Chi E’, Il Cattolico?

Ho abbastanza esperienza nel discutere con non-cattolici per non essere sorpreso per niente quando alcuni vogliono stabilire chi sia e chi non sia, appunto, Cattolico. Spesso, specialmente coloro che si dichiarano atei illustrano la loro illusione che un Cattolico è una persona che segue i precetti della Chiesa Cattolica, e concorda con tutto ma proprio tutto ciò che il Papa dice.

Semplicemente, questo non è vero.

Non c’è nessuno, nemmeno un Arcivescovo o un Papa, che può dichiarare chi sia, e chi non sia Cattolico. La Chiesa Cattolica non è una associazione culturale, o un partito politico. Non vi è alcuna tessera, nessun esame di ingresso, e nessuna procedura di espulsione. Al massimo, ci si può trovare all’uno o l’altro livello di “scomunica”, che di per sé è una conferma del fatto che uno è, naturalmente, un Cattolico.

Semplicemente, un Cattolico è chi (sinceramente. ..) ritiene di essere un Cattolico. La Chiesa Cattolica è la comunità di persone che (sinceramente…) credono di essere Cattolici.

Naturalmente si potrebbe discutere su chi sia e chi non sia un buon cattolico. Il Papa e la maggior parte dei Cardinali su questo punto andranno d’accordo, ma allo stesso tempo uno o più tra i fedeli puo’ avere un diverso punto di vista sullo stesso argomento. Alla fine della fiera, l’anelito per essere una buona persona è proprio questo: un anelito, un “vivo desiderio“. Noi non siamo angeli.

Porta Pia: Considerazioni Finali

Si e’ appena concluso il convegno “Roma 20 settembre 1870, data epocale del mondo contemporaneo? Eredità e attualità”, organizzato a Londra e con la partecipazione di Emma Bonino e Marco Pannella, piu’ uno stuolo di studiosi di varia nazionalita’ (italiani, francesi, un olandese, due ungheresi, due inglesi, etc etc).

E’ stato un incontro molto interessante che speriamo si traduca presto in un nuovo convegno allargato a personalita’ anche non esattamente laiche. Ho avuto l’opportunita’ di presentare e commentare alcune parti della lettera di Vittorio Emanuele II a Pio IX, datata 8 settembre 1870, missiva curiosamente assente dal web in Italiano finche’ non l’ho tradotta personalmente secondo quanto riportato all’epoca dal New York Times.

Quali conclusioni? Il particolare piu’ interessante e’ stato scoprire che la fine del Potere Temporale il 20 settembre 1870 ha portato alla disfatta del clericalismo…in Francia! Le ramificazioni nella politica transalpina sono durate per vari decenni, infatti, e a un’improvvida propaganda filoborbonica che voleva addirittura una guerra fra la Francia e l’appena unita Italia si oppose con successo un movimento anticlericale che poi con Gambetta portera’ alla disistituzionalizzazione quasi completa della Chiesa Cattolica in suolo francese.

Per l’Italia invece c’e’ poco da celebrare, e la possibilita’ che per esempio il movimento liberale di ispirazione mazziniana possa aver vinto qualcosa, e’ un grosso punto interrogativo. Addirittura, due dei relatori, la Professoressa Riall esperta di Garibaldi, e il Professor Viaene che ha parlato della risposta vaticana al XX settembre, hanno praticamente detto quanto ho scritto ieri, a proposito della prima giornata: e cioe’ che in fondo in fondo e’ stato Pio IX a “vincere”, trasformando il Papato nella forma moderna e universale che conosciamo adesso, ben al di la’ del semplice Capo di Stato che era stato fino a quel momento.

Cosa rimane da fare? Molto, anzi moltissimo. Anche per il bene della Chiesa, e dei Cattolici, come ha sottolineato Pannella dimostrando che esiste anche la possibilita’ di essere laici senza per questo disprezzare chi non lo sia.

Porta Pia: Considerazioni al Termine della Prima Giornata

Il convegno “Roma 20 settembre 1870, data epocale del mondo contemporaneo? Eredità e attualità” a Londra oggi venerdi’ 19 e domani sabato 20 settembre in occasione dell’anniversario della fine del Potere Temporale, e’ partito con il piede giusto, una serie di interventi interessanti sul contesto politico della “breccia” a livello europeo, inclusa la situazione in Francia e in Ungheria, e un’analisi della situazione riguardo la firma del Concordato nel 1929.

Il clou e’ stato l’intervento finale di oggi, di Emma Bonino, quando e’ stato letto un contributo di Adriano Sofri riguardo la storia dietro al quasi sconosciuto quadro “Gli ultimi momenti di Giuseppe Mazzini” di Silvestro Lega.

Gli ultimi momenti di Giuseppe Mazzini

Gli ultimi momenti di Giuseppe Mazzini

Vediamo come evolveranno le cose domani ma finora non ho sentito niente che possa smentire la mia sensazione diffusa che, centotrentotto anni dopo, ad aver vinto sia stato Pio IX, e ad aver perso sia stato proprio Mazzini (il quale, rinchiuso il 13 agosto 1870 nella fortezza di Gaeta, fu molto rattristato a vedere Roma cadere nelle mani del Regno d’Italia, come riferito dalla Bonino).

Pio IX, infatti, all’epoca si era appena fatto dichiarare infallibile, aprendo la strada all'”Imperatore Spirituale” che e’ il Papa moderno. Avendo poi gia’ tutte le garanzie riguardo il mantenimento della Citta’ del Vaticano, come suggerito nella lettera dell’8 settembre 1870 di Vittorio Emanuele II, Pio IX decise di non far arrendere le truppe pontificie nonostante l’ovvia superiorita’ di quelle italiane, chiedendo invece al Comandante del suo esercito, il Generale tedesco Conte d’Armin, di opporre una minima resistenza…quanto bastasse insomma perche’ nessuno potesse dire che Roma fosse stata consegnata dal Papa all’Italia, gettando le basi di decenni di negoziati intorno alla “Questione Romana”.

Vittorio Emanuele II, dal canto suo, nella lettera dice esplicitamente di voler occupare Roma per evitare un ritorno delle “forze cosmopolite”: cioe’, di quelle forze liberali/repubblicane che evidentemente all’epoca si rifacevano a Mazzini stesso.

Con il Concordato firmato 59 anni dopo la “Breccia” e lo Stato mussoliniano trasformato praticamente in un ibrido clerical-fascista; con l’avvento della Repubblica nel 1948 ma sotto il controllo costante delle Democrazia Cristiana; con le ingerenze post-1992 senza ormai piu’ freno da parte dei Vescovi italiani nella politica…insomma, sembrerebbe proprio che se tornassero oggi redivivi, a sorridere sarebbe Pio IX e non certo Giuseppe Mazzini.

Porta Pia: Il Testo della Lettera di Vittorio Emanuele II al Papa

Questa lettera, di fondamentale importanza per comprendere alcuni retroscena della “Breccia di Porta Pia“, scritta l’8 settembre 1870 a Firenze da Vittorio Emanuele II, Re d’Italia, a Papa PIo IX, non sembra esistere in alcuna forma su internet, in italiano, (anche se ne fanno cenno alcuni siti) e l’ho trovata solo negli archivi in inglese del New York Times. Alcuni spunti interessanti:

  1. VE-2 si presenta come difensore della monarchia, del papato, e del quieto e ordinato vivere CONTRO le “forze cosmopolite”, quelle che noi probabilmente chiameremmo “laiche e democratiche”
  2. Viene anche agitato lo spauracchio dell’agitazione popolare contro la presenza di truppe straniere, cioe’ francesi soprattutto
  3. L’idea dello Stato della Citta’ del Vaticano e’ esplicitata chiaramente

Santissimo Padre: Con l’affetto di un figlio, con la fede di un Cattolico, con la lealta’ di un Re, con il sentimento di un Italiano scrivo di nuovo, come ho gia’ fatto in passato, al cuore di sua Santita’.

Una tempesta piena di pericoli minaccia l’Europa. Favorito dalla guerra che devasta il centro del Continente, il partito della rivoluzione cosmopolita aumenta in coraggio e in audacia, e si sta preparando a sferrare, specialmente in Italia e nelle province governate da sua Santita’, gli ultimi colpi alla monarchia e al Papato.

Lo so, Santissimo Padre, che la grandezza della vostra anima non sara’ mai inferiore alla vastita’ degli eventi, ma io, un Re Cattolico e un Re Italiano, e in quanto tale guardiano e sicurezza per bonta’ della Divina Provvidenza e per volonta’ della nazione dei destini di tutti gli Italiani, sento il dovere di prendere la responsabilita’, di fronte all’Europa e al Cattolicesimo, di mantenere l’ordine nella penisola, e la sicurezza della Santa Sede.

Adesso, Santissimo Padre, lo stato d’animo delle popolazioni governate da Sua Santita’, e la presenza fra di loro di truppe straniere provenienti da posti diversi e con intenzioni diverse fra loro, sono una fonte di agitazione e di pericoli evidenti a tutti. La sorte o l’effervescenza delle passioni puo’ portare alla violenza e a uno spargimento di sangue, che e’ mio dovere e vostro, Santissimo Padre, evitare e prevenire.

Vedo come irrevocabile necessita’ per la sicurezza dell’Italia e della Santa Sede che le mie truppe che gia’ sono di guardia alle frontiere, avanzino e occupino le posizioni che saranno indispensabili per la sicurezza di sua Santita’ e per il mantenimento dell’ordine.

Sua Santita’ non vorra’ vedere un atto ostile in questa misura di precauzione. Il mio Governo e le mie forze si limiteranno assolutamente ad un’azione che conservi e tuteli i diritti, facilmente riconciliabili, della popolazioni romane con l’inviolabilita’ del Sovrano Pontefice e della sua autorita’ spirituale, e con l’indipendenza della Santa Sede.

Se sua Santita’, come non dubito, e come il suo carattere sacro e bonta’ dell’animo mi fa sperare, e’ ispirato con una volonta’ uguale alla mia ad evitare ogni conflitto e a rifuggire il pericolo della violenza, sara’ capace di intraprendere, con il Conte Ponza di San Martino che vi presenta questa lettera, e che ha ottenuto le istruzioni necessarie dal mio Governo, quelle misure migliori che condurranno al fine desiderato.

Vorra’ sua Santita’ permettermi di sperare ancora che questo momento, cosi’ solenne per l’Italia come per la Chiesa e per il Papato, sara’ occasione per l’esercizio di quello spirito di benevolenza che non e’ mai stato estinto dal suo cuore, verso questa terra, che e’ anche la sua nazione, e di quei sentimenti di conciliazione che ho sempre cercato con infaticabile perseveranza di tradurre in azioni, in modo che mentre vengono soddisfatte le aspirazioni nazionali, il Capo della Cattolicita’, circondato dalla devozione della popolazioni italiane, possa conservare sulle rive del Tevere una sede gloriosa indipendente da ogni sovranita’ umana?

Sua Santita’, nel rimuovere da Roma le truppe straniere, nel liberarla dal continuo pericolo di diventare il campo di battaglia per i partiti sovversivi, avra’ compiuto un lavoro meraviglioso, dato pace alla Chiesa, e mostrato all’Europa, scioccata dagli orrori della guerra, come grandi battaglie possano essere vinte e immortali vittorie ottenute con un atto di giustiza e con una singola parola di affetto.

Prego sua Santita’ di concedermi la sua benedizione Apostolica, e rinnovo a sua Santita’ l’espressione del mio profondo rispetto.

A sua Santita’ dal piu’ umile, piu’ obbediente, e piu’ devoto figlio

Vittorio Emanuele
Firenze, 8 Settembre, 1870

Curiosi Avvenimenti Intorno A Porta Pia

Manca poco meno di un mese all’ennesimo anniversario riguardo Porta Pia (20 settembre 1870, per chi non se lo ricordasse). Un paio di curiosita’ in proposito:

  • In base a un resoconto dell’epoca (dal New York Times), il 14 settembre Pio IX avrebbe annunciato un Plebiscito sullo status delle aree ancora controllate dal Papa (in pratica, solo il Lazio) . Questo cambierebbe un po’ la storia “lineare” della vittoria del Regno d’Italia cui sarebbe poi seguito il classico “plebiscito” per l’annessione al Regno.
  • In una lettera a Pio IX (lettera il cui testo in italiano non ho ancora trovato), Vittorio Emanuele II dice di dover agire per difendere Roma e l’Italia “dalle forze cosmopolite” e “sovversive”. E quindi non esplicitamente per ripulire il Papato dal Potere Temporale. Non si tratta di una questione trascurabile, perche’ proprio quella lettera consenti’ per esempio al Primo MInistro britannico Gladstone di non dover intervenire militarmente in difesa di Pio IX, nonostante le pressioni ricevute dall’Irlanda (all’epoca, parte dell’Impero della Regina Vittoria)
  • Per “caso” cioe’ no, in quegli stessi mesi c’erano altri grandi cambiamenti: la Prussia vinceva la guerra contro la Francia di Napoleone III, il quale abdicava; la Germania veniva riunificata lasciando la Cattolicissima Austria fuori; e il Papa era appena riuscito a farsi dichiarare “infallibile” dal Concilio Vaticano I. Diventando quindi l’ultimo Papa Re, e il primo Papa moderno.

Comicita’ Involontaria sul Papa a Sydney

Dalla prima pagina di Repubblica.it, un episodio che ricorda quei vecchi sketch di Mirabella e Garrani, quando la notizia a furia di essere condensata e poi ricondensata per arrivare a un titolo, finiva completamente stravolta. Si legge infatti stasera:

500 mila con il Papa: “Basta conformismo”

Al che a uno viene da chiedersi…ma se non sono conformisti che ci fanno assieme a altre 499mila499 persone?

tsk tsk!!

Il discorso originale e’ naturalmente piu’ serio e si trova a questo link.

Quando i Vescovi Italiani Smetteranno di Fare i Politici…

…non sara’ mai troppo presto.

Prendiamo il caso di Eluana Englaro. Levate di scudi da parte di Eminenze e collaboratori contro la sentenza che a detta di tutti, giudici e avvocati inclusi, permettera’ alla volonta’ di Eluana stessa di essere messa in atto, in perfetto accordo con la Costituzione Italiana…e con il Catechismo della Chiesa Cattolica (!!):

2278 L’interruzione di procedure mediche onerose, pericolose, straordinarie o sproporzionate rispetto ai risultati attesi può essere legittima. In tal caso si ha la rinuncia all’« accanimento terapeutico ». Non si vuole così procurare la morte: si accetta di non poterla impedire. Le decisioni devono essere prese dal paziente, se ne ha la competenza e la capacità, o, altrimenti, da coloro che ne hanno legalmente il diritto, rispettando sempre la ragionevole volontà e gli interessi legittimi del paziente.

Notare bene l’uso della congiunzione “o”. Secondo quanto insegna la Chiesa (e non i Vescovi) il paziente (o in caso di incapacita’, il tutore legale) puo’ decidere di INTERROMPERE LE PROCEDURE MEDICHE nel caso avvenga ANCHE UNA SOLA di queste condizioni:

(a) le procedure mediche sono onerose, OPPURE
(b) le p.m. sono pericolose, OPPURE
(c) le p.m. sono straordinarie, OPPURE
(d) le p.m. sono sproporzionate

Voglio proprio incontrare qualcuno che riesca a dimostrare come per esempio la condizione d) non si applichi nel caso di Eluana, visto che la speranza di una qualsiasi interazione con il mondo esterno e’ zero virgola zero zero zero.

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E perche’ mai i Vescovi italiani dovrebbero sprecarsi cosi’ tanto al punto da andare CONTRO i dettami scritti papali papali dal futuro Benedetto XVI? Ma perche’ quelli fanno politica, in Italia, e si preoccupano delle leggi degli uomini invece di occuparsi delle anime del Signore.

Preghiamo: Affinche’ alla CEI qualcuno rilegga Matteo, 6:24 e Giovanni, 18:36.

Da Bolzano a Pantelleria, il Nuovo Stato della Chiesa

Con il Papa che bene dice (di) Berlusconi, e Famiglia Cristiana che lo attacca per due settimane di fila, bisogna prendere atto del fatto che il Vaticano occupa in questo momento circa 301’318 chilometri quadrati.

Chi volesse contare qualcosa in Italia adesso farebbe certamente meglio a farsi nominare Vescovo, invece che parlamentare…

Nella Sudditanza del PD, la Speranza Liberale e Libertaria e’ Della Vedova

Buono l’intervento del 7 giugno di Benedetto Della Vedova, l’anima liberale/libertaria del PDL, il quale ha detto al Corriere che “Il Pdl non può diventare il partito del Papa” e che deve invece essere “quello che ha detto Berlusconi in campagna elettorale: un partito anarchico (cioè liberale) sul piano dei valori, un partito che rifugge da un’etica di Stato e quindi da un’etica di partito“.

Anarchico” mi sembra proprio la definizione giusta del PdL, almeno quello definito in campagna elettorale da Berlusconi (quando le dichiarazioni contavano) come “[senza] una posizione ufficiale su molti temi di rilevanza etica” e che quindi “lascia tutto alla libertà di coscienza dei singoli” (e infatti fu rimproverato da Famiglia Cristiana).

Anzi, a rivedere quello che e’ successo negli ultimi giorni, considerando anche il fatto che Berlusconi non dovra’ presentarsi agli elettori, mi sembra chiaro che non sia il PDL ad essersi inchinato alla CEI, ma il contrario. Cosa ha detto infatti il Papa, se non che e’ contento di lasciare tutto in mano al Primo Ministro?

E nel PD? Se ne accorgeranno? E come si muoveranno di fronte al Silvio Pigliatutto? Nel frattempo sono in completa balia dei “cattolici”

I Radicali, chissa’? Dovevano mettere a soqquadro il Parlamento, e invece sono incastrati nella logica degli schieramenti.

A quando lo scioglimento nel PD, cosi’ smettiamo di prenderci il giro?

E Se Fosse Tutta Colpa di Leone XIII?

Dice Michele Boldrin su noisefromamerika (“De te fabula narratur“,  8 Aprile 2008):

[...] la scelta del Programma del Pd: riduzione della pressione fiscale (agendo sull’Irpef o con la contribuzione figurativa) sulla quota di salario da contrattazione di secondo livello [azienda, territorio, distretto] [e'] una burla che mira solo a mantenere il potere dei bonzi sindacali romani.[...]

[...] L’unica cosa decente del governo BS 2001-2006 – aver tentato di fare a meno della paralizzante concertazione nel produrre le poche cose utili come la legge Biagi – per lui, per la testa pensante “”economica”” e “”liberista”” del PD, QUESTA è la grande colpa. Lì è la grande differenza che vuole sottolineare: che lui ed i suoi compagni democratici con i sindacati intendono continuare a “concertare” l’economia italiana [...]

E’ quindi confermato: Veltroni “partito democratico, e’ ritornato democristiano” (perche’ il PD e’ il “sepolcro imbiancato” del compromesso storico fra PCI e DC, di cui parlavo un paio di giorni fa). Passano i decenni, ma la politica italiana non va da nessuna parte.

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Io un “colpevole” per tutto cio’ ce l’avrei anche: Leone XIII. Il quale nella enciclica Rerum Novarum (1891) scriveva a proposito del conflitto fra capitalisti e lavoratori:

“Nella presente questione, lo scandalo maggiore è questo: supporre una classe sociale nemica naturalmente dell’altra [...] In vece è verissimo che, come nel corpo umano le varie membra si accordano insieme e formano quell’armonico temperamento che si chiama simmetria, così la natura volle che nel civile consorzio armonizzassero tra loro quelle due classi, e ne risultasse l’equilibrio. L’una ha bisogno assoluto dell’altra: né il capitale può stare senza il lavoro, né il lavoro senza il capitale. La concordia fa la bellezza e l’ordine delle cose, mentre un perpetuo conflitto non può dare che confusione e barbarie. “

Eccola li’, la benedizione papale per la “concertazione” (e quindi anche se forse in maniera non originariamente voluta, per i sindacati).

Una benedizione che si e’ poi propagata in Italia per tutto il XX secolo, dapprima con le Corporazioni fasciste, poi con la Democrazia Cristiana e il patto con i sindacati anche se comunisti. Per poi finire nel compromesso storico, che qualcuno sta tentando di nuovo, trent’anni dopo…

Famiglia Cristiana vs. Silvio Berlusconi

Avendo mangiato e digerito il Partito Democratico (chi l’avrebbe mai detto?), secondo partito cattolico dopo l’UDC, ecco il mondo clericale italiano andare all’attacco del PDL e di Silvio Berlusconi reo di comandare un partito che “non ha una posizione ufficiale su molti temi di rilevanza etica e lascia tutto alla libertà di coscienza dei singoli” (esagerato!).

In base a quanto riporta La Repubblica:

La libertà di coscienza, per il settimanale dei Paolini, “deve essere considerata extrema ratio, non una limitazione della responsabilità e un depotenziamento della politica“. Invocare la libertà di coscienza mettendo a tacere il dibattito “mortifica” i candidati cattolici del Pdl. Si corre il rischio che “per una sorta di panteismo onnipotente del leader” nel Pdl si evitino i temi che hanno a che fare “con il bene comune e la dottrina sociale della Chiesa“. Per esempio, chiede Famiglia cristiana, cosa dicono i cattolici del Pdl “sulla presenza nelle liste elettorali di inquisiti e condannati?

E che diranno, i cattolici del PDL? Diranno quello che pare loro, mi sembra chiaro. Sono liberi di farlo, che lo facciano pure Come fanno a essere “mortificati” dal fatto che altre persone la pensino diversamente da loro?

E che pretendono, a Famiglia Cristiana, il Pensiero Unico??? Anzi, fossero tutti come il PDL, i partiti politici!!!

La liberta’ di coscienza, cari Paolini, e’ tutto, non l’extrema ratio. D’altronde: senza liberta’, non c’e’ peccato. Non penso di essere il primo a dirlo.

Il Papa Sbagliato

A fare due passi in rete si puo’ sperimentare un odio spaventoso contro questo Papa, sia come Papa sia (si ha l’impressione) come persona.

Un odio tutto italiano. E le ragioni del quale possono essere molte (a parte il solito anticlericalismo italiano di stampo veterocomunista: anche i tentativi maldestri di Giuliano Ferrara & c. di tirarlo dalla loro parte; la terribile campagna politica della CEI, prima con Ruini e ora con Bagnasco).

Io invece dico che e’ colpa del Papa stesso. Il quale dice e scrive molto, con il piccolo difetto pero’ che per capire cosa dice e scrive, bisogna sentirlo e leggerlo…per intero!

Che scandalo!! Un Papa che non fornisce frasi ad effetto, corte abbastanza da poter essere inscatolate in questo o quell’articolo???

E peggio per lui, allora: non potra’ che vedere i suoi messaggi arrivare completamente distorti in TV e sui giornali.

Il Papa dice che la pace si impara dai familiari? E invece i giornali scrivono “Il Papa difende la famiglia tradizionale“. Il Papa vuole presentare un accorato appello all’Universita’ italiana e a tutte le discipline scientifiche a non buttare via la “sapienza delle tradizioni religiose”? E invece tanti subito a denunciare un fantomatico tentativo del Papa di intromettersi in ogni angolo della cultura.

Mettiamo anche in mezzo il fatto che non e’ fotogenico, e’ un po’ vecchietto, non ha carisma e non viene granche’ bene in televisione. E ha il difetto di dire quello che pensa (orrore! orrore!): ed ecco pronta la rivelazione: al Conclave, hanno eletto il Papa sbagliato.

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Magari al prossimo Conclave sara’ possibile ottenere la consulenza di una societa’ di marketing, ed eleggere un Papa che potrebbe andare all’Isola dei Famosi

E invece chissa’…e se fosse sbagliata la cultura italiana del “messaggio istantaneo”, della “lettura in pillole”, che non vuole informarsi alle fonti originali?

Io le mie lezioni le ho imparate: e del Papa, sui giornali italiani di ogni forma e tipo, non leggero’ piu’. Se voglio ascoltarlo, andro’ a sentirlo e a leggerlo personalmente.

Una Prece Per I Preti

In seguito al mio intervento riguardo il Papa, la Famiglia e la Pace, mi e’ stato chiesto: “Ma se si accettano nella grande famiglia umana anche le altre famiglie, perchè non dare loro anche pari opportunità e pari diritti?” Ecco la mia risposta:

Per lo stesso motivo per cui qualcuno ha avuto la bella pensata di pugnalare nell’anima la madre di Piero Welby; e per il quale fino a pochi anni fa i suicidi e i bambini morti prima del battesimo non erano sepolti in terra consacrata, lo Stato della Chiesa praticava la pena di morte, la Messa era in latino e consisteva nell’osservazione della schiena del prete da parte dei fedeli; etc etc

C’e’ un gruppo di tizi tutti maschi che affidano la loro vita alla propria organizzazione nella consapevolezza che la vecchiaia sara’ in fondo in fondo solitaria e una bella, potenzialmente gioiosa ed entusiasmante parte della loro natura umana non potra’ mai essere espressa pubblicamente. Una vita intera senza una passeggiata per mano in pubblico in un parco: e ci meravigliamo se si mostrano tradizionalisti, vendicativi e puntigliosi?

Oltre a sottolineare tutte le volte che nonostante le chiare indicazioni da parte dei loro testi sacri, riescono a mostrare una straordinaria mancanza di carita’, bisogna capire e incoraggiare quando si dimostrano capaci di azzeccare qualche decisione e ragionamento riguardo al mondo reale nel quale non vivono, qualcosa che tutto sommato ha del miracoloso.

Giuseppe R. probabilmente non lo fara’ mai, ma il prossimo Papa potra’ usare il discorso di Benedetto XVI dell’1 gennaio 2008 per “riconoscere” che ci sono tanti tipi di famiglie, da marito-moglie- figli a 7-miliardi-di- fratelli- e-sorelle passando per uomo-uomo, donna-donna, marito-marito, moglie-moglie, fratell-sorella, sorella-sorella, e ogni altra combinazione mai pensabile e attuabile, inclusa quella di padre-figli spirituali (come quella di tal Carlo “Giovanni Paolo” W): perche’ dal punto di vista della “pace” cio’ che importa e’ che le nuove generazioni vedano prima di tutto in casa, fra le altre cose, anche come si risolvono “in pace” i conflitti.

Quale Famiglia per il Papa

Presentato su Repubblica (ma non solo) come l’ennesima difesa della famiglia intesa come fondata sul matrimonio fra un uomo e una donna, il messaggio del Papa per la Celebrazione della Giornata Mondiale della Pace 2008 andrebbe invece letto.

Di riferimenti al “matrimonio tra un uomo e una donna” ce ne sono ben…quattro!

Fosse una Legge dello Stato, il Messaggio sarebbe facilmente emendabile tramite un referendum che abrogasse quei passaggi, che sembrano quasi aggiunti come postille.

Nel resto del testo la definizione tradizionale della “famiglia” non sembra, infatti, assolutamente necessaria. Si tratta di una serie di affermazioni sulle quali sarebbe difficile polemizzare, e che possono essere sintetizzate in un ovvio “la Pace si stabilisce e si impara prima di tutto in casa propria“, piu’ alcuni doverosi riferimenti a guerre civili, corse al riarmo e l’onnipresente minaccia di una guerra atomica regionale o mondiale.

Oserei dire che ci sono echi Gandhiani ma ne riparlero’ in altro blog.

D’altronde, se il Papa puo’ allargare la definizione di “famiglia” per comprendere la “famiglia umana” formata da tutti ma proprio tutti, e quindi priva di un uomo e una donna come “genitori”, non vedo perche’ non poter definire “famiglia” anche altri modi di convivenza.

Cattolici al Family Day: E i Cristiani?

Difficilmente il 12 maggio 2007 potra’ essere ricordato nella storia del Cattolicesimo senza molti distinguo e un bel po’ di rossore in viso.

Migliaia di persone a quanto sembra scenderanno in piazza per dimostrare la incapacita’ di capire delle attuali gerarchie cattoliche italiane, il loro sulfureo gioco con la politica del Bel Paese e in ultima analisi l’assenza dal mainstream di Santa Romana Chiesa Italiana di quell’Amore cui tanta importanza da’ il Papa stesso.

E’ ancora e rimarra’ per sempre inspiegabile il perche’ difendere la Famiglia significhi negarla a chi non usa i genitali fra adulti consenzienti secondo norme prestabilite. E nel negar quello si getta fango su tutti i Matrimoni senza figli, su ogni rapporto umano che non soddisfa delle regole legalistiche che annullano la dignita’ della Persona (altro tema che almeno a parole sembra centrale alla vita moderna della Chiesa).

Si pretende poi di portare avanti un discorso di “diritto naturale” non rendendosi conto che bastano due ore di aeroplano e un giro in Inghilterra per capire come i pregiudizi contro gli omosessuali sono antichi retaggi di cui vergognarsi, altro che occasione per portare i bambini a una manifestazione.

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Io sono Cattolico e tale rimango. Il problema sembra piu’ profondo: come possono dei Cristiani manifestare per il loro odio e il loro rigetto del diverso?

Il problema e’ loro, non mio.

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Ci sono alcuni punti che fanno sperare.

Il Papa non ci sara’, guarda caso e’ appena partito per il Sudamerica.

Visto che un Papa non fa le valigie all’ultimo momento e’ chiaro che manca il Suggello Massimo all’ignobile Family Day. I “fedeli” andranno a far baccano sotto una finestra vuota.

Il Papa stesso ha detto che la Chiesa non fa politica. Perche’ lo ha detto? Perche’ e’ andato a convincere i Sudamericani a mettere definitivamente da parte la Teologia della Liberazione, il rivoluzionario miscuglio di cristianesimo e marxismo.

C’e’ chi tenta di fare delle distinzioni fra la TdL e la campagna politico-mediatica della Conferenza Episcopale Italiana per dimostrare la propria importanza e potenza negando i diritti civili alle coppie non eterosessuali.

Ma alla fine dei conti se “Cristo non e’ una figura politica“, come disse Papa Giovanni Paolo II, allora lo si lasci in pace sia a proposito di marxismo, sia a proposito di legislazione civile.

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Se potessi essere a Roma andrei alla manifestazione dell'”Orgoglio Laico” a Piazza Navona piu’ che altro per fare numero.

Ma prima chissa’ se mi sarebbe permesso osservare il corteo del Family Day dal marciapiede con un piccolo striscione: Dov’e’ il vostro Amore, Cristiani?

Le Catene di Pio XII sull’Olocausto

Senza esclusione di colpi la puntata di VivaVoce su Radio24, dedicata alle annose polemiche sul comportamento di Papa Pio XII riguardo l’Olocausto (La verità che divide: Pio XII e gli ebrei, 16 Aprile 2007).

Ora, checche’ ne cerchi di dire in trasmissione l’On. Buttiglione, ci sono ancora molte ambiguita’ sul sostanziale silenzio papale mentre veniva compiuto quell’immane delitto – ambiguita’ confermata dal fatto che continuiamo a discutere dei motivi dietro tale comporatamento ben 60 anni dopo.

Il problema e’ composto dal fatto che Pio XII quando ancora Cardinale Pacelli fu proprio il Nunzio Apostolico che negli anni ’30 firmo’ un Concordato con la Germania di Hitler: una serie di accordi che i Nazisti non applicarono mai, se non come propaganda per convincere i Cattolici tedeschi a non contrastare la Dittatura Criminale che si era stabilita a Berlino.

Tutto sommato, Pacelli commise all’epoca lo stesso errore dei conservatori tedeschi cui era molto vicino, pensando di poter trattare Herr Adolf come un politico qualunque, anzi un caposaldo nella lotta contro il Comunismo: visto questo come il Diavolo al punto da abbandonare gli Ebrei tedeschi convertiti al cattolicesimo a un destino di discriminazione, accettando che per lo Stato nazista quelli fossero classificati come Ebrei e non come Cattolici (questo, quando in verita’ di camere a gas e sterminio ancora non se ne parlava).

Una questione di calcolo politico, sacrificando parte del gregge per proteggere il resto? Piu’ o meno quanto Buttiglione ha detto riguardo l’assenza di condanne vaticane durante la guerra delle deportazioni prima (inclusa quella degli Ebrei romani), dei campi di concentramento dopo e finanche della Shoah alla fine.

Perche’ quel  silenzio, allora, che ha portato il Museo dell’Olocausto di Gerusalemme a descrivere il Papa Pio XII come assente alla tragedia? Secondo Buttiglione, il Papa voleva proteggere i Cattolici, inclusi quelli che salvarono davvero migliaia di Ebrei. Forse ha ragione.

E’ possibile immaginare un terribile ricatto nazista, palese o velato, contro la persona del Papa o la Chiesa tutta, con minacce di distruzione totale del piccolissimo Colle Vaticano che la Wehrmacht avrebbe potuto completare in mezzo pomeriggio.

Oppure la minaccia di pubblicazione di documenti degli anni ’30 che avrebbero potuto compromettere definitivamente il Papa proprio mentre Americani ed Inglesi risalivano la Penisola.

Quest’ultima ipotesi, ad oggi ovviamente campata in aria, spiegherebbe pero’ perche’ la Chiesa Cattolica si sia cosi’ impegnata a salvare tanti Nazisti, aiutandone l’esodo in Sudamerica dopo la guerra: un argomento che tutti conoscono ma di cui non si vuole parlare.

E’ proprio difficile trovare come riscattare il Papato degli anni dal 1939 al 1958. Per fortuna o provvidenza, e’ arrivato dopo Giovanni XXIII a cambiare un po’ di cose.

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Una prospettiva storica e’ certo necessaria: dire che Pio XII era un antisemita non ha senso quando il Primo Ministro inglese Chamberlain non aveva remore a far parte di un Club che non accettava Ebrei.

Ma come dice Benedetto XVI, non si puo’ relativizzare tutto dal punto di vista morale.

E il Vangelo, a proposito, non parla certo a favore della scelta descritta da Buttiglione: “Perché chi vorrà salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia e del vangelo, la salverà” (Marco, 8:35).

Non si puo’ stare zitti quando milioni vengono uccisi in maniera industriale: neanche per salvare la Chiesa tutta.