Il PD di Veltroni, Sepolcro Imbiancato: Le Prove

Attraverso il sito VoiSieteQui, che usa 25 domande per confrontare l’opinione del singolo con quella della maggior parte dei partiti, e’ possibile dimostrare che il Partito Democratico contiene ogni opinione e il suo contrario.

In pratica, PD significa “senza opinione”, “vuoto”.

Insomma, se Veltroni o qualcuno per lui non cambiano registro, stiamo assistendo a una vera tragedia: perche’ il Partito Democratico, lungi dall’aprire un capitolo nuovo nella politica italiana, e’ il sepolcro imbiancato del Catto-comunismo.

E votare PD e’ un assegno in bianco, in tutti i sensi.

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Da cosa si deduce, tutto cio’?

Basta rispondere a tutte le 25 domande alternando “Tendenzialmente Favorevole” e “Tendenzialmente Contrario”. Sia che si cominci con “Tendenzialmente Favorevole” (img), sia che si cominci con “Tendenzialmente Contrario” (img) , si verra’ sempre “orientati” verso il PD.

Notare che nel primo caso si e’ per esempio “tendenzialmente favorevoli” a “Favorire gli inquilini di case in affitto aumentando la quota di detrazione del canone dalla dichiarazione dei redditi“.

Nel secondo caso, si e’ invece di parere opposto, contrari appunto a “Favorire gli inquilini di case in affitto“. Questa situazione si ripete per tutti gli argomenti.

Ma si finisce sempre molto, troppo vicini al PD, e lontani da ogni altro partito.

Quindi due persone che abbiano opinioni completamente opposte su ogni tema ma non si vogliano sbilanciare, scegliendo quindi sempre le opzioni “tendenziali” finiranno entrambe nel Partito Democratico.

Questo paradosso non si ripete in altre “configurazioni particolari di scelta”: come ci si potrebbe aspettare, il risultato e’ sempre lontano da tutti i partiti, se si vota sempre “Tendenzialmente Favorevole” (img), sempre “Tendenzialmente Contrario” (img), sempre “Favorevole” (img), sempre “Contrario” (img), sempre “Molto Favorevole” (img), o infine sempre “Molto Contrario” (img).

Lo stesso si ripete alternando “Favorevole” e “Contrario” cominciando con “Favorevole” (img) o con “Contrario” (img). O alternando “Molto Favorevole” e “Molto Contrario” cominciando con “Molto Favorevole” (img) o con “Molto Contrario” (img).

In tutti quei casi, non e’ facile individuare il Partito da votare, perche’ le domande su VoiSieteQui sono ovviamente di tutti i tipi e di tutte le specie. Da notare pero’ che quasi sempre, il Partito Democratico rimane fra i piu’ vicini all’ “elettore”.

I grafici sopra citati sono visibili in calce a questo blog.

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Ma e’ davvero un paradosso? Non credo proprio.

Veltroni e’ gia’ famoso per i suoi “ma anche“. Un esponente PD ha recentemente dichiarato a Londra (ero presente) che il PD e’ il partito della Bonino e della Binetti “perche’ vive nella dialettica”.

Come dire, non e’ cambiato niente, dai tempi del PCI e del “Centralismo Democratico” (“tutte le opinioni accolte, a patto che si segua quella del Comitato Centrale”). O da quelli della DC e della “Balena Bianca” (“tutte le opinioni accolte, a patto che si segua quella della Direzione”).

E adesso chi glielo dice, a quelli ex-Margherita, che il Partito Democratico e’ organizzato alla maniera dei Comunisti? O agli ex-DS, che il Partito Democratico assomiglia tantissimo alla Democrazia Cristiana?

(immagino, anzi, che siano tutti a loro agio e soddisfatti della situazione…)

O agli italiani, che quanto sbandierato come “il nuovo delle elezioni 2008” non e’ altro che il vecchio, vecchissimo, anzi una “maledizione” che torna?

(chissa’ perche’, ho l’impressione invece che gli italiani non si sentiranno proprio a loro agio e non saranno molto soddisfatti, della situazione…)

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GRAFICI DA VOISIETEQUI

1_ Tendenzialmente Favorevole – Tendenzialmente Contrario
cominciando con “Tendenzialmente Favorevole”
Tendenzialmente Favorevole - Tendenzialmente Contrario

2_ Tendenzialmente Contrario – Tendenzialmente Favorevole
cominciando con “Tendenzialmente Contrario”
Tendenzialmente Contrario - Tendenzialmente Favorevole

3_ Tendenzialmente Favorevole
Tendenzialmente Favorevole

4_ Tendenzialmente Contrario
Tendenzialmente Contrario

5_ Favorevole
Favorevole

6_ Contrario
Contrario

7_ Favorevole – Contrario
cominciando con “Favorevole”
Favorevole - Contrario

8_ Contrario – Favorevole
cominciando con “Contrario”
Contrario - Favorevole

9_ Molto Favorevole
Molto Favorevole

10_ Molto Contrario
Molto Contrario

11_ Molto Favorevole – Molto Contrario
cominciando con “Molto Favorevole”
Molto Favorevole - Molto Contrario

12_ Molto Contrario – Molto Favorevole
cominciando con “Molto Contrario”
Molto Contrario - Molto Favorevole

Osservatorio sulla Campagna Elettorale

Ricevo e rimando

-OSSERVATORIO SULLA CAMPAGNA ELETTORALE-

Il Centro d’ascolto dell’informazione radiotelevisiva insieme a RadioRadicale.it hanno lanciato il sito “Conoscere X deliberare” all’indirizzo

http://elezioni2008.radioradicale.it/

Grazie alla sinergia tra i servizi di informazione di interesse pubblico offerti dai due soggetti, ogni giorno potranno essere confrontati gli eventi della campagna elettorale, pubblicati in audiovideo nella loro integralità senza alcuna mediazione giornalistica, e la loro rappresentazione sui telegiornali.

Sarà accessibile anche il calendario, che consente di avere uno sguardo sui principali avvenimenti, e di poter ricostruire la campagna giorno per giorno.

Si potranno selezionare eventi in audiovideo e notizie dei telegiornali per ogni candidato premier, coalizione o partito politico candidato alle prossime elezioni.

Sul sito saranno accessibili anche altre risorse, tra cui il blog del Centro d’Ascolto dell’Informazione Radiotelevisiva dove vengono pubblicati giornalmente i dati sulle presenze politiche nelle trasmissioni di approfondimento con gli indici di ascolto medio ricavati dall’Auditel.

Possibile anche l’interazione da parte degli utenti, che potranno pubblicare video, interventi e segnalazioni attraverso Fai notizia, il sito di giornalismo partecipativo di Radio Radicale.

Fin dal 1976 Radio Radicale ha documentato la vita politica italiana integralmente e senza filtri. Questa linea editoriale ha consentito di rendere disponibili online su www.radioradicale.it 114.848 audiovideo, 147.066 oratori, 4.276 organizzazioni, 19.336 sedute del Parlamento, 6.501 processi.

Il Centro d’Ascolto dell’Informazione Radiotelevisiva nasce il 20 febbraio del 1981 da un’idea di Marco Pannella. Dagli inizi degli anni ’80 ad oggi, il Centro d’ascolto ha ininterrottamente schedato e archiviato tutti i notiziari e le trasmissioni di informazione delle televisioni nazionali. Dal 2006 pubblica una rassegna video online di tutti i telegiornali delle reti televisive nazionali.

Bonino: Non Capisco Perche’ Non Ci Invitino

Su RepubblicaTV, Emma Bonino ha appena dichiarato di non capire perche’, nonostante sia stata candidata nel PD con cosi’ tanti elogi, non sia ancora stata invitata, ne’ lei ne’ gli altri Radicali candidati nel PD stesso, ad alcuna iniziativa di campagna elettorale in comune.

Parafrasandola: interessano a qualcuno, i voti Radicali? E’ davvero cosi’ “urticante”, lottare per i diritti civili?

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E aggiungo io: siamo sicuri che Veltroni abbia interesse a vincere?

Novantadue Anni di Errori Socialisti

Con il tentativo fallito di copiare Veltroni con qualche candidatura-spot, nel loro caso Pannella e Mastella, i Socialisti o cio’ che rimane dei Socialisti, i seguaci di Enrico Boselli, possono davvero proclamare di essere fedeli alla tradizione del Socialismo italiano: una tradizione di opportunita’ mancate e di errori strategici straordinariamente profondi e importanti, riguardo i quali pero’ non si palesa nessuna autocritica o capacita’ di apprendimento che potrebbe evitare il ripetersi di un fallimento dopo l’altro.

Scrive infatti Paolo Mieli in un recente editoriale sul Corriere:

I primi socialisti che andarono al governo, Leonida Bissolati e Ivanoe Bonomi nel 1916, lo fecero […] da transfughi alla guida di una piccola formazione scissionista che si era staccata dal Psi quattro anni prima. E dopo il conflitto Filippo Turati, pur avendo capito fino in fondo che cosa si dovesse fare, non riuscì a divincolarsi per portare il suo partito in un gabinetto che grazie alla forza dei socialisti avrebbe potuto sbarrare la strada al movimento mussoliniano.

[…] finita la seconda guerra mondiale, i laburisti inglesi di Attlee, i socialisti francesi di Guy Mollet e Ramadier, quelli tedeschi di Schumacher ruppero subito con i comunisti staliniani riprendendo con ciò la loro identità originaria e con essa la via del governo. In Italia no. I socialisti nostrani ancorché (particolare non irrilevante) nel 1946 fossero il primo partito della sinistra italiana restarono, unici nell’Europa democratica, avvinghiati al Pci in un legame frontista.

[…] quando negli Anni Sessanta i socialisti di Pietro Nenni andarono finalmente al governo, il grosso dell’elettorato (con annessa l’identità vera della sinistra italiana) restò con il Pci all’opposizione.

Dei successivi errori socialisti si occupa Giorgio Galli nella sua “Storia del Socialismo Italiano – da Turati al dopo Craxi” (Baldini Castoldi Dalai, Milano 2007) in cui elenca gli errori dell'”ultimo leader”, al secolo Bettino Craxi:

[…] aver rinunciato, negli ultimi anni Ottanta, al progetto della Grande Riforma,; aver rinnovato nell’89 l’intesa con Andreotti, promettendogli il Quirinale in cambio del ritorno a palazzo Chigi, anziche’ insistere su quell’intesa con le forze laiche e radicali che il rifiuto dei repubblicani rendave comunque problematica, e finalmente aver sottovalutato […] le pressioni del presidente Cossiga di tornare a impegnarsi sul tema delle riforme istituzionali

E oggi? Oggi c’e’ la storia mai cominciata della Rosa nel Pugno, il nuovo movimento laico, radicale e socialista tanto voluto (a parole, e nella pratica) da Marco Pannella nonostante molte diffidenze fra i Radicali, quanto voluto (solo a parole, evidentemente) da Enrico Boselli: il quale praticamente dall’indomani delle elezioni del 2006 invece di occuparsene, si e’ lanciato in ondate su ondate di improbabili rifondazioni socialiste, con varie parti della famiglia Craxi e una speranza di crescita elettorale difficile da individuare persino al microscopio.

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Boselli insomma sembra fatto apposta per far apprezzare Veltroni. Congratulazioni vivissime. L’unica cosa di cui meravigliarsi e’ di come dopo decenni e decenni di errori senza fine, ci sia ancora qualcuno desideroso del Socialismo all’Italiana.

Urgente: Radicali e Non, Firmate l’Appello per Marco Pannella

Ricevo e rimando: 
Nelle settimane scorse i radicali si sono rivolti pubblicamente a Walter Veltroni e al Partito Democratico affinché accettassero la presentazione di una Lista Radicale – Emma Bonino a sostegno della sua candidatura alla Presidenza del Consiglio, come peraltro è avvenuto nel 2006 con la presentazione della lista della Rosa nel Pugno, risultata poi decisiva per la vittoria di Romano Prodi e la sconfitta di Silvio Berlusconi. Il Partito Democratico ha rifiutato questa proposta ed ha, in alternativa, offerto “l’elezione” – che con l’attuale antidemocratica legge elettorale (il “porcellum”) equivale a una nomina – di 9 parlamentari radicali nelle Liste del Partito Democratico, ponendo peraltro il veto sulle candidature di Marco Pannella, di Sergio D’Elia e di Silvio Viale. L’offerta è stata fatta pubblicamente dal Partito Democratico, e pubblicamente è stata accettata dai radicali, da Emma Bonino e, all’unanimità, dagli organi dirigenti dei soggetti politici dell’area radicale.
Si apprende ora che questo patto, questo accordo pubblico, non viene rispettato dal Partito Democratico nella composizione delle liste elettorali. Per questo sosteniamo l’iniziativa che avviata da Marco Pannella con lo sciopero della sete che ha come obiettivo, anzitutto, l’affermazione del grande valore sociale, civile, morale, del rispetto della “parola data”, della verità e dell’onestà nei rapporti umani, civili e politici.
PANNELLA: QUARTO GIORNO DI SCIOPERO TOTALE DELLA FAME E DELLA SETE
IL COLLEGIO MEDICO SOSPENDE LE PRESTAZIONI ASSISTENZIALI.
Roma, 9 marzo 2008 –
Bollettino medico delle ore 12.40
Nonostante le allarmanti indicazioni degli esami ematochimici effettuati ieri, l’on. Pannella non ha ancora ripreso ad alimentarsi, né ha accettato di sottoporsi a terapie mediche. Questa mattina ha effettuato nuovi esami di laboratorio che hanno consentito di registrare il previsto, ovvio, ulteriore peggioramento dei parametri di funzionalità renale (azotemia di 126 mg/dl, creatinina 1.34 mg/dl) comparabile a quella che nel gennaio 2007, portò alla necrosi tubulare acuta.
Il Collegio Medico, dopo aver nuovamente comunicato al paziente l’elevatissimo rischio che la sofferenza renale, presente da ormai più di 24 ore, divenga irreversibile,comunica di non avere altra indicazione da fornire, se non quella di riprendere immediatamente l’assunzione di liquidi e di sottoporsi a terapia intensiva reidratante, per l’attuazione della quale si reso disponibile. Non accettando il paziente tali indicazioni, il Collegio Medico non ravvede invece l’utilità di ulteriori altre prestazioni assistenziali e declina pertanto da ora ogni responsabilità professionale.
Prof. Claudio Santini, Direttore UOC Medicina interna – Ospedale Vannini – Roma;
Prof. Gerardo Ansatone, Direttore UOC Cardiologia – Ospedale Vannini – Roma;
Prof. Giovanni Stirati, Direttore Uoc Nefrologia, Università La Sapienza – Roma;
Prof. Gianni Testa, Direttore Uoc Anestesia Rianimazione, Ospedale Vannini – Roma.

Una, Cento, Mille Emma Bonino

Il Partito Democratico ha almeno in teoria deciso di correre con i Radicali. E viceversa. Ma l’unico vero interesse di Veltroni era ed e’ estremamente specifico, e riguarda Emma Bonino.

Fosse stata verde, rifondaiola, pidiellina, casinista, mastelliana o anche finiota, l’avrebbero cercata lo stesso (fosse stata santanchiese non lo so, forse sarebbe stato troppo).

Saranno stupidi, ma non al punto di perdere l’occasione di assicurarsi che almeno uno dei Ministri della Repubblica sappia cos’e’ la serieta’, cosa significa e come si lavora sodo, come si fa ad essere concreti ma non pessimisti, e come si costruisce una ottima reputazione in giro per il mondo al di la’ dei governi-farsa e del prosciutto senatoriale.

Sono sicuro che il 99% della dirigenza PD vede (all’indicativo, non al congiuntivo!!) la radicalita’ di Emma Bonino come un peso di cui farebbero a meno oggi stesso, se potessero: dimostrando insomma di non capire che l’una natura (di Radicale) e l’altra (di persona seria) non sono scindibili.

Fossero davvero intelligenti (ma quelli, non lo saranno mai) si chiederebbero se RI non contenga altre persone serie, che lavorano sodo, etc etc. Insomma si chiederebbero, se RI ha attratto una Bonino, quante/quanti altre persone cosi’ ci saranno?

E invece stanno li’ con i loro baffetti, la loro allampanatura, o il loro sguardo da Jar Jar Binks, a dividersi la torta e ingannare il loro elettorato, come ai tempi quando sognavano i Cosacchi abbeverare i cavalli in Piazza S. Pietro…

…prova ne sia il fatto che fra tutte le fesserie che potevano mai pensare, hanno rischiato, con i loro patti traditi e i fax firmati incrociando le dita dietro la schiena, che proprio il loro Primo e Unico Obiettivo (Emma) facesse una figuraccia incredibile, e neanche per colpa sua, agli occhi di tutto il mondo di Radicali Italiani.

Come Garantire Nove Eletti Radicali nel PD

Esiste una soluzione perfettamente lecita per ottenere la certezza che tutti e 9 i Radicali nelle liste PD vengano eletti.

Basta che, in caso di mancanza di voti sufficienti, quelli in lista prima di ciascun Radicale “rinuncino”.

Cosi’ per esempio se in Toscana il PD riesce ad eleggere SETTE Senatori e Perduca e’ numero OTTO in lista, basta che UNO degli eletti si faccia da parte.

Oppure se in Friuli c’e’ UN solo eletto alla Camera e la Farina Coscioni e’ numero QUATTRO, i TRE che la precedono in lista rinuncino.

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Questa soluzione, che andrebbe fatta approvare al compagno Walter, salva la faccia a tutti ma proprio tutti, anche a Franceschini titubante a Otto-e-mezzo.

L’accordo viene rispettato, i “pacta sunt servati”, gli eletti ci sono, etc etc

La Prova dei 9 – Quando il Gioco Si Fa Duro…

Non sono interessato a fare la figura del fesso (nel senso di quello che c’aveva ragione).

Quanto e’ successo fra ieri e oggi, con il pusillanime tentativo di fare le scarpe a quasi tutti i candidati Radicali nelle liste PD, non e’ che la prova del fatto che chi corre con il PD, deve far parte del PD.

L’errore se c’e’ stato e’ stato quello di permettere al PD di pubblicare le liste senza che queste venissero approvate almeno da Emma Bonino, che e’ a tutti gli effetti candidata a Ministro della Repubblica.

Ma qualcuno pensa davvero che quelle liste non siano state pre-viste da tutto il vertice del PD? Quello stesso vertice cosi’ innamorato delle candidature-spot, da Colaninno Jr alla Madia a Calearo?

E insomma! Se devono metterci parola Walter, Massimo, Piero, Francesco…che si chieda l’opinione anche ad Emma!!!

Oppure, si dica chiaramente che i Radicali del PD sono una specie di sub-umani.

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Per fortuna di tutti, e soprattutto del PD, non faccio parte dei 9.

Ma se lo fossi, in questo momento starei montando un casino tremendo. E non mi fermerei dopo che il Lider Maximo, con somma magnanimita’, mi concedesse posizioni migliori per una o due o tutti i candidati.

Quando c’e’ da trattare con un politico educato alle Botteghe Oscure…”statevi accuorti”!!

La Prova dei 9

Avendo vissuto la dolorosa esperienza della RnP, con le incredibili “scelte strategiche” di Boselli di rigetto completo dell’idea pannelliana, oso chiedere ai nove parlamentari Radicali in quota PD di fare qualcosa adesso.

Perche’, se la situazione rimane quella del puro “prestito” di RI al PD, il 15 aprile se Veltroni ha la maggioranza se ne potra’ importare altamente di quei 9 a lui estranei.

E se sara’ in minoranza, altrettanto. Dubito che ci sarebbe un altro governo con la maggioranza di uno o due voti.

Il PD (di cui sono molto critico) va condotto verso le riforme prima di tutto durante la campagna elettorale.

Gli effetti benefici delle “cellule staminali adulte radicali” vanno visti nel prossimo mese e mezzo.

Siamo (anzi, siete) in ballo: e allora ballate, ma da subito. Dovete (voi!) far parte della “squadra PD” come tutti gli altri.

Altrimenti, dopo aver portato i voti, saremo (tutti!) vomitati via, un’altra volta.

Malvino: Che Senso Ha Votare i Radicali nel PD?

Malvino (al secolo, Luigi Castaldi) annuncia sul suo blog con sano sarcasmo che non votera’ per il PD. E’ un discorso ragionevolissimo, almeno dal punto di vista delle elezioni in Italia. All’estero, dove si possono esprimere le preferenze, il discorso e’ un po’ diverso:

28 Febbraio 2008 – Scrivi, Malvino ti risponde

[…] Qualunque sia il risultato delle elezioni del 13-14 aprile, ai radicali sono assicurati nove parlamentari. Voglio dire […] Insomma, pensandoci: non è indispensabile votarli, i radicali, a meno che uno non voglia contemplare l’ancor più inverosimile ipotesi che il Pd non riesca a mandare in Parlamento neanche nove dei suoi candidati […] conviene non votarli, i radicali: meno numerosi saranno gli eletti nelle liste del Pd e più importanza relativa avranno i nove radicali eletti […]

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29 febbraio 2008 – Sarà inutile votare i radicali, anzi

[…] L’unica obiezione – che io considero assai debole, anche se in apparenza sembra fortissima – è la seguente: così si tolgono voti al Pd, sfumano le pur lontane possibilità di una sua vittoria e i radicali non avranno il loro dicastero.  Controbiezione: che ministero daranno alla Bonino? Non si è chiarito nell’accordo, quindi il Pd non è assolutamente tenuto a dargliene uno di importanza strategica per i radicali: sarà il solito dicastero che illustrerà ancora all’Italia e al mondo quant’è bella, quant’è brava e quant’è tosta la Bonino.
L’Italia e il mondo erano già stati illustrati al riguardo, prima dell’accordo: e questo ha dato qualche beneficio di rimbalzo su Pannella e D’Elia? È servito a un apparentamento che invece si è concesso a Di Pietro? È servito a far entrare nel programma qualcuno degli obiettivi dichiarati dei radicali nella scorsa legislatura? […]

Quanto Durera’ l’Accordo fra Radicali e Veltroni?

Confesso che avevo sperato in un miracolo fino all’ultimo, e una soluzione diversa all’ingresso sostanziale dei Radicali nel Partito che sia chiama Democratico perche’ ispirato alla DDR.

Si fa tanto cagnara sulla presunta incompatibilita’ fra la Binetti e la Bonino: io sono piu’ preoccupato dal fatto che il modo di pensare dei veltroniani e’ completamente diverso da quello dei liberali-liberisti-libertari di RI.

I probiviri del PD staranno gia’ salivando al pensiero delle disposizioni punitive contro quei Radicali che rifiuteranno di unirsi all’unanimismo tipico da quelle parti. E chissa’ quanta maretta ci sara’ quando chi ha seguito per anni Marco Pannella, osera’ fare domande scomode durante questa o quella riunione del “popolo di Veltroni”.

Come faranno quelli che discutono e poi decidono a trovare dei punti in comune con coloro che sono prima di tutto fedeli alla linea di Walter?

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Riusciranno, i Radicali, ad approfittare della situazione, come si augura Giorgio Ragazzini oggi su Notizie Radicali? Vedremo. La mia impressione e’ che se questo “matrimonio” durera’, a cambiare… radicalmente dovra’ essere l’anima di Radicali Italiani, o quella del PD.

L’ipotesi piu’ probabile e’ invece che fra poco tempo, un gruppo di reduci/refusi/espulsi dal connubio PD/RI si ritrovera’ a rifondare il Partito Radicale: e non per solipsismo, quanto per palese necessita’. 

Nel PD, Avanzano i Diritti degli Omosessuali

Avanzano, nel senso che non c’e’ mica posto nel PD per chi si dichiara omosessuale. Colpa, si dice, dei soliti pretaioli.

Ma e’ mai possibile che il futuro di Radicali Italiani passi dal secondo partito clericale d’Italia???

Al confronto di Veltroni, Berlusconi e’ un novello Voltaire…

AGGIORNAMENTO: Wow! C’e’ spazio per almeno un’omosessuale: Paola Concia di “Gay Left”.  Sembra un po’ la storia dei “valori della Resistenza” ricuperati a fuor di popolo

Gaudio e tripudio? Vedremo se c’e’ spazio per almeno un altro…

Panebianco Contro i Forcaioli

DI PIETRO CON VELTRONI
L’ipoteca giustizialista – di Angelo Panebianco

dal Corriere della Sera di oggi:

[…] Riportare la giustizia alla normalità significa anche mettere regole e paletti, e cioè limiti, all’uso che i magistrati possono fare di uno strumento così delicato, che comporta l’intrusione nella sfera privata dei cittadini. Significa mettere la parola fine alle inchieste-mostro fondate sulle intercettazioni selvagge, «di massa» (intercetto mezzo mondo: alla fine qualcosa salterà pur fuori). Ne abbiamo viste fin troppe di inchieste del genere: grande fracasso, tante reputazioni fatte a pezzi, e poi, quasi sempre, una volta giunti in tribunale, tutto finisce in niente. Non è solo una questione di uso politico-mediatico delle intercettazioni. E’, prima ancora, una questione di rispetto delle libertà individuali. Ed è un problema di responsabilizzazione che sempre deve accompagnare e limitare il (grande) potere di chi fa inchieste giudiziarie.[…]

Questo fa il paio con le stupidaggini di Veltroni sulla non-candidatura di chiunque sia stato condannato in primo grado. Ah, come vanno bene le cose!!!

Mentre i Serbi in Televisione Sembrano Peggio di Belzebu’

Nel giorno dei disordini contro le Ambasciate a Belgrado, pubblico una “lettera” cui avevo lavorato all’inizio di Dicembre 2007, e che fu bocciata perche’ troppo filoserba.

Da confrontare con quello che succede quando vengono deliberatamente negati tutti i motivi di speranza, e l’Unione Europea di muove in ordine sparso senza una politica comune…sull’Europa!

A Tutti Gli Iscritti e Simpatizzanti Radicali, e specialmente ai Compagni Kosovari:

Roma, 5 Dicembre 2007

Cari Amici, cari compagni

Con l’avvicinarsi dell’improrogabile data stabilita dall’ONU al 10 Dicembre 2007 per la fine dei negoziati internazionali sul futuro status del Kosovo, e le parti in causa ancora molto distanti (Belgrado, disposta a concedere al massimo una qualche autonomia; Pristina, decisa ad acquisire l’indipendenza a ogni costo), la questione sembra destinata a diventare una vera e propria emergenza dalle conseguenze drammatiche, nocive alla efficacia stessa dell’Unione Europea nel suo ruolo sia globale che di sviluppo e mantenimento della pace continentale.

Riteniamo dunque giunto il momento di lavorare perche’ non solo i rischi piu’ grossi non si materializzino, ma anche il momento presente di crisi diventi un’opportunita’ per rinforzare pace e democrazia in tutto il nostro Continente. Per questi motivi, come Radicali auspichiamo che:

1- L’Europa assuma tutte le sue responsabilita’ nei Balcani, non solo per motivi umanitari ma anche per non perdere la sua missione primaria volta a impedire il ritorno delle guerre fratricide che la hanno afflitta per millenni

Sul piano militare, la UE deve consolidare la propria missione per impedire un conflitto armato tra serbi e kosovari albanesi, oltre che per tutelare la minoranza serba in Kosovo come tutte le minoranze nei Balcani e altrove, e naturalmente tutto il patrimonio storico-religioso serbo e albanese; sul piano politico, occorre che rafforzi in maniera decisa la prospettiva europea del Kosovo e della Serbia, qualunque sia lo status definitivo del primo.

2- Vengano trovate soluzioni “nuove e coraggiose” per il futuro dello status del Kosovo, che permettano una convivenza pacifica e solidale invece di garantire il perpetuamento di questa o quella ingiustizia contro i popoli albanese e serbo

Il tempo c’e’ ancora: perche’ ci sono tutte le indicazioni che il Kosovo non proclamera’ l’indipendenza fino almeno a Febbraio. Parafrasando Zbigniew Brzezinski allora, di fronte alla incompatibilita’ delle richieste di Serbi e Kosovari Albanesi, e’ indispensabile che “si abbia l’ambizione cosi’ come l’audacia di esplorare soluzioni nuove e prendere misure coraggiose”: un Kosovo indipendente ma piu’ piccolo, con i territori a maggioranza serba annessi alla Serbia; una federazione “a macchie di leopardo”; l’ingresso immediato del Kosovo e della Serbia nell’UE non appena le leggi necessarie siano promulgate e, nel caso di Belgrado, i criminali di guerra assicurati alla giustizia

3- Venga accelerato il processo di integrazione nell’Unione Europea del Kosovo ma anche della fragile e ancora nascente democrazia serba

Nei Balcani si tratta di unire domani in Europa quel che oggi divide così profondamente e irreparabilmente. Non e’ forse la storia serba recente (dittatura comunista; corruzione; mafia; campi di concentramento; stragi) anche quella del Continente? Occorre allora svincolare la priorità del processo di integrazione europea della Serbia dalla cattura e consegna di coloro accusati di crimini di guerra, senza ovviamente rinunciarvici (un obiettivo che puo’ anzi diventare operativo per l’intera Unione e non solo una conveniente spada di Damocle su una democrazia ancora molto giovane e fragile come quella serba).

4- che il Kosovo aspetti una fase piu’ propizia per un passaggio al riparo da tensioni internazionali e non proclami semplicemente e unilateralmente la sua indipendenza adesso, perche’ riteniamo che cio’ sara’ controproducente

Siamo consapevoli che l’obiettivo dell’indipendenza sia un esito inevitabile. Il problema e’ nella eventuale unilateralita’ non e’ legato a questioni di integrità territoriale e sovranità nazionale, causa di tantissime guerre e tuttora un’ipoteca pesante sullo sviluppo civile e democratico delle nostre società. Il punto e’ che consentira’ alla Russia di Putin di allontanare definitivamente la Serbia dal consesso delle Nazioni europee, e ispirera’ nuovi secessionismi (serbi di Bosnia, albanesi di Macedonia): mentre il Kosovo si trovera’ indipendente ma al confine di una ferita politica profondissima.

Sappiamo come nessuna delle nostre scelte sia facile. Il Partito Radicale si e’ occupato del Kosovo fin dal 1992 (incontro tra il leader kosovaro nonviolento, Ibrahim Rugova e il Presidente del Consiglio italiano Amato su iniziativa di Marco Pannella). Fra gli iscritti al Partito Radicale Transnazionale, Fatmir Sedju, Presidente dell’Assemblea Parlamentare del Kosovo e tutta la leadership democratica. E la documentazione preparata dall’Associazione Radicale “Non c’è Pace senza Giustizia” e’ stata utilizzata nella formalizzazione dell’atto d’accusa e dell’incriminazione di Slobodan Milosevic nel 1998-1998 presso il Tribunale Penale Internazionale alla preparazione.

A spingerci oggi e’ pero’ la consapevolezza che la missione, e il ruolo primario della UE e’ impedire che ritornino a manifestarsi quelle guerre con le quali gli imperi egemoni e le dittature fasciste e comuniste misero in ginocchio il Continente e oltre nel secolo scorso: con il beneficio addizionale di mostrare la via della convivenza, del mutuo rispetto e dello sviluppo pacifico delle societa’ al resto del Pianeta, e soprattutto a quelle regioni tuttora insanguinate da conflitti che continuano all’apparenza da tempi immemorabili.

Noi crediamo che tutto cio’ possa avvenire solo se l’Europa rimarra’ unita, oggi sul Kosovo come domani sull’Iran. Il problema del Kosovo e’ come una bomba piazzata nel cuore del Continente: impediamole di indebolire e dividere l’Europa!

PD e Radicali: Qualcuno Passi Il Plasil

Non occorre aver letto vari mesi dei miei blog per indovinare che l’accordo fra Radicali Italiani e il Partito Crudo di Jar-Jar Veltroni non mi va a genio.

Figuriamoci: adesso Marco Pannella e Sergio D’Elia non sarebbero candidabili, perche’ condannati. Populismo senza confini.

Attendiamo ora lumi dal Comitato Nazionale di RI, convocato per sabato 23 e domenica 24 febbraio. Per fortuna non vi partecipo, altrimenti mi servirebbe un ettolitro di Plasil: il noto medicinale contro i conati di vomito.

Nasce a Roma il 1 Marzo l’Associazione Radicale ‘Certi Diritti’

Roma, 13 febbraio 2008

Caro Maurizio,

come forse già saprai il prossimo 1 marzo nascerà a Roma l’Associazione radicale ‘Certi diritti‘ che ha, tra i suoi obiettivi, anche quello di battersi per l’accesso all’istituto del matrimonio per le persone omosessuali. Abbiamo ricevuto già molte risposte positive alla prima mail che annunciava l’iniziativa.

L’Associazione oltre a battersi sui temi della liberazione sessuale, in particolare sulle iniziative politiche, giuridiche e culturali per la promozione e la tutela dei diritti civili in materia di identità di genere, intende caratterizzare il suo impegno in favore di campagne informative sull’educazione sessuale, contro la violenza omofobica, contro la penosa, umiliante e discriminatoria legge 40 sulla fecondazione assistita e per promuovere campagne contro la violenza domestica sulle donne.

Si tratta anche di organizzarsi contro lo strapotere del Vaticano che tenta in tutti i modi di entrare nei nostri letti, nelle nostre mutande, nella nostra libertà e responsabilità.

Con questi e altri obiettivi l’Associazione intende essere protagonista della Conferenza permanente per la Riforma del Diritto di Famiglia e ispirerà il suo impegno alle lotte nonviolente di quanti hanno combattuto e vinto il razzismo, la segregazione e la discriminazione per garantire l’universalità dei diritti civili. Anche per questo vogliamo dedicare la nostra iniziativa alla memoria di Makwan Moloudzadeh (il ragazzo di 21 anni impiccato in Iran il 5 dicembre 2007 perché accusato di aver commesso atti omosessuali) e a coloro che hanno sofferto abusi , discriminazioni e violenze a causa della propria condizione sessuale.

Vogliamo qui ricordare il tuo impegno al Manifesto per l’eguaglianza dei diritti, che puoi continuare a far firmare ad amici e conoscenti al sito www.matrimoniodirittogay.it, anche per questo ti invitiamo a partecipare alla nascita dell’Associazione ‘Certi Diritti’. Ci occorre aiuto e sostegno e ogni contributo è importante.

Vogliamo crescere e lavorare insieme a tutte le Associazioni locali e nazionali che si occupano in modo specifico dei temi lgbt nella speranza di raggiungere i comuni obiettivi di conquiste civili. Intendiamo sostenere e collaborare anche con la Rete Lenford, organizzazione di avvocati che vuole dedicare alle questioni Lgbt(e) il proprio impegno, ai lavori parteciperà anche uno dei suoi fondatori, l’Avvocato Francesco Bilotta.

Ci auguriamo di incontrarti in occasione della nascita dell’Associazione, di seguito trovi le informazioni tecniche per partecipare e l’elenco delle relazioni previste. I lavori sono aperti a tutti e ci si può iscrivere anche presso la sede congressuale.

Grazie per l’attenzione, a presto,

Maria Gigliola Toniollo
 Sergio Rovasio

INFORMAZIONI LOGISTICHE SUL CONGRESSO COSTITUTIVO:

I lavori si svolgeranno sabato 1 marzo, a Roma, dalle ore 9.30 alle ore 20, presso la Sala delle Bandiere del Parlamento Europeo, Via Quattro Novembre, 149 (tra Via Nazionale e Piazza Venezia).

Per partecipare e votare al Congresso costitutivo – con inclusa l’iscrizione all’Associazione per il 2008 – occorre versare la quota minima di 30 Euro (o quella dei sostenitori di almeno 50 Euro) con le seguenti modalità: bonifico bancario (o bollettino postale) sul Conto Corrente postale intestato a Associazione Radicali Roma Via di Torre Argentina, 76 – 00186 Roma, numero Conto Corrente 61539227. CIN: Y ABI 7601 CAB 3200 IBAN IT 97 Y 07601 03200 000061539227. Specificare nella causale del versamento: Congresso costitutivo Certi Diritti. Dateci notizia della vostra partecipazione (e del versamento effettuato) alla seguente e-mail: certidiritti@radicali.it

Nell’ambito del Congresso sono previste le seguenti relazioni:

– Conferenza permanente per la Riforma del Diritto di Famiglia, Bruno De Filippis, Giurista;

– Le famiglie nella Costituzione, cosa non dice l’art. 29. Trucchi e manipolazioni nel dibattito pubblico; Mario Di Carlo, Avvocato;

– La rete Lenford, avvocatura per i diritti LGBT Associazione italiana di avvocati che si occupa della tutela giudiziaria delle persone (e coppie) omosessuali. Francesco Bilotta, Avvocato, Docente di Diritto Privato presso l’Università di Udine.

– Il movimento di liberazione sessuale, alcune proposte di azione , Enzo Cucco, Direttore Fondazione Sandro Penna di Torino;

– L’ Europa dei diritti, di Ottavio Marzocchi, radicale, funzionario del Gruppo Alde del Parlamento Europeo;

– Le adozioni per le persone gay, perchè no? di Chiara Lalli;

– Il no al registro delle unioni civili a Roma, di Massimiliano Iervolino, Segretario Radicali Roma;

Congresso Associazione Coscioni – Salerno 15-17 febbraio

Congresso Associazione Coscioni – Salerno 15-17 febbraio

(Palazzo di Città – Sala dei Marmi, 15-17 febbraio 2008)
MOZIONE PRE-CONGRESSUALE

[…] Questo documento è una sintesi delle proposte dell’associazione degli ultimi mesi e anni. […]

LIBERTA’ DI RICERCA / FECONDAZIONE ASSISTITA
– calendarizzazione della riforma radicale della legge 40, per legalizzare la ricerca sugli embrioni, l’analisi pre-impianto, la fecondazione eterologa (leggi la “proposta di legge Coscioni”)
– aggiornamento delle linee-guida della legge 40 (leggi l’appello delle associazioni dei Pazienti della PMA) al fine di consentire:
*l’accesso alle tecniche di Procreazione Medicalmente Assistita ai portatori di patologie genetiche;
* la diagnosi preimpianto;
* l’utilizzo per la ricerca degli embrioni non idonei per una gravidanza;
* la crioconservazione degli embrioni, nella tutela della salute della gestante e del nascituro
– finanziamento pubblico della ricerca sulle staminali embrionali (fino ad oggi illegalmente impedito) aiutando i laboratori italiani che effettuano tale ricerca a ricorrere in giustizia contro esclusioni realizzate in base a discriminazione ideologica
– aiuto al trasferimento a centri di ricerca non-italiani embrioni abbandonati non più impiantabili
– assistenza giuridica per ricorsi contro la legge 40

SCELTE DI FINE VITA
– legalizzazione dell’eutanasia (leggi la prorposta di legge depositata in Parlamento)
legge sul testamento biologico che garantisca il rispetto dell’art.32 della Costituzione anche per le persone non più capaci di intendere e di volere [audizione Associazione Coscioni]
assistenza medica e giudiziaria al rispetto dell’art. 32 nelle decisioni di interrompere terapie, anche vitali;
indagine sull’eutanasia clandestina, sia nazionale che regionale (Leggi la “petizione Welby” ); sollecitare; inchiesta “Come si muore in Italia”, preannunciata dal Ministro Turco;
-decreti attuativi Convenzione di Oviedo

ABORTO
revisione della legge, attraverso:
– il miglioramento nella diffusione di informazioni sulle misure di contraccezione;
– l’estensione della possibilità di praticare l’interruzione volontaria di gravidanza alle strutture sanitarie private;
– il rispetto di tempi certi da parte delle strutture che debbono assicurare l’intervento;
– la legalizzazione delle tecniche meno invasive già operanti in molti altri paesi europei, come la pillola RU-486

RICERCA
meritocrazia e trasparenza nell’assegnazione dei fondi in ogni settore scientifico-disciplinare, a partire dalle proposte di 500 accademici sui fondi del Ministero della Salute ma a seguire in ogni ambito nel quale irrazionalismi di ogni tipo (religioso, ambientalista, politico) rendono inefficiente la ricerca orientandola con la distribuzione dei fondi.
In particolare:
* Non può far parte della Commissione chi partecipa al bando con proposte proprie o dei propri diretti collaboratori.
* La Commissione si avvale di revisori esterni per corrispondenza, anche stranieri. Non può essere revisore chi partecipa al bando con proposte proprie o dei propri diretti collaboratori.
* I ricercatori riceveranno notifica della decisione con copia integrale del giudizio dei singoli revisori esterni. Sono rese pubbliche la graduatoria e le motivazioni dei progetti finanziati. (Leggi l’appello sottoscritto da centinaia di professori)
diffusione a livello locale dell’insegnamento del metodo scientifico, secondo il modello del progetto “Scolar-mente”(leggi la relazione della prima edizione del Progetto) che prevede discussioni guidate tra scienziati e studenti di liceo;


DISABILITA’ E ASSISTENZA
– aggiornamento del Nomenclatore Tariffario degli ausili, su cui il ministro si era impegnato entro dicembre 2007; modifica delle procedure di aggiornamento in modo che possa avvenire contestualmente al progredire delle tecnologie.
– corretta gestione dei 10 milioni di euro stanziati dal ministero della Salute per la fornitura dei comunicatori simbolici per la libertà di parola dei disabili
– riforma della legge elettorale per l’esercizio del voto alle persone disabili.
– rispetto degli impegni del nuovo contratto di servizio Rai su sottotitolazione e potenziamento del servizio di segretariato sociale.
– emendamenti al disegno di legge Gentiloni di riordino del sistema radiotelevisivo volti a far si che anche le radio e televisioni private garantiscano l’accessibilità dei contenuti su tutte le piattaforme tecnologiche.
– accesso facilitato alla banda larga per persone affette da disabilità sensoriali, motorie e cognitive;
– accessibilità dei film (e delle sale cinematografiche) alle persone affette da disabilità sensoriale; richiesta al Ministero dei Beni Culturale di vincolare i finanziamenti al requisito dell’accessibilità per i disabili dei prodotti audiovisivi realizzati ;
– richiesta al Ministero dell’Innovazione della Pubblica Amministrazione di rendere accessibili ed usabili ai disabili tutti i siti della pubblica amministrazione, nell’ambito del progetto di messa in rete annunciato dal Ministro Nicolais.
– utilizzo agevolato degli Sms, MMS e della banda larga mobile umts a coloro che sono affetti da disabilità: Vigilare affinché la delibera dell’Agcom (leggi la delibera e le tappe della campagna condotta) in materia di sms, videochiamate e facilitazione per i ciechi sia applicata.

OBIETTIVI “INTERNI”
– campagna iscrizioni straordinaria: 1.000 iscritti accademici scienziati e medici italiani e internazionali e 20 cellule attive nelle università (costituzione di un comitato universitario nazionale permanente)
– gruppo permanente medici e giuristi su rispetto scelte di fine-vita e sulla legge 40:
– “liste coscioni-welby” alle elezioni studentesche nelle scuole superiori e le università;
il congresso su questo obiettivo decide di lanciare una campagna iscrizioni speciale e per questo delibera (come norma transitoria valida solo per l’anno 2008) una quota di iscrizione all’Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica di 10 euro per chi non abbia superato i 21 anni di età.
– “liste coscioni-welby” alle elezioni per gli ordini dei medici;
– campagna di iscrizione di parlamentari: obiettivo 100 parlamentari iscritti e 200 consiglieri regionali
– database di autenticatori (consiglieri comunali, provinciali e assessori) “amici dell’associazione”

INTERNAZIONALE
– convocazione del prossimo Congresso Mondiale per la libertà di ricerca in Turchia
– campagna di iscrizioni scienziati internazionali, anche attraverso la distribuzione degli atti del primo incontro.

23/02/08 Firenze: Inaugurazione Lapida Ernesto Rossi

(durante la campagna elettorale interrompo momentaneamente il limite autoimposto di un blog al giorno)

(ricevo e ri-pubblico volentieri)

Comune                                                  fRS FONDAZIONE
di Firenze                                              ERNESTO ROSSI
                                                                GAETANO SALVEMINI

Sabato 23 febbraio 2008

ore 10.30 – Centro Anziani – Viale Ugo Bassi, 29
Lettere di Elide e Ernesto con Antonella Braga, Elena Croce e Daniele Lamuraglia

ore 12 – Via delle Cento Stelle 48
Cerimonia d’inaugurazione della lapide

ERNESTO ROSSI
ECONOMISTA, POLITICO, GIORNALISTA
ESPONENTE DI GIUSTIZIA E LIBERTA’
SOSTENUTO DALLA MADRE ELIDE VERARDI
FECE DI QUESTA CASA LUOGO DI LOTTA ANTIFASCISTA
AL PREZZO DI CARCERE, CONFINO ED ESILIO

Interverranno:

Cristina Bevilacqua, Assessore Comune di Firenze
Alessandro Figà Talamanca, Fondazione Rossi-Salvemini
Gianluca Paolucci, Presidente Quartiere 2
Piero Piccardi, via delle Cento Stelle 48
Valdo Spini, Fondazione Circolo Rosselli

La famiglia Rossi si trasferì della casa di via delle Cento Stelle 48 nella primavera del 1929. Elide Verardi (Bologna 1870 – Firenze 1957) vi abitò fino al 1938. Fu la destinataria di circa 500 lettere dal figlio in carcere, parzialmente raccolte in Elogio della Galera (1968, 1997) e Nove anni sono molti (2001). Una scelta di pagine dalle lettere della madre fu pubblicata nei Quaderni del Ponte (Lettere a Ernesto, 1958).

Nell’ultima lettera al figlio, 29 marzo 1945:
Non è davvero il caso di rallegrarci della presente situazione, perché ancora troppi fascisti ammorbano l’aria: a furia di raccomandazioni o dopo aver voltato la giubba nell’ultimo anno, moltissimi sono riusciti a infiltrarsi anche nei partiti che si avrebbe diritto di pretendere fossero composti di persone per bene e conscie di adempiere al più sacro dei doveri: quello di non tradire le speranze che sono state riposte in noi. Per mia disgrazia, sono un’intransigente, e vorrei che ognuno dei nostri comprendesse di quali responsabilità ci siamo dovuti caricare le spalle. Ora più che mai il nostro motto dev’essere: non mollare.

Ernesto Rossi (Caserta 1897 – Roma 1967) fu antifascista nell’Italia fascista, laico ed anticlericale nell’Italia democristiana, critico implacabile dei “padroni del vapore”, l’oligarchia della grande industria e dell’alta finanza che nel nostro Paese ha prosperato con la “politica della privatizzazione dei profitti e della socializzazione delle perdite“.

Fu, coerentemente, anticomunista, quando il PCI era inserito in un sistema che faceva capo all’Unione Sovietica. Cresciuto e formatosi a Firenze, si considerò sempre fiorentino; nel 1915 prese la licenza liceale al “Galileo”. Volontario nel 1916, “non interventista intervenuto”, mutilato, nel 1919 conobbe Salvemini al Circolo di Cultura e, per suo mezzo, i Rosselli, Calamandrei e molti altri amici.

Nel 1920 si laureò in giurisprudenza all’Università di Siena. Negli anni 1920 e 1921 lavorò nell’Italia meridionale con Zanotti Bianco, all’Associazione per gli Interessi del Mezzogiorno. Segretario dell’Associazione agraria di Firenze, diresse fino al 1925 anche Il giornale degli agricoltori toscani, nel quale pubblicò scritti di economia agraria e finanziaria, ispirati ai maestri Pareto e Einaudi.

Negli anni 1924 e 1925 fu incaricato dell’insegnamento di materie economiche nell’Istituto Tecnico di Firenze. Dopo l’assassinio di Matteotti, fu con Bocci, Rochat, Rosselli, Traquandi e Vannucci tra i dirigenti di Italia Libera, associazione segreta fra ex combattenti antifascisti, ed aderì all’Alleanza Nazionale diretta da Giovanni Amendola.

Insieme a Salvemini, ai Rosselli, a Traquandi, Pilati e agli altri amici fiorentini, pubblicò e diffuse il primo giornale clandestino d’Italia, il Non mollare. Denunciato dal tipografo Pinzi, nel giugno 1925 si rifugiò in Francia. Quattro mesi dopo, nascosto dal comunissimo cognome, concorse ad una cattedra di materie economiche, riuscendo primo. Scelse di insegnare a Bergamo, per continuare l’attività cospirativa.

Nel 1929, con Parri, Rosselli, Salvemini, Lussu, Bauer, Tarchiani, fu tra i fondatori del movimento repubblicano antifascista Giustizia e Libertà e rimase nel comitato direttivo di tale organizzazione segreta fino al suo arresto. Dal 1925 al 1930 collaborò a Riforma Sociale, diretta da Einaudi, ed alla stampa clandestina di GL.

Il 30 ottobre 1930, venduto da Del Re, fu arrestato con tutti i capi in Italia di GL. Trascorse 9 anni nei reclusori di Pallanza (dove il 24 ottobre 1931 sposò civilmente Ada Rossi, sua collega nell’Istituto tecnico di Bergamo), di Piacenza e di Roma (dove fu trasferito nel 1933 dopo un terzo tentativo di fuga). Alla fine del 1939 fu assegnato al confino per un periodo di cinque anni.

Autore con Spinelli e Colorni del “Manifesto per un’Europa libera ed unita”, scritto nel 1941 a Ventotene, promosse le battaglie del Movimento federalista europeo durante gli anni dell’esilio svizzero (1943-1945) e fino al 1954, con la sconfitta del progetto di costituente legato alla Comunità europea di difesa.

Dal 1945 al 1958 è presidente dell’Azienda Rilievo Alienazione Residuati, incarico ricevuto da Parri e confermato da De Gasperi. Nell’Italia dei furbi, Rossi chiede che la sua indennità non sia superiore allo stipendio di docente; l’ARAR è protagonista della ricostruzione e della ripresa economica ed è rimasta esempio di buon governo. Dal 1949 al 1962 è l’editorialista e il giornalista d’inchiesta de Il Mondo.

Nel dicembre del 1955 è tra i fondatori del Partito Radicale, insieme a Leo Valiani. Dal 1957 al 1962 dirige la collana “Stato e Chiesa”, per l’editore Parenti. Dopo la morte di Salvemini, nel settembre del 1957, ne promuove e segue l’edizione completa delle Opere, presso l’editore Feltrinelli. Nel 1962 è tra i fondatori del “Movimento Gaetano Salvemini” e del settimanale L’Astrolabio, al quale collabora attivamente.

Nel 1966 è insignito dall’Accademia dei Lincei del premio “Francesco Saverio Nitti” per i suoi studi di politica economica e di scienza delle finanze. Muore a Roma, in seguito ad un intervento chirurgico, il 9 febbraio 1967.

Associazione Radicale Antiproibizionista

(durante la campagna elettorale interrompo momentaneamente il limite autoimposto di un blog al giorno)

Giuliano Zincone ha scritto su un recente supplemento domenicale de IlSole24Ore, in un articolo intitolato: “Il divieto non ferma le stragi

“il proibizionismo non ha mai prodotto risult decenti. anzi: e’ una fontana perenne di contrabbandi, di delinquenze, di trasgressioni demenziali, di commerci inquinati e velenosi. Proibire e’ facilissimo, ma (spesso) e’ inutile

Ricevo dunque e giro volentieri il seguente messaggio:

=====================================================

In previsione di una prossima assemblea costituente dell’ Associazione Radicale Antiproibizionista, ti inviamo una sintesi delle intenzioni che la motivano, invitandoti:

  1. a farci pervenire le tue osservazioni

  2. a dichiarare la tua eventuale disponibilità ad iscriverti e a partecipare

  3. ad esprimere la tua posizione rispetto all’iniziativa.

       Attendiamo le tue risposte per inviarti una bozza di Statuto e di lettera di convocazione e ti chiediamo di inoltrare questa comunicazione a tutti coloro che pensi possano essere interessati.
      
       Grazie per l’attenzione
,

Rispondere a antiproibizionistiradicali@gmail.com

       *******************

       Premesso che:
      
       la storica battaglia antiproibizionista radicale da molti anni sostiene la strategia antiproibizionista e nonviolenta applicata al governo dei fenomeni sociali; dal dibattito sulla legalizzazione delle droghe leggere sollevato nel 1975 dall’arresto di Marco Pannella a seguito di uno spinello fumato in pubblico, alle decine di processi per disobbedienza civile che vedono coinvolti, con Marco Pannella e Rita Bernardini, decine di dirigenti e militanti radicali, passando per l’esperienza del Coordinamento Radicale Antiproibizionista e dei referendum, costituisce un patrimonio di iniziative e di esperienze che non devono essere disperse, bensì rilanciate;

       da troppi anni il dibattito pubblico e l’iniziativa legislativa sono impantanati in una riduttiva ripetizione di luoghi comuni e errati, come l’obbligatorietà di una escalation da droghe leggere a pesanti, l’importanza delle “cattive compagnie”, ecc.;

       la legge Iervolino Vassalli prima, la Giovanardi Fini poi, non solo non sono servite ad arginare la diffusione di fenomeni drammatici come le gravi tossicodipendenze, la microcriminalità correlata, la gestione da parte della malavita organizzata di un enorme e redditizio mercato, ma ne hanno permesso l’aggravamento; sono in costante aumento la diffusione di droghe clandestine e incontrollabili, i processi e la carcerazione di cittadini coinvolti a vario titolo; le comunità di recupero godono di ingenti finanziamenti assegnati senza controllo sufficiente sul loro operato;

       è’ urgente la ripresa della battaglia antiproibizionista radicale, l’unica in grado di sollevare un serio dibattito e di produrre iniziative popolari e legislative tendenti a un radicale cambiamento di rotta.   
      
       Si intende:

       recuperare e studiare la storia dei processi per disobbedienza civile in Italia, con particolare attenzione alla perdita dei diritti elettorali passivi, alla schizofrenia delle sentenze applicate, alla giurisprudenza maturata;

       porre l’attenzione sulla convergenza “droghe come farmaci”, una duplicità che si è mantenuta nella parola inglese drug, allo stesso tempo farmaco e droga, e che ritorna chiara nelle definizioni dei manuali farmacologici e della Organizzazione Mondiale della Sanità, seconda la quale si dicono farmaci e droghe “ tutti i composti che introdotti in un organismo vivente possono modificarne una o più funzioni” e sviluppare, in sede di studio, di dibattito e di iniziativa politica, i temi: cannabis terapeutica, psicofarmaci, doping, somministrazione di eroina controllata;

       analizzare le nuove diffusioni di sostanze stupefacenti: cocaina, pasticche, ecc., e delle droghe legali come alcool, tabacco e caffeina, consolidando un discorso e un dibattito organico e strutturato sull’uso e l’abuso di sostanze psicoattive;

       allargare il punto di vista in senso transnazionale sui problemi inerenti la coltivazione, il commercio e le legislazioni internazionali, in accordo e in collaborazione con la Lega Internazionale Antiproibizionista, anche attraverso la stesura di un rapporto annuale sul rapporto costi/benefici di politiche e strategie;  

       sostenere l’antiproibizionismo anche su altri temi, come politica di sviluppo sociale e come argine ai fenomeni clandestini incontrollati: prostituzione, aborto, ricerca scientifica, immigrazione ecc.

Appello di Marco Pannella a Tutte le Personalita’ Democratiche, Laico Liberal-Socialiste

(durante la campagna elettorale interrompo momentaneamente il limite autoimposto di un blog al giorno)

Roma, 13 febbraio 2008

Siamo in attesa delle proposte di Walter Veltroni, che ora ci annuncia che ci giungerebbero solamente lunedì prossimo. Rivolgiamo quindi un urgente e caldo

APPELLO
a tutte le personalità democratiche, laico liberal-socialiste a dichiarare di essere pronte ad accettare la candidatura (simbolica o piena) nella lista radicale con capolista Emma Bonino anche e soprattutto al fine di secondare l’accettazione di tale lista nella costituita coalizione fra Partito Democratico e Italia dei Valori, Veltroni e Di Pietro.
Il comportamento e le decisioni radicali saranno conseguenti all’esito di questo invito, gà nelle prossime ore.
Se più forti potremo meglio cercare di immaginare e realizzare tutti i compromessi che possano contribuire ad affermare il carattere modernamente democratico quindi aperto, anche laico socialista liberale e federalista, nonviolento, di universale religiosità umana, del PD e la sua vittoria politico-elettorale , a guida di una coerente coalizione che sia davvero “maggioritaria” e alternativa a quella dei “capaci” (davvero; ma davvero!) di tutto”.
___

PER ADESIONI:
email: segreteria.roma@ radicali. it, info@radicali. it, pannella@radicali. it
Fax: 06.68805396 • Tel: (09.00-21.00) 06.689791, 06.6826

(posto questo appello volutamente senza commento)

Radicali: La Scelta Innominabile

Adesso che ci sono di nuovo le elezioni del Parlamento, uno deve decidere: o fuori, o dentro il sistema politico.

Se uno sta fuori, o rinuncia a tutto e torna al quieto vivere, oppure trova un modo per cambiare le cose “da fuori” (eg, tramite una o mille “rivoluzioni nonviolente“) .

Se preferisce invece stare dentro, e vuole almeno tentare di cambiare le cose, o va con Berlusconi o va con Veltroni; oppure, si costruisce una “Cosa” per se’; oppure, rischia con il primo che passa.

Avendo gia’ vissuto le conseguenze della quarta esperienza (una colossale perdita di tempo), noto che prima ancora che fare lo schizzinoso sui diritti civili o le scelte economiche resta da vedere se uno e’ accettato da Silvio o Walter.

Dubito che Capezzone o Dini fossero nei disegni del secondo. Cinismo o ironia quindi (e le lamentazioni di tante vergini offese dell’ultima ora) non reggono: anzi, il loro ingresso nel PdL e’ una scelta perfettamente logica e (mettendosi dal loro punto di vista) assolutamente condivisibile.

Da rilevare inoltre che i Radicali e Pannella, che adesso (giustamente, se me lo chiedete) mettono i puntini sulle i dei “forcaioli di sinistra” di Di Pietro, sono un fastidio palesemente da dimenticare per il Sindaco di Roma.

A meno di un miracolo, ci sara’ da festeggiare se ad Aprile ci sara’ un deputato di Radicali Italiani, chiamato Emma naturalmente.

E quindi mi chiedo quale alternativa ci sia a quella attualmente “innominabile” .

A meno che non si stia davvero lavorando a una “Cosa Radicale” con la Bonino come candidato Presidente del Consiglio: ma se cosi’ fosse, che stiamo aspettando? E’ gia’ molto tardi per annunciare un’iniziativa del genere.

Oppure, come gia’ detto, si dica: “noi restiamo fuori“. Nella speranza naturalmente, di non dire anche “rinunciamo a tutto, torniamo al quieto vivere“.

Anche Sofri Dubita della Serieta’ del PD…

Piccola posta • da Il Foglio del 6 febbraio 2008, pag. 2 di Adriano Sofri

in un serio partito che voglia fare da sé, ed essere davvero aperto, l’unico veto accettabile è quello contro chiunque voglia imporre veti alla parteci­pazione altrui. I radicali non lo fanno

Trovo assai istruttiva, quanto all’assurdità o peggio dei tempi, la polemica sul bando dei radicali da parte del Partito democratico. Un po’ per lealtà, un po’ perché se ne aspettavano molto meno che gli altri commensali (con quella formula pannelliana, i Capaci di tutto contro i Buo­ni a nulla) i radicali sono stati i più fedeli partecipi della vicenda del governo Prodi, e i meno inclini agli ultimatum e ai calcoli di botteguccia. Emma Bonino si è guada­gnata, come ogni volta che le venga affida­to un incarico di fiducia – come il soldato Nemecsek, pronto a immergersi nella vasca dei pesci rossi, se la consegna è quella – l’apprezzamento di tutti gli osservatori in buona fede. Ai radicali si deve in misura decisiva il più prestigioso dei rari meriti di cui il governo può andar fiero, il voto all’O­nu per la moratoria sulla pena di morte. Ai radicali è stato fatto il torto evidente – e co­me tale riconosciuto in pubblico da alcuni fra i più autorevoli giuristi, in privato da tutti – di sottrarre i seggi in Senato che la lettera della legge, cioè la legge, assegnava loro, capaci oltretutto di dare al governo quella infima maggioranza che ne avrebbe protratto l’esistenza. In una esperienza go­vernativa lungo la quale le cose buone so­no state realizzate non grazie ma nonostan­te o contro la coalizione di governo, e la consumazione di una maggioranza si è bru­ciata fino alla mortificazione e al rigetto di un intero popolo, e l’opposizione è cresciu­ta come un pallone gonfiato senza prende­re alcuna iniziativa degna di memoria, e anzi dando prove intestine di meschinità madornale e sbandierando dalla prima ora fantastici proclami di illegittimità del risul­tato elettorale, i radicali hanno fatto la loro parte costruttivamente facendosene un punto d’onore, come gli ultimi giapponesi di una guerra perduta. Nel corso di questa esperienza, e già alla sua vigilia, hanno am­piamente dissipato una rischiata confusio­ne fra l’americanismo, che rivendicano, e il bushismo, e fra il liberismo, che rivendica­no, e la legge della giungla. Vantando a ra­gione una estraneità ai vizi castali, e anzi una primogenitura nella denuncia della partitocrazia, si tengono alla larga dalla cresta d’onda demagogica, Hanno auspicato costantemente e vigorosamente indulto e amnistia, e non se ne sono pentiti ipocrita­mente quando piovevano pietre forcaiole. Hanno sostenuto, con l’esempio della vita e della morte di militanti e dirigenti politici che dalla loro solidarietà hanno tratto e soprattutto dato forza, da Luca Coscioni a Piergiorgio Welby, battaglie tra le più es­senziali per una nobile idea della politica. Quanto all’aborto, solo una confusione fra la dolorosa libertà di scelta personale del­le donne e l’infamia delle demografie coer­citive di stato può ricacciare su trincee op­poste e accanite persone accomunate da un intimo amore per la vita. I radicali sono lai­ci, ma questo non dovrebbe guastare in nes­sun partito, tanto meno nel Partito demo­cratico. Qualcuno di loro sarà anche mangiapreti, ma i preti contemporanei hanno a loro volta appetito da vendere. Insomma, la mia opinione è che l’idiosincrasia per i ra­dicali sia una brutta malattia, che per giun­ta vede loro come ammalati dal cui conta­gio guardarsi. Ora, in un serio partito che voglia fare da sé, ed essere davvero aperto, l’unico veto accettabile è quello contro chiunque voglia imporre veti alla parteci­pazione altrui. I radicali non lo fanno. Que­sta almeno è la mia opinione.

Un SMS per “Nessuno Tocchi Caino”

Sostieni anche tu la Campagna di Nessuno tocchi Caino “Dalla Moratoria Onu delle esecuzioni all’Abolizione della pena di morte in Africa”.
Per donare 1 euro invia un SMS al 48584 da telefonino personale TIM, Vodafone, Wind e 3 e da telefono fisso abilitato di Telecom Italia.
Per donare 2 euro chiama il 48584 da telefono fisso di Telecom Italia.
La raccolta fondi parte il 17 dicembre e continua fino al 1° gennaio 2008.
Fermiamo la pena di morte. Per fare giustizia non è necessario uccidere.

E Auguri di Buon Natale a tutti!!

Moratoria Pena di Morte: Rassegna Stampa Estera

Una breve rassegna su come la notizia dell’approvazione all’ONU della Moratoria sulla Pena di Morte sia stata trattata sulla stampa estera, con esempi in varie lingue: inglese, francese, tedesco, spagnolo, portoghese, russo (e giapponese).

(n.b.: mi limito ad articoli che vadano al di la’ del riportare semplicemente la notizia)

(1) Sul Los Angeles Times, un commento in inglese dal titolo “Il Colpo alla Morte da parte delle Nazioni Unite” di Louise Arbour, l’Alto Commissario ONU per i diritti umani.

(2) Sul sito BBC News, un Rapporto Speciale in inglese  intitolato “L’ONU vota per un congelamento della pena di morte” con interviste agli Ambasciatori di Singapore e del Messico all’ONU e il piccolo “dettaglio” che solo 51 nazioni mantengono ancora il diritto di usare la pena di morte

(3) Su Euronews, un articolo in francese dal titolo “L’Italia e’ stata fortemente coinvolta in favore di una moratoria sulla pena di morte” e un po’ di altri dettagli su coloro che hanno lottato per ottenere la Moratoria

(4) Sulla Sueddeutsche Zeitung, un pezzo in tedesco intitolato “Le Buone Persone da Roma” sulla Comunita’di Sant’Egidio, anch’essa impegnatasi per la moratoria

(5) Sul Tageseinzeiger svizzero, un editoriale in tedesco dal titolo “Un Atto della Civilta’” che menziona alcune ovvieta’ incluso il fatto che i criminali pericolosi vadano messi in carcere, e che la pena di morte, che piaccia o no, e’ un’azione arrogante e arcaica

(6) In Argentina, su El Mundo un commento in spagnolo “Una vittoria italiana contro la pena di morte” da parte dell’Ambasciatore d’Italia a Buenos Aires, Stefano Ronca.

(7) Sul Diário Digital portoghese, un articolo ben dettagliato “ONU: l’Assemblea Generale approva un appello per una moratória nell’applicazione della pena di morte“, in cui si spiega l’origine del nome “Nessuno Tocchi Caino”.

(8) Sul New York Times, un editoriale in inglese dal titolo “Una Pausa dalla Morte” da me tradotto ieri, in cui si fa riferimento anche alla situazione negli USA.

Ci saranno sicuramente molti altri articoli in altre lingue (per es. in russo), ma per ora mi fermo qui.

Per finire un paio di curiosita’:

(9) Notizia principale (in giapponese) sembra essere stata l’illuminazione (per la Moratoria) del Colosseo.

(10) Su Al Jazeera in inglese la redazione ha aperto per l’occasione un forum dove si discute della abolizione della pena di morte, ma si e’ “dimenticata” di passare la notizia della moratoria.

Moratoria Pena di Morte all’ONU: Editoriale Sul New York Times

Una Pausa dalla Morte – New York Times – 20 Dicembre 2007 
In Fila contro la Pena di MorteInternational Herald Tribune – 21 Dicembre 2007

L’Assemblea Generale dell’ONU ha votato martedì per una moratoria globale sulla pena di morte. La risoluzione e’ non-vincolante; il suo peso simbolico e’ stato a mala pena un soffio nel grande vento delle notizie negli USA, dove il diritto dei governi di uccidere chi ha ucciso e’ incastonato nella legge e nelle abitudini.

Ma per coloro che stanno cercando di allontanare il mondo dall’avere la vendetta mortale come politica governativa, quel voto e’ stato una pietra miliare. La risoluzione falli’ ripetutamente negli anni 90, ma questo volta il voto e’ stato 104-54, con 29 astenuti. Il progresso e’ venuto dall’Europa ed dall’Africa. Nazioni come il Senegal, il Burundi, il Gabon – persino il Ruanda, marchiato dalla vergogna del genocidio – hanno deciso di rigettare la pena di morte come barbarismo ufficiale.

Gli USA, come di consueto, si sono allineati dall’altra parte, con l’Iran, la Cina, il Pakistan, il Sudan e l’Irak. Questa fratellanza di sangue comprende più del 90 per cento delle esecuzioni nel mondo, secondo Amnesty International. La devozione di questi Paesi alla loro sovranita’ e’ rigida, come e’ la loro fede perversa nell’esecuzione come fattore dissuasivo dal crimine ed uno strumento di giustizia civilizzata. Ma al di la’ del Texas, dell’Ohio, della Virginia, del Myanmar, di Singapore, dell’Arabia Saudita e dello Zimbabwe, aumenta il numero di coloro che si aspettano di meglio dall’umanita’.

Molti di quelli non sono nazioni o stati ma gruppi di persone, organizzazioni come la Comunita’ di Sant’Egidio, un movimento cattolico laico cominciato in Italia il cui lavoro ha fatto molto per determinare la riuscita questa settimana del voto nell’Assemblea Generale.

Sono motivati dalla speranza – e ce n’e’ un po’ anche negli USA. La Corte Suprema si occupera’ presto del dibattito sulla crudelta’ delle esecuzioni per iniezioni letali. Lunedi’, il New Jersey e’ diventato il primo Stato USA in 40 anni ad abolire la pena di morte.

Anche quell’evento non e’ stato molto notato in questa nazione. Ma all’estero, i voti a Trenton [New Jersey] e alle Nazioni Unite sono stati considerati notizie meravigliose. Roma ha continuato una tradizione per contrassegnare le vittorie contro la punizione capitale: ha illuminato il Colosseo, dove i Cristiani una volta erano dati in pasto ai leoni, in una luce dorata.

Mancano i necessari riferimenti al Partito Radicale e a Nessuno Tocchi Caino, che hanno dato origine al tutto. Ma rimane comunque significativo che un quotidiano come il NYT (e di concerto, l’IHT che gli appartiene) dedichi un editoriale a quanto alcune anime candide continuano a sostenere essere “una vittoria inutile” se non peggio.

Grillo da Vomito

(1) Ironia sulle morti altrui (dei cosiddetti “giustiziati”)

(2) Disprezzo forcaiolo verso chi come Sergio D’Elia/Nessuno Tocchi Caino e’ riuscito a convincere la maggior parte dei Paesi del mondo a rinunciare alle uccisioni legali

(3) Uso manipolativo dei “propri” morti (quelli sul lavoro)

(4) Completa e malcelata ignoranza dei problemi che ci sono dietro gli incidenti sul lavoro

Quanto sopra fa bruttissima figura nel populismo da quattro soldi sul blog di Beppe Grillo “Appello all’Onu contro la pena di morte in Italia“.

(testo leggermente modificato su richiesta di un lettore)

A Che Serve La Moratoria

Si sentono in giro le solite lagne sul “gesto vuoto e inutile” che sarebbe la Moratoria sulla Pena di Morte appena approvata all’ONU.

Si potrebbe rispondere “Ma perche’ e’ stato cosi’ difficile allora far passare quel documento?“.

Proviamo invece a calmare quelle “anime belle” grazie a un dalemanissimo articolo su “La Repubblica:

[La risoluzione fornisce] un importante strumento di legittimazione politica ai numerosi Governi che vorrebbero applicare la moratoria o addirittura abolire la pena di morte, ma sono ostacolati dall’opinione pubblica interna o da alcuni movimenti politico-religiosi […]

D’ora in poi la questione della pena capitale è iscritta automaticamente all’ordine del giorno di ogni Assemblea Generale, per essere discussa ogni anno […]

D’ora in poi i vari organi dell’ONU sono automaticamente autorizzati a “lavorare” ed operare su questo tema. E già si sa che l’Alto Commissario per i Diritti Umani intende istituire una “task force”, anche per assistere i paesi che vogliono gradualmente introdurre serie limitazioni alla comminazione della pena capitale […]

Ogni anno il Segretario Generale dell’ONU dovrà presentare all’Assemblea Generale un rapporto sull’attuazione della risoluzione approvata ieri: per elaborare questo rapporto, egli dovrà ottenere dagli Stati membri dati e informazioni sulle esecuzioni capitali, sui reati per cui sono state effettuate, nonché sui casi di sospensione dell’esecuzione […]

Moratoria all’ONU: Natale con una Settimana di Anticipo

Il SIGNORE mise un segno su Caino, perché nessuno, trovandolo, lo uccidesse. Genesi 4, 15

104 voti a favore, 54 contro, 29 astenuti. Abbiamo finalmente la Moratoria ONU sulle esecuzioni capitali.

E’ un’occasione davvero straordinaria, con forse l’unica iniziativa politica italiana che abbia mai davvero attraversato l’arco parlamentare, con il Governo Berlusconi a presentare la prima risoluzione nel 1994 e quello Prodi a vederne l’approvazione nel 2007.

Al culmine dell’ecumenismo, il Vaticano ha commentato positivamente quella che e’ stata in ultima analisi l’iniziativa del Partito Radicale.

Come ho gia’ scritto, questo e’ stato il maggior successo della politica estera italiana in 140 anni. Finalmente, si potra’ dire che l’Italia ha dato qualcosa alla politica internazionale, dopo aver inventato il fascismo.

ONU. ASSEMBLEA GENERALE DICE SI ALLA MORATORIA

NESSUNO TOCCHI CAINO: CON APPROVAZIONE RISOLUZIONE ONU INIZIA IL CONTO ALLA ROVESCIA PER PORRE FINE ALLO STATO CHE UCCIDE. DA SUBITO MOBILITATI PER SUA APPLICAZIONE CONCRETA

MORATORIA. PANNELLA, E’ UN SUCCESSO DI TUTTI

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Adesso tocca all’abolizione, naturalmente. E’ partita da ieri 17 dicembre la campagna dell’SMS solidale 48584 a sostegno della campagna di “Nessuno tocchi Caino” “Dalla Moratoria Onu delle esecuzioni all’Abolizione della pena di morte“.

Per donare 1€ invia un SMS al 48584 dal telefonino personale. Per donare 2€ invia il 48584 da telefono fisso Telecom. La campagna è attiva fino al 1° gennaio 2008.

Buon Natale a tutti!

Martedi’ 18 Dicembre: Voto Moratoria ONU sulla Pena di Morte

Era il 1994 quando, per iniziativa dell’Associazione “Nessuno Tocchi Caino” e del Partito Radicale Transnazionale, il Governo Italiano fece votare per la prima volta l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite una risoluzione in cui si chiede una Moratoria sulle esecuzioni capitali nel mondo.

A quel voto, perduto per soli 8 voti, sono seguiti quasi quattordici anni di alti e bassi. Finalmente, il 15  novembre scorso, la Terza Commissione dell’Assemblea Generale ha votato in favore della risoluzione per 99 a 52.

Se la maggior parte di quei 99 non cambieranno idea martedi’ prossimo quando ci sara’ il nuovo voto in Plenaria (intorno alle 16 ora italiana), potremo festeggiare quello che sarebbe forse il maggior successo della politica estera italiana dai tempi del Conte di Cavour.

Interventi su Pace e Energia, Congresso Radicali Italiani

Ho partecipato giovedi’ 1 e venerdi’ 2 novembre a due commissioni del Congresso di Radicali Italiani, in congresso a Padova fino a domenica:

(a) Commissione 3: (Quanti Siamo, Quanto Consumiamo: audiovideo del mio intervento)

Questa e’ la sintesi pubblicata del mio intervento su energia e trasporti:
Maurizio Morabito osserva che in generale le risorse vengono utilizzate indipendentemente dalla quantità disponibile; chiede prudenza nella valutazione degli indicatori quando essi non sono direttamente legati a fatti indiscutibili. Propone che si cerchino soluzioni comuni indipendentemente dalle diagnosi che le originano. Suggerisce un atteggiamento positivo e non catastrofista nell’esposizione dei problemi. Espone alcune proposte concrete su cui è possibile trovare un accordo come la gratuità dei servizi di trasporto cittadino il lavoro remoto, la chiusura dei parcheggi nei centri delle città e la realizzazione di piste ciclabili a carreggiate separate

(b) Commissione 5: (Pace Subito?: audiovideo del mio intervento)

Questa e’ la sintesi pubblicata del mio intervento per un’Enciclopedia della Nonviolenza:
MAURIZIO MORABITO
Un altro aspetto del pensiero gandhiano era quello di pensare alla nonviolenza per gestire i propri conflitti interni. Dobbiamo riconoscere i conflitti interni radicali con i mezzi di comunicazione di massa. Non possiamo non gestrie il conflitto cadendo in un piangisteo nè in una pagliacciata. Come riuscire a ottenere lo spazio?
I modi li conosciamo. Pannella ha avuto spazio adottando metodi molto plateali in passato.
Poi anche la cosa plateale finisce di suscitare interesse. Ci manca l’enciclopedia delle tecniche nonviolente. Ho tradotto un elenco di due studiose americane di tecniche nonviolente, per Notizie Radicali. La mia esperienze è che noi l’abbiamo una associazione dedicata al Satyagraha. A livello locale cosa può fare una associazione? L’Associazione Satyagraha potrebbe raccogliere le diverse tecniche e proporle in maniera consultiva, in modo che ogni associazione possa adottare il metodo che preferisce per fare le sue azioni. Avrei osato pensare ad una mozione da preparare sulla costruzione dell’enciclopedia di tecnica nonviolenta.