Appello di Marco Pannella a Tutte le Personalita’ Democratiche, Laico Liberal-Socialiste

(durante la campagna elettorale interrompo momentaneamente il limite autoimposto di un blog al giorno)

Roma, 13 febbraio 2008

Siamo in attesa delle proposte di Walter Veltroni, che ora ci annuncia che ci giungerebbero solamente lunedì prossimo. Rivolgiamo quindi un urgente e caldo

APPELLO
a tutte le personalità democratiche, laico liberal-socialiste a dichiarare di essere pronte ad accettare la candidatura (simbolica o piena) nella lista radicale con capolista Emma Bonino anche e soprattutto al fine di secondare l’accettazione di tale lista nella costituita coalizione fra Partito Democratico e Italia dei Valori, Veltroni e Di Pietro.
Il comportamento e le decisioni radicali saranno conseguenti all’esito di questo invito, gà nelle prossime ore.
Se più forti potremo meglio cercare di immaginare e realizzare tutti i compromessi che possano contribuire ad affermare il carattere modernamente democratico quindi aperto, anche laico socialista liberale e federalista, nonviolento, di universale religiosità umana, del PD e la sua vittoria politico-elettorale , a guida di una coerente coalizione che sia davvero “maggioritaria” e alternativa a quella dei “capaci” (davvero; ma davvero!) di tutto”.
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PER ADESIONI:
email: segreteria.roma@ radicali. it, info@radicali. it, pannella@radicali. it
Fax: 06.68805396 • Tel: (09.00-21.00) 06.689791, 06.6826

(posto questo appello volutamente senza commento)

Walter come Barack? Per il momento, come Hillary

Tante Scuse al Partito Democratico

(o forse no!)

Nei mesi presenti, passati e futuri non ebbi/ho/avro’ mai remora nell’esprimere tutte le mie critiche riguardo il Partito Democratico…il fatto e’ che il PD, per un motivo o per l’altro, continua a suscitare in me inarrestabili moti di riso.

Sono riusciti a incasinare anche la semplicissima operazione del “corriamo da soli”, con le porte chiuse ad alcuni e socchiuse ad altri (in un’ignobile serie di meschinita’) .

Intendiamoci, l’idea di fondo del PD e’ buonissima, anzi andava gia’ fatto venti anni fa. Speriamo pero’ che Veltroni abbia il coraggio di fare quello che c’e’ da fare, altrimenti rimarra’ un “partito crudo”.

Anzi, comincio a temere che in caso di vittoria PD ad Aprile, ci
ritroveremmo con un governo sgangherato all’estremo. Ecco un altro motivo per Silvio Berlusconi di fare tanto chiasso per avere le elezioni adesso.

E un po’ di costruttivita’ ? Eccola:

(1) APERTURA del PD a tutti gli interessati
(2) SMANTELLAMENTO IMMEDIATO delle gerarchie pre-esistenti
(3) Costruzione di un partito NUOVO partendo dalle fondamenta e non da vertice

E’ la ricetta del “Partito delle Liberta’“, tutto sommato, di facciata o meno che sia. E invece quelli sono ancora a fare i giochetti fra di loro come ai tempi di Botteghe Oscure…

e quindi adesso si torna a parlare di conflitto di interessi, quando potevano risolverlo (almeno, nel caso di Retequattro) due mesi fa: mentre comandavano loro

Anche Sofri Dubita della Serieta’ del PD…

Piccola posta • da Il Foglio del 6 febbraio 2008, pag. 2 di Adriano Sofri

in un serio partito che voglia fare da sé, ed essere davvero aperto, l’unico veto accettabile è quello contro chiunque voglia imporre veti alla parteci­pazione altrui. I radicali non lo fanno

Trovo assai istruttiva, quanto all’assurdità o peggio dei tempi, la polemica sul bando dei radicali da parte del Partito democratico. Un po’ per lealtà, un po’ perché se ne aspettavano molto meno che gli altri commensali (con quella formula pannelliana, i Capaci di tutto contro i Buo­ni a nulla) i radicali sono stati i più fedeli partecipi della vicenda del governo Prodi, e i meno inclini agli ultimatum e ai calcoli di botteguccia. Emma Bonino si è guada­gnata, come ogni volta che le venga affida­to un incarico di fiducia – come il soldato Nemecsek, pronto a immergersi nella vasca dei pesci rossi, se la consegna è quella – l’apprezzamento di tutti gli osservatori in buona fede. Ai radicali si deve in misura decisiva il più prestigioso dei rari meriti di cui il governo può andar fiero, il voto all’O­nu per la moratoria sulla pena di morte. Ai radicali è stato fatto il torto evidente – e co­me tale riconosciuto in pubblico da alcuni fra i più autorevoli giuristi, in privato da tutti – di sottrarre i seggi in Senato che la lettera della legge, cioè la legge, assegnava loro, capaci oltretutto di dare al governo quella infima maggioranza che ne avrebbe protratto l’esistenza. In una esperienza go­vernativa lungo la quale le cose buone so­no state realizzate non grazie ma nonostan­te o contro la coalizione di governo, e la consumazione di una maggioranza si è bru­ciata fino alla mortificazione e al rigetto di un intero popolo, e l’opposizione è cresciu­ta come un pallone gonfiato senza prende­re alcuna iniziativa degna di memoria, e anzi dando prove intestine di meschinità madornale e sbandierando dalla prima ora fantastici proclami di illegittimità del risul­tato elettorale, i radicali hanno fatto la loro parte costruttivamente facendosene un punto d’onore, come gli ultimi giapponesi di una guerra perduta. Nel corso di questa esperienza, e già alla sua vigilia, hanno am­piamente dissipato una rischiata confusio­ne fra l’americanismo, che rivendicano, e il bushismo, e fra il liberismo, che rivendica­no, e la legge della giungla. Vantando a ra­gione una estraneità ai vizi castali, e anzi una primogenitura nella denuncia della partitocrazia, si tengono alla larga dalla cresta d’onda demagogica, Hanno auspicato costantemente e vigorosamente indulto e amnistia, e non se ne sono pentiti ipocrita­mente quando piovevano pietre forcaiole. Hanno sostenuto, con l’esempio della vita e della morte di militanti e dirigenti politici che dalla loro solidarietà hanno tratto e soprattutto dato forza, da Luca Coscioni a Piergiorgio Welby, battaglie tra le più es­senziali per una nobile idea della politica. Quanto all’aborto, solo una confusione fra la dolorosa libertà di scelta personale del­le donne e l’infamia delle demografie coer­citive di stato può ricacciare su trincee op­poste e accanite persone accomunate da un intimo amore per la vita. I radicali sono lai­ci, ma questo non dovrebbe guastare in nes­sun partito, tanto meno nel Partito demo­cratico. Qualcuno di loro sarà anche mangiapreti, ma i preti contemporanei hanno a loro volta appetito da vendere. Insomma, la mia opinione è che l’idiosincrasia per i ra­dicali sia una brutta malattia, che per giun­ta vede loro come ammalati dal cui conta­gio guardarsi. Ora, in un serio partito che voglia fare da sé, ed essere davvero aperto, l’unico veto accettabile è quello contro chiunque voglia imporre veti alla parteci­pazione altrui. I radicali non lo fanno. Que­sta almeno è la mia opinione.

La Piu’ Grave Offesa a Prodi

L’orrendo modo in cui il Presidente del Consiglio Prodi e’ stato letteralmente gettato via da chi lo aveva fatto leggere non promette molto di buono sul futuro almeno immediato del PD. Accontentiamoci pero’, una volta lo avrebbero sbianchettato dalle fotografie: adesso fanno solo finta che non sia mai esistito…

Di Cosa Si Puo’ Parlare nel Partito Democratico?

Dell’eredita’ comunista? No. Dell’eredita’ democristiana? No. Dei dettami della CEI? Neppure. Dell’importanza della laicita’? Manco per niente.

Ecco spiegato perche’ Walter e’ il leader insipido di un partito ancora crudo.

Non disperiamo: esiste una cosa di cui si puo’ parlare, nel Partito Democratico (a parte lo spartirsi delle poltrone). Si chiama Berlusconi e ha il gran merito di unire la politica italiana: o con lui, o contro di lui.

E quindi quei poveretti del PD non possono che pregare che Silvio sia politicamente attivo per lustri a venire.

Deficienza nel Partito Democratico

Angelo Panebianco si accorge sul Corriere della Sera di oggi 10 gennaio 2008 che il Partito Democratico e’ schizofrenicamente combattuto fra la sua ala laica e quella cattolica intransigente (“LAICI E CATTOLICI NEL PD – L’INCONTRO MANCATO“).

Mi permetto di fare due appunti:

(1) Il PD come al solito si dimostra un’idea assurda, una pappetta fatta con la mollica di un mese fa e la verdura del secolo scorso, per far parte della quale occorre essere parecchio deficienti (di senso dell’umorismo, naturalmente).

(2) Contrariamente a quanto dice Panebianco, l’eventuale fallimento del Partito Democratico sarebbe un toccasana per il sistema politico, perche’ libererebbe tutte quelle forze al momento mummificate nel ripetere le antiche logiche cospiratorie e imparate a Botteghe Oscure e Piazza del Gesu’.

Forse la prossima sconfitta elettorale non sarebbe poi una cosi’ cattiva idea, per “rimettere le cose a posto” nel senso di far nascere un PD nuovo e che punti al futuro.

Notizie dal Partito Smembro-(demo)-cratico

Il carrozzone comandato (scusate la battuta) da Walter Veltroni ha ricevuto oggi ben due contributi decisamente significativi…

Sul lato preti, il Cardinale Bertone si e’ candidato a un Premio per la Comicita’ dicendo che il Partito Democratico non deve “mortificare i cattolici”. Mortificare? Mortificare??? Ma se c’hanno la sede di fronte all’unica Chiesa di Roma aperta 24h? E il leader (scusate, ancora…) non e’ neanche capace di far approvare il riconoscimento delle unioni di fatto nel Comune di Roma (figuriamoci al Parlamento).

Bertone sembra anche aver scoperto che il PCI era anch’esso fautore dello Stato Etico, e quindi Togliatti e Berlinguer parlavano la stessa lingua di certa gerarchia cattolica odierna. Non mi sembra proprio che ci sia niente di cui vantarsi.

Sul lato mangiapreti, invece, Piergiorgio Odifreddi, ultimo difensore della Vera Laicita’, ha cosi’ tanto terrore di considerare finanche la possibilita’ di un’esistenza “spirituale” , da non poter esimersi dall’inficiare i suoi giustissimi discorsi sulla separazione fra Chiesa e Stato con insulti di bassa lega (ufo e astrologia oggi, babbo natale l’anno scorso) in una maniera cosi’ vetusta che finanche Gramsci se ne era voluto allontanare.

Come faranno tutti questi signori a convivere nello stesso Partito, sara’ un mistero che bisognera’ davvero vedere per credere.

Travaglio-Gomez-Corrias: Turbinio A Sinistra

Marco Travaglio, insieme agli evidentemente meno querelati Pino Corrias e Peter Gomez, tiene un blog di politica italiana “Voglio Scendere” sul Il Cannocchiale.

La prima cosa che viene in mente e’ che se qualcuno volesse davvero “scendere” dal carrozzone Italia, ci sono decine di Paesi europei dove emigrare senza aver bisogno di un permesso di lavoro…chissa’!

Quello che si nota comunque nella pagina che mostra oggi i blog dal 3 al 27 dicembre 2007, e’ che i Nostri non hanno ancora stabilito se il sottotitolo del loro sito debba essere “Tutta Colpa di Berlusconi“, oppure “Tutta Colpa di Tutti i Politici” oppure “Aspettiamo Con Fiducia il Partito Democratico (e nel frattempo, buttiamo un po’ di fango su tutti gli altri)” (un atteggiamento, quest’ultimo, perfettamente speculare a quello di chi nel 1993-94 si avvicino’ al Cavaliere “a scatola chiusa”).

Il risultato e’ un turbinio di commenti in principio interessanti quanto assolutamente di parte e quindi. in ultima analisi, pleonastici.

Invece che una denuncia del malcostume italiano, “Voglio Scendere” si avvicina pericolosamente ad esserne uno dei tanti sintomi.

Jar Jar Veltroni

Veltroni a capo del Partito Romanista

Roma, 19 Ottobre (MNN) – Dopo aver deciso di spendere solo 250mila euro all’anno per l’affitto della nuova sede di fronte al Circo Massimo, Walter Veltroni ha risolto anche la spinosa questione delle Bandiere del Partito Democratico.

Una meta’ del partito insisteva per il ‘rosso nostalgia‘, un’altra meta’ per il ‘giallo dell’Avvenire‘ (detto anche ‘xanthovaticano’). Per evitare discordie abbiamo scelto di affiancarli“.

Veltroni ha poi annunciato che di conseguenza il Partito Democratico verra’ rinominato in “Forza Roma“.

(da non confondere con “Forza Italia” nonostanto i due leader finiscano entrambi cogli “oni“)

Secondo alcune voci, la corrente di sinistra-centro di Forza Roma avrebbe preferito mescolare le due passate tradizioni nel colore arancione.

Ma Veltroni ha dichiarato “Saremmo sembrati monaci buddhisti. Io appoggio il popolo della Birmania, ma ho deciso altrimenti per un motivo di opportunità, per cercare di evitare, vista la mia posizione, ogni possibile contraccolpo per il governo del Myanmar“.

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ps Il remake aggiornato di una fortunata serie editoriale e cinematografica si intitolera’ dunque “Don Peppone“???

il Pd […] potrà pure contare, e magari non è un caso, sulla vicina chiesa di Santa Anastasia: l’unica di Roma aperta giorno e notte perché è lì che i fedeli vanno a chiedere la grazia.

Novita’ Nel Partito Democratico

Marcio A Sinistra

C’e’ un problema ben evidente nella “Sinistra” italiana, intendendo con quel termine piu’ o meno dai DS in poi. Ed e’ che a quasi venti anni dalla fine del Comunismo europeo, la Sinistra italiana continua a puzzare.

Puzza di veterocomunismo nei suoi modi sgarbati di trattare chi la pensi diversamente (si veda la confusione sulla candidatura Pannella alla segreteria del PD). Puzza di migliorismo quando cerca di trattare l’intero resto dell’umanita’ dall’alto in basso, come il candidato a peggiore Ministro degli Esteri della Repubblica continua a fare dalle Alpi alle Piramidi, volevo dire dalla Palestina all’Afghanistan (e come dimostrato dall’invenzione completamente dirigenziale del risibilmente nominato Partito Democratico).

Puzza anche di bolscevismo, nel disinvolto entrare ed uscire da una certa etica politica a seconda della convenienza del momento, cosa che impedisce loro di prendere in mano quelle lotte per i diritti civili che non hanno ancora deciso se supportare o no (e meno male che le ultime intercettazioni verranno rese pubbliche).

E’ un vero peccato perche’ la tradizione filo-operaia italiana, arrivata tramite Gramsci e perche’ no anche tramite quel Togliatti che partecipo’ all’Assemblea Costituenete ed evito’ accuratamente la guerra civile (cosa che invece non successe in Grecia), contiene in se’ gran parte delle idee socialdemocratiche che altrove hanno avuto modo di vedere la luce senza preconcetti su lotta di classe o capitalismo (non dimentichiamoci che “dall’altra parte” c’e’ una tradizione statalista a ogni livello dei ceti dirigenti, inclusi quelli industriali e bancari troppo spesso volenterosi nel cercare i morbidi cuscini del corporativismo).

Percio’ quando Berlusconi si lamenta dei “comunisti” evitiamo di cadere nelle solite inutili questioni su chi ha sulla carta rinunciato a riformare la societa’ abolendo la proprieta’ privata. Non e’ quello, il comunismo che continua a perseguitare la politica e la societa’ italiana. Il “comunismo” cui fa riferimento il Cavaliere e’ uno stato mentale, sterilmente cospiratorio e protestatario, piu’ che un pensiero politico serio.

Il risultato comunque e’ che la “Sinistra” e’ fondamentalmente incapace di governare, e intrinsecamente prona alle lotte intestine (in tutti i sensi) a colpi di pugnalate (virtuali) alle spalle. La sofferenza con cui vive il governo Prodi ogni giorno che passa non fa prevedere che la sconfitta, alle prossime elezioni: sconfitta sicuramente ben accolta da parte della “Sinistra” che potra’ tornare a protestare in pace 😎 invece di dover fare e quindi scegliere.

Poveretti, i DS, e quelli di Rifondazione e Come-Caspita-Si-Chiamano-Tutti-Quei-Partitini-A-Sinistra-dei-DS: perche’ in fondo non e’ colpa loro, ma di chi li ha educati, chi ha fatto crescere la presente classe dirigente nella quasi totale interezza nel mondo leninista-stalinista di Botteghe Oscure, dove il Partito ha giustificato tutti i mezzi, evidentemente per fin troppo tempo.

L’Idolo del Partito Democratico: Clinton, o Honecker?

A cosa penseranno mai i nuovi membri del nascente Partito Democratico in Italia: a Bill Clinton e ai Democratici americani, o a Erich Honecker, il dittatore comunista della Repubblica Democratica Tedesca?

Il leader radicale Marco Pannella non potrà partecipare come candidato alle primarie per la segreteria del Partito democratico. Lo ha stabilito l’ufficio di presidenza del nascituro soggetto politico unitario, riunitosi questa mattina nella sede di piazza Santi Apostoli a Roma. I sei membri che compongono l’organismo (Maurizio Migliavacca, Antonello Soro, Mario Barbi, Vittoria Franco, Patrizia Toia e Lella Massari) avrebbero maturato la valutazione secondo la quale la candidatura di Marco Pannella risulta nettamente in contrasto con il regolamento e lo spirito della Costituente del Partito democratico.

Veltroni Si Da’ Alle Barzellette

Referendum, Veltroni al comitato: “Non firmo ma vi sostengo”

Non sottoscrivo perché candidato al Pd che fa parte di una maggioranza nella quale ci sono opinioni diverse

Insomma: primo non scegliere. E guai a chi alza la testa.

Come scritto in un commento precedente a un mio blog…cosa possiamo aspettarci da un Paese che ha la forma di una scarpa?