Tutto Quello Che Sappiamo Sull’Iran E’ Sbagliato

Trascrizione dell’intervento di Alberto Negri, inviato del Sole24Ore a Teheran, a “Jefferson 2 – L’arte della svolta” (Radio24), lunedi’ 15 Giugno 2009. Le domande sono poste dal conduttore Stefano Pistolini:

(per ascoltare l’originale andare al minuto 21:43 di questo file mp3)

Non sostenevo affatto che questa votazione fosse regolare e democratica. Venendo da piu’ di 25 anni in questo Paese soltanto le procedure di annuncio del voto lasciavano aperti moltissimi interrogativi. Qui non c’e’ piu’ brace sotto la cenere qui c’e’ fuoco ormai. Qui abbiamo centinaia di migliaia di persone in questo momento…si sono radunati oggi a piazza inghelab, Piazza Inghelab (?) e’ Piazza della Rivoluzione, Inghelab vuol dire questo, e poi sono diretti verso Piazza Zadi (?), Piazza Zadi vuol dire Piazza della Liberta’ dove ai tempi dello Shah si consumo’ uno dei piu’ grandi massacri della rivoluzione che costrinsero poi all’esilio Mohammed Reza Pahlavi.

Centinaia di migliaia di persone capeggiate da Mousavi, il capo del movimento riformista che si e’ presentato alle elezioni, con Karobi (?) e con Khatami l’ex-presidente dei riformatori si sono avviate per questa manifestazione che e’ la maggiore, la piu’ grande, la piu’ incredibile che si sia vista dai tempi della rivoluzione.

D: quale esito ti viene di presagire nei confronti di quello che stai vedendo, rispetto a quello che stai vedendo?

Premetto che secondo me tutto quello che sappiamo sull’Iran e’ sbagliato. Nel senso che ogni volta noi facciamo delle previsioni errate e molto spesso anche al breve periodo che si dimostrano totalmente poi contraddette dai fatti. Soltanto ieri sembrava che la rivolta fosse stata soffocata. Questa mattina la citta’ si era svegliata con pochissima gente, semideserta, quasi impaurita, sospesi in questa tensione, e ci si domandava se ci fosse mai stata questa manifestazione, se si potesse mai svolgere.

Non solo si sta svolgendo, ma e’ diventato un movimento di massa davvero difficile da capire, la cui portata e’ difficile da capire.

D: Useresti la parola “spontaneo” per questo movimento di massa?

Io direi che e’ spontanea la reazione degli Iraniani. milioni di iraniani sono andati alle urne venerdi’ e anche moltissimi che non erano mai andati a votare in trent’anni si sono presentati credendo che fosse la volta buona in qualche modo per cambiare il governo se non il sistema. milioni di questi iraniani si sono sentiti defraudati dal risultato e hanno reagito.

D: Tu in prima persona per quello che hai visto, per quello soprattutto che ti sembra di vedere in queste ore, credi al risultato elettorale o no?

Ma..io credo a quello che vedo. c’e’ un proverbio del profeta Ali’ che dice “la Verita’ sta in mezzo alle orecchie”. In mezzo alle orecchie ci stanno gli occhi per vedere, non le cose che si sentono dire e io vedo quello che vi ho descritto prima.

Cioe’ anche se questo risultato elettorale fosse non diciamo regolare ma se si avvicinasse alla realta’ probabilmente non ci sarebbero tutte queste migliaia di persone, centinaia di migliaia di persone in piazza. Altrimenti non ci sarebbe stata questa reazione che sembra essere soffocata di giorno in giorno e poi ritorna fuori regolarmente.

Come vi ho detto prima tutto cio’ che sappiamo sull’Iran e’ sbagliato.

Melog: Notte di Passione, nell’accezione sbagliata

Le due ore di trasmissione sabato sera per Gianluca Nicoletti, conduttore dell’impareggiabile Melog tutte le mattine su Radio24, almeno nominalmente con il gruppo facebook de “L’Impresa dei Mille di Melog” (in realta’, soprattutto con chi si e’ recato presso gli studi di Radio24 a Milano)?

Un bilancio da torta sgonfia: sempre buona da mangiare, ma che avrebbe potuto essere molto meglio.

La “passione” (nel senso di “forte commozione dell’animo“) alla fine non si e’ vista che nel conduttore, mentre tutti ma dico tutti gli astanti intervistati (e anche quelli al telefono dall’Italia e dal mondo) svicolavano a protezione evidentemente della propria privacy (come se non avessimo gia’ letto tutte le loro dichiarazioni dei redditi).

Anzi, al sentire il Nicoletti progressivamente disperantesi vista l’assoluta assenza di vitalita’ intorno a lui, mi e’ venuto in mente che la “passione” in realta’ c’era, ma era nell’accezione sbagliata (“sofferenza, pena, travaglio“).

Per fortuna che l’ex conduttore di Golem alla Rai ha dimostrato abbastanza verve per compensare l’assenza di quella altrui, altrimenti sarebbe stata la notte dei morti viventi, decisamente in contrasto ai continui (e oserei dire, sempre piu’ noiosi) ammiccamenti di carattere sessuale intorno a questa fantomatica “passione” (come se non ce ne fosse altra).

Speriamo che l’esperimento si ripeta: l’idea e’ molto buona, visto che puo’ diventare il primo esperimento di “reality radio” ma sincero.

Pero’ ci sono un po’ di cose da cambiare: assurdo fare finta che la trasmissione Melog non esista (e’ la base di tutto, dopotutto…); assurdo anche non dedicare neanche un attimo ne’ ai gruppi su facebook, ne’ a quelli su Second Life; inspiegabile l’assenza di un collegamento in diretta webcam da Milano.

Chissa’, magari la prossima volta davanti al Nicoletti ci sara’ una gran mascherata, cosi’ non dovremo piu’ sorbirci rossori e vergogne, e qualcuno dira’ quello che pensa nel profondo del suo animo…

Iraq: American, British, Italian TV/Radio Coverage Compared

(originally posted on March 21, 2003)

Thanks to the wonders of satellite and cable one is able to compare the attitude and approach to the war in Iraq by American (CNN, Fox News), British (BBC) and Italian (RAI) tv and radio channels.

Very briefly and perhaps not surprisingly:

1) The Americans are very positive about the actions, and can’t wait to tell you their excitement in having been “embedded” in fighting units. Problems are unheard of, and likely to be inaudible anyway. Could we get some truth please.

2) The British are obsessed to find out what is going wrong, and what scandals can be uncovered. Problems are the only thing that matters. Furthermore, any idiot with a microphone and a tv press pass will jump to the opportunity to show himself or herself as the “XXI Century Bard”. Can’t you stick to the news please.

3) The Italians concentrate their reporting on two fronts. From the beginning, all rumors are considered true, and analysed viscerally by hordes of tv experts, before being invariably forgotten when demonstrated false. On the other hand, the news are full of sad, unlikely personal stories, from the journalist that couldn’t sleep in Baghdad during a night of bombing, up, up, up to the awful youth of some Saddam Hussein. Listeners are encouraged to weep along. May we talk about the real victims please…

The Future of Radio Broadcasting

Three non-mutually-exclusive directions for the future of radio broadcasting:

(1) So-called High Definition Radio (HD Radio), using existing frequencies for high-quality sound, simultaneous multi-programme broadcasting, digital services, etc

(2) Continent-wide Satellite Radio, like Italy’s WorldSpace, widening the number of potential listeners to anyone that understands the language, and allowing transmissions in zones where the signal is weak or intermittent

(3) Obviously, a widespread use of podcasts, and their transformation in commercial vehicles with the introduction of very short advertising (and therefore not easy to fast-forward on an iPod or equivalent)

In theory one would also be speaking about DAB, the “digital radio” fanfared in the UK, but despite years going by and an unremitting passion as radio listener, I do not see any future in an expensive technology that basically promises only a cleaner sound (and is still battling with its own million different “standards”)

Il Futuro della Radio

Tre direzioni non mutualmente esclusive per il futuro della Radio 

(1) La cosiddetta Radio ad Alta Definizione (HD Radio) che consente di usare le frequenze esistenti per suono ad alta qualita’, trasmissione simultanea di piu’ programmi, servizi digitali, etc

(2) la Radio Satellitare a distribuzione Europea tipo WorldSpace Italia, allargando il bacino di utenza a chiunque padroneggi la lingua, e consentendo l’ascolto anche in zone dove il segnale attuale e’ debole o intermittente

(3) naturalmente, il sempre piu’ diffuso uso dei podcast, e la loro trasformazione in veicoli commerciali con l’introduzione di spot pubblicitari cortissimi (e quindi non evitabili a pie’ pari come accade oggi quando basta andare in avanti di qualche minuto con l’iPod)

In teoria ci sarebbe da parlare anche della DAB, la “radio digitale” mercanteggiata in Gran Bretagna, ma nonostante gli anni passino e la mia passione per il mezzo non diminuisca, non vedo alcun futuro in una tecnologia costosa e che promette solo un sonoro piu’ pulito