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Cavallo, Cruciani e Gatti

“Simpatico” scambio di opinioni recentemente da Cruciani alla Zanzara su Radio 24 riguardo le ricette felinculinarie, con tal Roberto Cavallo del “Collettivo Animalista”.

Personalmente trovo davvero stupido farsi provocare da un “provocatore” di professione come Cruciani (e meno male che la trasmissione si chiama “La Zanzara”…).

Saro’ mica l’unico che lo ascolta per sentire pettegolezzi e rilassarsi un po’??? Come si dice, come se uno andasse al bar prima di cena.

Tutto Quello Che Sappiamo Sull’Iran E’ Sbagliato

Trascrizione dell’intervento di Alberto Negri, inviato del Sole24Ore a Teheran, a “Jefferson 2 – L’arte della svolta” (Radio24), lunedi’ 15 Giugno 2009. Le domande sono poste dal conduttore Stefano Pistolini:

(per ascoltare l’originale andare al minuto 21:43 di questo file mp3)

Non sostenevo affatto che questa votazione fosse regolare e democratica. Venendo da piu’ di 25 anni in questo Paese soltanto le procedure di annuncio del voto lasciavano aperti moltissimi interrogativi. Qui non c’e’ piu’ brace sotto la cenere qui c’e’ fuoco ormai. Qui abbiamo centinaia di migliaia di persone in questo momento…si sono radunati oggi a piazza inghelab, Piazza Inghelab (?) e’ Piazza della Rivoluzione, Inghelab vuol dire questo, e poi sono diretti verso Piazza Zadi (?), Piazza Zadi vuol dire Piazza della Liberta’ dove ai tempi dello Shah si consumo’ uno dei piu’ grandi massacri della rivoluzione che costrinsero poi all’esilio Mohammed Reza Pahlavi.

Centinaia di migliaia di persone capeggiate da Mousavi, il capo del movimento riformista che si e’ presentato alle elezioni, con Karobi (?) e con Khatami l’ex-presidente dei riformatori si sono avviate per questa manifestazione che e’ la maggiore, la piu’ grande, la piu’ incredibile che si sia vista dai tempi della rivoluzione.

D: quale esito ti viene di presagire nei confronti di quello che stai vedendo, rispetto a quello che stai vedendo?

Premetto che secondo me tutto quello che sappiamo sull’Iran e’ sbagliato. Nel senso che ogni volta noi facciamo delle previsioni errate e molto spesso anche al breve periodo che si dimostrano totalmente poi contraddette dai fatti. Soltanto ieri sembrava che la rivolta fosse stata soffocata. Questa mattina la citta’ si era svegliata con pochissima gente, semideserta, quasi impaurita, sospesi in questa tensione, e ci si domandava se ci fosse mai stata questa manifestazione, se si potesse mai svolgere.

Non solo si sta svolgendo, ma e’ diventato un movimento di massa davvero difficile da capire, la cui portata e’ difficile da capire.

D: Useresti la parola “spontaneo” per questo movimento di massa?

Io direi che e’ spontanea la reazione degli Iraniani. milioni di iraniani sono andati alle urne venerdi’ e anche moltissimi che non erano mai andati a votare in trent’anni si sono presentati credendo che fosse la volta buona in qualche modo per cambiare il governo se non il sistema. milioni di questi iraniani si sono sentiti defraudati dal risultato e hanno reagito.

D: Tu in prima persona per quello che hai visto, per quello soprattutto che ti sembra di vedere in queste ore, credi al risultato elettorale o no?

Ma..io credo a quello che vedo. c’e’ un proverbio del profeta Ali’ che dice “la Verita’ sta in mezzo alle orecchie”. In mezzo alle orecchie ci stanno gli occhi per vedere, non le cose che si sentono dire e io vedo quello che vi ho descritto prima.

Cioe’ anche se questo risultato elettorale fosse non diciamo regolare ma se si avvicinasse alla realta’ probabilmente non ci sarebbero tutte queste migliaia di persone, centinaia di migliaia di persone in piazza. Altrimenti non ci sarebbe stata questa reazione che sembra essere soffocata di giorno in giorno e poi ritorna fuori regolarmente.

Come vi ho detto prima tutto cio’ che sappiamo sull’Iran e’ sbagliato.

Perche’ La Suina Non Mi Spaventa

Ecco il messaggio a Radio24 che mi ha fatto ricoprire di “complimenti”

In merito alla suina, noto che dopo l’insuccesso di ieri con tutti gli ascoltatori intervenuti a “Express yourself” scettici, molto scettici o addirittura sarcastici, tornate oggi alla carica sullo stesso argomento.

Perche’ non provate invece a spiegare come un totale di 8 (OTTO!!) morti accertate finora, e qualche DECINA di casi non mortali, a confronto di MIGLIAIA DI MORTI OGNI ANNO in Europa e negli USA per la normale influenza (figuriamoci in Messico o in Cina), dovrebbero cambiare l’atteggiamento logico e naturalissimo di non farsi prendere per il naso dall’ennesima emergenza mediatica?

Vi siete dimenticati delle centrali nucleari francesi che si rompevano tutte assieme e poi no; dei pitbulll che mordevano tutti negli stessi giorni e poi no; dei filmati di bullismo a scuola pubblicati su YouTube nello stesso periodo e poi no; della SARS che ci doveva far ammalare e poi no; del riscaldamento globale che ci doveva arrostire e poi no; degli uragani che stavano aumentando e poi no; delle calotte polari che si scioglievano e poi no; degli orsi bianchi che affogavano e poi no…

Quante volte bisogna spaventarsi di fronte a radio, TV e giornali per poi scoprire che l’emergenza non era un’emergenza, prima di mettere dei filtri molto potenti e non allarmarsi a meno che non si veda qualcosa di palesemente serio? Come per esempio un aumento a dismisura dei morti di suina in Messico, o da qualunque altra parte. Ne avete forse notizia?

Comunque non sono io fra quelli che pensano che sia tutto il risultato di una grande cospirazione. Se volete saperne di piu’ leggete quanto scriveva Pierluigi Battista sul Corriere della Sera del 4 Agosto 2008… “La fabbrica delle emergenze

saluti e buon lavoro. e grazie del podcast che mi permette di non perdere mai neanche una puntata

Il Sottoscritto E’ “Puntuto” e “Tignoso”…

…lo hanno detto urbi-et-orbi oggi (30 Aprile) a Radio24 Stefano Pistolini ed Emiliano Errico, conduttori della trasmissione “Jefferson Due – L’arte della svolta” (Facebook), subito prima di leggere un estratto da un mio messaggio riguardo l’influenza suina.

Finalmente un argomento riguardo il quale i piu’ saranno sicuramente d’accordo!!

Pero’ hanno anche detto che mi “vogliono bene”, e ahime’ la popolarita’ di tale sentimento e’ sicuramente minore…

Dopo Obama, L’Ultima Sfida All’Integrazione Razziale In America

Dopo Obama, perche’ non provare a descrivere quella che sara’ l’ultima sfida all’integrazione razziale (e non solo) in America?

Immaginiamoci allora le elezioni presidenziali del 2016, e come Candidato alla Presidenza una donna, con antenati ex-schiavi da parte di padre e ebrei da parte di madre.

E convertita all’islamismo.

E come suo vice un’altra donna, in sedia a rotelle.

Mezza Native American e mezza messicana.

Con la quale e’ fidanzata.

E con la quale ha un figlio ottenuto con inseminazione artificiale. E il cui padre e’ Asian-American.

Immaginiamo infine che tale Candidata alla Presidenza rappresenti il Partito Repubblicano.

Oltre, la mia immaginazione non riesce ad andare 8-)

ps Dopo che Emiliano Errico ha letto il mio testo qui riportato durante la puntata di “Jefferson Ming” del 5 Novembre su Radio24, il conduttore Stefano Pistolini ha commentato riferendosi a un futuro molto piu’ probabile, per le Elezioni Presidenziali americane del 2016: Bobby Jindal, classe 1971, Governatore della Louisiana per i Repubblicani e figlio di due immigranti indiani del Punjab.

Cinque Regole per gli Antiberlusconiani

Dal blog “Anti-Zanzara”, cinque semplici regole che tutti gli antiberlusconiani dovrebbero seguire, a meno che non vogliano suscitare moti di riso in coloro tra i loro interlocutori che non odiano Silvio con tutto il cuore:

1) Berlusconi è del tutto legittimato a governare, avendo avuto il consenso dell’elettorato. In nessun articolo della Costituzione, né in alcuna legge dello Stato, si dice qualcosa di diverso.

2) Gli elettori che, in maggioranza, hanno votato per Berlusconi non sono né stupidi, ne ignoranti, né sono moralmente inferiori. Se hanno ritenuto che Berlusconi può governare, nonostante il conflitto d’interessi e le beghe giudiziarie, così sia.

3) I magistrati non sono robot imparziali, né sono angeli vendicatori ispirati da Dio. Sono uomini che possono sbagliare o agire secondo condizionamenti consci o inconsci. Anche ipotizzando che Berlusconi abbia davvero violato la legge e meriti di essere processato, rimane il fatto il sistema giustizia in Italia fa acqua da tutte le parti e va profondamente riformato.

4) Il conflitto di interessi esiste, è innegabile, ma in una società di mercato e liberale esso è solo un elemento laterale che non pregiudica realmente l’esercizio della democrazia. Il fatto che Berlusconi possieda tre dei sette grandi network televisivi nazionali, e che di altri tre, da capo del governo, possa avere potenzialmente il controllo, non implica un monopolio assoluto dell’informazione. Esistono anche i giornali cartacei, internet, La7, Sky, Radio 24, ecc.

5) La Verità con la V maiuscola è una chimera, un mito irraggiungibile che non esiste. E se anche esistesse, la Verità non andrebbe cercata sulle pagine dei libri di Travaglio o su quelle della Repubblica, o dell’Unità o dell’Espresso. Semmai sul Riformista.

Aggiungo una regola io

6) Esiste una cosa chiamata umorismo. Il riferimento precedente a “Il Riformista”, per esempio…

Delegazione Italiana Alternativa per Pechino 2008

In spirito di continuita’ con l’abituale indecisione e cerchiobottismo, l’Italia ha ieri garantito alla Cina che l’8 Agosto ci sara’ una “personalita’ di alto livello” a capeggiare la nostra delegazione a Pechino.

I dettagli sono stati naturalmente lasciati alle misteriose nebbie del futuro. In prima analisi comunque, il particolare dell’altezza sembrerebbe escludere l’attuale Primo Ministro.

Chi avra’ l’onore del viaggio a spese dei contribuenti? La trasmissione Jefferson Ming su Radio24 ha chiesto consigli agli ascoltatori. Suggerimenti fino a questo momento:

(a) il Gabibbo
(b) Paolini (il “disturbatore” )
(c) Rocco Siffredi
(d) Elio (senza Storie Tese)

Ulteriori candidature sono ancora ben accette. Peccato per Maurizio Costanzo…forse c’e’ qualche speranza ancora per Ferrara, Pera o Vattimo?

Dopotutto, non e’ stato ancora precisato se la delegazione sara’ poi fatta rientrare in Italia.

Su Veltroni, e sulle Intercettazioni

Lettera al Direttore di Radio24, Giancarlo Santalmassi:

Caro Direttore

Sperando di trovarLa in buona salute le invio due brevissime considerazioni riguardo la risposta di oggi pomeriggio nella rubrica delle “Lettere”.

Da una parte sono stato molto contento di sentire espressi i miei stessi pensieri sul ritardatario Veltroni, che come capo dell’opposizione sta oscillando fra l’invisibile e l’irrilevante. Al confronto, “Valium” Prodi sembra avere la verve di un attore dell’avanspettacolo.

Dall’altra, anche se capisco il sentimento contrario alla legge sulle intercettazioni, pur tuttavia ritengo sia arrivato davvero il momento per una “stretta” al malcostume dilagante, che fra un po’ ci avrebbe fatto leggere di quante volte questo o quel politico aveva usato le mani o il fazzoletto per pulirsi le narici.

Fra l’altro, le intercettazioni aiutano la Polizia nelle indagini, ma non si fanno indagini solo raccogliendo intercettazioni. Se ne puo’ fare a meno, e nel Regno Unito se ne fa tuttora a meno.

Naturalmente, ci sono vari gradi di intercettazioni. La Sua scelta di pubblicare comunque quelle che potranno sembrare di importanza fondamentale potrebbe essere definita coraggiosa: io penso che sia “semplicemente” in linea con la Radio24 che conosco io. E’ una scelta buona e giusta.

saluti e buon lavoro
maurizio morabito

Telecamere, Immigrati e Xenofilia

Durante la trasmissione quotidiana “La Zanzara” su Radio24, il conduttore Giuseppe Cruciani ha menzionato all’inizio della settimana scorsa un articolo da Il Foglio in cui si riporta quanto fatto dalla polizia dell’Essex qui in Inghilterra, il “frame and shame” (“inquadra e svergogna”), cioe’ le telecamere della polizia come strumento di dissuasione.

Nella puntata di mercoledi’ invece, si e’ parlato brevissimamente del successo delle autorita’ spagnole nel contenere l’immigrazione clandestina.

Ora, da italiano che lavora all’estero da quasi 15 anni, vorrei invitare a non cadere nel solito vizio italiano della “xenofilia” piu’ estrema.

Se e’ vero infatti che non ha senso reinventare la ruota tutte le volte in Italia, ed e’ quindi saggio imbastire un dibattito avendo imparato da altre esperienze (per esempio, sui farmaci al supermercato), non ha senso neanche ricopiare pari-pari soluzioni altrui come fossero tante “uova di Colombo”, perche’ hanno anche loro un contesto.

Il “successo” della Spagna riguarda infatti lo Stretto di Gibilterra, di dimensioni molto piu’ ristrette, e dalle correnti molto piu’ forti che per esempio il Canale di Sicilia. Meno facile da attraversare, insomma, e piu’ facile da controllare.

E le telecamere che vanno bene in Essex non sono sicuro a cosa porterebbero in Italia.

Per esempio alcune sono dotate di microfono e altoparlante, per cui il mascalzone di turno puo’ sentirsi apostrofato via telecamera da un tutore dell’ordine. Gia’ immagino pero’, in Italia, bande di ragazzini e non, andare da una telecamera all’altra per spernacchiare il poliziotto, o giocare a chi lo fa urlare di piu’… . La societa’ britannica non e’ quella italiana, ed esiste ancora una forte connotazione gerarchica (come si sa, non sono “cittadini” ma tecnicamente ancora “sudditi”).

Per fare un altro esempio, si e’ tanto parlato del fatto che “solo in Italia” la Seconda Carica dello Stato puo’ essere una persona che ha fatto affari con gente dopo condannata per mafia. Figuriamoci: Obama stesso ha avuto un ricco amico successivamente rivelatosi un malvivente: e anche se questa defaillance e’ usata contro di lui, nessuno ha detto seriamente che si tratti di un motivo valido per non eleggerlo come Presidente.

In generale comunque mi piacerebbe ci fosse una bella moratoria contro la pervasiva abitudine di vedere in maniera comunque positiva tutto cio’ che accade fuori dai confini.

Con questo non voglio invitare al “mal comune mezzo gaudio” ma piuttosto a prendere coscienza del fatto che se l’Italia non e’ il miglior posto al mondo, non e’ neanche il peggiore. Ed e’ meglio migliorare quello che si ha invece che lamentarsene perdendo tempo sognando quello che non hanno neanche gli altri.

Pensare che in Italia vada tutto male, e all’estero vada tutto bene, rassomiglia in ultima analisi alle esternazioni di certi politici, comici e giornalisti “arrabbiati”: perche’ alla fine tutto cio’ non solo non ci porta da nessuna parte, ma addirittura ci impedisce di fare alcun progresso.

Sul caso di Domenico Salerno

Stefano Pistolini nel suo “Jefferson Ming” su Radio24 si e’ occupato venerdi’ 16 maggio del caso di Domenico Salerno, l’avvocato di Catanzaro imprigionato per dieci giorni dalle autorita’ statunitensi a quanto sembra insospettitesi per i suoi continui viaggi a trovare la fidanzata in Virginia.

Di seguito il mio messaggio alla trasmissione, cui Pistolini ha avuto la gentilezza di rispondere in diretta:

Non seminerei il panico riguardo i viaggi in America. Quelli presentati sono casi isolati rispetto alle migliaia e migliaia di persone che viaggiano tutti i giorni senza problemi. Si sa che gli agenti dell’immigrazione USA sono piu’ paranoici del solito (ma d’altronde chi metterebbe un pacioccone a fare il poliziotto?)

Magari, si eviti un inglese non troppo “rotto” e si sia pronti a rispondere quando c’e’ la fidanzata americana e la probabilita’ di andare li’ per cercare un lavoro e’ altissima.

Trovato l’Antenato di Mauro Petrarca, Poeta Cimiteriale

Ho trovato l’antenato del “poeta cimiteriale” o (“crepuscolare”) Mauro Petrarca (che conosco tramite Melog su Radio24, non dall’inguardabile X-Factor televisivo…)
Si chiamava William MacConagall, e’ morto nel 1902 e ha lasciato ai posteri profondi componimenti come questo:
Il treno si muoveva lento sul ponte del Tay
Finche’ arrivo’ a circa la meta’
Allora le travi centrali si spezzarono
E giu’ andarono treno e passeggeri nel fiume Tay

Razionalita’ Scientifica: Risposta a Logicante (La Logica di House)

(Logicante, autore del blog “La Logica di House“, mi ha citato in fondo al suo post “Razionalità scientifica e società: c’è progresso culturale?”. Ringraziandolo della citazione, mi permetto alcune ulteriori considerazioni)

(1) Sui giornalisti che “hanno una precisa responsabilità nell’ambito della discussione pubblica”: ho pubblicato alcuni mesi fa la traduzione di un saggio particolarmente illuminante, apparso sulla rivista americana Skeptic: “Gli Incorreggibili, Fondamentali Difetti del Giornalismo (specie Televisivo)

In due parole: il giornalismo moderno non riguarda la trascrizione della realta’, ma l’imbastimento di una narrativa da intrattenimento piu’ o meno basata sulla realta’:

La prossima volta che guardate le notizie, tenete presente che cio’ che state vedendo sono spesso trivialita’ incorniciate come Verita’. O come disse un po’ capricciosamente l’umorista e filosofo britannico G.K. Chesteron alcuni decenni fa, “il giornalismo consiste nel dire ‘Lord Jones e’ morto’ a persone non hanno mai saputo che Lord Jones fosse vivo.”

(2) Sulle affermazioni di Veronesi: un errore dire “zero” invece che del piu’ preciso “trascurabili”, ma non ci ricamerei troppo; un errore anche dire che gli inceneritori sono l’unica soluzione, perche’ e’ una forzatura che dimostra mancanza di argomentazioni; sulla relazione causale fra inceneritori e cancro, invece, come ho gia’ detto la partita e’ ancora molto aperta, ma difficilmente finira’ con la sconfitta del pensiero di Veronesi (semplicemente, i dati non parlano chiaro)

(3) Sulle affermazioni di Cruciani a La Zanzara: Grillo e’ un villano (e lo e’), dice delle stupidate (e le dice), gli inceneritori sono sicuri (e lo sono, fino a prova contraria, almeno quelli fatti a norma di legge), fra Grillo e Veronesi e’ meglio credere all’oncologo (come, appunto, se si ha un dolore persistente si va dal dottore, e non dal comico), e Montanari non sembra una persona seria quando si lamenta delle inquadrature da Mentana (e non lo sembra).

Queste sono opinioni di Cruciani (come si vede, condivisibilissime) e Cruciani (bonta’ sua) esprime le sue opinioni. Che “dati” avrebbe dovuto portare? Ha giustificato la sua opinione sugli inceneritori con il  fatto che ce ne sono tanti, nel mondo, ma per qualche motivo solo Montanari e pochi altri sono in stato d’emergenza, ed esprimono certe “certezze” che tali sembrano essere solo per loro: dei punti importanti, e che meriterebbero risposta.

Non e’ infine corretto criticare il prosieguo della trasmissione, che e’ basata intorno alle telefonate di persone piu’ o meno famose, cui viene data occasione di esprimere anche le loro opinioni. Valutare se siano sciocchezze o no, la maggior parte delle volte e’ lasciato come esercizio per l’ascoltatore: dubito che pero’ questo porti ad alcun impoverimento culturale.

L’atteggiamento (forse, spero di sbagliarmi) di Montanari, e ancor piu’ l’atteggiamento di tanti grillini, sembra invece essere quello di considerare il dissenso e lo scetticismo come reati di lesa maesta’: e quello si’, che e’ un atteggiamento reazionario e violento.

Melog: Notte di Passione, nell’accezione sbagliata

Le due ore di trasmissione sabato sera per Gianluca Nicoletti, conduttore dell’impareggiabile Melog tutte le mattine su Radio24, almeno nominalmente con il gruppo facebook de “L’Impresa dei Mille di Melog” (in realta’, soprattutto con chi si e’ recato presso gli studi di Radio24 a Milano)?

Un bilancio da torta sgonfia: sempre buona da mangiare, ma che avrebbe potuto essere molto meglio.

La “passione” (nel senso di “forte commozione dell’animo“) alla fine non si e’ vista che nel conduttore, mentre tutti ma dico tutti gli astanti intervistati (e anche quelli al telefono dall’Italia e dal mondo) svicolavano a protezione evidentemente della propria privacy (come se non avessimo gia’ letto tutte le loro dichiarazioni dei redditi).

Anzi, al sentire il Nicoletti progressivamente disperantesi vista l’assoluta assenza di vitalita’ intorno a lui, mi e’ venuto in mente che la “passione” in realta’ c’era, ma era nell’accezione sbagliata (“sofferenza, pena, travaglio“).

Per fortuna che l’ex conduttore di Golem alla Rai ha dimostrato abbastanza verve per compensare l’assenza di quella altrui, altrimenti sarebbe stata la notte dei morti viventi, decisamente in contrasto ai continui (e oserei dire, sempre piu’ noiosi) ammiccamenti di carattere sessuale intorno a questa fantomatica “passione” (come se non ce ne fosse altra).

Speriamo che l’esperimento si ripeta: l’idea e’ molto buona, visto che puo’ diventare il primo esperimento di “reality radio” ma sincero.

Pero’ ci sono un po’ di cose da cambiare: assurdo fare finta che la trasmissione Melog non esista (e’ la base di tutto, dopotutto…); assurdo anche non dedicare neanche un attimo ne’ ai gruppi su facebook, ne’ a quelli su Second Life; inspiegabile l’assenza di un collegamento in diretta webcam da Milano.

Chissa’, magari la prossima volta davanti al Nicoletti ci sara’ una gran mascherata, cosi’ non dovremo piu’ sorbirci rossori e vergogne, e qualcuno dira’ quello che pensa nel profondo del suo animo…

Inceneritori: Dietro la Scienza di Montanari

Ho avuto il piacere di essere uno degli ascoltatori fatti intervenire questa sera a La Zanzara, il programma di approfondimento condotta da Giuseppe Cruciani su Radio24 dal lunedi’ al venerdi’ dalle 19.15 alle 21 circa.

I miei quattro minuti e mezzo sono ascoltabili in formato MP3: Maurizio Morabito – Inceneritore – La Zanzara – 20080509.

L’argomento che ho trattato e’ stata l’interpretazione dei dati presentati da Stefano Montanari, recentemente anche in noti programmi televisivi, come prova scientifica incontrovertibile che gli inceneritori causano tumori (e quindi non vanno comunque costruiti).

Cosa dico, per chi non ha voglia di ascoltare la mia voce? Dico che, scientificamente parlando, i dati suggeriscono al piu’ una possibilita’, e sono ben lontani dall’essere “prova incontrovertibile”. E che chi si lamenta tanto che “gli altri” non la raccontano sempre giusta, dovrebbe dare l’esempio, invece di manipolare per primo i risultati scientifici a suo piacimento.

In campo epidemiologico, infatti, la “certezza” si ha solo quando il rischio relativo triplica. Cioe’, quando l’incidenza di questa o quella malattia e’ almeno il 300% del normale: per esempio nel caso dei tumori al polmone, che colpiscono i fumatori con un’incidenza del 4’000% rispetto alla norma. Valori piu’ bassi non possono dare indicazioni “incontrovertibili”, semplicemente perche’ ci sono tante cause per ogni tumore e per ogni malattia.

Quindi se i tumori al fegato sono aumentati vicino a un inceneritore del 9% o del 16%, si tratta di fare una valutazione di rischio (che, a parer mio, rimane comunque basso), perche’ certezza proprio non ce n’e’.

Questo non cambia comuqneu la mia opinione che bruciare i rifiuti e’ una pessima idea, perche’ la spazzatura di oggi e’ sicuramente la miniera d’oro di domani. Buttando tutto nell’atmosfera, insomma, stiamo rubando ai nostri pronipoti senza granche’ vantaggio per noi stessi.

Dichiarazioni di Non-Voto “Una Perdita di Tempo”

Gira su internet (e al TG de La7, per bocca del direttore Antonello Piroso) una storia come questa: sarebbe possibile esprimere il proprio non voto recandosi al seggio, per prendere la scheda elettorale ma restituendola subito dichiarando il proprio rifiuto di votare. E facendo verbalizzare la scelta. La scheda, non entrando nell’urna come “bianca”, non verrebbe conteggiata nel premio di maggioranza.

Il Prof. Stefano Ceccanti, costituzionalista, intervistato a “La Zanzara” su Radio24 da Giuseppe Cruciani, ha appena dichiarato:

(a) La verbalizzazione di una dichiarazione e’ possibile ma nessuno leggera’ mai quei verbali

(b) L’effetto sul conteggio nel premio di maggioranza e’ nullo. Schede bianche, nulle e rifiutate non valgono niente.

(c) L’unica conseguenza e’ far perdere tempo al Presidente di Seggio e agli altri che sono li’ per lavorare

Sono d’accordo con Cruciani quando dice che se lo facessero in tanti, sarebbe solo l’ennesima figuraccia per l’Italia tutta.

Chi non vuole votare, se ne stia a casa. O annulli la scheda. Per quel che me ne importa: figuriamoci…se non votasse nessuno, il mio voto sarebbe determinante…

Dichiarazioni di Veltroni a Radio24

Dichiarazioni di Walter Veltroni ospite oggi di Radio24 (“Viva Voce“, 9-10AM ora italiana; domani tocca a Berlusconi, stessa ora):

(a) menziona continuamente “Destra” intendendo “PDL” in contrapposizione a “Progressisti, Democratici”

(b) dice “I leaders europei hanno la mia eta'” e fa continui riferimenti a “negli altri Paesi europei”

(c) dice “Non abbiamo l’alibi della coalizione, non siamo una melassa”. indica poi “Guardate alla sarabanda [di opinioni] sull’immigrazione, nella Destra”

(d) un po’ di accuse: “Berlusconi sull’impossibilita’ del duello televisivo in base alla legge, ha detto un falso”. “L’Italia e’ in una gelatina da 15 anni” (da Tangentopoli). “La Destra e’ stata gia’ sperimentata”. “L’immagine di Berlusconi discredita l’Italia sui giornali stranieri”.

(e) dice “A Prodi il merito del risanamento finanziario”

(f) messo finalmente di fronte a una domanda chiara cui era necessaria una risposta chiara, ha detto: “Fecondazione assistita? Occorre salvaguardare la laicita’ dello Stato, ma trovare una sintesi” (senza indicare quale)

L’UNICA Cosa Che Odio Di Melog (E Non E’ il Conduttore)

Ma perche’ la puntata del Venerdi’ di Melog, la popolare trasmissione di critica televisiva e non di Radio24 condotta da Gianluca Nicoletti, non e’ mai sul sito prima del lunedi’ successivo?

E non mi si dica che i tecnici lavorano meno, di venerdi’. Sia “Viva Voce” che “Jefferson Ming” di oggi sono gia’ disponibili, quest’ultimo a un’ora dalla fine del programma.

L’alternativa e’ scaricare tutto il file orario mp3 delle 08:00 sperando che almeno quello sia stato aggiornato. Ed avanzare in quello circa 35 minuti per poi sorbirsi tutte le interruzioni pubblicitarie…

Cruciani Scivola su Pannella

Noto con dispiacere l’incresciosa “svista” del conduttore de La Zanzara, stasera.

Avendo saputo che sul tema delle traballanti candidature radicali nel PD, Marco Pannella ha dichiarato “Non ci fotterete” o qualcosa del genere, Cruciani ha commentato che forse avevano ragione gli esponenti del PD che non erano convinti dell’ingresso dei Radicali nelle liste.

Insomma Veltroni e il PD fanno i furbetti, e invece il problema sarebbe il vocabolario di Pannella???

Cruciani, la Zanzara Avvelenata

Per chi ancora non lo seguisse, consiglio caldamente il programma “La Zanzara“, in onda su Radio24 ogni giorno feriale dalle 19 alle 21 circa.

Il conduttore abituale, Giuseppe Cruciani (di cui ho gia’ avuto modo di parlare), da quando ha deciso di dire quello che pensa senza remora alcuna, abbandonando un’improbabile neutralita’ giornalistica, e’ diventato estremamente puntuale ed incisivo.

Due esempi fra tutti: l’aver definito “sciacallaggio” la scelta di Veltroni di candidare uno dei superstiti della tragedia alla Thyssen; e il consiglio di “rompere gli indugi” (e andarsene) a un ascoltatore che si e’ lanciato nei soliti elogi della dittatura cubana.

Difficile non essere d’accordo con Cruciani, in entrambi i casi. La parte migliore e’ che in questi come in tanti altri casi, non sembra che Cruciani stesso si sia “preparato” le risposte.

Certo sarebbe probabilmente troppo aspettarsi un comportamento cosi’ libero e sincero da parte di qualche conduttore televisivo; o da un candidato al Parlamento e/o comunque un leader politico; ma si puo’ sempre sperare…

Mario Tozzi, Quando il Clima Fa Perdere La Testa

Guardavo stasera il programma Gaia di Rai3, e notavo sia con favore l’interesse suscitato in Junior (di anni 5), sia con stupore la professionalita’ e preparazione del conduttore, il celeberrimo Mario Tozzi.

In realta’, Gaia e’ forse l’unico programma televisivo che attualmente mi dispiace perdere, quando per un motivo o per l’altro non lo guardo in diretta (anche perche’, misteriosamente in replica non lo mandano proprio mai se non di nuovo in prima serata su Rai3).

Quando parla di terremoti, vulcani, tsunami, naturalmente il geologo Tozzi non puo’ che dimostrare un’ammirevole padronanza di linguaggio. Ma e’ lo stile a tu-per-tu con il telespettatore ad essere accattivante, e a differenziare Gaia dalle lezioncine troppo da scuola elementare della Famiglia Angela.

Cio’ che mi ha piu’ attirato in tutti questi anni e’ stato comunque il trovare una trasmissione italiana di qualita’ e livello simili a quelle naturalistiche della BBC, dove pero’ si possono scoprire particolarita’ del Bel Paese appunto e non dei soliti Albione e USA.

E poi Gaia e’ insuperabile quando come oggi mostra gli effetti “spiccioli” degli sconvolgimenti geologici, come la strada in Hokkaido trasformata da un vulcano in una serie di scaloni.

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Di fronte a tutto questo, lo stupore cui ho accennato viene naturale quando uno si rende conto che il Dott. Tozzi, appena si parla di clima, sembra invece trasformarsi in Mr. Hyde, anzi il Sig. Ade, con trasmissioni e proclami da tregenda, e dalle basi scientifiche molto piu’ opinabili.

Per esempio, in un passaggio in radio il 23 gennaio scorso ha intimato con tono adirato che chi non crede al riscaldamento globale, potra’ esserne ritenuto responsabile.

E in un altro passaggio radiofonico, pochi giorni fa, ha collezionato vari svarioni, fra il confondere “uragano” con “tornado” (piu’ di una volta); l’incolpare le migrazioni degli ultimi anni alla desertificazione (neanche Jeffrey Sachs arriva a tanto); il fare spallucce sulle ricerche che dimostrano che le nevi del Kilimanjaro non stanno diminuendo a causa di aumenti di temperatura (nonostante ne parli finanche American Scientist); il ripetere la fantasia secondo la quale l’IPCC e’ fatto di 2500 climatologi concordi sul riscaldamento globale (non e’ vero; per un esempio contrario molto rilevante, si legga qui); e il suggerire che la potenza degli uragani e’ semplicemente legata all’energia disponibile (una posizione estremista anche rispetto al blog cambioclimatista RealClimate gestito da scienziati della NASA; Chris Mooney ha appena pubblicato un libro, sulle discussioni scientifiche in corso).

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Insomma di rocce, il signore si’ che se ne intende, ma riguardo le nuvole, pioggia e compagnia bella improvvisamente quasi quasi ne sbaglia piu’ che l’astrologo.

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Nel romanzo di Stevenson, il Dr. Jekyll non poteva esimersi dal bere la pozione che lo trasmutava in un mostro. Nel mondo reale, l’impressione e’ che la pozione del Dr. Tozzi si chiami catastrofismo: anzi, catastrofilia, una specie di nichilismo radical-chic troppo in voga al momento in quasi tutto il mondo “Occidentale”, e troppo affascinante perche’ anche uno come il Tozzi possa evitare di perdervici la testa.

Speriamo che prima o poi, trovi l’antidoto. Nel frattempo, quando parla di clima, faro’ finta che il volume sia troppo basso.

Magari le prossime puntate di Gaia sul riscaldamento globale saranno utili per insegnare a Junior come guardare sempre in maniera critica la televisione.

Cruciani e la coppola di Cuffaro

Giuseppe Cruciani, apprezzato conduttore di vari programmi su Radio24 fra cui “Viva Voce“, e’ stato vittima di un inaspettato ma illuminante scivolone nella puntata de “La Zanzara” del 6 Marzo 2007.

All’inizio della trasmissione ha infatti ritrasmesso, un po’ scandalizzato, l’audio di un “intervento comico” del Presidente della Regione Sicilia Toto’ Cuffaro.

Disponibile su YouTube, il video di Cuffaro con la coppola e un bicchiere di vino lo vede filosofare con il conduttore di una trasmissione televisiva di politica siciliana, arrivando a suggerire di dichiarare guerra all’America per essere invasi e… liberati dalle vessazioni dello Stato Italiano.

Cruciani ha espresso dubbi su tali vessazioni, sull’umorismo dell’invasione americana e sull’opportunita’ per un personaggio chiacchierato come Cuffaro di “interpretare” il ruolo del solito mafioso con la solita coppola.

In realta’ il video di Cuffaro che gioca a fare la guerra all’America potrebbe essere usato come biglietto di ingresso per… gli Italiani alla realta’ italiana.

Infatti lo scandalizzarsi sulla performance di Cuffaro non e’ in fondo in fondo dovuto altro che allo scontro fra sensibilita’ ed esperienze storiche diverse: e quelle di Sicilia (e Calabria, oserei aggiungere) non sono quelle di gran parte della Penisola.

Il fatto che Cruciani abbia poi scambiato una “coppola” come un simbolo della mafia significa che i presunti legami “inopportuni” di Cuffaro e la sua gestione particolare della Sicilia non sono il vero punto del contendere. E’ stato un po’ come guardare in cagnesco un filmato di sauditi dicendo che e’ inopportuno il loro vestirsi come Osama bin Laden.

L’Italia e’ varia, molto piu’ varia di quanto uno possa mai immaginare.

ps La barzelletta dell’invasione americana e’ vecchia di almeno venticinque anni

pps Uno si immagina che Cuffaro pero’ non voglia che Palermo diventi Baghdad…

Povera Hunziker

Non sono d’accordo sulle critiche di Gianluca Nicoletti alle mossette e finti piantini della “povera” Hunziker (dico per dire), avanzate il 28 febbraio nel corso di Melog, il programma quotidiano di Radio24 di critica televisiva (e non solo).

Se la TV e’ teatro (e il Festival e’ finanche trasmesso da un teatro), il presentatore deve essere un artista dell’intrattenimento, capace prima di tutto di comunicare emozioni.

Quelle emozioni appunto che puo’ suscitare la Michelle che canta un brano dell’Eros, dopo una storia di coppia molto sofferta e dopo che lui le ha augurato in una canzone di chiudersi in una lastra di ghiaccio.

Sono “vere emozioni”? Come sono vere quelle di chi piange davanti a un film: vere per chi le prova.

Insomma, se assisto a Jesus Christ Superstar non esco certo indignato quando alla fine il protagonista fa finta di soffrire, anche se non e’ inchiodato per davvero alla croce.

Magnifico Magnifici

Radio24 manda in onda tutti i giorni feriali, dalle 15 alle 16 e poi in replica dalle 22 alle 23 (la domenica, alle 15), un fantastico programma documentario/musicale dal titolo “I Magnifici“.

Ogni settimana, la vita di un personaggio della storia musicale (e non solo) viene raccontata in cinque parti, con inframmezzati i suoi migliori brani.

E’ un programma davvero imperdibile soprattutto per la sua capacita’ di umanizzare questo o quel genio dello spettacolo senza pero’ far diventare questi una vittima di pettegolezzi.

E’ evidente che gli autori davvero rispettano i personaggi oggetto delle trasmissioni.

Un viaggio ogni settimana, nella vita dei grandi personaggi del passato che hanno fatto sognare milioni di persone senza lo stretto confine delle generazioni. Le biografie sono raccontate da una voce narrante che spesso cede il passo a documenti originali, brani tratti da film, interviste, o letture delle loro autobiografie. Il tutto in un mix rapido e pieno di ritmo, insieme ad una carrellata di contributi audio di ogni singolo “mito”. L’idea è quella di presentare la vita dei nostri “magnifici” come in un lungo reportage giornalistico, che ce li farà conoscere attraverso aspetti inediti e umani, anche attraverso il racconto delle persone che li hanno conosciuti da vicino. Fra i magnifici presentati da Radio 24: Fabrizio de Andrè, Ray Charles, John Lennon, Jim Morrison, Billie Holiday, Elvis Presley, Jimi Hendrix.
 

Le storie sono, immagino, un po’ romanzate ma non ho notato esagerazioni. L’unico “difetto” e’ che, grazie alla solita storia dei diritti d’autore, I Magnifici e’ solo disponibile in diretta.

Speriamo che ne esca presto un cofanetto CD. Per il momento il consiglio e’ uno solo:

SINTONIZZATEVI!

Cambio-Climatisti Minacciosi Anche in Italia

Cosa e’ piu’ preoccupante: la presunta minaccia di disastri climatici che ha sostituito ultimamente Nostradamus, o le malcelate minacce di chi vuole imporre agli altri  il proprio modo di pensare, il proprio catastrofismo, “altrimenti sono guai“?

Esempi del primo tipo non se ne contano piu': speriamo che la moda passi presto. Per un esempio del secondo tipo, consiglio di ascoltare Mario Tozzi nella puntata del 23 Gennaio 2007 di VivaVoce, la trasmissione quotidiana di Radio24 condotta da Vittorio Zincone

Intitolata “Catastrofi Ambientali”, e’ disponibile sul sito di VivaVoce (postero’ a giorni un resoconto completo della puntata)

Il Tozzi, popolare conduttore televisivo, geologo e neo-Direttore del Parco dell’Arcipelago Toscano, spinto da entusiasmo, determinazione e  preoccupazione che andrebbero meglio devoluti a miglior causa, a 15m 22s dall’inizio della puntata si e’ lasciato andare a dichiarazioni avventate (l’enfasi e’ mia):

“…vorrei che i giornalisti come Cascioli [scettici sulle catastrofi prossime venture] si prendessero la responsabilita’ di quello che dicono, perche’ se poi succede invece quello che sembra stia per succedere, sono tra i responsabili di questo tipo di situazione. [voce dal tono alterato] E li chiameremo in causa!

Cos’e’ questo, “Bullismo da Cambiamento Climatico“?

E chi e’ il soggetto di chiameremo

C’e’ forse anche in Italia qualcuno che fantasizza di futuri Tribunali che puniranno chi osa adesso esprimere il proprio scetticismo in tema di Futuri Catastrofi da Effetto Serra? Proposte di tal genere gia’ non mancano negli USA e in Gran Bretagna

Prometto che appena le coste italiane verranno inondate dal mare, mi presentero’ gia’ ammanettato dal Tozzi, per risparmiargli la fatica di chiamarmi in causa

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Per fortuna Zincone, il conduttore della trasmissione, ha fatto subito notare l’assurdita’ di incolpare un giornalista se i Governi di tutto il mondo non agiscono in questa o quella direzione.

Comunque, sara’ bene intanto preparare il pigiamone a strisce per la Sing-Sing Climatica che prepareranno Tozzi & Soci

La Cultura di Cacciari e i Deliri Generici di Pera

Riporto su una delle piu’ efficaci “Difese della Cultura Occidentale”, nelle parole di Massimo Cacciari, filosofo e sindaco di Venezia a Viva Voce, su Radio 24, il 28 Settembre 2006: “Autocensura: Berlino cancella Mozart” (una trasmissione centrata sulla decisione da parte della Deutsche Oper di cancellare una produzione operistica per il timore di eventuali proteste violenti da parte di persone di fede islamica)

Cacciari si e’ espresso con parole molto schiette contro i “deliri” di Pera e della Fallaci, contro la demonizzazione da parte del Papa della vita moderna e secolarizzata, e a favore dei migliori strumenti a nostra disposizione: tolleranza, comprensione, apertura mentale, curiosita’, analisi

Il file audio e’ disponibile al seguente link (RealAudio)

Intorno al 22mo minuto di quel file: alla domanda se “vicende come queste, danno ragione a posizioni controverse come quella di Marcello Pera e della Fallaci, che dicono la Cultura Occidentale e l’Identita’ Occidentale sta perdendo se stessa, ha se stessa in odio e questo la rende vulnerabile, friabile rispetto a una cultura cosi’ possente [come quella Islamica]”, Cacciari ha risposto (l’enfasi e’ mia):

Non so. Questi sono deliri. Chi mai ha la propria cultura in gran dispetto. Ognuno di noi ha posizioni diverse su questo o quell’altro aspetto delle nostre tradizioni culturali. Non c’entra nulla. L’atteggiamento dei personaggi come Pera o pace all’anima sua, della Fallaci non esprime alcun riconoscimento, alcun apprezzamento delle altre culture.

Esprimere il riconoscimento e l’apprezzamento per le altre culture non e’ diminuire la propria o abbandonarla o secedere da essa. Non ha nulla a che fare con tutto cio’. Anzi ritengo che sia una delle proprieta’ piu’ profonde, piu’ caratteristiche, piu’ da salvaguardare proprio della nostra cultura, questo atteggiamento di apertura, e di curiosita’ anche nei confronti dell’altro.

E di analisi, di non fare appunto di ogni erba un fascio. Di non fare sempre la notte in cui tutte le vacche sono nere. Islam, Oriente, Occidente: la nostra cultura ci ha abituato all’analisi, alla distinzione, al gusto della differenza, alla curiosita’.

E’ questa la nostra Cultura. E quindi non c’entra assolutamente nulla con i discorsi generici di un Pera e di una Fallaci

Naturalmente interviene subito un ascoltatore a dimostrare appunto, che quelli “orgogliosi della propria cultura” ne dimostrano proprio poca

Pochi minuti dopo (intorno al 32mo minuto del file), Cacciari interviene di nuovo riguardo il lamento del Papa che l’Occidente si stia ateizzando, desacralizzando

Ritengo che sia un pregio del nostro atteggiamento culturale quello di criticare una manifestazione culturale, artistica nella quale si ridicolizzano, si bestemmia per dirla in maniera piu’ forte, aspetti della rivelazione cristiana e si giudica e si critica senza per questo anatemizzare, demonizzare, impedire che questa espressione venga anche sulle scene, venga resa pubblica

Questo secondo me e’ un nostro valore, non un nostro disvalore. Conosco grandi credenti che hanno questo atteggiamento nei confronti di rappresentazioni [come quella oggetto della trasmissione]. Perche’ mai questo di per se’ dovrebbe essere segno di ateizzazione? Semmai un segno della secolarizzazione che e’ carne e sangue della nostra civilta’.

Mica roba degli ultimi decenni. La distinzione fra politica e religione, fra etica e politica: noi procediamo per distinzioni, per differenziazioni. Questa e’ la quintessenza della nostra civilta’, senza di cui non si capirebbe la scienza, la tecnica, nulla.

Questo non c’entra niente con l’ateizzazione. Dei perfetti credenti possono essere, anzi secondo me da un punto di vista cristiano debbono essere secolari nei confronti appunto di politica, scienza, tecnica, etc.

Questo e’ quintessenziale per una comprensione completa del Cristianesimo, con buona pace ripeto dei Pera che continuano a combinare colossali danni nel rapporto con le altre religioni, perche’ si pongono appunto esattamente come si pongono i fondamentalisti dall’altra parte. Questo e’ il dramma

Noi potremmo convincere e persuadere del nostro atteggiamento, della nostra forma di prassi e atteggiamento altre culture e altre civilta’ solo se noi valorizziamo [quegli] aspetti della nostra cultura. E non altri: non certamente quelli da Crociati, insomma

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Mi sembra che un unico punto importante sia sfuggito alla trasmissione: il fatto che sia stata la Polizia ad arrendersi di fronte alla (singola) minaccia, praticamente lavandosi le mani in largo anticipo. E’ bastata una sola telefonata anonima per far loro alzare le mani di fronte a una minaccia che non e’ mai esistita se non sulla linea telefonica

Non e’ certo di questa Polizia troppo cauta, meschina e “alla Ponzio Pilato” che abbiamo bisogno, qualunque sia la nostra cultura

La Calabria a “Viva Voce”, Radio24

La nuova serie di Viva Voce, trasmissione quotidiana in onda nei giorni feriali dalle 9h alle 10h su Radio24 (Conduttori: Giancarlo Santalmassi, Giuseppe Cruciani, Giancarlo Loquenzi), ha visto finora alcune puntate dedicate alla Calabria, e non solo nella immediata scia di fatti di cronaca mafiosa

Ne raccolgo qui un elenco per futuro riferimento, e quindi comprendente i testi esplicativi pubblicati sul sito di Radio24

Calabria: passato, presente e futuro
24 Ottobre 2005
Francesco Fortugno, vicepresidente del Consiglio regionale calabrese ed esponente di primo piano della Margherita calabrese, è stato assassinato domenica 16 ottobre mentre si trovava davanti al seggio elettorale della sua città, Locri, per votare alle elezioni Primarie dell’Unione. Si tratta del più grave attentato mafioso perpetrato in Italia da molti anni a questa parte. Dalle stragi del 1992 le mafie non colpivano infatti importanti esponenti delle istituzioni. Un ritorno al passato? Ne parliamo con Enzo Ciconte, scrittore, docente, presso l’Università Roma Tre, del Corso sulla Storia della Criminalità organizzata ed esperto di mafia calabrese e Vincenzo Macrì, sostituto procuratore addetto alla Direzione Nazionale Antimafia.

Primo piano Calabria
31 Ottobre 2005

Il presidente degli industriali calabresi, dopo l’appello al presidente della Repubblica del giugno scorso, ha di nuovo preso carta e penna a seguito dell’omicidio Fortugno per denunciare la situazione disastrosa in cui regna la Calabria. E lo ha fatto tramite le pagine del quotidiano Il Sole24Ore. Le dichiarazioni seguite all’originario appello di Callipo e all’omicidio Fortugno si sono inscritte, autorevolmente, in quella “commedia degli inganni e delle parole a vuoto” che da oltre mezzo secolo, secondo gli “attori calabri”, ha creato polveroni, stravolgendo e mistificando l’impegno serio, che pure c’è, delle istituzioni civili e religiose, dei partiti politici , dei sindacati, degli amministratori, dei giornali e dei calabresi contro la “ndrangheta”, per cui alla fine non si capisce chi è ne è realmente contro e chi, invece, la favorisce. Il risultato di questa operazione è stata la crescita dell’invadenza mafiosa che invece di regredire, ha finito per condizionare in maniera determinante l’economia e il libero mercato, la politica, le istituzioni, l’informazione e le prospettive di sviluppo sociale e civile di questa Regione del Mezzogiorno. Ne parliamo con Enzo Ciconte, scrittore e esperto di mafia calabrese, Nicola Tranfaglia, storico ed editorialista de La Repubblica, Sergio Romano, storico ed editorialista de Il Corriere della Sera, Filippo Callipo, presidente di Confindustria Calabria e Mariano Maugeri, inviato de Il Sole24Ore.

Storie di mafia e ‘ndrangheta
8 Novembre 2005
Aperto com’è per vocazione alla condivisione e alla fratellanza, il Sud è gioia e sole, è luce e allegria, è spensieratezza. Accade forse qualcosa? Per omertà no. Eppure è un temporale continuo: per ultimo la morte di Francesco Fortugno. 54 anni, medico, padre di due figli, il vice presidente della Regione Calabria è stato colpito a Locri tre settimane fa. Omicidio che ha riacceso l’interesse nazionale su situazioni presenti, come la mafia e la ‘ndrangheta, con cui la società civile deve scontrarsi ogni giorno. Ne parliamo con due protagoniste: Rita Borsellino, presidente onorario dell’Associazione Libera e sorella del magistrato Paolo Borsellino e la Baronessa Teresa Cordopatri, eroina calabrese degli anni Novanta e simbolo della resistenza all’illegalità della società civile.

Un superprefetto contro la ‘Ndrangheta
28 Novembre 2005
Si è ufficialmente insediato il 7 novembre Luigi De Sena, il nuovo prefetto di Reggio Calabria, con la speranza generale che il suo arrivo coincida con l’inizio di una nuova fase nella lotta contro la ‘ndrangheta e l’avvio di una vera e propria terapia d’urto contro quella che risulta essere ormai la più potente organizzazione criminale italiana. L’ex vicecapo della Polizia, e direttore centrale della Polizia criminale, è stato nominato il 28 ottobre scorso dal Consiglio dei Ministri, su proposta del responsabile del Viminale Giuseppe Pisanu con l’incarico di gestire “poteri speciali” nella lotta contro la ‘ndrangheta, esigenza particolarmente avvertita dopo l’ assassinio il 21 ottobre scorso a Locri del vicepresidente del Consiglio regionale della Calabria, Francesco Fortugno. Dall’omertà al pentitismo, dalla richiesta di militarizzare la Regione alla nuova sfida aperta anche alla società civile: di questo e altro parliamo insieme a Luigi De Sena, il neo Prefetto di Reggio Calabria, ma anche a Domenico Luppino, ex sindaco di Sinopoli, constretto a lasciare il suo incarico pubblico dopo le dimissione dei suoi sette consigliere e nove minacce di vario tipo subite nel corso degli ultimi tre anni.

‘Ndrangheta e Sanità: la vedova Fortugno si racconta
7 Dicembre 2005
Sopraffatta dal dolore ma decisa a non arrendersi, la vedova Fortugno ha fatto sentire forte la sua voce dopo l’omocidio del marito, Francesco Fortugno, vicepresidente del Consiglio regionale della regione Calabria. “Faccio appello ai calabresi – ha detto Maria Grazia Laganà – a reagire. Come farò io per il futuro dei miei figli. Questa regione e la politica non devono essere lasciate sole. Non lo dico per retorica, ma spero che il sacrificio di mio marito valga a qualcosa”. Queste le parole di Maria Grazia Laganà, vedova per mano della ‘ndrangheta, ospite di Viva Voce per raccontarsi e raccontare cosa vuol dire vivere, o convivere, nella Locride. Insieme a lei anche Maurizio Carbonera, sindaco del comune di Buccinasco, vittima, per ben tre volte, della ‘ndrangheta “milanese”.

Riordinare le coste calabresi
19 Dicembre 2005
La nuova Giunta della Regione Calabria sta cercando di applicare la Legge Regionale Urbanistica, rimasta in un cassetto dal 2002. Nel definire gli scenari e il contesto dell’attuale condizione del territorio calabrese, è emerso che la maggiore pressione insediativa riguarda proprio le coste. La Giunta ha quindi ipotizzato alcune misure specifiche che possano, in attesa del Piano Paesaggistico, quantomeno garantire la corretta applicazione delle misure di salvaguardia della legge Galasso, quindi arginare in parte e regolare l’attività edilizia sulle coste calabresi almeno e soprattutto per gli ambiti più sensibili. Dopo queste indicazioni della Regione Calabria in molti hanno pubblicamente la loro disapprovazione: con pagine a pagamento sui principali quotidiani locali sono scesi in campo la Compagnia delle Opere, poi addirittura i Presidenti degli Ordini degli Architetti e Agronomi di Cosenza e i Costruttori Edili della Calabria. Come si può arginare il problema dell’abusivismo edilizio? Ne parliamo con Michelangelo Tripodi, assessore ai Trasporti e alle Infrastrutture della Regione Calabria, Giancarlo Franzè, presidente della Compagnia delle Opere calabrese, Giuseppe Gatto, presidente regionale dell’Ance Calabria, Antonio Ruggiero, presidente della Commissione straordinaria del comune di Vibo Valentia e Bernardo Secchi, urbanista dell’Università di Venezia.

Agazio Loiero, “cessato” dal suo partito
20 Marzo 2006

Non voglio fare la guerra alla Margherita, voglio fare una scommessa in Calabria. Se dovessimo perderla, io sono in grado di trarne le conseguenze, se invece sara’ un’affermazione, allora bisogna trarne un insegnamento”. Lo ha detto il Presidente della Regione Calabria, Agazio Loiero, nel corso della conferenza stampa di presentazione delle Liste del Codacons dove sono candidati alcuni dissidenti della Margherita, espulsi, come lui, dal partito della loro Regione. Dai primi malumori legati alle nomine alle Asl calabresi alla composizione delle liste per le future politiche: un percorco a ostacoli che ha portato la rottura tra Loiero e la Margherita. A raccontare questo percorso è proprio il governatore della Calabria Agazio Loiero insieme a Luigi Fedele, esponente di Forza Italia e consigliere-questore dell’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale della Calabria, Mariano Maugeri, inviato de Il Sole24Ore e Filippo Veltri, capo redattore calabrese dell’agenzia Ansa.

E’ emergenza Calabria?
20 Giugno 2006
“Sicurezza, sicurezza, sicurezza. La Calabria non ha bisogno d’altro. Serve solo sicurezza per chi opera e investe nel Sud”: è questo il messaggio che Filippo Callipo, presidente degli imprenditori calabresi, ha consegnato in un’intervista a Repubblica nella quale annunciava di voler gettare la spugna “dopo anni di denunce contro la strapotere criminale cadute nel vuoto”. L’imprenditore di Vibo Valentia lascia infatti l’incarico di presidente di Confindustria Calabria, in scadenza, con amarezza: “Senza essere riuscito a scalfire o a modificare, quelli che sono i rapporti consolidati di criminalità, politica e alcuni tipi di imprenditore”. Esiste quindi un’emergenza Calabria? Ne parliamo con Luciano Violante, onorevole dei Democratici di Sinistra e presidente della Commissione Affari costituzionali, della Presidenza del Consiglio e Interni, Filippo Callipo, presidente uscente di Confindustria Calabria e Marina Valensise, giornalista de Il Foglio.  

Israele e Palestina – L’Ottusita’ di Fondo

Triste ascoltare il 28 Giugno scorso alcune parti di Viva Voce, programma condotto da Giancarlo Loquenzi su Radio 24 tutte le mattine feriali dalle 9h alle 10h (“Medio Oriente: una pace impossibile?”).

Se ne scaricate la registrazione, da 29m15sec in poi si puo’ ascoltare Fiamma Nirenstein, corrispondente da Israele per La Stampa, difendere appassionatamente…la sua assenza di passione.

La Nirenstein dice di essere Ebrea, ma cio’ non avrebbe “inficiato” i suoi giudizi. Anzi, prosegue “Ho insight senza pregiudizio

Meno male che ce lo dice in maniera cosi’ chiara…

Ma bando al sarcasmo: quello che dice la Nirenstein e’ l’ennesima manifestazione di un problema annoso quanto comune, e che non ha portato, non porta e non portera’ mai da nessuna parte.

Infatti la Nostra dedica ogni suo intervento in trasmissione a “dimostrare” che Israele fa bene, qualunque cosa faccia (anche nell’idiotica idea degli omicidi mirati, nonostante questa politica sia fra le cause della nascita del terrorismo palestinese di questo secolo). E naturalmente ogni crisi, ogni incidente e ogni dramma e’ sempre colpa dei Palestinesi.

Il punto non e’ negare l’innegabile: la Nirenstein fa un lungo e preciso elenco degli errori da parte palestinese. E’ un elenco da condividere in pieno (manca solo il lato strategico-militare: che senso ha per un topolino attaccare frontalmente un orso? Perche’ costringere Israele a reagire se non si hanno i mezzi per una pur minima difesa militare? argomento che avra’ il suo blog)

Il punto e’ che concentrarsi sugli “errori” di una sola delle due parti, nel conflitto mediorientale, significa cercare di mascherare una ottusita’ senza fine

Infatti, perche’ non dovrebbe un commentatore palestinese usare gli stessi metodi retorici? In cosa avrebbe torto, se si occupasse solo di ripetere la litania di tutto cio’ che c’e’ di sbagliato e innegabile nel modo in cui Israele gestisce i Territori Occupati?

(per un limitato elenco, si legga “What Does Olmert Want?”, dell’ebreo israeliano Amos Elon, sulla New York Review of Books, Volume 53, Number 11 · June 22, 2006)

E’ questa ottusita’, questo voler santificare un contendente e demonizzare e/o dipingere come stupido l’avversario, che appiattisce il dibattito. E non fa niente per risolvere il conflitto Israelo-Palestinese. Anzi!

Altrimenti, i due nemici avranno sempre ragione, e procederanno d’odio e d’accordo nel piu’ classico caso di Tirem innanz’ di due nazioni

Stanze del buco: ignoranza se non disinformazione

Giancarlo Loquenzi, conduttore estivo del giornaliero Viva Voce su Radio24, ha dedicato la puntata del 14 Giugno al suggerimento del ministro della Solidarieta' Sociale Paolo Ferrero di considerare anche in Italia l'impiego di "stanze del buco – luoghi protetti dove potersi drogare sotto controllo medico"

Di seguito un resoconto (file audio scaricabile a questo link), intervallato da miei commenti fra parentesi ()

Non prima pero' di aver detto che non capisco chi e' contrario alle "stanze del buco". Un po' come per l'aborto: sarebbe bello se nessuno lo volesse fare, ma a proibirlo si peggiorano le cose

Anzi, con l'aggravante della tossicodipendenza: una malattia assolutamente non riconosciuta come tale: come se la soluzione al diabete fosse semplicemente inviarne tutti i malati in comunita' dove convincerli a non mangiare dolci

Ma forse, come concludo piu' sotto, e' tutto dovuto a una grande ignoranza di tutto il problema delle droghe e della dipendenza

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Sono ospiti Daniele Capezzone, segretario dei Radicali Italiani, Alfredo Mantovano, senatore di Alleanza Nazionale ed ex sottosegretario al Ministero degli Interni, e ?? Ravelli, corrispondente della Repubblica inviato a Zurigo

Mantovano: Esordisce dicendo che bisogna prevenire, e informare che drogarsi fa male 

(francamente, questo non risponde al problema di fondo: come aiutare chi drogato gia' lo sia. cosa c'entra la prevenzione con la riduzione del danno?)

Loquenzi chiede lumi sulla potenziale riduzione del consumo dopo l'introduzione delle "stanze" 

Capezzone: Dato pubblicato su Lancet riguardo Zurigo e' di -82% di uso e -20% di morti per overdose. Esperimenti in proposito sono stati lanciati in Olanda, Germania e Spagna, da governi di centrodestra. Invece la nuova legge italiana prevede a chi avesse 6-8 spinelli la perquisizione all’alba, almeno 8000 euro di spese e fra i 6 e i 20 anni carcere. Il governo precedente ha abdicato davanti alla Mafia che controlla lo spaccio 

Ravelli (ha pubblicato articolo su Repubblica, non e' disponibile in rete): Le "stanze del buco" sono superate a Zurigo dalla somministrazione controllata: piccoli uffici dove gli iscritti ricevono 3 volte al giorno eroina iniettata davanti a un testimone. Prima era a pagamento ora mutuata. E' eroina comprata dallo Stato da una casa farmaceutica. Iscrizione al servizio se ogni altro tentativo fallisce. Sono aiutati a trovare casa/lavoro. Altre soluzioni: metadone in farmacia. Il sistema vige da 15 anni, e' pratico, ha abbattuto il numero dei morti, e' concreto. E' sopravvissuto a un referendum per abrogarlo

Mantovano: E' solo una goccia nel mare. Significa l'assuefazione al fenomeno. Riduzione danno non significa solo dal danno derivante dal prendere droga  Bisogna includere i morti per assunzione controllata, inclusi quelli per incidenti stradali causati da drogati. Anche il Segretario UN con delega alla droga critica i risultati. Ci sono casi concreti di pene assurde come detto da Capezzone? Nella legge c’e’ gradazione e sono presentate alternative

Ascoltatore 1: Meglio la punizione. "Stanze" sono come mattatoi.

Ascoltatore 2: Ha 47 anni e ha perso diversi compagni di scuola per droga. La proposta e' sensata, il problema esiste. Drogati ci sono, nonostante le leggi. Meglio che siringhe per strada: le sanzioni sono inutili

Capezzone: Mantovano sogna un mondo senza droga. Il guaio e’ che il proibizionismo facilita la diffusione e l’uso della droga stessa. Contro la cultura dello sballo ci vuole il controllo e l’assistenza. La morale e’ che ci sono persone che sarebbero morte e invece tornano a casa con le proprie gambe. Niente ideologia, niente dichiarazioni favorevoli alla "vita" per poi lasciare le persone a morire. E la legge dice che 500mg hashish significano galera. E' inattuabile: centinania di migliaia di 18enni da indagare. La legge e' da abrogare

Ascoltatore 3: La droga porta alla morte. Questo deve essere il messaggio dello stato. Con le stanze si porta il ragazzo a morire. Vanno invece recuperati. e mandati in comunita’/assistenze per farli smettere

(un grave sintomo di una ignoranza diffusa sulle droghe e i loro effetti. a parte le dosi tagliate male e l'overdose, di eroina per esempio non si muore. Del legalissimo alcool invece si', per non parlare delle migliaia di morti in incidenti stradali dovuti al bere eccessivo)

Ascoltatore 4: Sono problemi tra il vizio e la necessita’ mai risolti (come la prostituzione). E la malavita ne guadagna. La droga non puo' essere sconfitta, e' un vizio umano . Perche’ allora accanirsi per eliminarla o lasciarla alla malavita? C'e' il monopolio delle sigarette, degli alcoolici, perche’ non allora il monopolio della droga. Compito dello Stato e’ dire che uccide. Niente cure gratis se se ne sanno gli effetti. Vanno introdotte condanne piu’ alte a chi fa danni sotto l’effetto di droghe

Mantovano: Ci sono limiti ulteriori. Il tossicodipendente che usa eroina piu’ volte si accontentera’? O sara' un criminale per ottenere la droga in piu’? La droga sarebbe come fiume da arginare e controllare? Le droghe sono diventate un fenomeno di massa solo dopo il 1950. E' una scelta culturale. dovuta anche ai gruppi musicali. Abbiamo avuto parlamentari che fumavano spinelli di fronte al parlamento. Bene piu’ elevato non e' la liberta' ma il corretto uso della liberta’. Fa l'esempio del casco per motorini

(l'on.Mantovano dimostra di non conoscere a fondo il problema. Invece di immaginare cosa potrebbe succedere, perche' non rifarsi a quello che succede a Zurigo e altrove? Quanti vanno davvero a procurarsi eroina supplementare, per esempio? E qual'e' la scelta culturale di un tossicodipendente?)

Ascoltatore 5: E' favorevole alle "stanze". Stanze "da macello"? Guardiamo le piazze dove si drogano adesso

Ascoltatore 6: Le stanze sono positive per stare piu’ vicini a queste problematiche. E poi l'uso di eroina e’ in calo. Ora c'e' il problema dell'Ecstasy piu’ un problema. Lungo termine effetti devastanti

Loquenzi: La Stampa riporta che si consiglia su quale parte del braccio bucarsi. E' possibile il riposo dopo l'assunzione della droga. Non da' un senso di resa?

Capezzone: La droga e’ un dramma. Preferibilmente non andrebbe presa. Esiste pero' nella vita il dramma. Come ci poniamo di fronte al tunnel? C’e’ chi se la cava con proclami ideologici. Altri si pongono il problema: come far trovare un equilibrio a queste persone? "Stanze" sono meglio che la morte. Non facciamo ideologia. E poi la comunicazione che tutte le droghe sono uguali e’ sbagliata, e a portato all'esplosione del consumo della cocaina. Bisogna essere concreti. Che fare davanti alle droghe chimiche: combinazioni che cambiano, la mafia che guadagna, il problema che rimane

Mantovano: Le droghe fanno tutte male. E' rriste immaginare una tendina come sostituto del buco in strada. Bisogna dare alternative, come le comunita’.

(bisogna quindi prendere atto che certa ignoranza e ottusita' sono diffuse anche fra i parlamentari. quale medico serio per esempio direbbe che la marijuana e la cocaina fanno male in misura finanche equiparabile? E che dire dei danni provocati dall'alcool? Ma se questo e' il punto di partenze, occorre fare informazione, piu' che persuasione)

Il Ponte su Radio24 (incluso un mio breve intervento)

Radio24 (Giuseppe Cruciani) ha dedicato un po' di tempo martedi' 22 maggio al Ponte sullo Stretto di Messina, e il sottoscritto ne ha approfittato per distribuire perle di saggezza via radio

La giornata e' cominciata alle 09:00 italiane con Viva Voce: Ponte sullo Stretto: e' giusto ripensarci?

Il file audio di VivaVoce e' disponibile all'URL http://www.radio24.ilsole24ore.com/radio24_audio/vivavoce220506.rm

Il dibattito in breve e' riportato in calce a questo blog

Grazie al sottoscritto ed altri, una "coda" di discussione e' apparsa anche ne La Zanzara sempre il 22 maggio, alle 19:15 sempre su Radio24,

Il file audio de La Zanzara e' disponibile all'URL http://www.radio24.ilsole24ore.com/radio24_audio/zanzara220506.rm

Il mio intervento, dove descrivo la mia preoccupazione per un Ponte che simboleggerebbe solo stupidita' se poi un terremoto a Reggio e Messina uccidesse decine di migliaia di persone, e' nel file audio fra 25m13s e 25m43s (prima parte) e poi fra 28m31s e 31m07s (seconda parte)

Altri due interventi coprono il periodo fra 57m56s e 1h03m10s

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Il dibattito sul Ponte sullo Stretto di Messina, a Viva Voce il 22 Maggio 2006

(in breve)

Maurizio Lupi (Responsabile infrastrutture per Forza Italia): Se il progetto si ferma l'Italia paghera' uno scotto

Sen Anna Donati (Verdi): Il rimborso sara' meno di 60M€. Ci sono alltre priorita’: autostrade, i treni a binario unico

Guido Gentili (Giornalista Sole24ore, autore de “Le incompiute”): Qui si rischia di bloccare tutte le grandi opere. Ci sara' battaglia fra gli avvocati se ci ritiriamo

Guido Signorino (Economista, messinese): Le imprese saranno 100% a partecipazione statale. Non c'e' capitale rischio da privato, mentre il rischio per lo Stato e’ altissimo. Il piano finanziario e' stato sottostimato. Lo Stato garantisce la restituzione dell'equivalente capitale privato. I costi sono sottostimati di molto. Il modo piu’ economico e’ via mare: 3 volte meno sono i costi rispetto alle strade sopra i 500km di lunghezza. Sono tante anche le obiezioni fatte nel mondo scientifico. Il progetto ipotizza che la maggior parte del movimento sara’ sul ponte: sbagliata perche’ la maggior parte movimento e’ adesso locale e verrebbe penalizzato

Lupi: Signorino sbaglia. E' opera strategica per l’UE, parte dei corridoi europei, e ricevera' finanziamento europeo. L'Italia e' ancora vista come pezzi staccati, mentre una grande opera puo' dare respiro diverso. La Sicilia e' senza treni veloci. La decisione e' gia’ stata presa, il Paese sara' danneggiato dal ritorno sulle decisioni 

Ascoltatore: Condivido il commento di Signorino. C'e' pochissima informazione. I calcoli della societa’ sono fermi al 1999. L'acciaio costa ora di piu’. Il Ponte va valutato non come simbolo, non e' una Piramide: e' un vantaggio per tutti? Lo sviluppo andrebbe inteso in senso diverso

Gentili: Discorsi fra Svedesi e Danesi prima del nuovo ponte. Poi invece buoni risultati e traffico aumentato. Problemi tecnologici superati, opera finita in 5 anni. Flussi di traffico mancano di discorsi sull’ambizione di un Paese e sulla soddisfazione collettiva. C'e' anche un discorso legato alla questione del Mezzogiorno. Il Ponte lo avvicinerebbe

Donati: Non sono convinta. Ponte servirebbe solo se freniamo il traffico aereo e marino. Su questo sono basati i numeri della societa’. A livello UE il Parlamento ha votato inutile il Ponte due anni fa. Poi pero’ costretto a firmare tutte le opere o nessuna, ha acconsentito. Sono in corso procedure infrazione sulla qualita’ dei progetti. Il contributo europeo max sara' il 10% ma solo se tutti i problemi risolti. Comprendo il Ponte come simbolo. Ma il contesto territoriale e' diverso dalla Svezia-Danimarca. Li' e' stato l'ultimo atto dopo un piano urbanistico, metropolitane, aeroporti. Noi abbiamo tanti territori abusivi e disordinati e facciamo un ponte "scavalcando" i territori. Salta la logica di pianificazione territoriale. Rimaniamo con carenza di servizi e degrado. L'Italia non ha bisogno di ponti.Ha altre ricchezze – fa l’esempio di Antonello da Messina.

Ascoltatrice (messinese) Sono contro la discussione riguardo difesa ambiente. L'abusivismo c'e' gia’ adesso. Ponte non sara’ disastro ambientale. A Messina c'e' una lotta ideologica. La Sicilia e' molto isolata. Dobbiamo imparare dalla Spagna dove si fanno altre cose. Tutte cose grandi fanno paura all’Italia. Che c’entra con il bene culturale? Fate altre cose se non il ponte

Ascoltatore (napoletano): Il Debito e' enorme, l'opera costosissima – che senso ha? E poi la mafia gia’ infiltrata nei cantieri autostrade e quelli non terminano mai. Il Tunnel sotto manica e' in passivo. Pagheranno “i soliti fessi”

Signorino: Paragone con la Manica e' molto vicino, con Eurotunnel fallito, 90miliardi euro debito finisce nel 2007. C'e' una modalita’ alternativa nei voli low-cost. L'opera danese simile e’ il ponte verso arcipelago, completato in dieci anni ed e’ la meta’ in lunghezza del Ponte sullo Stretto. Le persone vanno in Sicilia da Napoli per fare prima? Discorso allora non e’ ponte ma autostrade. La casa non si costruisce dal tetto 

Lupi: C'e' un pregiudizio ideologico sulle infrastrutture. Non sono un costo ma un investimento. E' la sfida per paese competitivo. Dare atto al governo Berlusconi che ha deciso di cominciare 

Le radici del Pera

Confesso di aver sofferto di un virtuale ittero non appena ho letto dell'appello Per L'Occidente dell'ex Presidente del Senato, Marcello Pera, e del suo libro sulle radici cristiane "Noi, loro e il Papa".

Ma cosa trovavo intuitivamente di cosi' sbagliato, in tutto quello? Perche', da cattolico, mi risultava piu' fastidioso del fumo negli occhi?

E in quale tradizione filosofica va inquadrato, quel pensiero? Dopotutto, Pera rimane un esperto di filosofia. E Gad Lerner ed altri, in una recente trasmissione radiofonica, si chiedevano dove e come il vecchio esperto di Popper si fosse trasformato nel fautore di una "religione laica".

Viva Voce, Radio24, 9 Marzo 2006

Davvero l'ispirazione del Pera e' solo nei Teo-Con d'America?

Ho trovato le prime risposte in una recentissima recensione di Mark Lilla, dell'Universita' di Chicago pubblicata all'inizio di Aprile sul New York Times riguardo a "Earthly Powers" dello storico europeista/germanista Michael Burleigh.

Burleigh, riporta il Lilla, scrive che la secolarizzazione illuminista dell'Europa e' un processo illusorio. La religione, sotto nuove forme, e' sempre centrale all'Europa, anzi proprio queste nuove forme hanno ispirato gli orrori del XX secolo, paradossalmente attraverso il filtro di idealisti tutti dediti a "migliorare la societa'".

Questa tesi da una parte puo' rendere piu' familiari agli Europei alcuni processi in atto in parte del mondo islamico.

Ma d'altro canto, non si puo' non notare la similitudine fra quanti citati dal Burleigh e il piu' recente pensiero del Pera:

[…] a third, and far more consequential, fantasy was being nurtured throughout the 19th century. […] In Germany […] Schleiermacher tried to put theology on a new footing by beginning not with divine revelation but with the human religious instinct, from which he derived all the central dogmas of […] Christianity. […] a rationally purified biblical faith would […] become the civil faith of the bourgeois German state.

Sembra appunto sentire il Pera parlare della "religione laica" che dovrebbe tenere coesa la societa' moderna. Il problema e' che la via dell'Inferno, come si sa, e' lastricata di buone intenzioni:

This proved to be a powerful myth that turned many a Protestant minister into a blinkered German nationalist, contributing in no small measure to the catastrophe of World War I.

I paralleli non finiscono qui. Passando per il proto-fascismo di Joseph de Maistre, certi concetti sono stati sviluppati in Francia:

that political life rests on a religious foundation, that human relations are shaped by ritual, that individualism is a disease — first found their echo among leftist French utopians like Saint-Simon, Charles Fourier and then Auguste Comte. The utopians did not believe in God but they very much believed in religion.

Appunto, come professa il Pera.

For the utopians, the revolution's defeat of the Catholic Church represented an enormous step forward for the human race, but also posed an unprecedented challenge. Once men thought themselves free from God they might think themselves free from one another, like elementary particles floating in the void. What modern, postrevolutionary society needed was a new religion, or a surrogate one, a system of symbols and ceremonies bringing individuals together without reference to a revealing, transcendent God.

Di nuovo, la religione laica gia' citata. E di nuovo, la storia finisce in tragedia:

Burleigh […] sees how their daydreams about using religion instrumentally to foster social identification took a nightmarish turn at the end of the century when they fell into the hands of rabid nationalists like the French writer Charles Maurras and the German scholar Paul de Lagarde. […] they seem less "secularized" versions of genuine faith than products of an obsession with the implications of religion's decline.

C'e' da chiedersi se queste considerazioni si applicano al Nostro. Ma l'accorato appello ateo in difesa delle radici cristiane sembra seguire passo passo un percorso gia' intrapreso:

[…] is the melancholy simply that of […] thinkers as they projected onto the religious history of Europe anxieties about the modern age they found themselves in? Nostalgia, like hope, is a subtle but explosive force in human history, and in modern Europe it has been largely destructive. A "world we have lost" is usually one we never had but which its discoverers would like to create. That is where religion can come in: not as a path to God, but as a dike against the present and a bridge to the future

Per noi, credenti e non credenti che non si identificano in dubbie imprese di ingegneria sociale, la sfida e' chiara:

to learn how to distinguish between those whose political programs are inspired by genuine faith, and those whose defense of religion is inspired by a reactionary utopianism having less to do with God than with redirecting the faulty course of history