Tanto Rumore Per La Suina

Un po’ troppo rumore, per l’influenza suina. A meno che da domani non comincino a morire i Messicani a migliaia (no, non me lo auguro).

E se fossero “prove tecniche di difesa antibatteriologica”? Una specie di “prova di forza” per mostrare cio’ di cui la comunita’ internazionale sarebbe capace.

Per intanto notizie bloccate su un’epidemia che si manifesta (a parte dei morti) con gli stessi sintomi della influenza che capita ogni anno.

Limiti dell’Analisi Religiosa Scientifica Contemporanea

Devo leggermi con calma davvero, il saggio “Religion: Bound to believe?” (“Religione: Destinati a Credere?”) di Pascal Boyer su Nature (455, 1038-1039 (23 October 2008)), perche’ a tutta prima mi sembra una gigantesca sciocchezza (la solita visione afflitta da un grande complesso di superiorita’ nei confronti di chi crede, con un vago innaffiamento di vetusti concetti religiosi “cristiani”).

Innanzitutto, “fictional character” (“personaggio finto“) Boyer lo dica a suo nonno.

E poi “organized religions present themselves as a package” (“le religioni organizzate si presentano come un pacchetto [intero]“)?

Dice invece bene Giuseppe Bonfrate sul Domenicale Sole24Ore del 19 ottobre (”Alle radici di una fede”):

[…] Comprendere una religione comporta riconoscere che l’oggetto ultimo della fede e’ la realta’ della rivelazione e non gli asserti che la esprimono. Fare storia del cristianesimo [e non solo del cristianesimo, aggiungo io] domanda di misurarsi con lo Spirito […]

E ancora “central tenets of most established religions…the notion that their particular creed differs from all other (supposedly misguided) faiths” (“fra le credenze fondamentali della maggior parte delle religioni maggiori…il concetto che il loro particolare credo sia diverso da tutte le altre fedi, che si presume siano in errore“?

Qualcuno regali a Boyer una raccolta dei discorsi di Gandhi, oppure una guida alle religioni Sikh o Baha’i.

Non sarebbe piu’ saggio studiare le modalita’ religiose del pensiero senza presupporre che siano basate sul niente? Altrimenti e’ un po’ come analizzare la musicalita’ della razza umana rifiutando per principio ogni importanza alla musica. Sarebbe proprio necessario?

Il Miglior Motivo Per Evitare la Tossicodipendenza

Lasciamo perdere i pericoli per la salute, per la vita sociale, per il lavoro. Lasciamo anche perdere il rischio di finire prematuramente invecchiato e/o morto e/o in una stanza sporca e/o in prigione.

Il motivo migliore per evitare ogni tossicodipendenza (di qualsiasi genere di droga “illegale”) e’ che lo Stato e la societa’, inclusi il Governo, la vasta maggioranza dei Parlamentari, la maggior parte dei Giudici, tantissimi ufficiali di polizia e uno sterminato numero di concittadini ti vedranno come un sub-umano da maltrattare e che comunque si merita qualunque cosa gli capiti.

Quindi poco o niente aiuto pratico, zero comprensione, zero tolleranza, irragionevoli condanne alla prigione, terapie forzate di de-tossificazione, effettivo abbandono nelle “caritatevoli” mani dei trafficanti di droga ed il rischio di trovarsi magari senza le medicine necessarie e senza alcuna speranza di chiamare il proprio medico, in caso di arresto.

Forse questo è l’obiettivo inconscio della Guerra alle Droghe che stiamo perdendo da quasi 40 anni… il ricatto tra l’essere un “buon cittadino non-tossicodipendente”, o l’essere trattato come letame.