Ancora sull’Iran

Il martellamento propagandistico dell’Amministrazione Bush sta davvero lasciando il segno, riguardo l’Iran. E’ diffusissima a destra come a sinistra la nozione che ci troviamo di fronte a uno Stato Canaglia con capitale Teheran, contro cui rivolgere i nostri strali e da accusare di essere dietro tutto il terrorismo islamico, magari poi per lanciare senza tanti scrupoli un po’ di bombe contro gli Iraniani.

Ma se e’ vero che il fondamentalismo del Presidente Ahmadinejad e’ preoccupante, e’ anche vero che come ho gia’ scritto, finora si e’ dimostrato solo un gran chiacchierone. Il vero potere e’ sempre in mano al “guardiano spirituale della rivoluzione islamica”, il Gran Ayatollah Leader Supremo Ali Khamenei, il quale non sembra propenso a fondamentalistichezzare nessuno, fuori dal suo Paese.

Strategicamente poi l’Iran e’ isolatissimo e non comanda neanche gli Sciiti iracheni. Israele e la Turchia sono i suoi alleati “naturali”, checche’ ne dica Ahmadinejad, non certo l’Arabia Saudita dove a Medina, il Jannat al-Baqi, il Boschetto Celeste cimitero cosi’ caro agli Sciiti e’ stato distrutto e poi anche recintato.

A proposito…segnalo un interessante articolo di Timothy Garton Ash uscito una settimana fa su Repubblica: “L’Europa scivola verso il disastro con l´Iran

Non sono d’accordo su tutto, con l’autore, ma su un punto si’:

La grossa carota dovrebbe essere l´offerta di negoziati senza alcuna pregiudiziale su qualsiasi cosa di cui la Repubblica islamica voglia discutere, [inclusi] accordi per l´energia nucleare, il commercio, gli investimenti e una piena normalizzazione delle relazioni con gli Stati Uniti. L´obbiettivo, in questo caso, è far sedere Washington e Teheran allo stesso tavolo, per trattare in modo diretto, senza intermediari. Questo significa tirar fuori le due controparti dal vicolo cieco in cui sono andate a ficcarsi

Insomma gioverebbe a tutti se venisse rimosso il grosso nebbione delle continue minacce americane all’esistenza dello Stato Iraniano.

In questo modo potremmo almeno sapere quanta della prosopopea di Ahmadinejad e’ “a prescindere”. E vedere quindi il suo bluff: vuole davvero distruggere Israele, o ha solo bisogno di stuzzicare il Babau americano per giustificare il suo potere?

L’Iran e la nostra propaganda

(Lettere spedita a Notizie Radicali)

Cara Redazione

Piu’ che “approfondimento giornalistico”, l’articolo “Iran ed Hezbollah, grazie alla Russia, mettono in stallo l’ONU” (Matteo Mecacci, NR, 13 novembre) mi sembra un comunicato stampa stilato dal Segretario di Stato USA o dal Foreign Secretary britannico

In particolare la fraseologia associante “Iran” a “regime”

Se e’ vero che la democrazia della Repubblica Islamica e’ men che perfetta (e quale lo e’?), sarebbe lecito aspettarsi considerazioni meno sbrigative per un “approfondimento”: considerando, per esempio, che la partecipazione popolare alle elezioni non e’ trascurabile, cosa ben diversa dalle dittature in Medio Oriente e altrove; e che il potere effettivo del vocifero Presidente non e’ certo paragonabile a quello dei suoi corrispettivi in America o in Francia

Trovo anche semplicistico il riferimento alla “comunita’ internazionale” che dovrebbe respingere “in modo unito il suo [Iraniano] tentativo di acquisire armi nucleari”

La situazione e’ ben piu’ complessa: i cinque Big del club nucleare non sanno spiegare perche’ non possano fare a meno delle loro armi (specialmente, la Gran Bretagna e la Francia); e’ ormai un fatto storico che chi fa esplodere la Bomba puo’ aspettarsi un trattamento di riguardo (Pakistan, North Korea) mentre chi non ce la fa, e’ letteralmente condannato alla forca (Iraq); l’Iran fa ancora parte del Trattato di Non-Proliferazione Nucleare; Mohamed ElBaradei, famoso capo dell’Ente Internazionale per l’Energia Atomica e Premio Nobel per la Pace 2005, ha confermato all’inizio del 2006 che non ci sono prove che Teheran abbia devoluto alcuno sforzo alla costruzione di armi nucleari; etc etc

L’Iran, checche’ ne dica il Presidente Ahmadinejad, non ha mai attaccato nessuno per vari secoli: difficile pensare che lo faccia proprio adesso rischiando l’obliterazione. 

D’altronde, le continue interferenze britanniche ed americane negli ultimi decenni, e le minacce mai smentite di imminenti attacchi ed invasioni da parte americana e israeliana non possono che spingere i dirigenti iraniani verso la Bomba (o anche solo la Minaccia di Costruire la Bomba) come soluzione difensiva di straordinaria efficacia

Riuscira’ l’ONU ad andare al di la’ delle pulsioni interne del momento dei Membri Permanenti del Consiglio di Sicurezza, per costruire una pace vera ed effettiva fra l’Iran e gli Stati Uniti, basata prima di tutto sul ripudio e la prevenzione dell’aggressione armata come strumento di risoluzione dei conflitti? Lo spero fortemente, e ne dubito con analoga forza

Ma se pure un minimo di speranza ci rimane, cerchiamo di non ucciderla noi stessi diventando cassa di risonanza per considerazioni troppo semplici e di parte Per ulteriori approfondimenti, rimando a due articoli di Christopher de Bellaigue sulla New York Review of Books: “Iran and the Bomb“, 27 Aprile; e “Defiant Iran“, 2 Novembre 2006

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Sull’argomento mi e’ stata pubblicata l’immancabile lettera sull’IHT (29 Gennaio 2006):

C’e’ una ipocrisia occidentale non menzionata da Philip Bowring nel suo articolo ‘Chi ha paura dell’Iran grosso e cattivo?’ (IHT, 19 Gennaio). Nazioni come la Francia e la Gran Bretagna hanno i loro arsenali nucleari, e nessuna intenzione di abbandonarli nel prossimo futuro. Come possono proprio esse, fra tutte le Nazioni, predicare agli altri di rimanere senza armi atomiche? Perche’ il Primo Ministro Blair e il Presidente Chirac non mostrano a tutti la strada maestra eliminando prima di tutto le loro capacita’ nucleari?

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ADDENDUM

Ecco le mie risposte a un paio di commenti a quanto sopra sul Gruppo Yahoo “radicali-toscana“:

L’Iran, come Israele e l’Uganda, e’ un po’ il mio pallino in tema di relazioni internazionali

[...] La tradizione democratica iraniana precede la rivoluzione islamica, con la quale e’ vero che si e’ stabilita una teocrazia (o meglio, una clero-crazia) che ha fra l’altro rotto l’antico tabu’ che voleva i mullah fuori dalla politica: ma la quale teocrazia non puo’ fare a meno del chiamare i cittadini al voto

Non e’ quindi solo la solita dittatura alla europea anni Venti, basata sul consenso implicito delle masse. Ed e’ molto piu’ aperta e dinamica della commedia egiziana

Com’e’ simile, e com’e’ diversa, la situazione iraniana con quella vietnamita: nell’una il movimento di liberazione nazionale ha dovuto vendersi ai preti, nell’altra ai comunisti. Pero’ ad Hanoi si vota poco

Insomma, a voler considerare la societa’ iraniana come tuttora sofferente del trauma del colpo di stato CIA-Shah contro il democraticissimo Mossadeq, e’ probabilmente naturalissimo aspettarsi questo stato presente di “democrazia sospesa” che chiede la protezione divina per difendere la Nazione

[...] Finanzia, rifornisce: ma [l'Iran] non ha mai appoggiato “in pubblico”. Hanno anche organizzato la farsa delle Brigate Suicide, volatilizzatesi quando c’era da inviarle davvero in Libano. Sembrano gli aiuti USA ai “movimenti democratici” di tutto il mondo: tante e soprattutto chiacchiere

[...] io invito all’approfondimento ulteriore [...] E critiche non ne risparmio mai a quel semi-idiota religioso di Ahmadinejad (curiosissimo caso di Vita Parallela con tal Dubya?)

[...] Insomma, il dipingere l’Iran a tinte fosche utilizzando un modo di parlare tipico dell’Amministrazion e USA, se non e’ propaganda, ne e’ vittima sicuramente

[...] La legittimita’ [dell'ONU] e’ stata per decenni quella del piu’ forte e dell’equilibrio delle superpotenze. Gli altri si sono adeguati, difficile che possano sgattaiolare via adesso.

Non e’ pero’ un caso che le riforme dell’ONU e del Consiglio di Sicurezza non siano piu’ abortite sul nascere: non e’ solo il Clown di Caracas ad accorgersi che non si possa andare avanti secondo antiche logiche. Se il CDS pensa di mettere quattro sanzioni contro l’Iran e poi di “vincere le menti e i cuori” o fare come se nulla fosse, allora stanno freschi

[...] se ad indicare Teheran sono le potenze nucleari degli USA (che hanno invaso dalla Guerra Messicana del 1848 in avanti chi e’ loro parso e piaciuto, e non hanno ancora finito); del Regno Unito (detentore del
record mondiale di “partecipazione a guerre” probabilmente in qualsiasi periodo degli ultimi due secoli); e della Francia (che si tiene ancora stretta gran parte dell’Africa, ha supportato il genocidio rwandese, e
non ha la Legione Straniera per giocare a boccette)… allora permettimi di dire che la “minaccia iraniana”, piu’ che la Luna, sembra un piccolo asteroide! E quel dito [...] sembra troppo sporco per fare da accusatore

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[...] e’ troppo diffuso il desiderio di cancellare le nostre marachelle.

Io lo vedo come la storia della pagliuzza e della trave. La trave e’ nei “nostri” occhi e mi occupo di quella. Sono occidentale, liberale, italiano, europeo, cristiano

Fossi stato Iraniano, probabilmente “tuonerei” (in modalita’ differente, immagino) contro i pretunzoli sciiti al potere

[...] e’ chiaro che [quella iraniana] e’ una “democrazia” diversa. Loro non hanno avuto la mattanza collettiva della Prima Guerra Mondiale, a noi nessuno ci ha silurato il Primo Ministro con i Servizi Segreti. Loro sono una minoranza religiosa, noi la sede della Caput Mundi. etc etc etc

Non ricadiamo per favore nei soliti discorsi da “trapianto della democrazia”. Il modo di fare politica dipende dalla societa’, e dalla storia locale. I diritti umani fondamentali, no. Infatti esiste una Dichiarazione di quelli, ma non di quella

[...] il problema non e’ affatto se “il mondo” e’ piu’ sicuro: il problema e’ che “l’Iran” e’ piu’ sicuro

E quindi, vista la storia alle spalle, e’ logico che perseguano una certa strada

Se vogliamo fermarli, dobbiamo rispondere alle loro esigenze primarie di sicurezza. Esigenze che [continuiamo a ribadire] noi per le nostre societa’ e nazioni

Altrimenti, perdiamo tempo e/o prepariamo una guerra che non fara’ che confermare la bonta’ strategica dell’atomica iraniana…dal punto di vista degli Iraniani

[...] Il primum movens non e’ ne’ eliminare Israele, ne’ invadere l’Arabia Saudita. Lo sanno anche i pulcini che l’atomica non e’ un’arma d’attacco, ma di difesa

[... gli europei] gigioneggiano pregando che arrivi il Deus-Ex-Machina

[...] l’Iraq e’ stato invaso perche’ NON poteva nuocere. E’ cosi’ chiaro, non farmelo spiegare troppo…

La Guerra dei Cuori E’ Perduta

Fra il venezuelano Chavez che fa le parodie del “Diavolo Cowboy George W Bush” e l’iraniano Ahmadinejad che piccona le Nazioni Unite, B&B (GW & Tony Blair) la loro guerra per conquistare i cuori e le menti dell’umanita’ la perderanno di brutto…

specie se quegli altri due saranno capaci di liberarsi delle stupidaggini che mettono in dubbio l’Olocausto, o favoriscono un curioso comunismo ultrapopulista…diventando allora “vendibili” anche in Occidente

quando comincia, questo XXI secolo???

Aperta la Campagna Reclutamento Terroristi “Classe 2016″

C’e’ grande abbondanza di analisi delle varie crisi attuali riguardo Israele, nella striscia di Gaza e in Libano.

Certamente molte di loro sono più significative di qualunque cosa io possa scrivere

Cio’ detto, il mio non umile parere (anche, da studente di Politica Internazionale) e’ che ci sono giochi di guerra multipli, a piu’ livelli con piu’ strategie su parecchi fronti, compresi i mass-media internazionali e l’opinione pubblica, a livello regionale e globale.

Ciò è raramente o mai menzionato in TV ed sulla stampa. Trovo la vasta maggioranza delle interviste fuorvianti nel migliore dei casi.

Ed ogni osservazione che incolpa la crisi tutta da un lato o dall’altro e’ poco ragionata, informata male o anche disonesta

Allora elenchero’ semplicemente alcune idee e problemi riguardo cui sono principalmente interessato e preoccupato:

• E’ certo che nessuno si preoccupa per le vite dei civili, particolarmente se libanesi 

• Abbiamo ulteriore conferma che le vite umane hanno valori differenti: un fatto su cui tutti sembrano d’accordo. Durante la Intifada 2000-2005, i morti Israeliani erano in proporzione di uno ogni 3.4 Palestinesi. Al giorno d’oggi i morti israeliani sono uno ogni 10 libanesi. La disparita’ e’ sostenuta dal fatto che la liberta’ di un soldato israeliano e’ stata negoziata in passato per la libertà di circa 133 prigionieri palestinesi

• Siamo a poche vite di distanza dalla “Guerra Perfetta del XXI secolo“, che sara’ senza nessuna vittima fra i militari (completando cosi’ una tendenza iniziata centinaia di anni fa, quando invece la maggior parte dei morti e feriti erano fra il personale militare)

Infatti, l’infrastruttura militare classica e’ stata appena toccata

• La frase “risposta sproporzionata” e’ falsamente ingenua in bocca a politici ed esperti. La risposta di ogni “attore” e’ perfettamente razionale e proporzionata, dal proprio punto di vista.

La chiave alla loro “razionalità” e’ la mancanza di preoccupazione alcuna per le vittime civili particolarmente se libanesi

• Israele stava preparando questo da anni. Nessun intervento militare importante, particolarmente quando è combattuto sul secondo fronte, può essere organizzato durante la notte. Si può azzardare che l’organizzazione e’ iniziata almeno un anno fa, come fronte alternativo di combattimento da tenere “in calso” dopo l’uscita da Gaza

• Anche Hizbullah stava preparando questo da anni. Anziché i soliti missili manca-obiettivo (il genere sprecato al giorno d’oggi da Hamas), Hizbullah ha messo insieme un impressionante numero di razzi differenti, con una rete sotterranea del trasporto, stoccaggio e distribuzione che non dipende dall’esistenza di strade e ponti.

Tutte “meraviglie” molto aiutate naturalmente dai tanti petrodollari in arrivo dall’Iran

• Prima della crisi corrente, Hamas era in una posizione debole: un disastro come Governo, un disastro economicamente, un disastro politicamente con il referendum del 26 Luglio che rischiava di deleggittimarne l’esistenza stessa, se i Palestinesi avessero riconosciuto il diritto di Israele a esistere.

Adesso, il referendum è posposto indefinitamente

• Anche Israele era in una posizione debole: apertamente incapace di difendere (e ritrovare) i suoi propri soldati, impotente a guardare Hizbullah prepararsi forse per un’invasione e in pericolo di essere scavalcata dal referendum Palestinese del 26 luglio.

Il nuovo Primo Ministro, mancante delle credenziali militari, puo’ solo mostrarsi spietato e militarista, dando la mano libera ai Generali. La promessa difficile uscire di alcuni stabilimenti della Riva a Ovest era abbastanza rischiosa da mantenere, e ora e’ molto piu’ facile poichè può essere accantonata a lungo.

La debolezza della posizione dell’Israele è confermata ogni volta che un israeliano dice le abusate parole “Israele non puo’ fare altrimenti”. E questa sarebbe una maggiore Potenza regionale? Perchè e quando si sono fatti mettere in un angolo?

• Neanche Hizbullah era in una posizione forte: non ancora pronti per una guerra in grande scala, con la minaccia della Risoluzione ONU 1680 che ne chiede il disarmo, sempre sull’orlo di essere annullati da una crisi politica a Teheran o Damasco, o persino in un compromesso nucleare fra l’Iran ed il resto del mondo

Nessun comandante militare o politico coinvolto in questa crisi ha interesse a concludere il conflitto a breve termine. O persino medio

• I mercati azionari locali la pensano allo stesso modo, visto che le borse in Israele e Libano non stanno soffrendo come ci si aspetterebbe in un momento della guerra

• Tristemente, questa non e’ un’intifada, combattuta per piazzarsi nella posizione migliore in vista di una pace permanente. E’ una guerra di annientamento politico

• In primo luogo e’ stato annichilito il Libano come Stato. Non c’e’ alcuno sforzo per difendere i propri cittadini, per esempio. E Hizbullah, in teoria parte del governo di Beirut, ha lanciato una campagna militare senza avvisare nessuno.

In passato, avremmo potuto parlare del Libano come di un Protettorato di Hizbullah, ma poichè non hanno intenzione di proteggere alcunche’, il paragone piu’ vicino puo’ essere la Germania della guerra dei Trenta Anni: un “campo da gioco” per le guerre altrui

• Trattative di pace non hanno senso. Non c’e’ niente da negoziare fra Hamas e Hizbullah,  e Israele. Uno puo’ immaginarseli solo a negoziare riguardo gli altri intraprendere un viaggio di sola andata verso le lune di Saturno

• Chiunque non e’ direttamente toccato da questa guerra ha poco da preoccuparsi. Lo testimonia la reazione pigra americani: Condi Rice andra’ li’ “presto”, cioe’ la settimana prossima

• Il fatto che l’Iran supporta Hizbullah significa che non uno degli Stati vicini al Libano desidererà intervenire nel conflitto. Tutti avrebbero pochissimo da guadagnare intervenendo e molto da perdere

• Molto più facile ed efficiente per il mondo intero e’ lasciare che i combattenti si instupidiscano a vicenda e manovrare per ottenere il massimo qualunque sia il risultato

• E’ difficile immaginare la conclusione di queste crisi senza pensare che Israele otterra’ un vantaggio ancora una volta, come in ogni guerra dal 1946 ad oggi a parte il 1956 e 1973 (forse!)

• D’altra parte, come l’invasione del 1982 ha contribuito a generare Hizbullah, la guerra 2006 significherà che un’altra campagna di reclutamento di terroristi e’ “sostenuta” da Israele

I terroristi del 2016 cioe’

In un universo parallelo piu’ felice, Israele sta mostrando la forza della democrazia preoccupandosi realmente almeno un po’ dei civili libanesi (non solo a parole; ma allora, nel nostro universo il Regno Unito e gli USA. hanno insegnato la lezione, con la loro negligenza per le vite irachene).

Hizbullah sta mostrando la resistenza delle sue credenziali islamiche permettendosi di avere pieta’ per tutti i civili, piuttosto che per nessuno. Hamas e Hizbullah hanno imparato che non ha senso protestare se il leone vicino di casa comincia ad aggredire i vostri bambini, dopo che lo avete stuzzicato, colpito e svegliato.

Ed almeno un Leader non-violento sta aiutando tutti gli abitanti della Palestina Storica ad imparare a vivere insieme.

In una realtà alternativa differente, sempre più felice della nostra, la Comunità Internazionale sta lavorando per fermare l’interminabile guerra asciugandone le relative fonti finanziarie.

Nessuno può sparare se non hanno i soldi per comprare le pallottole. Ed abbastanza gente la’ sta pensando, quanto e’ idiota passare il proprio odio ai propri bambini innocenti.

Ma questo è quello che abbiamo. Come Steve Hackett ha scritto e Phil Collins ha cantato per i Genesis 30 anni fa:

Lasciamo perdere le notizie, amico mio (faccio del the’)

Arabi ed Ebrei amico mio (e’ troppo per me)

Mi confondono sempre amico mio (mi fanno dormire)

E quello che davvero odio, Signore Mio!

E’ restare sveglio a tarda notte, per guardare un dibattito, sul destino di una nazione

Israele e Palestina – L’Ottusita’ di Fondo

Triste ascoltare il 28 Giugno scorso alcune parti di Viva Voce, programma condotto da Giancarlo Loquenzi su Radio 24 tutte le mattine feriali dalle 9h alle 10h (“Medio Oriente: una pace impossibile?”).

Se ne scaricate la registrazione, da 29m15sec in poi si puo’ ascoltare Fiamma Nirenstein, corrispondente da Israele per La Stampa, difendere appassionatamente…la sua assenza di passione.

La Nirenstein dice di essere Ebrea, ma cio’ non avrebbe “inficiato” i suoi giudizi. Anzi, prosegue “Ho insight senza pregiudizio

Meno male che ce lo dice in maniera cosi’ chiara…

Ma bando al sarcasmo: quello che dice la Nirenstein e’ l’ennesima manifestazione di un problema annoso quanto comune, e che non ha portato, non porta e non portera’ mai da nessuna parte.

Infatti la Nostra dedica ogni suo intervento in trasmissione a “dimostrare” che Israele fa bene, qualunque cosa faccia (anche nell’idiotica idea degli omicidi mirati, nonostante questa politica sia fra le cause della nascita del terrorismo palestinese di questo secolo). E naturalmente ogni crisi, ogni incidente e ogni dramma e’ sempre colpa dei Palestinesi.

Il punto non e’ negare l’innegabile: la Nirenstein fa un lungo e preciso elenco degli errori da parte palestinese. E’ un elenco da condividere in pieno (manca solo il lato strategico-militare: che senso ha per un topolino attaccare frontalmente un orso? Perche’ costringere Israele a reagire se non si hanno i mezzi per una pur minima difesa militare? argomento che avra’ il suo blog)

Il punto e’ che concentrarsi sugli “errori” di una sola delle due parti, nel conflitto mediorientale, significa cercare di mascherare una ottusita’ senza fine

Infatti, perche’ non dovrebbe un commentatore palestinese usare gli stessi metodi retorici? In cosa avrebbe torto, se si occupasse solo di ripetere la litania di tutto cio’ che c’e’ di sbagliato e innegabile nel modo in cui Israele gestisce i Territori Occupati?

(per un limitato elenco, si legga “What Does Olmert Want?”, dell’ebreo israeliano Amos Elon, sulla New York Review of Books, Volume 53, Number 11 · June 22, 2006)

E’ questa ottusita’, questo voler santificare un contendente e demonizzare e/o dipingere come stupido l’avversario, che appiattisce il dibattito. E non fa niente per risolvere il conflitto Israelo-Palestinese. Anzi!

Altrimenti, i due nemici avranno sempre ragione, e procederanno d’odio e d’accordo nel piu’ classico caso di Tirem innanz’ di due nazioni

Le Piu’ Grandi Ipocrisie

Con quante palesi falsita' dobbiamo convivere?

1. "Sviluppo Del Terzo mondo"? E' solo colonialismo vecchio-stile sotto una nuova apparenza. La prova è il fatto che così poche "pæsi in via di sviluppo" hanno potuto "emergere": e non c'e' stato nessun paese "emergente" capace di sedersi con le "Grandi Potenze" (la Cina è un caso speciale semplicemente per le dimensioni). Così il risultato di decenni di "sviluppo" e' che le cose sono più o meno esattamente com'erano

2. "Democrazia Liberale"? E invece, continua a evolversi in oligarchie auto-perpetuantisi. Si veda la creazione dei partiti-personalità in Francia ed in Italia; ed il numero osceno di figli e figlie di ex presidenti e di altri politici, che ereditano dai genitori dei posti di potere all'apparenza elettivi

3. "Guerra alle Droghe"? Soltanto un idiota non capisce che una tal "guerra" è stata vinta, ma dai cartelli e dalle mafie della droga in tutto il mondo. Completamente ma speriamo involontariamente immemori del disastro proibizionista americano negli anni 20, spendiamo e spandiamo soldi e risorse, in qualcosa che può essere solo descritto come un elaborato schema per finanziare i trafficanti

4. "Servizio Pubblico"? In realtà, meglio descritto come un "contentino a minimo costo" visto che la maggior parte del tempo, non si fornisce alcun servizio, anzi l'efficacia è misurata dai soldi risparmiati, piuttosto che dalla qualità dell'assistenza fornita alla gente nel bisogno

5. "Reality TV"? Manco per niente. La televisione può ritrarre la "realta'" usando le tecniche di candid camera, forse, ma definitivamente nessuna persona sensata al mondo si comporterebbe "naturalmente" e "realisticamente" con al seguito una squadra di tecnici della luce, della fotografia e del suono. L'unica speranza di vedere "la realtà" è se i personaggi dimenticano l'esistenza di tutta quella gente intorno. Ma allora, è solo Televisione, una specie di teatro aumentato in cui le cose accadono a causa del loro valore intrattenitivo

6. "Stato Etico"? L'Inferno sulla Terra. Quante volte abbiamo bisogno di ripetere gli errori orrendi dell'inizio del XX secolo, dove gente altrimenti buona e intelligente ha inventato, approvato, incoraggiato e promulgato crimini in nome dell'Eugenica, nella speranza di rendere il mondo e l'umanita' migliori? E così dovremmo stare lontani da soluzioni semplicistiche su come abbellire noi e il pianeta, specialmente quando portate avanti indipendentemente dal resto: cosi' come, contrariamente a quanto suggerito da D.H. Lawrence, la povertà urbana non può essere risolta seriamente intossicando tutti i poveri in una costruzione grande quanto il vecchio Crystal Palace

7. "Amore Cristiano"? E perchè allora si trasforma così facilmente in crudeltà illimitata, come quando prova ad ostacolare l'amore tra omosessuali? Crudelta' durissima, per esempio in Italia, pronta a rendere l'inseminazione artificiale quasi impossible, in nome della protezione delle vite di feti che ora non saranno mai impiantati? E che finge di risolvere il problema dell'aborto rendendolo illegale? Ed che infine lascia tranqullamente a soffrire malati terminali in un'agonia indescrivibile, solo per difendere un diritto alla vita che diventa un obbligo di essere torturato dal proprio stesso corpo?

8. "Fondamentalismo Islamico"? Magari! Nelle ultime due decadi, ogni sforzo armato per "proteggere l'Islam" e' riuscito in primis ad eliminare…altri musulmani. Si pensi a tutti i morti dopo la bomba all'ambasciata degli Stati Uniti in Tanzania. Si pensi agli algerini uccisi durante la guerra civile negli anni 90. Si pensi alla vasta maggioranza delle vittime in quasi tutti gli attentati in Egitto. Si pensi alle nozze palestinesi misteriosamente designate come obiettivo per le bombe ad Amman nel 2005. E si pensi ai bambini musulmani uccisi durante l'attacco contro il quartierino per stranieri nella capitale saudita

9. "Guerra al Terrorismo"? Che cosa sta venendo fuori è invece un riposizionamento forte dei Governi, negli USA, in Gran Bretagna, in Europa ed altrove. I governi di tutti i colori e gusti sembrano provare a infiltrarsi sempre più nelle vite private dei loro cittadini. L'unica cosa che non hanno ancora giustificato con "la guerra al terrorismo" sembra essere la visita proctologica. Per il resto, cimici, macchine fotografiche nascoste, burocrazia supplementare, passaporti complicati, per non parlare della museruola del dissenso anche vicino al Parlamento di Londra. E chi osare fermarli, senza timore di essere identificato come un terrorista, o peggio, un debole nei confronti dei terroristi

10. "Valutazione Logica"? Sarebbe ridicola se non fosse così perniciosa. In tutti i generi di aziende e agenzie governative, le decisioni sembrano su carta essere il risultato di una larga consultazione con tutti gli interessati: perche' allora sono solitamente così vicine ai pregiudizi di chiunque sia in carica?Semplicemente troppo di quanto facciamo finisce nelle mani di chi ha l'oratoria piu' fine, invece che in quelle di chi ne avrebbe davvero bisogno

Ed ancora ipocrisie:

a. Chiamano "esportazione della democrazia" un modo di ottenere il controllo di una zona bombardando i potenziali "elettori"

b. Chiamano "protezione dell'ambiente" la fissazione di considerare ogni cosa fatta dagli esseri umani come "tossica". Nel frattempo, gli schemi di riduzione delle emissioni di CO2 forniscono finanziamento supplementare…alle grandi compagnie petrolifere

c. Dicono che "sport" è una competizione fisica in cui un'etica specifica permette divertimento in un ambiente giusto. Peccato sia solo un altro gigantesco business dell'intrattenimento, oppio delle grandi masse che si sottometto, scaricando la violenza intorno ad un campo verde piuttosto che sul tarmac grigio di una città

d. Denominano "processo di pace Israelo-Palestinese" cio' che ovviamente e' una serie di pazzi colpi di coda nell'affano che precede la stabilizzazione, un acchiappa-e-bombarda-mentre-puoi.

e. Dicono che stanno sviluppando "nuovi farmaci", mentre una grande parte di quelli e' solo una serie di sostituzioni superflue

Il momento giusto per lasciare l’Iraq

o almeno per cominciare ad impacchettare?

Realizzando un colpo importante di propaganda eliminando il ba-bau Abu Musab al-Zarqawi nemico di Abu Musab, non dovrebbero gli USA e la Gran-Bretagna per approfittare della situazione per uscire dall'Iraq?

È apparente che entrambi i governi farebbero piuttosto a meno di avere truppe in quel di Baghdad e dintorni, e guadagnerebbo molto electoralmente persino annunciando giusto un inizio del loro ritiro

Inoltre hanno bisogno di proteggere la propria reputazione, senza sembrare deboli agli occhi dei loro nemici (in Irak ed altrove)

L'opportunita' e' adesso: c'e' un risultato chiaro e per un certo tempo non ci sarà nessun attacco di insurrezione a controbilanciarlo

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Con le elezioni parlamentari americane che si avvicinano a un Presidente estremamente impopolare, e Blair incapace di prevalere nei sondaggi anche contro il guscio vuoto conservatore David Cameron, possiamo sperare soltanto che entrambi realizzino che grande occasione hanno per smettere di fare parte del problema in Iraq, e di mandare i loro soldati verso morti inutili

Media Oriente: i nostri peggiori difetti, a nudo

o "Accecati dalla nostra stessa propaganda, incolpiamo gli Altri se non ci amano"

Sul Domenicale del Sole24Ore (6 Novembre 2005) Riccardo Chiaberge si chiede se la continua espansione dei mezzi di comunicazione di massa non portera' i popoli mediorientali a rigettare i loro "regimi fondamentalisti" ed abbracciare l'Occidente come ideale futuro: alla maniera dei giovani cecoslovacchi o tedeschi orientali, per i quali i Paesi oltre la cortina di ferro rappresentavano

il futuro, il paradiso promesso da Lenin e poi capovolto nell'inferno totalitario

L'articolo si conclude pessimisticamente:

I giovani pasdaran di oggi, le auto le imbottiscono di tritolo, sperando di volare piu' in fretta nel paradiso di Allah. Per troppi di loro, gli eroi hanno il pallore ascetico di Osama, gli occhi gelidi di Atta. E la tv, invece di proporre modelli alternativi, non fa cha amplificarne le gesta

Non sono assolutamente d'accordo.

Il bisogno di informazione e democrazia nel Medio Oriente e’ reale e lo dimostra il successo di Al Jazeera.

Invece di preoccuparci sempre dei quattro gatti che si rivestono di tritolo, chiediamoci perche’ in una informazione aperta e “libera” i nostri ideali occidentali non risplendano come aspettato.

E magari potremo rispondere che quei fantomatici ideali sono calpestati da noi stessi in nome della ragion di stato, davanti agli occhi di tutti e quindi anche di coloro che non possono rifuggire da cotanta ipocrisia (a meno che non siano circondati, come noi stessi, dalla nostra propaganda)

D'altronde era molto semplice vedere l'Occidente a tinte belle, per un cecoslovacco o un polacco che da quell'Occidente non erano ne' invasi, ne' sfruttati