati severi problemi globali è una minaccia per la sussistenza umana e delle altre specie.
Manca la copertura mediatica
La copertura mediatica manca. In particolare, non viene riportato il legame fondamentale tra il numero e la crescita della popolazione umana e il conseguente degrado ecologico.
Non è di conforto sapere che ultimamente il tasso globale di crescita si sta riducendo: l’assoluto numero insieme alla dimensione delle nostre attività sorpassano già i limiti della Terra.
E’ necessario agire e il cambiamento non avviene senza mettere il soggetto della popolazione al centro di ogni pubblica discussione .

Non sorprende che il problema della populazione non venga discusso. I media sono in maggioranza in favore della crescita economica e servono gruppi di potere che hanno interesse a spingere per una continua crescita.
Il potere sta nel numero

Cosa succede se un gran numero di persone influenti , alcune delle quali non hanno menzionato in tempo tale problema ,lo menzionassero allo stesso tempo ?
Gli oppositori non potrebero refutare tutti !
Un coro unificato farà leva sull’azione per abbattere la barriera che impedisce la discussione pubblica sul soggetto e servirebbe a ispirare nuove idee e programmi .

Con queste premesse, vi sollecitiamo ad unirvi alle voci che hanno già aderito al GPSO.

Vi invitiamo a impegnarvi , durante il mese di Febbraio 2009, a diffondere pubblicamente nella maniera da voi scelta . il problema della sovrappopolazione.

Come vi rivolgerete al pubblico ? Cio’ dipende dalle vostre risorse e preferenze.
Scrivere a editori di giornali e pubblicazioni specializzate, contattare una radio o TV per un’intervista, lanciare una conferenza stampa. Ci affidiamo alla vostra creatività, considerando il migliore metodo per raggiungere la massima pubblicità e influenzare il maggiore numero di persone.

ABBIAMO BISOGNO DI DUE SEMPLICI RISPOSTE :

1. Per aderire, rispondere a questa email con la semplice risposta: Aderisco.
La vostra adesione verrà aggiunta a quella degli altri partecipanti.
2. Quando voi vi impegnrete, vi preghiamo di inviare un link, descrizione o altra indicazione di cio’ che avte fatto, insieme al vostro nome e titolo.
Noi aggiungeremo queste informazioni per creare una pagina che documenti i risultati del gruppo.

Email : GlobalPopulationSpeakOut@gmail.com

John Feeney
globalpopulationspeakout@gmail.com
+1 303-447-0973

Il nostro sito per altre spiegazioni è ( in inglese) :http://gpso.wordpress.com/

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Nota. Un’opposizione storica alla pubblica discussione sulla popolazione è nata da rapporti ( negli anni ’70) di abusi di diritti umani , sofferti da popolazioni in nome del “controllo delle nascite”, come sterilizzazioni forzate.

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Dedicato A Chi Non Vuole Bambini Perche’ Ambientalista…

Un articolo/editoriale oggi sulla BBC da parte di Joanna Benn, che scaldera’ il cuore di alcuni: “Decidere di avere bambini…un modo per aggiungere ai problemi del mondo?

Ottima invece la risposta di un lettore:

Sentire la Sig.ra Benn chiedere ad alta voce “quanto verde” sia avere un figlio mi fa provare la sensazione come di una lama di ghiaccio alla schiena. I miei genitori sono vissuti in un periodo storico in cui alcune persone si chiedevano l’un l’altra, in maniera mortalmente seria, “quanto ariano” potesse essere questa o quella scelta personale. Rigiriamo allora la domanda alla Benn e chiediamole “quanto verde” sia per persone come lei continuare a stare al mondo. Dopo tutto, la Sig.ra Benn, con una casa sua propria, indubbiamente consuma più preziose risorse di un bambino che semplicemente vive con i suoi genitori. Ma è a questo che arriveremo quando cominceremo a pensare le nostre vite in termini di numeri.
Seajay, Seattle, Washingto
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Una Crescita Diversa (dall’Economist)

Mai finire di stupirsi: adesso e’ dalle pagine dell’Economist che si puo’ leggere che (1) la vera crescita in benessere e’ piu’ legata al PIL (Prodotto Interno Lordo) pro-capite che al PIL assoluto, per cui la diminuzione della popolazione non e’ per forza un dramma da evitare a tutti i costi (anzi!); e (2) per assicurarsi contro l’apocalisse finanziaria, invece che comprare divise o rifugiarsi nell’oro, la cosa migliore da fare e’ acquistare terreni agricoli.

La Pregiudiziale Ottimista

Libera traduzione di un’importante passo scritto da Julian Simon, l’economista che vinse una famosa scommessa con Paul Ehrlich pronosticando che i prezzi di alcune materie prime sarebbero scesi con il passare del tempo:

“L’aumento del numero di persone e del reddito, rende le risorse piu’ scarse sul breve termine. Tale penuria induce i prezzi ad aumentare. I prezzi piu’ alti sono un’opportunita’, e ispirano inventori ed imprenditori a cercare soluzioni. Molti falliscono nella ricerca, a loro stesso discapito. Ma in una società libera, prima o poi delle soluzioni vengono trovate. Ed a lungo termine i nuovi sviluppi ci pongono in condizioni migliori che se i problemi non si fossero presentati. In altre parole, i prezzi alla fine si abbassano a valori inferiori a quelli che c’erano prima della penuria.”

Il pensiero di Simon e’ un ottimo contraltare al pessimismo sempre piu’ diffuso, dal riscaldamento globale alla sovrappopolazione alle basi stesse dell’economia.

D’altronde, se la mente umana fosse davvero capace di vedere nel futuro, sarebbe anche capace di risolvere i problemi in anticipo.

Interventi su Pace e Energia, Congresso Radicali Italiani

Ho partecipato giovedi’ 1 e venerdi’ 2 novembre a due commissioni del Congresso di Radicali Italiani, in congresso a Padova fino a domenica:

(a) Commissione 3: (Quanti Siamo, Quanto Consumiamo: audiovideo del mio intervento)

Questa e’ la sintesi pubblicata del mio intervento su energia e trasporti:
Maurizio Morabito osserva che in generale le risorse vengono utilizzate indipendentemente dalla quantità disponibile; chiede prudenza nella valutazione degli indicatori quando essi non sono direttamente legati a fatti indiscutibili. Propone che si cerchino soluzioni comuni indipendentemente dalle diagnosi che le originano. Suggerisce un atteggiamento positivo e non catastrofista nell’esposizione dei problemi. Espone alcune proposte concrete su cui è possibile trovare un accordo come la gratuità dei servizi di trasporto cittadino il lavoro remoto, la chiusura dei parcheggi nei centri delle città e la realizzazione di piste ciclabili a carreggiate separate

(b) Commissione 5: (Pace Subito?: audiovideo del mio intervento)

Questa e’ la sintesi pubblicata del mio intervento per un’Enciclopedia della Nonviolenza:
MAURIZIO MORABITO
Un altro aspetto del pensiero gandhiano era quello di pensare alla nonviolenza per gestire i propri conflitti interni. Dobbiamo riconoscere i conflitti interni radicali con i mezzi di comunicazione di massa. Non possiamo non gestrie il conflitto cadendo in un piangisteo nè in una pagliacciata. Come riuscire a ottenere lo spazio?
I modi li conosciamo. Pannella ha avuto spazio adottando metodi molto plateali in passato.
Poi anche la cosa plateale finisce di suscitare interesse. Ci manca l’enciclopedia delle tecniche nonviolente. Ho tradotto un elenco di due studiose americane di tecniche nonviolente, per Notizie Radicali. La mia esperienze è che noi l’abbiamo una associazione dedicata al Satyagraha. A livello locale cosa può fare una associazione? L’Associazione Satyagraha potrebbe raccogliere le diverse tecniche e proporle in maniera consultiva, in modo che ogni associazione possa adottare il metodo che preferisce per fare le sue azioni. Avrei osato pensare ad una mozione da preparare sulla costruzione dell’enciclopedia di tecnica nonviolenta.

Le Radici della Sovrappopolazione

Meno di trecentomila anni fa, un essere umano ancora non Sapiens pianse perche’ era morto un bambino.

Da allora uno dei grandi obiettivi dell’umanita’ e’ stato morire prima della progenie. E anche se i tassi di mortalita’ infantile variano ancora molto nel mondo, possiamo oggi dire che, come specie, ci siamo sostanzialmente riusciti.

Il fatto che forse ci siano troppe persone in contemporanea al mondo dovrebbe essere fonte di orgoglio e non solo di preoccupazione.

Il Cambiamento Climatico E’ Morto

O quantomeno, in animazione sospesa.

Dopotutto, c’e’ un limite anche a quanto si possa spremere fuori da questo o quel modello di disastro prossimo venturo. Dopo un po’ di articoli, supplementi e urla di dolore ambientale in televisione, la noia regna sovrana.

Si e’ appena concluso un G-8 dove e’ stata fatta la solita pantomima inconcludente su come combattere il “riscaldamento globale”. Non c’e’ che da aspettarsi successi del calibro di quelli ottenuti per far scomparire droghe e poverta’.

Gli accordi e i congressi internazionali non si contano piu’, e l’unica differenza percettibile sara’ nello straordinario inquinamento che producono con migliaia di persone che volano di qua’ e di la’ per dirci di non inquinare.

Nel frattempo, “la scienza” del cambiamento climatico ha i piedi di argilla sempre piu’ fragile. Un rispettato ed eminente membro dell’IPCC dichiara pubblicamente che “dovremmo rispondere prudentemente alle minacce dal cambiamento di clima“.

Michael Griffin, il Capo della NASA, non ci pensa troppo a commettere il peccato cardinale di parlare contro tutto il “consenso climatico”: “Non sono sicuro che sia giusto dire che [ il riscaldamento globale ] sia un problema che dobbiamo affrontare [… ] Mi chiedo quale essere umano possa mai avere il privilegio di decidere quello se questo clima particolare qui oggi, ora, sia il clima migliore per tutti gli altri esseri umani.”

In un segno ulteriore che c’e’ qualcosa che non va, non esiste neppure mezzo suggerimento di progettazione di un satellite capace di raccogliere i dati e possibilmente le prove globali del cambiamento climatico che sarebbe in atto. Il cosidettro GoreSat e’ dimenticato da tutti, malgrado aspetti di volare da 7 anni.

E adesso la Sigma Xi, associazione di scienziati americani in prima linea nello studio del riscaldamento globale, decide di pubblicare nel numero di Luglio-Agosto 2007 un articolo che dice che le nevi del Kilimanjaro non stanno scomparendo a causa del cambiamento climatico

Quanto sopra indica chiaramente che ormai il “riscaldamento globale” e’ morto, moribondo o in animazione sospesa.

Nel migliore dei casi, si e’ rivelato una scusa per qualcosa di differente, nel peggiore, uno specchietto per allodole.

Diamo a tutti quelli coinvolti il beneficio del dubbio. Qual’e’ allora il problema reale cui interessarsi, se il “cambiamento climatico” e’ giusto una scusa?

I candidati possibili includono: (1) la volontà di neutralizzare la potenza delle multinazionali stabilendo un qualche tipo di governo globale; (2) il desiderio di ripulire l’umanità dai suoi peccati, in particolare ingordigia e mancanza di rispetto per l’ambiente; (3) un modo di contenere lo sviluppo di Cina e India sotto controllo, rendendo loro la vita difficile con tutti questi discorsi sulle emissioni di CO2.

Ma se c’e’ un problema che sono attualmente piu’ propenso a considerare, e’ (4) la preoccupazione che ci sono semplicemente troppi esseri umani vivi allo stesso tempo, ed il loro numero continua ad aumentare: mentre allo stesso tempo, abbiamo l’istinto ma non gli attrezzi ne’ la volonta’ di fornire loro tutti una vita decente.

Quello e’ un soggetto molto piu’ interessante che le quisquilie sulla misura dell’anidride carbonica atmosferica e delle temperature planetarie.

Liberare, non sterilizzare

E’ cosa nota che indipendentemente dalla cultura e dalla religione (e in una certa misura, dalle politiche e dalla propaganda a sostegno della natalita’), il numero di bambini diminuisce con:

  1. L’aumentare della liberta’ femminile di imparare, pensare e agire
  2. Paradossalmente, il diminuire della mortalita’ infantile sotto i cinque anni (quando e’ soprattutto causata da malattie)

Con il senno di poi tutto cio’ e’ completamente sensato.

Ci sono tanti posti dove ogni donna e’ sostanzialmente eliminata dal gioco della vita: come dice Nicholas Kristof sul NYT prendendo in prestito il linguaggio del baseball, perche’ vittima dei “3 strike”: “poor, rural and female” (povera, rurale, e femmina).

Il loro unico scopo e’ fare bambini, che magari diventeranno fonte di gioia e soddisfazione, a meno che non muoiano. E visto che ne muoiono tanti, bisogna farne tanti di piu’, altrimenti l’esistenza stessa e’ priva di senso.

Infatti quando non possono fare figli, come nel caso di fistola ostetrica, vengono letteralmente messe da parte.

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Quindi poche storie su sterilizzazioni a pagamento, natura in pericolo e “tempo di emergenza”: se sono preoccupati della sovrappopolazione, che mandino le bambine a scuola, permettano loro di avere una carriera e una vita come una persona (leggi uomo) qualunque, e spendano i loro soldi in vaccinazioni e igiene pubblica e privata.

Il resto sono giochetti da Risiko.