Ateismo Al Capolinea

Da Scientific American, citato per intero sull’Integral Options Cafe:

Una teoria matematica pone dei limiti su quanto una entità fisica possa conoscere del passato, presente o futuro …

David H. Wolpert, un informatico con preparazione di base in fisica che lavora presso lo Ames Research Center della NASA, ha definito la sua versione di “limite della conoscenza”. A causa di quel limite, sono le sue conclusioni, l’universo si trova al di là della portata di qualsiasi intelletto, non importa quanto potente, che potrebbe esistere entro l’universo. In particolare, nel corso degli ultimi due anni, ha progressivamente migliorato una teoria in base alla quale non importa quali siano le leggi della fisica che governano un universo, ci saranno inevitabilmente fatti riguardo l’universo che i suoi abitanti non possono apprendere tramite esperimenti o prevedere tramite calcoli …

Come spiega Scott Aaronson, un informatico presso il Massachusetts Institute of Technology: “Che le tue previsioni circa l’universo siano fondamentalmente vincolate dal fatto che sei anche tu parte dell’universo di cui vuoi fare una previsione, e’ sempre sembrato abbastanza ovvio per me …”

Cosa rimane dunque dell’ateismo? Quand’anche non esistesse altro che l’universo fisico, non vi è alcun modo per qualsiasi parte di esso di apprendere tutto con lo sperimentare o predire con un calcolo. In altre parole, se non esiste altro, l’universo fisico è l’unica cosa che può pienamente conoscere l’universo fisico.

Quanto è lontano tutto cio’ dalla definizione di Divinità? E che cosa lascia tutto cio’ all’ateo? Credere in assurdità come la non-esistenza dell’universo fisico?

Se ha ragione Wolpert, non vi è piu’ alcuna logica nell’ateismo. L'”Ultimate 747″, la prova di Richard Dawkins della non esistenza di Dio, appare pittoresca: semplicemnte, la Divinità non può essere una qualsiasi parte del l’universo fisico.

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Ovviamente si può e potrà ragionevolmente parlare di agnosticismo. Ma nel post-Wolpert l’agnosticismo diventa semplicemente il credere che con la Divinità non si possa entrare in comunicazione.

Di una cosa possiamo essere certi: che ci sia, la’ fuori, molto piu’ di un semplice insieme di oggetti.

Sul Complesso di Inferiorita’ Degli Atei Italiani

Piagnisteo a Genova dopo che la pubblicita’ sulla non-esistenza di Dio non viene accettata dalla concessionaria locale

“Biancheria intima e villaggi vacanze sì, ma guai a chiedere uno spazio pubblicitario e a usarlo per dire che Dio non esiste. Sembra che in questo paese non ci sia spazio per dichiararsi atei, che sia qualcosa di cui parlare con vergogna, o non parlare affatto, pena la censura. Alla Igp vorremmo chiedere se direbbero davvero di no a uno slogan che sostiene che Dio esiste”, ha detto Raffaele Carcano, segretario generale della [Unione degli atei e degli agnostici razionalisti]

Razionalisti forse, ma razionali proprio no…possibile che a nessuno di loro sia venuto in mente di controllare perche’ l’analoga iniziativa in Inghilterra conteneva il testo “Probabilmente non c’e’ nessun Dio” invece che “Non c’e’ nessun Dio“: perche’, altrimenti, sarebbe stata cestinata anche li’.

Non e’ certo la prima volta che attivisti atei in Italia dimostrano di non avere “santi in Paradiso”…che magari avrebbero potuto consigliare loro di limitarsi a un peraltro efficacissimo “Che Dio esista o meno“. Efficacissimo, almeno, se prendiamo per buona l’idea che la Uaar sia solo interessata a mostrare che per comportarsi moralmente e civilmente non occorra credere in una Divinita’.

Limiti dell’Analisi Religiosa Scientifica Contemporanea

Devo leggermi con calma davvero, il saggio “Religion: Bound to believe?” (“Religione: Destinati a Credere?”) di Pascal Boyer su Nature (455, 1038-1039 (23 October 2008)), perche’ a tutta prima mi sembra una gigantesca sciocchezza (la solita visione afflitta da un grande complesso di superiorita’ nei confronti di chi crede, con un vago innaffiamento di vetusti concetti religiosi “cristiani”).

Innanzitutto, “fictional character” (“personaggio finto“) Boyer lo dica a suo nonno.

E poi “organized religions present themselves as a package” (“le religioni organizzate si presentano come un pacchetto [intero]“)?

Dice invece bene Giuseppe Bonfrate sul Domenicale Sole24Ore del 19 ottobre (”Alle radici di una fede”):

[…] Comprendere una religione comporta riconoscere che l’oggetto ultimo della fede e’ la realta’ della rivelazione e non gli asserti che la esprimono. Fare storia del cristianesimo [e non solo del cristianesimo, aggiungo io] domanda di misurarsi con lo Spirito […]

E ancora “central tenets of most established religions…the notion that their particular creed differs from all other (supposedly misguided) faiths” (“fra le credenze fondamentali della maggior parte delle religioni maggiori…il concetto che il loro particolare credo sia diverso da tutte le altre fedi, che si presume siano in errore“?

Qualcuno regali a Boyer una raccolta dei discorsi di Gandhi, oppure una guida alle religioni Sikh o Baha’i.

Non sarebbe piu’ saggio studiare le modalita’ religiose del pensiero senza presupporre che siano basate sul niente? Altrimenti e’ un po’ come analizzare la musicalita’ della razza umana rifiutando per principio ogni importanza alla musica. Sarebbe proprio necessario?

Senza Dio, Senza Cervello?

In risposta a questo blog “L’ateismo è più diffuso di quanto si creda” su Universi Paralleli:

(nota ai lettori di Universi Paralleli: questo commento e’ stato li’ censurato. Spero che qualcuno sara’ gentile al punto di farmi sapere quando l’autore di UP si svegliera’ dal sonno della ragione e decidera’ di rispondere. grazie)

Chiedete a un cristiano perché i musulmani credono che ogni beato maschio riceverà in paradiso 72 vergini: il cristiano vi dirà che purtroppo i musulmani sono stati educati a crederlo.

Chiedete a un musulmano perché i cristiani sono convinti di essere macchiati dal peccato originale: vi dirà che purtroppo glielo hanno insegnato da bambini.

Tutti sono atei sugli dei degli altri.

Intanto bisognerebbe trovare un cristiano e un musulmano a cui fare davvero quelle domande, invece di inventarsene due cosi’ tanto per dire.

Secondo il cristiano e il musulmano, a meno che non siano incredibilmente ignoranti o con il prosciutto sugli occhi, dovranno riconoscere che il Dio in cui pregano e’ uno solo, quello di Abramo: per cui non avrebbero senso che si dessero dell'”ateo” l’un l’altro.

Magari un cristiano dira’ che un musulmano e’ una specie di eretico, e vice-versa: ma l’eresia non e’ certo l’ateismo.

La faccenda e’ molto piu’ complessa di quanto le cretinate di Dawkins lascino pensare. Per esempio quante volte e’ stato detto che islamismo e induismo sono assolutamente incompatibili? E poi si va invece a scoprire che c’e’ almeno una popolazione indiana che pratica sostanzialmente entrambi (per non parlare dei Sikh, che hanno elementi islamici e induisti nel loro Credo).

Anche se non nutro alcuna speranza che quanto ho appena scritto aiutera’ nessuno a chiarirsi le idee, mi permetto un piccolo suggerimento: non parlate di cose che per definizione non conoscete.

Se non avete una fede religiosa, parlando di fede religiosa non potrete infatti che dire sciocchezze: a meno che non riusciate a immedesimarvi con coloro che a quanto pare disprezzate.

La Vita Privata di Magdi Allam

Mi si permetta un ossimoro…qualcuno ha notizia della vita privata di Magdi Allam? Ne e’ rimasta piu’ traccia, adesso che anche la sua “vicenda di privato cittadino” e’ oggetto di mondovisione e commenti a livello mondiale?

Allam “spiega” il perche’ di tanta pubblicita’ parlando dei neo-Cristiani ex-musulmani che vivono isolati dalla loro vecchia comunita':

mi auguro che dal gesto storico del Papa e dalla mia testimonianza traggano il convincimento che è arrivato il momento di uscire dalle tenebre dalle catacombe e di affermare pubblicamente la loro volontà di essere pienamente se stessi.

Speriamo. Una conversione e’ un fatto personale, cos’altro puo’ essere? Anche con le migliori intenzioni, non andrebbe utilizzata per motivi politici, in supporto a un gruppo di persone. Almeno, non in maniera cosi’ spudorata e plateale.

C’e’ troppa TV, in Vaticano.

Mio Commento (con Foto) sul sito della BBC News

Un mio commento e’ apparso oggi (con foto) sul sito della BBC News.

Maurizio Morabito - Commento e foto sul sito della BBC News

E’ stato selezionato fra oltre 17,000 pervenuti alla BBC stessa riguardo la proposta dell’Arcivescovo di Canterbury Dr. Rowan Williams di permettere la legalizzazione di “tribunali islamici” alla stregua degli esistenti “tribunali ebrei-ortodossi” (in UK) e “tribunali tribali Inuit” (in Canada).

E’ una proposta a tutta prima assurda, ma in realta’ molto ragionata e anche sensata, la comprensione della quale pero’ presuppone la lettura attenta di otto fitte pagine scritte dal Dr. Williams stesso (un esercizio mentale che apparentemente supera le capacita’ dei piu’, visto che il 99% delle persone non ci hanno capito niente…).

Il testo dell’Arcivescovo e’ tutto da tradurre. Per ora mi limito, appunto, al mio commento:

Dr. Rowan Williams, Arcivescovo di Canterbury, ha scritto un saggio estremamente penetrante riguardo “L’Islam e la Legge Inglese”.

E’ un pezzo che tutti dovrebbero leggere, perche’ e’ intelligente, pensato, umile e descrive praticamente da solo le basi sulle quali risolvere la Questione Islamica nelle societa’ occidentali, una volta per tutte.

Puo’ inoltre essere visto come l’ispirazione per una riscrittura della Dichiarazione Universale ONU dei Diritti dell’Uomo, per renderla ancora piu’ universale che al momento.

Il Dr. Williams non esita a entrare nei dettagli e ad analizzare i possibili svantaggi del permettere che venga usata la Legge Islamic (ma non solo) nel quadro della legge (secolare) inglese, e offre sfide e soluzioni in tutte le circostanze. Accenna persino alle regole gia’ presenti per le comunita’ Inuit in Canada, come esempio da seguire.

Io dico, raramente ho visto un documento più profondamente Cristiano di questo, nel senso migliore della parola. Eppure (o… Naturalmente!) le reazioni sono state profondamente negative!!!.

Il numero e la virulenza dei malinformati attacchi contro il Dr. Williams sono un’indicazione chiara di quanto la Islamofobia sia ormai diventata “accettabile” e “mainstream”.

Sarkozy…e gli Atei Devoti

Segnalo le pesantissime parole di Bernard Henry-Lévy nei confronti del Presidente francese Sarkozy, riportate sul Corriere della Sera del 16 gennaio 2008 in un articolo intitolato “Il cinismo religioso di Monsieur Sarkozy“:

“Possiamo infine dare atto al Presidente di sapere, molto precisamente, quello che dice; e allora non potremo evitare di fare l’accostamento con l’unica grande ideologia fran­cese che ha pensato il cattolice­simo come «cultura» alla qua­le non si è costretti a credere ma che come nessun’altra sug­gella, se solo le viene data in subappalto, la coesione di un legame sociale: il maurrassismo.”

Suggeriscono, quelle parole, che la brutta faccia della “devozione atea” possa stare tornando in auge in Francia come in Italia (dove pero’ Ferrara e Pera non sono Presidenti della Repubblica, almeno per il momento).

Henry-Lévy richiama il maurrassismo, ma avrebbe potuto riferirsi a de Maistre, Saint-Simon, e altri in una specie di “carrellata dell’infamia” di tutto lo sbagliato generato nel pensiero politico post-illuminista. Sono convinto che il passaggio dalla devozione atea al fascismo non solo sia breve, ma obbligato (quand’anche si tratti del fascismo relativamente “dolce” come quello di Salazar in Portogallo).

E che la “devozione atea” stessa sia un’offesa, anche per il credente, uno svuotamento del “contenuto della fede dalle sue radici vere” come detto dal Cardinale Mario F Pompedda nel numero di Jesus del Marzo 2006, riducendola “solo a una realtà esteriore.

E’ una sfida, quella lanciata dagli atei devoti e dai loro compagni di merenda clericali, che sembra non aver mai fine. E’ fatta di persone che per farne un paradiso rendono il mondo un inferno: ed e’ una sfida contro la quale ci tocchera’ comunque (e sempre?) combattere.

Sulla Natura di Dio

(Dio) ti lascia (apposta) il dubbio…se ti dicesse la verita’, “ci sono”/”non ci sono”: finisce il mondo!
Roberto Benigni

Ma dove sara’ mai questo Dio (o dei) che puo’ ispirare passioni cosi’ intense non solo fra i credenti, ma anche in quelli con il dichiarato scopo di opporsi all’idea stessa che una cosa come la Fede esista? E perche’ Egli (o Ella) non si rivela una buona volta davanti a tutti e rispondere alle domande sulla Sua esistenza, invece di sembrare quasi ossessionato a dissimularsi?

Una risposta puo’ essere elaborata a partire da due ipotesi: (1) Dio esiste realmente; (2) e’ il Creatore dell’Universo (o del Multiverso).

Di conseguenza, Dio non fa parte dell’Universo/Multiverso, perche’ ovviamente il Creatore non puo’ creare Se stesso.

Di conseguenza, non ha senso riferirsi a Dio scientificamente, cioe’ in maniera oggettiva, osservabile e misurabile sotto condizioni ripetibili e controllate: in una parola, impersonale.

Quindi, e’ uno spreco di tempo cercare nella Natura una prova dell’esistenza di Dio. La fisica, la chimica, l’astronomia, la biologia non mostreranno mai niente del genere, cosi’ come la forchetta non riesce a tirar su la minestra.

E cosi’ come le onde radio non si “nascondono” dall’occhio umano, ma semplicemente possono essere trasformate in immagini e suono con un apparecchio TV: così Dio non si “nasconde” dalla ricerca scientifica, ma puo’ soltanto essere esperito per mezzo dello strumento adatto.

Tale strumento e’ la Fede, un’attivita’ molto personale, fatta di credere, aver fiducia, impegno e convinzione in una combinazione che e’ tutto tranne che impersonale e obiettiva

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Dio Creatore, se esiste, e’ estraneo alla realta’ scientifica. Vuol forse dire che a tutti gli effetti, Dio non esista affatto?

Mi esprimerei contro una cosi’ forte prese di posizione scientista.. La Scienza per definizione puo’ solo occuparsi di cio’ che e’ scientifico.

Ma molto di quanto ci accade ogni giorno non puo’ essere ripetuto né scritto circa in un articolo scientifico: probabilmente, la maggior parte della nostra vita e definitivamente, tutti i nostri sogni.

Mi dispiace ma non posso ripetere i miei sogni in una condizione controllata.

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Come puo’ allora la Fede funzionare, fra una Divinita’ che e’ letteralmente non di questo mondo ed il nostro cervello fisico?

Un soggetto che meritera’ un proprio blog.

I Gran Sacerdoti dell’Ateismo

Sono davvero lontani i giorni di Epicuro.

Non si discute piu’ di Libero Arbitrio, ne’ di Teodicea. Recentemente, un certo numero di atei molto loquaci sembrano aver stabilito che e’ il momento delle opinioni puerili.

Sicuro, molte “persone senza dio” (agnostici compresi, come Daniel C. Dennett autore di “Breaking the Spell”, “Spezzare l’Incantesimo”) hanno un sano rispetto per le esperienze e la fede di esseri umani come loro, che siano atei oppure no.

Ma che cosa puo’ si dire quando un pensatore brillante come Richard Dawkins pubblica senza un alcun senso di autocritica l’argomento “Come Un Boeing 747“, una cosiddetta “prova ultima” che Dio non esiste? E’ una versione dela domanda “Chi ha generato il Creatore“, con una risposta che chiunque con un minimo di cervello puo’ smontare in modo bello, semplice ed abbastanza ovvio (suggerimento: il Creatore non deve fare necessariamente parte della Creazione).

In Italia, il Professore di Filosofia Maurizio Ferraris trova interessante dedicare il suo tempo a sostenere che Gesu’ e’ l’analogo di Babbo Natale, mentre il matematico Piergiorgio Odifreddi non puo’ neppure pensare alla fede in Dio se non come superstizione irrazionale.

Le cose sembrano ora andare anche peggio, con il nuovo libro di Christopher Hitchens “Dio non e’ grande”: apparentemente, un capolavore con perle di saggezza come chiedere se gli Ebrei non sapessero che l’omicidio ed l’adulterio erano moralmente sbagliati prima di ricevere i Dieci Comandamenti.

Ovviamente, il problema non e’ Hitchens, un polemico professionale che dedica la sua vita a provocare. Il problema non e’ neppure la crociata anti-fondamentalista di Dawkins che confonde Fede e Religione Organizzata.

C’e’ un problema molto più grande: l’accettazione cieca con cui ragionamenti cosi’ deboli sono accettati da persone evidentemente nella necessita’ di giustificare il loro ateismo a se stessi.

Guardiamo per esempio al commento di Michael Kinsley al libro di Hitchens (Con brio e rabbia, un ateo va faccia a faccia con la religione“, International Herald Tribune, 12  Maggio 2007).

Kinsley trova finanche “divertenti” alcune domande di Hitchens palesemente stupide, del tipo “come puo’ Cristo morire per i nostri peccati, quando si crede che non sia morto affatto?” (risposta: si legga prego almeno un vangelo, una volta).

Peggio, Kinsley si ritiene “soddisfatto” da un argomento (ancora un altro?) che “confuta” l’esistenza di Dio. Ah, com’e’ bello sapere che domande antichissime possono finalmente avere risposta: gia’ che ci sono, perche’ Hitchens e Kinsley non ci spiegano anche il senso della vita?

Kinsley e’ inoltre perfettamente felice di ripetere i pensieri di Hitchens sull’ecumenismo religioso. “Se una qualunque delle fedi principali e’ vera, le altre devono essere false in punti molto importanti – un problema evidente dimenticato spesso nell’opacità dell’ecumenismo“. Ma che, hanno “evidentemente” quadrato il cerchio o cosa?

Tipi come Kinsley e Hitchens si rendono forse conto quanto profondamente, e reazionariamente cattolico (con la piccola “c”) e’ una visione della fede cosi’ limitata (un dio, una verità, un mondo)?

E allora il Mahatma Gandhi, quanto era “stupido, pazzo, o falso” (la definizione di Hitchens e Kinsley di un fedele moderno)? Dopo tutto ha detto “la Non-violenza richiede una doppia fede, la fede in Dio ed anche la fede nell’uomo” e “la propria religione e’ una faccenda fra ognuno ed il suo creatore e nessun altro.

Si ricorda nessuno di Quintus Aurelius Symmachus? Uno degli ultimi pagani della Roma antica, Symmachus protesto’ la rimozione dell’Altare della Vittoria dal Senato Romano, da parte di un Imperatore cristiano, dicendo “Contempliamo le stesse stelle, il cielo e’ comune a noi tutti e il mondo che ci circonda e’ lo stesso. Che cosa importa il percorso di saggezza attraverso il quale ogni persona cerca la verità?“.

(Nessuna necessita’ di sprecare il fiato sui nostri atei attivisti, o civis Symmachus! Non capirebbero nemmeno di cosa tu stia parlando).

In ogni modo, c’e’ ancora una debole speranza di una certa possibilità di ragionamento rimasto nella mente dell’attivista ateo. Hitchens scrive che una discussione sostenuta sulla  (non-)esistenza di Dio non dovrebbe essere necessaria, ne’ sufficiente. Sono sicuro che soltanto i piu’ fanatici credenti e atei non saranno d’accordo. Qual’e’ allora per gli atei il senso di scrivere libri per ironizzare su qualcosa che non hanno?

Forse, proprio forse, un giorno Hitchens e Dawkins si renderanno conto che tanto varrebbe ponderare misteri come il perche’ una persona meravigliosa come mia moglie di sia mai innamorata di un tipo men-che-perfetto come me. Buona fortuna!

Sono caduti cosi’ in basso millenni di dibattiti fra credenti e atei?

Qualcuno precisera’ giustamente che c’e’ abbondanza di idioti che credono che la loro fede vada espressa insultando, proscrivendo, minacciando ed uccidendo chi non ce l’ha. Davvero ce ne sono in abbondanza!

Ma una stortuta non ne raddrizza un’altra: Dawkins e gli altri non dovevano essere i Brights, i Brillanti, gli esseri umani di intelligenza superiore capaci di liberarci con i loro argomenti da stupide superstizioni? Perche’ allora proprio loro spengono i loro cervelli ogni volta che il soggetto e’ la religione?

Se sono essi a dover darci la luce, viviamo in un mondo molto molto oscuro.

Come i Conquistadores nelle Americhe, questi Brights combattono per distruggere quanto non possono capire, credendo di migliorare il genere umano. Buttare giu’ ogni senso della spiritualita’, e’ il fondamento della loro vita spirituale. Lo stile di vita della vasta maggioranza degli esseri umani come loro, lo considerano un tratto primitivo indegno della loro propria perfezione. Migliaia di anni di contributi in logica e filosofia, non significano niente per loro. Scoprendo “le prove definitive” della doppia impossibilita’ di dimostrare la non-esistenza della divinita’, si sono messi fuori di storia umana.

E si riuniscono persino, intorno ai loro libri di saggezza, per accettare con poco senso critico ogni discorso che prenda in giro l’idea stessa che un umano possa credere in Dio.

E’ il Festival della Presunzione.

Gli atei contemporanei (attivisti) davvero si pongono in concorrenza con Dio: ecco un indizio sul perche’ cerchino di fare di tutto contro lo scandalo rappresentato da chiunque non creda alla loro “religione dell’ateismo“.

Cattolici al Family Day: E i Cristiani?

Difficilmente il 12 maggio 2007 potra’ essere ricordato nella storia del Cattolicesimo senza molti distinguo e un bel po’ di rossore in viso.

Migliaia di persone a quanto sembra scenderanno in piazza per dimostrare la incapacita’ di capire delle attuali gerarchie cattoliche italiane, il loro sulfureo gioco con la politica del Bel Paese e in ultima analisi l’assenza dal mainstream di Santa Romana Chiesa Italiana di quell’Amore cui tanta importanza da’ il Papa stesso.

E’ ancora e rimarra’ per sempre inspiegabile il perche’ difendere la Famiglia significhi negarla a chi non usa i genitali fra adulti consenzienti secondo norme prestabilite. E nel negar quello si getta fango su tutti i Matrimoni senza figli, su ogni rapporto umano che non soddisfa delle regole legalistiche che annullano la dignita’ della Persona (altro tema che almeno a parole sembra centrale alla vita moderna della Chiesa).

Si pretende poi di portare avanti un discorso di “diritto naturale” non rendendosi conto che bastano due ore di aeroplano e un giro in Inghilterra per capire come i pregiudizi contro gli omosessuali sono antichi retaggi di cui vergognarsi, altro che occasione per portare i bambini a una manifestazione.

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Io sono Cattolico e tale rimango. Il problema sembra piu’ profondo: come possono dei Cristiani manifestare per il loro odio e il loro rigetto del diverso?

Il problema e’ loro, non mio.

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Ci sono alcuni punti che fanno sperare.

Il Papa non ci sara’, guarda caso e’ appena partito per il Sudamerica.

Visto che un Papa non fa le valigie all’ultimo momento e’ chiaro che manca il Suggello Massimo all’ignobile Family Day. I “fedeli” andranno a far baccano sotto una finestra vuota.

Il Papa stesso ha detto che la Chiesa non fa politica. Perche’ lo ha detto? Perche’ e’ andato a convincere i Sudamericani a mettere definitivamente da parte la Teologia della Liberazione, il rivoluzionario miscuglio di cristianesimo e marxismo.

C’e’ chi tenta di fare delle distinzioni fra la TdL e la campagna politico-mediatica della Conferenza Episcopale Italiana per dimostrare la propria importanza e potenza negando i diritti civili alle coppie non eterosessuali.

Ma alla fine dei conti se “Cristo non e’ una figura politica“, come disse Papa Giovanni Paolo II, allora lo si lasci in pace sia a proposito di marxismo, sia a proposito di legislazione civile.

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Se potessi essere a Roma andrei alla manifestazione dell'”Orgoglio Laico” a Piazza Navona piu’ che altro per fare numero.

Ma prima chissa’ se mi sarebbe permesso osservare il corteo del Family Day dal marciapiede con un piccolo striscione: Dov’e’ il vostro Amore, Cristiani?

Le Catene di Pio XII sull’Olocausto

Senza esclusione di colpi la puntata di VivaVoce su Radio24, dedicata alle annose polemiche sul comportamento di Papa Pio XII riguardo l’Olocausto (La verità che divide: Pio XII e gli ebrei, 16 Aprile 2007).

Ora, checche’ ne cerchi di dire in trasmissione l’On. Buttiglione, ci sono ancora molte ambiguita’ sul sostanziale silenzio papale mentre veniva compiuto quell’immane delitto – ambiguita’ confermata dal fatto che continuiamo a discutere dei motivi dietro tale comporatamento ben 60 anni dopo.

Il problema e’ composto dal fatto che Pio XII quando ancora Cardinale Pacelli fu proprio il Nunzio Apostolico che negli anni ’30 firmo’ un Concordato con la Germania di Hitler: una serie di accordi che i Nazisti non applicarono mai, se non come propaganda per convincere i Cattolici tedeschi a non contrastare la Dittatura Criminale che si era stabilita a Berlino.

Tutto sommato, Pacelli commise all’epoca lo stesso errore dei conservatori tedeschi cui era molto vicino, pensando di poter trattare Herr Adolf come un politico qualunque, anzi un caposaldo nella lotta contro il Comunismo: visto questo come il Diavolo al punto da abbandonare gli Ebrei tedeschi convertiti al cattolicesimo a un destino di discriminazione, accettando che per lo Stato nazista quelli fossero classificati come Ebrei e non come Cattolici (questo, quando in verita’ di camere a gas e sterminio ancora non se ne parlava).

Una questione di calcolo politico, sacrificando parte del gregge per proteggere il resto? Piu’ o meno quanto Buttiglione ha detto riguardo l’assenza di condanne vaticane durante la guerra delle deportazioni prima (inclusa quella degli Ebrei romani), dei campi di concentramento dopo e finanche della Shoah alla fine.

Perche’ quel  silenzio, allora, che ha portato il Museo dell’Olocausto di Gerusalemme a descrivere il Papa Pio XII come assente alla tragedia? Secondo Buttiglione, il Papa voleva proteggere i Cattolici, inclusi quelli che salvarono davvero migliaia di Ebrei. Forse ha ragione.

E’ possibile immaginare un terribile ricatto nazista, palese o velato, contro la persona del Papa o la Chiesa tutta, con minacce di distruzione totale del piccolissimo Colle Vaticano che la Wehrmacht avrebbe potuto completare in mezzo pomeriggio.

Oppure la minaccia di pubblicazione di documenti degli anni ’30 che avrebbero potuto compromettere definitivamente il Papa proprio mentre Americani ed Inglesi risalivano la Penisola.

Quest’ultima ipotesi, ad oggi ovviamente campata in aria, spiegherebbe pero’ perche’ la Chiesa Cattolica si sia cosi’ impegnata a salvare tanti Nazisti, aiutandone l’esodo in Sudamerica dopo la guerra: un argomento che tutti conoscono ma di cui non si vuole parlare.

E’ proprio difficile trovare come riscattare il Papato degli anni dal 1939 al 1958. Per fortuna o provvidenza, e’ arrivato dopo Giovanni XXIII a cambiare un po’ di cose.

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Una prospettiva storica e’ certo necessaria: dire che Pio XII era un antisemita non ha senso quando il Primo Ministro inglese Chamberlain non aveva remore a far parte di un Club che non accettava Ebrei.

Ma come dice Benedetto XVI, non si puo’ relativizzare tutto dal punto di vista morale.

E il Vangelo, a proposito, non parla certo a favore della scelta descritta da Buttiglione: “Perché chi vorrà salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia e del vangelo, la salverà” (Marco, 8:35).

Non si puo’ stare zitti quando milioni vengono uccisi in maniera industriale: neanche per salvare la Chiesa tutta.

Opus Dei, Ruini e Cattolici italiani

Una breve riflessione sulle recenti picconate palesemente anti-cristiane da parte di Cesare Cavalleri dell’Opus Dei e del Cardinale Ruini, vendicativi e spietati nei confronti di ha sofferto ed e’ morto, ma soprattutto della moglie e della madre di Welby, abbandonate nella tragedia dalla loro Comunita’, Ecclesia, Chiesa

Fondamentalmente il problema risiede nel campo dei Cattolici italiani, e nel loro (nostro) permettere di farsi guidare da persone dalle dubbie tendenze caritatevoli

Ma per l’Italia tutta forse il vero dramma e’ nel servilismo dei “politici Cattolici” i quali davvero non muovono foglia senza l’approvazione di Camillo R o Cesare C, in un atteggiamento assurdo, anche perche’ assolutamente non necessario

Qui nel Regno Unito ci sono svariati parlamentari Cattolici che non ci pensano due volte a votare secondo coscienza, invece che secondo dottrina

E lo dichiarano pubblicamente, senza tanti anatemi o scomuniche da quel di Roma: piu’ di un esempio proprio in questi giorni, nel dibattito sul permettere o meno alla agenzie di adozione cattoliche di rifiutarsi di considerare coppie omosessuali

E’ roba che nel Bel Paese, forse sara’ materia da XXII secolo. Intanto finanche il Ministro per le Comunita’ Ruth Kelly, molto vicina a Blair e addirittura ella stessa membro dell’Opus Dei (!), ha detto che la sua religione non le impedira’ di lottare contro ogni tipo di discriminazione

Perche’ quelli dovrebbero essere piu’ liberi dei “nostri”? A meno che non fosse tutto cio’ prova del fatto che il Potere Temporale, ahime’, stia ritornando in auge

Quella si’, se mi si permette la battuta, una “resurrezione” di cui non si sentiva alcun bisogno

(Lettera inviata a “Notizie Radicali”)

Viva il Papa (2)

In visita alla Moschea Blu, ha pregato come un Musulmano, in direzione della Mecca, per due minuti

Benedetto XVI prega in direzione della Mecca

Significative le parole scritte nel Libro d’Oro a Santa Sofia: “Nelle nostre diversità ci troviamo davanti alla fede del Dio unico, che Dio ci illumini e ci faccia trovare la strada dell’amore e della pace

I Quattro Cavalieri dell’Ateismo

Raccolgo i miei arti superiori da terra dopo aver letto il recentissimo contributo di Maurizio Ferraris (“Non Sapendo A Chi Credere”, Domenicale Sole24Ore, 29 Ottobre): un contributo che oserei dire dis-arm-ante se mi si perdona il doppio senso e lo strano neologismo misto-inglese

Sono sicuro che altri (come Ravasi) riusciranno a rispondere alle provocazioni filosofiche del Ferraris meglio di quanto io possa mai permettermi di pensare (ma qualcuno lo dica, al Ferraris, che avventurarsi in palesi falsita’ come “la maggior parte dei conflitti coinvolg[e] ora le religioni abramiche” non e’ un buon segno riguardo la presunta fattualita’ dell’intera sua polemica)

Ne approfitto allora per tentare, partendo dal punto di vista del Credente, una classificazione dell’Ateo Contemporaneo in quattro categorie: Indifferente, Devoto, Remoto ed Economico

(1) L’Ateo Indifferente e’ quella persona a cui, appunto, della Divinita’ e della Religione non importa niente: cui cui il Credente potra’ avere un dialogo, ma magari sullo sport, il cinema o la televisione

(2) L’Ateo Devoto e’ colui che vede nella religione una serie di precetti morali da usare per manipolare questa o quella riforma sociale: e per questo assomiglia piu’ all’Anticristo che a un interlocutore serio per chi ha fede. Come dice il Ferraris, la religione e’ qualcosa di piu’

(3) L’Ateo Remoto e’ il tipo alla Ferraris: il quale pur non avendo fede, ritiene di poterne parlare alla stregua della storiellina per bambini e/o idioti. Accomuna cosi’ Gesu’ Cristo a Babbo Natale; esce fuori con perle del tipo “Chi crede in una cosa infinita crede in qualsiasi cosa”; riduce l’appartenenza a una tradizione religiosa a una forma di contabilita’, con una serie di dogmi da seguire alla lettera per non essere “eretici” (una ingenuita’ che suonera’ vetusta per i Cattolici, e completamente estranea per Ebrei, Musulmani, Induisti, etc etc). C’e’ da aspettarsi che il Ferraris, messo di fronte a un Credente, non possa bonta’ sua trattenersi dalle risa: e meno male che dovrebbe rappresentare il meglio della razionalita’ (Ferraris non e’ solo: si veda Richard Dawkins in “L’Illusione di Dio” e Daniel C Dennett in “Rompere l’Incantesimo: La Religione come Fenomeno Naturale“)

(4) L’Ateo Economico infine, e’ quello che ha capito che un serio Ateismo non-indifferente e che quindi desideri almeno capire il perche’ esistano i Credenti, deve imparare dalla recente rivoluzione in campo economico: nella quale, come dice Matteo Mortellini sul Domenicale Sole24Ore del 15 Ottobre (“Charlie Brown decide cosi’”), il fantomatico Homo Economicus iper-razionalista delle vecchie teorie e’ stato finalmente sostituito da una persona che segue “una logica diversa da quella matematica, ma non meno sistematica

Ed e’ solo con quest’ultimo che ha senso, per il Credente, discutere di religione. L’Ateo Economico infatti non avra’ per ipotesi che la Fede sia sinonimo di irrazionalita’, e sara’ davvero aperto allo scambio di idee

Il discettare degli altri in tema di religione, vale quanto una toilette per sole donne sul Monte Athos
 

Salviamo La Chiesa Cattolica dagli Atei Devoti

L’idea che la Chiesa Cattolica italiana consideri “normale” avvicinarsi ai cosiddetti “Atei Devoti” al punto di parlare quasi con la loro stessa voce, non riesco a digerirla

Gli Atei Devoti sono coloro che, come Marcello Pera, nonostante non credano in Dio vogliono agganciarsi alla Chiesa Cattolica come riferimento socio-culturale

Com’e’ possibile che nessuno trovi niente di sbagliato nell’invitare quei Lupi nell’Ovile Cattolico, solo perche’ indossano un maglione di lana?

E che senso avrebbe per un non-Credente appoggiarsi alla dottrina della Chiesa, se non per oscure, reazionarie motivazioni di manipolazione sociale, come gia’ accaduto per secoli?

Gli “Atei Devoti” non hanno alcun motivo di diffondere la fede, la carita’ o la speranza cristiana. Anzi, come detto dal Cardinale Mario F Pompedda nel numero di Jesus del Marzo 2006:

non manca un grande rischio e l’aspetto fortemente negativo di questo fenomeno. Non vorrei, cioè, che sotto questa spinta si svuotasse il contenuto della fede delle sue radici vere. L’accettazione di questi valori universali di tipo etico e morale, se distaccati dalla loro fede ispiratrice, rischia di far venir meno la stessa fede nel suo nucleo centrale, per ridurla solo a una realtà esteriore

Gli “Atei Devoti”, dice Rossana Rossanda sullo stesso numero, sono “una trovata politico-mediatica di bassa lega“. Lasciamoli ai loro idoli di pezza

Il Mito Iperrazionalista Di Dawkins et al.

Richard Dawkins ha appena pubblicato “L’Illusione di Dio“. Daniel C Dennett ha dedicato il  suo tempo a scrivere “Rompere l’Incantesimo: La Religione come Fenomeno Naturale

In entrambi i casi, scrittori dichiaratamente atei hanno voluto dire la loro opinione sulla “religione”. E a quanto sembra in entrambi i casi, il messaggio e’ un’esortazione a liberarsi da divinita’ e religiosita’, per camminare liberi e sereni verso un luminoso futuro privo di leggende e superstizioni

Questa visione riduttiva all’estremo del mito (per non parlare del rito) non solo e’ assurda, e’ inumana: perche’ pensare che la religiosita’ sia un giochino di fantasie e suggestione personale e collettiva significa negare l’esistenza non di un dio, ma dell’umanita’ di ciascuna persona

Esiste nessuno che viva senza un mito? “Mito” in senso positivo, magari l’archetipo simbolo di cio’ che e’ la nostra aspirazione verso l’essere o l’avere qualcosa di meglio?

A chi pensa che il razionalismo sia l’unica strada logica vorrei dire: anche Voltaire aveva le sue meschinita': che ne so, magari si puliva il naso con i mignoli.

Vuol dire che chi si fa guidare dal pensiero di Voltaire, si pulisce anche il naso con i mignoli? Certo che no

Non e’ il “Voltaire vero” la guida, e’ il “Voltaire mito”. E questo basta, naturalmente. Non avra’ mai detto la celebre frase sul difendere le idee altrui fino alla morte, ma chi se ne importa?

Quella frase fa parte del mito di Voltaire

Parigi valeva bene una messa? Il regno venne dato via per un cavallo? Perdersi a cercare convalide di quelli e altri “miti” e’ interessante storicamente ma significa perdere di vista il significato originale

Non sarebbe una sciocchezza cestinare 2001 – Odissea nello Spazio perche’ di parallelipedi neri non ce ne sono, intorno a Giove?

L’assurdita’ di un atteggiamento contemporaneo iperrealista (e quindi, curiosamente, completamente immaginario) era gia’ stata individuata nel curioso episodio della Merda d’Artista di Piero Manzoni

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Sono sicuro che i miti greci stessi, adesso letti come favolette, avessero in origine dei significati e dei messaggi importanti.

E’ allora un peccato che la parola “mito” e all’idea della divinita’ si associ il concetto di un popolino incolto, imbelle, imbecille e facilmente manipolabile: “Per cui ora possiamo farne a meno”

A pensarci bene, e’ un mito pure quello

Eichmann Sei Miliardi

Non molto tempo fa ho scritto un blog circa le nubi che sembrano addensarsi in preparazione di un Olocausto Islamico, specie in Europa: “Un Futuro Olocausto dei Musulmani? Lettera al programma ‘Any Question della BBC” (11-Feb-06 1:56pm):

La reazione occidentale alle polemiche su quegli idioti fumetti danesi e’ ruotata [...] intorno al sottolineare la ” superiorita’” di una cultura occidentale [...] che non fa distinzione fra milioni e milioni di musulmani pacifici e una manciata di contestatori violenti [...]

Alla “Superiore Civilta’ Occidentale ” (particolarmente quella europea) e’ alieno il concetto del rispetto, o persino del convivere con una minoranza “estranea”. Guardiamo a cosa e’ accaduto agli Amerindi, e agli Aborigeni in Australia. Pensiamo a cosa e’ accaduto agli Ebrei [...]

Visto che i “servizi di sicurezza” sono occupati a imprigionare gente per crimini come “religione errata”, “barba errata” (e persino “perossido di idrogeno errato”), la mia previsione rimane incertamente pessimista.

Puo’ sembrare un’esagerazione: mi e’ stato detto che la Civilta’ Occidentale ha fatto molta strada dal 1930, che adesso comanda definitivamente la Legge, che i Diritti dell’Uomo sono incastonati in troppe leggi e costituzioni per essere dimenticati.

Forse. Ma chi fra i nostri antenati che festeggiavano l’avvento del XX secolo avrebbe mai creduto che il mondo era sull’orlo di inventare il genocidio su scala industriale? Chi avrebbe potuto immaginarsi Auschwitz nella Germania di Bertold Brecht e Karl Valentin?

Chi avrebbe mai previsto che la Sarajevo delle Olimpiadi Invernali del 1984 si sarebbe trasformata in un territorio di guerra e massacri a malapena 8 (otto) anni dopo?

Naturalmente, noi siamo migliori dei nostri antenati. Naturalmente possiamo imparare dalla loro esperienza. Peccato che cio’ sia esattamente cosa avrebbero detto di se stessi.

Naturalmente siamo migliori dei Tedeschi nel 1930-1940, o degli Jugoslavi del 1992, o dei Rwandesi del 1994. Peccato che il fingerci migliori degli altri, sia un atto fondamentalmente anti-Cristiano, e quindi un tradimento di cio’ che di buono e’ stato prodotto dalla “Civilta’ Occidentale”

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In verita’, ci siamo impegnati ad uccidere i nostri propri concittadini da troppi secoli per credere seriamente che adesso la situazione sia davvero diversa. Che cosa allora puo’ aiutarci ad impedire un ritorno alla nostra vecchia sete di morte per amici e nemici?

(1) Riconosciamo che non va tutto bene: e cio’ che non va bene, e’ dentro di noi come individui.

Non c’e’ bisogno di credere alle mie parole: sentiamo cosa scrive David Cesarani circa la natura ordinaria della malvagita’ (“Diventando Eichmann: Ripensando la Vita, i Crimini e le Prove contro, un ‘Assassino da Scrivania’“, recensito da Barry Gewen sul New York Times, 12 maggio 2006 in “Un ritratto di Eichmann come Uomo Ordinario“)

Nelle circostanze giuste, gente normalissima commettera’ omicidi efferati, dice [Cesarani] e le circostanze della nostra epoca – con relativi razzismo, pulizia etnica, suicide bombers e genocidi – non promettono niente di buono. “Eichmann appare sempre più come un uomo dei nostri tempi,” conclude. “L’Uomo Comune e’ Genocida.”

E’ importante notare che Adolf Eichmann, il criminale di guerra Nazista processato e impiccato in Israele nel 1961, non era un rabbioso anti-semita

In Austria, Eichmann ha avuto amici Ebrei, ha lavorato per Ebrei [...] ha avuto parenti Ebrei dal matrimonio [...] Non era anti-Semitismo quello che ha condotto Eichmann nel Nazismo [...] La svolta e’ avvenuta dopo il 1941, quando dall’emigrazione forzata si e’ passati al genocidio. Sotto la pressione delle sue nuove funzioni, Eichmann cambio’.

(2) Ricordiamoci sempre che i nostri ideali in politica sono tanto piu’ rovinosi, quanto più meravigliosi sembrano sulla carta (e nella mente)

Un bell’esempio e’ fornito dal filosofo francese BHL (da un’intervista con Tunku Varadarajan sul Wall Street Journal, 23 gennaio 2006):

Quando l’Hegel dei tempi moderni scrivera’ la nostra Storia, dira’ che l’evento cruciale e’ stata la Cambogia […] Fino alla Cambogia tutti i rivoluzionari del mondo hanno creduto che la rivoluzione falliva perche’ non cambiava abbastanza, perche’ non era abbastanza radicale […] e poi, accade per la prima nella storia una rivoluzione assolutamente radicale [in Cambogia con Pol Pot] e che cosa scopriamo? Anziche’ il paradiso, la rivoluzione procura l’inferno totale.

Non per caso, sono dovuti passare anni prima che i crimini dei Khmer Rossi fossero completamente riconosciuti da molti partiti di sinistra, cosi’ come l’enorme numero di contadini cinesi morti durante il “Grande Balzo in Avanti” alla fine degli anni ‘50 non ha impedito a vari intellettuali “progressisti” di sostenere il Presidente Mao fino alla sua morte, e oltre.

(3) Rifiutiamo e rinneghiamo qualsiasi discorso di noi-contro-di-loro e tutte le forme di propaganda politica che capitalizzano sulla divisione, incluso ogni minimo suggerimento di avversione verso un gruppo di persone

Continua BHL nella stessa intervista:

Siamo impigliati in una guerra contro il terrorismo, ma la guerra e’ politica, non religiosa, non fra le Civilta’… e’ un suicidio dire che questa e’ una guerra fra Civilta’, perche’ se e’ tale, e’ una guerra infinita, blocco contro blocco. Se dite ‘guerra politica’ fate una scommessa sul risultato

(4) Manteniamo sotto controllo le societa’ e le culture cui ciascuno di noi appartiene, invece di pontificare su che cosa e’ errato in altre societa’ ed in altre culture

Se per esempio credete che sia vostro dovere “difendere la Civilta’ Occidentale” allora e’ vostro dovere capire e mettere in pratica il vecchio detto circa le pagliuzze, gli occhi e le travi. Altrimenti, state denunciando e tradendo la radice profonda della vostra stessa “causa”

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Gewen conclude il suo commento in una speranzosa disperazione, citando Hanna Arendt, che scrisse parecchi articoli per il New Yorker ai tempi del processo Eichmann e un libro, “Eichmann sotto Processo a Gerusalemme

Arendt era ostinatamente universalista. La sua analisi di Eichmann volgeva alla responsabilita’ specifica della persona, a un’insistenza sulla necessita’ di esercitare costantemente la scelta personale, rispetto a quanto la societa’ potrebbe dettare. E’ un invito eticamente freddo, severo come se venisse da Kant, ed e’ così difficile da implementare da avere una qualita’ quasi inumana. Chi fra noi puo’ praticare l’incessante consapevolezza morale che tale atteggiamento richiede?

Difficile, freddo: ma dobbiamo almento tentare di raggiungere quell’obiettivo.

Vigiliamo allora, altrimenti torneremo nuovamente ad essere tanti Eichmann.

Basto’ un lustro per trasformare il fallito partito di Hitler in un’organizzazione che convinse migliaia a diventare assassini totali. Nell’eta’ di Internet potra’ ben occorrere molto meno tempo per arrivare allo stesso risultato.

PACS, cosi’ timidi da rovinare la Famiglia

Paradossalmente: sbagliando completamente l'argomentazione, il Vaticano ha ragione a preoccuparsi dei PACS come la rovina del Matrimonio e della Famiglia

E la soluzione che non riesce a vedere e' l'unica praticabile: alla maniera britannica, Matrimonio per Tutti (etero- ed omosessuali)

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Questi (non-)benedetti Patti Civili di Solidarieta' sono un po' comicamente considerati in Italia come un'idea radicale, rivoluzionaria, sconvolgente

In realta' sono un concetto timidissimo. Nel vano tentativo di rincuorare il folto gruppo di tradizionalisti, nel Vaticano e altrove, che non riescono a vedere al di la' del loro piccolo piccolo, i PACS sembrano definiti in contrapposizione al "classico" Matrimonio

Allo stesso tempo, per avere un minimo senso i PACS devono contenere abbastanza salvaguardie dei diritti della coppia rispetto a diritti di "terzi"

E devono essere disponibili sia a coppie omosessuali, che eterosessuali, per non creare un "ghetto legale"

Questa davvero diabolica combinazione fara' dei PACS italiani una specie di Matrimonio Light

Ed e' proprio per questo che i PACS porteranno alla lacerazione del concetto di Matrimonio e di Famiglia

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Immaginiamo infatti una coppia (eterosessuale) posta di fronte alla scelta: se non per far piacere ai genitori, o per motivi religiosi, perche' mai dovrebbero scegliere il Matrimonio, invece che un PACS?

A pensarci bene, la scelta del Matrimonio invece che il PACS sara' una follia, con tutti gli assurdi vincoli tuttora vigenti (come il rischio di attendere cinque anni per essere civilmente liberi)

La titubante implementazione di un'opzione PACS per omosessuali portera' quindi con tutta probabilita' ad una riduzione del numero di Matrimoni fra eterosessuali

I rapporti familiari stessi verranno allora ridisegnati per i piu', dovendo tenere conto della natura necessariamente piu' transitoria del rapporto regolato dal PACS piuttosto che dal Matrimonio

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La soluzione e' semplice, chiara, praticabile, logica, e palese: cosi' come succede in Inghilterra, invece di inventare il Matrimonio Light, dovremmo estendere il diritto al Matrimonio a tutti gli adulti consenzienti, quindi anche agli omosessuali

(Nota: sono consapevole che le Civil Union britanniche siano sulla carta diverse dal Matrimonio. Le differenze sono comunque assolutamente trascurabili, e quindi dal punto di vista pratico inesistenti)

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Quale migliore esempio infatti per i nostri bambini dell'importanza del Matrimonio, che il mostrarlo come meta naturale qualsiasi sia il "tipo" di coppia?

E come giustificare ai loro occhi alcune contraddizioni palesi?

Quale migliore esempio infatti di "Patto Civile di Solidarieta'" che la famosa "Famiglia del Papa" descritta dal portavoce vaticano Navarro Vals alla morte di Giovanni Paolo II come composta dal Segretario di Giovanni Paolo II, e dalle tre suore che lo accudirono fino alla fine?

E che senso dare alla storia di quella mamma che dopo aver cambiato sesso, ha sposato una compagna di collegio? Forse qualcuno vuole suggerire alle coppie omosessuali che si volessero sposare, di tirare a sorte chi dei due debba finire sotto i ferri?

Puo' essere corretta, una Legge che insinua che una persona e' diversa prima e dopo incontrare il chirurgo? O che i diritti dei cittadini cambiano a seconda di quali organi genitali penzolino o non penzolino nei pantaloni?

Magari ci fosse un avvocato coraggioso che volesse portare queste incongruenze di fronte alla giustizia europea!

Le Piu’ Grandi Ipocrisie

Con quante palesi falsita' dobbiamo convivere?

1. "Sviluppo Del Terzo mondo"? E' solo colonialismo vecchio-stile sotto una nuova apparenza. La prova è il fatto che così poche "pæsi in via di sviluppo" hanno potuto "emergere": e non c'e' stato nessun paese "emergente" capace di sedersi con le "Grandi Potenze" (la Cina è un caso speciale semplicemente per le dimensioni). Così il risultato di decenni di "sviluppo" e' che le cose sono più o meno esattamente com'erano

2. "Democrazia Liberale"? E invece, continua a evolversi in oligarchie auto-perpetuantisi. Si veda la creazione dei partiti-personalità in Francia ed in Italia; ed il numero osceno di figli e figlie di ex presidenti e di altri politici, che ereditano dai genitori dei posti di potere all'apparenza elettivi

3. "Guerra alle Droghe"? Soltanto un idiota non capisce che una tal "guerra" è stata vinta, ma dai cartelli e dalle mafie della droga in tutto il mondo. Completamente ma speriamo involontariamente immemori del disastro proibizionista americano negli anni 20, spendiamo e spandiamo soldi e risorse, in qualcosa che può essere solo descritto come un elaborato schema per finanziare i trafficanti

4. "Servizio Pubblico"? In realtà, meglio descritto come un "contentino a minimo costo" visto che la maggior parte del tempo, non si fornisce alcun servizio, anzi l'efficacia è misurata dai soldi risparmiati, piuttosto che dalla qualità dell'assistenza fornita alla gente nel bisogno

5. "Reality TV"? Manco per niente. La televisione può ritrarre la "realta'" usando le tecniche di candid camera, forse, ma definitivamente nessuna persona sensata al mondo si comporterebbe "naturalmente" e "realisticamente" con al seguito una squadra di tecnici della luce, della fotografia e del suono. L'unica speranza di vedere "la realtà" è se i personaggi dimenticano l'esistenza di tutta quella gente intorno. Ma allora, è solo Televisione, una specie di teatro aumentato in cui le cose accadono a causa del loro valore intrattenitivo

6. "Stato Etico"? L'Inferno sulla Terra. Quante volte abbiamo bisogno di ripetere gli errori orrendi dell'inizio del XX secolo, dove gente altrimenti buona e intelligente ha inventato, approvato, incoraggiato e promulgato crimini in nome dell'Eugenica, nella speranza di rendere il mondo e l'umanita' migliori? E così dovremmo stare lontani da soluzioni semplicistiche su come abbellire noi e il pianeta, specialmente quando portate avanti indipendentemente dal resto: cosi' come, contrariamente a quanto suggerito da D.H. Lawrence, la povertà urbana non può essere risolta seriamente intossicando tutti i poveri in una costruzione grande quanto il vecchio Crystal Palace

7. "Amore Cristiano"? E perchè allora si trasforma così facilmente in crudeltà illimitata, come quando prova ad ostacolare l'amore tra omosessuali? Crudelta' durissima, per esempio in Italia, pronta a rendere l'inseminazione artificiale quasi impossible, in nome della protezione delle vite di feti che ora non saranno mai impiantati? E che finge di risolvere il problema dell'aborto rendendolo illegale? Ed che infine lascia tranqullamente a soffrire malati terminali in un'agonia indescrivibile, solo per difendere un diritto alla vita che diventa un obbligo di essere torturato dal proprio stesso corpo?

8. "Fondamentalismo Islamico"? Magari! Nelle ultime due decadi, ogni sforzo armato per "proteggere l'Islam" e' riuscito in primis ad eliminare…altri musulmani. Si pensi a tutti i morti dopo la bomba all'ambasciata degli Stati Uniti in Tanzania. Si pensi agli algerini uccisi durante la guerra civile negli anni 90. Si pensi alla vasta maggioranza delle vittime in quasi tutti gli attentati in Egitto. Si pensi alle nozze palestinesi misteriosamente designate come obiettivo per le bombe ad Amman nel 2005. E si pensi ai bambini musulmani uccisi durante l'attacco contro il quartierino per stranieri nella capitale saudita

9. "Guerra al Terrorismo"? Che cosa sta venendo fuori è invece un riposizionamento forte dei Governi, negli USA, in Gran Bretagna, in Europa ed altrove. I governi di tutti i colori e gusti sembrano provare a infiltrarsi sempre più nelle vite private dei loro cittadini. L'unica cosa che non hanno ancora giustificato con "la guerra al terrorismo" sembra essere la visita proctologica. Per il resto, cimici, macchine fotografiche nascoste, burocrazia supplementare, passaporti complicati, per non parlare della museruola del dissenso anche vicino al Parlamento di Londra. E chi osare fermarli, senza timore di essere identificato come un terrorista, o peggio, un debole nei confronti dei terroristi

10. "Valutazione Logica"? Sarebbe ridicola se non fosse così perniciosa. In tutti i generi di aziende e agenzie governative, le decisioni sembrano su carta essere il risultato di una larga consultazione con tutti gli interessati: perche' allora sono solitamente così vicine ai pregiudizi di chiunque sia in carica?Semplicemente troppo di quanto facciamo finisce nelle mani di chi ha l'oratoria piu' fine, invece che in quelle di chi ne avrebbe davvero bisogno

Ed ancora ipocrisie:

a. Chiamano "esportazione della democrazia" un modo di ottenere il controllo di una zona bombardando i potenziali "elettori"

b. Chiamano "protezione dell'ambiente" la fissazione di considerare ogni cosa fatta dagli esseri umani come "tossica". Nel frattempo, gli schemi di riduzione delle emissioni di CO2 forniscono finanziamento supplementare…alle grandi compagnie petrolifere

c. Dicono che "sport" è una competizione fisica in cui un'etica specifica permette divertimento in un ambiente giusto. Peccato sia solo un altro gigantesco business dell'intrattenimento, oppio delle grandi masse che si sottometto, scaricando la violenza intorno ad un campo verde piuttosto che sul tarmac grigio di una città

d. Denominano "processo di pace Israelo-Palestinese" cio' che ovviamente e' una serie di pazzi colpi di coda nell'affano che precede la stabilizzazione, un acchiappa-e-bombarda-mentre-puoi.

e. Dicono che stanno sviluppando "nuovi farmaci", mentre una grande parte di quelli e' solo una serie di sostituzioni superflue

Le radici del Pera

Confesso di aver sofferto di un virtuale ittero non appena ho letto dell'appello Per L'Occidente dell'ex Presidente del Senato, Marcello Pera, e del suo libro sulle radici cristiane "Noi, loro e il Papa".

Ma cosa trovavo intuitivamente di cosi' sbagliato, in tutto quello? Perche', da cattolico, mi risultava piu' fastidioso del fumo negli occhi?

E in quale tradizione filosofica va inquadrato, quel pensiero? Dopotutto, Pera rimane un esperto di filosofia. E Gad Lerner ed altri, in una recente trasmissione radiofonica, si chiedevano dove e come il vecchio esperto di Popper si fosse trasformato nel fautore di una "religione laica".

Viva Voce, Radio24, 9 Marzo 2006

Davvero l'ispirazione del Pera e' solo nei Teo-Con d'America?

Ho trovato le prime risposte in una recentissima recensione di Mark Lilla, dell'Universita' di Chicago pubblicata all'inizio di Aprile sul New York Times riguardo a "Earthly Powers" dello storico europeista/germanista Michael Burleigh.

Burleigh, riporta il Lilla, scrive che la secolarizzazione illuminista dell'Europa e' un processo illusorio. La religione, sotto nuove forme, e' sempre centrale all'Europa, anzi proprio queste nuove forme hanno ispirato gli orrori del XX secolo, paradossalmente attraverso il filtro di idealisti tutti dediti a "migliorare la societa'".

Questa tesi da una parte puo' rendere piu' familiari agli Europei alcuni processi in atto in parte del mondo islamico.

Ma d'altro canto, non si puo' non notare la similitudine fra quanti citati dal Burleigh e il piu' recente pensiero del Pera:

[...] a third, and far more consequential, fantasy was being nurtured throughout the 19th century. [...] In Germany [...] Schleiermacher tried to put theology on a new footing by beginning not with divine revelation but with the human religious instinct, from which he derived all the central dogmas of [...] Christianity. [...] a rationally purified biblical faith would [...] become the civil faith of the bourgeois German state.

Sembra appunto sentire il Pera parlare della "religione laica" che dovrebbe tenere coesa la societa' moderna. Il problema e' che la via dell'Inferno, come si sa, e' lastricata di buone intenzioni:

This proved to be a powerful myth that turned many a Protestant minister into a blinkered German nationalist, contributing in no small measure to the catastrophe of World War I.

I paralleli non finiscono qui. Passando per il proto-fascismo di Joseph de Maistre, certi concetti sono stati sviluppati in Francia:

that political life rests on a religious foundation, that human relations are shaped by ritual, that individualism is a disease — first found their echo among leftist French utopians like Saint-Simon, Charles Fourier and then Auguste Comte. The utopians did not believe in God but they very much believed in religion.

Appunto, come professa il Pera.

For the utopians, the revolution's defeat of the Catholic Church represented an enormous step forward for the human race, but also posed an unprecedented challenge. Once men thought themselves free from God they might think themselves free from one another, like elementary particles floating in the void. What modern, postrevolutionary society needed was a new religion, or a surrogate one, a system of symbols and ceremonies bringing individuals together without reference to a revealing, transcendent God.

Di nuovo, la religione laica gia' citata. E di nuovo, la storia finisce in tragedia:

Burleigh […] sees how their daydreams about using religion instrumentally to foster social identification took a nightmarish turn at the end of the century when they fell into the hands of rabid nationalists like the French writer Charles Maurras and the German scholar Paul de Lagarde. […] they seem less "secularized" versions of genuine faith than products of an obsession with the implications of religion's decline.

C'e' da chiedersi se queste considerazioni si applicano al Nostro. Ma l'accorato appello ateo in difesa delle radici cristiane sembra seguire passo passo un percorso gia' intrapreso:

[…] is the melancholy simply that of […] thinkers as they projected onto the religious history of Europe anxieties about the modern age they found themselves in? Nostalgia, like hope, is a subtle but explosive force in human history, and in modern Europe it has been largely destructive. A "world we have lost" is usually one we never had but which its discoverers would like to create. That is where religion can come in: not as a path to God, but as a dike against the present and a bridge to the future

Per noi, credenti e non credenti che non si identificano in dubbie imprese di ingegneria sociale, la sfida e' chiara:

to learn how to distinguish between those whose political programs are inspired by genuine faith, and those whose defense of religion is inspired by a reactionary utopianism having less to do with God than with redirecting the faulty course of history