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L’Equivalenza Morale Tra Hamas e Israele (e noi)

Un altro giorno, un’altra serie di notizie su decine di morti, morenti e feriti in Israele e nei territori palestinesi.

Lascerò a chi ha tempo da perdere il decidere su chi ne vada incolpato.

E’ vero, ci sono più vittime dal lato palestinese, indicando che la risposta israeliana e’ stata schiacciante e sproporzionata, come se il valore di una vita umana dipendesse dalla nazionalità (una considerazione inspiegabimente accettata anche dalla leadership palestinese: gli scambi di prigionieri solitamente vedono una manciata di israeliani contro decine di palestinesi).

D’altra parte che scopo può mai esserci nel lancio dei razzi nel mucchio, da parte di Hamas, a caso verso luoghi abitati da civili? Nessuno, tranne il voler uccidere e terrorizzare, proprio perché sono civili: come se un comportamento del genere abbia mai fatto vincere una guerra.

L’apice della stupidita’ reciproca è rappresentata dal fatto che coloro che comandano da entrambi i lati sono determinati a brutalizzare la popolazione “nemica”. Allo stesso tempo, rappresaglia dopo rappresaglia, hanno come abdicato ogni speranza di recuperare la loro propria umanità… all’apparizione improvvisa di un comportamento virtuoso proprio fra i loro nemici.

È evidente che qualunque siano le cause della loro follia, sono quelli tutti direttamente responsabili di chissa’ quanti problemi e tragedie anche futuri che affliggeranno i loro propri bambini.

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Che cosa dovrebbe essere fatto per portare la pace a israeliani e palestinesi? È più che e’ evidente, e’ ormai una noia. Che la smettano di pensare che gli “altri” possano semplicemente andare via. Che capiscano che la terra è di entrambi le popolazioni e anche del resto dell’umanità. Che si distacchi Israele dalle fantasie messianiche, entrando nell’Unione Europea.

Ma quello non sembra suscitare l’interesse di nessuno. La speranza principale è che la situazione e’ peggiorata dal quasi-accordo del Presidente Clinton nel 2000, perché quando ognuno sa la pace è davvero vicina, ognuno cerca di arraffare tutto quello che puo’.

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Ma si tratta di un’analisi troppo facile.

Chi altri sta brutalizzando civili nel tentativo inutile di ottenere vantaggi militari e quindi politici in una guerra senza fine, e che e’ peggiorata esattamente perché e da quella brutalizzazione?

Siamo noi, della NATO.

Le vittime civili sono in Afghanistan, al giorno d’oggi e probabilmente ma meno evidentemente in Irak.

E non si tratta di una novità. Anche senza considerare la famosa, inutile strage di decine di migliaia a Dresda durante la seconda guerra mondiale, appena cinquanta anni fa il governo francese provo’ quasi con leggerezza a difendere il sanguinoso bombardamento di un villaggio tunisino di frontiera, durante la guerra d’Algeria.

Malgrado le nostre illusioni, le cose non sono cambiate da allora. Stiamo tuttora eliminando esseri umani come noi senza pensarvici troppo. Ecco qui la NATO fiera di usare i soldi dei contribuenti americani ed europei per uccidere operai che lavoravano alla costruzione di una strada. Mai, o quasi mai, notizie da caratteri cubitali.

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Sarebbe davvero ora che lasciassimo da parte le discussioni un po’ facete sugli affari degli altri, per dedicarci di piu’ e meglio alla nostra propria idiozia.

NATO: La Storia Perduta

Sara Chayes avra’ anche ragione nel difendere il contributo della NATO alla guerra in Afghanistan sulle pagine del New York Times, e nel sottolineare come gli USA abbiano preso sottogamba le offerte di aiuto da parte dei loro alleati dopo l’11 Settembre.Ma uno non puo’ incolpare della situazione un’Amministrazione americana dura e pistolera.

All’epoca del conflitto in Kosovo, infatti, la NATO non fu certo messa da parte, anzi gli USA fecero piu’ del possibile per condurre la campagna sotto l’effettiva egida dell’Alleanza Atlantica.

Sfortunatamente pero’, quasi nessuno fra gli altri membri della NATO sembro’ capirci niente di strategia militare, e tutti preferirono giocare per le sole loro politiche interne. Il risultato fu un incubo per i comandanti americani, evidentemente piu’ avvezzi a combattere il nemico che ad accomodare tutte le richieste piu’ strampalate e i veti dei loro alleati.

Avendo quindi la NATO dimostrato di essere un gruppo troppo chiacchierone e quasi completamente disutile, c’e’ poco da meravigliarsi se fu messa da parte quando ci fu da invadere l’Afghanistan.

NATO’s Historical Blunders

Sarah Chayes may be right in defending NATO’s contribution to the war in Afghanistan, and in pointing out the USA “snubbing” of its allies immediately after 9/11.

But one cannot blame the situation on a callous/gung-ho American administration.

NATO was in fact not snubbed at all during the Kosovo conflict. The USA did their utmost to present and conduct that campaign as part of the larger NATO umbrella.

Unfortunately, few if any of the other members of the alliance seemed to understand much about military strategy, and they all preferred to play their own form of national politics.

The result was a nightmare for the American commanders, evidently more at ease with fighting an enemy than having to accommodate all the quirky requests and vetos of their own allies.

Having then shown itself excessively argumentative to the point of being almost ineffectual, little wonder NATO was mistrusted by the USA at the beginning of the latest Afghan conflict.

Moratoria ai Bombardamenti in Afghanistan

Sulla scia delle proteste del Governo Afghano, anche il Ministro Parisi si e’ svegliato all’omicida realta’ delle continue stragi di civili in Afghanistan, causate dai bombardamenti NATO.

Parisi si illude di ottenere “assicurazioni definitive”. Non prendiamoci in giro. Vuole andare oltre le solite inchieste? Si legga un libro di Storia.

L’esperienza da Guernica in poi e’ che tirare nel mucchio bombe (quand’anche “intelligenti”) uccide civili inermi e innocenti. Punto.

Decidiamo quindi: restiamo complici e co-colpevoli delle stragi, e smettiamo di piangere sui corpi dei bambini che tutto sommato vogliamo uccidere.

OPPURE mettiamo al bando i bombardamenti aerei di civili: cominciando con il SOSPENDERE IMMEDIATAMENTE quelli in Afghanistan.

Non c’e’ Osama bin Laden che tenga, come scusa per continuare quelli che sono omicidi considerati perfettamente accettabili.