Se I Climatologi Non Si Fanno Capire Dai Meteorologi

Non e’ strano incontrare scienziati convinti cambioclimatisti che giustificano il perdurare dello scetticismo sul riscaldamento globale catastrofico fra i meteorologi con frasi tipo

spesso manca [a chi e' un professionista del meteo] il background culturale adeguato per comprendere tutte le componenti e le dinamiche del sistema climatico

E’ un discorso semplicistico che non puo’ reggere. Immaginiamo infatti un tizio che sia affetto da una lunga malattia. Mentre e’ in ospedale, nota che gli infermieri che lo seguono e aiutano continuamente sono in generale scettici delle idee dei dottori che stanno si’ lavorando a farlo star bene, ma promettono che cio’ succedera’ solo fra lungo tempo.

Quel tizio, sara’ forse tranquillizzato dal sapere che, secondo i dottori, agli infermieri “spesso manca il background culturale adeguato per comprendere tutte le componenti e le dinamiche del sistema“? Oppure, molto piu’ probabilmente, tutto cio’ gli fara’ pensare che se i dottori non sono capaci di convincere neanche gli infermieri, allora c’e’ qualcosa di strano e imperscrutabile, e dunque potenzialmente errato, nelle idee dei dottori?

Dopotutto, al contrario di quei dottori che promettono guarigioni solo nel futuro e fino ad allora non avranno da giustificare eventuali errori, gli infermieri devono dimostrare la loro professionalita’ tutti i giorni.

Dunque il nostro sfortunato malato, si convincera’ che un bel problema da risolvere per quei dottori esiste, ed e’ un problema che dovrebbero affrontare seriamente invece di inventarsi scuse riguardo “background culturali adeguati”. Le quali scuse, potendo essere appiccicate a molte delle attivita’ umane, non mi sembrano molto serie.

Anche negli scandali finanziari degli ultimi tempi, alla LTCM, alla Enron e da Bernie Madoff gli “esperti” dicevano che coloro che erano scettici nelle loro capacita’ di far soldi, semplicemente non conoscevano abbastanza, e quindi non comprendevano tutte le componenti e le dinamiche del sistema…

Esclusiva Mondiale: Il Rapporto CIA del 1974 Che Dimostra La Vacuita’ delle Paure Climatiche (E Non Solo)

(Ho recentemente scoperto in biblioteca a Londra un eccezionale documento della CIA, dimenticato per 35 anni, sul consenso scientifico intorno al raffreddamento globale negli anni ’70. Data l’importanza, versioni dell’articolo qui sotto sono state pubblicate lo scorso 3 dicembre in esclusiva mondiale a pagina XIII del settimanale britannico The Spectator (UK) a firma mia, sulla prima pagina l Foglio a firma Piero Vietti e sul blog Climate Monitor a firma mia e di Guido Guidi)

Un rapporto della CIA vecchio di 35 anni sul raffreddamento globale rivela che il consenso scientifico e le paure del clima non ci hanno mai veramente lasciati …stranamente, quale che fosse e sia la tendenza delle temperature!”

Il documento può essere del 1974, ma lo scenario e’ stranamente familiare: un importante rapporto governativo avverte che il cambiamento climatico porterà ad alluvioni e carestie. “Climatologi di chiara fama” parlano di un “pernicioso cambiamento climatico globale”, che minaccia “la stabilità della maggior parte degli Stati “. Ma questo documento – mai reso pubblico prima d’ora – è stato scritto per rispondere al raffreddamento globale, non al riscaldamento (e sì, si parla anche dell’esistenza di un “consenso” tra gli scienziati!).

Il rapporto della CIA intitolato Uno Studio della Ricerca Climatologica per quanto Riguarda i Problemi dell’Iintelligence, scritto nel marzo del 1974 per aiutare la “pianificazione interna” potrebbe tutto solo spiegare la diffusa sensazione di deja-vu riguardo i cambiamenti climatici e giustificare i ricordi delle discussioni scientifiche della metà degli anni ‘70 circa il raffreddamento globale. Anzi, con il senno di poi, un po’ fa anche ridere e imbarazza il lettore, visto che le due fraseologie, di ieri sul raffreddamento e di oggi sul riscaldamento, sono praticamente identiche.

Quasi come se le paure climatiche fossero fatte con lo stesso stampino, la “nuova era climatica” era descritta nel 1974 come foriera di carestie, morti per fame, ondate di rifugiati, inondazioni, siccità, fallimenti delle coltivazioni e dei
monsoni, con ogni genere di fenomeni meteorologici in una mescolanza di catastrofi attuali e future e con la solita sottovalutazione dei possibili benefici, solo accennati. E accanto al Sahara che si doveva espandere, ecco il consueto riferimento alle riserve mondiali di cereali inferiori ad un mese e alle civiltà passate distrutte da “maggiori e minori” episodi di raffreddamento (le civilta’ dell’Indo, gli Ittiti, i Micenei, e l’Impero del Mali, se qualcuno lo volesse sapere).

Secondo la CIA, nel 1974 i modelli climatici erano in fase di perfezionamento (come sempre) e il bilancio energetico dell’atmosfera perfettamente spiegabile (incredibilmente, senza un solo riferimento ai gas serra). L’intervento governativo (ovviamente) aveva riunito famosi scienziati fino ad allora vittime di “scontri di personalità” (ma va’), e aiutato a stabilire un “consenso scientifico” (interdisciplinare, naturalmente) riguardo un “cambiamento climatico globale”, delle vaghe minacce (come no) a proposito di “una maggiore variabilità” nel clima, gravi problemi economici in tutto il mondo (difficile da indovinare, vero?), e una serie di proposte circa la creazione di nuove agenzie governative (chi l’avrebbe mai detto).

Quello è esattamente il consenso di cui si parlava all’epoca nelle pagine di Newsweek e del New York Times. Come mai un tale documento è allora stato fin’ora tralasciato? Perchè alcuni si sono sforzati per anni per definire “un mito” il
concetto stesso di consenso sul “raffreddamento globale”, come ad esempio in un noto articolo di Thomas C. Peterson, William M. Connolley, e John Fleck pubblicato dalla American Meteorological Society nel mese di settembre 2008?

Forse è facile non notare ciò che non si sta cercando (si può trovare menzione di un consenso sul raffreddamento globale almeno dal lontano 1961). La Scienza poi, nel 1974, non era fatta da gruppi intergovernativi di esperti. Infine, i documenti come questo della CIA che appaiono sul web solo nel titolo possono essere dichiarati a tutti gli effetti perduti nelle raccolte di microfiches delle biblioteche di tutto il mondo (in questo caso, della British Library).

Ipotizzando liberamente, il più probabile motivo che può aver spinto la CIA a produrre quel documento è stata la perdita di “una parte significativa” del raccolto invernale di grano dell’URSS nel 1972, con le conseguenze del caso sulla “politica degli approvvigionamenti” nella consapevolezza di non avere seri “strumenti di analisi”. Da qui la richiesta agli scienziati di rispondere (all’unanimità) a chi si occupa di leggi e regolamenti, un’altra caratteristica che fino ad oggi è rimasta sostanzialmente invariata. Vuol forse dire che ci sono climatologi modaioli in giro, pronti a fare di ogni tendenza una previsione?

Oppure il problema risiede nel pubblico in generale, in grado di parlare del clima solo in termini inquietanti, mentre il cielo resta l’ultimo dio animista maligno, volubile e mai indifferente? Forse il “raffreddamento” e il “riscaldamento” globali sono solo la versione emotivamente carica delle chiacchiere sulla meteo? Questa allora deve essere la lezione più importante da trarre da un rapporto del 1974 sul raffreddamento globale: che dobbiamo diventare adulti, separare per una buona volta la climatologia dai nostri terrori e riconoscere, per quanto se ne possano dolere ad ammetterlo i nostri politici piu’ vani e i nostri scienziati piu’ primadonna, che la nostra comprensione di come cambi il clima rimane ancora molto, molto immatura.

Rischio Alluvioni in Italia 10-11-12 Dicembre

Dal sito Meteoweb

Precipitazioni violente e abbondanti. Liguria, Toscana, Emilia e Friuli col fiato sospeso: si rischia l’alluvione

[...] Nei prossimi giorni sono in arrivo altre abbondanti precipitazioni proprio in queste aree.

Pioverà copiosamente per oltre 48-54 ore in modo persistente nelle stesse zone, nel nord/est e in modo particolare in Friuli.

E se nella giornata di mercoledì 10 la neve cadrà a quote collinari su tutto l’arco Alpino orientale, fino a 500 metri di quota, nelle 24 ore successive (giovedì 11) le temperature aumenteranno a causa dell’arrivo dello scirocco, e in contemporanea a una nuova eccezionale ondata d’acqua alta a Venezia, le persistenti, violente e abbondanti precipitazioni in atto nel Friuli saranno liquide, piovose, fino a oltre mille metri!

Si scioglierà quindi di colpo anche l’abbondante coltre nevosa caduta nelle 24 ore precedenti!

Situazione allarmante anche tra Liguria di levante, Emilia e Toscana.
Sulle Apuane e nell’Appennino Tosco/Emiliano cadranno oltre 350/400mm di pioggia in 48 ore.[...]

Chissa’ perche’ questi allerta giustificatissimi non trovano spazio sui giornali…

Nasce il nuovo MeteoWeb: Rinnovato il Portale

Ricevo e rimando:

Nasce il nuovo MeteoWeb: rinnovato il portale

28 ottobre 2008: ecco il nuovo MeteoWeb, prosegue la nostra “vecchia” avventura

http://www.meteoweb.it/

Da oggi è online il nuovo MeteoWeb: il portale dell’Associazione ONLUS è stato rivoluzionato dal punto di vista grafico, in modo da consentire agli utenti e agli appassionati lettori di seguire in modo più semplice, piacevole e scorrevole le notizie e le previsioni del tempo.

Tutto il resto, però, è “vecchio”: una giovane “vecchiaia” considerato che l’Associazione ONLUS è nata nell’ottobre 2005 e quello che ormai possiamo definire il “vecchio” portale andò online il 16 dicembre 2004.

Sono passati quasi 4 anni, e siamo cresciuti tanto grazie alla collaborazione, all’entusiasmo, alla passione e ai complimenti dei tantissimi lettori, soci, sostenitori e forumisti che hanno visto in MeteoWeb un solido, sano e armonioso punto di riferimento.

La struttura del nuovo portale è molto semplice: sotto le mappe di previsione giornaliera abbiamo il MeteoNotiziario, con tutti gli ultimi articoli non solo di previsioni del tempo e meteorologia (con approfondimenti vari, amarcord, analisi, studi esclusivi, didattica e ricerche) ma anche di cimatologia, astronomia, geologia, vulcanologia e scienza in genere.

Le news scorrevoli in alto danno la possibilità di fruire delle ultime notizie in modo istantaneo e veloce.

Sulla sinistra, sotto il blocco “istituzionale” con le attività di MeteoWeb e le informazioni sui progetti e l’identità dell’Associazione, abbiamo realizzato una dettagliatissima sezione di now/casting con moltissime mappe che potranno servire nella diretta meteo per conoscere le condizioni del tempo e vivere le situazioni più interessanti con una “presa diretta” sull’evoluzione del tempo.

Sotto ancora ci sono tutte le sezioni del MeteoNotiziario, gli approfondimenti e le rubriche speciali.

Non abbiamo ovviamente perduto tutto ciò che abbiamo scritto e realizzato fino adesso: cliccando in alto a destra sull’Archivio MW è possibile accedere al vecchio portale.

Un ringraziamento particolare va ai tecnici e allo staff di Infoitalia servizi http://www.infoit.it/ , i nostri partner tecnici che ci accompagnano per mano da ormai 4 anni con grande dedizione, rispetto, professionalità e spesso con molta … pazienza.

Il rapporto che lega InfoIt a MeteoWeb va ben oltre la semplice collaborazione tecnica: è un rapporto di grande rispetto personale, di stima reciproca e di passione che determina una convergenza di forze e di intenti capace di realizzare una partnership dalle solide basi e dagli ambiziosi progetti.

MeteoWeb si rinnova ma i principi e i valori che sono alla base dello staff redazionale non cambiano assolutamente: la passione per la meteorologia, l’entusiasmo, la voglia di fare, la conoscenza del mondo della scienza e dell’atmosfera, la libertà d’opinione e l’attenzione per gli utenti rimangono invariati e continueranno ad essere l’emblema del MeteoPortale del Mediterraneo.

Immagine

Ecco il nuovo portale:

http://www.meteoweb.it/

Allarme Piena sul Lago Maggiore

Una notizia curiosamente ancora assente dai principali mezzi di comunicazione di massa (a parte internet)

(Strettoweb-Meteoweb) IL LAGO MAGGIORE SUPERA LIVELLO DI ”PIENA ORDINARIA”
di Peppe Caridi

Continua a crescere, a causa dei forti temporali degli ultimi giorni, il livello delle acque del lago Maggiore, che nelle ultime 24 ore ha superato quota 195 metri nella stazione di rilevamento di Verbania-Pallanza.

Dal 4 settembre scorso le acque del Verbano, che oggi hanno raggiunto quota 195,3 metri, sono cresciute di oltre due metri. Il livello di “piena straordinaria”, al raggiungimento del quale inizia l’esondazione in vari punti della sponda piemontese, è fissato a quota 196 metri!

Considerate le piogge forti e abbondanti, persistenti per oltre 48 ore, previste tra sabato 13, domenica 14 e lunedì 15 proprio al nord Italia, la situazione è di allarme.

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MeteoGiornale di Marco Rossi

A Sesto Calende il Lago è in netta crescita, passando da un livello di 48 cm di altezza al 1° Settembre, agli attuali 140 cm, salendo di livello di quasi un metro.

Si tratta di un valore nettamente superiore alla norma , anche se non ancora i livelli storici di massima piena.

In sole 24 il livello è passato da 90,9 a 139,9 cm, in pratica mezzo metro in un solo giorno.

Questa mattina, gli apporti al Lago erano pari a 1912 metri cubi al secondo, mentre il volume in uscita è pari a 710 metri cubi/s , dunque il livello è destinato a crescere ancora di parecchio.

Nella zona verbana e nell’attigua zona della Valsesia, questa notte si è infatti verificato un violento nubifragio, che ha scaricato ben 105 mm di pioggia a Sabbia-Valsesia e 88 a Piedicavallo-Valle Cervo. Negli ultimi tre giorni sono 232 i mm di pioggia caduti a Sabbia, 223 quelli caduti a Valstrona e 204 a Verbania-Pallanza.

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Dal Centro Geofisico Prealpino

Livello Lago Maggiore ultimi dieci giorni

Livello Lago Maggiore ultimi dieci giorni

Reggio e Messina, Un Blog da Non Perdere

Il blog LA PAGINA di Peppe Caridi e’ insuperabile per quanto riguarda notizie e fotografie da entrambe le sponde dello Stretto.

Vivamente consigliato!!!

ps E’ davvero difficile immaginare che cominci a tessere le lodi di Veltroni (ma ultimamente, non le farebbe neanche la zia del segretario del PD)

pps da non perdere neanche i reportage e le previsioni meteo. Peppe e’ anche uno dei motori principali di Meteoweb – il meteoportale del Mediterraneo di cui segnalo anche il Forum.

Lo Stretto da Scilla

Lo Stretto da Scilla

Ancora sulle Scie Chimiche

Si riparla di “scie chimiche” (qui il mio blog “Scie Chimiche? Splendide Nuvole“), questa volta sul blog dell’astronomo Gianni Comoretto: “Scie Chimiche” (sulle troppe affermazioni, e sullo scarso desiderio di fornire prove tangibili da parte di chi crede che esista una cospirazione internazionale per spargere veleni per tutta l’atmosfera); “Scie Chimiche 2” (con varie risposte per entrare nei dettagli, ed alcune osservazioni molto semplici e molto chiare); e infine “Complotti” (visto che chi crede nelle “scie chimiche” finisce sempre con il parlare, appunto, di cospirazioni internazionali).

Pletora di commenti, e pletora di insulti contro Comoretto, ovviamente…

Come superare l’impasse? Innanzitutto, chi crede nelle “scie chimiche” dovrebbe mettere bene in chiaro quali “prove” e “condizioni” gli farebbero cambiare idea. Se tali prove e condizioni non esistono, allora e’ inutile discutere.

Naturalmente occorre qualcosa del genere anche da parte di chi non crede. Io comincerei con il richiedere prove documentate di “scie” da aereoplani in giorni in cui l’atmosfera non e’ nelle condizioni adatte perche’ tali scie vengano prodotte naturalmente ad esempio come suggerisce qui sotto Comoretto:

un campionamento di una scia. Non e’ cosi’ difficile: i sostenitori del complotto dicono che le scie vengono rilasciate a meno di 2000 metri di quota, durano ore, e sono formate da sostanze chimiche non naturali (sicuramente non vapore al 99%). Noleggiare un aereo da turismo, in grado di raggiungere quelle scie e raccoglierle è perfettamente fattibile, e non troppo costoso. Lo stesso volo dimostrerebbe senza dubbi che la scia è alla quota suddetta, e non molto più in alto.

Sarebbe quantomeno un buon inizio davvero un bel colpo contro gli “scettici”…

ps All’argomento dedichera’ una serata il CICAP Lombardo, il prossimo 24 maggio, alle 17, a Milano

RealClimate: (quasi) Niente Puo’ Falsificare i Nostri Modelli

Momenti di comicita’ involontaria sul sito RealClimate, considerato da molti il Faro e/o l’Oracolo per cio’ che concerne i cambiamenti climatici di origine antropogenica.

Gestito da ricercatori della NASA sotto lo sguardo dell’esimio James Hansen, “RealClimate” si propone da anni come il sito “de rigueur” per chi crede che le attivita’ umane stiano cambiando il clima in una maniera che a breve (nel giro di qualche decennio) si rivelera’ disastrosa.

Il problema pero’ e’ che come si sa, anche le previsioni del tempo a due settimane se non due giorni possono essere completamente sbagliate, per cui a tutta prima pensare di sapere quanto piovera’ nel 2087 o quanto saranno estese le zone desertiche nel 2103 sembrerebbe davvero eccessivo. Il tempo contiene elementi molto instabili, per cui una piccola variazione iniziale puo’ portare a risultati assolutamente divergenti.

RealClimate (attenzione: il gruppo intero, non solo uno o due persone come di solito) ha deciso di rispondere a quel dubbio approfittando della morte di Ed Lorenz, lo scienziato americano che sviluppo la Teoria del Caos proprio a partire dalle sue esperienze di metereologo.

Sfortunatamente, in “Le Farfalle, I Tornado e I Modelli Climatici” il gruppo di RealClimate ha inavvertitamente dichiarato al mondo che i modelli climatici non possono praticamente essere mai falsificati: qualunque cosa succeda, cioe’, sia che faccia caldo, o freddo, o piova, o sia secco, o se ci sono piu’ uragani, o meno uragani, o piu’ tornado, o meno tornado, o se la calotta polare si scioglie, oppure se ingrandisce di dimensione: qualunque fenomeno atmosferico, semplicemente non potra’ mai essere usato per negare veridicita’ ai modelli climatici che prevedono il riscaldamento globale e il cambiamento climatico.

Discorsi perfettamente analoghi si applicano anche a qualunque insieme di fenomeni atmosferici nel breve periodo, dove per “breve periodo” si intende probabilmente “di durata inferiore ai venti o trenta anni”.

Entro in piu’ dettagli nel mio blog sul clima (in inglese: “RealClimate rende la vita piu’ difficile ai modelli climatici” e “Ulteriori considerazioni sulla infalsificabilita’ dei modelli climatici su RealClimate“) quindi almeno per ora mi limito a una brevissima citazione:

[...] per il problema del clima, il tempo metereologico (o la traiettoria individuale) e’ [solo] rumore [...]

Se per esempio i modelli indicano riscaldamento prossimo venturo, e i termometri indicano Gennaio e Febbraio 2008 come abbastanza piu’ freddi del solito, RealClimate puo’ comunque dire che i modelli sono giusti, e si tratta solo un fenomeno momentaneo (il “tempo”, appunto: “rumore”).

E se i modelli dicono che all’aumentare della concentrazione di gas-serra devono aumentare le temperature globali, mentre tale aumento si e’ interrotto dal 1998, di nuovo RealClimate puo’ dire che i modelli sono giusti, e che semplicemente la strada verso un pianeta piu’ caldo passa per alcuni anni senza aumento del riscaldamento (la “traiettoria individuale”).

L’unica maniera per verificare i modelli climatici sembra essere l’aspettare venti o trenta anni per vedere se il riscaldamento c’e’ stato. Difficilmente pero’ un tale atteggiamento puo’ essere usato per giustificare gli interventi drastici e illiberali che tanti richiedono, anzi pretendono.

Lo stesso Gavin Schmidt di RealClimate, in un blog di qualche mese fa, ha detto esplicitamente che le osservazioni servono “a migliorare i modelli” (invece che, che ne so, elaborare quelle “bestemmie” che sarebbero nuove interpretazioni). In altre parole: non e’ il modello climatico ad essere subordinato al mondo esterno, ma l’esatto opposto…

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Forse e’ solo un triste caso di “amore soffocante”, con i modellisti cosi’ innamorati dei modelli, da proteggerli a ogni costo, estraniandoli pero’ allora dalla “scienza” che e’ fatta, appunto, di teorie falsificabili, non corazzate contro qualunque critica o osservazione.

E’ davvero ironico che cio’ accada su RealClimate, dove non e’ praticamente possibile postare commenti se non di elogio e di accordo per i gestori del sito.

RealClimate, insomma, e’ il posto impermeabile al mondo esterno, dove modellisti impermeabili al mondo esterno pubblicano articoli impermeabili al mondo esterno…

La Normalita’ del Tempo Fuori Stagione

Quanti si preoccupano del “riscaldamento globale causato dalle attivita’ umane” non perdono quasi mai occasione di portare fenomeni metereologici fuori stagione come prova che il clima della Terra stia davvero cambiando.

Il problema è che il “tempo fuori stagione” ha accompagnato l’umanità molto a lungo. Così a lungo, infatti, che la gente ha avuto modo di assegnare dei nomi precisi agli eventi metereological ritenuti eccezionali, e tuttavia ricorrenti.

Ecco una lista estratta da un articolo dal New York Times Magazine del 5 novembre 1933 (“L’Estate Indiana: un Mito ma anche un Fatto: cosa dicono i metereologi riguardo il periodo caldo autunnale“, di Charles Fitzhugh Talman):

Nomi per periodi caldi fuori stagione:

  • Scioglimento di Gennaio (America del Nord; caldo sopra 0C, appunto, a Gennaio)
  • Estate indiana (America del Nord, fra settembre a dicembre; giorni caldi e confortevoli d’autunno)
  • Estate di San Martino (Europa, novembre; intorno ai giorni dedicati ai santi Luca, Martino, Michele, Brigitta, Teresa, o Venceslao; il nome esatto cambia a seconda della zona, e del santo)
  • Altweibersummer (“Estate delle Vecchie Mogli”, Germania; periodo caldo a novembre)
  • Giorni d’Alcione (Grecia antica, 14 giorni di tempo calmo intorno al solstizio di inverno)

Nomi per periodi freddi fuori stagione:

  • Inverni dei Fiori (per esempio in Inghilterra, l’inverno del prugnolo, e l’inverno della bursaria; gli inverni dei Cercis e del corniolo in America del Nord; periodi freddi durante la primavera, fra aprile e maggio)
  • Santi di Ghiaccio (Europa, maggio; giorni freddi intorno alle festivita’ dei Santi Mamerto, Pancrazio, Servazio e Bonifacio fra l’11 e il 14 maggio)
  • Schafkaelte (“Freddo delle Pecore”, Germania, giugno; freddo abbastanza da causare problemi con gli agnelli piu’ giovani)
  • Inverno della Squaw (America del Nord, fra settembre a novembre; freddo e neve prima dell’estate indiana)
  • Inverno della Barbabietola (Francia, settembre a novembre; freddo abbastanza da gelare le barbabietole non ancora raccolte)
  • Inverno di San Clemente, e Neve di Santa Caterina (Calabria: “Per San Clemente (23 novembre) il verno mette un dente” e “Per Santa Caterina (25 novembre) la neve alla collina“. )

Nomi per periodi piovosi fuori stagione:

  • Alluvioni Lammas (Inghilterra, inizio di agosto)
  • Tempeste equinoziali (Roma antica ed Europa, entrambe intorno agli equinozi; America del Nord, intorno all’equinozio d’autunno; pioggie torrenziali, in America probabilmente le estremità settentrionali degli uragani)

Sono sicuro che ci sono molti più esempi in molte altre culture. La “verità” è semplicemente che “il tempo di stagione” non è scritto nella rocca: e non è mai stato…

ps “Inverno di San Clemente” e “Neve di Santa Caterina” aggiunti il 10 Giugno 2008

Lombroso Cade Sul Favonio

Intervista a Luca Lombroso da GreenReport: ‘Il global warming “è finito” solo sui titoli dei giornali’ (6 Marzo 2008):

Cominciamo dall’Italia, dove il global warming era evidente fino a 3 giorni fa, tanto che in alcune località si è registrata la temperatura di 27 gradi, che “abitualmente” dovremmo avere a metà maggio

E’ davvero tremendo leggere dichiarazioni cosi’ profondamente errate da chi si fa passare per esperto del settore.

Le alte temperature che a volte si verificano d’inverno e cui si riferisce Lombroso, sono dovute all’effetto-Foehn, il vento che i Romani chiamavano Favonio e che si verifica vicino alle catene montuose. Il riscaldamento globale non c’entra assolutissimamente niente.

Una “svista” del genere e’ cosi’ madornale da far dubitare di ogni dichiarazione sul clima da parte del “tecnico” Lombroso. E’ come se un matematico dicesse che pi-greco e’ uguale a 3, o un giurista confondesse una causa civile con una penale. E Lombroso parla pure di “rigore scientifico”? Si vada a studiare un po’ di metereologia, e pensi al suo, di “rigore”…

E si legga un po’ di climatologia, gia’ che c’e’: nessuno climatologo, neanche su RealClimate.org, dira’ mai che il riscaldamento globale e’ “evidente” in un episodio caldo…

Il resto dell’intervista non e’ meglio. Si arriva all’estremo ridicolo quando da una parte si lamenta il fatto che sul clima “intervengono non climatologi, ma esperti di altri settori“, e poi si elogia il lavoro dell’IPCC, che si appoggia all’intervento, appunto, di esperti di molti altri settori, e non solo di climatologi.

Certa Magistratura Non Si Smentisce

Se qualcuno avesse ancora dubbi sull’operare di certa Magistratura in Italia…

Protezione civile, Bertolaso indagato per l’alluvione di Vibo Valentia

Il capo del Dipartimento della Protezione Civile, Guido Bertolaso è iscritto nel registro degli indagati della procura di Vibo Valentia per l’alluvione che colpì la provincia calabrese il 3 luglio del 2006, provocando la morte di quattro persone. A Bertolaso sarebbe contestata la mancata emissione dell’avviso di avverse condizioni meteo.

Che e’ successo, a Vibo, il lunedi’ 3 luglio 2006? Scrive Andrea Meloni sul sito “Meteogiornale”:

Un temporale che arreca oltre 200 millimetri di pioggia in meno di tre ore su un territorio non abituato a tali piovosita’

Le conseguenze, oltre i 4 morti (uno, in verita’, a causa di un fulmine) e i 22 feriti, si possono vedere in queste foto da La Repubblica.

Continua il Meteogiornale:

Dai dati storici pare che l’evento [...] sia raffrontabile con i 328 mm caduti in 24 ore nel lontano 2 dicembre 1938. In zona sono rarissimi i giorni con oltre o circa 100 millimetri di accumulo di pioggia nelle 24 ore, per altro tutti avvenuti nella stagione delle piogge, ovvero d’inverno.

In risposta all’indagine, in base a quanto dice il sito La Destra:

la Protezione Civile ribadisce che “nessuno dei sistemi di previsione disponibili indicava per il 3 luglio del 2006 la possibilità che si verificasse un evento di così grande intensità”, un evento “di portata eccezionale e di impossibile previsione relativamente alla sua energia.

E quali erano le previsioni quel giorno? Dagli archivi 3bMeteo:

Domani, Lunedi’ 3 Luglio [2006]

Sud: In prevalenza soleggiato in Sicilia, variabilità su peninsulari con rovesci già al mattino su Calabria centro-settentrionale, in intensificazione nel pomeriggio e tendenti ad assumere forma temporalesca, con fenomeni più frequenti su Calabria, Lucania, interne campane e sul Salento. Venti deboli o moderati da NNO, mari poco mossi o mossi al largo, temperature in lieve calo con massime sui 28-32°.

Il punto (e il problema) e’ che, come dice Meloni, “Purtroppo nubifragi così intensi non sono prevedibili“. Possibile? Si’, se si va oltre alla semplicioneria di incolpare la Protezione Civile per la mancata previsione al giorno prima. Scrive Peppe Caridi su “Strilli”:

[...] La vera domanda che ci dobbiamo porre, interrogando le nostre coscienze, è: E’ davvero possibile che con i livelli odierni di progresso, non riusciamo a salvaguardare la nostra vita da fenomeni simili, neanche utilizzando tutti gli strumenti a disposizione? [...]

Perchè in Calabria non esiste ancora un Centro Meteorologico Regionale, che invece c’è in molte altre Regioni d’Italia ?
Perchè in Calabria non esistono radar che permettono un costante monitoraggio della situazione meteorologica ?
Perchè in Calabria non esiste una rete di stazioni di rilevamento atmosferico e ambientale ?
[...]

Sono quelli argomenti per un Giudice? Ed e’ colpa della Protezione Civile? Penso proprio di no.

Scie Chimiche? Splendide Nuvole

Occupatasene recentemente la trasmissione Voyager su Rai2, le “scie chimiche” che si dice sarebbero usate per diabolici esperimenti di guerra metereologica sono tornate di moda su internet.

Ecco alcune pagine contro: Il Disinformatico (qui e qui), MD80 (qui e qui) e anche il famoso Giuliacci. A favore il sito Scie Chimiche (ovviamente).

Ma invece di citare quelli, mi permetto (dopo sua autorizzazione) a postare un bellissimo commento da parte dell’agrometereologo (PhD) Tore Cocco:

…ho iniziato a studiare meteorologia a 15 anni, e ricordo ancora il bel libro di Francesco Di Franco che assicurava che una volta studiato il libro il lettore avrebbe visto le nubi con occhi diversi e avrebbe saputo distinguerne i vari generi; ebbene io pensai tra me: “certo come no” ma in effetti qualche giorno dopo vedevo le nubi come mai prima di allora…

perche racconto tutto questo? tra poco sarò chiaro…l’anno seguente mi iscrissi ad un corso di meteorologia, o meglio operatore meteorologico di 4° livello (non so se ne esistono ancora) e una delle cose che ci disse un vecchio meteorologo che preparava i bollettini per l’aviazione civile era che alla fine del codice che riassume le condizioni meteo, i più avveduti in caso di presenza di scie di condensazione finivano il codice con la parola “cotra” che significa condensation trail.

Perche? Le scie di condensazione si formano grazie alle polveri che provengono dai motori dell’aereo, tali polveri fungono da nuclei di condensazione per il vapore presente nella parte alta della troposfera, ed ora viene il bello…in condizioni di stabilità (a quelle quote) le scie di condensazione si dissolvono rapidamente, mentre in condizioni di instabilità le scie permangono e spesso si trasformano in altri generi di nubi, e per la precisione nei vari generi di cirri.

In realtà il cielo in quota è spesso sgombro di nubi per il semplice fatto che non ci sono abbastanza nuclei di condensazione (polvere di tutti i generi) per la formazione di nubi, quindi quando un aereo rilascia nuclei al suo passaggio magicamente il vapore condensa; ma da il fatto che le scie si dissolvano o no i meteorologi capiscono se ci sono condizioni per lo sviluppo di cumulonembi, in pratica se vedi piccole nubi cumuliformi alle basse quote e anche le scie di condensazione che non si dissolvono allora l’atmosfera è semplicemente instabile e se un cumulus mediocris (quelle nubi tipo panna montata) riesce ad arrivare a quote superiori troverà le condizioni di instabilità idonee ad un ulteriore rapido sviluppo verso il cumulonimbus (nube temporalesca) che è il re di tutte le nubi.

Riassumendo se l’atmosfera è instabile allora le scie di condensazione non si dissolveranno, e con i vari aerei che passano si formeranno dei vari disegni a scacchiera o a cerchi (virate degli aerei spesso in attesa di pista libera o manovre di atterraggio e decollo) che gli ignoranti crederanno essere formati da ufo o da complotti internazionali per il controllo del clima…

…. perche ho raccontato la prima parte? certo, molte delle belle foto [distribuite su internet], altro non sono che vari generi di nubi che trovi su qualsiasi atlante delle nubi anche di 50 anni fa. Per citarne alcune si vedono un classico cumulonimbus capillatus incus, poi alla base del cumulonembo si vedono le “mamma” che sono un segno di instabilità intensa (quei grappoli che in meteorologia vengono chiamati mamma perche sono come le mammelle), poi si vedono le nubi lenticolari che sono tipo vari dischi sovrapposti che spesso vengono scambiati per avvistamenti ufo ma che sono solo il risultato del mescolamento a strati di aria secca e satura e che indicano un cambiamento delle condizioni meteo (sempre nella meteorologia classica) e potrei continuare e descriverti ogni genere di nube presente e le cause che le generano, perche vedi non c’è niente di nuovo sotto il sole e sopra le nostre teste…

Un’altra cosa, il quadrilatero presente sull’Adriatico è un fenomeno comune ed è dovuto ai venti di ponente che per via della catena appenninica fomano dal lato tirrenico le nubi per effetto stau e dal lato adriatico si dissolvono per l’effetto foen (favonio per gli antichi romani), poi il vento proseguendo verso occidente incontra le coste dalmate e via nuovamente effetto stau, e magicamente il lato adriatico rimane sereno…insomma se hai il gusto di guardare immagini dal satellite queste cose le vedrai spessissimo….

Dimenticavo non si controllerebbe il clima ma casomai il meteo, anzi in tal senso dal dopoguerra gli esperimenti di inseminazione delle nubi (come studiai sempre da ragazzo sui testi sacri di Louis J. Battan) si fanno con ioduro d’argento o con del semplice sale da cucina (che è quello che fa piovere da sempre sulle nostre teste) e gli esperimenti servivano a far piovere in momenti di intensa siccità; tali esperimenti son stati condotti anche in Sardegna e nel resto del mondo molti anni fa ( e mi pare ancora in Puglia), ma con scarsi risultati pratici (le nubi si dissolvono in breve tempo se inseminate).

Il progetto più audace mai provato è stato quello di cercare di diminuire la forza distruttiva degli uragani cercando di creare un secondo occhio inseminando le nubi con ioduro d’argento, ma i risultati son stati ridicoli e ancora oggi a distanza di 50 anni gli uragani devastano dove passano.

Un’ultima cosa che ho voluto in questa mail è la lunghezza, perche si perde spesso molto tempo dietro a sciocchezze incredibili, ma talvolta se ci fermiamo anche solo per 5 minuti a parlare di scienza vera allora svaniscono le teorie complottistiche e paranoiche dei caproni che credono che lo sbarco sulla luna non sia mai avvenuto, che gli USA abbiano fatto saltare le torri gemelle con la dinamite e che i governi vogliano cambiare il clima con le scie di condensazione.

e chi più ne ha più ne metta…